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Net neutrality: la battaglia non è ancora finita?

Ufficialmente si tratta di un passo storico nella regolamentazione del web, anche se le conseguenze e lo scenario aperto dalla nuova normativa USA in materia di net neutrality devono ancora dispiegarsi in tutta la loro portata. Cos’è successo a livello legislativo è facile da riassumere: giovedì scorso la Federal Communications Commission (FCC) statunitense si è pronunciata nel senso di classificare Internet come un servizio essenziale, facendo perciò rientrare i suoi fornitori gli, ISP, in un regime regolatorio volto a garantire condizioni paritarie di accesso alla rete per tutti gli operatori, dai più piccoli ai più grandi. Una decisione non scontata in un mercato come quello statunitense, e occidentale in generale, dove spesso i soggetti che gestiscono l’infrastruttura sono integrati verticalmente con alcuni dei principali provider di contenuti.

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The Interview disponibile da oggi in VOD (su Chili e iTunes)

Anche nel nostro paese The Interview, la commedia interpretata da Seth Rogen e James Franco al centro di un caso diplomatico tra Stati Uniti e Corea del Nord nelle scorse settomane, viene distribuito in digital download. Il film da oggi è infatti disponibile su Chili,  piattaforma italiana indipendente di download e streaming digitale legale, che lo propone a noleggio al prezzo speciale di 1 euro (9.99 per l’acquisto, mentre per la versione HD i prezzi sono 4,99 euro (noleggio) e 10,99 euro (acquisto). La pellicola è disponibile anche su iTunes al prezzo di 4,99 euro per io noleggio (e 9,99 per l’acquisto).

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Wuaki.tv apre ufficialmente i battenti in Italia (e ora punta ad Austria e Irlanda)

Dopo il debutto della versione beta, negli ultimissimi giorni del 2014, Wuaki.tv ha infine aperto definitivamente la sua offerta di film e serie tv on demand a tutti gli utenti italiani del web. La piattaforma, già forte di 20 milioni di utenti in Europa, è controllata dal colosso giapponese dell’eCmmerce Rakuten e si è affermata finora con un modello ibrido di SVOD e TVOD, cioè una formula mista di abbonamento e noleggio/acquisto di singoli titoli. Da questa prima release italiana, tuttavia,  sembra confermato che nel nostro Paese il tipo di servizio offerto sarà più essenziale e basato esclusivamente sul lato “transactional”, escludendo cioè la sottoscrizione su base mensile.

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Internet: Tre miliardi di persone connesse (il 40% della popolazione mondiale)

In questi primi mesi del 2015 il numero di persone connesse a Internet nel mondo toccherà quota 3 milioni, ovvero (solo) il 40% dell’intera popolazione mondiale. E’ uno dei dati apparsi nello studio di Internet.org ‘The State of Global Connectivity’, ovvero il progetto di Facebook che si prefigge di portare Internet nelle aree svantaggiate del mondo. Lo studio rivela infatti che gran parte delle persone attualmente non connesse a Internet (il 94%) vivono in paesi in via di Sviluppo: tali paesi hanno una percentuale di “connessione” della popolazione del 32% contro il 78% dei paesi economicamente avanzati. Per dare un’idea del divario si pensi che Stati Uniti e germania hanno una percentuale di connessione intorno all’84%, mentre paesi come Etiopia e Myanmar scendono sotto al 2%.

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I giovani americani scappano dalla tv?

Le nuove generazioni di americani stanno gradualmnete abbandonando le tv tradizionali in favore di nuovi fonti di entertainment, compresi i vari servizi di Video on Demand (da Netflix a Hulu). Questa è la paura degli stessi grandi broadcaster Usa che hanno visto negli ultimi tempi un consistente calo nei risultati finanziari e una diminuzione di spettatori per alcuni o per tutti i loro canali. Ad esempio, come sottolinea il Financial Times, il colosso Viacom ha dovuto fare i conti nell’ultimo trimestre del 2014 con un calo di spettatori del 18%. BET ha registraot invece un calo del 22%; il canale per bambini Nickelodeon del 17% e MTV del 14%.

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L’Australia si prepara a Netflix

La piattaforma di servizi video Netflix debutterà tra meno di un mese in Australia: la data non è stata fissata con certezza, ma di certo il debutto avverrà con la terza stagione della serie House of Cards, insieme ad altre serie originali come Marco Polo, Bloodline e Grace & Frankie e a grandi successi cinematografici Disney come Frozen e Maleficent. I competitor locali intanto non sono stati a guardare e si sono attrezzati per limitare l’impatto, anche perché si stima che Netflix potrebbe raggiungere i 170mila abbonati grazie soprattutto all’accordo con la piattaforma televisiva Fetch TV che offre a Netflix l’accesso ai propri set-top box. Ancora però non è stato reso noto il costo dell’abbonamento per gli utenti australiani anche se seguendo il modello statunitense dovrebbe aggirarsi tra i 10 e i 15 dollari.  Ma vediamo quali sono in Australia i principali concorrenti della piattaforma che in totale si stima possano raggiungere i 400mila utenti prima del lancio di Netflix.

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Twitter & #Oscar2015: i vincitori italiani dei cinguettii in infografica!

Come ogni evento mediatico che si rispetti, ormai anche degli Academy Awards è difficile parlare se non con un bel # davanti, e per non lasciare nulla al caso è stato lo stesso Twitter a stilare sul proprio blog la classifica dei momenti più cinguettati della Notte degli #Oscar2015. Con buona pace di Hollywood, il social network sembra non aver ancora rinunciato alla sua love story con Lady Gaga, la cui performance a fianco di una leggenda del cinema come Julie Andrews (aka Mary Poppins) ha rappresentato l’episodio più twittato della serata in termini di post per minuto. A seguire è stata però la più tradizionale consegna della statuetta per il miglior film a Birdman, di Alejandro González Iñárritu, mentre il terzo “momento da Oscar” è stato il discorso di ringraziamento della Miglior Attrice Non Protagonista, Patricia Arquette, premiata per il suo ruolo in Boyhood. Birdman è risultato anche il film con il maggior numero di citazioni, seguito da Grand Budapest Hotel e di nuovo Boyhood. Ma come si è comportato il pubblico italiano del social network? Scopriamolo con un’infografica originale, basata sul tracciamento dei tweet pubblicati nella nostra lingua nelle ultime 24 ore.

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Telecom, parte ad aprile la partnership con Sky. Trattative con Netflix

Partirà ad aprile la partnership di Telecom Italia con Sky nella pay-tv. L’accordo, siglato lo scorso anno, prevedeva di veicolare i contenuti della pay tv sulle proprie infrastrutture di rete di nuova generazione, bypassandola necessità di dover installare una parabola. Lo ha annunciato l’amministratore delegato  di Telecom Italia, Marco Patuano, nel corso della presentazione a Londra  del piano industriale per il triennio 2015-2017. E intanto, ha dichiarato sempre Patuano, Telecon è in trattative con Netflix. Dopo mesi di voci mai cinfermate  è la prima volta che Telecom ammette ufficialmnete le trattavite con la piattaforma di SVOD americana, che ormai è attiva in 50 paesi.

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Il Consiglio di Stato sulla copia privata: “Rincari legittimi”. Le reazioni dell’industria

Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del TAR del Lazio sulla questione dell’equo compenso per copia privata dichiarando “pienamente legittimi” i rincari previsti per il prossimo triennio a carico dei produttori di dispositivi mobili (smartphine, tablet). Il provvedimento si riferisce al decreto, firmato nel giugno scorso dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini sull’equo compenso per la riproduzione privata ad uso personale delle opere dell’ingegno e che aveva modificato il Decreto Bondi del 2009, aggiornandone le tariffe.  «Con questo intervento – aveva dichiarato allora Franceschini – si garantisce il diritto degli autori e degli artisti alla giusta remunerazione delle loro attività creative, senza gravare sui consumatori. Parlare di tassa sui telefonini è capzioso e strumentale: il decreto non introduce alcuna nuova tassa ma si limita a rimodulare ed aggiornare le tariffe che i produttori di dispositivi tecnologici dovranno corrispondere (a titolo di indennizzo forfettario sui nuovi prodotti) agli autori e agli artisti per la concessione della riproduzione ad uso personale di opere musicali e audiovisive scaricate dal web. Un meccanismo esistente dal 2009 che doveva essere aggiornato per legge».

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Dopo Vine anche YouTube punta sull’infanzia: arriva l’app Kids

Un’applicazione dal design semplice e morbido, con quattro sezioni facilmente navigabili con pochi scroll e un timer per stabilire il tempo di visione. Stiamo parlando di YouTube Kids, un nuovo servizio mobile, staccato dal portale video generalista, che la controllata di Google dice di aver sviluppato per rispondere alle richieste provenienti dal pubblico dei genitori e alla loro esigenza di offrire ai più piccoli un intrattenimento sì online, ma più mirato e adatto al target infantile. Ecco così l’arrivo della nuova applicazione, che debutterà lunedì 23 febbraio in occasione del Kidscreen Summit e, almeno inizialmente, per i soli dispositivi Android.

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