Se in Italia l’anno passato ha portato al settore cinema un’ulteriore flessione sia in termini di ricavi che di biglietti staccati, nel resto del mondo il botteghino 2012 ha mostrato un trend generalmente positivo e in alcuni casi in netta ripresa, come nel Nord America, o con numeri da record come quelle della Cina, ormai secondo mercato mondiale con un incasso totale di 2,7 miliardi di dollari. A confermarlo sono i dati ufficiali appena rilasciati dalla MPAA (Motion Picture Association of America), secondo cui lo scorso anno in tutto il mondo sono stati venduti ben 34,7 miliardi di biglietti, in aumento del 6% rispetto al 2011. Una crescita spinta sia dalle performance del settore negli Stati Uniti sia da quelle a livello internazionale, dove l’Europa è stata l’unica area a chiudere con un box office in negativo, seppur con una perdita molto lieve pari all’1%, da attribuire soprattutto ai decrementi registrati in Francia, Italia e Spagna.

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Protagonista assoluto è infatti il prodotto italiano ed europeo di qualità, che questo particolare tipo di sostegno aiuta a incontrare il proprio pubblico: un target che, secondo la ricerca presentata dal Prof. Gianni Celata dell’Università La Sapienza di Roma, coincide per ampia parte con quello delle sale urbane di prossimità, sempre più a rischio chiusura per l’incalzare dei multiplex e della sfida dell’ammodernamento tecnologico. 
