Archivio per la categoria ‘Webmarketing’

feb
24
2011
0

Web’s Power: Manuale d’Amore 3

Domani arriverà nelle sale italiane il terzo capitolo di una saga nostrana molto redditizia, quello di Manuale d’Amore creata da Giovanni Veronesi e nel nostro appuntamente di Web’s Power non potevamo non parlarne.

Il film arriva dopo una serie di commedie italiane che hanno avuto un enorme successo, tanto da mantenere la testa della classifica ormai da mesi: Benvenuti al Sud (30 milioni di euro), Maschi contro Femmine (13.6 M), Natale in Sudafrica (18.6 M), La Banda dei Babbi Natale (21.5 M), Che Bella Giornata (43.3 M), Qualunquemente (15.7 M*), Immaturi (14.3 M*) e Femmine contro Maschi (10.1 M*) (* = dati parziali).

Riuscirà Manuale d’Amore 3 a non guastare la festa e a tenere alto l’onore della commedia italiana? In questo weekend non ci sono dubbi, ma cominciamo a vedere la base di partenza della pellicola.

Manuale d’Amore nel marzo 2005 esordì con un buon 2.783.000 euro, in linea con le previsioni che non parlavano di incassi eccezionali. Invece film tenne benissimo e ottenne ben 14.018.000 euro a fine corsa, con un buon moltiplicatore di 5 (5 volte l’incasso d’esordio).

Il secondo capitolo (gennaio 2007) con questi numeri alla base non poteva deludere e grazie anche al cast rimpolpato furbamente con il trio Scamarcio-Bellucci-Volo nel primo weekend incassò la bellezza di 6.2 milioni di euro! La tenuta fu più morbida ma in ogni caso superò quota 19 milioni totali (moltiplicatore di 3).

Le aspettative sono quindi molto alte per questo terzo capitolo. Iniziamo a scoprire insieme quali sono i punti di forza della pellicola sul web e su che cosa si è puntato per la sua campagna promozionale nel nostro paese.
Manuale d'amore 3 Poster Italia 01

  • Cominciamo con presentare qualche cifra significativa riguardante la pellicola:

- Numero di risultati su Google per la voce “Manuale d’Amore 3”: 848mila

- Numero di risultati su Google per la voce “Manuale d’Amore“: 1.18 milioni

- Numero di risultati su Google per la voce “Giovanni Veronesi”: 197mila

- Numero di risultati su Google per la voce “Carlo Verdone”: 423mila

- Numero di risultati su Google per la voce “Monica Bellucci”: 8 milioni

- Video su Youtube per la voce “Manuale d’Amore 2”: 220 video

- Numero visualizzazioni del trailer del film su YouTube: 165mila (solo 1407 sul canale ufficiale Filmauro)

  • Per quanto riguarda i social network ecco i numeri degli account ufficiali della pellicola:

- Account ufficiale Facebook della pellicola: ASSENTE

- Numero di fan della pagina Facebook Filmauro: 471

- Profilo ufficiale Twitter della pellicola e Filmauro: ASSENTI

- Video nel Canale Youtube ufficiale “Filmauro“: 3

- Trailer: 2

- Video e clip ufficiali pubblicati sul sito oltre al trailer: 1

Foto ufficiali pubblicate sul sito: 9

- Altre categorie: STORIA, CAST ARTISTICO E TECNICO, SPONSOR

Manuale Damore 3 Carlo Verdone Foto dal film 1

Il sito ufficiale è di buona fattura, ma non contiene elementi particolari o originali e nemmeno uno stralcio di web 2.0. Incredibile la mancanza di account ufficiali sui più noti social network, nonostante la grande popolarità del marchio “Manuale d’Amore” e dei prodotti Filmauro (Natale in Sudafrica non sarà stato da record, ma ha sfiorato i 20 milioni).

Questi numeri così bassi devono preoccupare? Nemmeno per sogno.

E’ stata sicuramente sufficiente una larghissima e martellante campagna promozionale sui media classici nelle ultime (e solamente) due settimane per garantire un esordio più che dignitoso alla pellicola, che domani godrà di ben 720 sale a disposizione.

Molto importante la presenza durante una delle serate del Festival di Sanremo (venerdì scorso) di Monica Bellucci e Robert DeNiro, una delle coppie della pellicola che hanno scatenato grande attenzione anche da parte del popolo di internet, così ignorato negli scorsi mesi (ad esempio su Twitter i nomi degli attori sono rimasti tra i trend topic per un buon periodo di tempo) accompagnato in seguito da una grandissima pubblicità diretta e indiretta per il film.

Manuale d'amore 3 Robert De Niro Monica Bellucci Foto dal set 5

Nei mesi scorsi la produzione della pellicola sarebbe passata quasi ignorata se non vi avesse partecipato il divo americano Robert DeNiro, a cui è stata data una grandissima attenzione con immagini e video “rubati” dal set e news sempre fresche. DeNiro è l’asso nella manica di questo terzo capitolo, insieme al trio catalizzatore composto da Carlo Verdone, Monica Bellucci e Riccardo Scamarcio (ma Scamarcio attira ancora così tanto?).

Cosa dobbiamo aspettarci quindi in termini di incasso da Manuale d’Amore 3?

Iniziamo con la (quasi) certezza: l’esordio non supererà l’apice raggiunto dal secondo episodio e si assesterà tra i 4 e i 5 milioni di euro (con un’ottima media di 6mila euro per sala arriverebbe poco sopra i 4 milioni).

Per quanto riguarda il totale, per superare la soglia dei 15-16 milioni di euro bisogna avere quella spinta in più che sembra non avere Manuale d’Amore 3 (stesso discorso per Qualunquemente e Immaturi). Credo non supererà i 15 milioni e potrebbe faticare anche a raggiungere anche il risultato del primo episodio, ma aspettiamo almeno il primo weekend per fare previsioni finali più realistiche.

Fonti dei dati: eduesse, screenWEEK, mymovies, facebook, google, youtube.

feb
23
2011
0

World Invasion: Battle Los Angeles e la sua campagna on-line

Battle: Los Angeles di Jonathan Liebesman con Aaron E. EckhartMichelle Rodriguez è uno dei più importanti e attesi kolossal di questa prima parte del 2011.

Il 2011 è stato definito come l’anno degli alieni ad Hollywood, vista l’enorme quantità di film in uscita con “omini verdi” e invasioni extraterrestri: arriveranno infatti Paul (solo una settimana dopo), Super 8, Cowboys and Aliens, Transformers 3, The Darkest Hour, Apollo 18, Area 51, Milo su Marte mentre Sono il numero quattro è già uscito lo scorso fine settimana in Italia e nel mondo.

Come fare a distinguersi dalla massa ed attirare gli spettatori, considerando anche l’elevato costo di produzione stimato in oltre 100 milioni di dollari?

World Invasion Battle Los Angeles poster USA

Ovviamente strutturando un’ottima campagna on-line che va avanti ormai da molti mesi, fin dall’inizio della produzione della pellicola, a cui è associata una campagna virale tra le migliori viste in questo anno.

Su ScrenWEEK stanno seguendo il virale già da tempo (qui un post riassuntivo) il cui scopo principale è quello di creare una solida base di “credibilità storica” e veridicità ad un film che è solamente pura fantascienza.

Il virale è composto dal sito della W.A.T.C.H. (worldwide assessment of threats concerning humankind) strutturato in varie sezioni dove si possono guardare una serie di “mockumentary” creati ad arte come testimonianze storiche di eventi alieni passati o anche assistere a dei notiziari (ce n’è uno anche in italiano) per conoscere le ultime notizie sull’invasione attuale.

C’è anche una mappa interattiva dove scoprire ed analizzare tutte le testimonianze aliene più importanti degli ultimi anni dal 1940 in poi, ma anche un ulteriore sito dove capire e studiare le tecnologie aliene, la loro biologia, il loro linguaggio e le loro armi.

interactivemapbattle2

Un virale che più che approfondire la trama e i personaggi del film vuole creare una base concreta di informazioni per i fan, in modo che possano muoversi agevolmente tra le varie nozioni e andare in sala preparati al meglio (e magari contagiando anche con un po’ del loro entusiasmo amici e parenti).

Per il fan-base tipicamente nerd, che viene attirato come una calamita da questo genere di prodotti, non a caso è stato messo a disposizione anche un videogame on-line con molti livelli a disposizione, utile per capire la gerarchia non solo dei militari ma anche degli alieni (si combattono sempre più grossi e pericolosi).

Al virale è affiancata una campagna promozionale classica che non si risparmia niente: la quantità di poster, video, featurette (qui un bellissimo esempio) e altri materiali è davvero notevole e nonostante il genere sia piuttosto rischioso (non sono molti i film sulle invasioni aliene andati bene al botteghino, ancor meno quelli non facenti parte di un franchise) World Invasion è una delle pellicola più attese di questa primavera.

Interessante come la Columbia Pictures voglia probabilmente sfruttare il fan base di un’altra pellicola simile che ha prodotto tramite la sua Tristar nel 2009, l’acclamato District 9 che incassò 115 milioni di dollari negli USA (210 nel mondo) ottenendo anche 4 candidature agli Oscar tra cui Miglior Film, Sceneggiatura e Montaggio.

Sulla pagina Facebook ufficiale di District 9 (620mila fan), ormai in home video da tempo, il 19 febbraio è stato postato un video di un avvistamento alieno con una navetta molto simile a quella viste nei trailer di World Invasion (segnalazione grazie al sito sonosoloparolesparse). Non venivano fatti aggiornamenti dal settembre scorso, e i fan hanno mangiato subito la foglia che si trattava di qualcosa riguardante il film in uscita: oltre 300 commenti in pochi giorni e quasi 1300 “mi piace”, numeri impressionanti per chi possa credere che una pagina di questo tipo possa essere considerata “morta” e inutilizzabile dopo l’uscita di una pellicola.

Aspettiamoci nuovi aggiornamenti incrociati nelle prossime settimane, che saranno sicuramente cruciali per il virale e la campagna del film.

World Invasion Battle Los Angeles Aaron Eckhart foto dal film

Nelle sale americane World Invasion arriverà l’11 marzo mentre in quelle italiane il 22 aprile, proprio in occasione del weekend pasquale, dove dovrà scontarsi con Cappuccetto Rosso Sangue, Amici amanti e…, Faccio un salto all’Avana, Come l’Acqua per elefanti e Winnie the Pooh.

District 9 nonostante l’enorme successo negli USA e il nome di Peter Jackson come produttore non andò molto bene nel nostro paese: solo 600mila euro all’esordio per un totale di 1.9 milioni. World Invasion è sicuramente più “kolossal” di quanto non lo fosse District 9, e il weekend pasquale e una concorrenza non esagerata (almeno non negli stessi target) sono due fattori che possono aiutare la pellicola a raggiungere un buon risultato.

Fonte: imdb, screenWEEK, boxofficemojo

feb
15
2011
0

Rio e la sua campagna crossmediale

Quando avvenne il passaggio ad internet 2.0 forse si ipotizzava solo lontanamente l’importanza che avrebbe avuto lo strumento nel futuro per promuovere qualsiasi genere di prodotto.

Per quanto riguarda le pellicole cinematografiche ne abbiamo viste di tutti i colori in questo ultimo periodo. Abbiamo imparato a conoscere e capire il concetto di marketing virale nel cinema, abbiamo assistito a modalità di promozioni totalmente originali ed inedite rispetto agli anni precedenti.

Ogni anno la sfida si fa sempre più difficile e non tutti riescono a sfruttare in pieno gli strumenti a disposizione in questo inizio millennio.

Rio Teaser Poster Italia

Sembra aver invece centrato perfettamente il bersaglio la campagna promozionale di Rio, il nuovo film di animazione del Blue Sky Studios. Di proprietà della Fox, il piccolo studio ha prodotto in questi anni una delle saghe di animazione più redditizie di sempre, L’Era Glaciale (quasi 2 miliardi di dollari incassati con 3 sole pellicole).

La Fox con questo nuovo lungometraggio vuole attirare e riportare in sala il fan-base che si è guadagnato negli anni grazie all’Era Glaciale, un gruppo particolarmente nutrito anche nel nostro paese visto che il terzo capitolo della serie ha incassato 30 milioni di euro in Italia.

Per farlo, oltre ad una classica campagna promozionale di un film d’animazione con target bambini e le loro famiglie, ha trovato anche il modo di attirare adolescenti, giovani e adulti nelle sale grazie… ad un videogame.

Ma in questo caso non si tratta del solito videogame creato sullo stampo della pellicola dalla stessa casa di produzione (come ad esempio Tron: Evolution e quelli di Harry Potter) ma di un gioco che è nato in maniera indipendente e ha acquisito in poco tempo una popolarità tale da permettere uno “sfruttamento reciproco”.

Si tratta di Angry Birds (Uccelli Arrabbiati) videogame sviluppato da Rovio Mobile. I giocatori devono usare una fionda per lanciare gli uccellini di colore diverso (ogni colore una funzione diversa) per colpire dei suini verdi (che avevano rubato loro le uova, e per questo sono infuriati).

Si tratta di un videogioco rompicapo, non di un banale sparatutto,e la sua semplicità, la sua intelligenza, e la sua comicità hanno permesso che diventasse un vero e proprio cult in brevissimo tempo.

Rilasciato dalla Apple per iPhone e iPod Touch nel dicembre 2009, il gioco vendette oltre 12 milioni di copie in pochissimi mesi, un successo senza precedenti! La Rovio ovviamente ha iniziato a produrre versioni anche per il sistema Android e Symbian, fino a rilasciarne anche versioni per PC e per Playstation (ad un costo ad esempio di 3.99 euro per la versione HD per iPad).

In totale la stima delle copie vendute su tutte le piattaforme è di circa 50 milioni di copie in un solo anno, è uno dei più grandi successi di sempre nel campo dei videogame.

Con un film in uscita con protagonisti degli uccelli, non si può non essere attirati dalla fama e dal successo di Angry Birds e tra Fox e Rovio è nata una collaborazione che permetterà loro di sfruttare la popolarità dell’altro e di amplificare notevolmente il proprio bacino di utenti.

Rovio infatti ha sviluppato una versione del gioco che uscirà a marzo (un mese prima del film) che si chiama Angry Birds Rio. Nel gioco gli Angry Birds verranno rapiti e portati a Rio de Janeiro, dove dovranno cercare di liberarsi e salvare BluJewel i protagonisti di Rio (qui il post su ScreenWEEK).

Il gioco conterrà 45 livelli iniziali che aumenteranno progressivamente con i successi aggiornamenti. L’applicazione sarà realizzata per smartphone, tablet e praticamente per tutte le altre piattaforme di gioco disponibili.

La Fox ha creato un trailer apposito proprio per promuovere Rio e il video-game, sperando che le decine di milioni di giocatori incalliti di Angry Birds possano poi interessarsi anche al cartoon per andare a vederlo da aprile nelle sale, e quindi puntando su un target non necessariamente fondato su bambini e famiglie, che spera di veder riprodotto sul grande schermo il sarcasmo e la comicità del gioco (e anche de L’era glaciale).

Per rendere il tutto più interessante ha trasmesso uno spot tv da 30 secondi durante il Super Bowl (110 milioni di spettatori americani, l’evento più visto di sempre negli USA) in cui era contenuto un codice che servirà per sbloccare un livello del gioco. Risolvendo il livello segreto ci si sarebbe potuti iscrivere ad uno speciale concorso a premi per Rio.

Un esempio veramente da tenere presente per un successo che appare assicurato. A marzo con le copie vendute del videogame capiremo se l’interesse è ancora vivo nei confronti del gioco (ma pare proprio di sì) e ad aprile vedremo se l’intento di coinvolgere trasversalmente una fascia più ampia di pubblico avrà avuto successo oppure no.

Si tratta di un ottimo esempio di campagna promozionale crossmediale tra cinema, internet, videogame, tv e mobile.

Inoltre la Fox vorrebbe produrre proprio un lungometraggio animato basato su Angry Birds, forse girato in stop-motion. Non è detto che ciò avvenga, visto che per produrre un film di questo genere ci vogliono anni, e non è detto che l’interesse verso il fenomeno Angry Birds possa rimanere immutato per così tanto tempo (con la stessa rapidità con cui è esploso questi instant games possono crollare).

Resta il fatto che la collaborazione tra Rio e il gioco è avvenuto proprio all’apice della sua popolarità. Certo, la Fox sta puntando molto se non addirittura tutto su questo: basta andare sul sito principale del film per constatare che nella home page esiste solo il trailer della pellicola e un link al canale ufficiale di Youtube (addirittura assente nella versione italiana) dove c’è lo spot Angry Birds Rio, senza alcun altro tipo di materiale disponibile.

Rischioso? Forse. Ma ne potremo vedere e commentare gli effetti tra poco meno di due mesi.

Il film d’amimazione Rio uscirà nelle sale americane il prossimo 8 aprile mentre in quelle italiane il 15 aprile. Per tutte le news, la gallery e i trailer vi rimando alla scheda del database su ScreenWEEK.

feb
10
2011
0

Web’s Power: Justin Bieber Never say Never

Domani, venerdì 11 febbraio, uscirà in oltre 3000 sale americane Justin Bieber Never say Never, il biopic in 3D sul giovane cantante canadese Justin Bieber (17 anni). Il film mostrerà i luoghi della sua infanzia per scoprire come è iniziata la sua storia, mostrerà il dietro le quinte del My World Tour per finire con l’esibizione sold-out al Madison Square Garden di New York.

Impressionante l’ascesa di Bieber in soli due anni. Una star che al web deve tutto, visto che ha iniziato cantando cover di canzoni r’n'b pubblicate con l’aiuto della madre. Avvicinato in seguito da una piccola casa discografica di Toronto, la Rapid Discovery Media, si è puntato tutto sul mondo digitale per la sua promozione (fondamentali sono stati MySpace e Youtube). Questo gli ha permesso di essere notato da grandi star come Usher, che in seguito l’ha prodotto.

Dopo soli due anni Justin Bieber è un fenomeno mondiale tra i giovanissimi, nonostante una larghissima fetta della popolazione (soprattutto quella italiana) non sa nemmeno chi sia.

Quali sono quindi le potenzialità di questa pellicola e come è stato sfruttato il web, il luogo di nascita del cantante, per promuoverla?

Justin Bieber Never Say Never Poster USA

  • Iniziamo a snocciolare qualche cifra per capire la portata del fenomeno:

- Numero di risultati su Google per la voce “Justin Bieber”: 174 milioni

- Numero di risultati su Google per la voce “Justin Bieber: Never say never“: 12.1 milioni

- Video su Youtube per la voce “Justin Bieber“: 1.25 milioni

- Numero visualizzazioni del video “Justin Bieber – Baby ft. Ludacris“: 458.494.089 (1° posto nella classifica dei video più visti di sempre su Youtube)

  • Per quanto riguarda i social network non sono stati aperti degli account Facebook e Twitter ufficiali della pellicola ma si è puntato tutto sugli account del cantante:

- Numero di fan della pagina FacebookJustin Bieber”: 20.772.751

- Numero di follewers dell’account Twitter@justinbieber“: 7.130.987

Non esistono invece account ufficiali di Bieber in lingua italiana, ma solo account creati dai fan.

- Video e clip ufficiali pubblicati sul sito oltre al trailer: 7

- Foto ufficiali pubblicate sul sito: 9

Campagna virale della pellicola: non è stata strutturata una vera e propria campagna virale in quanto è la base fan ad essere virale per definizione.

Justin Bieber Never say Never Poster Italia

  • Veniamo ora al gradimento della pellicola sui più importanti aggregatori di recensioni on-line (cifre parziali):

- Percentuale di recensioni positive su RottenTomatoes: 61% (11/19), voto medio: 5.8

- Votazione media su Metacritic: 55/100 (6)

- Percentuale di crescita delle ricerche su Imdb negli ultimi giorni: +700%

Leggiamo ora insieme l’utilissima analisi del sito Boxoffice.com, spiegandone prima la metodologia. Il sito analizza il numero di tweet (messaggi su Twitter) riguardanti una pellicola dal lunedì al giovedì precedenti alla sua uscita, filtrandoli per lo spam.

Justin Bieber Never say Never Foto Film 4

Analizzando questo campione rappresentativo della popolazione e il trend di crescita del numero di tweet, si può cercare di capire l’effettivo interesse generale nei confronti della pellicola ed azzardare un previsione di incasso.

Secondo il sito mercoledì i tweet effettivi riguardanti il film hanno riguardato quota 12.989 con un incremento del 32% rispetto al giorno precedenti. La quota di mercato sul totale è decisamente elevata, 40.6% sul totale.
Questi numero tuttavia non devono “spaventare”, infatti mentre prima si pensava che potesse infrangere il record d’esordio ottenuto dal film-concerto Hannah Montana/Miley Cyrus: Best of Both Worlds Concert Tour (che nel 2008 incassò 31.1 milioni di dollari nel suo primo weekend, con una folle media di 45mila dollari per sala) oggi non lo si crede più.

Nonostante un fortissima presenza nei mesi scorsi, l’effetto è paradossalmente sparito in quest’ultima settimana con una delle tenute più basse degli ultimi 18 mesi. Questo significa semplicemente che il cantante ha un enorme seguito su internet che lo segue nella quotidianità, ma al di fuori di questa cerchia ristretta (di ultra giovanissimi) gli spettatori considerano questa pellicola come la scelta peggiore del weekend (si parla di “sindrome da Scott Pilgrim“, dove ad un enorme hype sul web corrisponde uno scarsissimo interesse generale).

Non è un caso che le previsioni di incasso del weekend non sono da record. Eccole:

- Previsione Boxoffice.com: 17 milioni di dollari

- Previsione utenti BoxofficeMojo: 27. 3 milioni di dollari

- Previsione The Hollywood Reporter: 20 milioni dollari

Concludendo possiamo dire che non sempre uno stabile e fedele fanbase è fonte sicura di incassi elevati. A volte il rischio è di concentrarsi troppo su chi si sa già che andrà a vedere la pellicola piuttosto che cercare di conquistare quelli che non la conoscono e a cui non interessa.

Ma il caso è così estremo per Justin Bieber: Never say Never che non è un frutto di un semplice errore di valutazione né dello scarso impegno promozionale. E’ decisamente difficile attirare in sala la popolazione generale a vedere un documentario in 3D su un cantante 17enne con solo due anni di carriera alle spalle.

Nonostante le cifre iniziali possano fare impressioni e confondere, è la classica pellicola in cui la campagna promozionale deve puntare molto sui fan per assicurarsi che loro vadano a vederla, e le analisi preliminari sembrano indicare che avverrà proprio così. Per quanto riguarda la restante fetta della popolazione, solo il boxoffice potrà sentenziare e lo scopriremo nelle prossime settimane (in Italia arriverà il 13 aprile).

Fonte: google, youtube, screenweek, boxofficemojo, boxoffice.com, imdb, metacritic, rottentomatoes

giu
03
2010
0

I primi 5 minuti di Get Him to the Greek

Schermata 2010-06-03 a 19.37.03.png

Universal ha messo online i primi 5 minuti di Get Him to the Greek.

Non è certo la prima volta che vengono messe online clip anche molto lunghe di un film ma in questo caso mi sento di fare la segnalazione anche qui perché l’inizio del film è non solo godibile ma anche emblematico di quanto ormai internet sia presente nel media mix con cui si riassume la caduta del protagonista di un film. Una volta ci sarebbero state solo copertine dei giornali e frammenti di TV, ora è internet a farla da padrona, direttamente o indirettamente, in un montaggio davvero interessante.

swMovieEmbed();

Scritto da Davide Dellacasa in Cinema,Cinema 2.0,Film,Online,Video,Webmarketing

mar
07
2010
0

Le età dei social network

4362158873_1b07d8ede1_o.png

Da chi sono frequentati i maggiori social network?

La distribuzione per età degli utilizzatori dei siti di maggior successo di questi anni è sicuramente un dato utile anche per il marketing cinematografico, anche se poi le dinamiche dei sottoinsiemi che si creano all’interno di questi siti segmentano a loro volta in modo molto netto gli utenti.

Detto questo ecco due rappresentazioni grafiche, riferite al mercato americano, che rendono molto bene l’idea, scegliete quella che vi piace di più. Qui trovate l’articolo completo.

Age-Demographics-On-Social-Networks-Sites.jpg
4362938584_2e49f12faf_o.jpg
mar
04
2010
0

Alice in Internet

Nella mia personale classifica delle campagne di lancio online meglio orchestrate e riuscite degli ultimi anni Alice in Wonderland si è ovviamente guadagnata una posizione di favore e non perché abbiamo avuto l’onore di parteciparci con la sponsorizzazione del nostro blog e con al gestione delle fan page ufficiali del film su Facebook.

La campagna non è stata necessariamente più ricca di altre dal punto di vista di presenze su internet più o meno ufficiali, applicazioni per iPhone o virali ed altro (anche se i live su Ustream sono stati una novità), ma è stata molto ben orchestrata e gestita proprio nel rapporto con i blog cinematografici e non.

Soprattutto la gestione dei materiali ha permesso di generare un crescendo che con la propagazione a cerchi concentrici delle news ha coinvolto davvero tutti, allineando le date di release dei materiali in tutti i paesi, in modo che le esclusive fossero tali in tutti i territori.

Questa gestione ha fatto si che ovunque di parlasse del film. Il rovescio della medaglia, guardandola dal punto di vista del publisher di un sito di cinema, è proprio che sui siti di frontiera, quelli che competono per non lasciarsi sfuggire nemmeno una news, si sia finito per “parlarne troppo di fronte a troppo poco” e come sempre accade è il miglio organo di autocontrollo che abbiamo, “i lettori”, a farcelo notare. A noi è successo nei i commenti a questo post.

Sono convinto che la strategia adottata sia la migliore per arrivare a tutti, ma questa frequenza di sollecitazioni può forse essere eccessiva per gli appassionati, che possono finire per stancarsi. Ed ecco che abbiamo imparato qualcosa di nuovo.

Anche se devo dire che presentare uno alla volta tutti i giocattoli di Toy Story 3 è davvero divertente!

feb
11
2010
0

6 anni di Facebook

Se nel resto del mondo i social media erano al centro dell’attenzione anche fin da prima della sua esplosione, in Italia è stato sicuramente Facebook a dare al fenomeno una rilevanza nel mondo reale, tanto da modificare la quotidianità con cui ci relazioniamo al prossimo.

Nel bene e nel male, con qualche esasperazione che porta a seguire l’ultima moda come se tutto il resto non esistesse più (mentre esisteva prima, esiste ancora e esisterà in forme diverse e forse anche più importanti in futuro), Facebook ha assunto una dimensione significativa anche nel come si promuovono i film.

E’ anche in quest’ottica che ripropongo questi sei anni di Facebook riassunti in un’immagine per Mashable (via infoservi).

facebook-viz-small.jpg

Scritto da Davide Dellacasa in Cinema,Cinema 2.0,Marketing,Webmarketing
Tag:

ott
21
2009
0

Il periodo è talmente hot che le notizie cold si sciolgono prima di arrivare qui

La boiata l’ho scritta nel titolo, a significare che in questi giorni non riesco nemmeno a fare le cold news, ma questa proprio la devo segnalare, giusto per dare un’idea del ritmo di crescita dei social media.

Questo è il Gary Hayes’ Social media Count che ho trovato via Catepol. Da lei trovate altri interessanti dati.

Scritto da Davide Dellacasa in Cold News,Tecnologia,Webmarketing
Tag:

ott
13
2009
0

Paranormal Activity: buzz mktg e social media al potere…

E’ costato appena 15 Mila Dollari più 2 Milioni di dollari di lancio. Ha già quintuplicato l’investimento attraverso medie per schermo faraoniche, mai viste prima. Nell’ultimo weekend ha rubato la scena a Couples Retreat generando un Box Office di $7,9M con soli 160 schermi. Paranormal Activity, che arriverà in Italia tra dicembre e gennaio per la distribuzione di FilmAuro, è indubbiamente uno dei fenomeni più significativi del panormama mondiale attuale.

PA002

Dopo un primo post in cui spiegava come Paramount stesse utillizzando i Social Media, e in particolare Eventful, per aumentare e promuovere la programmazione di PAMashable – The Social Media Guide, a due giorni dall’incredibile exploit,  propone una chiave di lettura interessante su come il Mondo dei Social Network, in particolare Twitter col fenomeno Tweet Your Scream, abbia contribuito in modo determinante al successo milionario dell’ultimo weekend, spostando interamente sul Web una campagna virale che ad esempio in District 9 aveva invece conosciuto un momento chiave di pari importanza nel display fisico dei materiali.

Il connubio totale tra Paranormal Activity e dimensione virtuale, oltre a un’affinità di genere non secondaria, porta a paragonare l’horror “scoperto” da Spielberg, e originariamente acquistato da Paramount per farne un remake, a un autentico mito dell’era industriale contemporanea, Blair Witch Project (1999).

Questa la principale differenza che Catherine Warren di Mashable rileva tra PA e BWP:

“Con Blair-Witch, Internet fu usato meno come uno strumento di direct-marketing e più come un mezzo per generare passaparola sull’origine del film stesso. Il tormentone del “vero/non vero” prima dell’uscita in sala portò flotte di spettatori al cinema e l’eccitazione intorno al fenomeno stesso fu ciò che continuò a portarle dopo l’uscita.
Nel decennio successivo, molti film hanno cercato di ripetere il successo virale di Blair Witch Project ma pochissimi sono stati culturalmente degni di nota. Ora che il successo cresce sarà interessante verificare se il passaparola resisterà al suo stesso flusso e a una distribuzione superiore del film, facendo diventare Paranormal Activity il primo caso di blockbuster lanciato dai Social Media.”

Dalle pagine web dell’Economic Times, Rob Moore, vice Presidente di Paramount, ha sottolineato come dialogare attraverso Facebook e Twitter abbia esaltato nello spettatore un forte senso di partecipazione e coinvolgimento, sfociato in un passaparola contagioso.

paranormal_activity_poster

Sempre Rob Moore, dal sito del Los Angeles Times, spiega la strategia vincente alla base della scelta di abbattere l’offerta del film stimolandone la domanda e innescando un meccanismo di programmazione on demand:

“Nell’era delle 10.000 copie ad uscita, l’idea che lì fuori c’è un film che non puoi vedere ha creato ancora maggiore interesse. E’ il senso di scoperta, di sapere qualcosa che qualcun altro non sa. In un certo senso ti senti parte integrante della scoperta…”

Nel 2000 Blair Witch Project ha incassato in Italia circa 16 Miliardi, risultando la nona pellicola più vista dell’anno e ancora oggi dovrebbe essere il secondo horror più visto dopo The Ring. Insomma, prospettive interessanti per FilmAuro, che ha avuto ottimo fiuto nell’acquisirne i diritti per l’Italia: ma in quale misura sarà possibile importare anche solo una piccola parte dell’esperimento culturale e della strategia vincente adottata oltreoceano?

//