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	<title>CineGuru</title>
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	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
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		<title>Berlino: perché Hollywood ne ha ancora bisogno.</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 12:19:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al via la 62esima edizione del festival tedesco, con 400 film in programma e un mercato atteso da tutti gli operatori del settore. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la serata di apertura con<em> <a href="http://www.screenweek.it/film/26225-Farewell-My-Queen" target="_blank">Les adieux à la reine</a></em> di<strong> Benoît Jacquot</strong>, alla presenza della &#8220;Maria Antonietta&#8221;<strong> Diane Kruger</strong>, <strong>Léa Seydoux</strong> e <strong>Virginie Ledoyen</strong>, comincia oggi la <strong>62esima edizione della Berlinale</strong> e, <em>per </em><a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/berlin-film-festival-why-still-287388" target="_blank"><em>Hollywood Reporter</em></a>, sarà ancora una volta una fucina di progetti e di scambi in grado di condizionare il panorama cinematografico del prossimo anno a livello internazionale. Nonostante siano solo due i titoli afferiti agli Studios (<a href="http://www.screenweek.it/film/25292-Molto-forte-incredibilmente-vicino" target="_blank"><em>Molto forte, incredibilmente vicino</em></a> per Warner e <a href="http://www.screenweek.it/film/25146-Young-Adult" target="_blank"><em>Young Adult</em></a> per Paramount) secondo il magazine la kermesse tedesca si distinguerà per il mercato e per film indipendenti capaci di lasciare il segno. Un po&#8217; come l&#8217;anno passato, in cui dal Festival sono uciti diversi candidati agli Academy Awards, quali <a href="http://www.screenweek.it/film/27422-Pina-3D" target="_blank"><em>Pina 3D</em></a> di <strong>Wim Wenders</strong> e <a href="http://www.screenweek.it/film/26513-Una-Separazione" target="_blank"><em>Una separazione</em></a> dell&#8217;iraniano <strong>Asghar Farhadi</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3258" title="berlinalepalast" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/berlinalepalast.jpg" alt="" width="595" height="398" /><br />
<span id="more-3257"></span> A penalizzarla da alcuni anni sarebbe stato lo spostamento delle <strong>nomination agli Oscar</strong> nel periodo di metà gennaio, che avrebbe dirottato produzioni importanti su altre manifestazioni non sempre di pari grado, come dimostrerebbe la presentazione a sorpresa di <a href="http://www.screenweek.it/film/24299-Hugo-Cabret" target="_blank"><em>Hugo Cabret</em></a> quest&#8217;anno al New York Film Festival. Ma il direttore <strong>Dieter Kosslick</strong>, sempre stando all&#8217;analisi di <em>Hollywood Reporter</em>, sarebbe riuscito comunque a conciliare l&#8217;esigenza di grandi nomi sul red carpet con il nutrito assortimento di film indipendenti ed esordi d&#8217;autore. Sul primo fronte, si segnalano soprattutto il film in costume <a href="http://www.screenweek.it/film/23469-Bel-Ami" target="_blank"><em>Bel Ami</em></a>, con <strong>Robert Pattinson, Christina Ricci, Uma Thurman e Kristin Scott Thomas</strong>, il film Sundance di <strong>James Marsh</strong> <a href="http://www.screenweek.it/film/25982-Shadow-Dancer" target="_blank"><em>Shadow Dancer</em></a>, con<strong> Clive Owen e Gillian Anderson</strong>, il debutto alla regia di <strong>Angelina Jolie </strong>con <em>Nella terra del sangue e del miele</em>, l&#8217;ultima fatica di <strong>Steven Soderbergh</strong>,<em> <a href="http://www.screenweek.it/film/23127-Haywire" target="_blank">Knockout &#8211; Resa dei conti</a></em>, con <strong>Ewan McGregor, Michael Fassbender e Michael Douglas</strong>, nonché il <strong>premio alla carriera</strong> consegnato a<strong> Meryl Streep</strong>.<br />
Sul secondo fronte, quello dei titoli meno roboanti ma che di un certo interesse, il magazine indica il film ambientato nell&#8217;epoca imperiale cinese <em>White Deer Plain</em>, del regista <strong>Wang Quan&#8217;an</strong> già <strong>Orso d&#8217;Oro</strong> per <a href="http://www.screenweek.it/film/19704-Il-matrimonio-di-Tuya" target="_blank"><em>Il matrimonio di Tuya</em></a>, il dramma familiare <em>Was Bleibt</em> del regista tedesco <strong>Hans-Christian Schmid</strong> e <a href="http://www.screenweek.it/film/26045-Jayne-Mansfield%E2%80%99s-Car" target="_blank"><em>Jayne Mansfield&#8217;s Car</em></a> di e con <strong>Billy Bob Thornton,</strong> affiancato da <strong>John Hurt, Kevin Bacon e Robert Duvall</strong>. Tra i titoli più &#8220;politici&#8221; emergerebbero invece quello del pluripremiato regista filippino <strong>Brillante Mendoza</strong>, <em>Captured</em>, dedicato al rapimento degli stranieri all&#8217;interno del suo Paese; il thriller ambientato nell&#8217;universo Rom <em>Just the Wind</em>, di <strong>Benedek Fliegauf</strong>; il film dedicato da <strong>Kim Nguyen</strong> ai baby-soldati africani, <em>Rebelle</em>. Ma aggiungiamo anche l&#8217;unico italiano in concorso, <a href="http://www.screenweek.it/film/28415-Cesare-deve-morire" target="_blank"><em>Cesare deve morire</em></a> dei fratelli <strong>Taviani</strong>, che ha per protagonisti dei detenuti intenti a mettere in piedi la pièce shakespeariana. E sempre a sfondo politico sono gli altri due titoli italiani, dedicati entrambi ai fatti del G8 di Genova: <a href="http://www.screenweek.it/film/27260-Diaz-Dont-clean-up-this-blood" target="_blank"><em>Diaz &#8211; Don&#8217;t clean up this blood</em></a>, docufiction di <strong>Daniele Vicari</strong>, e <em>The Summit</em> di <strong>Franco Fracassi e Massimo Lauria</strong>, selezionati in Panorama.<br />
Il punto forte, oltre ai <strong>400 titoli complessivi proposti nelle varie sezioni del festival</strong> (Concorso, Panorama, Forum, Shorts, Cinema Culinario, Teddy e Talent Campus) si conferma però il <strong>mercato</strong>, sold out da più di un anno, come ha confermato al <a href="http://www.giornaledellospettacolo.it/news-e-attualita/attualita/9195-alla-berlinale-e-tempo-di-mercato-globale.html" target="_blank"><em>Giornale dello Spettacolo</em></a> <strong>Beki Probst</strong>, capo dell&#8217;<strong>European Film Market</strong> che quest&#8217;anno avrà 1137 proiezioni e quasi 800 film in circolazione, per la maggior parte inediti. Merito anche della strategica collocazione temporale, che rende l&#8217;appuntamento berlinese un punto di riferimento per scorgere alcune nuove tendenze del mercato, anche presso i caldi lidi di Hollywood.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/berlin-film-festival-why-still-287388" target="_blank"><em>Hollywood Reporter</em></a>, <a href="http://www.giornaledellospettacolo.it/news-e-attualita/attualita/9195-alla-berlinale-e-tempo-di-mercato-globale.html" target="_blank"><em>Giornale dello Spettacolo</em></a></p>
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		<title>VOD: vince la commedia in rosa. Le Amiche della Sposa noleggiato quasi 5 milioni di volte.</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 08:58:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il film di Paul Feig, con Kristen Wiig, sbanca anche le classifiche dell'on demand e porta a casa altri 40 milioni di dollari da aggiungere alle vendite delle copie su supporto fisico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il film più visto di sempre in <strong>video on demand</strong>? Ci si potrebbe immaginare qualche grande classico o qualche super-uscita degli anni passati. Magari <a href="http://www.screenweek.it/film/2984-Il-cavaliere-oscuro" target="_blank"><em>Il Cavaliere Oscuro</em></a>, <a href="http://www.screenweek.it/film/22131-Transformers-3" target="_blank"><em>Transformers 3</em></a>, qualche<em> Harry Potter</em> o via dicendo. E invece no: secondo la società specializzata in analisi del mercato del <strong>VOD</strong>, <strong>Rentrak’s OnDemand Essentials</strong>, la corona va a una commedia, e non una di quelle adolescenziali che ci si aspetterebbe di veder scaricata in massa da un pubblico prevalentemente maschile in età non troppo avanzata. Il titolo in questione è infatti <em>Bridesmaids</em>, conosciuto in Italia con il nome di <a href="http://www.screenweek.it/film/24915-Le-amiche-della-sposa" target="_blank"><em>Le Amiche della Sposa</em></a>, risposta femminile alla comicità demenziale che è stata uno dei maggiori successi della passata stagione cinematografica per <strong>Universal</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3256" title="bridesmaids-movie-mccarty" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/bridesmaids-movie-mccarty.jpg" alt="" width="410" height="599" /><br />
<span id="more-3255"></span><br />
<br/><br />
Stando ai dati diffusi da <strong>Rentrak</strong>, il film diretto da <strong>Paul Feig</strong> è stato noleggiato <strong>4,8 milioni di volte in circa quattro mesi</strong>, battendo ogni record finora raggiunto nel settore dell&#8217;on demand. Ne deriverebbero<strong> 40 milioni di dollari</strong>, raccolti tra copie digitali, pay-per-view, noleggi effettuati in camere d&#8217;albergo e VOD online. Non è la prima volta, d&#8217;altra parte, che il film stupisce per i suoi risultati. Sarà forse per questa sua natura ibrida di commedia sentimentale e scatologica o per la firma &#8211; come sceneggiatrice e attrice protagonista &#8211; della star del <em>Saturday Night Live</em> <strong>Kristen Wiig</strong>, ma <em>Le Amiche della Sposa</em> ha costituito un vero e proprio &#8220;caso&#8221; cinematografico nel 2011, avendo raccolto al botteghino USA la cifra assolutamente inaspettata di <strong>169 milioni di dollari</strong> (288 in tutto il mondo). È poi seguito il buzz legato alla <strong>Awards Season</strong> e infine le nomination all&#8217;<strong>Oscar</strong>: ben due, una per la miglior attrice non protagonista <strong>Melissa McCarthy</strong> e un&#8217;altra per la sceneggiatura originale, scritta a quattro mani da <strong>Annie Mumulo</strong> e dalla stessa <strong>Wiig</strong>. Nel settore dell&#8217;home video, il titolo ha riscosso uguali consensi, con circa 100 milioni realizzati dalle vendite nei soli Stati Uniti e, come vi abbiamo <a href="http://cineguru.screenweek.it/2012/01/redbox-come-incide-la-finestra-noleggio-di-blu-ray-e-dvd-3168" target="_blank">anticipato a gennaio</a>, la conquista del &#8220;podio&#8221; tra i film più noleggiati presso i distributori <strong>Blockbuser Express</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/bridesmaids-biggest-vod-kristen-wiig-universal-288163" target="_blank"><em>Hollywood Reporter</em></a></p>
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		<title>Parte la serie di Netflix, Lilyhammer, ma il portale si rifiuta di rendere pubblico il numero di visualizzazioni.</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:19:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con la "messa in onda", o meglio in streaming, del suo primo serial, la compagnia compie un passo importante nella competizione con i grandi network. Ma si rifiuta di calcolare l'audience.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In diretta concorrenza con le tv americane via cavo e con il servizio di streaming di <strong>HBO</strong>, <strong>Netflix</strong>  dovrà presto  affrontare anche il nuovo soggetto che nascerà dall&#8217;<strong>alleanza tra Verizon e RedBox</strong> (l&#8217;articolo <a title="Verizon e RedBox confermano un nuovo servizio VOD." href="http://cineguru.screenweek.it/2012/02/verizon-e-redbox-confermano-un-nuovo-servizio-vod-3247" target="_blank">qui</a>). Il portale <strong>VOD</strong> intanto lancia l&#8217;offensiva con la sua prima serie autoprodotta, <em>Lilyhammer</em>, ma si rifiuta di rilasciare i dati di ascolto perché non c&#8217;è alcun inserzionista cui rendere conto dell&#8217;audience.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3254" title="lilyhammer_netflix" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/lilyhammer_netflix.jpg" alt="" width="525" height="262" /><br />
<span id="more-3253"></span> Come abbiamo avuto <a title="2 miliardi di ore di streaming negli ultimi 3 mesi: Netflix scala la classifica dei network più visti negli USA?" href="http://cineguru.screenweek.it/2012/01/2-miliardi-di-ore-di-streaming-negli-ultimi-3-mesi-netflix-scala-la-classifica-dei-network-piu-visti-negli-usa-3159" target="_blank">già modo di sottolineare</a>, la mossa di mettere in programma <strong>contenuti originali</strong> è di fondamentale importanza per <strong>Netflix</strong>, sia al fine di affrancarsi dal &#8220;ricatto&#8221; delle major e dei network con cui vuole competere, sia per non restare indietro rispetto a soggetti come <strong>YouTube</strong>, che ha già <a title="E il mondo si chiede: YouTube diventerà una TV?" href="http://cineguru.screenweek.it/2011/11/e-il-mondo-si-chiede-youtube-diventera-una-tv-2822" target="_blank">lanciato la sfida</a> a tutta la tv tradizionale con la messa in produzione di propri canali tematici con nomi quali <strong>Madonna</strong> e <strong>Jay-Z</strong>. La compagnia guidata da <strong>Reed Hastings</strong> ha cominciato invece meno in pompa magna, con un semplice serial (il prodotto d&#8217;altra parte più gradito dai suoi utenti) dal titolo <em>Lilyhammer</em>, con protagonista l’attore dei <em>Sopranos</em> e chitarrista di Bruce Springsteen <strong>Steven Van Zandt</strong>. I suoi otto episodi sono stati messi online tutti contemporaneamente a partire da lunedì, e ci si aspettava che <strong>Netflix</strong> comunicasse qualche dato sulle visualizzazioni, ma così non è stato.<br />
</br><br />
<em>&#8220;Alcuni iscritti lo hanno amato così tanto da aver già visto tutti e otto gli episodi&#8221;</em>, si è limitato a dichiarare <strong>Ted Sarandos</strong>, responsabile dei contenuti del portale VOD, ricordando altresì che<em> &#8220;Netflix ha oltre 23 milioni di utenti e tutti avranno la possibilità di scoprire Lilyhammer, non solo in questi giorni ma per gli anni a venire&#8221;</em>. Col tempo, continua Sarandos, <em>&#8220;altri membri ne verranno a conoscenza grazie al passaparola degli amici o ai suggerimenti del nostro motore di ricerca&#8221;</em>, per cui non avrebbe senso sbandierare i dati di ascolto. &#8220;<em>Il nostro obiettivo è di dare alle persone la possibilità di scegliere, in modo che possano godere di film e programmi tv nel modo che più preferiscono, un episodio alla volta, tutti insieme, in salotto o sull&#8217;iPad&#8221;</em>, senza contare &#8211; punto fondamentale &#8211; che non ci sono pubblicità all&#8217;interno della serie, per cui <strong>Netflix</strong><em> &#8220;non deve misurare l&#8217;audience per gli inserzionisti, deve solo offrire un grande spettacolo ai propri utenti&#8221;</em>.<br />
</br><br />
Ragionamento apparentemente impeccabile, ma resta il dubbio: se si fosse trattato di milioni di spettatori, siamo proprio sicuri che Ted Sarandos non avrebbe avuto nemmeno la tentazione di comunicarlo al mercato? Ad ogni modo, come riferisce lui stesso  in un <a href="http://blog.netflix.com/2012/02/lilyhammer-premieres-today.html" target="_blank">post</a> sul blog di <strong>Netflix</strong>, <em>Lilyhammer</em>, che parla dell&#8217;esilio in Norvegia di un pentito di mafia in fuga dal boss tradito, è in onda anche sulla <strong>tv norvegese</strong>, dove è alla sua terza settimana di programmazione. E lì, assicura il Chief Content Officer, il serial è <strong>un successo sensazionale</strong>, con 1,2 milioni di spettatori su una popolazione complessiva di 5 milioni di persone, il che ne fa in assoluto la serie più vista nella storia del Paese. Che <strong>Netflix</strong> abbia già trovato il prossimo mercato europeo (dopo Inghilterra e Irlanda) in cui lanciare il proprio servizio di streaming?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <em><a href="http://www.thewrap.com/media/article/netflix-wont-release-ratings-lilyhammer-ted-sarandos-explains-35169" target="_blank">The Wrap</a>, <a href="http://blog.netflix.com/2012/02/lilyhammer-premieres-today.html" target="_blank">Netflix</a></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Verizon e RedBox confermano un nuovo servizio VOD.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/verizon-e-redbox-confermano-un-nuovo-servizio-vod-3247</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:46:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il provider e la catena di distributori automatici di DVD e Blu-ray si alleano per conquistare il mercato dello streaming e de noleggio per corrispondenza, finora capeggiato da Netflix. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;indiscrezione era già trapelata a metà dicembre (il nostro articolo <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/12/verizon-e-redbox-ruomors-sullalleanza-che-potrebbe-competere-con-lo-streaming-di-netflix-3031">qui</a>), ma ora è stato confermato da entrambi i soggetti interessati: il provider di Internet, tv e telefonia <strong>Verizon</strong> e i <strong>distributori automatici di Blu-ray e DVD</strong> targati <strong>RedBox</strong> stanno mettendo a punto una partnership pronta a sfidare <strong>Netflix</strong> su entrambi i suoi segmenti di mercato: sia quello del <strong>video on demand</strong> che dell&#8217;<strong>home video</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3252" title="Redbox-Verizon" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/Redbox-Verizon.jpg" alt="" width="597" height="337" /></p>
<p>&nbsp;<br />
<span id="more-3247"></span></p>
<p>Se il CEO del celebre portale, <strong>Reed Hastings</strong>, continua a ribadire la volontà di affrancarsi dal business legato alle copie fisiche, sembra invece che la nuova<strong> joint venture</strong> intenda concentrarsi <strong>sia sullo streaming che sul noleggio per corrispondenza</strong>, con la differenza che per la restituzione i clienti potranno usare i <strong>chioschi di RedBox</strong> diffusi su tutto il territorio statunitense. Entrambi i servizi saranno ad abbonamento, ma nel comunicato stampa ufficiale le due compagnie hanno rimandato ulteriori dettagli (come prezzo, titoli disponibili e funzionamento delle sottoscrizioni) a data da definirsi. La partnership dovrebbe comunque diventare operativa nella seconda parte dell&#8217;anno e vedrà la creazione di un&#8217;apposita società da 450 milioni di dollari, detenuta al 65% da <strong>Verizon</strong>.<br />
<br/><br />
<em>&#8220;Se pensate all&#8217;esperienza che entrambe le parti portano alla joint venture, al potere dei due marchi, alla diffusione capillare dei distributori automatici, alla nostra presenza ovunque e in qualsiasi momento e all&#8217;impegno di entrambi nell&#8217;innovazione a vantaggio del consumatore, è chiaro come Verizon e RedBox costituiscano un&#8217;ottima squadra nel campo dell&#8217;entertainment&#8221;</em>, ha detto a proposito<strong> Bob Mudge</strong>, responsabile dell&#8217;area Consumer &amp; Mass Business Markets di <strong>Verizon</strong>. E la nuova partnership, secondo un&#8217;analisi citata da <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/redbox-owner-verizon-form-video-joint-venture-287229"><em>Hollywood Reporter</em></a><em>,</em> potrebbe in effetti risultare estremamente concorrenziale non solo per <strong>Netflix</strong> ma anche per gli operatori via cavo e via satellite statunitensi, dovendo in teoria consentire  l&#8217;introduzione di pacchetti di servizi over-the-top difficilmente replicabili da altri competitor. <strong>Verizon</strong> è infatti un player rilevante non solo nel campo della banda larga e della telefonia, ma anche della <strong>connected tv</strong>, e ha <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/11/mtv-hbocnn-e-tanti-altri-canali-tv-su-xbox-360-2977">recentemente aumentato la propria offerta di canali</a> grazie a un accordo con la <strong>Xbox di Microsoft</strong>.<br />
<br/><br />
La sfida, quindi, si sposta un&#8217;altra volta sul piano dei contenuti. <em>&#8220;I consumatori fanno riferimento a RedBox per i film di nuova uscita, e questa alleanza ci permetterà di aumentare il valore aggiunto della nostra offerta con più contenuti e maggior flessibilità nei canali di fruizione&#8221;</em>, ha detto <strong>Paul Davis</strong>, CEO della controllante dei chioschi, <strong>Coinstar</strong>. Ma è proprio questo il punto più controverso su cui si concentra l&#8217;attenzione degli analisti: è di pochi giorni fa la conferma definitiva che <strong>RedBox non rinnoverà l&#8217;intesa con Warner Bros</strong> dopo <a href="http://cineguru.screenweek.it/2012/01/warner-bros-potrebbe-allungare-la-window-per-il-noleggio-home-video-ma-senza-il-placet-di-redbox-3166">la richiesta della major</a> di raddoppiare (56 giorni) la windows per l&#8217;uscita dei film in noleggio. Condizione finora accettata solo da <strong>Netflix</strong>, probabilmente proprio in virtù dell&#8217;intenzione di dismettere progressivamente il business non legato allo streaming. La notizia, comunque, ha fatto prevedere a molti tempi duri per i distributori automatici di DVD e Blu-ray, nel caso altri Studios dovessero allinearsi con la scelta di Warner.<br />
<br/><br />
Nati con il costo estremamente conveniente di 1 dollaro al giorno (prezzo solo lievemente aumentato a fine 2011), i chioschi dal tipico colore rosso sono infatti sempre stati osteggiati dalle major, che vi intravedono una svalutazione del proprio prodotto. Tanto che molte stanno cercando di virare piuttosto sul <strong>VOD</strong>, in particolare attraverso la sperimentazione di servizi premium a prezzo maggiorato (fronte su cui si scontrano però con l&#8217;opposizione degli esercenti). Difficile dunque prevedere come si inserirà la nuova joint venture in questo contesto, soprattutto finché non sarà definita la portata di un altro mercato nascente come quello delle tv connesse in Rete.<br />
<br/></p>
<p>Fonte:<a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/redbox-owner-verizon-form-video-joint-venture-287229"><em> Hollywood Reporter</em></a>, <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204662204577201343790367680.html?mod=googlenews_wsj"><em>Wall Street Journal</em></a></p>
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		<title>Cinetel: a gennaio 2012, presenze e incassi in calo del 31%</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 15:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Non c'è l'ha fatta il botteghino dell'ultimo mese a battere il successo registrato l'anno scorso grazie a Che bella Giornata di Checco Zalone, né quello suscitato l'anno precedente dal caso Avatar. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se nell&#8217;ultimo anno si è parlato spesso della mancanza del cosiddetto <strong>&#8220;effetto Avatar&#8221;</strong> sul box office (tanto italiano quanto internazionale), nel nostro Paese si potrebbe cominciare a parlare presto anche di un <strong>&#8220;effetto Zalone&#8221;</strong>. Questo almeno è quanto sembra emergere dai dati <strong>Cinetel</strong> relativi al primo mese del 2012, che vedono un calo abissale di presenze rispetto al 2011 e soprattutto mostrano linee di tendenza che, se confermate, porterebbero in direzioni ben diverse da quelle finora messe in rilievo da esperti e operatori del settore.</p>
<div id="attachment_3249" class="wp-caption aligncenter" style="width: 605px"><img class="size-full wp-image-3249" title="cinetel gennaio 2012" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/cinetel-gennaio-2012.jpg" alt="" width="595" height="400" /><p class="wp-caption-text">top 10 incassi e presenze gennaio 2012 - dati Cinetel</p></div>
<p><span id="more-3248"></span>A gennaio il campione monitorato da <strong>Cinetel</strong>, pari circa al 90% del mercato, ha fatto registrare <strong>13 milioni e 37 mila biglietti staccati</strong>, pari a un incasso di<strong> 85 milioni e 598 mila euro</strong>:<strong> calano perciò del 31% gli ingressi</strong> rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, in cui grazie all&#8217;enorme successo della commedia <em>Che bella giornata</em> (che da sola ha raccolto più di 6 milioni e mezzo di spettatori) si era registrata la cifra record di quasi 19 milioni di biglietti. E lo stesso si può dire di gennaio <strong>2010</strong>, in cui a fronte dei 4 milioni e mezzo di spettatori di <em>Avatar</em>, furono staccati in tutto<strong> 16 milioni e 800 mila biglietti</strong>. Il dato sembra invece in linea con i risultati pre-Avatar: nel primo mese del 2009 si sono contate infatti 12,8 milioni di presenze, nello stesso periodo del 2008 12,9 milioni e nel 2007 poco più di 13 milioni.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-3250" title="benvenuti-al-nord-claudio-bisio-alessandro-siani" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/benvenuti-al-nord-claudio-bisio-alessandro-siani.jpg" alt="" width="500" height="328" /></p>
<p>Altro dato in controtendenza rispetto agli ultimi del 2011, la crescita della <strong>quota del prodotto americano</strong>, che passa dal 25,7% di un anno fa al<strong> 32% di oggi</strong>. Senza dimenticare, tuttavia, di includere nel novero anche altri blockbuster di nazionalità inglese ma comunque afferenti alle major statunitensi come<em> Sherlock Holmes: Gioco di ombre</em> (5,29 milioni di euro incassati) e <em>La talpa</em> (2,54 milioni). Rimane comunque intatto il primato dei<strong> film italiani</strong>, con in testa <em><strong>Benvenuti al Nord</strong></em> e i suoi 21 milioni e mezzo d&#8217;incasso, seguito immediatamente da <strong><em>Immaturi &#8211; Il Viaggio</em></strong> (quasi 11 milioni e mezzo), e più giù in classifica dal film di <strong>Pieraccioni</strong>, <em>Finalmente la felicità</em> (poco meno di 3 milioni a gennaio) e dal cinepanettone <em><strong>Vacanze di Natale a Cortina</strong></em> (2,8 milioni nel primo mese del nuovo anno). L&#8217;insieme di questi titoli porta il prodotto italiano al sempre ragguardevole traguardo del <strong>49% del mercato</strong>, ma non abbastanza da eguagliare il <strong>69% del 2011</strong>, sempre sospinto dal suddetto &#8220;effetto Zalone&#8221;.  E con la quantità di titoli fortemente attesi che le major porteranno nelle nostre sale nei mesi primaverili ed estivi, c&#8217;è da chiedersi se questa leadership non rischi di venir messa duramente alla prova anche nel resto del 2012.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.giornaledellospettacolo.it/news-e-attualita/news/9184-cinema-cinetel-a-gennaio-spettatori-in-calo-ma-in-linea-con-media-stagionale.html">Giornale dello Spettacolo</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il cinema italiano di qualità? È nella &#8220;Rete&#8221;</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/il-cinema-italiano-di-qualita-e-nella-rete-3245</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 13:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizio]]></category>
		<category><![CDATA[100 Autori]]></category>
		<category><![CDATA[cinema di città]]></category>
		<category><![CDATA[Rete degli Spettatori]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentata a Roma la "Rete degli Spettatori", circuito alternativo pensato dai 100 Autori per rispondere alla moria di sale urbane e alle politiche distributive che deprimono le performance dei film italiani di un certo spessore artistico. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta si chiamavano seconde visioni. Ora, con la progressiva scomparsa dei<strong> cinema di città</strong>, quelli più piccoli, con poche o solo una sala, la &#8220;vita&#8221; di un film sul grande schermo sembra essersi accorciata in modo drastico, tanto da non superare spesso il primo week end di programmazione. Per questo sarà a breve operativa <strong>&#8220;La Rete degli Spettatori&#8221;</strong>, un circuito alternativo voluto dall&#8217;associazione dei <strong>100 Autori</strong>, per dare una seconda opportunità ai titoli italiani penalizzati da passaggi in sala non sempre ben congegnati.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3246" title="quattrovolte" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/quattrovolte.jpg" alt="" width="584" height="292" /><br />
<span id="more-3245"></span><br />
<strong></strong>Il ragionamento parte soprattutto dalla mancanza di politiche efficaci per il <strong>sostegno del prodotto di qualità</strong>, indebolito dalle dinamiche in corso nel mercato della settima arte e in particolare quello dell&#8217;esercizio. Come denunciato dai <strong>100 Autori</strong> per la presentazione ufficiale della <strong>Rete</strong>, avvenuta venerdì alla Casa del Cinema di Roma, sono 819 le sale chiuse nel corso dell’ultimo decennio e la maggior parte di queste, cioè quasi 700, sono cinema monosala e arene che avrebbero lasciato &#8220;orfana&#8221; quella fascia di pubblico che per età, motivi logistici o predisposizione culturale non si avventura nei grandi multisala e nei multiplex collocati al di fuori dei centri urbani. Un fenomeno le cui conseguenze sarebbero state accusate soprattutto dai film italiani di qualità, non più messi in grado di espletare in pieno le proprie performance al botteghino nonostante i riconoscimenti attribuiti dalla critica e spesso anche dai mercati internazionali.</p>
<p>Ecco perché nasce la<strong> Rete degli Spettatori</strong>, che si propone di agevolare la conoscenza di questi film presso il pubblico attraverso incontri di approfondimento, cineforum, attività nelle scuole e proiezioni di contenuti video inediti, oltre che attraverso un portale presto operativo anche grazie al contributo dell&#8217;<strong>Assessorato capitolino alle politiche culturali e al centro storico</strong>.<strong> 31 sono i titoli scelti</strong> per avviare questo circuito alternativo, ma non c&#8217;è da spaventarsi, non sono tutti per forza &#8220;difficili&#8221;, di taglio documentaristico o drammatico, tanto che tra di loro si annovera anche la commedia tratta dalla serie tv <strong><em>Boris</em></strong>. A sceglierli, una commissione di critici composta da <strong>Gianni Canova, Fabrizio Grosoli, Jean Gili, Morando Morandini, Federico Pontiggia</strong> e quell&#8217;<strong>Alberto Barbera</strong> appena approdato alla direzione artistica della<strong> Mostra di Venezia</strong> e con cui proprio i <strong>100 Autori</strong> sono entrati in polemica a causa della decisione di eliminare <em>Controcampo Italiano</em>, sezione del festival dedicata esclusivamente al prodotto nostrano.</p>
<p>L&#8217;associazione ha preannunciato azioni concrete in merito, ma intanto, ecco l&#8217;elenco dei film italiani che per primi entreranno nella &#8220;Rete&#8221;:</p>
<blockquote><p><em>L&#8217;amore buio</em> di Antonio Capuano<br />
<em>La bocca del lupo</em> di Pietro Marcello<br />
<em>Boris Il Film</em> di Ciarrapico, Torre, Vendruscolo<br />
<em>Cavalli</em> di Michele Rho<br />
<em>Il colore del vento</em> di Bruno Bigoni<br />
<em>Corpo celeste</em> di Alice Rohrwacher<br />
<em>L&#8217;estate di Giacomo</em> di Alessandro Comodin<br />
<em>Et in terra pax</em> di Botrugno e Coluccini<br />
<em>Gorbaciof</em> di Stefano Incerti<br />
<em>Hai paura del buio?</em> di Massimo Coppola<br />
<em>Into paradiso</em> di Paola Randi<br />
<em>Io sono con te</em> di Guido Chiesa<br />
<em>Io sono Li</em> di Andrea Segre<br />
<em>La kryptonite nella borsa</em> di Ivan Cotroneo<br />
<em>Là-bas Educazione criminale</em> di Guido Lombardi<br />
<em>Ma che storia</em> di Gianfranco Pannone<br />
<em>Maledimiele</em> di Marco Pozzi<br />
<em>Il mio domani</em> di Marina Spada<br />
<em>Noi credevamo</em> di Mario Martone<br />
<em>Per questi stretti morire</em> di Gaudini e Sandri<br />
<em>Piazza Garibaldi</em> di Davide Ferrario<br />
<em>Pietro</em> di Daniele Gaglianone<br />
<em>Piombo fuso</em> di Stefano Savona<br />
<em>Il primo incarico</em> di Giorgia Cecere<br />
<em>Le quattro volte</em> di Michelangelo Frammartino<br />
<em>Rudolf Jacob, l&#8217;uomo che nacque morendo</em> di Luigi Faccini<br />
<em>La scuola è finita</em> di Valerio Jalongo<br />
<em>Sette opere di misericordia</em> di Gianluca e Massimiliano De Serio<br />
<em>Il villaggio di cartone</em> di Ermanno Olmi<br />
<em>La vita al tempo della morte</em> di Andrea Caccia<br />
<em>Una vita tranquilla</em> di Claudio Cupellini</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Batman vs. Hobbit vs. Prometheus: chi vince la sifda del web?[Infographic]</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/batman-vs-hobbit-vs-prometheus-infographic-3175</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 21:13:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[La società specializzata nell'analisi del buzz online Way to Blue confronta tre titoli particolarmente attesi del 2012: Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno, Lo Hobbit - Un viaggio Inatteso e Prometheus. Indovinate chi è il vincitore?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni si sta scatenando la mania dei trailer. Colpa del <strong>Super Bowl</strong>, l&#8217;evento sportivo più atteso degli Stati Uniti, che garantisce agli inserzionisti una visibilità unica. Da qui le prime indiscrezioni e poi la conferma sui film che avranno uno <strong>spot</strong> durante la messa in onda: fuori <a href="http://www.screenweek.it/film/21648-Il-Cavaliere-Oscuro-Il-Ritorno"><em>Il Cavaliere Oscuro &#8211; Il Ritorno</em></a>, dentro <a href="http://www.screenweek.it/film/23895-G-I-Joe-Retaliation"><em>G.I. Joe &#8211; La Vendetta</em></a>, <a href="http://www.screenweek.it/film/13302-John-Carter"><em>John Carter</em></a> e, soprattutto gli <a href="http://www.screenweek.it/film/6184-The-Avengers"><em>Avengers</em></a>. Il teaser trailer dei <em>Vendicatori</em> <strong>Marvel</strong> dura una manciata di secondi, ma in 24 ore ha realizzato un milione e mezzo di visualizzazioni, confermandosi uno dei film più attesi della prossima stagione. Non dimentichiamoci però che già a fine 2011, il trailer de l&#8217;ultimo capitolo di <em>Batman</em> aveva scalato le classifiche di<strong> iTunes</strong> e poi quasi monopolizzato il web con la questione “audio”. Per motivi stilistici, infatti, il regista <strong>Christopher Nolan</strong> non aveva migliorato la voce dell’antagonista dell’Uomo Pipistrello, <em>Bane</em>, che come da fumetto porta una maschera sulla bocca da cui inala la sostanza responsabile della sua fisicità così possente. Risultato: uno stuolo di commenti e parodie sulla difficoltà di comprendere il trailer, più ovviamente la corsa ai ripari di Warner Bros che infine ha imposto un miglioramento del parlato per renderlo meno confuso. Difficile dire se l’aneddoto gioverà o meno agli incassi del film: di sicuro ha giovato al <strong>buzz in Rete</strong>, partita che il <em>Cavliere Oscuro</em>, secondo  la società inglese specializzata nella rilevazione della web reputation <a href="http://uk.waytoblue.com/the-hobbit-vs-the-dark-knight-rises-vs-prometheus-trailer-buzz-showdown"><em>Way to Blue</em></a><em>, </em>si disputata non tanto (o non solo) con i Vendicatori ma con due altri concorrenti di rilevo quali il prossimo film di <strong>Peter Jackson</strong> e quello di <strong>Ridley Scott</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-3244" title="avengers" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/avengers-1024x783.jpg" alt="" width="595" height="455" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-3175"></span></p>
<p>In realtà, all&#8217;uscita della clip di <em>Batman</em>, noi <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=3104">vi abbiamo parlato</a> della competizione con <em>The Avengers</em>, data l&#8217;immediatezza del paragone effettuabile sui<strong> download da iTunes</strong> nella prima giornata di pubblicazione: record di un milione di visualizzazioni stabilito già da allora dal primo trailer dei <em>Vendicatori</em>, e contro-record di un milione e due conquistato da quello dell&#8217;<em>Uomo Pipistrello</em>. La<strong> battaglia del 2012</strong> però <strong>non si combatte solo tra cinecomics</strong> o tra supereroi provenienti dagli universi<strong> Marvel e DC</strong>. Ci sono altri titoli che rientrano a pieno diritto nel novero dei &#8220;most anticipated&#8221; del 2012, tra cui appunto il ritorno di <strong>Jackson</strong> a <strong>Tolkien</strong> con <a href="http://www.screenweek.it/film/2494-The-Hobbit-An-Unexpected-Journey"><em>Lo Hobbit &#8211; Un viaggio Inatteso</em></a> e quello di<strong> Ridley Scott</strong> alla fantascienza con il possibile prequel di Alien, <a href="http://www.screenweek.it/film/22553-Prometheus"><em>Prometheus</em></a>.</p>
<div id="attachment_3178" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><img class="size-full wp-image-3178" title="buzz dark knight hobbit grafico 1" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/buzz-dark-knight-hobbit-grafico-1.jpg" alt="" width="580" height="331" /><p class="wp-caption-text">grafico 1 - fonte: Way to Blue</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>A tirare le somme è stata appunto <a href="http://uk.waytoblue.com/the-hobbit-vs-the-dark-knight-rises-vs-prometheus-trailer-buzz-showdown"><em>Way to Blue</em></a>, che ha analizzato l&#8217;eco suscitato online dai materiali promozionali di questi tre titoli cinematografici. Nello specifico, il periodo preso in considerazione va <strong>da inizio dicembre a inizio gennaio</strong> e, come mostra l&#8217;<strong>infografica</strong>, presenta un picco nei <strong>giorni pre-natalizi</strong> in corrispondenza delle <em>release</em> dei trailer e materiali vari. Il primo evidente risultato della ricerca, è la <strong>netta prevalenza del film <em>Lo Hobbit</em></strong>, che distacca anche il <em>Cavaliere Oscuro</em> nonostante la popolarità del franchise, più recente rispetto a quello del<em><strong> Signore degli Anelli</strong></em>. Il fantasy di <strong>Jackson</strong> deve però essere rimasto nel cuore, soprattutto degli utenti del web e dei social media, tanto da far guadagnare al suo &#8220;erede&#8221; il podio per quanto riguarda il numero di post (grafico 1) e la condivisione su Twitter (grafico 2). Meno rilevante invece il vantaggio guadagnato in termini di citazione nei blog, nelle news e nei forum (grafico 3), dove <em>Lo Hobbit</em> ha solo tre punti percentuali in più rispetto a <em>Il Cavaliere Oscuro &#8211; Il Ritorno</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_3179" class="wp-caption aligncenter" style="width: 589px"><img class="size-full wp-image-3179" title="shareoftweets-dark knight grafico2" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/shareoftweets-dark-knight-grafico2.jpg" alt="" width="579" height="230" /><p class="wp-caption-text">grafico 2 - fonte: Way to Blue</p></div>
<div id="attachment_3180" class="wp-caption aligncenter" style="width: 589px"><img class="size-full wp-image-3180" title="share buzz dark knight hobbit grafico 3" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/share-buzz-dark-knight-hobbit-grafico-3.jpg" alt="" width="579" height="241" /><p class="wp-caption-text">grafico 3 - fonte: Way to Blue</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Prometheus</em></strong> si riprende un po&#8217; giusto per quel che riguarda i temi e i personaggi più ricorrenti, in cui spicca <strong>Alien</strong> (grafico 4), forse proprio per la difficoltà di determinare l&#8217;esatta parentela del nuovo film con il classico sci-fi di <strong>Ridley Scott</strong>. Seguono <strong>Bane</strong> e <strong>Bilbo Baggins</strong>. Per quanto riguarda i <strong>registi</strong> (grafico 5), <strong>Peter Jackson</strong> non conoscere rivali, per quanto il trend generato dai tweet su<strong> Christopher Nolan</strong> presenti più picchi di minore intensità, indicando forse una maggior costanza nelle conversazioni sul <strong>social network</strong>.</p>
<div id="attachment_3181" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><img class="size-full wp-image-3181" title="buzz dark knight hobbitcparole chiave grafico 4" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/buzz-dark-knight-hobbitcparole-chiave-grafico-4.jpg" alt="" width="580" height="334" /><p class="wp-caption-text">grafico 4 - fonte: Way to Blue</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_3182" class="wp-caption aligncenter" style="width: 591px"><img class="size-full wp-image-3182" title="shareoftweets-dark knight director" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/shareoftweets-dark-knight-director.jpg" alt="" width="581" height="332" /><p class="wp-caption-text">grafico 5 - fonte: Way to Blue</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riusciranno i due rivali de <em>Lo Hobbit</em> a rimontare nelle classifiche di popolarità? E non manca qualche concorrente di un certo rilievo all&#8217;analisi? <a href="http://www.screenweek.it/film/25300-The-Hunger-Games"><em>The Hunger Games</em></a> è alle porte, mentre<em> The Avengers</em> ha già mandato in delirio il web per due volte, l&#8217;ultima con appena 13 secondi e nessuna novità di rilievo nel trailer. La sfida è aperta, voi cosa ne pensate?</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Cinema, il Mibac opta per una &#8220;pausa di approfondimento&#8221; sulla liberalizzazione dei multisala.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/cinema-il-mibac-opta-per-una-pausa-di-approfondimento-sulla-liberalizzazione-dei-multisala-3242</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 18:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3242</guid>
		<description><![CDATA[Le controversie immediatamente suscitate dalla norma hanno convinto Ornaghi a stralciare dal decreto sulle semplificazioni la misura che prevedeva l'annullamento dell'approvazione del Mibac per l'apertura di nuove sale fino a 3000 posti (cioè, sostanzialmente, di nuovi multisala). ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di <strong>cinema</strong>, e di <strong>esercizio</strong> in particolare, si parla sempre come un settore in difficoltà, reso instabile non solo dal frangente economico ma anche da alcune costanti criticità strutturali come la progressiva scomparsa delle<strong> sale urbane</strong>, aggravata negli ultimi tempi anche dalla lentezza nella <strong>conversione al digitale</strong>. Per questo motivo è circa da un anno che l&#8217;attenzione di tutte le categorie di settore si è spostata proprio su questo anello della filiera e, in particolare, su quei cinema monosala o comunque con pochi schermi collocati all&#8217;interno delle città, più in crisi degli altri ma anche più adatti a intercettare quel tipo di pubblico maggiormente interessato al prodotto italiano e di qualità. Il fronte tuttavia ha subito qualche scossone in questi giorni, quando a cambiare le carte in tavola sono intervenute tra capo e collo le <strong>liberalizzazioni</strong>. Nel nuovo <strong>decreto del Governo</strong> in materia di <strong>semplificazioni</strong>, era comparsa infatti anche una norma che<strong> aboliva la necessità dell&#8217;approvazione del ministero dei Beni Culturali</strong> per l&#8217;<strong>apertura di nuovi cinema fino a 3000 posti</strong>, fatte salve le altre autorizzazioni di tipo tecnico e urbanistico, come il nulla osta rilasciato dai vigili del fuoco.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2807" title="sala2" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/11/sala2.jpg" alt="" width="468" height="334" /></p>
<p><span id="more-3242"></span> Immediate sono state le reazioni di diverse realtà associative. L&#8217;<strong>Agis</strong> ha espresso subito forte preoccupazione, cogliendo l&#8217;occasione anche per tornare a parlare di <strong>FUS</strong> ed <strong>Enpals</strong>, raccogliendo tr a l&#8217;altro dal titolare del Mibac, <strong>Lorenzo Ornaghi</strong>, la conferma dei finanziamenti al <strong>Fondo Unico per lo Spettacolo</strong> nel <strong>triennio 2012-2014</strong> con<strong> 411 milioni di euro</strong>, nonché un&#8217;apertura sul possibile aumento degli sgravi fiscali al settore. Per quanto riguarda l&#8217;ente previdenziale dello spettacolo, già accorpato all&#8217;Inps dal decreto &#8216;Salva Italia&#8217;, l&#8217;Agis ha chiesto di entrare a far parte del nuovo Consiglio di indirizzo e vigilanza che si sostituirà a quello dell&#8217;Enpals, anche per garantire l&#8217;utilizzo delle risorse &#8220;ereditate&#8221; dal precedente organismo a favore dei lavoratori della categoria.</p>
<p>Tornando alle <strong>liberalizzazioni</strong>, ancora più netta è stata la posizione del presidente dell&#8217;<strong>Anec</strong>, <strong>Lionello Cerri</strong>, contro una misura che <em>&#8220;invece di favorire la concorrenza&#8221;</em> secondo gli esercenti avrebbe finito per bloccare <em>&#8220;lo sviluppo armonico del settore&#8221;</em>, reiterando quelle posizioni di vantaggio e svantaggio già esistenti e, come visto negli ultimi anni, nocive anche per la diffusione del cinema di qualità. Favorevoli invece i <strong>distributori</strong>, la cui posizione è stata chiarita dal neo-presidente della categoria presso l&#8217;<strong>Anica</strong>, <strong>Richard Borg</strong>, convinto dell&#8217;utilità del provvedimento per incentivare gli investimenti e favorire la crescita del settore.<em> &#8220;Ritengo che non ci sia nessun collegamento diretto tra la costruzione di una multisala da tremila posti e la chiusura dei cinema di città&#8221;</em>, ha dichiarato <strong>Borg</strong> (<a href="http://www.asca.it/news-Cinema__Borg_%28ANICA%29__difesa_sale_di_citta__si_fa_migliorando_strutture-1120375-FOT.html" target="_blank"><em>Asca</em></a>), aggiungendo che la difesa delle sale urbane non deve essere perseguita bloccando il mercato ma migliorando le strutture con incentivi per lo <em>&#8220;sviluppo, la trasformazione e quindi il mantenimento delle sale cinematografiche attualmente più deboli&#8221;</em>. Ugualmente favorevole anche l&#8217;associazione degli <strong>esercenti multiple</strong>x, l&#8217;<strong>Anem</strong>, il cui presidente <strong>Carlo Bernaschi</strong> ha definito <em>&#8220;miope, fuori luogo e non imprenditoriale&#8221;</em> la scelta di schierarsi contro le liberalizzazioni, una misura in grado di favorire il recupero di spettatori con sale nuove e più moderne.</p>
<p>Le controversie immediatamente suscitate dalla norma hanno però convinto <strong>Ornaghi</strong> a <strong>stralciarla dal testo approvato dal Cdm</strong>: oggi è arrivata dal <strong>Mibac</strong> la conferma che <strong>i cinema sono stati esclusi dal decreto sulle semplificazioni</strong>, in quello che però è stato dipinto non come uno stop definitivo, bensì come una <em>&#8220;pausa di approfondimento&#8221;</em> per ascoltare le diverse istanze e pervenire a una loro composizione nell&#8217;interesse dell&#8217;intero settore cinematografico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Comunicati/visualizza_asset.html_965065858.html" target="_blank">Mibac</a>, <a href="http://news.cinecitta.com/news.asp?id=36899" target="_blank">Cinecittà News</a>, <a href="http://www.asca.it/news-Cinema__Borg_%28ANICA%29__difesa_sale_di_citta__si_fa_migliorando_strutture-1120375-FOT.html" target="_blank">Asca</a></p>
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		<title>La nuova Mostra di Venezia: meno titoli, niente sezione italo-centrica e un mercato &#8220;light&#8221;. Protestano i 100 Autori.</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 14:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Barbera]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale College]]></category>
		<category><![CDATA[Controcampo Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Light Market]]></category>
		<category><![CDATA[Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiude Controcampo Italiano, non più di 20 film in concorso e un potenziamento delle strutture dell'Industry Office per ampliare la visione dei film non in programma proposti dai venditori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo di tagli e di rinnovamento anche alla <strong>Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia</strong>, che per la sua <strong>69esima edizione</strong> (29 agosto-8 settembre 2012) proporrà un <strong>programma più snello</strong>, con meno sezioni e meno concorrenti, ma anche un l<strong>aboratorio per filmmaker</strong> e un <strong>mercato</strong>, ma in versione &#8220;light&#8221;.  Questo il nuovo &#8220;look&#8221; del festival varato ieri dal Cda della <strong>Biennale</strong>, presieduto dal &#8220;rinnovato&#8221; <strong>Paolo Baratta</strong> e in linea con quanto già anticipato nelle ultime dichiarazioni del neo-direttore artistico <strong>Alberto Barbera</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3240" title="Mostra-del-cinema-di-Venezia" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/Mostra-del-cinema-di-Venezia.jpg" alt="" width="478" height="366" /><br />
<span id="more-3239"></span><br />
<br/>Partiamo dalle novità della selezione ufficiale: nell&#8217;ottica di razionalizzare la programmazione dei titoli nelle diverse sale e consentirne un miglior apprezzamento (l&#8217;anno scorso in effetti è stata innegabile una certa confusione da sovraffollamento), la <strong>Biennale</strong> ha stabilito un <strong>limite</strong> certo per i <strong>film in concorso</strong>, che potranno essere 20 al massimo, e per il <strong>Fuori Concorso</strong>, che non ne potrà accogliere più di 11. Resta la sezione <strong>Orizzonti</strong>, dedicata alle cinematografie meno conosciute, alla sperimentazione e ai nuovi cineasti, mentre sparisce <strong>Controcampo Italiano</strong>, giovane sezione dedicata esclusivamente alle produzioni nostrane. Rimangono anche i cortometraggi, che faranno ancora una volta parte di <strong>Orizzonti</strong>, mentre nessuna modifica è prevista per le sezioni parallele della <strong>Settimana Internazionale della Critica</strong> e delle <strong>Giornate degli Autori</strong>. Ma sulla decisione di eliminare <strong>Controcampo Italiano</strong> sono già intervenuti i <strong>100Autori</strong>, che per voce di <strong>Andrea Purgatori</strong>, si sono detti pronti ad andare oltre a una presa di posizione formale. La mossa è stata invece apprezzata dal presidente dell&#8217;<strong>Anica</strong>, <strong>Riccardo Tozzi</strong>, favorevole allo snellimento, così come dal produttore <strong>Angelo Barbagallo, </strong>seppur con qualche preoccupazione per la visibilità del cinema del nostro Paese.</p>
<p><br/><br />
Per quanto riguarda il<strong> lato formativo</strong>, la <strong>Biennale</strong> ha reso noto l&#8217;obiettivo di creare, a latere della Mostra, un <strong>laboratorio</strong> dedicato alla <strong>produzione di opere low budget</strong> e aperto ai giovani di tutto il mondo, con il compito di realizzare alla fine del corso, della durata di un anno, tre opere audiovisive di lunga durata. La scelta dei <strong>film micro e low budget</strong> è dovuta anche alla volontà di rilanciare la ricerca su un tipo di cinema particolarmente adatto a rispondere alle sfide della crisi economica globale, ma il progetto complessivo è di respiro ben più ampio: l&#8217;intenzione, infatti, è quella di costituire un <strong>Biennale College</strong>, volto a rispondere al vulnus nel campo della formazione e ad avviare un programma di attività permanenti “oltre la Mostra”.<br />
<br/><br />
La novità più discussa e attesa riguarda tuttavia il <strong>mercato</strong>: un punto su cui i festival di cinema italiani si sono dimostrati finora carenti rispetto ad altre kermesse come Berlino e Cannes, ma che costituiva anche per questo uno degli elementi di forza della manifestazione capitolina, soprattutto nel suo rapporto nemmeno troppo velatamente conflittuale con il Lido. Quello annunciato ieri è pero un <strong>Light Market</strong>, pensato per dare impulso all’<strong>Industry Office</strong> e per rispondere alle esigenze delle categorie di settore. L&#8217;obiettivo è creare una struttura sempre più solida e appetibile per i professionisti di tutto il mondo, e per farlo il primo step sarà accrescere la possibilità dei <strong>compratori</strong> di <strong>visionare e acquistare i film</strong> che i venditori proporranno in aggiunta a quelli già presenti nel programma della Mostra.<br />
<br/></p>
<p>Si preannunciano infine altri cantieri: la <strong>Biennale</strong> specifica che sono in corso incontri con le istituzioni pubbliche per definire il programma della riqualificazione dell’area della Mostra. Per <strong>Venezia</strong> sarà dunque un altro anno di <strong>lavori in corso</strong>, in tutti i sensi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.labiennale.org/it/cinema/news/02-02.html?back=true" target="_blank">Biennale di Venezia</a>, <a href="http://news.cinecitta.com/news.asp?id=36925&amp;lang=0" target="_blank">Cinecittà News</a></p>
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		<title>Sei emendamenti bloccano Fava: stop al SOPA all&#8217;italiana.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 12:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[Legge Comunitaria 2011]]></category>
		<category><![CDATA[SOPA]]></category>

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		<description><![CDATA[Sei forze politiche intervengono trasversalmente per archiviare il tentativo di mano pesante contro la pirateria introdotto dalla Lega nella Legge Comunitaria 2011.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se negli <strong>Stati Uniti</strong> il fronte <strong>anti-SOPA</strong> ha ottenuto una temporanea vittoria con l&#8217;ulteriore rinvio della discussione sul nuovo disegno di legge contro la pirateria, anche in Italia si è infine dissolto lo spettro di una normativa altrettanto rigida e contestata in materia di <strong>copyright in Rete</strong>. Si tratta della norma introdotta dal deputato della Lega <strong>Giovanni Fava</strong> all&#8217;interno della <strong>Legge Comunitaria 2011</strong>, che avrebbe consentito &#8220;a qualunque soggetto interessato&#8221; di agire presso i provider per ottenere la rimozione dei contenuti ritenuti illeciti.</p>
<p><span id="more-3237"></span>Secondo i suoi detrattori, tale previsione avrebbe anche finito per imporre ai fornitori del servizio di monitorare costantemente in via preventiva le attività dei propri utenti bloccando i contenuti a rischio, pena il concorso di colpa nella <strong>violazione della proprietà intellettuale</strong>. Cioè esattamente quello contro cui <strong>Google</strong> e altri soggetti si stanno battendo strenuamente negli Stati Uniti, sia per l&#8217;eccesivo onere economico comportato dall&#8217;obbligo, sia per le sue chiare derive di ordine censorio. L&#8217;emendamento <strong>Fava</strong>, ribattezzato immediatamente sia &#8220;<strong>SOPA italiano</strong>&#8221; che &#8220;<strong>bavaglio al web</strong>&#8220;, sarebbe stato inoltre capace di colpire qualsiasi sito, dalle testate giornalistiche ai social network come<strong> Facebook e Twitter</strong>. La norma è però caduta sotto i colpi di altri<strong> sei emendamenti</strong>, praticamente tutti identici e più che bipartisan, presentati da Pdl, Idv, Fli, Apli, Pd e Udc. Il risultato sono stati 365 voti a favore, 57 contrari e 14 astensioni, che per ora archiviano l&#8217;ultimo tentativo di imporre la linea dura contro la pirateria.</p>
<p>Di segno opposto, ovviamente, la reazione dei sostenitori del provvedimento. Come riportato da <a href="http://www.primaonline.it/2012/02/02/101161/internet-confindustria-cultura-no-proposta-fava-occasione-persa/"><em>Prima Comunicazione</em></a>, ha parlato di &#8220;occasione persa&#8221; il presidente di<strong> Confindustria Cultura Italia</strong>, <strong>Marco Polillo</strong>, secondo cui la normativa europea non ritiene responsabili i siti o i service provider se i contenuti illeciti sono pubblicati a loro insaputa, e l&#8217;emendamento <strong>Fava</strong> avrebbe proposto semplicemente <em>&#8220;di tornare a una reale insaputa&#8221;</em>, piuttosto che presumere la loro estraneità ai fatti fino alla notifica delle autorità preposte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/politica/12_gennaio_23/nofava-sopa_f28bd024-45b4-11e1-9389-b1111b488a17.shtml?fr=correlati" target="_blank">Corriere.it</a>, <a href="http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_145863,00.html" target="_blank">B2B24.it</a>, <a href="http://www.primaonline.it/2012/02/02/101161/internet-confindustria-cultura-no-proposta-fava-occasione-persa/" target="_blank">Prima Comunicazione</a></p>
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