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	<title>CineGuru &#187; Amazon</title>
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	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
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		<title>Al via il CES 2012, tra nuovi contenuti Xbox Live, ultrabook, Google TV e schermi sempre più ultrasottili.</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 10:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Entra nel vivo a Las Vegas il Consumer Electronics Show. Molte le novità, tra cui televisori di ultima generazione, schermi 3D da vedere senza occhialini e Google TV. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comincerà oggi a entrare nel vivo a <strong>Las Vegas</strong> l&#8217;edizione 2012 del <strong>CES</strong>, il <strong>Consumer Electronics Show</strong>, uno degli appuntamenti più importanti per il mondo dell&#8217;<strong>hi-tech</strong>. Molte sono state le anticipazioni  sulle novità che saranno presentate nel corso dell&#8217;evento, tra cui <strong>televisori di ultima generazione</strong>, altri partner per la<strong> Google TV</strong>, gadget ad alto contenuto tecnologico e forse anche nuove politiche sui contenuti dei colossi dell&#8217;infotainment. È vero che ormai le notizie e le release di nuovi prodotti si susseguono costantemente nel corso dell&#8217;anno, ma vediamo comunque quali saranno i temi principali di questa edizione.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3184" title="ces_logo2" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/ces_logo2.jpg" alt="" width="598" height="379" /></p>
<p><span id="more-3183"></span></p>
<p><strong>MICROSOFT APRE (E CHIUDE) CON XBOX</strong></p>
<p>Sebbene la compagnia abbia annunciato che questa sarà l&#8217;ultima volta che parteciperà all&#8217;evento, nel suo kenyote speech di apertura il CEO <strong>Steve Ballmer</strong> non ha lesinato rivelazioni di una certo rilievo. Come vi abbiamo già fatto presente all&#8217;epoca del <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/12/microsoft-integra-xbox-con-windows-phone-e-si-allea-in-italia-con-mediaset-3013" target="_blank">lancio della nuova dashboard dell&#8217;Xbox</a>, è ormai chiaro come Microsoft punti a trasformare la sua console per videogame in una piattaforma con molte più funzionalità in grado di competere nel nascente mercato delle smart tv. Un passo in tal senso era stato già compiuto con  l&#8217;<strong>update dell&#8217;interfaccia </strong>e del servizio<strong> </strong><strong>Xbox Live</strong>, con la conclusione di accordi in tutto il mondo (compresa l&#8217;Italia, dove il partner scelto è stato<strong> Mediaset</strong>) per rendere il dispositivo un<strong> hub di programmi televisivi, film e sport.</strong> Il trend è stato però confermato al CES da <strong>Ballmer</strong>, che ha annunciato una <strong>partnership con News Corp.</strong> per l&#8217;offerta di contenuti provenienti da <strong>20th Century Fox, Fox Television, Fox News e The Wall Street Journal</strong>. L&#8217;intesa partirà entro l&#8217;anno, così come quella con <strong>Comcast</strong>, che renderà fruibile attraverso Xbox il suo <strong>Xfinity video streaming</strong>, e quella con lo show educativo per i più piccoli <em>Sesame Street</em>, che promette di coinvolgere i bambini in modo sempre più interattivo. La nuova <strong>Xbox</strong> sarà perciò <strong><em>&#8220;un device tutto-in-uno per l&#8217;intrattenimento nel salotto di casa&#8221;</em></strong>, stando alla definizione data da Ballmer, specificando come gli abbonamenti al suo servizio <strong>Live</strong> siano già <strong>40 milioni</strong>, e come i nuovi programmi  cambieranno il concetto di <strong>tv</strong> rendendola un <strong>medium bidirezionale</strong>. Intanto, a più stretto giro, si attende la release di<strong> Windows 8</strong>, prevista per febbraio.</p>
<p><strong>TABLETS</strong></p>
<p>Dopo essere saliti anche <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/12/a-natale-sara-boom-dei-tablet-e-amazon-e-pronta-alla-competizione-2981" target="_blank">in vetta alla classifica Nielsen</a> dei regali più ambiti tra bambini e adolescenti, questi dispositivi sono al centro dell&#8217;industria dell&#8217;hi-tech e probabilmente lo saranno anche al CES. Ci si aspetta che continui la<strong> sfida di Amazon ad Apple</strong> (come al solito non presente alla fiera), per quanto per ora il piatto della bilancia sia ancora a favore della seconda. Secondo gli analisti, nel <strong>2011</strong> sarebbero stati venduti <strong>più di 35 milioni di iPad</strong>, che potrebbero diventare<strong> 50 nel 2012</strong>. Da parte sua <strong>Kindle Fire</strong>, lanciato a novembre, nell&#8217;ultimo mese dello scorso anno ha venduto <strong>più di 4 milioni di dispositivi</strong>, cioè più di un milione a settimana. Un terzo incomodo potrebbe però rubare la scena ad entrambi: si tratta dell&#8217;<strong>ultrabook</strong>,  che non è un tablet ma un <strong>computer portatile estremamente sottile</strong> (una tendenza che come vedremo caratterizzerà anche le TV di quest&#8217;anno), oggetto di design ovviamente molto leggero  e veloce. Secondo il <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-01-10/samsung-lanciano-schermo-oled-085343.shtml?uuid=AaeJSNcE" target="_blank"><em>Sole24Ore</em></a>, ne saranno annunciati oltre settanta modelli, e il prodotto potrebbe presto uscire dalla nicchia sfidando il primato dei <strong>MacBook Air</strong>. Questo tanto per ricordare anche come nel <strong>primo CES senza Steve Jobs</strong>, <strong>Apple</strong> rimanga onnipresente nonostante l&#8217;assenza formale.</p>
<p><strong>COME CAMBIA LA TV</strong></p>
<p>Quando<strong> Google</strong> ha perso<strong> Logitech </strong>nello sviluppo del suo &#8220;piccolo schermo&#8221;, si è subito parlato di nuovi partner pronti a sostenere il colosso di Internet nella<strong> corsa alla smart tv</strong>. E così è stato: in occasione del CES è stato infatti rivelato come <strong>Lg e Lenovo</strong> abbiano preso il posto della società svizzera aggiungendosi a <strong>Sony</strong> nel tentativo di dare corpo alla <strong>Google TV</strong>, progetto che però sembra non abbia ancora trovato la marcia giusta per ingranare. Intanto, alla fiera terrà banco un <strong>nuovo televisore ultrapiatto</strong> già denominato modello <strong>&#8220;carta da parati&#8221;</strong>. <strong>Lg</strong> intende battere il record per quanto riguarda gli schermi Oled (organic light emitting diode), presentandone uno da 55 pollici, dal peso di 7 chili e mezzo e dallo <strong>spessore di soli 4 millimetri</strong>. L&#8217;unica misura non ancora rivelata è quella del prezzo. Ci saranno inoltre gli <strong>schermi 4K</strong> con quattro mila pixel di risoluzione in orizzontale e soprattutto le<strong> tv 3D da vedere senza occhialini</strong>. Le presenterà <strong>Toshiba</strong>, forse nella speranza che eliminando &#8220;l&#8217;ingombro&#8221; si riesca a lanciare meglio il prodotto a livello di massa.</p>
<p><strong>E I CONTENUTI?</strong></p>
<p>Il CES è una fiera di tecnologia, ma come sta dimostrando soprattutto la corsa alla smart tv, il medium non sempre basta a fare il messaggio. Avranno forse meno eco degli ultimi ritrovati hi-tech, ma tra i protagonisti dell&#8217;evento ci saranno anche i fornitori dei prodotti audiovisivi, da i network tradizionali e dalle major, che giocano un ruolo fondamentale in quanto detentori dei diritti sulla maggior parte dei contenuti originali, ai nuovi grandi protagonisti del &#8220;video&#8221;  come YouTube. E le novità potrebbero essere interessanti se, come annunciato da indiscrezioni, alcuni Studios come <strong>Warner Bros</strong> ne approfitteranno per definire ulteriormente la propria politica in merito alle licenze, in particolare nel campo del VOD.<strong></strong></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.thewrap.com/media/column-post/ces-2012-microsoft-new-tablets-and-future-television-34185?page=0,2" target="_blank"><em>The Wrap</em></a>, <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-01-10/samsung-lanciano-schermo-oled-085343.shtml?uuid=AaeJSNcE" target="_blank"><em>Sole24Ore</em></a>, <a href="http://vitadigitale.corriere.it/2012/01/08/la-tv-carta-da-parati-protagonista-a-las-vegas/" target="_blank"><em>Corriere della Sera</em></a>.</p>
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		<title>A Natale sarà boom dei tablet, e Amazon è pronta alla competizione.</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 11:43:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La stagione dello shopping natalizio è alle porte, ma sembra che quest'anno sulla letterina a Babbo Natale dei più piccoli non ci siano più le console per videogiochi quanto iPad e tablet. E se il marchio Apple risulta sempre al top delle classifiche, Amazon si prepara alla rimonta con Kindle Fire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti, dalle orde di consumatori natalizi all&#8217;industria dei media, sono avvertiti: il <strong>regalo più ambito</strong> sotto l&#8217;albero quest&#8217;anno sarà il <strong>tablet</strong>, almeno da quanto emerge dalla <a href="http://blog.nielsen.com/nielsenwire/consumer/us-kids-looking-forward-to-iholiday-2011/">ricerca condotta sui giovani statunitensi</a> da <strong>Nielsen</strong>. Se nel mercato degli <strong>smartphone</strong> continua il <strong>testa a testa di Android e Apple</strong> (secondo un altro <a href="http://blog.nielsen.com/nielsenwire/online_mobile/android-phones-and-iphones-dominating-app-downloads-in-the-us/">report</a> della stessa società di analisi, i due sistemi operativi si spartirebbero il 70% del mercato con quote rispettivamente del 42,8 e del 28,3%), i <strong>tablet</strong>, spinti soprattutto dall&#8217;<strong>iPad</strong>, si starebbero guadagnando un posto di primo piano nella &#8220;wishlist&#8221; dei consumatori statunitensi, e specialmente di quella fetta che influenzerà maggiormente la <em>holiday season</em> alle porte.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2982" title="buying-interest-kids-6-12" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/buying-interest-kids-6-12.jpg" alt="" width="480" height="617" /></p>
<p><span id="more-2981"></span>Il<strong> tablet Apple</strong>, in particolare, si mantiene al primo posto nell&#8217;elenco dei <strong>device tecnologici più desiderati nella fascia 6-12 anni</strong>, passando dal 31% delle preferenze del 2010 al 44% di quelle odierne, mentre tra i ragazzi con più di 13 anni l&#8217;appeal dell&#8217;iPad scende un po&#8217; e si attesta a 24 punti percentuali, comunque molto in crescita rispetto ai 18 dell&#8217;anno scorso. A seguire in classifica ci sono ben altri due prodotti marchiati dalla Mela (<strong>iPod Touch</strong> e <strong>iPhone</strong>), seguiti dai computer e di nuovo dai <strong>tablet non Apple</strong>, che comunque si guadagnano l&#8217;interesse del 25% dei consumatori tra i 6 e 12 anni, contribuendo al successo di questo device in forte crescita, tanto da superare nella lettera a Babbo Natale prodotti che fino a poco tempo fa sarebbero sembrati irrinunciabili per i più piccoli, come <strong>Nintendo 3DS, Playstation e Kinect per Xbox 360</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2983" title="nielsen scopo tablet" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/nielsen-scopo-tablet.jpg" alt="" width="587" height="444" /></p>
<p>I <strong>tablet</strong>, tra l&#8217;altro, sembrano aver <strong>conquistato anche l&#8217;Italia</strong>, come mostra il <strong>Connected Device Report</strong> di <strong>Nielsen</strong> dedicato al nostro Paese.  Dall&#8217;analisi condotta su un <strong>campione di 9.000 famiglie</strong> (riportata sul sito di <a href="http://www.ninjamarketing.it/2011/11/30/nielsen-chi-usa-i-tablet-in-italia/"><em>Ninja Marketing</em></a>)  si delinea un preciso identikit dei nuovi amanti di iPad &amp; Co., che in tutto dovrebbero ammontare a<strong> un milione</strong>. Non c&#8217;è distinzione di genere tra gli utenti di tablet, mentre la maggior parte si concentra nella fascia d&#8217;età sotto i 44 anni e in una classe di reddito medio-alto. Il luogo più frequente di utilizzo risulta l&#8217;<strong>ambiente domestico</strong>, soprattutto se si tratta di un uso reiterato più volte al giorno. Non sembra perciò essersi ancora diffusa la pratica di portare i tablet nei luoghi di ristoro (9%), a lavoro (28%) o sui mezzi pubblici (10%), probabilmente per il diverso approccio alla tecnologia che caratterizza le nostre abitudini di consumo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2984" title="nielsen impact" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/nielsen-impact.jpg" alt="" width="587" height="480" /></p>
<p>Lo <strong>scopo</strong> più frequente per cui si usa il tablet è gestire le <strong>mail</strong> (65%), seguito da <strong>navigare in Rete</strong> (59%), consultare<strong> libri o magazine</strong> digitali e connettersi a<strong> social network</strong> (40%). Il motivo per cui lo si preferisce al PC è il carattere portatile, accompagnato però dalla buona qualità dello schermo, senza dubbio preferito a quello degli smartphone, e  la facilità d&#8217;uso. Inoltre, la metà degli intervistati  ha dichiarato di <strong>usarlo con più membri della famiglia</strong>, il che non stupisce essendo emersa la sua fruizione prevalentemente domestica. Non sembra tuttavia che gli altri media debbano correre immediatamente ai ripari: la ricerca mostra come l&#8217;uso di altri device sia rimasto sostanzialmente lo stesso per la maggior parte dei consumatori di tablet. Solo l&#8217;11% degli intervistati ha dichiarato di usare meno la tv connessa a Internet, mentre percentuali più alte, intorno al 40% riguardano ovviamente i computer di tutti i tipi, sia quelli tradizionali che notebook e  laptop.</p>
<p>Oltre all&#8217;<strong>iPad</strong>, a trarnre vantaggio dal nuovo tren nel frattempo è stata senza dubbio <strong>Amazon</strong>, che ha dichiarato (<em><a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/amazoncom-reports-best-black-friday-266584">Hollywood Reporter</a></em>) come il suo<strong> Kindle Fire</strong> sia stato il prodotto più venduto dal portale nel fatidico <strong>Black Friday</strong>, vale a dire il venerdì dopo il Giorno del Ringraziamento, che negli USA apre ufficialmente la stagione dello shopping natalizio. Come sottolinea oggi il <a href="http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_145064,00.html"><em>Sole 24 Ore</em></a>, il dispositivo di <strong>Amazon</strong>, grazie alla sua considerevole offerta di contenuti (milioni tra film, serie tv, canzoni, libri, riviste, app e giochi), ha già provocato l&#8217;effetto di far crollare i prezzi dei competitor, come il<strong> BlackBerry PlayBook</strong>, e sembra proprio avviarsi a diventare il <strong>rivale più temibile dell&#8217;iPad</strong>. Sempre che non ci arrivino prima i tablet sottocosto cinesi a 75 dollari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ninjamarketing.it/2011/11/30/nielsen-chi-usa-i-tablet-in-italia/"><em>Ninja Marketing</em></a>,<em><a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/amazoncom-reports-best-black-friday-266584">Hollywood Reporter</a></em>,<a href="http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_145064,00.html"><em> Sole 24 Ore</em></a></p>
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		<title>Hulu: la competizione con Netflix e il futuro dopo lo stop alla vendita</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/10/hulu-la-competizione-con-netflix-e-il-futuro-dopo-lo-stop-alla-vendita-2709</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 10:22:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì i proprietari di Hulu hanno tolto il portale video dal mercato in quanto "irrinunciabile valore strategico". Ma per Bloomberg la mossa rischia di essere solo transitoria, pena lo scontro frontale con il CEO Jason Kilar.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante il ritiro dal mercato, sembra ancora incerto il futuro di <strong>Hulu</strong>, il sito web che offre in <strong>streaming programmi TV e altri contenuti video</strong>, attualmente posseduto da diversi colossi del settore media quali <strong>News Corp</strong>, o gruppo <strong>Murdoch</strong>, <strong>Disney</strong> e <strong>Fox</strong>, oltre al fondo<strong> Providence Equity Partners</strong> e <strong>Comcast</strong> (che però non partecipa alle decisioni operative della joint venture). Giovedì è arrivata la notizia ufficiale dello<strong> stop alla vendita</strong> della compagnia, fermata dai proprietari perché, come hanno fatto sapere in una nota congiunta, <strong>Hulu</strong> &#8220;costituisce per tutti un <strong>irrinunciabile valore strategico</strong>&#8220;. Una mossa che molti hanno ricondotto alla difficoltà di stabilire un adeguato prezzo di vendita e al fatto che l&#8217;offerta maggiore, si stima intorno ai 2 miliardi di dollari, fosse arrivata proprio da <strong>Google</strong>: un concorrente temibile per tutte le società cui fa capo il portale video. Lo scenario, tuttavia, non appare ancora  così cristallino e le valutazioni degli analisti continuano a fornire ricostruzioni molto diverse tra loro.</p>
<p><a href="http://www.thewrap.com/media/column-post/why-hulu-got-yanked-auction-block-31854?page=0,0"><em><img class="aligncenter size-full wp-image-2710" title="hulu" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/hulu.jpg" alt="" width="450" height="220" /></em></a></p>
<p><a href="http://www.thewrap.com/media/column-post/why-hulu-got-yanked-auction-block-31854?page=0,0"><em>The Wrap</em></a> ad esempio, ha escluso che il punto di svolta sia stata l&#8217;entità delle offerte ricevute dai vari contendenti (oltre al gigante del web, <strong>Amazon</strong>, <strong>DirecTV</strong> e <strong>DISH Network</strong>, più <strong>Yahoo!</strong> che però si è ritirata a seguito di scosse interne), ma sottolinea la centralità dei rapporti di forza interni alla compagine dei proprietari. Fondamentale sarebbe stato il cambiamento di rotta di <strong>Disney</strong> e di <strong>News Corp</strong>: come riferito a <em>The Wrap</em> da fonti vicine alle trattative, la prima avrebbe fatto marcia indietro di fronte alla richiesta aggiuntiva di <strong>Google</strong> di prolungare i contratti di fornitura dei contenuti video. Per quanto riguarda l&#8217;impero <strong>News Corp</strong>, la decisione di conservare un piede nel business vincente della distribuzione on line sarebbe invece da ricondurre alla vittoria delle posizioni del <em>chief digital officer</em> <strong>Jonathan Miller</strong> rispetto a quelle dello stesso <strong>Murdoch</strong>, indebolite non tanto dagli scandali quanto dal declino di iniziative come <strong>MySpace</strong> e <strong>The Daily</strong>.</p>
<p>Sarebbe maturata così tra gli azionisti la decisione di fare dietrofront rispetto a una vendita fortemente spinta dal<strong> CEO di Hulu</strong>, <strong>Jason Kilar</strong>, per aumentare le disponibilità finanziare dell&#8217;azienda e permetterle di intraprendere una strategia competitiva sul fronte dei contenuti sfidando altri grandi portali quali <strong>Netflix</strong> e la stessa <strong>Amazon</strong>. Un&#8217;esigenza che secondo <a href="http://www.bloomberg.com/news/2011-10-14/hulu-s-owners-may-pursue-an-ipo-for-video-website-after-canceling-auction.html"><em>Bloomberg</em></a> non passerà facilmente in secondo piano: stando a un lancio di venerdì, il sito di finanza dà infatti come probabile l&#8217;apertura di un&#8217;altra IPO (Offerta Pubblica Iniziale) per l&#8217;acquisto del portale video, considerata l&#8217;unica soluzione in grado di non provocare una seria <strong>rottura tra gli azionisti e tutto il senior management di</strong> <strong>Hulu</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti: <em><a href="http://www.thewrap.com/media/column-post/why-hulu-got-yanked-auction-block-31854?page=0,0"><em>The Wrap</em></a><em></em></em>, <a href="http://www.bloomberg.com/news/2011-10-14/hulu-s-owners-may-pursue-an-ipo-for-video-website-after-canceling-auction.html"><em>Bloomberg</em></a></p>
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		<title>Netflix fa marcia indietro su Qwikster: lo streaming rimarrà legato al business dell&#8217;home video.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/10/netflix-fa-marcia-indietro-su-qwikster-lo-streaming-rimarra-legato-al-business-dellhome-video-2670</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 12:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il CEO Reed Hasting diffonde sul blog di Netflix la decisione di abbandonare il progetto Qwikster e lo scorporo del servizio di noleggio DVD per corrispondenza dal business più conveniente e in crescita dello streaming. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;I DVD resteranno su Netflix&#8221;</em>, questo il titolo del post sul <a href="http://blog.netflix.com/2011/10/dvds-will-be-staying-at-netflixcom.html">blog </a>del famoso servizio di <strong>noleggio film e show televisivi</strong> che ieri ha agitato il mercato, suscitando la reazione immediata della Borsa (dopo un breve rialzo il titolo è caduto del 4,77%) e degli analisti. A firmare la nota lo stesso CEO della compagnia <strong>Reed Hasting</strong>, che ha esordito prendendo atto di come la notizia della creazione di due diversi siti per lo streaming e per l&#8217;affitto di DVD per corrispondenza non abbia soddisfatto gli utenti, per cui si sarebbe creata solo confusione e disfunzionalità.  Da qui la decisione di tornare sull&#8217;annuncio fatto appena un mese fa:<em> &#8220;Nessun cambiamento, un solo sito, un solo account, una sola password&#8230; In poche parole, niente <strong>Qwikster</strong>&#8220;</em>.</p>
<p>Cade così definitivamente il progetto di scorporare il settore home video su un nuovo brand; scelta che in effetti, unita a quella di aumentare il costo del noleggio, aveva allontanato molti consumatori. Anche per questo, tra i punti centrali della nota diffusa da <strong>Hasting</strong> rientra la chiara promessa che quello stabilito a luglio sarà <strong>l&#8217;ultimo adeguamento di prezzo</strong> imposto  dalla compagnia ai suoi utenti.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2672" title="netflix-qwikster" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/netflix-qwikster.jpg" alt="" width="330" height="211" /></p>
<p>L&#8217;uscita di scena del marchio e del sito internet <strong>Qwikster</strong> non risolve però il problema dell&#8217;aumento del tariffario di <strong>Netflix</strong>. Incremento che, come ricorda <a href="http://www.thewrap.com/movies/column-post/netflix-brings-dvds-back-home-site-abandons-qwikster-31682"><em>The Wrap</em></a>, aveva già  fatto scuotere la testa a diversi analisti, ancor meno convinti della mossa, giudicata troppo affrettata, di scindere in due il business della compagnia, ponendo di fatto in difficoltà gli utenti interessati a fruire sia dello streaming che dei DVD. Un&#8217;iniziativa che, a detta del magazine, si è in seguito rivelata un boomerang, dando il via a una vera e propria nonché inaspettata emorragia di iscrizioni, frutto delle inadeguate stime di <strong>Netflix</strong> rispetto alla flessibilità dei propri utenti rispetto al prezzo del servizio offerto.</p>
<p>La reazione del mercato non è stata più indulgente: il titolo ha perso oltre metà del suo valore in Borsa, scendendo a circa 111 dollari rispetto ai 300 che quotava a luglio. E dopo una tale flessione, appare meno verosimile anche l&#8217;ipotesi dell&#8217;<strong>acquisizione di Netflix da parte del colosso delle vendite on line Amazon</strong>, ormai da anni impegnato a cercare di lanciare un proprio servizio di streaming.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://blog.netflix.com/2011/10/dvds-will-be-staying-at-netflixcom.html">Netflix</a>, <a href="http://www.thewrap.com/movies/column-post/netflix-brings-dvds-back-home-site-abandons-qwikster-31682">The Wrap</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Amazon e Fox stringono un importante accordo per il VOD</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/09/amazon-e-fox-stringono-un-importante-accordo-per-il-vod-2601</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 08:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leotruman</dc:creator>
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		<category><![CDATA[20th Century Fox]]></category>
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		<description><![CDATA[Amazon ha stretto un importantissimo accordo con la Fox Broadcasting Company che è stato reso noto da poche ore. È stato Jeff Bezos, creatore ed amministratore delegato di Amazon, a postarlo direttamente sul portale bypassando i normali canali di comunicazione. La novità riguarda gli abbonati di Prime Instant Video, che avranno accesso illimitato ad un nuovo catalogo allargato grazie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Amazon</strong> ha stretto un importantissimo accordo con la <strong>Fox Broadcasting Company</strong> che è stato reso noto da poche ore. È stato <strong>Jeff Bezos</strong>, creatore ed amministratore delegato di Amazon, a postarlo direttamente sul portale bypassando i normali canali di comunicazione.</p>
<p>La novità riguarda gli abbonati di <em><strong>Prime Instant Video</strong></em>, che avranno accesso illimitato ad un <strong>nuovo catalogo allargato</strong> grazie all&#8217;accordo con Fox, che comprende serie come<em> X-Files, Buffy the Vampire Slayer, 24, Arrested Development, The Wonder Years</em> ed <em>Ally McBeal</em>.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/09/amazon_codici_sconto_ialia.jpg"><img class="size-full wp-image-2602 aligncenter" title="amazon" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/09/amazon_codici_sconto_ialia.jpg" alt="" width="350" height="300" /></a>La libreria virtuale di <em>Amazon</em> comprendeva già le serie e una selezione di pellicole della CBS, NBCUniversal, Sony e Warner Bros e con l&#8217;aggiunta della Fox il catalogo ora si estende a ben <strong>11mila tra pellicole e serie tv</strong> disponibili per un servizio di streaming illimitato in durata e quantità.</p>
<p>A parte<em> The Wonder Years</em>, esclusiva assoluta per Amazon, il catalogo è per buona parte condiviso con <strong>Neflix</strong> ma non è certamente un problema. Infatti Netflix si è sempre vantato e distinto tra gli altri servizi di VOD per avere un vastissimo catalogo ad un prezzo che nessuno riusciva a raggiungere: solo 7.99 dollari al mese.</p>
<p>Ma il servizio<em> Amazon Prime</em>, lanciato solamente a febbraio, costa 79.99 dollari all&#8217;anno che corrispondono a <strong>6.66 dollari al mese</strong>! Inoltre <em>Amazon</em> compreso nel pacchetto offre due giorni di spese illimitate senza costi di spedizione ed un giorno a soli 3.99 dollari.</p>
<p>Se in poco più di sei mesi Amazon è riuscita a raddoppiare il proprio catalogo, dobbiamo aspettarci ancora grandi novità nei prossimi mesi.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.deadline.com/2011/09/fox-cuts-movie-and-tv-streaming-deal-with-amazon/">deadline</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Chi riuscirà a comprare Hulu tra Google, Yahoo ed Amazon? [UPDATE]</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 17:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leotruman</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prosegue ormai da diverso tempo e con grandi colpi di scena il tentativo di vendere Hulu, il noto servizio di video on-demand tra i più conosciuti ed utilizzati negli Stati Uniti. La quota delle proprietà è divisa in alcune parti tra Disney/ABC (27%), Comcast/NBC (32%) e News Corp./FOX (31%) spalleggiati dal fondo di venture capital [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue ormai da diverso tempo e con grandi colpi di scena il tentativo di <strong>vendere Hulu</strong>, il noto servizio di video on-demand tra i più conosciuti ed utilizzati negli Stati Uniti.</p>
<p>La quota delle proprietà è divisa in alcune parti tra <strong>Disney/ABC </strong>(27%), <strong>Comcast/NBC </strong>(32%) e <strong>News Corp./FOX </strong>(31%) spalleggiati dal fondo di venture capital <strong>Providence Equity Partners</strong> (che ha il 10% delle quote). Gli aspiranti acquirenti sono diversi ed in testa troviamo <strong>Google</strong> e <strong>Yahoo</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/07/hulu_player.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2431" title="hulu_player" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/07/hulu_player.jpg" alt="" width="614" height="461" /></a></p>
<p>La cessione di Hulu al miglior offerente sta appassionando non poco i media specializzati e gli interessati del settore. Ecco alcune tra le ultime novità che sono state svelate sulla trattativa.<br />
<em><strong><a href="http://www.bloomberg.com/news/2011-07-18/hulu-s-owners-are-said-to-offer-bidders-five-year-program-access-guarantee.html">Bloomberg</a></strong></em> ha svelato ad esempio alcuni dettagli sulla tavolo del negoziati: chi acquisterà Hulu avrà <strong>garantito per 5 anni</strong> l’accesso agli show delle library Disney, Comcast e News Corp.. Di questi 5 anni di licenza assicurata, i primi due anni saranno addirittura <strong>in esclusiva</strong> sebbene NBC, ABC e FOX manterranno la facoltà di riproporre i propri spettacoli sui loro siti ufficiali. Sarebbe presente inoltre un&#8217;ulteriore clausola accessoria che da la possibilità alle major di continuare a vendere i diritti di streaming anche ai servizi<strong> TV Everywhere</strong>, vale a dire i VOD su qualsiasi dispositivo collegato a Internet in qualsiasi località, normalmente riservati agli abbonati delle pay TV via cavo e via satellite.<br />
<span id="more-2430"></span><br />
A sorpresa <strong>Microsoft</strong> ha ufficializzato di essersi <strong>tirata fuori dall’asta</strong>, nonostante l&#8217;acquisizione di Hulu avrebbe potuto rappresentare un punto importante nel processo di evoluzione della piattaforma<em> Xbox Live </em>diventando anche distributore di contenuti TV, oltre al consolidato rapporto che ha con Netflix per quanto riguarda l&#8217;ambito cinematografico.</p>
<p>Ciò che può aver allontanato Microsoft si è rivelato un motivo per accelerare il processo, almeno per <strong>Yahoo</strong>. La società sembra essere disposta a pagare <strong>2 milardi di dollari</strong> per il videoportale. Le condizioni che vi ho riportato qui sopra sarebbero indispensabili secondo il consiglio di amministrazione di Yahoo, che considera un periodo di 5 anni il tempo minimo indispensabile per costruire un rapporto con i propri consumatori ed imporre il brand come leader di distributore di contenuti on-line. Inoltre l&#8217;acquisizione riporterebbe in luce una società le cui azioni sono calate particolarmente negli ultimi anni.</p>
<p>Ma le trattative sono in salita visto che gli ostacoli più grossi si chiamato Google e Amazon. Secondo alcuni rumor le due società avrebbero fatto offerte ben più sostanziose.</p>
<p><strong>Google</strong> rimane sempre il cavallo su cui puntare vista la liquidità di cui dispone e la grande utilità che potrebbe avere l&#8217;ingresso di Hulu all&#8217;interno della società. A sfavore di Google però c&#8217;è un fattore da non sottovalutare: l’<strong>Anti-Trust USA</strong>, che ha diverse indagini in corso su Google e che continua a vedere YouTube come un nemico da combattere.</p>
<p><strong>Amazon </strong>dispone di fondi altrettanto solidi e rimane ancora in corsa, ma la società più importante al mondo di e-commerce ha già avviato una sua attività di streaming a pagamento, per questo <em>Hulu Plus</em> rischia di essere ridondante, e allo stesso tempo non ha mai mostrato particolare interesse verso lo streaming gratuito supportato dalla pubblicità, che è invece la base di <em>Hulu Originale</em>.</p>
<p><em>Nei prossimi giorni ci saranno sicuramente nuovi aggiornamenti sulla compravendita più chiacchierata dell&#8217;estate.</em></p>
<p><strong>[UPDATE] 22 luglio</strong>, ore 18.40: sembra che sia spuntata <strong>un altro candidato </strong>nella lotta per la conquista di Hulu, e si tratta di un vero e porprio colosso. Sto parlando di <strong>Apple</strong> e un incontro preliminare fra la società di Steve Jobs e Hulu sembra essere già avvenuto. </p>
<p>Secondo Bloomberg  il prezzo dell’operazione potrebbe ammontare a<strong> 1,4 miliardi di euro</strong>: una cifra totalmente alla portata del patrimonio di Apple.</p>
<p>Fonte: <em>Bloomberg, Nextv</em></p>
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		<title>La storia di Amazon</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/04/la-storia-di-amazon-2002</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 18:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Infographic]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni sto riscoprendo un po&#8217; di infografici che mi erano rimasti in archivio. Questo è eccezionale per ripercorrere la storia di Amazon, che recentemente ha aperto le operazioni anche in Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni sto riscoprendo un po&#8217; di infografici che mi erano rimasti in archivio. Questo è eccezionale per ripercorrere la storia di <strong>Amazon</strong>, che recentemente ha aperto le operazioni anche in Italia.</p>
<p><img style="display:block; margin-left:auto; margin-right:auto;" src="http://dd.screenweek.it/files/2011/04/Journey-of-Amazon_infolabs.jpg" alt="Journey of Amazon infolabs" border="0" width="650" height="3350" /></p>
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		<title>CineGuru.biz Cold News # 14</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2009/03/cinegurubiz-cold-news-14-293</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 19:44:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Disney]]></category>
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		<category><![CDATA[IMDB]]></category>
		<category><![CDATA[Variety]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>

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		<description><![CDATA[Cineguru.biz Cold News è una raccolta di link a news che ritengo interessanti per i temi trattati in questo blog e a cui ho potuto dedicare solo un breve commento. Questa volta alcune delle news sono davvero molto &#8220;cold&#8221;, visto che numerose cause di forza maggiore mi hanno tenuto lontano dalla tastiera per qualche giorno. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cineguru.biz/categoria/cold-news">Cineguru.biz Cold News</a> è una raccolta di link a news che ritengo interessanti per i temi trattati in questo blog e a cui ho potuto dedicare solo un breve commento.</p>
<p><em>Questa volta alcune delle news sono davvero molto &#8220;cold&#8221;, visto che <a href="http://dd.screenweek.it/archives/individual/2009/03/sono-passati-poco-meno-di-due-anni">numerose</a> cause di forza maggiore mi hanno tenuto lontano dalla tastiera per qualche giorno.</em></p>
<p>- <a href="http://www.variety.com/article/VR1118001231.html?categoryid=13&amp;cs=1&amp;nid=2563">Variety si domanda se ci saranno abbastanza film a partire dal 2011 per sostenere l&#8217;attuale livello del box office globale</a>, con tutti gli studi che, anche in conseguenza della crisi e dell&#8217;effetto che ha sui fondi, stanno riducendo il numero di film in pipeline per i prossimi anni.</p>
<p>- <a href="http://blog.screenweek.it/2009/03/3-milioni-di-copie-per-il-dvd-di-twilight-un-vero-record-38597.php">3 milioni di DVD di Twilight in 24 ore</a>, siamo ai livelli dei libri di <strong>Harry Potter</strong> e dell&#8217;<strong>iPhone</strong>, anche se continuo a rifiutarne il perché.</p>
<p>- <a href="http://blog.screenweek.it/2009/03/5000-film-del-catalogo-warner-finalmente-disponibili-in-dvd-38642.php">L&#8217;archivio Warner disponibile in DVD in formato print-on-demand</a>, si <a href="http://www.wbshop.com/Warner-Archive/ARCHIVE,default,sc.html">comincia</a> con 250 titoli, ma si dovrebbe <a href="http://www.slashfilm.com/2009/03/22/warner-bros-to-release-over-5000-never-before-available-movies-on-dvd/">arrivare</a> a 5000. E il VOD?</p>
<p>- Sempre in tema VOD online ecco che <a href="http://www.techcrunch.com/2009/03/23/hulu-gains-10-million-viewers-in-february-now-no-4-video-site-in-us/">Hulu raggiunge i 10 milioni di visitatori</a> (dati di febbraio) diventando così il quarto sito di video negli USA.</p>
<p>- Il <a href="http://www.watchmendoomsdayclock.com/2009/03/158-milioni-di-dollari-incassati-in-tutto-il-mondo-da-watchmen-782.php">box Office WorldWide di Watchmen</a>, un film il cui risultato non potrà che essere giudicato nel lungo periodo.</p>
<p>- <a href="http://www.variety.com/article/VR1118001582.html?categoryid=19&amp;cs=1&amp;nid=3078">Variety si domanda se la televisione gratuita su internet sia una minaccia per l&#8217;industria</a>, il tutto parte dai risultati di un report di <strong>Screen Digest</strong>. Internet non è una minaccia, internet è il futuro.</p>
<p>- Sono state <a href="http://www.schermidiqualita.it/archives/2009/03/aggiornate-le-liste-di-programmazione.php">aggiornate le liste dei film</a> la cui programmazione è valida ai fini dell&#8217;iniziativa <a href="http://www.schermidiqualita.it">Schermi di Qualità</a>.</p>
<p>- E&#8217; nato <a href="http://www.cinemonitor.it">Cinemonitor</a>, Osservatorio Cinema della Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza Università di Roma. Articoli, recensioni, interviste, ricerche e analisi, etc., etc.. Staremo a vedere.</p>
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		<title>L&#039;IMDB è il &quot;distributore cinematografico&quot; del futuro?</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2009/03/limdb-e-il-distributore-cinematografico-del-futuro-283</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2009/03/limdb-e-il-distributore-cinematografico-del-futuro-283#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 14:35:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Hulu]]></category>
		<category><![CDATA[IMDB]]></category>

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		<description><![CDATA[Certo, la stessa ambizione la ha avuta, o la dovrebbe aver avuta, ogni sito cinematografico che si rispetti, era il mio sogno ai tempi del mio 35mm.it e anche il nuovo ScreenWEEK.it è pensato più per vedere ed ascoltare che per leggere. Però quando &#8220;scende in campo&#8221; l&#8217;IMDB, cioè il padre di tutti i siti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center"><img src="http://cineguru.screenweek.it/files/2009/03/multimediaimdb.png" alt="IMDB.png" border="0" width="500" height="" /></div>
<p>Certo, la stessa ambizione la ha avuta, o la dovrebbe aver avuta, ogni sito cinematografico che si rispetti, era il mio sogno ai tempi del mio<strong> 35mm.it</strong> e anche il nuovo <a href="http://www.screenweek.it">ScreenWEEK.it</a> è pensato più per <a href="http://www.screenweek.it/magazine">vedere ed ascoltare</a> che per leggere.</p>
<p>Però quando &#8220;scende in campo&#8221; l&#8217;<a href="http://www.imdb.com/">IMDB</a>, cioè il padre di tutti i siti di cinema (che ha alle spalle il padre di tutti i siti di e-commerce, <strong>Amazon.com</strong>), la cosa si fa seria assai, tanto da mettere in ombra anche il buon <a href="http://www.hulu.com/">Hulu</a> e tutti gli altri.</p>
<p>Qualche giorno fa <a href="http://weblogs.variety.com/technotainment/2009/03/imdb-movie-distributor-of-the-future.html">Variety si domandava</a>, appunto, se nonostante il nuovo motto del suo fondatore -&#8221;<strong>A play button on every page.</strong>&#8220;- Hollywood sia pronta ad ascoltarlo.</p>
<p>Nel frattempo, se ne può accorgere chiunque abbia un accesso alla versione pro dell&#8217;IMDB, <a href="http://pro.imdb.com/help/show_leaf?uploadyourfilm">loro sono sicuramente pronti</a>!</p>
]]></content:encoded>
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