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Tv connesse e banda larga: l’Italia ancora in ritardo rispetto alla UE

La scarsa penetrazione della banda larga, come ormai sappiamo, è una delle principali motivazioni che continua a tenere lontani dal nostro Paese grandi operatori internazionale del video on demand come Netflix. La misura esatta di questa criticità strutturale è offerta dal Rapporto I-Com 2013 su Reti e Servizi di Nuova Generazione, presentato ieri a Roma e incentrato sia sui temi della connettività, sia sullo stato di un settore centrale nel processo della convergenza mediatica quali le tv connesse in rete.

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Lucisano Media Group si rafforza su You Tube

Lucisano Media Group (che controlla la società di produzione e distribuzione cinematografica Italian International Film) ha stretto un accordo con Yam112003, player certificato da YouTube come Multi Channel Network, per il trattamento dei diritti audiovisivi su YouTube. L’accordo affermal a società in una nota «mira da un lato a riconoscere a LMG la possibilità di monetizzare le clip di proprie produzioni pubblicate sulla piattaforma da altri utenti, attraverso l’inserimento di contenuti pubblicitari, e dall’altro a proteggere dalla pirateria i contenuti di proprietà di Lucisano Media Group presenti sul portale»

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Tv connesse: in Italia 5,9 mln di esemplari per un business da 35 mln di euro

Entro la fine di quest’anno, saranno 5,9 milioni gli apparecchi televisivi con accesso a Internet in Italia, cioè il 40% in più rispetto al 2013. Poco più di un terzo (35%) sarà però effettivamente usato in modo connesso, evidenziando una certa lentezza nel processo di convergenza che, a livello mondiale, sta portando anche il piccolo schermo domestico a sposare progressivamente l’online. A rendere note le cifre è l’Osservatorio New Media & New Internet del Politecnico di Milano, in un’analisi dedicata al mercato italiano della fruizione on demand tramite tv connessa.

Connected TV

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Il British Film Institute rafforza il proprio servizio VOD

Il British Film Institute ha deciso di rafforzare a ampliare il proprio servizio di video on demand (BFI Player), lanciato un anno fa. A seguito di una consultazione approfondita con 1.000 utenti di BFI Player, l’aspetto, il layout e la quantità di nuovi contenuti sono stati oggetto di miglioramenti che verranno lanciati nelle prossime settimane.

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Digital Film Cloud Network, il mercato si fa online

Una piattaforma online indirizzata ai professionisti dell’industria per semplificare gli scambi dei diritti cinematografici e rimpiazzare le transazioni tradizionali. S tratta di Digital Film Cloud Network Film Rights Marketplace, uno spazio di mercato digitale lanciato commercialmente da DFCN, società della Silicon Valley, all’American Film Market che si è aperto ieri a Santa Monica.

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Video, Facebook vs YouTube: la sfida corre Fast and Furious

Dopo il clamore suscitato da iniziative come l’Ice Bucket Challenge, per il social network di Zuckerberg è arrivata l’ora di affilare le lame e mostrare ai “big spender” la forza promozionale della piattaforma in fatto di video. Se appare ormai chiaro come Facebook stia puntando a erodere il primato di YouTube in quanto destinazione per il consumo e il lancio di contenuti audiovisivi,  sembra che il debutto online del nuovo trailer di Fast and Furious 7 sia servito a evidenziare il potenziale di marketing per questo tipo di materiali.

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WePromo per Hunger Games e Interstellar

Parliamo di marketing con due iniziative ideate dall’agenzia di comunicazione WePromo per il cinema e dedicate rispettivamente a Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte 1 (Universal) e Interstellar (Warner). In occasione dell’uscita del film Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte 1, prevista per il 20 novembre, We Promo, in collaborazione con Alitalia e Universal Pictures ha realizzato la promozione “Vola con Alitalia e vinci con Hunger Games”.

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Essere o non essere… in VOD? Anche Shakespeare arriverà on demand

Se i grandi eventi teatrali hanno trovato un nuovo e fruttuoso sbocco nella multiprogrammazione cinematografica, sfruttando anche meglio dei film la flessibilità consentita dal digitale, ora il placoscenico è pronto a farsi strada anche nel campo dei servizi OTT. Non stiamo parlando di una produzione qualsiasi ma di quelle del Globe Theatre di Londra, che diventerà il primo a lanciare una piattaforma di video on demand per la distribuzione digitale dei propri contenuti.

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AGCOM, da marzo esaminati 108 casi di pirateria

Nei primi sei mesi dall’entrata in vigore, il Regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica ha dato impulso a circa un centinaio di istanze contro presunti casi di pirateria, riguardanti per lo più materiale fotografico e risolte per la maggior parte (39%) dall’adeguamento spontaneo ai richiami dell’AGCOM da parte di chi aveva pubblicato i contenuti  sotto accusa. Questo il bilancio del nuovo strumento antipirateria adottato a fine marzo dall’Authority per le Comunicazioni, che nel presentare i primi risultati della normativa ha sottolineato soprattutto il prevalere delle risposte collaborative dei soggetti accusati violazione di copyright, talvolta corrispondenti anche a cyberlocker con base all’estero, cioè a servizi tipo il vecchio Megaupload, tra i più temuti da quei produttori di contenuti che sono tra i principali sostenitori del nuovo impianto normativo.

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Dal VOD 6,8 miliardi in arrivo per cinema e tv

L’online nemico dell’industria audiovisiva? Non sembrerebbe dalle ultime stime di RBC Capital Markets, secondo cui gli investimenti che i servizi di streaming ad abbonamento stanno effettuando in contenuti arriveranno a toccare i 6,8 miliardi di dollari nel 2015, assottigliando progressivamente la forbice rispetto alle cifre provenienti dai broadcaster tradizionali. Già alla fine di quest’anno, gli operatori di SVOD (subscription video on demand) pagheranno agli studi cinematografici e televisivi una somma prevista di 5,2 miliardi, ben superiore ai 3,3 miliardi spesi in diritti dai canali via etere.

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