Cinema

UCI Cinemas propone il film-concerto di Elton John The Million Dollar Piano

Tra i sempre più numerosi appuntamenti a tema musicale che le sale cinematografiche sono ormai consuete programmare nell’ottica di differenziare la propria offerta si inserisce The Million Dollar Piano, ossia lo show di Elton John che verrà proposto in 17 multisale del circuito UCI Cinemas per la sola serata di oggi, 24 marzo.

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Contenuti alternativi per le sale – Nexo porta al cinema gli sport estremi

Non solo opere teatrali, concerti musicali, balletti o mostre d’arte. Per arricchire l’offerta di multiprogrammazione delle sale cinematografiche resa possibile grazie ai sistemi di proiezione digitale, Nexo Digital punta anche sullo sport. O meglio sugli sport estremi. Per la sola giornata di mercoledì 26 febbraio, la società propone infatti nella consolidata formula della proiezione-evento il film Imagine – Una vita al limite.

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Contenuti alternativi per le sale – Microcinema porta in sala 7 opere liriche

Non solo la Prima della Scala. Se è dal 2007 che Microcinema trasmette in diretta nelle sale cinematografiche lo spettacolo di apertura della stagione del Teatro alla Scala di Milano, ora la proiezione di opere liriche, ma anche balletti, musical e messe in scena di prosa è diventata un appuntamento sempre più frequente nelle multiprogrammazioni degli esercenti. In particolare, l’offerta al cinema di opere liriche ha un significativo richiamo sul pubblico in quanto permette di avvicinarsi a un prezzo più moderato ai costosi spettacoli di lirica.

Forte quindi di una domanda sempre viva, Microcinema ha programmato per i prossimi mesi di distribuire nel cinema ben 7 opere liriche dai palcoscenici più importanti d’Italia, dalla già citata Scala al San Carlo di Napoli, e internazionali, come il Metropolitan Opera House di New York.

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Nexo Digital porta al cinema gli spettacoli del National Theatre di Londra

Attiva dal 2009 nella distribuzione di contenuti digitali ed alternativi per il cinema, Nexo Digital porta ora nelle sale italiane una selezione di alcuni dei più importanti spettacoli del prestigioso National Theatre di Londra. Questa unica sera, ad esempio, sarà proposto, secondo la classica formula della proiezione-evento, il Macbeth di William Shakespeare con protagonisti Alex Kingston e l’acclamato Kenneth Branagh che cura anche la regia insieme a Rob Ashford.

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Il cinema resiste come intrattenimento extra-domestico, mentre sono più di metà gli italiani che guardano la tv connessi.

Il cinema batte  musei, teatro e anche sport nella classifica degli spettacoli più fruiti dagli italiani. Lo riporta  l’Annuario statistico italiano 2011 diffuso dall’Istat e riportato in un lancio Asca, in cui si specifica come oltre la metà della popolazione si sia recata a veder un film almeno una volta nel corso dell’anno, piazzandosi così al di sopra di mostre ed esposizioni museali (visitate da quasi il 30% degli italiani), eventi sportivi (a quota 28,5%), escursioni presso siti archeologici e monumenti (che interessano a circa il 23%), discoteche e balere (22,6%), spettacoli teatrali (quasi 22 punti percentuali) e altri concerti musicali (20,8%). In fondo all’elenco i concerti di musica classica, che raccolgono poco più di un decimo delle preferenze.

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Il presente e il futuro della musica

L’infografico di oggi (sempre via Cool) parte del presente dell’industria musicale e guarda al suo futuro.

Fino ad una decina di anni fa il cinema poteva guardare alla musica per capire quale sarebbe stata l’evoluzione dei suoi canali distributivi. Mi sono sempre domandato come mai il cinema non si rendesse conto che non c’è alcuna differenza tra un file audio e un file video, se non il peso, e che quindi era solo questione di tempo prima che il cinema cominciasse a soffrire, a causa della pirateria, gli stessi dolori dell’industria musicale. Poteva imparare da quello che stava accadendo alla musica e reagire di conseguenza, realizzando un’offerta legale degna di tale nome prima che si formasse un’intera generazione di pirati.

Arrivati a questo punto, invece, musica e cinema sono su due binari diversi. La musica ha un tipo di fruizione imparagonabile a quella di un film. Condividono la rete come canale, è vero, ma essendo così diversa la modalità di consumo (e di produzione) è evidente che i modelli economici di distribuzione prenderanno strade sempre più differenti. Il cinema non ha più un “fratello maggiore”, quello che fa prima le esperienze e spiana la strada pagandone tutti i rischi. Ora balla da solo.

Comunque guardare a cosa sta combinando è sempre interessante!

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Via le mani dalle tasche dello spettatore

Odeonphoto © 2007 Ian Muttoo | more info (via: Wylio)

Per quanto io ami le nuove tecnologie e sia un convinto sostenitore di internet come nuovo canale di distribuzione “home” dei film, penso che il vero Cinema sia quello che si vede al Cinema, nella sala cinematografica, al buio, con lo schermo grande e possibilmente il meglio che la tecnologia possa offrire dal punto di vista video ed audio.

Da spettatore ho poi un’idea molto precisa di cinema inteso come Film che meritano attenzione da parte del pubblico e grande successo. In tal senso è Cinema tutto quello che “mi piace”. Senza che debba stare a motivare od analizzare la dimensione critica del perché mi piace.

Siccome non vedo perché il resto del mondo debba uniformarsi ai miei gusti, uscendo dalla mia dimensione personale e passando a valori assoluti credo che il Cinema, quello vero, sia quello che piace a tante persone. I veri film sono quelli che fanno uscire di casa e andare al Cinema quanta più gente possibile.

In estrema, democratica, sintesi il vero Cinema è quello che fa soldi a palate e li fa nelle sale cinematografiche.

Poco mi importa se adottando questo criterio Michael Bay fa un cinema migliore di qualche venerato “maestro” e Checco Zalone vale quanto James Cameron. La critica è libera di pensarla diversamente, i valori produttivi in gioco possono essere abissalmente differenti, io posso non essere d’accordo, ma questo è il Cinema!

Soprattutto per questo trovo odiosa l’idea che per finanziare un cinema di cui non interessa niente a nessuno, quel cinema finanziato dallo Stato che con eccezioni più uniche che rare è solo una redistribuzione di ricchezza fatta con criteri su cui penso non ci sia bisogno di spendere nemmeno una parola, si vada a danneggiare in modo pesante il Cinema, quello vero, allontanando dalle Sale e dai Film, quelli veri, un’altro po’ del pubblico che gli è rimasto.

Detto questo cambio prospettiva la metto così. Potremmo discutere per ore sul se sia giusto o meno sostenere una cinematografia nazionale (che non ne ha bisogno visto che con un Checco Zalone può finanziare dieci vere opere prime). Anche se fossimo tutti d’accordo sulla bontà di questo sostegno poi ci sarebbe da discutere sul fatto che in questo paese non c’è distribuzione di soldi pubblici che non sia riconducibile (quasi!?) esclusivamente ad interessi privati e che quindi meno soldi finiscono in mano pubblica meglio è (e qui il discorso diventa una voragine che va ben oltre il problema dell’Euro in più al cinema). Ma anche ammettendo che sia giusto sostenere la cinematografia nazionale e che il modo migliore di farlo sia affidare ad una qualsiasi entità vicina alla politica gli ennesimi soldi sfilati dalle nostre tasche, la soluzione proposta è la più stupida che si sia mai sentita, visto che finirebbe per danneggiare proprio quel cinema che si propone di aiutare. Perché un euro in più a Zalone, Cameron e Bay glielo daremmo, alle opere prime o all’ultima di un “maestro” no, quel cinema, 9 su 10, si può tranquillamente vedere a casa e, visti i risultati accumulati negli anni, quel cinema spesso non merita nemmeno di essere visto.

Ovviamente anche Hollywood è d’accordo con me: no all’euro in più al cinema.

L'industria del cinema 2009 in numeri

Dopo settimane di distrazioni ecco un infografico che più in tema non si può. Ne avevo già pubblciato uno del genere, ma questo è riferito ai dati del 2009 e prende in considerazione i 518 film usciti nell’anno. Buona visione.

Film industry by the numbers
Via: Online MBA

I soldi sono i muscoli di Dio

Non so se qualcuno se ne è accorto ma ultimamente ho preso l’abitudine di titolare i post su questo blog con parafrasi di titoli di film o con citazioni dagli stessi, qualcuno si ricorda per caso da dove viene il titolo di questo post?

Detto questo la mia crescente passione per gli infographic è rimasta stupita questa mattina dalla scoperta di questa bellissima immagine che riassume “alcune statistiche da dietro le quinte” dell’industria del cinema americana, sottolineando quanto, nonostante la crisi, l’industria del cinema sia più che fiorente.

Da notare: al punto 3), le quote di mercato del 2009, il 4) peso del mercato Europeo (più Medio Oriente e Africa) quasi equivalente a quello del mercato USA, la 5) distribuzione del prezzo del biglietto tra esercenti (45%) e studios (55%) che a loro volta spendono il 21% del totale in ADV, il 17% in produzione, l’11% in distribuzione e il 6% per gli attori, la 6) con Bay che guadagna più di Cameron (ma non ci credo).

Film industry by the numbers
Via: Online MBA

Sequestrati occhiali 3D e chiusa sala a Livorno

Avatar è un fenomeno di dimensioni tali da attirare attenzioni di ogni genere, comprese quelle di chi più o meno opportunamente ha sollevato il problema degli occhialini 3D non usa e getta. Problema sollevato solo adesso che si inizia a percepire la dimensione economica del fenomeno 3D e non prima, eppure il 3D c’è da più di un anno ormai.

Non voglio qui negare che la cosa vada affrontata con tutte le cautele e la serietà del caso (anche qualche nostro lettore ha sollevato il problema) solo che in un paese in cui ci somministrano mozzarelle alla diossina, confezionano formaggi riciclando latticini scaduti con affogati gli scarafaggi e feci di roditore, fanno il pane con la legna delle bare, l’idea di fondo è che la priorità andrebbe data ad altro.

Ad esempio ieri hanno sequestrato 500 occhiali a al The Space-Medusa di Livorno e chiuso la relativa sala 3D a quanto pare per l’assenza del marchio “Ce” dagli occhialini stessi, come se fosse, effettivamente, il marchio “Ce” a fare la differenza tra una cosa dannosa per la salute e una cosa che non lo è.

Non si tratta di disfattismo, ma di priorità. Avendo dei bambini mi trovo quotidianamente a prestare attenzione ai giocattoli e altre cose che sono vendute a tonnellate nelle nostre strade e 9 su 10 ho la sensazione che tali marchi siano o contraffatti o ci sia qualcosa di poco chiaro sui criteri con cui vengono concessi, perché girano cose di una pericolosità assurda, sicuramente molto più alta degli occhialini Dolby 3D che hanno usato anche i miei figli.

Le forze dell’ordine sono già impegnate in una lotta impari contro questo tipo di fenomeni e ho seri dubbi che siano impiegate al meglio quando costrette a fare queste operazioni. Meglio lasciarle sequestrare un po’ di robaccia per strada.