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	<title>CineGuru &#187; Video</title>
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	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
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		<title>Video online: Facebook batte Twitter nello share, gli utenti mobile più &#8220;fedeli&#8221; di quelli tradizionali [Infographic]</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/video-online-facebook-batte-twitter-nello-share-gli-utenti-mobile-piu-fedeli-di-quelli-tradizionali-infographic-3223</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 10:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli utenti che fruiscono i video tramite device di tipo mobile sono più "pazienti" e usano prevalentemente iPhone. Negli USA, per ogni video condiviso su Twitter ci sono 8 share su Facebook, in Italia 17. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>YouTube</strong> mantiene ben saldo il proprio primato nella fruizione di <strong>video online</strong>. Secondo le ultime stime, rivelate da <a href="http://www.reuters.com/article/2012/01/23/us-google-youtube-idUSTRE80M0TS20120123"><em>Reuters</em></a>, l&#8217;ammontare delle sue<strong> visualizzazioni mensili</strong> avrebbe superato quota <strong>4 miliardi</strong>, in crescita del 25% negli ultimi otto mesi. <strong>60</strong> sono invece le <strong>ore di upload al minuto</strong>, in decisa crescita rispetto alle 48 dichiarate lo scorso maggio. Merito in parte dei contenuti originali che il portale di <strong>Google</strong> ha cominciato a produrre anche in partnership con personaggi chiave dello showbiz, quali <strong>Madonna</strong> e <strong>Jay-Z</strong>, per competere con i grandi network statunitensi. Per ammissione dello stesso sito, gran parte dell&#8217;incremento si deve tuttavia allo sforzo sostenuto per diffondersi su varie piattaforme come <strong>smartphone e tablet</strong>. Quanto influiscono i <strong>dispositivi mobili</strong> sul <strong>consumo di video online</strong>? Vi proponiamo un&#8217;<strong>infografica</strong> elaborata a proposito dall&#8217;host di web video <a href="http://wistia.com/blog/movies-on-the-move-video-engagement-on-desktops-vs-mobile-devices-infographic/"><strong>WISTIA</strong></a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3226" title="mobileinfographic 1" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/mobileinfographic-1.jpg" alt="" width="580" height="544" /></p>
<p><span id="more-3223"></span></p>
<p>Basandosi sul report trimestrale di <strong>Ooyala</strong>, che prende in considerazione il comportamento di più di <strong>100 milioni di visitatori unici</strong>, l&#8217;infographic mostra prima di tutto come gli utenti che fruiscono i video tramite device di tipo mobile siano <strong>più &#8220;pazienti&#8221;</strong>, nel senso che portano a  termine la visione di almeno 3/4 di un video in misura addirittura doppia rispetto ai classici<em> desktop viewers</em>. La leadership dei dispositivi mobili utilizzati per la visione online va agli <strong>iPhone</strong>, con una fetta di ben il 71,8%, seguiti da quelli <strong>Android</strong> con un distacco di più di 50 punti percentuali.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3227" title="mobileinfographic 2" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/mobileinfographic-2.jpg" alt="" width="580" height="997" /><br />
A conferma dalla prima tendenza mostrata dai grafici, emerge inoltre che i <strong>tablet</strong> si prestano alle <strong>visualizzazioni di 10 minuti o più</strong> di web video, mentre al computer prevale un uso molto più rapido e frammentario che non arriva nemmeno a un minuto. La situazione appare invece più equilibrata per quanto riguarda i telefonini. Allo stesso modo, la percentuale di spettatori realizzati sui diversi dispositivi cambia a seconda che si parli di video guardati quasi fino alla fine o per la porzione minima di un quarto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3228" title="mobileinfographic 3" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/mobileinfographic-3.jpg" alt="" width="580" height="743" /></p>
<p>Interessante infine il confronto tra la potenza di <strong>Twitter e Facebook</strong> nel <strong>video sharing</strong>, dove i cinguettii appaiono sconfitti tanto nel Nord America quanto in molti Paesi europei e asiatici, eccezion fatta per il Giappone. Negli <strong>USA</strong>, il rapporto tra lo share via Twitter e via Facebook e di <strong>1 a 8</strong>, in Italia raggiunge la proporzione quasi record (seconda solo a Taiwan) di 1 a 17.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3229" title="mobileinfographic 4" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/mobileinfographic-4.jpg" alt="" width="580" height="461" /><br />
Chi realizza video per il web è perciò avvertito: pensare in anticipo al canale prediletto su cui si desidera che avvenga la fruizione e in generale ottimizzare i contenuti anche per i dispositivi mobili.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>2 miliardi di ore di streaming negli ultimi 3 mesi: Netflix scala la classifica dei network più visti negli USA?</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 14:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[La società di Los Gatos ha diffuso in un comunicato stampa i dati riguardo al traffico streaming dell'ultimo trimestre del 2011, risultato pari a 2 miliardi ore tra film e serie tv. Un risultato che, secondo gli analisti, la fa saltare nella top 15 delle tv più viste degli Stati Uniti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2011 sarà pure stato per <strong>Netflix</strong> un anno difficile, con l&#8217;aumento dei prezzi per il noleggio dei contenuti video, la conseguente perdita di quasi un milione di utenti, il valore del suo business crollato di più di due terzi in Borsa  e l&#8217;evidente ricerca di liquidità per l&#8217;espansione verso l&#8217;Europa. Ma il <strong>2012</strong> sembra partire<strong> in controtendenza</strong> e aprirsi con auspici di gran lunga migliori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2774" title="netflix online" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/netflix-online.jpg" alt="" width="500" height="409" /></p>
<p><span id="more-3159"></span></p>
<p>A inizio settimana il portale di <strong>streaming VOD</strong>  ha annunciato una <strong>nuova serie in esclusiva</strong> con protagonista l&#8217;attore dei <em>Sopranos</em> e chitarrista di <strong>Bruce Springsteen</strong>, <strong>Steven Van Zandt</strong> (<a href="http://blogs.reuters.com/mediafile/2012/01/03/new-mobster-series-coming-to-netflix-next-month/"><em>Reuters</em></a>), che si chiamerà <em>Lilyhammer</em> e tratterà di un <strong>pentito di mafia</strong> costretto a rifugiarsi niente meno che in Norvegia per sfuggire alle ire del boss tradito.  La prima stagione sarà composta di 8 episodi, disponibili tutti simultaneamente a partire dal 6 febbraio, sempre nell&#8217;ottica di <strong>gareggiare con i grandi network</strong> a suon di<strong> contenuti originali</strong>. La notizia più rilevante è però arrivata ieri, quando la società di Los Gatos ha diffuso in un <a href="http://www.prnewswire.com/news-releases/netflix-members-enjoy-more-than-two-billion-hours-of-movies-and-tv-shows-in-fourth-quarter-136652138.html">comunicato stampa</a> i dati riguardo al <strong>traffico streaming dell&#8217;ultimo trimestre del 2011</strong>, risultato pari a <strong>2 miliardi ore</strong> tra film e serie tv.</p>
<p>La cifra non si riferisce ai soli Stati Uniti ma a tutti i territori coperti da <strong>Netflix</strong>, ora presente anche in Canada e America Latina. La notizia comunque è bastata a rilanciare la compagnia nelle previsioni degli analisti: come riferisce <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/analyst-netflix-15th-watched-tv-network-278033"><em>Hollywood Reporter</em></a>, <strong>Richard Greenfield</strong> della società esperta di trading <strong>BTIG</strong> ha dichiarato che queste cifre indicano una chiara<strong> erosione del pubblico televisivo</strong> operata dal VOD in streaming, in misura molto più ampia di quanto i broadcaster tradizionali non vogliano ammettere. Stando alle sue stime, considerando che gran parte del traffico dichiarato dovrebbe provenire dagli USA, con <strong>667 milioni di ore mensili</strong> Netflix si starebbe avviando a diventare la 15esima emittente televisiva del Paese in assoluto, e probabilmente la seconda in tutte le case dotate di abbonamento al portale.</p>
<p>Sarebbe infatti di 500 ore al mese la media dei network sotto la top 15 dei più visti del Paese, e il VOD della società di Los Gatos riuscirebbe a scalarla con un bacino di utenza che supera i 20 milioni di iscritti. Quindi, se si considerasse solo il 21% dello share realizzato dalle pay tv statunitensi, diffuse in circa 100 milioni di case, il<strong> monte ore di Netflix</strong> risulterebbe<strong> il secondo di tutta la nazione</strong>, inferiore solo a CBS e seguito dai 600 milioni di ABC e dai 265 di Disney Channel. Ma si tratta ovviamente di una proiezione elaborata su di un dato disaggregato: <strong>Netflix</strong>, specifica Greenfield, può assumere un <strong>ruolo primario nei nuclei domestici dei suoi abbonati</strong>, ma prendendo in considerazioni tutti i 100 milioni di case dotate di pay tv, il suo &#8220;<strong>share</strong>&#8221; si riduce a <strong>2,4 punti percentuali</strong>, risultando molto meno significativo.</p>
<p>Abbastanza, tuttavia, per convincere ieri la Borsa a far risalire il titolo dell&#8217;11%, invertendo la tendenza ribassista che ha caratterizzato gli ultimi mesi del 2011. Se le analisi di Greenfield fossero correte, il CEO <strong>Reed Hastings</strong> potrebbe perciò dormire sonni più tranquilli nella competizione in cui ha dichiarato di volersi imbarcare con le tv tradizionali, e in particolare con <strong>HBO</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Web tv: premi e riconoscimenti per le serie online</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/web-tv-premi-e-riconoscimenti-per-le-serie-online-3112</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 08:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Annunciate le nomination agli International Awards Web TV,  dedicati ai contenuti  seriali nati e diffusi su Internet. Ma anche in Italia le web series contendono il primato del piccolo schermo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’avvicinarsi del nuovo anno è tempo di classifiche, e anche Internet ha un bel po’ di numeri da dare: vi abbiamo parlato dello <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=3056">Zeitgeist di Google</a>, della top 10 dei <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=3097">video più visti su YouTube</a> e anche del nuovo <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=3104">record di visualizzazioni da iTunes</a> raggiunto dal trailer dal <em><a href="http://www.screenweek.it/film/21648-Il-Cavaliere-Oscuro-Il-Ritorno">Cavaliere Oscuro &#8211; Il Ritorno</a></em>. Ma anche per le <strong>web series</strong> non mancano i riconoscimenti: sono state annunciate le nomination agli <a href="http://iawtv.org/"><strong>International Awards Web TV</strong></a>,  dedicati proprio ai contenuti  seriali nati e diffusi su Internet.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3121" title="academy web television" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/academy-web-television.jpg" alt="" width="399" height="264" /></p>
<p><span id="more-3112"></span></p>
<p>Come gli esperti del genere potevano immaginare, a dominare le candidature ai premi, che saranno consegnati il 12 gennaio 2012, è la diva web del momento, <strong><a href="http://www.screenweek.it/star/15709-Felicia-Day" target="_blank">Felicia Day</a></strong>, che ha conquistato il pubblico della rete ideando e interpretando una serie incentrata su un gruppo di appassionati di giochi di ruolo. Si chiama <em><strong>The Guild</strong></em>, e per questa è stata nominata nelle categorie miglior attrice, miglior regia e miglior serie comica, mentre l’altra sua creatura, <strong><em>Dragon Age: Redemption</em></strong>, ha ricevuto una candidatura per i costumi e una per gli effetti. Molto gettonato anche <strong><em>RCVR</em></strong>, prodotto seriale tra videogame e fantascienza trasmesso dal network online <strong>Machinima</strong> e investito di 12 candidature tra cui per la miglior serie drammatica (i premi seguono infatti la classica divisione tra contenuti comici e non dei <strong>Golden Globe</strong>, ma aggiungendo anche molte altre categorie come “educational” e “news”),  per l’interprete maschile (<strong>Daniel Bonjour</strong>) e la miglior esperienza interattiva o su social media: uno dei tratti distintivi degli <strong>IAWTV</strong>. Da notare invece l’esclusione di <strong>YouTube</strong> dal novero delle possibili miglior piattaforme distributive, per cu sono invece nominati i siti <strong>Blip.tv</strong>, <strong>Crackle</strong>, <strong>Dailymotion</strong>, <strong>Hulu </strong>e <strong>Joost</strong>.</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/guilddvd.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3122" title="guilddvd" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/guilddvd.jpg" alt="" width="399" height="562" /></a></p>
<p>L’elenco completo dei candidati si trova su <em><a href="http://weblogs.variety.com/technotainment/2011/12/first-web-television-award-nominees-announced.html">Variety</a></em>, che assegma anche uno dei premi, mentre noi vorremmo ricordare come anche in Italia le <strong>serie per il web</strong> hanno cominciato a farsi valere con prodotti sempre più interessanti, dalle sitcom ai supereroi gotici di <em><strong>Freaks</strong></em>. Il suo primo episodio vanta quasi 900 mila visualizzazioni su YouTube e, secondo un’analisi realizzata da <a href="http://www.next-tv.it/2011/07/27/le-curve-di-ascolto-delle-webseries-top-in-italia-e-negli-usa-raggiunta-la-fiction-tv/"><em><em>Next tv</em></em></a>,  la sua audience su Internet oscill<strong>a tra i 416 mila e i 492 mila spettatori a puntata</strong>, abbastanza da fare invidia allo share di un’emittente satellitare. Così come riprendono uno stile da Mtv e mietono successi alcune delle web series comiche ora più in voga come <a href="http://www.youtube.com/playlist?list=PL620DCCF7E8201739">Facce da Scuola</a>.</p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/dOdKpb7rrOY" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></center>&nbsp;</p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/S11M3bn5MtU" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></center></p>
]]></content:encoded>
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		<title>The Dark Knight Rises: è subito record per il trailer su iTunes</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 20:34:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il full trailer ufficiale in un solo giorno ha battuto ogni record  su iTunes, raggiungendo i 12 milioni e mezzo di visualizzazioni e superando di ben due milioni i livelli stabiliti in precedenza da quello degli Avengers. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non era un mistero che <strong><em><a href="http://www.screenweek.it/film/21648-Il-Cavaliere-Oscuro-Il-Ritorno">Il Cavaliere Oscuro &#8211; Il Ritorno</a></em></strong><strong> </strong>fosse uno dei film più attesi del 2012. Questo anche in virtù del relativo riserbo che il regista<strong> <a href="http://www.screenweek.it/star/2019-Christopher-Nolan">Christopher Nolan</a></strong> è riuscito a mantenere fino a oggi riguardo alla trama del film, suscitando di riflesso un notevole giro di indiscrezioni più o meno attendibili e di conseguenza un grande<strong> buzz su siti e social network</strong>. Se ci fossero ancora dubbi in merito, a dimostrarlo è stata l’uscita, lo scorso 19 dicembre, del trailer ufficiale di <em><strong>The Dark Knight Rises</strong></em>, che <strong>in un solo giorno</strong> ha battuto ogni <strong>record  su iTunes</strong>, raggiungendo i <strong>12 milioni e mezzo di visualizzazioni</strong> e superando di ben due milioni i livelli stabiliti in precedenza da altri titoli.</p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/UwU4WpPRSvA" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></center><span id="more-3104"></span></p>
<p>Il risultato, come ha comunicato la stessa <strong>Warner Bros</strong>, è stato raggiunto sia attraverso la pagina dedicata ai materiali promozionali dei film, <a href="http://www.itunes.com/trailers">www.itunes.com/trailers</a>, si attraverso le app per <strong>iPhone, iPad e iPod touch</strong>. E con queste cifre l’ultimo capitolo della trilogia diretta da <strong>Nolan</strong> ha superato anche il team degli <a href="http://www.screenweek.it/film/6184-The-Avengers"><strong><em>Avengers</em></strong></a>, il cui trailer ad ottobre era balzato subito in cima alle classifiche dello store di Apple ma con “soli” <strong>10 milioni di download</strong> nel primo giorno in Rete.</p>
<p>Oltre alla sinergia tra il web e le attività promozionali dell’industria cinematografica, quello che emerge da questi nuovi dati è anche una  sfida tra supereroi. Dopo essersi rivaleggiati per anni sui fumetti <strong>Marvel</strong> e  <strong>DC</strong>,  <strong>Vendicatori</strong> e <strong>Batman</strong> sembrano contendersi anche  il primato  del prossimo anno cinematografico, sebbene all’orizzonte si affacci anche <a href="http://www.screenweek.it/film/2494-Lo-Hobbit-Un-Viaggio-Inaspettato"><em><strong>The Hobbit</strong></em></a> di <a href="http://www.screenweek.it/star/3246-Peter-Jackson"><strong>Peter Jackson</strong></a>. A cercare di dare una mappatura del “sentiment” che si è venuto a creare online intorno ai due film, è il sito <a href="http://comicbook.com/blog/2011/12/25/the-dark-knight-rises-vs-the-avengers-who-is-winning/"><em>Comicbook</em></a>, che rileva come, per quanto riguarda i social network, la <a title="The Dark Knight Rises facebook page" href="http://www.facebook.com/thedarkknightrises">pagina Facebook</a> di <strong><em>The Dark Knight Rises</em></strong> abbia ora più di <strong>325 mila “mi piace”</strong>, mentre <a title="The Avengers facebook page" href="http://www.facebook.com/MarvelsTheAvengers" target="_blank"> la pagina Facebook</a> degli <em><strong>Avengers</strong></em> risulti in leggero vantaggio con 356 mila “like”.  Il che non rappresenta un dato esaustivo ma comunque dà l’idea di come la battaglia si stia combattendo alla pari.</p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/GGW-BPxRi04" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></center>Per quanto  concerne il cast, ben nutrito in entrambi i casi, <em>Comicbook</em> si è servito di <em><a title="Box Office Mojo" href="http://www.boxofficemojo.com/" target="_blank">Box Office Mojo</a></em> per raccogliere le stime riguardo agli incassi totali e medi realizzati dalle star di ciascun film. Ne emerge come  Batman<strong>, <a href="http://www.screenweek.it/star/1432-Christian-Bale">Christian Bale</a></strong>, abbia al proprio attivo poco meno di un miliardo e mezzo di dollari, con una media di 50 milioni a film, mentre i titoli con <a href="http://www.screenweek.it/star/1864-Robert-Downey-Jr-"><strong>Robert Downey. Jr</strong></a>, Iron Man, abbiano guadagnato  circa un miliardo e 850 milioni, ma con una media di poco inferiore ai 40 milioni ciascuno. Tra i comprimari di maggior rilievo nel cast degli <em><strong>Avengers</strong></em>, <a href="http://www.screenweek.it/star/1826-Samuel-Leroy-Jackson"><strong>Samuel L. Jackson</strong></a> avrebbe un totale di circa 2,8 miliardi e una media di circa 52 milioni a pellicola, mentre<strong> <a href="http://www.screenweek.it/star/1515-Morgan-Freeman">Morgan Freeman</a></strong> quasi 3 miliardi complessivi e una media di 65 milioni.</p>
<p>Il trend forse più rilevante è però quello riferito ai due <strong>franchise</strong>,  tra cui sarebbe in considerevole vantaggio quello dell’<strong>Uomo Pipistrello</strong>. Stando ai dati raccolti da <em>Comicbook</em>, i lungometraggi su <strong>Batman</strong>, non solo quelli Nolan,  avrebbero raggiunto quasi <strong>un miliardo e mezzo di dollari</strong>, mentre gli <em><strong>Avengers</strong></em>  sarebbero poco al di sopra del miliardo.  È lo stesso sito comunque ad ammettere che il paragone è imperfetto, data la difficoltà di individuare il corpus di film su cui effettuarlo. Semmai a far pendere il piatto della bilancia a favore del <em><strong>Cavaliere Oscuro</strong></em> è l’enorme successo del film precedente, uscito a luglio 2008: l’unico di entrambe le saghe ad aver superato il mezzo miliardo di dollari e quindi ottimo biglietto da visita per T<em><strong>he Dark Knight Rises</strong></em>, che arriverà in sala il 20 luglio 2012.</p>
<p>Intanto, se può essere indicativo, entrambi i film hanno scatenato al fantasia dei fan con un gran numero di parodie e rivisitazioni che hanno fatto il giro del mondo grazie al video sharing, diventando in qualche caso altrettanto famose dei trailer originali. <strong></strong></p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/KrmEyPkgDf8" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></center>&nbsp;</p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/2aLgdMz0p5Y" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></center></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Video online: i più visti di YouTube nel 2011</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/video-online-i-piu-visti-di-youtube-nel-2011-3097</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 13:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“A chi ha preso una chitarra e cantato una canzone d’amore, sollevato la videocamera del suo cellulare su una folla in protesta, ballato sulle note di Friday o si è solo dimenticato che la webcam era accesa”: arriva la classifica dei video più visti dell'anno sul portale di Google. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Se a metà dicembre <strong>Google</strong> aveva riassunto lo “spirito dei tempi”  con  la <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=3056">classifica annuale</a> dei termini più ricorrenti nel suo motore di ricerca, ora anche <strong>YouTube</strong> compie un viaggio nelle video-memoria del 2011 ripercorrendo in <em>rewind</em> i contenuti con il maggior numero di visualizzazioni.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2074" title="youtube_lcd" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/04/youtube_lcd.jpg" alt="" width="424" height="342" /></p>
<p><span id="more-3097"></span></p>
<p>In realtà non sono molte  le sorprese. Sembra infatti che anche il <strong>portale video</strong> sia stato inghiottito dal fenomeno<strong> Rebecca Black</strong>, giovanissima cantante famosa solo per le polemiche divampate online sul suo videoclip <em>Friday</em>, giudicato da alcuni il più brutto mai visto e difeso da altri in un dibattito dal sapore esclusivamente internettiano. <strong>YouTube</strong> però l’ha scelta come presentatrice del suo montaggio dedicato ai filmati più popolari dell’anno, con un ringraziamento speciale a chiunque abbia contribuito al sito con i propri contenuti, più o meno raffinati.</p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/SmnkYyHQqNs" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></center><em>“A chi ha preso una chitarra e cantato una canzone d’amore, sollevato la videocamera del suo cellulare su una folla in protesta, ballato sulle note di Friday o si è solo dimenticato che la webcam era accesa”</em>, recita per l’esattezza il testo postato sul <a href="http://youtube-global.blogspot.com/2011/12/what-were-we-watching-this-year-lets.html">blog</a> di <strong>YouTube</strong>, e in effetti a ben guardare la top 10 dei filmati più gettonati, esclusi i videoclip musicali delle grandi etichette discografiche, spiccano le riprese amatoriali di vita quotidiana: un cane doppiato da voce umana, la mamma gatto che abbraccia uno dei suoi micetti, due baby-gemellini che sembrano chiacchierare in una lingua comprensibile solo ai neonati. Immancabile anche la bambina che canta Lady Gaga e parodie di vario tipo, più la fortunata <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=3009"><strong>pubblicità della Volkswagen</strong></a> che vede come protagonista un piccolo <em>Darth Vader</em>. Ma nel mix di video creato da <strong>YouTube</strong> per ricordare il 2011 c’è anche la <strong>Primavera araba</strong> e le proteste scoppiate in diversi Paesi del mondo, backstage di film e una delle scene clou dall’ultimo <a href="http://www.screenweek.it/film/15586-Harry-Potter-e-i-Doni-della-morte-Parte-II"><strong><em>Harry Potter</em></strong></a>.</p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/nGeKSiCQkPw" frameborder="0" width="560" height="410"></iframe></center>In generale, le <strong>visualizzazioni</strong> nell’ultimo anno sono state <strong>mille miliardi</strong> cioè , sottolinea il post sul blog del portale, più delle stelle nella via lattea, o <strong>140 per ogni persona sul pianeta</strong>. Per quanto riguarda i <strong>trend</strong> divisi in base al settore, il canale più gettonato è stato quello dedicato soprattutto agli amanti dei videogame, vale a dire <a href="http://www.youtube.com/machinima">machinima</a> (di cui vi abbiamo parlato in merito alla <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/12/web-series-arriva-anche-la-maledizione-cinese-di-john-woo-3090">nuova serie web animata</a> diretta nientemeno che da <a href="http://www.screenweek.it/star/3325-John-Woo">John Woo</a>), mentre il video musicale più visto è <em>On The Floor</em> di <strong>Jennifer Lopez</strong>.  Il<strong> terremoto in Giappone</strong> è al primo posto nel campo delle notizie, mentre il <strong>trailer</strong> con maggior numero di visualizzazioni è stato quello del film <a href="http://www.screenweek.it/film/18675-Immortals"><strong><em>Immortals</em></strong></a>. Le presunte anticipazioni sull&#8217;<strong>iPhone 5</strong> dominano invece la chart dedicata ai <strong>video di tecnologia</strong>.</p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/lzsBwnv_dAg" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></center>Il rewind di questo e degli altri anni, è disponibile sul <a href="http://www.youtube.com/rewind"><strong>sito di YouTube</strong></a>.</p>
</div>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/7VdONYkKFmQ" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></center></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Web series: arriva anche la maledizione cinese di John Woo.</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 06:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È
 su Internet che è stata appena lanciata la serie animata Seven Brothers, diretta da John Woo e ispirata a una graphic novel di Liquid Comics prodotta dallo stesso regista a partire dal 2006. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sguardo di <strong>Hollywood</strong> volge a <strong>Est</strong>, e non potrebbe essere altrimenti: sembra che nel 2011 il<strong> box office cinese</strong> supererà i <strong>2 miliardi di dollari</strong> di incasso totale (dati <a href="http://www.thewrap.com/movies/article/chinese-box-office-fire-set-break-2b-2011-33824"><em>The Wrap</em></a>), mentre sempre più titoli di richiamo scelgono di imbarcarsi in lunghe campagne promozionali nel continente asiatico. Vedi <a href="http://www.screenweek.it/film/22613-Mission-Impossible-Protocollo-Fantasma"><em>Mission: Impossible – Protocollo Fantasma</em></a>, che ha segnato un nuovo record per un film straniero in un mercato già ben servito dalla produzione nazionale come quello indiano. Ma sembra che anche sul web stia spirando sempre più forte il vento d’Oriente.</p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/CnYT_wD671E" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></center></p>
<p><span id="more-3090"></span></p>
<p>È infatti su Internet che è stata appena lanciata la serie animata<strong> <em>Seven Brothers</em></strong>, diretta da <a href="http://www.screenweek.it/star/3325-John-Woo"><strong>John Woo</strong></a> e ispirata a una graphic novel di <strong>Liquid Comics</strong> prodotta dallo stesso regista a partire dal 2006. La storia comincia molti secoli fa, con un antica flotta cinese impegnata a  solcare i mari e toccare tutte le terre emerse ben prima che i grandi esploratori ne immaginassero l’esistenza, lasciando tuttavia dietro di sé un maledizione a cui oggi solo sette persone senza niente in comune, se non il loro epico destino, potranno porre rimedio nel tentativo si salvare il mondo.<em> &#8220;Mi trovo bene a lavorare sui fumetti, è un po’ come se avessi una forma molto elaborata di storyboard”</em> – ha dichiarato <strong>Woo</strong> secondo quanto riferisce <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/john-woo-launches-animated-web-275697"><em>Hollywood Reporter</em></a> – <em>“tanto la versione su carta stampata di <strong>Seven Brothers</strong> quanto le serie a fumetti, raccoglie il seme di un’idea che avevo del folklore cinese, ma portandola su tutto un altro livello, in una storia moderna e di carattere globale. È una forma d’arte intrinsecamente legata al medium film”</em>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3091" title="Seven-Brothers" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Seven-Brothers.jpg" alt="" width="360" height="545" /></p>
<p>Nonostante lo stretto grado di parentela col cinema reclamato dal regista di <em><a href="http://www.screenweek.it/film/2159-Mission-Impossible-II">Mission: Impossible 2</a> </em>e <em> <a href="http://www.screenweek.it/film/2320-Face-Off-Due-facce-di-una-assassino">Face-Off</a></em>, il cartone, se così s può chiamare, di <strong><em>Seven Brothers </em></strong>non ha visto luce né sul grande né sul piccolo schermo, ma al limite sui monitor capaci di collegarsi a <strong>Machinima</strong>, canale online di <strong>YouTube</strong> rivolto in via proprietaria agli appassionati di videogiochi, con <strong>116 milioni di spettatori</strong> e un <strong>miliardo</strong> <strong>di contenuti</strong> visualizzati al mese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3092" title="Seven-Brothers2" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Seven-Brothers2.jpg" alt="" width="360" height="547" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il portale di <strong>Google</strong>, d’altra parte, ha lanciato senza mezzi termini la sua sfida alla TV tradizionale, per cui non stupisce la scelta della casa di produzione <strong>Tiger Hill Entertainment</strong> e dell’editrice <strong>Liquid</strong> di sceglierlo quale mezzo per lanciare un prodotto come <em>Seven Brothers</em>, né cartoon né anime, di cui all’inizio si pensava di trarre non una serie animata ma un videogioco. <em>“Per Liquid, il futuro dei fumetti consisterà nel salto dalla pagina stampata allo schermo digitale, e <strong>Seven Brothers</strong> è il progetto perfetto per lanciare la nostra nuova linea di serie animate per il web”</em>, ha dichiarato il CEO e co-fondatore della casa editrice<strong> Sharad Devarajan</strong>. Né sembra l’unico a pensarla in questo modo: la serie di <strong>John Woo</strong>, che sarà costituita in tutto da 13 episodi,  arriva infatti dopo quella dedicata al videogame <em><strong>Mortal Kombat</strong></em> e autorizzata da <strong>Warner Bros</strong> al posto di un&#8217;eventuale opera cinematografica, nonché dopo la serie  fan-fiction<em><strong> Resident Evil: First Hour</strong></em>, sorta di prequel agli eventi narrati nel secondo film della saga tratta dall’omonimo videogame.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Verizon vs. Netflix, ultimi aggiornamenti: possibile offerta d&#8217;acquisto da 4,6 miliardi di dollari.</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 14:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bloomberg riferisce come Verizion abbia "intenzioni serie" riguardo all'acquisto della società specializzata nel video on demand in streaming. Per gli analisti di Mediatech Capital, Netflix varrebbe 4 miliardi e mezzo di dollari. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si fermano le indiscrezioni intorno al progetto di <strong>Verizon</strong>, la seconda compagnia telefonica statunitense, di lanciarsi nel mondo dello<strong> streaming online</strong> con un progetto volto a sbaragliare il principale <strong>operatore VOD</strong> del momento, vale a dire <strong>Netflix</strong>. Ieri vi abbiamo parlato della possibilità che <strong>Verizon</strong> lanci un servizio concorrente fornendosi del brand <strong>Redbox</strong>, specializzato nel noleggio di film in DVD tramite distributori automatici al costo di un dollaro. Oggi invece nuovi rumors parlano direttamente della possibilità che il colosso della telefonia e di Internet faccia <strong>un&#8217;offerta per rilevare completamente la compagnia</strong> guidata da <strong>Reed Hastings</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3038" title="verizon_logo" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/verizon_logo.jpg" alt="" width="477" height="309" /></p>
<p><span id="more-3037"></span></p>
<p>Secondo <a href="http://www.thewrap.com/movies/column-post/verizon-rumor-mill-keeps-spinning-will-telecom-giant-buy-netflix-33529"><em>The Wrap</em></a>, le voci sarebbero solo frutto della volontà di <strong>Verizon</strong> di<em> &#8220;tirare acqua al suo mulino&#8221;</em>, facendo fioccare le indiscrezioni che un <strong>portavoce di Netflix</strong> si è rifiutato di commentare definendole <strong>mere  speculazioni</strong>. Secondo gli analisti finanziari consultati dal magazine, inoltre, un&#8217;OPA non sarebbe conveniente in questo momento, dato che il <strong>valore della società in Borsa</strong> eguaglia appena quello degli investimenti previsti nel breve periodo per il pagamento dei diritti per lo streaming. Non è infatti un mistero che <strong>Netflix</strong> preveda di spendere <strong>3 miliardi e mezzo di dollari</strong> nei prossimi anni per aggiudicarsi nuovi contenuti e poter così competere con l&#8217;offerta dei network televisivi sempre più protesi verso la Rete.</p>
<p>Ma se <em>The Wrap</em> tende a smorzare la notizia, <a href="http://www.bloomberg.com/news/2011-12-12/verizon-very-serious-about-interest-in-netflix-bibb-says.html"><em>Bloomberg</em></a>  riferisce proprio oggi come <strong>Verizion</strong> abbia<em><strong> &#8220;intenzioni serie&#8221;</strong></em> riguardo all&#8217;acquisto della società specializzata nel video on demand in streaming. L&#8217;analisi proviene da un esperto di <strong>Mediatech Capital</strong>, secondo cui la vendita potrebbe concludersi per Pasqua per un <strong>valore di circa 4 miliardi e mezzo di dollari</strong>. Sempre secondo le fonti consultate da <em>Bloomberg</em>, <strong>Verizon</strong> starebbe prendendo in considerazione l&#8217;opportunità di questa mossa a causa delle crescenti preoccupazioni, condivise da tutte le compagnie di TLC, per l&#8217;aumento dei costi a cui potrebbe andare incontro per la diffusione di contenuti video sulle sue reti proprio a causa di provider come <strong>Netflix, Amazon e Hulu</strong>, che rifiutano di condividere i proventi delle loro attività di streaming.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Microsoft integra Xbox con Windows Phone e si allea in Italia con Mediaset.</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 13:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli USA partirà l'integrazione con portali VOD come Netflix e Hulu Plus, ma il vero obiettivo è la smart tv e l'integrazione di tutti i dispositivi con sistema operativo Windows. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che <strong>Microsoft</strong> intendesse rilanciare nella sfida con <strong>Apple</strong> e <strong>Google</strong> per la conquista del salotto di casa era ormai chiaro da tempo, e pochi giorni fa il trend aveva trovato conferma nell&#8217;intesa stretta con <strong>Verizon</strong> per rendere fruibili direttamente sulla <strong>Xbox 360</strong> una trentina di importanti canali televisivi attraverso la fibra ottica. Oggi, giorno della presentazione  degli <strong>update della dashboard</strong> e del servizio <strong>Xbox Live</strong>, risulta ancor più evidente come la console punti ad assicurarsi un ruolo di primo piano nella corsa al mercato della<strong> smart tv</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3014" title="Xbox-Companion-for-Windows-Phone" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Xbox-Companion-for-Windows-Phone.jpg" alt="" width="550" height="302" /></p>
<p><span id="more-3013"></span>Come sottolinea <a href="http://www.wired.com/gadgetlab/2011/12/xbox-entertainment-and-app/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+wired%2Findex+%28Wired%3A+Index+3+%28Top+Stories+2%29%29"><em>Wired</em></a>, le novità apportate alla piattaforma la rendono un potenziale <strong>hub di contenuti</strong>, non solo<strong> televisivi ma anche di film e sport</strong>, oltre a <strong>semplificarne l&#8217;interfaccia utente</strong> e a <strong>integrare la Xbox con i dispositivi mobile</strong> a sistema operativo <strong>Windows</strong>. In una strategia molto simile a quella dei &#8220;quattro schermi&#8221; di <strong>Sony</strong> e a quella da sempre perseguita da <strong>Apple</strong>, <strong>Microsoft</strong> ha reso infatti disponibile <strong>Xbox Companion</strong>,  un&#8217;<strong>app gratuita per smartphone</strong> attraverso cui sarà possibile<strong> controllare la console direttamente dal telefonino</strong>, oltre che<strong> navigare il ricco catalogo di Xbox Live</strong> attraverso il motore di ricerca fornito da <strong>Bing</strong>. Anche <strong>la nuova dashboard</strong> dell&#8217;Xbox 360 si conforma a quella dei <strong>Windows Phone</strong> e a quella che sarà l&#8217;interfaccia di <strong>Windows 8</strong>, in modo da rendere più facile agli utenti utilizzare contestualmente i diversi device del marchio, proprio come avviene oggi per i possessori di<strong> iPhone, iPad, iPod</strong> e degli altri prodotti contraddistinti dall&#8217;inconfondibile mela.</p>
<p>Ma cosa cercare attraverso questo <strong>nuovissimo sistema di telecomando per Xbox</strong>? La riposta viene dagli <strong>accordi stretti da Microsoft in tutto il mondo</strong>. Negli <strong>USA</strong> partirà l&#8217;integrazione con<strong> portali VOD</strong> come <strong>Netflix e Hulu Plus</strong>, nonché un&#8217;intesa con l&#8217;emittente dedicata allo sport ESPN e il canale allnews MSNBC, ma già da dicembre sono attese altre tv, <strong>YouTube e Vudu</strong>. In <strong>Italia</strong>, l&#8217;operatore televisivo ad aggiudicarsi la partnership è <strong>Mediaset</strong>. Come riferisce il <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-12-05/interfacce-canali-digitale-184336.shtml?uuid=AaPumeRE"><em>Sole 24 Ore</em></a>, chi si abbonerà sia a <strong>Xbox Live Gold</strong> che all&#8217;<strong>offerta pay dell&#8217;emittente</strong>, potrà  infatti fruire attraverso la console di quasi tutti i contenuti di <strong>Premium play</strong>, compresi film, cartoni animati, serie tv e sport, ma a esclusione delle partite di calcio in diretta.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Anica sulle orme di iTunes. Migliaia di titoli del cinema italiano a breve disponibili in VOD.</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 06:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La "massa critica" di titoli cinematografici necessaria a realizzare unv erio servizio VOD in arrivo grazie allos forzo di Anica. L'Associazioen lavora su un portale dedicato, con milgiaia di titoli e ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;affermazione anche in Italia del <strong>video on demand</strong>  non è utopia: presto vedrà la luce un <strong>portale interamente dedicato al cinema italiano</strong> e sviluppato da <strong>Anica</strong>, che sarebbe al lavoro sul progetto da mesi. A rivelarcelo, durante la presentazione delle <strong>Giornate Professionali di Cinema di Sorrento</strong>, è stato lo stesso <strong>Lamberto Mancini</strong>, Segretario Generale dell&#8217;Associazione che riunisce le varie categorie dell&#8217;industria cinematografica:</p>
<p><em>&#8220;Siamo impegnati da tempo nella creazione di un portale che possa consentire la<strong> distribuzione in modalità VOD del cinema italiano</strong>. Abbiamo avuto diverse adesioni e ne stiamo raccogliendo altre, abbiamo già la tecnologia e stiamo affinando il modello di business. Immaginatelo come un negozio, un grande negozio italiano&#8221;.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2939" title="anica_logo" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/11/anica_logo.jpg" alt="" width="514" height="358" /></p>
<p><span id="more-2938"></span></p>
<p>L&#8217;esempio a  cui guardare è però quello già affermato a livello internazionale, vale a dire <strong>iTunes</strong>: <em>&#8220;Il meccanismo è esattamente lo stesso, avremo sia<strong> film current</strong> che di <strong>library</strong>, con<strong> prezzi differenziati</strong> caso per caso&#8221;</em>, ma comunque, assicura <strong>Mancini</strong>, assolutamente analoghi a quelli <em>&#8220;già stabiliti dal mercato&#8221;</em>. L&#8217;idea è di prestare <em>&#8220;attenzione ai pubblici&#8221;</em>, cui <strong>Anica</strong> guarderà sia per la determinazione delle tariffe che per le strategie di marketing e di contatto con i possibili utenti online.</p>
<p>Come ci conferma il Segretario Generale, il riferimento ai <strong>prezzi già fissati dal mercato</strong> sgombera anche il campo da dubbi riguardo a eventuali <strong>offerte di tipo premium</strong>, come quelle che stanno sperimentando le major negli USA e che hanno portato a duri scontri con gli esercenti sulla questione delle <strong>window</strong>. Nonostante l&#8217;idea di far uscire in contemporanea i film sul grande schermo e online, al prezzo maggiorato di circa 30 euro, fosse stata <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=2731">rilanciata poco tempo fa</a> dal patron di <strong>Filmauro</strong>, <strong>Aurelio De Laurentiis</strong>, per ora è probabile che le finestre di programmazione vengano rispettate e che soprattutto sia garantito l&#8217;accordo tra tutti gli anelli della filiera cinematografica.</p>
<p>Un accordo che sarà fondamentale anche per la questione dei diritti:</p>
<p><em> &#8221;Si dice sempre che non c&#8217;è cinema italiano in VOD, ma non è vero. Basta fare un giro su <strong>iTunes</strong> o sui siti che vendono prodotti di elettronica. C&#8217;è poi il <strong>canale cinema di Telecom</strong> e varie altre opportunità. Ma <strong>nessuno ha la massa critica</strong> che noi riteniamo di poter avere in quanto Anica. Questa è la nostra differenza, l&#8217;Associazione <strong>rappresenta sia i produttori che i distributori</strong>, e questo non è irrilevante quando il diritto VOD non sempre è in mano a una categoria o all&#8217;altra. Bisogna controllare la contrattualistica film per film, ma Anica, avendo al suo interno sia produttori che distributori, riteniamo possa pervenire a una buona composizione&#8221;</em>.</p>
<p>I <strong>film</strong> saranno disponibili <strong>sia in noleggio che in vendita</strong>, e perciò saranno perseguite allo stesso modo la via dello <strong>streaming</strong> e del <strong>download</strong>, ovviamente legale, dei titoli in catalogo. Sono ancora<strong> top secret</strong> le <strong>tempistiche</strong> e <strong>la rosa</strong> <strong>di film</strong> con cui verrà inizialmente lanciata l&#8217;offerta, ma l&#8217;ordine, rivela <strong>Mancini</strong>, è sicuramente quello delle <strong>migliaia</strong>. <em>&#8220;È chiaro che sul cinema italiano le library pesano molto di più delle nuove uscite</em> &#8211; aggiunge inoltre il Segretario Generale dell&#8217;Anica &#8211; <em>abbiamo una storia cinematografica per cui, se dovessero aderire certi player, potremmo  trovarci ad offrire centinaia e centinaia di film di library&#8221;</em>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2011/11/anica-sulle-orme-di-itunes-migliaia-di-titoli-del-cinema-italiano-a-breve-disponibili-in-vod-2938/feed</wfw:commentRss>
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		<title>Siae contro tutti: si mobilitano l&#8217;Anica, i distributori e i 100 Autori, ma è ancora scontro sulla licenza per pubblicare trailer online.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/11/siae-contro-tutti-si-mobilitano-lanica-i-distributori-e-i-100-autori-ma-e-ancora-scontro-sulla-licenza-per-pubblicare-trailer-online-2846</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 14:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[100 Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Anica]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[Fulvio Sarzana]]></category>
		<category><![CDATA[SIAE]]></category>
		<category><![CDATA[trailer]]></category>

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		<description><![CDATA[Preoccupazione espressa dalle principali categorie del mondo del cinema, dalla produzione alla distribuzione, passando per gli autori, sulla licenza che la Siae vuole imporre ai siti internet che pubblicano trailer contenenti musiche. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua a suon di botta e risposta quello che ormai quasi tutti hanno ribattezzato <strong>&#8220;il brutto film&#8221;</strong>, quello che vede contrapposte la <strong>Siae</strong> e <strong>Internet</strong> in materia di<strong> trailer e copyright</strong>. Oggi <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/la-siae-e-i-trailer-che-brutto-film/2165257/15/1"><em>l&#8217;Espresso</em></a> ha pubblicato la replica dell&#8217;avvocato<strong> Fulvio Sarzana</strong>, leader del <strong>movimento contro la delibera Agcom sul diritto d&#8217;autore</strong>, secondo cui <em><strong>&#8220;YouTube ha già stipulato un accordo con Siae</strong>, quindi per tutti i video pubblicati su quella piattaforma è già stata pagata una licenza. Ma se quello stesso video viene ri-pubblicato su un altro sito, i diritti vanno pagati una seconda volta. Insomma, il doppio diritto d&#8217;autore&#8221;</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2847" title="film-trailers" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/11/film-trailers.jpg" alt="" width="583" height="437" /></p>
<p><span id="more-2846"></span></p>
<p>Ma già in questi giorni hanno cominciato a mobilitarsi anche l&#8217;<strong>Anica</strong>, che ha<strong> espresso preoccupazione</strong> e dato la sua disponibilità a collaborare per aprire un <em><strong>&#8220;confronto costruttivo&#8221;</strong></em>  tra gli interessi in causa, e i <strong>100 Autori</strong>, che giustamente si preoccupano di quei film a basso budget per cui spesso internet è il primo e indispensabile canale per raggiungere il proprio pubblico:</p>
<p>&#8220;<em>Fatta salva l’inderogabile necessità di affermare la cultura del diritto d’autore anche nel mondo della rete e di ribadire che qualunque sfruttamento delle opere va adeguatamente remunerato, 100autori ritiene importante tenere nel massimo conto il valore strettamente promozionale del trailer e il fatto che il web è oggi l’unico canale per la promozione anche di opere indipendenti che non possono contare sulle risorse necessarie per la promozione televisiva o sulla stampa&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Riccardo Tozzi</strong>, <strong>presidente Anica</strong> e produttore di <strong>Cattleya</strong>, ha mantenuto una posizione moderata ma decisa: &#8220;<em>A monte c<strong>’è già il pagamento per l’utilizzo delle musiche anche in fase di promozione dei film</strong>. Per queste ragioni, se ci deve essere un’integrazione economica, che sia minima e che non metta in difficoltà i siti di cinema che fanno circolare i trailer. E questo nell’interesse non solo del web ma anche dei produttori»</em>.</p>
<p>Più netto è stato l&#8217;<strong>avvocato Gallavotti</strong>, che ha detto all&#8217;<a href="http://www.asca.it/news-CINEMA__TASSA_SUI_TRAILER__RISPONDE_L_AVVOCATO_GALLAVOTTI-1065082-ORA-.html"><em>Asca</em></a>:</p>
<p><em>&#8220;Sembra che la Siae lamenti che l&#8217;utilizzo della musica nel trailer avvenga senza l&#8217;autorizzazione preventiva degli aventi diritto. Ora, la Siae sa bene che non è cosi:<strong> i produttori</strong> durante la realizzazione del film <strong>acquistano regolarmente i diritti di sincronizzazione</strong> delle musiche, sia originali che di repertorio, <strong>e l&#8217;acquisto solitamente comprende anche i c.d. diritti out of context</strong>, ossia i diritti di utilizzazione delle musiche del film anche non sincronizzate con le immagini, proprio per la loro utilizzazione nei trailer o attraverso altre forme di promozione&#8221;</em>. L&#8217;<strong>accordo</strong> stipulato <strong>con Anica e Agis</strong> sul forfettario da pagare per proiettare i trailer nelle sale e pubblicarli sulle pagine web di case di produzione ed esercenti, secondo lo stesso avvocato, se in qualche modo legittima la pretesa della Società, dall&#8217;altra riconosce anche <em>&#8220;le<strong> particolari finalità promozionali del trailer a beneficio dell&#8217;intero settore audiovisivo</strong> e in particolare della filiera cinematografica, la quale attraverso i biglietti della sala consente poi alla SIAE di raccogliere<strong> i c.d. Piccoli Diritti Musicali</strong> previsti dalla normativa, per importi assai rilevanti&#8221;</em> (vedi anche il <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/11/trailer-online-ancora-nessuna-tregua-prossimamente-sugli-schermi-2810">nostro articolo</a>).</p>
<p>Ma la <strong>Siae obietta</strong>, sempre sulla stessa <a href="http://www.asca.it/news-CINEMA__TASSA_SUI_TRAILER__SIAE_REPLICA_ALL_AVVOCATO_GALLAVOTTI-1065661-ORA-.html">agenzia di stampa</a>: <em> &#8221;&#8216;L&#8217;avvocato Gallavotti che e&#8217; un esperto del settore sa bene che<strong> il diritto di sincronizzazione copre la riproduzione della musica e l&#8217;abbinamento al film, ma non le fasi successive di sfruttamento</strong>. Secondo la legge e i contratti che su questa poggiano,<strong> la colonna sonora riceve un compenso separato per ogni tipo di utilizzazione in pubblico</strong>, sia essa in sala, in televisione o in rete&#8221;</em>.</p>
<p>Sul tema si sono scontrati a distanza anche il <strong>Presidente della Siae, Gaetano Blandini</strong>, già Direttore Generale Cinema del Mibac, e<strong> Filippo Roviglioni</strong>, rappresentante dei <strong>distributori Anica</strong>, <strong>AD di 01 Distribution</strong> (che fa capo alla Rai) e, ironia della sorte, presidente della <strong>Fapav &#8211; Federazione Anti Pirateria Audiovisiva</strong>. In un&#8217;intervista rilasciata a <a href="http://www.primissima.it/cinema_news/scheda/la_tassa_siae_sui_trailer_online_bocciata_anche_dai_distributori/"><em>Primissima</em></a>, <strong>Roviglioni</strong> ha infatti sostenuto che:</p>
<p><em>&#8220;La Siae non si è mossa molto bene, sia per come è stata proposta e comunicata in modo univoco questa richiesta, mettendo in oggettiva difficoltà tutti coloro che l&#8217;hanno ricevuta, e oltretutto scegliendo il momento peggiore, tenuto conto delle difficoltà del settore, non ultimo anche un rallentamento del mercato, per esigere una sorta di tributo anche legittimo sotto il profilo del diritto d&#8217;autore, ma che a mio avviso<strong> andava preventivamente discusso sia con gli editori dei siti interessati che con la nostra associazione</strong>&#8220;.</em></p>
<p>Il timore è che il balzello vada a incidere in particolare sui<strong> trailer dei film per i giovani</strong>, quelli dei multiplex, che hanno sostenuto in modo decisivo il cinema in Italia in questi anni di crisi. E aggiunge anche: <em>&#8221; Si dovrebbe valutare che in certi luoghi e certe destinazioni non possano far scattare il presupposto impositivo&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;<strong>Dichiarazioni demagogiche</strong>, provocatorie ed inaccertabili&#8221;</em> secondo il titolare della Siae <strong>Blandini</strong>, che a quanto riferito da <em><a href="http://www.asca.it/news-CINEMA__TASSA_SUI_TRAILER__SIAE_REPLICA_ALL_AVVOCATO_GALLAVOTTI-1065661-ORA-.html">Asca</a></em>, si è rifiutato perfino di replicare al Presidente dei distributori Anica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti:<a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/la-siae-e-i-trailer-che-brutto-film/2165257/15/1"> l&#8217;Espresso</a>, <a href="http://www.anica.it/online/index.php/news.html">Anica</a>, <a href="http://www.km-studio.net/clienti/100autori.it/editoriale/72/100autori-alla-siae/">100 Autori</a>, <a href="http://www.asca.it/news-CINEMA__TASSA_SUI_TRAILER__SIAE_REPLICA_ALL_AVVOCATO_GALLAVOTTI-1065661-ORA-.html">Asca</a>, <a href="http://www.primissima.it/cinema_news/scheda/la_tassa_siae_sui_trailer_online_bocciata_anche_dai_distributori/">Primissima</a></p>
]]></content:encoded>
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