Avatar

Interstellar da record in Corea del Sud

La Corea del Sud si avvia a diventatare il terzo mercato al mondo per risultati per Interstellar di Christopher Nolan, dopo Stati Uniti e Cina. Il film, uscito nelle sale coreane il 6 novembre, ha infatti totalizzato 47,3 milioni  di dollari di incasso e 5,8 milioni di spettatori. Non solo, ma per la quarta settimana consecutiva la pellicola è stata anche in testa alle prenotazioni online con oltre 280mila prevedite. Un risultato e una progressione che fanno pensare che Interstellar sia ormai sulla buona strada per diventare il film straniero più visto dell’anno in Corea del Sud, superando lo straordinario successo di Frozen: il film d’animazione Disney ha incassato complessivamente 82,4 milioni  di dollari totalizzando oltre 10 milioni di presenze.

Interstellar Matthew McConaughey Anne Hathaway foto dal film 1

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Una scimma agli Oscar: la Fox sfida gli scetticismi sulla performance capture.

Gli Oscar hanno sempre premiato il trasformismo degli attori: quando Nicole Kidman ricevette l’Academy Award fu lo stesso presentatore Denzel Washington a scherzare sul fatto che il premio se lo fosse aggiudicato in realtà il naso dell’attrice, deformato in The Hours per adeguarsi a quello della scrittrice Virginia Woolf. Eppure c’è un tipo di trasformazione che Hollywood non ha ancora pensato di ricompensare con una statuetta d’oro, vale a dire quella perseguita attraverso gli effetti speciali computerizzati e la performance capture. Ma ora le cose potrebbero cambiare sulla spinta dei nuovi kolossal basati su questa tecnologia, primo fra tutti Avatar, che seppur non premiato in questa categoria, ha contribuito a sdoganare un nuovo tipo di recitazione, basata sì sugli effetti digitali ma anche sulla bravura degli interpreti. Quest’anno, inoltre, sarà impossibile per l’Acadamey non porsi il problema di come valutare la prova regalata dal protagonista de L’Alba del Pianeta delle Scimmie, Andy Serkis, ormai portabandiera della motion capture grazie a una serie di ruoli memorabili: dal Gollum del Signore degli Anelli e da King Kong fino all’ultimissima parte da co-protagonista ne Le avventure di Tintin – Il segreto dell’unicorno, diretto da Steven Spielberg.

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Incassi elevati per i nominati all’Oscar quest’anno

L’anno scorso vinse l‘Oscar come Miglior Film (più altri 5 statuette) una pellicola che aveva incassato solamente 17 milioni di dollari negli USA (di cui solo una decina durante il primo periodo di proiezione).

The Hurt Locker di Kathryn Bigelow riuscì a sconfiggere la corazzata Avatar, il maggiore incasso della storia del cinema (escludendo l’inflazione) con 2.7 miliardi di dollari. Davide superò Golia per 6 a 3 e diventò il film a vincere l’Oscar con il minor incasso di sempre.

Lasciando da parte lo scorso anno, primo in cui la categoria principale venne estesa a 10 contendenti, nella cinquina delle nominations degli anni passati solo uno o due pellicole della rosa per anno raggiungevano incassi medio-alti, mentre le altre (piccole produzioni indipendenti) incassavano decisamente poco e riuscivano a rifarsi solo grazie agli introiti internazionali.

Ad esempio nel 2009 al momento delle nomination (22 gennaio) vediamo quale era l’incasso americano delle 5 pellicole nominate come miglior film (mentre tra parentesi è indicato l‘incasso complessivo a fine programmazione):

- The Millionaire: 44.7 milioni $ (141.3 M)

- Il Curioso Caso di Benjamin Button: 104.3 milioni (127.5 M)

- Milk: 20.6 milioni (31.8 M)

- Frost/Nixon: 8.8 milioni (18.6 M)

- The Reader: 8 milioni (34.1 M)

Millionaire Poster Italia

A fine gennaio possiamo notare che solo Benjamin Button aveva superato i 100 milioni (era in ogni caso un costoso kolossal da 150 milioni di dollari prodotto da Paramount e Warner Bros) mentre tutte le altre pellicole erano piccole produzioni da 15-30 milioni di dollari.

Ma alla fine solo The Millionaire riuscì a raggiungere un incasso finale considerevole grazie al passaparola e agli 8 Oscar vinti, mentre gli altri contendenti a fatica recuperarono il proprio budget di produzione.

Il caso del 2009 rispecchia perfettamente quanto avvenuto negli anni precedenti, dove solo una (o massimo due) pellicole si riuscivano a distinguere per i loro incassi, mentre le altre difficilmente superavano la soglia dei 50 milioni di dollari.

L’edizione degli Oscar 2011 sembra proprio distinguersi dagli altri anni, in quanto già al momento delle nominations gli incassi dei film considerati i migliori dell’anno sono decisamente elevati.

Vediamo l’incasso attuale delle 10 pellicole che ieri hanno ricevuto la candidatura a Miglior Film (qui l’elenco di tutte le nominations) dove tra parentesi è indicato il rispettivo costo di produzione:

- Toy Story 3: 415 milioni di dollari (200M)

- Inception: 292.5 milioni (160M)

- Il Grinta: 138.5 milioni (38M)

- The Social Network: 95.4 milioni (40M)

- Black Swan: 83.7 milioni (13M)

- The Fighter: 73 milioni (25M)

- Il Discorso del Re: 57.9 milioni (15M)

- I Ragazzi Stanno Bene: 20.8 milioni (4M)

- 127 Ore: 11.3 milioni (18M)

- Winter’s Bone: 6.2 milioni (2M)

Il Discorso del Re Poster Italia

A parte i due kolossal ad alto budget (Toy Story 3 e Inception) possiamo notare come quest’anno gli incassi delle produzioni a basso costo sia decisamente elevato.

Impressionanti soprattutto gli incassi de Il Grinta, Black Swan, The Fighter e Il Discorso del Re. Se poi pensiamo che siamo solo al momento delle nomination e le pellicole sono ancora nelle sale e incasseranno ancora molto grazie alla visibilità data dagli Oscar, riusciamo a comprendere facilmente l’anomalia di quest’anno.

L’unica delusione è forse rappresentata da 127 Ore del regista premio Oscar Danny Boyle (The Millionaire), ma la pellicola è pronta ad essere rimessa sul mercato americano proprio in questi giorni in alcune centinaia di sale (forte delle sue 6 candidature).

Non ci resta che darci appuntamento tra un mese per vedere come si sono evoluti gli incassi dei nominati.

Se continuano così si rischia di avere ben 7 pellicole su 10 ad essere riuscite nell’impresa di superare i 100 milioni di dollari di incasso negli USA, con una delle medie più elevate di sempre.

Fonte dei dati: boxofficemojo

Che Bella Giornata rallenta o no?

Esaminiamo qualche dato feriale per capire se il ciclone Che Bella Giornata con Checco Zalone si sta già esaurendo dopo i folli record oppure no.

Ma che bella giornata Poster

Lunedì 10 gennaio raccolse quasi 1 milione di euro. Lunedì 17 ha invece incassato 508mila euro (il dato definitivo, perché il parziale era di 478mila), con un calo quindi di poco ben del 50% in una settimana.

Nella giornata di ieri ha raccolto ben 611mila euro mentre martedì scorso ne incassò circa 1.13 milioni, e quindi si conferma un calo di poco inferiore al 50% (46% per la precisione).

Per gli incassi di oggi si prevede il solito boom del mercoledì, giorno di biglietti a prezzo ridotto che attirano molti più spettatori nelle sale, e visto che lo scorso mercoledì incassò addirittura 1.45 milioni se proseguirà il trend raccoglierà non meno di 650mila euro.

Il totale dopo 2 settimane esatte di programmazione sfiora i 33 milioni di euro, supererà i 34 ad inizio weekend e chiuderà intorno ai 39 a fine weekend.

Infatti mi aspetto un terzo fine settimana da 4.5 milioni di euro, sicuramente elevatissimo ma ben distante dai 7.5 milioni che registrò Avatar lo scorso anno.

Cerchiamo di trarre un bilancio da queste cifre.

L’attesa nei confronti della pellicola c’era e Che Bella Giornata ha trovato una finestra di uscita che è stata praticamente perfetta. I media hanno fatto il resto e hanno fatto della pellicola un caso e il discorso si è poi autoalimentato con il passaparola.

Avatar lo scorso anno fu un fenomeno mondiale, fu la prima esperienza in 3D per molti spettatori e i Golden Globes e gli Oscar continuarono a dare visibilità alla pellicola.

Che Bella Giornata è un fenomeno solo italiano e sinceramente credevo si sarebbe sgonfiato con più facilità e rapidità dopo il record iniziale.

Si può affermare con certezza che i quasi 66 milioni di euro incassati da Avatar non verranno raggiunti, ma l’incasso de La Vita è Bella (47 milioni di euro) sembra proprio destinato ad essere superato e la pellicola diventerà il più grande incasso di un film italiano di sempre (non considerando l’inflazione).

A fine corsa potrebbe raggiungere una cifra compresa tra i 50 e i 55 milioni di euro, veramente imprevedibile alla vigilia per qualsiasi analista e oltre qualsiasi speranza dei produttori.

Alla fine ci sarà un altro conto da fare, quello dei biglietti staccati. Non beneficiando del sovrapprezzo 3D pur non raggiungendo il totale di Avatar, potrebbe superarlo in termini di biglietti venduti.

Un film italiano tornerà a superare i 7 milioni di biglietti staccati dopo molto tempo? Speriamo di sì. Certo che i 20 milioni di spettatori che Bienvenue chez les Chtis portò nelle sale francesi nel 2008 sembra ancora qualcosa di mostruoso (nonostante Francia ed Italia abbiano una popolazione simile).

Se volete fare la vostra previsione per l’incasso del terzo weekend di Che Bella Giornata, potete farlo nel round della Boxoffice Cup, il gioco di ScreenWEEK che premia i migliori appassionati di incassi cinematografici.

2010 da Record al Box Office Internazionale

Avatar Jake NaVi 3

Che il 2010 sarebbe stato un anno da record era prevedibile già a inizio anno con i risultati record di Avatar.

Ora si iniziano a fare i conti, compreso quello degli incassi oltreoceano realizzati dai titoli americani e il bilancio non può che confermarsi superiore ai precedenti, di un buon 20%.

Se nel 2009 i titoli americani avevano incassato oltre 10 miliardi di dollari all’estero, il risultato del 2010 supera i 12 miliardi di dollari! Si tratta di un gran bel bottino che conferma l’ormai definitiva importanza del risultato overseas, tanto è vero che sempre più di frequente, nell’analizzare i dati di Box Office, ci siamo detti che per valutare se un film avrà un sequel o meno si guarda ormai al risultato globale, anche a fronte di incassi non esaltanti nel mercato Nord Americano.

Per i primi 20 film dell’anno il risultato internazionale rappresenta il 167% del totale incassato nel Nord America, con titoli per i quali il mercato estero vale ben più del doppio di quello nazionale.

Tra questi spicca ovviamente il fenomeno Avatar che con 760 milioni di dollari incassati negli USA e gli oltre due miliardi incassati all’estero rappresenta, da solo, quasi tutto l’incremento del 2010 sul 2009.

Depurare gli incassi dall’effeto Avatar sarà un lavoro certo interessante nei prossimi mesi, in un periodo già di difficile interpretazione a causa dell’introduzione del 3D e della relativa maggiorazione dei prezzi.

Contento di questi risultati mi domando soltanto quanta parte di questi incrementi sia riferibile semplicemente all’emersione di mercati che prima erano poco o per nulla monitorati. Stiamo attenti a non giocare troppo con i numeri, potremmo correre il rischio di diventare ciechi…

Viral Point: come funzionano le macchine di Avatar

L’evoluzione naturale del viral marketing cinematografico è il suo utilizzo anche per l’uscita in dvd dei film.
Così finisce che il virale introduce l’arrivo del film, ne accompagna la programmazione e poi prosegue anche dopo, almeno fino all’uscita della versione home video.

Naturale quindi che Avatar ci regali nuovi materiali in attesa del 5 maggio, data di uscita del dvd/blu-ray.
Il canale per veicolare il nuovo viral è il sito AVTR, una via di mezzo tra la promozione del film, i racconti provenienti da Pandora e la pubblicità dello sponsor con le bollicine che invade ogni angolo della pagina web.

I nuovi materiali sono dei video che interesseranno non poco gli amanti degli aspetti di sci-fi del film.

Ricordate tutti i macchinari meccanici ultratecnologici che gli uomini utilizzano per vivere e sopravvivere su Pandora?
I video rilasciati sono delle vere e proprie schede tecniche dei macchinari in questione, delle presentazioni che mostrano funzioni, equipaggiamento, prestazioni di macchine, armi e robot.

Riusciamo così a scoprire come funziona l’Amp Suit, il robot in cui Stephen Lang si accomoda per la battaglia finale.
Possimo vedere le armi nascoste del Dragon, la nave madre da combattimento, e quelle dello Scorpion, il super elicottero pilotato da Michelle Rodriguez.
Ma anche scopriamo il funzionamento di macchinari non da guerra ma da lavoro, sebbene di lavoro distruttivo si tratti.
Così vediamo come funzionano lo Slash Cutter e lo Swan, il cui compito è quello di abbattere boschi e foreste.

Materiale quindi decisamente interessante che continua nell’idea di farci vivere su Pandora presentandoci il quotidiano più che lo straordinario.
Il sito AVTR è probabilmente uno tra i meglio realizzati dal punto di vista tecnico tra quelli dedicati al virale dei film, pur con le sue caratteristiche di spazio promozionale.

La cosa curiosa è che la versione home video in arrivo dovrebbe essere quella senza contenuti speciali (in attesa di una seconda uscita più completa), il che vuol dire che i video che vi abbiamo presentato non dovrebbero esserci.

King Kong a 360° in 3D

Un blogger non fa in tempo a rattristarsi per alcune mancanze tecnologiche che non permettono di godere appieno della tecnologia 3D, che subito arriva il sistema che colma il vuoto, che chiude la breccia, che mette una toppa alla mancanza.

Nel pezzo che vi ho linkato parlavo dell’ottimo utilizzo del 3D in Avatar, del modo in cui Cameron è riuscito a renderlo naturale. Ma soprattutto auspicavo l’introduzione a breve di schermi più coinvolgenti, di semisfere capaci di avvolgere lo spettatore e di rendere quindi l’effetto delle tre dimensioni davvero completo e coinvolgente.

Ed ecco che poche settimane dopo arriva dagli studi Universal una notizia che batte proprio questa strada.
Pare infatti che all’interno degli studi della Major, a Los Angeles, stiano mettendo a punto un’attrazione davvero spettacolare.
Tema del giochino è King Kong, nella versione di Peter Jackson del 2005.
Si tratta però non di un video realizzato con materiale d’archivio ma di un progetto creato da zero e realizzato nuovamente dal regista neozelandese.

L’attrazione si chiama “King Kong 360 3-D, created by Peter Jackson” (giusto per non lasciare nulla di non detto) ed è così composta.
Due enormi schermi curvi, alti 4o piedi e lunghi 180 (circa 14 per 64 metri ) sui quali vengono proiettate immagini in 3 dimensioni dello scimmione impegnato a lottare col T-Rex sull’Isola del Teschio.
Gli spettatori saranno su una struttura che subirà movimenti, colpi, scossoni e saranno investiti da odori, aria, vento.
In pratica (questo lo scopo del gioco) sarà come trovarsi nella foresta insieme a King Kong in persona.

Se posso sbilanciarmi, e naturalmente se il lavoro sarà fatto con le dovute attenzioni, il risultato potrebbe essere davvero sorprendente.
La più grande e coinvolgente attrazione in 3D del mondo.
Naturalmente i costi dell’installazione sono decisamente elevati e per il momento non è ipotizzabile realizzare interi film con queste modalità, soprattutto per quello che riguarda la realizzazione di luoghi di fruizione adatti.

Sono però convinto che il futuro possa essere davvero questo e se Kink Kong 360 3D dimostrerà che la tecnica ha raggiunto un livello ottimale e l’unico ostacolo rimane il costo… beh… penso che in pochi anni (diciamo un decennio?) l’ostacolo possa essere superato.

…o magari abbattutto se una manona può darcela anche King Kong

Avatar, la guerra dei record e Harry Potter in 3D

Avatar, come già detto, porta il cinema nell’era del Cinema 2.0 e anche se dubito che qualcuno batterà realmente questi record nel breve termine i numeri che sta facendo rendono necessario correre ai ripari, per evitare di fare brutta figura con i blockbuster non 3D dei prossimi anni.

Penso sia da leggere in quest’ottica la notizia della conversione al 3D anche degli ultimi capitoli di Harry Potter (e i Doni della Morte 1 e 2) e basta farsi due conti, anche solo sull’Italia, per capire il perché.

Harry Potter e il Principe Mezzosangue ha incassato nel nostro paese poco più di 18.300.0000 Euro, portando al cinema quasi 3 milioni di persone, da cui discendo un prezzo medio del biglietto di 6,13 Euro.

Se gli stessi 3 milioni di persone avessero pagato il prezzo medio del biglietto di Avatar, ad oggi 8,44 Euro, l’incasso finale del film sarebbe stato di oltre 25.000.000 di Euro.

Dato che da quel che si legge convertire un film come Harry Potter in 3D costa 5 milioni di $ ecco lì che solo con il differenziale potenziale di incasso dell’Italia l’operazione è già più che conveniente, anche perché il parco sale 3D è in continua crescita e quindi, teoricamente, sono in aumento le situazioni in cui il film potrà essere proiettato in 3D e quindi il prezzo medio è destinato a crescere ancora, visto che ad esempio per L’Era Glaciale 3, solo pochi mesi fa ma con la metà circa delle sale 3D di adesso, è stato di 7,32 Euro.

Bisognerà però vedere quanto pubblico sceglierà effettivamente di preferire la visione in 3D di un film che non ha le caratteristiche di Avatar e di altri titoli concepiti per il 3D, ma a cui la terza dimensione è stata aggiunta in post-produzione, oppure opterà con maggiore serenità per la visione tradizionale.

Il rischio è di trovarsi di fronte a due tre anni in cui non sarà facile distinguere tra film nati e concepiti in 3D e film proposti in 3D solo per ragioni di box office, una strada che rappresenta un’opportunità, ma anche un rischio per il neonato formato e la sua capacità di dimostrare quanto sembra perfettamente riuscito a fare con Avatar, cioè che il 3D è effettivamente un’esperienza a valore aggiunto.

PS: sul record di Avatar leggi anche questo post.

Avatar 3 volte in 3D in giro per l'Italia

Dopo un fine settimana record Avatar continua a macinare risultati impressionanti, avendo superato i 500 milioni di dollari negli USA già nella giornata di ieri (mentre in Cina ritirano le copie 2D per far spazio a Confucio). Tutti gli altri film raccolgono davvero le briciole, confermando la sensazione che nel weekend molti abbiano incassato solo perché le sale con Avatar erano piene, beneficiando del naturale travaso da una sala all’altra.

Su ScreenWEEK.it abbiamo assecondato l’avatarmania offrendo ai nostri lettori nelle principali città il biglietto del cinema per andare a vedere Avatar tre volte in tre diversi schermi 3D e devo dire che, pur se in modo diverso e senza alcun metodo scientifico, sono venuti fuori dei post interessanti dalle città di Ravenna, Roma e dintorni, Genova, Milano, Palermo, NapoliTorino e Rimini (Insettoselvaggio) + Rimini (Rafe).

Ovviamente alla Box Office Cup il film ha premiato chi aveva fatto le previsioni più aggressive e reso ancora più interessante il round di questa settimana.

Cinema 2.0: Avatar è il primo film del nuovo millennio

In realtà dovrei dire del nuovo secolo, perché il cinema non ha una storia millenaria e il fatto di essere a cavallo di un nuovo millennio e “vivere” in quello che un giorno sarà chiamato il terzo millennio è solo una gran botta di fortuna ed una cosa molto più grande di quello di cui trattiamo qui, ma proprio per questo millennio ha tutto un altro sapore e non capita a tutti di poterlo usare quindi mi sono detto perché no!

Poi chissà se all’appuntamento col prossimo cambio di secolo il cinema esisterà ancora, quindi potrebbe essere la prima, ma anche l’ultima, occasione per dire che col nuovo film di James Cameron ci troviamo ad un punto di svolta della storia del cinema. Non tanto perché dopo Avatar nulla sarà più come prima, per molti anni ancora il cinema sarà ancora così come lo conosciamo, ma perché d’ora in avanti diventerà definitivamente normale anche avere dei film in cui ambientazioni e protagonisti, pur in un’opera che appare “live action”, sono in realtà tanto artificiali, eppure così altrettanto vivi, quanto i personaggi di un moderno film d’animazione o di un normale film con personaggi in carne e ossa.

Certo la differenza tra il film d’animazione e quello live action rimane comunque nel fatto che mentre nel primo l’interpretazione è tradotta in immagine con la mediazione di artisti, in questi film abbiamo, anche se bisogna dire “ancora” e “parzialmente” perché non è così per tutte le creature che prendono vita sullo schermo, degli attori in carne ed ossa a dare il primo alito di vita ai personaggi e alla loro storia.

Penso che abbia sintetizzato benissimo questo concetto Gabriele Niola nella recensione pubblicata su ScreenWEEK.it quando dice che “Avatar ha il compito di traghettare (speriamo) il mestiere di regista in un’altra era fatta di nuove potenzialità aggiunte alle solite“.

Intendiamoci non è che si tratti, in assoluto, di tutte cose mai viste, ma mai nessuno ne aveva fatto un’opera così integrata, totale, articolata e compiuta e sappiamo bene che, una volta sviluppata, certa tecnologia diventa quasi automaticamente uno standard per tutti, uno standard che rende definitivamente obsoleta la già triste espressione: “questo film è tutto effetti speciali”, perché gli effetti speciali sono finalmente “normali” e andranno commentati non più come un elemento (che per alcuni è) estraneo al film, ma alla pari con i costumi, le scenografie, la fotografia… tutti elementi che in gran parte sostituiscono ed integrano.

Per l’industria dell’entertainment, infine, Avatar rappresenta quel film che non solo, oggi, riporta la fruizione nella sala cinematografica al centro dell’attenzione del pubblico e mantiene in pieno la promessa 3D fatta da Katzenberg un anno fa, ma anche l’evento storico che ci convincerà, nei prossimi anni, a cambiare per l’ennesima volta (ma non saranno troppe) televisore, alla ricerca della visione 3D anche in casa.