Archivio per il tag ‘Apple’

mar
23
2011
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Hop e la sua campagna promozionale cross-mediatica

Hop è il nuovo film della Illumination Entertainment di Chris Meledandri, di cui abbiamo proprio parlato nei giorni scorsi in questo post visto che ha intenzione di raddoppiare la produzione dello studio dopo il grandissimo successo di Cattivissimo Me. Il piccolo studio che collabora con la Universal Pictures ha intenzione di crescere e di camminare sulle sue gambe, e il suo fondatore ha grandi aspettative per i prossimi anni.

Hop Poster Italia 2

Hop è il primo banco di prova della Illumination dopo i fasti dello scorso anno: si tratta di un film che mescola sapientemente CG e live action e ha come protagonisti in carne ed ossa James MarsdenKaley Cuoco, mentre le voci di personaggi animati in lingua originale sono di Russell BrandHugh Laurie e tanti altri.

Il regista del film è Tim Hill, che ha già una notevole esperienza nel mix CG-live action visto che ha diretto in passato Alvin Superstar (360 milioni di dollari!).

Nonostante la lavorazione di Hop sia durata anni, il trailer con le prime immagini è è stato mostrato solo a febbraio. Prima del Super Bowl si sapeva non molto della pellicola e l’intera promozione è sbocciata proprio con l’evento sportivo e televisivo più seguito d’America.

Dopo il trailer sono iniziati a piovere numerosi materiali ogni settimana, ma il punto forte della campagna è senza dubbio il ricco ventaglio di proposte di interazione e promozione collegate ai social network, ai dispositivi mobili e ad altri tipi di media.

Basta andare sul sito ufficiale del film (http://www.iwantcandy.com/) per capire la portata del fenomeno.

Abbiamo un classico collegamento alla pagina Facebook ufficiale del film, che attualmente vanta già ben 370mila fan, un numero considerevole per un film a due settimane dalla sua uscita che non fa parte di un franchise noto al grande pubblico.

Nella pagina ci sono numerose modalità di interazione e intrattenimento per tutte le fasce d’età, che vanno da giochi a concorsi istantanei, e il numero di fan è già indice del suo successo.

Nel sito sono presente inoltre cinque videogame, molto semplici e coinvolgenti, ma anche il link ad una App per iPhone e iPad. Si tratta di “Hop On Drums” ed è un’applicazione gratuita che permette agli utenti di suonare la batteria proprio come il divertente protagonista del film.

Ma la vera novità consiste in quello che è stato definito come “il primo cross-over in un gioco per un dispositivo mobile”.

Infatti Doodle Jump è un noto game per iPhone e iPod Touch creato da Lima Sky scaricato negli scorsi mesi in diverse milioni di copie. I suoi giocatori da pochi giorni hanno a disposizione un aggiornamento gratuito che gli permette di continuare a giocare al loro videogame però utilizzando nuovi livelli in cui il protagonista diventa appunto E.B., il protagonista di Hop.

Per tutte le persone che scaricheranno il gioco per la prima volta, il livello sarà invece già compreso. Con l’avvicinarsi della Pasqua, non può che incrementare il successo del gioco stesso e della pellicola. Non è la prima volta che un gioco per iPhone si presta ad un film, visto che qualche settimana fa vi avevamo presentato l’esempio di Angry Birds- Rio, ma in quel caso era un videogame creato ad hoc per la promozione della pellicola e non una potenziale integrazione come per Doodle Jump, quindi sono casi simili di promozione ma non identici.

Si può notare come ultimamente si stanno sperimentando sempre di più campagne transmediali cinematografiche, e i risultati di Rio e Hop (se fossero estremamente positivi) potrebbero far optare su questa strada anche le più importanti pellicole in uscita nei prossimi mesi.

Non è tutto: sempre dal sito ufficiale un link indirizza verso un concorso associato a Xfinity Tv, un sistema di intrattenimento on-demand molto popolare che fornisce tramite internet film e serie televisive. La possibilità di vincere un computer al giorno è decisamente allettante e anche in questo caso la promozione reciproca è sicuramente un successo.

Ci si rende sempre più conto di come si stia passando dal promuovere film con i principali brand (alimentari e non) verso prodotti d’intrattenimento virtuali, che sulla carta possono sembrare meno concreti di un gadget per bambini nei cereali, ma che sembrano avere grande appeal sui giovani e sugli adulti. Perché anche se si tratta di un film per bambini, ricordiamo che sono sempre i “grandi” a tirar fuori i soldi per i biglietti.

Hop sarà nelle sale italiane e americane dal 1 aprile 2011. Per tutti i materiali, le news e i video sul film basta cliccare sulla scheda qui sotto.

Fonti: ScreenWeek, The Hollywood Reporter, Facebook

nov
18
2010
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iXtreamer oltre la Apple TV

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Ho atteso così a lungo la possibilità di acquistare i film sull’iTunes Store che, quando finalmente è arrivata, non ho nemmeno dato la notizia, limitandomi a commentare un post di Gabriele Niola che diceva più di una cosa giusta sull’argomento e soprattutto sull’assenza dei titoli italiani in catalogo.

Si nota, come dicevo sopra, l’assenza di film italiani, cosa che mi lascia il sospetto che invece di usare la via più semplice si tenterà di perseguire una qualche strada che porti il nostro cinema in contenitori costruiti in Italia, quindi male, al solo scopo di creare delle rendite di posizione che non faranno altro che danneggiare il nostro cinema, privandolo di una delle principali fonti di ricavo future.

Più che dei film italiani si nota però l’assenza dei titoli Disney, cosa ancor più strana visto che la Disney è di Steve Jobs…

Comunque oramai ero consumato dall’attesa e mi sentivo così fuori dal mondo che mi sono subito precipitato ad acquistare qualche titolo e ha ritrovato vigore in me l’interesse per i collegamenti alla televisione, tanto che ho accolto con grande gioia l’arrivo della nuova AppleTV anche in Italia e ora sono enormemente tentato dall’aggeggio con cui ho intitolato il post e che si presenta da solo nel video qui sotto.

A questo punto, con almeno un player interessante sul mercato, il collegamento TV-devices-PC diventa interessante anche da noi. Nel frattempo, nel mondo reale, anche Amazon arriva in Italia. Incredibile.

nov
17
2010
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La concorrenza dell’IPad

Questa bellissima infografica di SectionDesign confronta tutti i competitor dell’iPad partendo dalle sue diverse funzioni d’uso: e-reader, PC, console da gioco, etc.. Leggi il resto »

Scritto da Davide Dellacasa in Infographic,Internet,iPad
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set
29
2010
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Apple e le quote di mercato del Mobile Advertising

Apple Mobile Advertising Market Share

Secondo le stime di Business Week la quota di mercato di Apple nel Mobile Advertising eguaglierà quella di Google alla fine del 2010. Un altro dato impressionante dei risultati ottenuti, ormai in tutte le direzioni, dalla casa di Cupertino.

La base di iPhone in circolazione è tale da garantire una solida crescita anche in questo segmento di business pure se la crescita della quota di mercato degli iPhone starebbe, secondo alcuni, calando con una RIM (Blackberry) in netta ripresa rispetto ad un anno fa.

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Si tratta di dati basati sulle rilevazioni d’uso dei siti monitorati da StatCounter, non sono quindi dati assoluti sulle vendite ma proiezioni in base all’uso di oltre 3.000.000 di siti web da parte dei dispositivi mobili. In sostanza in base a questi dati Android sta prendendo spazio ad Apple, ma globalmente BlackBerry va ancor meglio di Android.

Nel dato relativo al solo mercato USA RIM ha quasi equagliato le statistiche di uso del suo sistema operativo sul web in mobilità, con Android in forte ascesa.

StatCounterGlobal.jpg

E in Italia? Da noi la quota di mercato Apple è relativamente stabile intorno al 50%, seguita intorno al 30% dai residuati bellici con il SymbianOS e un inizio di salita di Android negli ultimi mesi.

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Anche se è vero che i dati di StatCounter saranno meno rappresentativi nel nostro paese rispetto a quelli rilevati globalmente (non ho idea di quanti siti lo usino in Italia) questo grafico sembra dirci che con l’eccezione dell’iPhone il nostro paese è ancora molto indietro sul fronte della navigazione in mobilità e che, per tornare a parlare di advertising, se si vuole fare qualcosa (anche molto) di più di un SMS melafonino e affini sono la prima destinazione cui fare riferimento, con qualsiasi network o progetto ci si arrivi.

lug
18
2010
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Il parafulmine dell'iPhone 4

Sulle note di Antenna Song, la canzone che prende in giro il problema all’antenna dell’iPhone 4 che la Apple ha simpaticamente trasmesso durante la conferenza stampa dedicata al problema, vorrei condividere il più ovvio dei pensieri sull’argomento, coadiuvato da un grafico trovato qualche giorno fa in rete in un post che titola “Ecco come l’iPhone della Apple ha totalmente umiliato l’industria della telefonia mobile

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Il grafico parla davvero da solo e mostra la botta che la Apple ha dato agli utili di tutti produttori di telefonini, mentre il suo quasi triplicava in tre anni. Se questo non basta a dare una misura dell’umiliazione ricevuta dai giganti della telefonia mobile aggiungete il grafico seguente e il quadro è completo, perché Apple ha fatto tutto questo con solo il 3% di quota di mercato.

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Ecco perché quando Steve Jobs sale sul palco a dirci che il problema è analogo a quelli che hanno tutti gli altri produttori di telefonini, e nel caso dell’iPhone 4 riguarda meno dell’1% degli utenti, io gli credo in pieno e non posso fare a meno di sottoscrivere la considerazione che:

“I telefoni non sono perfetti, è una sfida per l’intera industria.”

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E’ chiaro però che nel caso di Apple la cosa abbia avuto una tale enfasi perché il problema dell’antenna è diventato un parafulmine contro cui tutti i suoi avversari si sono impegnati a lanciare saette sperando che l’hype che circonda il telefono della Apple in positivo funzionasse anche in negativo, creando un danno significativo alla fiducia nel brand Apple. Una cosa che magari fa piacere anche ai molti che hanno preso l’iPhone perché di moda ma poi non lo sanno nemmeno usare e così hanno finalmente una scusa per parlarne male.

In questo Apple ha forse sbagliato a non commentare subito con i dati presentati venerdì scorso il montare della questione antenna, ma se così avesse fatto ci saremmo persi qualche divertente contromisura. Ad esempio Nokia non avrebbe fatto sul suo blog quel bellissimo post in cui dichiara che possiamo prendere in mano i suoi telefonini in ogni modo, a cui sono seguiti decine di commenti di utenti che, video YouTube al seguito, mostravano la caduta di segnale sui suoi telefonini cambiando impugnatura. Senza contare che c’è anche chi gli ha fatto notare che lo scrivono pure nelle istruzioni di non toccare l’area dell’atenna in un certo modo.

Molto rumore per nulla, quindi, anche se di positivo c’è che adesso sappiamo che se cade la linea non è sempre e solo colpa degli operatori, che fino a poco tempo fa erano l’unico capro espiatorio dei problemi di “campo”.

Scritto da Davide Dellacasa in Internet,iPhone,Mobile
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mag
10
2010
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Il mercato degli SmartPhone

Questo infografico è precedente l’uscita dell’iPad, che comunque non è nemmeno uno smarphone, ma non credo che in poco più di due mesi abbia perso il suo valore descrittivo del mercato degli smartphone. (Fonte e immagine originale).

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Su Cineguru.biz la raccolta degli infografici dedicati a cinema, internet e media. Sul mio blog personale gli infografici dedicati a tutti gli altri argomenti. Qui l’infographic dedicato al Box Office dei film Marvel.

Scritto da Davide Dellacasa in Immagini,Infographic
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apr
30
2010
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L'economia dell'App Store

Sempre in casa Apple penso possa essere interessante questo infographic che riassume l’economia dello store della Applicazioni per iPhone e iPod Touch. Il grafico è precedente l’uscita dell’iPad, che sicuramente ha cambiato un po’ di cose. Fonte.

The-App-Store-Economy-Large-Image.jpg
apr
24
2010
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Una specie di società di frutta

Sull’onda del successo (solo mediatico per alcuni) dell’iPad e degli ultimi risultati annunciati la Apple si è lasciata alle spalle i 200$ di quotazione intorno a cui orbitava da molti mesi, ha superato di slancio i 250$ e secondo alcuni potrebbe raggiungere tranquillamente i 300$. Con questi numeri sta per superare/ha superato in capitalizzazione la Microsoft, il che mi offre una buona occasione per pubblicare un po’ di grafici che mi sono tenuto da parte in queste settimane.

Questo qui sotto (fonte), ad esempio, ci dice da dove vengono i ricavi della casa di Steve Jobs. Da notare, ovviamente, il peso dell’iPhone.

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Da Royal Pingdom ecco poi una serie di grafici molto interessanti che confrontano l’andamento di ricavi e profitti tra Apple, Microsoft e Google nel lungo periodo, cominciamo con i ricavi, dal trend parecchio evidente.

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Ancor più interessante, volendo, il grafico dei profitti.

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Mi sembra superfluo commentare quanto sia possibile individuare nei grafici tre fasi: una prima di cui non abbiamo gran memoria in Italia nella quale la Apple era addirittura più grande della Microsoft, la seconda di evidente sofferenza per una Apple priva del suo fondatore Steve Jobs, ed una terza in cui la Apple, di nuovo con Steve al timone, ha contribuito a cambiare il mondo sotto ai piedi del colosso di Redmond e non solo. Intendiamoci, dal 1995 ad oggi il mondo è cambiato non certo grazie alla Apple, che ha continuato a fare il suo mestiere, facendo in realtà molto poco su internet, ma facendo quel poco, alla fine l’iTunes Store, molto bene e integrandolo a meraviglia nell’ecosistema dei suoi prodotti hardware, con Mac che è diventato davvero quell’hub della vita digitale che fece sorridere molti al momento della sua presentazione, ma è oggi nelle abitudini di tutti.

Molto interessante un dato ricavato dai grafici, ovvero che nel 2009 Microsoft e Google erano praticamente allineati in termini di redditività, intorno al 27.6%, mentre la Apple era a solo 17.8%, ma in rapida crescita, vedremo cosa sarà successo alla fine dell’anno. Sempre dalla stessa fonte ecco un altro grafico che ci dice quanto queste società, più altre, hanno sul loro conto in banca.

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Ma perché parlo così tanto di Apple in questo blog che dovrebbe parlare soprattutto di Cinema e nuove tecnologie? Semplicemente perché Jobs nel suo essere il Ceo del decennio ha capito meglio e prima di altri che se internet avrebbe rivoluzionato i canali di distribuzione dell’audiovisivo ci sarebbe stato bisogno, a monte a e valle di questi canali, di nuovi “negozi” e nuovi “walkman” (e televisori) con cui fruire quegli stessi prodotti.

Ecco quindi prima l’iPod e poi l’iTunes Music Store, che successivamente è diventato l’iTunes Store quando ha cominciato a vendere anche serie tv e film.

La Apple ha sempre prodotto dell’hardware bello e innovativo che tutti vogliono, mosso da software altrettanto innovativo che ha indicato la strada di come avremmo interagito con tutti gli altri hardware (è stato così con l’interfaccia del Mac e il mouse e di nuovo, oggi, con l’intuizione dell’iPhone estesa alla superficie dell’iPad) e in più ha costruito intorno a tutto questo un sistema di distribuzione di contenuti che funziona, nonostante il DRM che, comunque giustamente, i detentori dei diritti delle opere audiovisive impongono.

Qui in Italia percepiamo poco questo aspetto perché siamo al minimo 4 anni indietro rispetto alla realtà americana da questo punto di vista. Scrivendo questo post ho ritrovato su NextScreen, dove originariamente era stato pubblicato, questo post sull’annuncio congiunto Jobs-Iger dello sbarco sull’iTunes Store (che per l’occasione toglieva Music dal suo nome) e mi rendo conto che sono passati quasi quattro anni da quel giorno e qui da noi non è ancora cambiato assolutamente niente!

Questo non è un post sulla pirateria, ma hai voglia a parlare di pirateria quando, dal punto di vista dell’offerta, siamo un paese indietro di quattro anni su temi fodnamentali come il download-to-own e il download-to-rent, mentre la nostra domanda è ovviamente, allineata a quella di tutto il pianeta.

Chiudo tornando alla Apple e alla Microsoft, che ha invece seguito un’altra strada, tentando comunque una sua strategia internet che a giudicare da un altro grafico in cui mi sono imbattuto proprio oggi non è certo stata altrettanto redditizia e strategicamente indovinata.

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Così, mentre mi domando se l’accordo con Facebook per Docs.com non arrivi un po’ troppo tardi e mi rispondo che no, non è troppo tardi perché al mondo ci sono milioni di persone che non sanno dell’esistenza di Google Docs che usano tutti i giorni sia Facebook che Office (anzi, direi che in ufficio usano proprio i due contemporaneamente), vado a vedermi Avatar sull’iPad… ovviamente comprato negli USA perché tristemente, da noi ancora non si può.

mar
26
2010
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I giochi per iPhone superano il fatturato di quelli per PSP

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Secondo i dati della società di analisi Flurry (via Melamorsicata) il fatturato di giochi per iPhone/iPod Touch ha superato il fatturato di quelli per la PSP della Sony, mentre anche il Nintendo DS è in calo… e tra pochi giorni arriva sul mercato l’iPad, manco a dirlo le prime applicazioni per iPad approvate da Apple sono proprio le versioni HD o XL di alcuni giochi.

E il cinema? Al di là dell’ancora triste considerazione che nel nostro mercato manca una degna offerta legale di titoli è inutile negare che dopo aver imposto il nuovo Walkman e un nuovo modo di concepire il telefono (che è anche console da gioco portatile e tanto altro) Apple con l’iPad avrà un enorme impatto anche sugli hardware portatili per vedere film. Non che non ci siano e non ci saranno tablet alternativi al dispositivo della mela (ecco qui sette alternative all’iPad), ma come al solito la Apple è la prima a credere in un prodotto e ad avere la credibilità per proporre un cambio di uso ed abitudine che erà già lì ma aveva bisogno di un calcetto. Il calcetto Apple lo può dare perché come al solito il suo non è solo un hardware, ma un device inserito in un ecosistema di servizi ed applicazioni che ne rendono immediatamente comprensibili le infinite potenzialità.

Intanto il primo spot dell’iPad è stato trasmesso la notte degli Oscar, Steve Jobs presente in sala.

feb
02
2010
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The Book of Eli… no Jobs

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L’Economist, in un numero che contiene anche un interessante speciale dedicato ai social network, dedica la sua copertina a Steve Jobs (qui una raccolta di altre copertine a lui dedicate).

Con il lancio del già famoso iPad continuano i confronti biblici che vedono protagonista il fondatore della Apple. Le tante aspettative legate a questo prodotto, che è stato forse il più anticipato e quindi il meno sorprendente della Apple, giustificano un po’ di ironia, anche se nonostante le condivisibili obiezioni resto convinto che l’iPad sarà l’ennesima rivoluzione.

Scritto da Davide Dellacasa in Digitale,Editoria,Internet
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