Anica

Cinema in tv, su RaiTre: l’apprezzamento dell’Anica

Ormai è da tempo che tra le criticità del mercato messe in luce dagli operatori del settore cinematografico, rientra la “scomparsa” dei film dal piccolo schermo. Non si parla solo degli obblighi di programmazione stabiliti dalle normative europee, ma anche della sparizione del cinema, in particolare quello italiano, dal primetime, a tutto vantaggio di altri prodotti televisivi quali reality e talk show. Ecco perché non stupisce il plauso lanciato dall’Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali) per i buoni risultati ottenuti ieri sera da RAITre con un film d’autore dal carattere sicuramente non troppo comemrciale come The Tree of Life, di Terrence Malick.

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Festa del cinema: +66% rispetto alla settimana precedente e soddisfazione delle associazioni

Numeri positivi accompagnano la chiusura della Festa del Cinema, la grande iniziativa promozionale che ha coinvolto tutte le sale italiane, in cui dal 9 al 16 maggio è stato possibile assistere a ogni spettacolo a 3 euro per le proiezioni normali e a 5 euro per quelle in 3D. Ieri, ultimo giorno dell’evento, si sono venduti il 114% di biglietti in più rispetto al giovedì precedente, che aveva dato avvio alla promozione, e il 190,7% in più in confronto allo stesso giovedì dell’anno passato (dati Cinetel).

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Dati Anica sul cinema italiano 2012: dispersione delle risorse e rinnovo tax credit tra le emergenze del settore

Nonostante la flessione di presenze e incassi registrata nel 2012, nel corso dell’anno si è mantenuto stabile il livello della produzione cinematografica italiana, che ha realizzato ben 166 titoli contro i 155 del 2011, cioè il numero più alto dal 2000. A crescere è stato soprattutto il volume delle coproduzioni (20 solo quelle con la Francia), mentre si è mantenuto stabile l’ammontare di film per il 100% a capitale italiano, pari a 129. Non mancano tuttavia le criticità, sottolineate alla presentazione ufficiale dei dati sull’industria italiana del cinema nel 2012, tenuta ieri da Mibac e Anica. Tra queste, l’eccesiva frammentazione del panorama produttivo e degli investimenti nel settore, ma soprattutto il trend negativo che continua a caratterizzare i risultati del botteghino nel primo trimestre 2013, in cui si è già perso il 5% di presenze rispetto all’analogo periodo nell’anno precedente.

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Ciné, confermata l’edizione 2013 delle giornate estive di cinema

Tornerà per il terzo anno Ciné, la manifestazione estiva dedicata agli operatori dell’industria cinematografica e alle convention che permettono alle case di distribuzione di presentare i propri listini e i principali titoli della stagione. Realizzate con il sostegno dell’Anica (l’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali), in collaborazione con le associazioni di esercenti Anec e Anem, le Giornate estive di cinema, che fanno coppia con le Giornate Professionali che si tengono a dicembre a Sorrento, avranno luogo nuovamente a Riccione, dal 2 fino al 4 luglio. Una data scelta per andare incontro all’esigenza, espressa da molti distributori ed esercenti, di cominciare i lavori martedì anziché lunedì.

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Tozzi: a febbraio il lancio di Anica on Demand, ma l’antipirateria è la priorità per difendere l’offerta legale

Ieri sono stati presentati i dati sull’andamento del mercato del cinema italiano nel 2012. Dati che hanno confermato la perdita di biglietti venduti (circa 10 milioni rispetto all’anno precedente), così come la notevole riduzione della quota di mercato detenuta dal prodotto nazionale. Per quanto i film made in Italy siano stati tra i più penalizzati in questa annata, caratterizzata anche da una stagione estiva particolarmente debole e quasi priva di titoli nostrani, secondo il presidente dell’Anica, Riccardo Tozzi, non ci sarebbe alcuna correlazione diretta tra la flessione del mercato nel suo complesso e quella relativa alla “fetta” tricolore.

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Chris Dodd: il presidente dell’MPAA invoca l’alleanza tra cinema e high-tech al Festival di Roma.

Ieri il VII Festival Internazionale del Film di Roma è stato teatro dell’incontro con uno dei personaggi più in vista dell’industria cinematografica americana, vale adire Chris Dodd: ex-senatore democratico che ricopre da un anno e mezzo la carica di CEO e presidente dell’MPAA – Motion Picture Association of America, associazione sostenuta dalle sei principali major hollywoodiane più la CBS per farsi carico di rappresentare le istanze del settore, sia presso gli organi legislativi che a livello internazionale e nel rapporto con altri  importanti player privati coinvolti a vario titolo nel mercato. Nella sua prima visita italiana in veste di leader di questo organismo, Dodd ha partecipato al convegno intitolato “L’Industria Audiovisiva: una risorsa per la cultura, una ricchezza per il Paese”, ospitato dal Festival con la partecipazione anche del presidente Anica, Riccardo Tozzi.

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Partono con segno positivo le prime cinematografiche di giovedì.

Ieri, giovedì 4 ottobre, è stata sperimentata per la prima volta l’uscita “anticipata” dei nuovi titoli cinematografici in sala. Il giorno della settimana è quello scelto di comune accordo dalle associazioni degli esercenti e dei distributori per unificare l’uscita dei film, finora divisa soprattutto tra venerdì e mercoledì. E i primi risultati sono stati soddisfacenti: secondo i dati Cinetel, che monitora circa il 90% del mercato, gli incassi sono stati pari a 1 milione 75 mila euro, mentre i biglietti staccati sono risultati 161 mila. Si tratta rispettivamente di un incremnto del 60 e del 37%  in confronto alle cifre registrate lo scorso giovedì (lo scarto tra le due percentuali è dovuto alla maggiore incisività dei titoli in 3D). Se paragonato all’analogo giorno dell’anno scorso  (6 ottobre 2011) l’incremento degli incassi è stato di 65 punti percentuali, quello delle presenze del 39%.

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Mibac, Borrelli: in arrivo nuove norme sugli obblighi di investimento delle emittenti tv.

Da quando il presidente dell’Anica, e produttore di Cattleya, Riccardo Tozzi ha lanciato l’allarme riguardo al rischio di un calo negli investimenti del gruppo Mediaset in cinema e fiction, è tornata alla ribalta con un certa insistenza la questione dei finanziamenti alla produzione audiovisiva indipendente a cui le emittenti televisive sono tenute in base alla  normativa italiana ed europea. Un tema che tra l’altro non si declina solo nel problema dei mancati investimenti nella produzione ma anche nell’acquisto dei diritti di antenna per opere che, spesso, vengono comprate dai due grandi broadcaster italiani, ma mai trasmesse oppure mandate in onda in fasce orarie “reiette”. Proprio su questi due fronti potrebbero però giungere presto delle novità, preannunciate già ieri dal Direttore Generale Cinema del Mibac, Nicola Borrelli, in occasione della presentazione del IV rapporto della Fondazione Ente dello Spettacolo sul Mercato e l’industria del cinema in Italia.

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Il mercato e l’industria del cinema in Italia: il rapporto 2011 della Fondazione Ente dello Spettacolo.

Una produzione ai massimi storici dagli anni ’60, nonostante una performance al botteghino leggermente al di sotto delle attese. Questo uno dei nodi centrali affrontati nella IV edizione del rapporto Il Mercato e l’industria del cinema in Italia, edito dalla Fondazione Ente dello Spettacolo e realizzato in collaborazione con Cinecittà Luce e Anica. I dati sono coerenti con quelli già rilasciati da Cinetel e dalla stessa Associazione delle industrie cinematografiche riguardo all’anno 2011, e parlano di 155 film prodotti, di cui 132 a capitale interamente italiano e 84 con fondi esclusivamente privati. Questo, secondo il presidente della Fondazione EdS, Dario Edoardo Viganò, è il vero risultato conseguito dal settore, che ha visto un impiego record di risorse non statali mobilitate a fronte della crisi (333 milioni di euro, pari all’88,8% dei capitali investiti a livello totale) e del continuo assottigliarsi del FUS. Il Fondo Unico per lo Spettacolo del ministero per i Beni e le Attività Culturali, vale infatti ormai per appena il 7,1% delle risorse totali, anche se compensato dagli incentivi fiscali alla produzione, dell’ammontare di circa 75 milioni euro. Importante anche il “trend anticiclico di stabilità occupazionale” dimostrato dal settore cinema, che conta per oltre il 50% dei nuovi posti di lavoro creati a partire dal 2007 dall’intero mercato dello spettacolo. Rilevanti inoltre le perdite di fatturato delle holding straniere (601,8 milioni di euro registrati nel 2010, in calo di 18,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente) e la leadership mantenuta dal gruppo Rai e Mediaset sull’intera filiera del cinema. Particolarmente in difficoltà il mercato dell’home video, in perdita per il quinto anno consecutivo e per la prima volta sotto la cifra complessiva del mezzo miliardo di euro.

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Cannes: Ornaghi pensa al tax credit. Tozzi lancia l’allarme su crisi Mediaset.

Nessun taglio alla cultura nell’agenda del Governo. È quanto annunciato dal titolare del Mibac, Lorenzo Ornaghi, intervenuto ieri al 65° Festival di Cannes in occasione del lancio del progetto Italia in luce, volto alla promozione del prodotto audiovisivo italiano all’estero. Secondo il ministro, è di fondamentale importanza dare stabilità alle misure di natura fiscale: nonostante la crisi, e pur mantenendo un certo distacco rispetto alla “politica degli annunci”, Ornaghi ha fatto capire agli operatori del settore che il Mibac considera come priorità il rinnovo del tax credit per un altro triennio. Un rinnovo che, tra l’altro, dovrebbe avvenire almeno un anno prima dallo scadere degli incentivi, fissato per fine 2013, in modo da dare certezze all’industria, anche se in un’ottica di “realismo” riguardo alle risorse disponibili.

Ma è proprio la stabilità che rischia di venir meno in questo momento nel cinema italiano: non solo il primo quadrimestre si è chiuso con un calo del 12,14% nelle presenze (contenuto anche grazie al “doping” degli Avengers), ma dalla kermesse francese arriva anche l’allarme del presidente dell’ANICA, Riccardo Tozzi, in merito al decremento nel numero di produzioni che rischia di essere innescato dai minori investimenti dei broadcaster, e soprattutto di Mediaset.

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