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	<title>CineGuru &#187; OT</title>
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	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
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		<title>Verizon e RedBox confermano un nuovo servizio VOD.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/verizon-e-redbox-confermano-un-nuovo-servizio-vod-3247</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Il provider e la catena di distributori automatici di DVD e Blu-ray si alleano per conquistare il mercato dello streaming e de noleggio per corrispondenza, finora capeggiato da Netflix. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;indiscrezione era già trapelata a metà dicembre (il nostro articolo <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/12/verizon-e-redbox-ruomors-sullalleanza-che-potrebbe-competere-con-lo-streaming-di-netflix-3031">qui</a>), ma ora è stato confermato da entrambi i soggetti interessati: il provider di Internet, tv e telefonia <strong>Verizon</strong> e i <strong>distributori automatici di Blu-ray e DVD</strong> targati <strong>RedBox</strong> stanno mettendo a punto una partnership pronta a sfidare <strong>Netflix</strong> su entrambi i suoi segmenti di mercato: sia quello del <strong>video on demand</strong> che dell&#8217;<strong>home video</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3252" title="Redbox-Verizon" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/Redbox-Verizon.jpg" alt="" width="597" height="337" /></p>
<p>&nbsp;<br />
<span id="more-3247"></span></p>
<p>Se il CEO del celebre portale, <strong>Reed Hastings</strong>, continua a ribadire la volontà di affrancarsi dal business legato alle copie fisiche, sembra invece che la nuova<strong> joint venture</strong> intenda concentrarsi <strong>sia sullo streaming che sul noleggio per corrispondenza</strong>, con la differenza che per la restituzione i clienti potranno usare i <strong>chioschi di RedBox</strong> diffusi su tutto il territorio statunitense. Entrambi i servizi saranno ad abbonamento, ma nel comunicato stampa ufficiale le due compagnie hanno rimandato ulteriori dettagli (come prezzo, titoli disponibili e funzionamento delle sottoscrizioni) a data da definirsi. La partnership dovrebbe comunque diventare operativa nella seconda parte dell&#8217;anno e vedrà la creazione di un&#8217;apposita società da 450 milioni di dollari, detenuta al 65% da <strong>Verizon</strong>.<br />
<br/><br />
<em>&#8220;Se pensate all&#8217;esperienza che entrambe le parti portano alla joint venture, al potere dei due marchi, alla diffusione capillare dei distributori automatici, alla nostra presenza ovunque e in qualsiasi momento e all&#8217;impegno di entrambi nell&#8217;innovazione a vantaggio del consumatore, è chiaro come Verizon e RedBox costituiscano un&#8217;ottima squadra nel campo dell&#8217;entertainment&#8221;</em>, ha detto a proposito<strong> Bob Mudge</strong>, responsabile dell&#8217;area Consumer &amp; Mass Business Markets di <strong>Verizon</strong>. E la nuova partnership, secondo un&#8217;analisi citata da <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/redbox-owner-verizon-form-video-joint-venture-287229"><em>Hollywood Reporter</em></a><em>,</em> potrebbe in effetti risultare estremamente concorrenziale non solo per <strong>Netflix</strong> ma anche per gli operatori via cavo e via satellite statunitensi, dovendo in teoria consentire  l&#8217;introduzione di pacchetti di servizi over-the-top difficilmente replicabili da altri competitor. <strong>Verizon</strong> è infatti un player rilevante non solo nel campo della banda larga e della telefonia, ma anche della <strong>connected tv</strong>, e ha <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/11/mtv-hbocnn-e-tanti-altri-canali-tv-su-xbox-360-2977">recentemente aumentato la propria offerta di canali</a> grazie a un accordo con la <strong>Xbox di Microsoft</strong>.<br />
<br/><br />
La sfida, quindi, si sposta un&#8217;altra volta sul piano dei contenuti. <em>&#8220;I consumatori fanno riferimento a RedBox per i film di nuova uscita, e questa alleanza ci permetterà di aumentare il valore aggiunto della nostra offerta con più contenuti e maggior flessibilità nei canali di fruizione&#8221;</em>, ha detto <strong>Paul Davis</strong>, CEO della controllante dei chioschi, <strong>Coinstar</strong>. Ma è proprio questo il punto più controverso su cui si concentra l&#8217;attenzione degli analisti: è di pochi giorni fa la conferma definitiva che <strong>RedBox non rinnoverà l&#8217;intesa con Warner Bros</strong> dopo <a href="http://cineguru.screenweek.it/2012/01/warner-bros-potrebbe-allungare-la-window-per-il-noleggio-home-video-ma-senza-il-placet-di-redbox-3166">la richiesta della major</a> di raddoppiare (56 giorni) la windows per l&#8217;uscita dei film in noleggio. Condizione finora accettata solo da <strong>Netflix</strong>, probabilmente proprio in virtù dell&#8217;intenzione di dismettere progressivamente il business non legato allo streaming. La notizia, comunque, ha fatto prevedere a molti tempi duri per i distributori automatici di DVD e Blu-ray, nel caso altri Studios dovessero allinearsi con la scelta di Warner.<br />
<br/><br />
Nati con il costo estremamente conveniente di 1 dollaro al giorno (prezzo solo lievemente aumentato a fine 2011), i chioschi dal tipico colore rosso sono infatti sempre stati osteggiati dalle major, che vi intravedono una svalutazione del proprio prodotto. Tanto che molte stanno cercando di virare piuttosto sul <strong>VOD</strong>, in particolare attraverso la sperimentazione di servizi premium a prezzo maggiorato (fronte su cui si scontrano però con l&#8217;opposizione degli esercenti). Difficile dunque prevedere come si inserirà la nuova joint venture in questo contesto, soprattutto finché non sarà definita la portata di un altro mercato nascente come quello delle tv connesse in Rete.<br />
<br/></p>
<p>Fonte:<a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/redbox-owner-verizon-form-video-joint-venture-287229"><em> Hollywood Reporter</em></a>, <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204662204577201343790367680.html?mod=googlenews_wsj"><em>Wall Street Journal</em></a></p>
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		<title>Il cinema resiste come intrattenimento extra-domestico, mentre sono più di metà gli italiani che guardano la tv connessi.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/il-cinema-resiste-come-intrattenimento-extra-domestico-mentre-sono-piu-di-meta-gli-italiani-che-guardano-la-tv-connessi-3074</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 13:14:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<category><![CDATA[OT]]></category>
		<category><![CDATA[Annuario statistico italiano 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo l'Istat, il cinema batte i musei, il teatro e anche lo sport, con più di un italiano su due che ne fruirebbe almeno una volta l'anno. Ma cresce la concorrenza per accapponarsi il tempo libero, e Facebook lancia un messaggio forse non così distensivo alla "vecchia" tv.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il cinema batte  musei, teatro e anche sport</strong> nella classifica degli <strong>spettacoli più fruiti dagli italiani</strong>. Lo riporta  l&#8217;<strong>Annuario statistico italiano 2011</strong> diffuso dall&#8217;<strong>Istat</strong> e riportato in un lancio <a href="http://www.asca.it/news-CULTURA__ISTAT__CINEMA_IN_CIMA_ALLE_PREFERENZE__BENE_SPETTACOLI_SPORTIVI-1076684-ORA-.html"><em>Asca</em></a>, in cui si specifica come oltre la metà della popolazione si sia recata a veder un film almeno una volta nel corso dell&#8217;anno, piazzandosi così al di sopra di <strong>mostre ed esposizioni museali</strong> (visitate da quasi il 30% degli italiani), <strong>eventi sportivi</strong> (a quota 28,5%), escursioni presso s<strong>iti archeologici e monumenti</strong> (che interessano a circa il 23%), <strong>discoteche e balere</strong> (22,6%), <strong>spettacoli teatrali</strong> (quasi 22 punti percentuali) e altri <strong>concerti musicali</strong> (20,8%). In fondo all&#8217;elenco i concerti di musica classica, che raccolgono poco più di un decimo delle preferenze.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1223" title="multimediaCdC-sala-deluxe-copia.jpg" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2010/05/multimediaCdC-sala-deluxe-copia.jpg" alt="" width="500" height="382" /></p>
<p><span id="more-3074"></span>Il <strong>cinema</strong>, insieme alle manifestazioni di tipo sportivo, è anche uno dei pochissimi settori in cui si registra un <strong>aumento di spettatori</strong>, mentre in generale sono <strong>più di due terzi</strong>, quasi l&#8217;80% degli uomini e il 63,5% delle donne al di sopra dei 6 anni, che secondo le proiezioni Istat nel 2011 avrebbero fruito di <strong>almeno uno spettacolo fuori casa</strong>. Per quanto riguarda il rapporto tra i diversi media, la <strong>televisione</strong> conferma il suo predominio, contando tra i suoi spettatori ben il<strong> 94% della popolazione</strong> al di sopra dei tre anni, senza significative distinzioni nella distribuzione geografica, d&#8217;età o di genere. La <strong>radio</strong> continua a invece a mantenere la propria popolarità presso il <strong>59% degli italiani</strong>, con uno zoccolo duro di fedelissimi che cala leggermente fino a 57,8 punti percentuali.</p>
<p>E se la fruizione di<strong> contenuti audiovisivi</strong>, tra cinema e tv, rimane prevalente sui canali di comunicazione tradizionali, è ormai evidente come la pratica stia acquistando sempre più rilevanza anche sul <strong>web</strong>. La settimana scorsa, uno studio di <a href="http://www.comscore.com/Press_Events/Press_Releases/2011/12/comScore_Releases_November_2011_U.S._Online_Video_Rankings"><em>ComScore</em></a> ha rivelato come a novembre negli<strong> Stati Uniti</strong>, ben<strong> 183 milioni di utenti</strong> abbiano<strong> guardato video su Internet</strong>, con un monte ore pari a 20 e mezzo ciascuno. Il totale dei<strong> video fruiti online</strong> è stato invece quasi di <strong>41 miliardi</strong>, con in testa i siti di <strong>Google</strong>, controllante di YouTube, seguiti da <strong>VEVO, Facebook, Yahoo!, Viacom Digital, siti Microsoft, AOL, Hulu, NBC Universal e Turner Digital</strong>.</p>
<p>In <strong>Italia</strong> ovviamente i numeri non sono paragonabili, fosse solo per il <em>divide</em> in fatto di banda larga, ma la situazione appare egualmente dinamica, tanto che è stato lo stesso<strong> Luca Colombo</strong>, <strong>country manager di Facebook per l&#8217;Italia</strong>, a tranquillizzare gli animi: presentando la ricerca<em> &#8220;Fuga dalla tv?&#8221;</em> commissionata a <strong>Nextplora</strong>, è stato infatti messo in evidenza come il <strong>web non rubi tempo al piccolo schermo</strong> ma gli si sovrapponga senza privarlo di fette di pubblico. Secondo i risultati, diffusi in un lancio <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2011/12/14/visualizza_new.html_13781286.html"><em>Ansa</em></a>, il<strong> 52% degli italiani</strong> sarebbe infatti <strong>multitasking</strong>, e userebbe<strong> il pc in contemporanea alla tv</strong>, mentre il 31% lo farebbe stando connesso al social network. <strong>Facebook</strong> oggi conta in Italia oltre 21 milioni di utenti, e per quanto non paragonabile a quel 94% della popolazione toccato dalla tv, comincia a diventare un competitor di tutto rilievo. Chissà che nonostante <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=2992">il gap dell&#8217;Italia</a> rispetto agli altri Paesi a sviluppo avanzato, Internet non cominci a diventare una sfida anche per le potenti emittenti generaliste.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Petroliere</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2009/12/il-petroliere-713</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 17:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immagini]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Petroliere, di Paul Thomas Anderson, è sicuramente uno dei film più belli degli ultimi anni, con un fantastico Daniel Day Lewis. Chissà perché mi è tornato in mente questo film del 2008 trovando su Infoservi quest&#8217;immagine delle società più profittevoli del pianeta (da BillShrink)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.screenweek.it/film/2731-Il-petroliere/poster/9324" class="embed-screenweek"><img alt="Il Petroliere Poster Italia" src="http://static.screenweek.it/2008/7/8/Il-Petroliere-Poster-Italia.jpg" width="500" /></a></p>
<p><a href="http://www.screenweek.it/film/2731-Il-petroliere">Il Petroliere</a>, di <strong>Paul Thomas Anderson</strong>, è sicuramente uno dei film più belli degli ultimi anni, con un fantastico <a href="http://www.screenweek.it/star/2805-Daniel-Michael-Day-Lewis">Daniel Day Lewis.</a></p>
<p>Chissà perché mi è tornato in mente questo film del 2008 trovando su <strong>Infoservi</strong> quest&#8217;<a href="http://www.infoservi.it/world-map-le-aziende-che-guadagnano-di-piu/3561?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Infoservi+%28Infoservi.it%29&amp;utm_content=Google+Reader">immagine delle società più profittevoli del pianeta</a> (da <a href="http://www.billshrink.com/blog/the-worlds-most-profitable-companies/">BillShrink</a>)</p>
<p><a href="http://www.billshrink.com/blog/the-worlds-most-profitable-companies/">
<div style="text-align:center"><img src="http://cineguru.screenweek.it/files/2009/12/multimediaprofit.jpg" alt="profit.jpg" border="0" width="500" height="964" /></div>
<p></a></p>
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		<title>Nota di servizio: disattivato IntenseDebate</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2009/03/nota-di-servizio-disattivato-intensedebate-257</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 10:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[OT]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono passati poco più di 20 giorni da quando l&#8217;ho attivato ma, anche a causa di molte segnalazioni personali, ho disattivato IntenseDebate su questo blog, molti mi hanno detto che non rendeva certo più facili i commenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati poco più di 20 giorni da quando l&#8217;ho <a href="http://www.cineguru.biz/2009/02/migliorie-ai-commenti-intensedebate-190">attivato</a> ma, anche a causa di molte segnalazioni personali, ho disattivato <strong>IntenseDebate</strong> su questo blog, molti mi hanno detto che non rendeva certo più facili i commenti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Migliorie ai commenti: IntenseDebate</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 18:42:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[OT]]></category>
		<category><![CDATA[Commenti]]></category>
		<category><![CDATA[IntenseDebate]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccomi qui con una comunicazione di servizio. Dopo averlo provato brevemente sul mio blog personale sto installando su questo blog IntenseDebate. Si tratta di un plugin che permette (spero) una migliore gestione dei commenti e dovrebbe permettere di seguire meglio le conversazioni. Per godere in pieno dei suoi benefici chi commenta deve registrarsi a sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccomi qui con una comunicazione di servizio. Dopo averlo provato brevemente sul <a href="http://dd.screenweek.it/">mio blog personale</a> sto installando su questo blog <a href="http://www.intensedebate.com/dash/98583">IntenseDebate</a>.</p>
<p>Si tratta di un plugin che permette (spero) una migliore gestione dei commenti e dovrebbe permettere di seguire meglio le conversazioni. Per godere in pieno dei suoi benefici chi commenta deve registrarsi a sua volta su <a href="http://www.intensedebate.com/">InteseDebate</a>, altrimenti si può continuare a commentare come sempre.</p>
<p>A voi il giudizio!</p>
]]></content:encoded>
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