Archivio per il tag ‘Digitale’

nov
08
2011
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Quinta Ind: il digitale affossa la controllata di Ben Ammar

La società specializzata in post produzione e vfx Quinta Industries fallisce a causa dello snellimento del business provocato dall’avanzata del digitale. Il produttore Tarak Ben Ammar ha portato i libri in tribunale, facendo cadere il sipario su un’azienda considerata leader del settore in Francia, nata nei primi anni 2000 e cresciuta grazie alla progressiva incorporazione di alcuni player storici come LTC, Scanlab e Duran Duboi.

 

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nov
02
2011
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MEDIA Salles: la digitalizzazione rallenta in Italia, mentre in Europa si avvicina il “tipping point”

Si è tornato a parlare di esercizio ieri all’incontro organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo nell’ambito del VI Festival Internazionale del Film di Roma e intitolato D-Cinema: viaggio nel digitale.  Come ha spiegato il presidente della FEdS, Dario Edoardo Viganò, la nuova tecnologia rinnova infatti “le modalità, i luoghi e i tempi” della fruizione del prodotto cinema, con conseguenze che investono in primo luogo le sale, per poi influenzare, a cascata, l’intera filiera della settima arte.

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set
16
2011
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Verso lo switch off del cinema in pellicola, iniziano Fox e The Space

Sono passati oltre 10 anni da quando il cinema Arcadia Multiplex a Melzo (MI) proiettava per la prima volta in assoluto in Italia un film nella sua versione digitale, quindi senza pellicola (era Star Wars – Episodio I).

Le sale attrezzate con la tecnologia digitale sono sempre di più nel nostro paese e il numero cresce ormai in modo esponenziale.

Il circuito The Space ad esempio ha reso noto che entro la fine di settembre ben il 70% delle sale sarà digitalizzato. Ecco le parole di Giovanni Canepa, il direttore generale della società:

“A fine settembre le sale digitalizzate del nostro circuito saranno oltre il 70%. Ci prepariamo allo switch off definitivo della pellicola entro marzo 2012. Porterà con sé una forza dirompente sulla distribuzione, una riduzione molto forte dei costi, aprendo così nuove opportunità per esercenti, distributori e produzioni.”

Infatti ricordiamo che stampare una copia in pellicola costa circa 1000 euro, un costo elevato che penalizza le piccola società di distribuzione. Un film distribuito digitalmente costa diverse centinaia di euro in meno.

Ma perché si parla di Switch Off definitivo del cinema in pellicola? Perché grossi studios come la 20th Century Fox hanno intenzione dal 2013 di distribuire unicamente le proprie pellicole nel formato digitale. A rivelarlo è stato Paolo Protti, presidente Agis e Anec, ad un convegno del Digital Expo della Mostra di Venezia che si è tenuto negli scorsi giorni. Ecco le sue parole:

“In un incontro ad Amsterdam a giugno con Fox, durante il quale abbiamo raggiunto un accordo sulla virtual print fee, i capi internazionali della major hanno dichiarato che a fine 2012 non distribuiranno più film in pellicola, ma solo in digitale. Allo stato attuale le previsioni per il 2011 fatte da noi con il Ministero dei Beni Culturali, relative al completamento della digitalizzazione delle sale, rischiano di saltare. Lo strumento del credito è essenziale anche per le piccole sale: se la transizione al digitale non viene fatta da tutti gli operatori contemporaneamente diventa un vantaggio di pochi e un danno per tutti. Le istituzioni devono lavorare affinché ci siano le condizioni politiche che consentano il cambiamento».

Quindi non solo Fox ma anche le altre major hanno intenzione di abbandonare completamente la pellicola come strumento di distribuzione cinematografica. Come sempre in questi casi i grossi circuiti non avranno problemi a coprire i costi della conversione, mentre le piccole sale rischiano grosso. Vedremo se nei prossimi mesi verrà proposta qualche misura a riguardo.

Fonte: eduesse

mar
22
2009
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L'IMDB è il "distributore cinematografico" del futuro?

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Certo, la stessa ambizione la ha avuta, o la dovrebbe aver avuta, ogni sito cinematografico che si rispetti, era il mio sogno ai tempi del mio 35mm.it e anche il nuovo ScreenWEEK.it è pensato più per vedere ed ascoltare che per leggere.

Però quando “scende in campo” l’IMDB, cioè il padre di tutti i siti di cinema (che ha alle spalle il padre di tutti i siti di e-commerce, Amazon.com), la cosa si fa seria assai, tanto da mettere in ombra anche il buon Hulu e tutti gli altri.

Qualche giorno fa Variety si domandava, appunto, se nonostante il nuovo motto del suo fondatore -”A play button on every page.“- Hollywood sia pronta ad ascoltarlo.

Nel frattempo, se ne può accorgere chiunque abbia un accesso alla versione pro dell’IMDB, loro sono sicuramente pronti!