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	<title>CineGuru &#187; Apple</title>
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	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
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		<title>Raddoppia il mercato dei televisori connessi alla Rete, e Apple lo guida con una fetta di oltre il 30%</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 19:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In attesa del rumoreggiato lancio di un dispositivo di terza generazione, il colosso dell'hi-tech avrebbe già venduto circa 4 milioni di Apple TV in tutto il mondo, mentre il totale delle connected tv si aggirerebbe intorno ai 12 milioni secondo lo studio diffuso da Strategy Analytics.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Apple</strong> domina il settore delle<strong> Internet tv</strong>: a rivelarlo è uno studio della società<strong> </strong><a href="http://www.strategyanalytics.com/default.aspx?mod=pressreleaseviewer&amp;a0=5147"><strong>Strategy Analytics</strong></a> sui <strong>Connected TV Players</strong>, secondo cui il media center marchiato dalla Mela nel 2011 raggiungerà una quota pari a circa il <strong>30% del mercato</strong>, segnando un importante punto a proprio favore nella competizione per accaparrarsi il predominio sulla nascente televisione &#8220;smart&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3047" title="apple-tv" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/apple-tv.jpg" alt="" width="474" height="328" /><span id="more-3046"></span>In attesa del rumoreggiato lancio di un dispositivo di terza generazione, il colosso dell&#8217;hi-tech avrebbe già venduto circa <strong>4 milioni di Apple TV</strong> in tutto il mondo, mentre il totale delle<strong> connected tv</strong> si aggirerebbe intorno ai <strong>12 milioni</strong> ed entro l&#8217;anno dovrebbe approssimarsi al raddoppio rispetto alle cifre registrate nel 2010. Merito della stessa compagnia di <strong>Cupertino</strong> e di pochi altri apparecchi rivali come <strong>Roku</strong>, che con i loro<strong> prezzi competitivi</strong> e la <strong>facilità di utilizzo</strong> hanno vinto lo scetticismo dei consumatori e cominciato ad insidiare il mercato dei set-top box tradizionali. Negli <strong>USA</strong>, secondo <strong>Strategy Analytics</strong>, sarebbero l&#8217;<strong>8%</strong> i<strong> nuclei familiari in possesso di tv connessa alla Rete</strong>, mentre in Europa le cifre sarebbero più basse di un punto percentuale.  Interessante inoltre l&#8217;analisi dei <strong>contenuti</strong> veicolati attraverso questi device in odore di smart tv: dallo studio emerge infatti come gli <strong>utenti del player di Apple</strong>  siano <strong>maggiormente inclini a noleggiare prodotti audiovisivi</strong> rispetto a chi possiede una tv normale, con uno scarto che va dal 30% dei primi al 20% dei secondi.</p>
<p>Oltre alla<strong> dotazione tecnologica</strong> delle famiglie, sembra perciò che ad essere pronti per il salto siano anche i <strong>consumatori</strong>, sempre meno disposti a sottoscrivere gli abbonamenti ai canali via cavo e, al contrario,<strong> sempre più abituati al consumo dei programmi via web</strong>. Stando a una ricerca riportata da <a href="http://allthingsd.com/20111209/time-to-say-goodbye-to-the-cable-guy-why-youll-buy-tv-on-the-web-in-2012/"><em>All Things D/The Wall Street Journal</em></a>, il mercato della TV connessa dovrebbe raggiungere la piena maturità già nel 2012, anno in cui gli spettatori potrebbero avere cioè a loro disposizione una <strong>vera emittente operativa esclusivamente online</strong>, con un mix di prodotti originali e di una massa critica di contenuti acquistati dai maggiori player del settore dell&#8217;intrattenimento. Ciò potrebbe incoraggiare una decisa accelerazione nel passaggio alla<strong> smart tv</strong>, che non richiede solo tecnologia ma anche una programmazione in grado di competere con i network tradizionali. L&#8217;unica domanda è: chi darà ufficialmente avvio al cambiamento? Molti sono gli analisti che si aspettano una mossa dai provider che già opernao nel mondo della telefonia e della tv connessa, come <strong>Verizon</strong>, ma secondo lo studio citato da <em>All Things D</em>, lo scenario più probabile sembrerebbe quello di<strong> un operatore esterno</strong> alla realtà del piccolo schermo. E anche senza che vengano rivelati nomi, è difficile non pensare alla sfida lanciata a tal proposito dalla nuova, vasta, <strong>offerta di canali da parte di YouTube</strong>.</p>
<p>Intanto <strong>Apple</strong> non rimane ferma neanche sul fronte dei contenuti e continua ad espandere il modello vincente dei suoi <strong>store online</strong>. Come riportato ieri sul <a href="http://www.washingtonpost.com/business/summary-box-apple-launches-itunes-store-in-16-latam-countries-including-brazil-argentina/2011/12/13/gIQAHy3NsO_story.html"><em>Washington Pos</em>t</a> e altre testate internazionali, <strong>iTunes</strong> è infatti sbarcato ufficialmente in <strong>Brasile</strong> e altri <strong>15 Paesi dell&#8217;America Latina</strong>, portando a 51 il numero totale degli Stati in cui si può accedere al negozio virtuale della Mela.Il catalogo che la compagnia si propone di offrire a un pubblico piuttosto a suo agio con la <strong>pirateria</strong>, consta di più di <strong>20 milioni di brani musicali</strong> e di di<strong> un milgiaio di film</strong>: l&#8217;intenzione sembrerebbe infatti quella di <strong>combattere la circolazione di contenuti illegali in Rete</strong> con un&#8217;offerta ad ampio raggio, anche in vista della probabile prossima commercializzazione in Brasile di<strong> iPod, iPad e iPhone</strong>.</p>
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		<title>A Natale sarà boom dei tablet, e Amazon è pronta alla competizione.</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 11:43:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La stagione dello shopping natalizio è alle porte, ma sembra che quest'anno sulla letterina a Babbo Natale dei più piccoli non ci siano più le console per videogiochi quanto iPad e tablet. E se il marchio Apple risulta sempre al top delle classifiche, Amazon si prepara alla rimonta con Kindle Fire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti, dalle orde di consumatori natalizi all&#8217;industria dei media, sono avvertiti: il <strong>regalo più ambito</strong> sotto l&#8217;albero quest&#8217;anno sarà il <strong>tablet</strong>, almeno da quanto emerge dalla <a href="http://blog.nielsen.com/nielsenwire/consumer/us-kids-looking-forward-to-iholiday-2011/">ricerca condotta sui giovani statunitensi</a> da <strong>Nielsen</strong>. Se nel mercato degli <strong>smartphone</strong> continua il <strong>testa a testa di Android e Apple</strong> (secondo un altro <a href="http://blog.nielsen.com/nielsenwire/online_mobile/android-phones-and-iphones-dominating-app-downloads-in-the-us/">report</a> della stessa società di analisi, i due sistemi operativi si spartirebbero il 70% del mercato con quote rispettivamente del 42,8 e del 28,3%), i <strong>tablet</strong>, spinti soprattutto dall&#8217;<strong>iPad</strong>, si starebbero guadagnando un posto di primo piano nella &#8220;wishlist&#8221; dei consumatori statunitensi, e specialmente di quella fetta che influenzerà maggiormente la <em>holiday season</em> alle porte.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2982" title="buying-interest-kids-6-12" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/buying-interest-kids-6-12.jpg" alt="" width="480" height="617" /></p>
<p><span id="more-2981"></span>Il<strong> tablet Apple</strong>, in particolare, si mantiene al primo posto nell&#8217;elenco dei <strong>device tecnologici più desiderati nella fascia 6-12 anni</strong>, passando dal 31% delle preferenze del 2010 al 44% di quelle odierne, mentre tra i ragazzi con più di 13 anni l&#8217;appeal dell&#8217;iPad scende un po&#8217; e si attesta a 24 punti percentuali, comunque molto in crescita rispetto ai 18 dell&#8217;anno scorso. A seguire in classifica ci sono ben altri due prodotti marchiati dalla Mela (<strong>iPod Touch</strong> e <strong>iPhone</strong>), seguiti dai computer e di nuovo dai <strong>tablet non Apple</strong>, che comunque si guadagnano l&#8217;interesse del 25% dei consumatori tra i 6 e 12 anni, contribuendo al successo di questo device in forte crescita, tanto da superare nella lettera a Babbo Natale prodotti che fino a poco tempo fa sarebbero sembrati irrinunciabili per i più piccoli, come <strong>Nintendo 3DS, Playstation e Kinect per Xbox 360</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2983" title="nielsen scopo tablet" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/nielsen-scopo-tablet.jpg" alt="" width="587" height="444" /></p>
<p>I <strong>tablet</strong>, tra l&#8217;altro, sembrano aver <strong>conquistato anche l&#8217;Italia</strong>, come mostra il <strong>Connected Device Report</strong> di <strong>Nielsen</strong> dedicato al nostro Paese.  Dall&#8217;analisi condotta su un <strong>campione di 9.000 famiglie</strong> (riportata sul sito di <a href="http://www.ninjamarketing.it/2011/11/30/nielsen-chi-usa-i-tablet-in-italia/"><em>Ninja Marketing</em></a>)  si delinea un preciso identikit dei nuovi amanti di iPad &amp; Co., che in tutto dovrebbero ammontare a<strong> un milione</strong>. Non c&#8217;è distinzione di genere tra gli utenti di tablet, mentre la maggior parte si concentra nella fascia d&#8217;età sotto i 44 anni e in una classe di reddito medio-alto. Il luogo più frequente di utilizzo risulta l&#8217;<strong>ambiente domestico</strong>, soprattutto se si tratta di un uso reiterato più volte al giorno. Non sembra perciò essersi ancora diffusa la pratica di portare i tablet nei luoghi di ristoro (9%), a lavoro (28%) o sui mezzi pubblici (10%), probabilmente per il diverso approccio alla tecnologia che caratterizza le nostre abitudini di consumo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2984" title="nielsen impact" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/nielsen-impact.jpg" alt="" width="587" height="480" /></p>
<p>Lo <strong>scopo</strong> più frequente per cui si usa il tablet è gestire le <strong>mail</strong> (65%), seguito da <strong>navigare in Rete</strong> (59%), consultare<strong> libri o magazine</strong> digitali e connettersi a<strong> social network</strong> (40%). Il motivo per cui lo si preferisce al PC è il carattere portatile, accompagnato però dalla buona qualità dello schermo, senza dubbio preferito a quello degli smartphone, e  la facilità d&#8217;uso. Inoltre, la metà degli intervistati  ha dichiarato di <strong>usarlo con più membri della famiglia</strong>, il che non stupisce essendo emersa la sua fruizione prevalentemente domestica. Non sembra tuttavia che gli altri media debbano correre immediatamente ai ripari: la ricerca mostra come l&#8217;uso di altri device sia rimasto sostanzialmente lo stesso per la maggior parte dei consumatori di tablet. Solo l&#8217;11% degli intervistati ha dichiarato di usare meno la tv connessa a Internet, mentre percentuali più alte, intorno al 40% riguardano ovviamente i computer di tutti i tipi, sia quelli tradizionali che notebook e  laptop.</p>
<p>Oltre all&#8217;<strong>iPad</strong>, a trarnre vantaggio dal nuovo tren nel frattempo è stata senza dubbio <strong>Amazon</strong>, che ha dichiarato (<em><a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/amazoncom-reports-best-black-friday-266584">Hollywood Reporter</a></em>) come il suo<strong> Kindle Fire</strong> sia stato il prodotto più venduto dal portale nel fatidico <strong>Black Friday</strong>, vale a dire il venerdì dopo il Giorno del Ringraziamento, che negli USA apre ufficialmente la stagione dello shopping natalizio. Come sottolinea oggi il <a href="http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_145064,00.html"><em>Sole 24 Ore</em></a>, il dispositivo di <strong>Amazon</strong>, grazie alla sua considerevole offerta di contenuti (milioni tra film, serie tv, canzoni, libri, riviste, app e giochi), ha già provocato l&#8217;effetto di far crollare i prezzi dei competitor, come il<strong> BlackBerry PlayBook</strong>, e sembra proprio avviarsi a diventare il <strong>rivale più temibile dell&#8217;iPad</strong>. Sempre che non ci arrivino prima i tablet sottocosto cinesi a 75 dollari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ninjamarketing.it/2011/11/30/nielsen-chi-usa-i-tablet-in-italia/"><em>Ninja Marketing</em></a>,<em><a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/amazoncom-reports-best-black-friday-266584">Hollywood Reporter</a></em>,<a href="http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_145064,00.html"><em> Sole 24 Ore</em></a></p>
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		<title>Sony sfida Apple con la strategia dei 4 schermi. Google perde Logitech nella corsa verso la tv.</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 06:02:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sony mette in campo la "strategia dei 4 schermi": interconnettere PC, tablet, smartphone e tv connessa al web per battere la concorrenza del marchio Apple. Intanto, Google perde un alleato nella corsa per il lancio della sua smart tv.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver dichiarato a inizio novembre una previsione di <strong>837 milioni di euro di perdita</strong> a causa del costante <strong>calo nelle vendite dei televisori</strong>, <strong>Sony</strong> ha rilanciato con l’annuncio di un <strong>progetto di smart tv</strong> volto a far concorrenza a quello che, secondo indiscrezioni, potrebbe veder presto la luce sotto il marchio <strong>Apple</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2912" title="sony-internet-tv" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/11/sony-internet-tv.jpg" alt="" width="360" height="307" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-2908"></span><em>“Non ho dubbi che lo stesso Steve Jobs stesse lavorando  per rivoluzionare i tradizionali impianti televisivi”</em>, ha dichiarato a proposito <strong>Howard Stringer</strong>, CEO della compagnia giapponese specializzata nel campo dell’elettronica, portando subito la sfida di Sony nel campo della <strong>tv connessa alla Rete</strong>. E non potrebbe essere altrimenti dato che, per ammissione dello stesso topo manager, tutti i modelli &#8220;usuali&#8221; di tv prodotti risultano oggi in perdita, sia a causa della flessione della domanda sia per il cntinuo abbassamento dei prezzi alla vendita.</p>
<p>Senza dimenticare gli esperimenti non perfettamente riusciti di <strong>Sony</strong> come gli<strong> schermi 3D</strong>, che non hanno ancora dato l&#8217;impulso sperato al rinnovamento della dotazione tecnologica delle famiglie; o come il progetto <strong>Google TV</strong>, che stenta a decollare e negli ultimi giorni è stato <strong>abbandonato</strong> da un altro partner tecnologico importante come <strong>Logitech</strong>. Il leader della compagnia svizzera, <strong>Guerrino De Luca</strong>, ha definito la produzione del set-top box <strong>Revue</strong> per la visione della tv tramite il noto portale internet come <strong><em>&#8220;un errore di proporzioni gigantesche&#8221;</em></strong>, attribuito in particolare ad alcune carenze nell&#8217;implementazione del prodotto che ne hanno determinato lo scarso successo tra i consumatori. Al momento si rumoreggia che a Logitech potrebbe presto subentrare<strong> il colosso coreano dell&#8217;elettronica LG</strong>, ma al momento le apparecchiature <strong>Sony</strong> rimangono le uniche coinvolte nello sviluppo della <strong>tv di Google</strong>, che tra l&#8217;altro ha già sfruttato la nuova piattaforma per il lancio del suo <em>store</em> musicale, <strong>Google Music</strong>, rendendolo accessibile non solo da PC e dispositivi portatili ma anche dal salotto di casa.</p>
<p><strong>Sony</strong> tuttavia intende spingersi oltre nel settore delle smart tv attraverso una <strong>strategia</strong> che <strong>Stringer ha definito dei &#8220;4 schermi&#8221;</strong>, volta cioè a integrare i servizi forniti su cellulari, tablet, computer e impianti tv, rendendo <strong>perfettamente interconnessi tutti i device</strong> recanti il marchio della compagnia giapponese. Un progetto in cui un ruolo fondamentale sarà di sicuro giocato anche dalla <strong>PlayStation 3</strong> e dal suo bacino di<strong> 55 milioni di utenti </strong>(dato <a href="http://www.next-tv.it/2011/11/16/la-strategia-dei-4-schermi-e-1-piattaforma-di-sony-per-non-lasciare-le-connected-tv-in-mano-ad-apple/"><em>Next TV</em></a>), attraverso cui Sony potrebbe costruire un servizio di <strong>tv on demand</strong> analogo al <strong>modello Netflix o Hulu</strong> <strong>Plus</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/mG-D5puBn9c" frameborder="0" width="480" height="284"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intanto, un assaggio della visione del CEO si può trovare già nello<strong> spot tv del Sony tablet</strong>, che d&#8217;altra parte corrisponde alle parole di <strong>Stinger</strong>:<em> &#8220;Ho passato gli ultimi 5 anni a costruire una piattaforma che mi consentisse di competere con Steve Jobs. Ora è terminata e in fase di lancio&#8221;</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204224604577030192732123080.html?mod=googlenews_wsj"><em>WSJ</em></a>, <a href="http://www.next-tv.it/2011/11/16/la-strategia-dei-4-schermi-e-1-piattaforma-di-sony-per-non-lasciare-le-connected-tv-in-mano-ad-apple/"><em>Next TV</em></a></p>
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		<title>Apple apre la sua nuvola a Hollywood: rumors su trattative per offrire film in streaming via iCloud</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 18:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A stretto giro dalla partenza di UltraViolet, il cinema vola sempre più tra le nuvole. Dagli Usa,  indiscrezioni sulle trattative che vedrebbero impegnata Apple a proccacciarsi i film da fruire via iCloud.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ha fatto nemmeno in tempo ad entrare in piena operatività <strong>UltraViolet,</strong> che subito il sistema cloud per la visione e l’archivio on line della propria library home video rischia di veder nascere un serio competitor. Oggi i media statunitensi hanno infatti rivelato come <strong>Apple</strong> sia già <strong>in trattative con le major hollywoodiane</strong> per lanciare il consumo di film via streaming anche attraverso il suo sistema <strong>iCloud</strong>. Un sistema che pure ha debuttato da pochissimo, ma che sembra già in vena di espansione verso quei contenuti video fino ad ora non contemplati in via prioritaria dalla sua offerta.</p>
<p>Stando a quanto riferito al <a href="http://latimesblogs.latimes.com/entertainmentnewsbuzz/2011/10/apple-prepping-movie-cloud-service-devices-may-work-with-ultraviolet.html"><em>Los Angeles Times</em> </a>da fonti che preferiscono rimanere anonime, l’intenzione di <strong>Apple</strong> sarebbe quella di permettere ai consumatori di acquistare i titoli degli Studios via <strong> iTunes</strong> per poi fruirli attraverso il suo sistema cloud su ogni dispositivo marchiato dall’inconfondibile mela, a partire ovviamente da<strong> iPhone e iPad</strong>. Il servizio dovrebbe partire già dalla fine dell’anno o nei primissimi mesi del 2012.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2691" title="iCloud-08062011" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/iCloud-08062011.jpg" alt="" width="550" height="250" />La notizia è tanto più rilevante quanto arriva immediatamente in seguito al lancio definitivo del concorrente <strong>UltraViolet</strong>, sviluppato da un consorzio di major cinematografiche e imprese leader nel settore della tecnologia e dell’entertainment (tra cui <strong>Microsoft e Intel</strong>) da cui mancano praticamente solo <strong>Disney, Apple e Amazon</strong>. In molti si chiedevano quale sarebbe stata la risposta di questi tre potenti soggetti, e quella della compagnia fondata da Steve Jobs non si è lasciata attendere, anche se per ora in via non ufficiale.</p>
<p>Intanto domani sarà disponibile il secondo film entrato nella “nube” di <strong>UltraViolet</strong>, <a href="http://www.screenweek.it/film/17575-Lanterna-Verde"><em>Lanterna Verde</em></a>, distribuito da quella <strong>Warner Bros</strong> che insieme a <strong>Paramount</strong> e <strong>Sony</strong> è stata tra le major più attive nel promuovere il servizio nell’intento di rivitalizzare non solo il settore dell’online ma anche quello del supporto fisico. <strong>UltraViolet</strong> infatti consente di creare la propria libray accessibile ovunque via Internet, ma solo<strong> a chi acquista una copia in DVD o Blu-ray</strong> dei film distribuiti in tale modalità “multicanale” dagli Studios.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Addio a Steve Jobs: il futuro di Pixar, iCloud e AppleTV</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 15:31:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel giorno dedicato al ricordo di Steve Jobs, una panoramica delle conseguenze che la sua scomparsa potrebbe comportare per il mondo del cinema. Sia per la sua creatura, la Pixar, che per lo sviluppo del sistema cloud rivale UltraViolet e di Apple Tv.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In una giornata come questa, tutto il mondo dell&#8217;informazione non può che essere concentrato sulla scomparsa, a soli 56 anni, del creatore di Apple <strong>Steve Jobs</strong>. <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/what-is-steve-jobs-hollywood-233572"><em>Hollywood Reporter</em></a> gli ha voluto rendere omaggio con un approfondimento riguardo all&#8217;influenza e all&#8217;eredità che il guru dell&#8217;informatica e della tecnologia lascerà all&#8217;industria del cinema, partendo dalla sua esperienza con la <strong>Pixar</strong> e con la <strong>Disney</strong> fino ad arrivare ad <strong>Apple TV</strong>.</p>
<p>Come noto, nell&#8217;86 <strong>Jobs</strong> comprò dalla <strong>Lucasfilm</strong> il <strong>Graphics Group</strong>, destinato a diventare di lì a poco la casa di produzione che sdoganò l&#8217;uso della CGI e del 3D nei film d&#8217;animazione. Dopo che la <strong>Pixar</strong> venne acquistata nel  2006 dalla <strong>Disney</strong>, Jobs riuscì a ottenere una partecipazione del 7,3% nella grande multinazionale cinematografica, e nonostante le difficoltà e le assenze causate dalla sua malattia continuò a sedere nel CDA fino alla sua dipartita. Questo è il motivo per cui fonti vicine alla major citate da <em>Hollywood Reporter</em> non credono che la sua uscita di scena porterà a &#8220;<em>un vero cambiamento in ciò che la Disney fa quotidianamente</em>&#8220;. La differenza potrebbe invece essere maggiormente accusata dalla <strong>Pixar</strong> di <strong>John Lasseter</strong>, per cui <strong>Jobs</strong> costituiva un sicuro alleato nei rapporti con la compagnia, soprattutto in un momento in cui grandi uscite come <a href="http://www.screenweek.it/film/2401-Cars-2"><em>Cars 2</em></a> non danno i risultati sperati. <em>&#8220;Ai burocrati non piacciono le cifre che la Pixar spende per realizzare i suoi film, ma nessuno oserà toccarla finché c&#8217;è Jobs&#8221;</em>, riporta il magazine riferendosi a dichiarazioni rilasciate da una fonte vicina a <strong>Disney</strong> prima della tragica notizia.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2644" title="stevejobs_pixar" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/stevejobs_pixar.jpg" alt="" width="486" height="274" /></p>
<p>Un altro campo in cui il colosso dell&#8217;animazione potrebbe rivedere le proprie posizioni è <strong>UltraViolet</strong>, il nuovo sistema cloud per lo storage dei cataloghi home video personali, che sta per partire con il sostegno di ben 70 compagnie, tra cui <strong>Microsoft, Netflix, Comcast, Sony</strong> e molti altri Studios. Tranne, per l&#8217;appunto, <strong>Disney</strong> e ovviamente <strong>Apple</strong>, impegnata a sviluppare la propria piattaforma <strong>iCloud</strong>. Un servizio che tra l&#8217;altro per ora prevede di gestire musica e altri tipi di contenuti, ma non film e show televisivi, fronte su cui <strong>Jobs</strong> pare si stesse muovendo con trattative di cui però, spiega sempre <em>Hollywood Reporter</em>, non sono noti i dettagli. Con la sua scomparsa, appare dunque lecito chiedersi se <strong>Disney</strong> continuerà a tenersi fuori da <strong>UltraViolet</strong>, oltre che a puntare sulla sua catena di negozi sparsi in tutto il mondo, riacquistata proprio sotto spinta di <strong>Jobs</strong> e sempre più vicina al modello <strong>Apple Store</strong>.</p>
<p>E parlando della compagnia legata più di tutte al nome di Jobs, qualche incertezza potrebbe aprirsi anche sul futuro di <strong>Apple TV</strong>, un sistema ancora poco diffuso per trasportare sul &#8220;piccolo schermo&#8221; i contenuti scaricati da<strong> iTunes</strong>, ma anche quelli provenienti da altri canali come <strong>Youtube</strong> o <strong>Netflix</strong>. Un apparecchio che potrebbe avere tutte le caratteristiche per affermarsi sul mercato più o meno al pari di altri prodotti <strong>Apple</strong>, ma che come tutte le altre attività dello storico marchio non potrà più avvalersi del genio tecnologico, ma anche promozionale, di <strong>Jobs</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/what-is-steve-jobs-hollywood-233572"><em>Hollywood Reporter</em></a></p>
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		<title>Steve Jobs lascia la guida di Apple, si conclude un&#8217;era</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 14:22:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leotruman</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Poche parole riservate ai suoi azionisti, che ovviamente hanno fatto subito il giro del mondo, sono bastate a Steve Jobs per lasciare il suo incarico di amministratore delegato di una delle più potenti e redditizie società esistenti, la Apple. Ecco la sua lettera di congedo: «Ho sempre detto che se fosse mai arrivato il giorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poche parole riservate ai suoi azionisti, che ovviamente hanno fatto subito il giro del mondo, sono bastate a<strong> Steve Jobs</strong> per lasciare il suo incarico di amministratore delegato di una delle più potenti e redditizie società esistenti, la <em><strong>Apple</strong></em>.</p>
<p>Ecco la sua lettera di congedo:</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/08/steve_jobs_2009.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2471" title="steve_jobs_2009" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/08/steve_jobs_2009.png" alt="" width="475" height="346" /></a></p>
<blockquote><p><em>«Ho sempre detto che se fosse mai arrivato il giorno in cui non avrei più potuto rispettare i miei</em><br />
<em> obblighi come amministratore delegato di Apple, sarei stato il primo a dirvelo. Sfortunatamente quel giorno è</em><br />
<em> arrivato. Rassegno le dimissioni da amministratore delegato di Apple. Vorrei tuttavia continuare, se il Cda lo</em><br />
<em> ritiene opportuno, come presidente, e rimanere un dipendente dell&#8217;azienda. Per quel che riguarda il mio</em><br />
<em> successore, raccomando fortemente che si proceda con il piano previsto e si nomini Tim Cook come Ceo di</em><br />
<em> Apple. Credo che i giorni migliori e più innovativi di Apple siano davanti a noi. E sono ansioso di viverli e</em><br />
<em> contribuire al successo dell&#8217;azienda nel mio nuovo ruolo. Ad Apple ho trovato alcuni dei miei migliori amici e</em><br />
<em> vi ringrazio per l&#8217;opportunità di lavorare con voi per tanti anni»</em></p></blockquote>
<p>A Jobs nel 2004 era stato diagnosticato un <strong>cancro al pancreas</strong> particolarmente aggressivo, con sopravvivenza a 5 anni pari a zero. Eppure l&#8217;imprenditore statunitense è riuscito a sopravvivere, anche ad un trapianto di fegato effettuato nel 2009, e a continuare a lavorare duramente per l&#8217;azienda che ha creato con le sue mani. Fino ad oggi quando ha dovuto arrendersi al suo stato di salute e ha passato il testimone più importante a Tim Cook.</p>
<p>Il passaggio di consegne è<strong> soprattutto simbolico</strong> visto che ormai è Cook (50 anni) a guidare l&#8217;azienda di Cupertino da quando Steve Jobs si è ammalato e gli era già stato affidato ogni ruolo operativo. Il nuovo capo di Apple, che fa parte anche del consiglio di amministrazione della Nike, arrivò alla Apple nel marzo del 1998 e subito ebbe un ruolo importante nel rivoluzionare tutto il settore della produzione e della distribuzione. Affidando a terzi molte attività e chiudendo alcune fabbriche del gruppo, contribuì a far registrare un notevole aumento dei profitti.</p>
<p>Ma i fan dei prodotti con la Mela non dimenticheranno mai Steve Jobs, che fondò la <em>Apple</em> insieme all&#8217;amico <strong>Steve Wozniak</strong> nel 1975. Solamente due anni più tardi lanciarono quello che è riconosciuto come il primo personal computer della storia, l&#8217;<strong>Apple II</strong>, che riuscì a vendere ben 1 milione di esemplari nonostante un costo proibitivo. Nel 1980 la società era già quotata in Borsa.</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/08/apple.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2472" title="apple" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/08/apple.jpg" alt="" width="264" height="264" /></a>Solamente un anno dopo la produzione dell&#8217;<strong>Apple Macintosh</strong>, quindi stiamo parlando del 1985, lasciò la società per fondare una nuova società: la <strong>NeXT Computer</strong>, che tuttavia non ebbe molto successo. In contemporanea acquisì dalla <em>Lucas Film</em> la <strong>Pixar</strong>, casa di produzione cinematografica con l&#8217;ambizione di realizzare unicamente animazioni computerizzate. Si imparò a conoscere lo studio nel 1995 quando uscì <em><strong>Toy Story</strong></em>, che non solo è il primo lungometraggio animato in assoluto creato con la tecnica della CG, ma è considerato ancora al giorno d&#8217;oggi uno dei capolavori animati della storia del cinema.</p>
<p>Vinta una sfida, Jobs decide di affrontarne un&#8217;altra e nel 1996 <strong>ritorna alla Apple.</strong> Contribuì allo sviluppo del sistema operativo che ancora oggi viene usato sui prodotti della Mela, il <strong>Mac Os X,</strong> e lanciò l<em><strong>&#8216;iMac</strong></em> che è stato il primo prodotto effettivamente dedicato alle masse della società (la Apple dominava in quel periodo solo nelle nicchie del mercato musicale e della progettazione grafica).</p>
<p>Il successo fu immediato e da quel momento la società scrisse la storia della tecnologia moderna: <strong>iPod</strong> e <strong>iTunes</strong> (2001),<strong> iPhone</strong> (2007) e<strong> iPad</strong> (2010) sono prodotti che hanno elevato ulteriormente e costantemente l&#8217;asticella qualitativa tecnologica e fissato nuovi stanard. Il pubblico ha risposto in massa e non solo i seguaci (perché così si dovrebbe chiamarli visto che il termine &#8220;<em>consumatori</em>&#8221; è riduttivo) della società di Cupertino sono sempre più numerosi, ma soprattutto dimostrano un grado di fedeltà davvero inedito a livello commerciale.</p>
<p>Steve Jobs continuerà a lavorare dietro le quinte, e a questo punto ci si chiede se nei prossimi anni la Apple manterrà la<strong> vera qualità</strong> che ha sempre posseduto e che la distingue dalle altre aziende: la <strong>pura voglia di innovare</strong> e di mostrarci sempre qualcosa di nuovo e sorprendente. Se continuerà a farlo veramente, sarà come se Steve non se ne fosse mai andato.</p>
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		<title>Android vs iPhone</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Aug 2011 05:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un infografico sulla cui attendibilità statistica non scommetterei e sicuramente non applicabile all&#8217;Italia questo, che mette in relazione il telefono Apple con l concorrente Google (i concorrenti in realtà), ma adatto all&#8217;ombrellone, perché comunque interessante e anche divertente da leggere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un infografico sulla cui attendibilità statistica non scommetterei e sicuramente non applicabile all&#8217;Italia <a href="http://blog.hunch.com/?p=51781">questo</a>, che mette in relazione il telefono Apple con l concorrente Google (i concorrenti in realtà), ma adatto all&#8217;ombrellone, perché comunque interessante e anche divertente da leggere.</p>
<p><img style="display:block; margin-left:auto; margin-right:auto;" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/08/droid-vs-ios-inline.png" alt="Droid vs ios inline" title="droid-vs-ios-inline.png" border="0" width="650" height="2892" /></p>
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		<title>L&#8217;albero delle mele ci racconta 35 anni di prodotti Apple</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 07:33:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ritorno a fare un piccolo post su questo blog dopo parecchi giorni di assenza solo per l&#8217;ennessimo off-topic dedicato ad un infografico che ho trovato questa mattina su Mashable. Si tratta di un &#8220;albero&#8221; che riassume 35 anni di prodotti realizzati dalla casa di Cupertino. Alcuni hanno avuto infinito successo, altri un po&#8217; meno, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ritorno a fare un piccolo post su questo blog dopo parecchi giorni di assenza solo per l&#8217;ennessimo off-topic dedicato ad un infografico che ho trovato questa mattina su <a href="http://mashable.com/2011/07/18/apple-design-infographic/">Mashable</a>.</p>
<p>Si tratta di un &#8220;albero&#8221; che riassume 35 anni di prodotti realizzati dalla casa di Cupertino. Alcuni hanno avuto infinito successo, altri un po&#8217; meno, in gran parte hanno stravolto gli standard delle relative industrie (l&#8217;iPhone) o hanno creato nuovi mercati circoscrivendo nuovi bisogni (l&#8217;iPad), anche quelli che commercialmente hanno fallito hanno comunque lasciato il segno e definito una strada, per questo l&#8217;albero è un&#8217;ottima metafora del tutto. </p>
<p><img style="display:block; margin-left:auto; margin-right:auto;" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/07/mashable_apple-tree-infographics.png" alt="Mashable apple tree infographics" title="mashable_apple-tree-infographics.png" border="0" width="650" height="1210" /></p>
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		<title>AppStore ecco le statistiche più aggiornate</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/05/appstore-ecco-le-statistiche-piu-aggiornate-2257</link>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 18:11:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono oltre mezzo milione, 500.000, le applicazioni approvate e messe in vendita sull&#8217;AppStore della Apple, anche se &#8220;solo&#8221; 400.000 di queste sono attualmente live nel negozio americano. Se da una parte si può dire che Facebook ha creato una sottoinsieme realmente significativo della grande internet, dall&#8217;altra i dispositivi Apple basati sull&#8217;iOS, iPhone e iPad, occupano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono oltre mezzo milione, 500.000, le applicazioni approvate e messe in vendita sull&#8217;<strong>AppStore</strong> della <strong>Apple</strong>, anche se &#8220;solo&#8221; 400.000 di queste sono attualmente live nel negozio americano.</p>
<p>Se da una parte si può dire che <strong>Facebook</strong> ha creato una sottoinsieme realmente significativo della grande internet, dall&#8217;altra i dispositivi Apple basati sull&#8217;iOS, <strong>iPhone</strong> e <strong>iPad</strong>, occupano a loro volta una posizione di assoluto dominio dei servizi mobile.</p>
<p>Un&#8217;opportunità promozionale e di contatto con i propri clienti cui via via si affiancherà per diffusione anche in Italia <strong>Adroid</strong> e con cui sarà sempre più importante confrontarsi. Ecco quindi via <a href="http://www.148apps.com/news/app-store-milestone-500000-applications-approved/">148Apps</a> un utile riepilogo dei traguardi numerici raggiunti dalle Applicazioni Apple.</p>
<p><img style="display:block; margin-left:auto; margin-right:auto;" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/05/500kAppsInfographic.png" alt="500kAppsInfographic" border="0" width="650" height="4712" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Hop e la sua campagna promozionale cross-mediatica</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/03/hop-e-la-sua-campagna-promozionale-cross-mediatica-1912</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 23:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leotruman</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hop è il nuovo film della Illumination Entertainment di Chris Meledandri, di cui abbiamo proprio parlato nei giorni scorsi in questo post visto che ha intenzione di raddoppiare la produzione dello studio dopo il grandissimo successo di Cattivissimo Me. Il piccolo studio che collabora con la Universal Pictures ha intenzione di crescere e di camminare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Hop </strong></em>è il nuovo film della <strong>Illumination Entertainment </strong>di <strong>Chris Meledandr</strong>i, di cui abbiamo proprio parlato nei giorni scorsi in <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/03/chris-meledandri-raddoppia-la-produzione-della-illumination-entertainment-1907">questo post</a> visto che ha intenzione di <strong>raddoppiare la produzione </strong>dello studio dopo il grandissimo successo di<em><strong> Cattivissimo Me</strong></em>. Il piccolo studio che collabora con la Universal Pictures ha intenzione di crescere e di camminare sulle sue gambe, e il suo fondatore ha grandi aspettative per i prossimi anni.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="embed-screenweek" href="http://www.screenweek.it/film/23964-Hop/poster/121171"><img class="aligncenter" src="http://static.screenweek.it/2011/3/5/hop-poster-italia-2_mid.jpg" alt="Hop Poster Italia 2" width="346" height="512" /></a></p>
<p>Hop è <strong>il primo banco di prova</strong> della Illumination dopo i fasti dello scorso anno: si tratta di un film che <strong>mescola sapientemente CG e live action</strong> e ha come protagonisti in carne ed ossa <a href="http://www.screenweek.it/star/1513-James-Marsden">James Marsden</a> e <a href="http://www.screenweek.it/star/1633-Kaley-Cuoco">Kaley Cuoco</a>, mentre le voci di personaggi animati in lingua originale sono di <a href="http://www.screenweek.it/star/4350-Russell-Brand">Russell Brand</a>, <a href="http://www.screenweek.it/star/153-Hugh-Laurie">Hugh Laurie</a> e tanti altri.</p>
<p>Il regista del film è <a href="http://www.screenweek.it/star/7938-Tim-Hill">Tim Hill</a>, che ha già una notevole esperienza nel mix CG-live action visto che ha diretto in passato <strong>Alvin Superstar</strong> (360 milioni di dollari!).</p>
<p>Nonostante la lavorazione di Hop sia durata anni, il trailer con le prime immagini è è stato mostrato solo a febbraio. Prima del <strong>Super Bowl </strong>si sapeva non molto della pellicola e l&#8217;intera promozione è sbocciata proprio con l&#8217;evento sportivo e televisivo più seguito d&#8217;America.</p>
<p>Dopo il trailer sono iniziati a piovere numerosi materiali ogni settimana, ma il punto forte della campagna è senza dubbio<strong> il ricco ventaglio di proposte di interazione e promozione</strong> collegate ai social network, ai dispositivi mobili e ad altri tipi di media.</p>
<p>Basta andare sul <strong>sito ufficiale del film </strong>(http://www.iwantcandy.com/) per capire la portata del fenomeno.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/03/Schermata-2011-03-22-a-23.53.30.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1920" title="Schermata 2011-03-22 a 23.53.30" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/03/Schermata-2011-03-22-a-23.53.30.png" alt="" width="673" height="479" /></a></p>
<p>Abbiamo un classico collegamento alla <strong><a href="http://www.facebook.com/hop?sk=app_143596525704755">pagina Facebook</a> </strong>ufficiale del film, che attualmente vanta già ben <strong>370mila fan</strong>, un numero considerevole per un film a due settimane dalla sua uscita che non fa parte di un franchise noto al grande pubblico.</p>
<p>Nella pagina ci sono <strong>numerose modalità di interazione e intrattenimento </strong>per tutte le fasce d&#8217;età, che vanno da giochi a concorsi istantanei, e il numero di fan è già indice del suo successo.</p>
<p>Nel sito sono presente inoltre <strong>cinque videogame,</strong> molto semplici e coinvolgenti, ma anche il link ad una <a href="http://itunes.apple.com/us/app/hop-on-drums/id423942765?mt=8"><strong>App</strong> per iPhone</a> e iPad. Si tratta di &#8220;<strong>Hop On Drums&#8221;</strong> ed è un&#8217;applicazione gratuita che permette agli utenti di suonare la batteria proprio come il divertente protagonista del film.</p>
<p>Ma la vera novità consiste in quello che è stato definito come &#8220;<strong>il primo cross-over in un gioco per un dispositivo mobile&#8221;</strong>.</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/03/Doodle-Jump-HOP-the-Movie-screenshot-001.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1919" title="Doodle-Jump-HOP-the-Movie-screenshot-001" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/03/Doodle-Jump-HOP-the-Movie-screenshot-001.jpg" alt="" width="320" height="480" /></a></p>
<p>Infatti <strong><a href="http://itunes.apple.com/us/app/doodle-jump-hop-the-movie/id424660922?mt=8&amp;ign-mpt=uo%3D4">Doodle Jump</a> </strong>è un noto game per iPhone e iPod Touch creato da <strong>Lima Sky</strong> scaricato negli scorsi mesi in diverse milioni di copie. I suoi giocatori da pochi giorni hanno a disposizione <strong>un aggiornamento gratuito</strong> che gli permette di continuare a giocare al loro videogame però utilizzando nuovi livelli in cui il protagonista diventa appunto E.B., il protagonista di Hop.</p>
<p>Per tutte le persone che scaricheranno il gioco per la prima volta, il livello sarà invece già compreso. Con l&#8217;avvicinarsi della Pasqua, non può che incrementare il successo del gioco stesso e della pellicola. Non è la prima volta che un gioco per iPhone si presta ad un film, visto che qualche settimana fa vi avevamo presentato l&#8217;esempio di <strong><a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/02/rio-e-la-sua-campagna-crossmediale-1741">Angry Birds- Rio</a></strong>, ma in quel caso<strong> era un videogame creato ad hoc </strong>per la promozione della pellicola e non una potenziale integrazione come per Doodle Jump, quindi sono casi simili di promozione ma non identici.</p>
<p>Si può notare come ultimamente si stanno sperimentando sempre di più <strong>campagne transmediali cinematografiche</strong>, e i risultati di Rio e Hop (se fossero estremamente positivi) potrebbero far optare su questa strada anche le più importanti pellicole in uscita nei prossimi mesi.</p>
<p>Non è tutto: sempre dal sito ufficiale un link indirizza verso un concorso associato a<strong> Xfinity Tv,</strong> un sistema di intrattenimento on-demand molto popolare che fornisce tramite internet film e serie televisive. La possibilità di vincere un computer al giorno è decisamente allettante e anche in questo caso la promozione reciproca è sicuramente un successo.</p>
<p>Ci si rende sempre più conto di come si stia passando dal promuovere film con <strong>i principali brand (alimentari e non) </strong>verso <strong>prodotti d&#8217;intrattenimento virtuali</strong>, che sulla carta possono sembrare meno concreti di un gadget per bambini nei cereali, ma che sembrano avere <strong>grande appeal sui giovani e sugli adulti</strong>. Perché anche se si tratta di un film per bambini, ricordiamo che sono sempre i &#8220;grandi&#8221; a tirar fuori i soldi per i biglietti.</p>
<p><strong>Hop</strong> sarà nelle sale italiane e americane dal <strong>1 aprile 2011</strong>. Per tutti i materiali, le news e i video sul film basta cliccare sulla scheda qui sotto.</p>
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<p>Fonti: <em>ScreenWeek, The Hollywood Reporter, Facebook</em></p>
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