Dopo il dietrofront di Paesi come Lituania, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia, Bulgaria, Olanda e del Parlamento tedesco, ora è la stessa Commissione Europea a imporre uno stop all’ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement), rinviato alla Corte di Giustizia Europea per stabilirne la compatibilità con i principi e le libertà fondamentali riconosciute dalla UE. La notizia è stata diffusa dal Commissario Karel De Gucht, promotore dell’iniziativa che intende rispondere ai timori sollevati da più parti in Europa riguardo alle conseguenze del trattato sulla libertà di espressione e di informazione online e sulla privacy dei cittadini europei.

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