Archivio per la categoria ‘Social Media’

ago
26
2010
1

Se il web è morto anche Google non si sente tanto bene

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Se il web sta effettivamente morendo, come può sentirsi il più grande motore di ricerca di tutti i tempi? Male secondo un articolo pubblicato durante il mese di agosto da Fortune, che non è certo la sola pubblicazione e/o blog a parlare della crisi del colosso di Mountain View.

Non è certo solo l’autore del grafico qui sotto a prevedere il sorpasso da parte di Facebook nei prossimi 18-24 mesi. Il tema della crisi di Google è argomento di dibattito ormai da tempo e comunque, inutile negarlo, basta cogliere qualche frammento di conversazione in giro per strada per rendersi conto della popolarità e pervasività raggiunte dal più pervasivo e invasivo social network di sempre.

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Personalmente non amo Facebook e non sono certo il non amarlo. Lo uso, è una realtà con cui bisogna fare i conti, ma non l’ho mai trovato particolarmente stupefacente, come per altri colossi del passato mi è sempre sembrato una copia ben fatta di uno, dieci, cento altri servizi online, che però sono stati sapientemente riuniti tutti in un unico posto, mettendo ordine nel caos di servizi e di account che uno deve avere in rete per fare delle cose, e mettendo tutto questo a portata di mano anche delle fasce meno esperte di navigatori che arrivano su internet in questi anni, generazione accomunata più di altre anche dal desiderio di apparire.

Il tema della privacy e di come venga trattata con molta maggiore disinvoltura di quanto abbia fatto fino ad ora lo stesso Google, che pure di informazioni su di noi ne raccoglie moltissime, è poi cosa su cui non si dovrebbe mai smettere di parlare, anche se invano perché all’atto pratico sembra essere l’ultima delle preoccupazioni di chi quotidianamente lo usa.

Il Cinema usa e abusa del social network per le campagne di lancio dei propri film, con strategie e risultati alterni, correndo il rischio di dimenticare che per fortuna su internet c’è ancora e sempre molto di più, perché a dispetto dell’affermazione di qualche player l’effervescenza del momento è totale ed assoluta. Inoltre nel focalizzare le proprie strategie su Facebook ci si dimentica spesso che si sta creando valore (in termini di contenuti e costruzione delle comunità) presso un sito terzo, sul quale non si esercita alcun controllo, che ha già dato dimostrazione di enorme disinvoltura non solo nel trattamento dei dati dei propri utenti, ma anche nel modificare le regole con cui permette di gestire ai terzi, applicazioni, fortum e, soprattutto, le apgine, che sono diventate il principale punto di contatto tra aziende e pubblico.

Quindi per me continua a valere il principio che se devo costruire valore online lo devo fare dove ho il massimo controllo possibile sulla mia presenza, Facebook va poi benissimo, come altri strumenti, per amplificare tale presenza e dargli risonanza, ma per evitare prevedibili spiacevoli sorprese è bene diffidare dell’azienda fondata da Mark Zuckerberg.

Forse The Social Network, il film di David Fincher sulle origini del sito, riuscirà a esprimere più di mille parole le perplessità suscitate da questa realtà, cui infatti il film non piace. Nel frattempo accontentiamoci di dare un’occhiata al trailer e alle nostre interviste al cast e ritorniamo a parlare di Google.

Ha fatto discutere, sempre durante le vacanze, un annuncio congiunto di Google e Verizon sulla Net Neutrality che potrebbe essere un’ulteriore sgradevole evoluzione della competizione su internet, cui lo stesso Facebook ha strumentalmente risposto.

Personalmente non penso che sia questa la via per la soluzione dei problemi di Mountain View (magari perché sogno un’improbabile implosione di Facebook) che potrà perdere colpi, ma rimane una realtà molto più articolata e complessa di Facebook. L’allarmistica copertina di Fortune è arrivata con l’uscita della loro applicazione per iPad. Come hanno detto i detrattori dell’articolo di Wired sulla fine del web probabilmente è solo un modo per vendere di più.

Non darei Google per affondato, può aver perso la battaglia sui social network (vedi grafico qui sotto) ma anche la loro stagione non durerà in eterno e la rete continua ad evolversi in direzioni inaspettate.

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mag
14
2010
3

Tutti i numeri di Twitter

L’infografico più lungo (fonte) che mi sia mai capitato di trovare riassume i principali fatti e dati di Twitter, il social network che mi sta più simpatico in assoluto ma che da noi stenta sfondare.

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Scritto da Davide in Infographic, Social Media
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mag
05
2010
0
apr
30
2010
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L’economia dell’App Store

Sempre in casa Apple penso possa essere interessante questo infographic che riassume l’economia dello store della Applicazioni per iPhone e iPod Touch. Il grafico è precedente l’uscita dell’iPad, che sicuramente ha cambiato un po’ di cose. Fonte.

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apr
28
2010
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Le fonti di ricavo dei media

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Via Pandemia il grafico di oggi mostra quali sono, secondo Ross Dawson, le fonti di ricavo cui posso/devono attingere i media per vivere. Cliccare sul grafico per ingrandire.

Scritto da Davide in Editoria, Media, Online, Social Media

apr
24
2010
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Una specie di società di frutta

Sull’onda del successo (solo mediatico per alcuni) dell’iPad e degli ultimi risultati annunciati la Apple si è lasciata alle spalle i 200$ di quotazione intorno a cui orbitava da molti mesi, ha superato di slancio i 250$ e secondo alcuni potrebbe raggiungere tranquillamente i 300$. Con questi numeri sta per superare/ha superato in capitalizzazione la Microsoft, il che mi offre una buona occasione per pubblicare un po’ di grafici che mi sono tenuto da parte in queste settimane.

Questo qui sotto (fonte), ad esempio, ci dice da dove vengono i ricavi della casa di Steve Jobs. Da notare, ovviamente, il peso dell’iPhone.

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Da Royal Pingdom ecco poi una serie di grafici molto interessanti che confrontano l’andamento di ricavi e profitti tra Apple, Microsoft e Google nel lungo periodo, cominciamo con i ricavi, dal trend parecchio evidente.

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Ancor più interessante, volendo, il grafico dei profitti.

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Mi sembra superfluo commentare quanto sia possibile individuare nei grafici tre fasi: una prima di cui non abbiamo gran memoria in Italia nella quale la Apple era addirittura più grande della Microsoft, la seconda di evidente sofferenza per una Apple priva del suo fondatore Steve Jobs, ed una terza in cui la Apple, di nuovo con Steve al timone, ha contribuito a cambiare il mondo sotto ai piedi del colosso di Redmond e non solo. Intendiamoci, dal 1995 ad oggi il mondo è cambiato non certo grazie alla Apple, che ha continuato a fare il suo mestiere, facendo in realtà molto poco su internet, ma facendo quel poco, alla fine l’iTunes Store, molto bene e integrandolo a meraviglia nell’ecosistema dei suoi prodotti hardware, con Mac che è diventato davvero quell’hub della vita digitale che fece sorridere molti al momento della sua presentazione, ma è oggi nelle abitudini di tutti.

Molto interessante un dato ricavato dai grafici, ovvero che nel 2009 Microsoft e Google erano praticamente allineati in termini di redditività, intorno al 27.6%, mentre la Apple era a solo 17.8%, ma in rapida crescita, vedremo cosa sarà successo alla fine dell’anno. Sempre dalla stessa fonte ecco un altro grafico che ci dice quanto queste società, più altre, hanno sul loro conto in banca.

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Ma perché parlo così tanto di Apple in questo blog che dovrebbe parlare soprattutto di Cinema e nuove tecnologie? Semplicemente perché Jobs nel suo essere il Ceo del decennio ha capito meglio e prima di altri che se internet avrebbe rivoluzionato i canali di distribuzione dell’audiovisivo ci sarebbe stato bisogno, a monte a e valle di questi canali, di nuovi “negozi” e nuovi “walkman” (e televisori) con cui fruire quegli stessi prodotti.

Ecco quindi prima l’iPod e poi l’iTunes Music Store, che successivamente è diventato l’iTunes Store quando ha cominciato a vendere anche serie tv e film.

La Apple ha sempre prodotto dell’hardware bello e innovativo che tutti vogliono, mosso da software altrettanto innovativo che ha indicato la strada di come avremmo interagito con tutti gli altri hardware (è stato così con l’interfaccia del Mac e il mouse e di nuovo, oggi, con l’intuizione dell’iPhone estesa alla superficie dell’iPad) e in più ha costruito intorno a tutto questo un sistema di distribuzione di contenuti che funziona, nonostante il DRM che, comunque giustamente, i detentori dei diritti delle opere audiovisive impongono.

Qui in Italia percepiamo poco questo aspetto perché siamo al minimo 4 anni indietro rispetto alla realtà americana da questo punto di vista. Scrivendo questo post ho ritrovato su NextScreen, dove originariamente era stato pubblicato, questo post sull’annuncio congiunto Jobs-Iger dello sbarco sull’iTunes Store (che per l’occasione toglieva Music dal suo nome) e mi rendo conto che sono passati quasi quattro anni da quel giorno e qui da noi non è ancora cambiato assolutamente niente!

Questo non è un post sulla pirateria, ma hai voglia a parlare di pirateria quando, dal punto di vista dell’offerta, siamo un paese indietro di quattro anni su temi fodnamentali come il download-to-own e il download-to-rent, mentre la nostra domanda è ovviamente, allineata a quella di tutto il pianeta.

Chiudo tornando alla Apple e alla Microsoft, che ha invece seguito un’altra strada, tentando comunque una sua strategia internet che a giudicare da un altro grafico in cui mi sono imbattuto proprio oggi non è certo stata altrettanto redditizia e strategicamente indovinata.

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Così, mentre mi domando se l’accordo con Facebook per Docs.com non arrivi un po’ troppo tardi e mi rispondo che no, non è troppo tardi perché al mondo ci sono milioni di persone che non sanno dell’esistenza di Google Docs che usano tutti i giorni sia Facebook che Office (anzi, direi che in ufficio usano proprio i due contemporaneamente), vado a vedermi Avatar sull’iPad… ovviamente comprato negli USA perché tristemente, da noi ancora non si può.

apr
19
2010
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Le dimensioni contano

Via Pandemia ecco un infographic che ci da un’idea di quanti server siano necessari per condurre su internet i business globali che ben conosciamo. In fondo al grafico c’è anche la lista di alcuni importanti player che non svelano i loro dati in proposito. Cliccare sull’immagine per la versione… ancora più grande!

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apr
15
2010
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I Social Network hanno superato l’email

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Il sorpasso in “minuti spesi” era già avvenuto da tempo, ma quello del numero di utilizzatori è relativamente recente. Fa una certa impressione dirlo, ma il numero degli utilizzatori dei social network ha superato quello degli utilizzatori dell’email. Detto questo è chiaro, come scritto nel commento al grafico, che anche se usiamo i social network magari stiamo scambiando email, ma il dato in se è comunque significativo.

Scritto da Davide in Digitale, Internet, Social Media
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mar
27
2010
0

L’era del post-advertising

Un finto documentario racconta la scomparsa delle agenzie pubblicitarie. Al di là della simpatia di quello che in realtà è uno spot del FITC Toronto – The Design & Technology Festival
non credo che andrà proprio così.

Nel settore dei (new)media siamo stati abituati a pensare che la velocità sia tutto, ma spesso finiamo per fare il lavoro sporco, ma la solidità finanziaria e di relazioni da tempo a chi ce l’ha di evolversi e anche se in futuro saremo tutti più social e le persone giuridiche e i brad finiranno per avere una propria personalità sociale, ci sarà sempre chi agisce per loro conto.

Il rapporto cinema-agenzie, comunque, non è confrontabile a quello dei brand.

The Last Advertising Agency On Earth from FITC on Vimeo.

(via Marketing Usabile)