Archivio per la categoria ‘Video’

dic
26
2011
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Web series: arriva anche la maledizione cinese di John Woo.

Lo sguardo di Hollywood volge a Est, e non potrebbe essere altrimenti: sembra che nel 2011 il box office cinese supererà i 2 miliardi di dollari di incasso totale (dati The Wrap), mentre sempre più titoli di richiamo scelgono di imbarcarsi in lunghe campagne promozionali nel continente asiatico. Vedi Mission: Impossible – Protocollo Fantasma, che ha segnato un nuovo record per un film straniero in un mercato già ben servito dalla produzione nazionale come quello indiano. Ma sembra che anche sul web stia spirando sempre più forte il vento d’Oriente.

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dic
13
2011
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Verizon vs. Netflix, ultimi aggiornamenti: possibile offerta d’acquisto da 4,6 miliardi di dollari.

Non si fermano le indiscrezioni intorno al progetto di Verizon, la seconda compagnia telefonica statunitense, di lanciarsi nel mondo dello streaming online con un progetto volto a sbaragliare il principale operatore VOD del momento, vale a dire Netflix. Ieri vi abbiamo parlato della possibilità che Verizon lanci un servizio concorrente fornendosi del brand Redbox, specializzato nel noleggio di film in DVD tramite distributori automatici al costo di un dollaro. Oggi invece nuovi rumors parlano direttamente della possibilità che il colosso della telefonia e di Internet faccia un’offerta per rilevare completamente la compagnia guidata da Reed Hastings.

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dic
06
2011
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Microsoft integra Xbox con Windows Phone e si allea in Italia con Mediaset.

Che Microsoft intendesse rilanciare nella sfida con Apple e Google per la conquista del salotto di casa era ormai chiaro da tempo, e pochi giorni fa il trend aveva trovato conferma nell’intesa stretta con Verizon per rendere fruibili direttamente sulla Xbox 360 una trentina di importanti canali televisivi attraverso la fibra ottica. Oggi, giorno della presentazione  degli update della dashboard e del servizio Xbox Live, risulta ancor più evidente come la console punti ad assicurarsi un ruolo di primo piano nella corsa al mercato della smart tv.

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nov
25
2011
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Anica sulle orme di iTunes. Migliaia di titoli del cinema italiano a breve disponibili in VOD.

L’affermazione anche in Italia del video on demand  non è utopia: presto vedrà la luce un portale interamente dedicato al cinema italiano e sviluppato da Anica, che sarebbe al lavoro sul progetto da mesi. A rivelarcelo, durante la presentazione delle Giornate Professionali di Cinema di Sorrento, è stato lo stesso Lamberto Mancini, Segretario Generale dell’Associazione che riunisce le varie categorie dell’industria cinematografica:

“Siamo impegnati da tempo nella creazione di un portale che possa consentire la distribuzione in modalità VOD del cinema italiano. Abbiamo avuto diverse adesioni e ne stiamo raccogliendo altre, abbiamo già la tecnologia e stiamo affinando il modello di business. Immaginatelo come un negozio, un grande negozio italiano”.

 

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nov
10
2011
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Siae contro tutti: si mobilitano l’Anica, i distributori e i 100 Autori, ma è ancora scontro sulla licenza per pubblicare trailer online.

Continua a suon di botta e risposta quello che ormai quasi tutti hanno ribattezzato “il brutto film”, quello che vede contrapposte la Siae e Internet in materia di trailer e copyright. Oggi l’Espresso ha pubblicato la replica dell’avvocato Fulvio Sarzana, leader del movimento contro la delibera Agcom sul diritto d’autore, secondo cui “YouTube ha già stipulato un accordo con Siae, quindi per tutti i video pubblicati su quella piattaforma è già stata pagata una licenza. Ma se quello stesso video viene ri-pubblicato su un altro sito, i diritti vanno pagati una seconda volta. Insomma, il doppio diritto d’autore”.

 

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nov
09
2011
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Netflix in Europa con MGM, mentre il VOD cresce a ritmo del 35% l’anno

Il crollo di mercato e di utenze non ha affossato il portale di video on demand, che continua a perseguire la propria politica espansionistica verso i lidi europei. Se era già noto il piano di portare il suo servizio di streaming nel Regno Unito e in Irlanda, ora il progetto sembra assumere lineamenti più concreti con l’annuncio di un accordo con la major Metro-Goldwyn-Mayer, pronta a cedere per diversi anni i diritti esclusivi di noleggio online perfino di titoli freschi freschi di distribuzione theatrical.

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nov
07
2011
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E il mondo si chiede: YouTube diventerà una TV?

Decine di canali tematici, con programmi diretti e prodotti da nomi noti dello spettacolo, come il rapper Jay-Z o l’attore Ashton Kutcher: questo quanto promesso a fine ottobre dal noto portale video, per sfidare la tv via cavo e imporsi come il vero broadcaster del futuro. La notizia, postata direttamente sul blog del provider di contenuti audiovisivi posseduto da Google, ha fatto velocemente il giro dei media internazionali, ma l’eco dell’annuncio non si è fermato e il Wall Street Journal ha rilanciato con l’indiscrezione secondo cui YouTube potrebbe fare il grande salto e diventare una vera emittente televisiva, in diretta competizione con colossi dell’entertainment quali Comcast e Time Warner.

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nov
03
2011
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Trailer online: ancora nessuna tregua prossimamente sugli schermi

Continua il braccio di ferro tra la Siae (Società Italiana degli Autori ed Editori) e internet, in particolare i siti che propongono trailer cinematografici e che rischiano di dover pagare 1.800 Euro l’anno solo per le musiche contenute nei video promozionali dei film (ovviamente se coperte da copyright). Ma la cifra potrebbe essere solo indicativa, poiché come già sottolineato da Cineguru, “1.800 Euro sono un acconto su quanto sarà effettivamente dovuto a fine anno, e il conto finale sarà fatto in proporzione al fatturato pubblicitario del sito”. Peggio ancora, il contributo ora richiesto dalla Società sarebbe addirittura retroattivo.

 

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ott
31
2011
4

Il ritorno della SIAE – Lo Zombie che voleva tassare il web

In questi giorni su internet è facile imbattersi nel trailer di un brutto film, che si trascina dietro un pessimo passaparola. Da quel che si intende la trama della pellicola, è più o meno la seguente. La SIAE ha deciso di imporre ai siti internet una licenza che li obbligherebbe a pagare un minimo di 1.800 Euro l’anno per pubblicare sulle proprie pagine fino a 30 trailer al mese, anche nel caso in cui questi trailer siano “embeddati” (ovvero “incastonati”) a partire da un sito che a sua volta paga la licenza per lo stesso motivo.

La questione dal punto di vista giuridico è parecchio intricata, tanto che anche molti addetti ai lavori delle produzioni e distribuzioni e dei loro uffici stampa non hanno ben chiaro che diritti venga a rivendicare la SIAE sui loro messaggi pubblicitari e a quale titolo, e nemmeno che loro stessi pagano una licenza per poter mettere i video sui loro stessi siti istituzionali.

L’intrico nasce dal fatto che al contrario di quanto hanno scritto molti non c’è alcuna legge che imponga una tassa sui trailer su internet. C’è, invece, la precisa volontà della SIAE di proseguire lungo una strada che percorre da tempo, ovvero quella di tentare di risanare i suoi disastrosi bilanci invadendo ogni ambito in cui la presenza di musica offra il minimo appiglio per estendere la sua influenza e, soprattutto, le sue pretese economiche.

Questo ulteriore tentativo di estensione, che ci auguriamo venga stroncato sul nascere per decine di motivi che ne rendono molto labili le basi, apre però spazio ad uno scenario molto più inquietante, che culmina con l’imposizione di quella che finirebbe col diventare una tassa su tutti i siti internet.

Molti hanno puntato l’attenzione sui 450 Euro a trimestre (1.800 Euro l’anno) richiesti per pubblicare fino a 30 trailer, dimenticando di evidenziare che fino a 30 trailer vuol dire che basta pubblicarne uno per dover pagare il balzello. Inoltre i 1.800 Euro mensili sono un acconto su quanto sarà effettivamente dovuto a fine anno, e il conto finale sarà fatto in proporzione al fatturato pubblicitario del sito.

Prendiamo quindi il caso di un sito con milioni di pagine fitte di testo (che sappiamo bene essere l’unico e solo fattore in grado di portare davvero traffico ad un sito internet), che magari fatturi svariati fantastilioni di Euro grazie ai miliardi di impression che produce. Ecco se per caso si dovessero sbagliare e pubblicare un trailer, oppure se un trailer dovesse arrivare loro sotto forma di pubblicità o, chissà, se qualche utente potesse inserirne uno nei commenti o in un forum, ecco che quel sito dovrebbe pagare chissà quanti Euro per la licenza SIAE.

All’opposto un ragazzino con il suo blog personale, che magari non frequentano nemmeno i suoi amici e con cui lui non tira su nemmeno i soldi per una pizza grazie a Google AdSense, potrebbe, solo per aver pubblicato un trailer, magari uno di quelli con una paio di secondi di musica soltanto, scoprirsi in debito con la SIAE al minimo, appunto di 1.800 Euro.

Attenzione poi ad un’aspetto importante. Oggi l’attenzione è puntata sui trailer, cioè su prodotti pubblicitari derivati da un film che qualcuno con un notevole conflitto di interessi in proposito ha arbitrariamente deciso essere degni di tutela tanto quanto il film da cui derivano. Però in questi ultimi anni, grazie alla facilità di circolazione dei video su internet, abbiamo assistito ad un fiorire e moltiplicarsi di trailer di ogni tipo, dedicati ai videogiochi, alle serie tv, agli pneumatici, alla pasta e fino anche al prodotto meno cinematografico di sempre, il libro, con booktrailer che hanno fatto discutere in più di un occasione.

Gli effetti di quella che verrebbe ad essere una vera e propria tassa su internet tutta, ma solo per gli operatori professionali e non del settore in Italia, sarebbero ovviamente devastanti. Intanto perché si tratterebbe di un’invenzione tutta italiana, che creerebbe un ulteriore svantaggio competitivo per le nostre aziende del settore (che già hanno a che fare con uno dei paesi più arretrati in merito), ma anche perché finirebbe per avere ricadute su tutta una serie di settori correlati, come ad esempio quello della produzione di video stessi e alla fin fine, direttamente o indirettamente anche sugli autori stessi che SIAE teoricamente tutela. Bisogna considerare infatti che il cinema (e quindi la SIAE stessa che, non dimentichiamolo, su ogni biglietto venduto e ogni DVD acquistato) vedrebbe drasticamente ridimensionata una delle sue leve promozionali non solo più importanti, ma anche assolutamente gratuita.

In rete si sentono ogni genere di proteste e proposte, a cominciare da chi ha tolto i trailer a chi invece propone di pubblicarli muti, e l’occasione offre più di uno spunto per chi giustamente invita a riflettere sul ruolo della SIAE e sulle ragioni per cui pretende denari che poi redistribuisce (quando lo fa) con criteri incomprensibili alla gran parte degli autori stessi che dovrebbe rappresentare.

L’augurio, proprio per questo, è che la riflessione si allarghi ben oltre l’ambito dei trailer cinematografici su internet e offra l’occasione, in un momento di crisi globale, per spazzare via le zavorre che per tutelare gli interessi di alcuni morti viventi, tengono a terra i sogni e le aspirazioni di un’intera generazione che grazie ad internet e all’economia che ne deriva avrebbe l’occasione, come in altri paesi, di prendere finalmente il volo.

All’opposto il volo lo prenderemo tutti, ma per andare a lavorare altrove.

ott
27
2011
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Crollo Netflix: questione di prezzi o di diritti?

Com’era prevedibile, non è bastata la notizia dei progetti di espansione verso Gran Bretagna e Irlanda a salvare Netflix dalla scure degli analisti. A inizio settimana, la compagnia californiana che si occupa di video on demand via streaming e di noleggio DVD e Blu-ray per corrispondenza, ha presentato ai mercati una trimestrale in cui emergono tutti gli errori di gestione dell’ultimo periodo. I cali sono stati ingenti, sia in termini di valore finanziario che di utenza: sono 800 mila gli iscritti persi tra luglio e settembre nei soli Stati Uniti (il servizio è operativo anche in Canada e America Latina), più di 210 mila rispetto alle aspettative del board.

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