Numeri positivi accompagnano la chiusura della Festa del Cinema, la grande iniziativa promozionale che ha coinvolto tutte le sale italiane, in cui dal 9 al 16 maggio è stato possibile assistere a ogni spettacolo a 3 euro per le proiezioni normali e a 5 euro per quelle in 3D. Ieri, ultimo giorno dell’evento, si sono venduti il 114% di biglietti in più rispetto al giovedì precedente, che aveva dato avvio alla promozione, e il 190,7% in più in confronto allo stesso giovedì dell’anno passato (dati Cinetel).
Anec
Ciné, confermata l’edizione 2013 delle giornate estive di cinema
Tornerà per il terzo anno Ciné, la manifestazione estiva dedicata agli operatori dell’industria cinematografica e alle convention che permettono alle case di distribuzione di presentare i propri listini e i principali titoli della stagione. Realizzate con il sostegno dell’Anica (l’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali), in collaborazione con le associazioni di esercenti Anec e Anem, le Giornate estive di cinema, che fanno coppia con le Giornate Professionali che si tengono a dicembre a Sorrento, avranno luogo nuovamente a Riccione, dal 2 fino al 4 luglio. Una data scelta per andare incontro all’esigenza, espressa da molti distributori ed esercenti, di cominciare i lavori martedì anziché lunedì.

Cali al box office di Natale: le reazioni degli addetti ai lavori
Meno 25% di biglietti venduti e meno 23% negli incassi nei due giorni di Natale: è il bilancio decretato per queste ultime festività dai dati Cinetel (che riguardano il 90% del mercato del cinema). Anche se si attende un miglioramento per l’inizio di gennaio, la flessione dei giorni scorsi (di cui vi abbiamo parlato QUI) preoccupa non poco gli operatori del settore, che additano soprattutto la crisi economica e la pirateria, e cominciano anche ad appellarsi al Governo per dare nuovo impulso al settore.

All digital: al Festival di Roma, le associazioni a confronto sulla digitalizzazione delle sale.
Gli operatori del settore cinema tornano a parlare di digitale, e in particolare della digitalizzazione delle sale, tema reso sempre più urgente dall’avvicinarsi della scadenza per lo “switchoff”, fissata dalle distribuzioni all’inizio del 2014. L’occasione è stata il convegno “All digital”, organizzato presso lo spazio Lazio Film Fund all’interno del VII Festival Internazionale del Film di Roma, dove sono state ribadite prima di tutto le cifre relative alla conversione del parco sale nazionale. Come ha sottolineato il presidente dell’Anec (Associazione Nazionale Esercenti Cinema), Lionello Cerri, le strutture che hanno già adottato la nuova tecnologia contano per “circa 1.950 schermi, su un totale di 3.800 schermi industriali, pari al 51,4%”. Rimane perciò una buona metà di sale che si avvicinano ancora impreparate alla fine dell’era della pellicola.

Film in treno: gli esercenti dicono no alle prime visioni.
Se la questione delle finestre per nuove tipologie di servizio, come il video on demand, sembra essere ancora a un punto di stallo per quanto riguarda il dibattito tra le associazioni di settore, a riaccendere la polemica è stata la notizia di un accorciamento piuttosto radicale delle windows, operato non da un portale o da un rivenditore, ma dai treni. In questi giorni la nuova compagnia ferroviaria Ntv, quella di Italo, ha infatti annunciato che nelle carrozze cinema dei suoi treni (prenotabili a costo leggermente maggiorato rispetto ai posti nei vagoni normali) saranno disponibili titoli di nuovissima uscita, concessi dal distributore Medusa. Tra questi Venuto al mondo, nelle sale dal prossimo 8 novembre, per continuare poi con altre prime visioni quali Il sole dentro di Paolo Bianchini e Una famiglia perfetta di Paolo Genovese. Una decisione che non ha incontrato, come prevedibile, il favore delle associazioni degli esercenti raccolti in Anec, Fice e Acec, che hanno giudicato l’iniziativa inappropriata e “fonte di grave turbativa del mercato”. La richiesta è quella di un incontro urgente con Medusa Film e della temporanea sospensione della proiezione del nuovo film di Castellitto sui treni Ntv.

Partono con segno positivo le prime cinematografiche di giovedì.
Ieri, giovedì 4 ottobre, è stata sperimentata per la prima volta l’uscita “anticipata” dei nuovi titoli cinematografici in sala. Il giorno della settimana è quello scelto di comune accordo dalle associazioni degli esercenti e dei distributori per unificare l’uscita dei film, finora divisa soprattutto tra venerdì e mercoledì. E i primi risultati sono stati soddisfacenti: secondo i dati Cinetel, che monitora circa il 90% del mercato, gli incassi sono stati pari a 1 milione 75 mila euro, mentre i biglietti staccati sono risultati 161 mila. Si tratta rispettivamente di un incremnto del 60 e del 37% in confronto alle cifre registrate lo scorso giovedì (lo scarto tra le due percentuali è dovuto alla maggiore incisività dei titoli in 3D). Se paragonato all’analogo giorno dell’anno scorso (6 ottobre 2011) l’incremento degli incassi è stato di 65 punti percentuali, quello delle presenze del 39%.

Cinema e Internet: Anec, Fice, la rete non uccide la sala.
La settimana scorsa, il quotidiano Repubblica ha pubblicato un approfondimento intitolato “Dove andremo al cinema? Il web oscura la sala”. Un articolo che partendo dal dato della chiusura di molti schermi cinematografici (761 di recente e 60 solo nel 2012, in particolare sale tradizionali), passava ad analizzare le nuove frontiere della fruizione del prodotto film. Al centro dell’attenzione il video on demand, soprattutto se online e quindi in grado di contrastare l’offerta illegale proveniente dalla pirateria, e la proposta, sostenuta da alcuni distributori, di accorciare le finestre per rendere disponibili i film in questa nuova modalità in tempi più brevi dall’uscita sul grande schermo.
Il rischio a cui sarebbero sottoposte le sale, secondo il giornale, sarebbe quello di uno “tsunami digitale” capace di abbattersi sui cinema così come negli scorsi anni si è abbattuto sull’industria musicale, dove la vendita virtuale di album e brani ha eroso in maniera sostanziale il mercato dei CD. Il paragone, che a nostro parere potrebbe calzare di più al mercato dell’home video che non a quello dell’esercizio (con implicazioni e conseguenze economiche molto diverse), non sembra aver convinto neppure i presidenti di ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema), Lionello Cerri, e FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai) Mario Lorini.
Cinema: da ottobre, tutte le nuove uscite saranno di giovedì.
Se eravate affezionati alla dizione “da venerdì nelle sale”, dovrete aggiornarvi: distributori ed esercenti cinematografici italiani si sono infatti accordati per stabilire un solo giorno della settimana per l’uscita di tutti i film, vale a dire il giovedì. La nuova regola si applicherà a partire dal prossimo 4 ottobre, e sarà valida per tutte le sale su tutto il territorio nazionale.

Protti: perché chiuderò le mie sale per l’estate.
In occasione della presentazione del rapporto 2011 sul Mercato e l’Industria del Cinema in Italia, elaborato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, il presidente dell’Anec Lionello Cerri aveva ribadito l’allarme lanciato dagli esercenti in merito alla latitanza di titoli cinematografici durante la stagione estiva. Si era parlato, a questo proposito, di un calo di prodotto pari a circa il 50% nel mese di giugno: calo seguito di pari passo dall’andamento di presenze e incassi. Stando ai dati diffusi ieri all’apertura Ciné, le Giornate estive di cinema di Riccione, il decremento registrato finora nel mese in corso sarebbe del 52% rispetto al giugno 2011, e del 16% rispetto a inizio anno. Il risultato di un trend negativo che si è esteso su quasi tutto il semestre, ma anche di quella stagionalità che continua a essere una delle spine nel fianco del settore nonché solita anomalia tutta italiana. Una di quelle criticità strutturali che i rappresentanti di tutte le categorie hanno ribadito di voler affrontare in maniera unitaria, ma che intanto quest’anno non ha mancato di far sentire già le sue conseguenze. Paolo Protti, titolare del multisala Ariston e del multiplex Cinecity di Mantova, nonché ex-presidente Anec e attuale presidente Agis, ha rilasciato un comunicato in cui spiega le ragioni della chiusura estiva straordinaria dei suoi cinema. Una chiusura da intendere come la conseguenza del tentativo fallito di rinnovare il mercato italiano.
Ecco il testo integrale del comunicato, così come inviato alla stampa:
Il mercato e l’industria del cinema in Italia: il rapporto 2011 della Fondazione Ente dello Spettacolo.
Una produzione ai massimi storici dagli anni ’60, nonostante una performance al botteghino leggermente al di sotto delle attese. Questo uno dei nodi centrali affrontati nella IV edizione del rapporto Il Mercato e l’industria del cinema in Italia, edito dalla Fondazione Ente dello Spettacolo e realizzato in collaborazione con Cinecittà Luce e Anica. I dati sono coerenti con quelli già rilasciati da Cinetel e dalla stessa Associazione delle industrie cinematografiche riguardo all’anno 2011, e parlano di 155 film prodotti, di cui 132 a capitale interamente italiano e 84 con fondi esclusivamente privati. Questo, secondo il presidente della Fondazione EdS, Dario Edoardo Viganò, è il vero risultato conseguito dal settore, che ha visto un impiego record di risorse non statali mobilitate a fronte della crisi (333 milioni di euro, pari all’88,8% dei capitali investiti a livello totale) e del continuo assottigliarsi del FUS. Il Fondo Unico per lo Spettacolo del ministero per i Beni e le Attività Culturali, vale infatti ormai per appena il 7,1% delle risorse totali, anche se compensato dagli incentivi fiscali alla produzione, dell’ammontare di circa 75 milioni euro. Importante anche il “trend anticiclico di stabilità occupazionale” dimostrato dal settore cinema, che conta per oltre il 50% dei nuovi posti di lavoro creati a partire dal 2007 dall’intero mercato dello spettacolo. Rilevanti inoltre le perdite di fatturato delle holding straniere (601,8 milioni di euro registrati nel 2010, in calo di 18,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente) e la leadership mantenuta dal gruppo Rai e Mediaset sull’intera filiera del cinema. Particolarmente in difficoltà il mercato dell’home video, in perdita per il quinto anno consecutivo e per la prima volta sotto la cifra complessiva del mezzo miliardo di euro.

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