Box Office

IN BREVE 04/11/13 – Thor tuona al botteghino mondiale; l’Anec discute del parco sale capitolino

Le ultime news su cinema e business, innovazione e tecnologia. In evidenza oggi: i numeri del nuovo cinecomic Marvel al box office mondiale; la situazione dei cinema romani in un convegno Anec in programma al MAXXI per il 13 novembre.

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Box office globale: la MPAA conferma l’incremento complessivo di incassi e presenze nel 2012

Se in Italia l’anno passato ha portato al settore cinema un’ulteriore flessione sia in termini di ricavi che di biglietti staccati, nel resto del mondo il botteghino 2012 ha mostrato un trend generalmente positivo e in alcuni casi in netta ripresa, come nel Nord America, o con numeri da record come quelle della Cina, ormai secondo mercato mondiale con un incasso totale di 2,7 miliardi di dollari. A confermarlo sono i dati ufficiali appena rilasciati dalla MPAA (Motion Picture Association of America), secondo cui lo scorso anno in tutto il mondo sono stati venduti ben 34,7 miliardi di biglietti, in aumento del 6% rispetto al 2011. Una crescita spinta sia dalle performance del settore negli Stati Uniti sia da quelle a livello internazionale, dove l’Europa è stata l’unica area a chiudere con un box office in negativo, seppur con una perdita molto lieve pari all’1%, da attribuire soprattutto ai decrementi registrati in Francia, Italia e Spagna.

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Cinetel: in calo i numeri di marzo e del primo trimestre 2012.

Ancora in perdita il cinema italiano: stando ai risultati rilevati da Cinetel su un campione rappresentativo del 90% del mercato, anche a marzo sono scese presenze e incassi, per un totale di 7 milioni 866 mila biglietti staccati (-5,02% rispetto allo stesso periodo del 2011) e di 50 milioni 311 mila euro (-1,47%). La flessione, tuttavia, appare di sicuro meno significativa di quella registrata nei mesi precedenti: a gennaio gli ingressi avevano perso circa 31 punti percentuali, e a febbraio poco più di 19, segnando l’inizio di un trend che sembrerebbe quantomeno ridimensionato.

Cinetel top 10 Marzo 2012

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Accordo USA-Cina sulle quote di importazione: i film americani aumenteranno di oltre il 50%.

La Cina apre i suoi confini, almeno in fatto di cinema: in occasione della visita negli Stati Uniti del vicepresidente Xi Jinping, la Casa Bianca ha infatti annunciato un’intesa con la Repubblica Popolare volta ad aumentare significativamente la quota di importazione di film americani. Arriva così la soluzione di un contenzioso tra i due Paesi che dura ormai da molti anni e in cui era stata coinvolta anche l’Organizzazione Mondiale del Commercio.

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Missione Impossibile: IMAX. La tecnologia si espande in GB sfruttando la strategia Paramount.

L’uscita anticipata sugli schermi IMAX di Mission: Impossible – Protocollo Fantasma, “offrirà al pubblico un’esperienza così positiva che sicuramente contribuirà a diffondere l’eco sul film. Ne è convinto Rich Gelfond, CEO di IMAX, che lo ha dichiarato al Financial Times a poche settimane dalla release del film, prevista nelle sale USA dotate di questa tecnologia a partire dal 16 dicembre, per poi raggiungere tutte le altre dal 21. In Gran Bretagna le due date saranno invece posticipate di 5 giorni.

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Matrimonio a Parigi vince il weekend, ma Sorrentino continua a convincere

Incassi nuovamente in crescita in questo penultimo fine settimana di ottobre. Gli introiti derivanti dalle pellicole della top-ten sono tornati finalmente a sfiorare gli 8 milioni di euro (come potete vedere dal Boxoffice Scanner qui sotto).

Senza grosse sorprese, e soprattutto senza strafare, è Matrimonio a Parigi a svettare con il miglior incasso e la miglior media per sala del weekend. In ogni caso la nuova commedia di Massimo Boldi non sembra aver beneficiato dell’uscita anticipata e ha perso nettamente rispetto alle pellicole del comico uscite negli anni passati (almeno il 25%). Continua a sorprendere This Must Be the Placeil film diretto da Paolo Sorrentino con protagonista il premio Oscar Sean Penn, che è riuscito a battere anche le nuove uscite del weekend grazie ad un calo limitatissimo degli incassi.

Matrimonio a Parigi Massimo Boldi Paola Minaccioni foto dal film 3

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Marco D’Andrea di Universal Pictures ci parla di Super 8

Venerdì 9 settembre uscirà finalmente anche nelle sale italiane l’atteso Super 8, il nuovo film diretto da J.J.Abrams e prodotto da Steven Spielberg. La pellicola fantascientifica ha fino ad oggi incassato 250 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte di un budget di circa 50 milioni.

Abbiamo intervistato per l’occasione Marco D’Andrea, direttore commerciale di Universal Pictures Italia, che ci ha parlato delle potenzialità di incasso del film e ci ha fornito un’attenta analisi sull’avvio della stagione cinematografica 2011-2012 nel nostro paese.

Super 8 Teaser Poster USA

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Schermi di qualità a Venezia: presentati i risultati del programma del Mibac a sostegno del cinema d’autore

755 schermi iscritti, e concorrenti a 736 premi, per un totale di 15,8 milioni di presenze, pari al 14,8% di quelle totali registrate al box office. Questi i numeri del 2011 di Schermi di Qualità, il programma di sostegno delle sale che orientano il proprio “palinsesto” al prodotto italiano ed europeo con una certa valenza culturale. Nata nel 2004 con il nome di “100 città”, l’iniziativa sostenuta ogni anno dal Mibac è giunta a questa settima edizione con più di un’incertezza riguardo al rifinanziamento da parte del Ministero, che in effetti non è stato ancora stanziato ma su cui, assicura la coordinatrice nazionale Cristina Loglio, sono giunte ampie rassicurazioni. Anche perché, come ha ricordato la Dott.ssa Maria Giuseppina Troccoli della Direzione Generale Cinema alla presentazione tenutasi ieri alla 68. Mostra di Venezia, si tratta di un “progetto speciale, poiché trasversale e non direttamente riconducibile né all’esercizio né alla produzione, ma ad entrambi”.

Protagonista assoluto è infatti il prodotto italiano ed europeo di qualità, che questo particolare tipo di sostegno aiuta a incontrare il proprio pubblico: un target che, secondo la ricerca presentata dal Prof. Gianni Celata dell’Università La Sapienza di Roma, coincide per ampia parte con quello delle sale urbane di prossimità, sempre più a rischio chiusura per l’incalzare dei multiplex e della sfida dell’ammodernamento tecnologico.

“Le cifre dimostrano come maggiori livelli di incassi si possano ottenere quanto più si riesce a far crescere la presenza di film italiani nel box office complessivo – ha specificato Celata - e per aumentare la quota di prodotto italiano diventa decisivo il numero delle sale, in particolare di quelle dedicate al cinema di qualità”. L’immediato termine di paragone sono, come sempre, i cugini d’Oltralpe: “I 755 schermi partecipanti all’edizione di quest’anno corrispondono circa al 22-23% di quelli Cinetel, mentre in Francia le sale che garantiscono una programmazione di questo tipo rappresentano il 40% del totale”. E questo sarebbe, secondo Celata, il segreto di quei 200 milioni di biglietti che per l’Italia sembrano un traguardo difficilmente arrivabile.

Secondo lo studio presentato alla Mostra del cinema di Venezia, la priorità – più volte ribadita nei giorni scorsi anche dal presidente dell’Anica Riccardo Tozzi – è aumentare il numero di sale, tanto quelle che intercettano “bacini di mobilità” (i multiplex), quanto i cinema di città in progressiva chiusura. Anche perché, sottolineano i dati presentati da Celata, è lì che molti film italiani ed europei d’autore realizzano consistenti fette dei propri risultati, in particolare quelli definiti “di segmento” (La passione di Mazzacurati in 49,8% giornate di programmazione su schermi di qualità, vi ha realizzato il 56,6% degli incassi) e “difficili” (Into Paradiso e Noi Credevamo di Mario Martone, entrambi con il 62-63% di programmazione, vi hanno ottenuto rispettivamente il 69 e il 65,3% del proprio risultato complessivo), tanto più se si tiene conto della capacità delle sale di prossimità di sfruttare la coda lunga del botteghino.
Fonte: Cineguru

Box Office Scanner


Ecco un utile servizio per tutti gli appassionati di Box Office di cui abbiamo già accennato l’esistenza e che vive oggi il suo lancio ufficiale sul blog di ScreenWeek.it.

Il Box Office Scanner di Screenweek.it riassume in un’unica immagine che si può anche embeddare l’andamento degli incassi nei fine settimana sia per il mercato italiano che per quello USA.

Da notare quanto tutti sappiamo in teoria, ma che diventa molto più evidente in un grafico, ovvero la differente stagionalità tra il mercato italiano e quello USA.

In Italia siamo da mesi entrati in un periodo in cui gli incassi di tutto un fine settimana non valgono la metà di quanto incassava il film campione di incassi di inizio anno (Che bella giornata), mentre negli USA siamo attualmente a incassi di quasi tre volte quelli di inizio anno.

Qualche anno fa, comunque, l’asimmetria sarebbe stata ancora più evidente. L’uscita in Day and Date di molti titoli, infatti, fa notare quanto fino ad ora i mesi in cui si è sofferto davvero di più siano marzo e aprile, mentre ora l’uscita dei blockbuster USA, ormai quasi del tutto assenti in inverno, stia ridando ossigeno anche al nostro mercato.

Quest’anno abbiamo avuto un’inverno dominato dalle commedie nostrane, in cui è pesata l’assenza non solo di un Avatar (che resta un caso su cui si può forse contare ogni dieci anni), ma anche, ad esempio, di uno Sherlock Holmes e di un Alice in Wonderland e ora è in arrivo un’estate made in USA veramente interessante.

E’ una tendenza destinata a consolidarsi? Staremo a vedere, nel frattempo abbiamo il Box Office Scanner Italiano (ma anche USA) per avere sempre sotto gli occhi l’andamento degli incassi.

Robert Zemeckis: Roger Rabbit e i suoi più grandi successi

Nel blog ScreenWEEK Kids, uno dei blog della grande famiglia ScreenWEEK, ogni settimana viene scelto ed analizzato attentamente un Cult for Kids, un classico del mondo del cinema per ragazzi e famiglie che ha segnato la storia del genere.

Il compito di Cineguru è di esaminare il Cult For Kids della settimana dal punto di vista del successo al botteghino e cogliendo anche l’occasione per parlare un po’ del suo regista o dei suoi attori.

L’ultimo Cult scelto è stato Chi ha incastrato Roger Rabbit? di Robert Zemeckis, che nel 1988 stupì il mondo intero per l’altissima qualità con cui il regista seppe mischiare animazione e live action.

Chi ha incastrato Roger Rabbit Poster Italia 01

Chi ha incastrato Roger Rabbit? è stato il quinto lungometraggio del regista Robert Zemeckis ed è sicuramente uno dei suoi più grandi successi (che sono tuttavia molto numerosi).

Costato 70 milioni di dollari, una cifra veramente imponente per l’epoca (possiamo dire che corrisponderebbero almeno 200 milioni di dollari attualmente a livello di una produzione cinematografica) il film incassò 11 milioni di dollari al suo esordio nell’estate del ’88.

Il film fu un successo e conquistò gli americani e il resto del mondo. Infatti negli USA arrivò quota 156.4 milioni di dollari, il secondo incasso dell’anno dietro a Rain Man (172 milioni), mentre globalmente raggiunse i 329 milioni.

La pellicola fu inoltre nominata a ben 6 Oscar, e vinse tre statuette per il Miglior Montaggio, Miglior montaggio sonoro e soprattutto Migliori Effetti Visivi.

L’incasso, per quanto elevato, è solamente il quinto più elevato nella carriera del regista.

Scopriamo quindi quali sono i più grandi successi di Robert Zemeckis.

4) Polar Express (2004)

Zemeckis dopo Cast Away iniziò a dedicarsi con grande impregno alla tecnica della performance capture, tanto da realizzare con questa modalità le sue ultime tre pellicola.

La prima girata con questa tecnica fu The Polar Express, in cui “recitava” Tom Hanks (uno degli attori preferiti del regista).

Costata la folle cifra di 165 milioni di dollari, il film deluse nel weekend d’esordio con solamente 23 milioni di dollari. Il rischio flop era quindi decisamente elevato, ma ciò non avvenne.

Infatti il passaparola nelle vacanze natalizie fu ottimo e la pellicola raccolse costantemente incassi elevati fino ad arrivare a raggiungere i 162.7 milioni di dollari, che grazie ad alcune riedizioni annuali nel periodo natalizio è riuscita a raggiungere il totale di quasi 182 milioni di dollari.

A livello mondiale non fu un successo stratosferico, ma il totale globale è sicuramente degno di nota: ben 306 milioni di dollari.

Ancora una volta Zemeckis non si era sbagliato ed era riuscito a trasformare una tecnica cinematografica all’avanguardia in un grande successo.

3) Ritorno al Futuro (1985)

Forse il film più amato di Zemeckis, tanto da diventare un vero e proprio classifico della fantascienza e non.

La saga di ritorno al futuro è una delle più redditizie della storia del cinema e nel 1985 il regista, insieme ai produttori Steven Spielberg e Frank Marshall, portò nelle sale cinematografiche un’avventura costata 19 milioni di dollari che conquistò il globo intero.

Con protagonisti Michael J. FoxChristopher Lloyd (anche se il ruolo principale inizialmente era stato affidato ad Eric Stoltz, sostuito a riprese a già iniziate) la pellicola arrivò nelle sale americane il 3 luglio del 1985 e nel weekend d’esordio raccolse 11.1 milioni.

Il passaparola fu immediato e gli incassi si impennarono fino a raggiungere i 210.6 milioni di dollari. Si trattava del miglior incasso dell’anno (a grande distanza troviamo Rambo II con 150 milioni e Rocky IV con 127 milioni).

Pensate che l’incasso, regolato secondo l’inflazione attuale, corrisponde a ben 473 milioni di dollari! Il 59esimo miglior incasso reale della storia del boxoffice americano.

Ottimo anche il riscontro internazionale e il totale si fermò a quota 381 milioni di dollari, un enorme successo per la Universal.

Il film fu anche candidato a 4 Oscar e vinse nella categoria miglior Montaggio.

I sequel, girati in contemporanea e usciti nel 1989 e 1990, incassarono meno ma stiamo parlando in ogni caso di ottime cifre (soprattutto per l’epoca): 118 e 87 milioni di dollari negli USA.

2) Cast Away (2000)

Dopo il ritorno alla fantascienza con Contact nel 1997 (171 milioni in tutto il mondo), Zemeckis portò nelle sale un’avventura estremamente affascinante.

In Cast Away l’attore Tom Hanks in seguito ad un incidente aereo finiva per trovarsi su un’isola completamente deserta e per circa 1 ora e 20 minuti sul totale di 2 ore e mezza gli spettatori di tutto il mondo hanno assistito ad un monologo di Hanks, protagonista assoluto.

La scelta fu molto apprezzata e dopo un esordio da 28 milioni di dollari il film continuò ad incassare fino a raggiungere ben 233 milioni di dollari, che diventano addirittura 429 a livello globale!

Il film verrà ricordato non solo per l’ennesima nomination all’Oscar per Tom Hanks come miglior attore protagonista, ma anche perché fu girato in due riprese intervallate da qualche mese in modo da permettere a Hanks di perdere quasi 20 chilogrammi per la parte dell’isola.

Nella pausa il regista diresse il thriller Le Verità Nascoste, altro grandissimo successo con 155 milioni raccolti negli USA e 291 milioni in totale.

1) Forrest Gump (1994)

La consacrazione di Robert Zemeckis come regista è senza dubbio Forrest Gump, la pellicola che gli regalò l‘Oscar come miglior regista oltre ad altre 5 statuette per il Miglior Film, sceneggiatura, montaggio, effetti visivi e per il Miglior Attore Protagonista a Tom Hanks (secondo Oscar in due anni visto che l’anno precedente aveva vinto per Philadelphia).

Forrest Gump esordì nel luglio del 1994 con 24 milioni e continuò per mesi ad incassare ed incassare fino a raggiungere i 329 milioni di dollari!

Ovviamente è stato il maggior incasso dell’anno (dietro troviamo Il Re Leone con 312 milioni e True Lies con 146 milioni) e se modifichiamo la cifra considerando l’inflazione il film ha incassato ben 629 milioni di dollari attuali solamente negli USA!

Si tratta del miglior 23esimo risultato di sempre, un successo stratosferico di pubblico e critica.

In tutto il mondo raccolse nel ’94 ben 677 milioni, diventando forse il film non-kolossal con il più alto incasso di sempre (non considerando l’inflazione).

In 32 anni di carriera Robert Zemeckis ha diretto 15 pellicole per un incasso che solamente negli USA sfiora i 2 miliardi di dollari (media di 129 milioni a film).

Senza dubbio il suo nome (insieme a quello di Spielberg, Cameron, Lucas e Jackson) è nella lista dei registi di maggiore successo della storia del cinema.

Fonte dei dati: boxofficemojo