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Google: arriva l’Android Tv… e molto di più

Se i dispositivi mobili come smartphone e tablet ci hanno traghettato verso un’esistenza sempre più connessa, Google è pronta a completare la rivoluzione trasferendo online praticamente ogni parte del nostro ambiente di vita. Non è uno scenario fantascientifico ma quanto prospettato con entusiasmo ieri, in occasione della conferenza annuale dedicata ai programmatori. L’esito è semplice: Android arriverà presto sui vostri schermi, o meglio, su qualsiasi schermo possiate pensare di avere nelle vicinanze, da quello dell’orologio da polso (Android Wear, supportato da G Watch di LG e Gear Live di Samsung) a quello della macchina (Android Auto, in arrivo nel corso dell’anno). Ma soprattutto, Android arriverà sul piccolo schermo, con una mossa a lungo tentata dal colosso del web,  ma che stavolta sarà concretizzata grazie a nuove partnership con “aziende di elettronica di consumo” la cui identità, tuttavia, sarà rivelata solo più avanti. L’unica cosa che si sa per certo, è che Android TV offrirà un’esperienza in tutto e per tutto simile a quella mobile, e sarà utilizzabile nel salotto di casa tramite set-top box o integrata direttamente nell’apparecchio televisivo.

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Antipirateria: le armi sono informazione e coinvolgimento

“La pirateria è un reato”, “rubare è vietato dalla legge”, teschi e ossa e addirittura, in altri Paesi, l’accusa di aiutare terrorismo e traffici illeciti di varia natura. L’antipirateria, come l’abbiamo conosciuta finora, ha puntato spesso e senza troppi risultati sulla colpevolizzazione degli utenti e sulla denuncia dell’illegalità di pratiche come il download. Da quando l’home entertainment ha cominciato a sperimentare una vera e propria migrazione di consumatori e proventi verso l’online, è diventato tuttavia più chiaro come la pirateria non sia da liquidare solo come comportamento criminoso. L’offerta illecita in passato ha supplito anche alla carenza di quella legale, sviluppata con ritardo da un’industria refrattaria agli inevitabili cambiamenti indotti dalla tecnologia. Ecco perché anche l’antipirateria necessita di un radicale cambio di strategia, come dimostra l’esempio inglese dell’Industry Trust for IP Awareness: sorta di corrispettivo della nostra Fapav, passata dalle campagne contro il “furto” a quelle per il supporto attivo all’industria creativa e per la diffusione della conoscenza delle alternative legali alla violazione del copyright.

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AnicaONDEmand aggiunge le library di Koch Media e Cecchi Gori mentre si lancia nella distribuzione digitale

Nuove acquisizioni e un’uscita in direct to digital per il portale AnicaONDEmand, il servizio VOD dell’Associazione Nazionale delle Industrie Cinematografiche Italiane. La piattaforma, ospitata da MyMovies e lanciata lo scorso marzo dopo una lunga gestazione, espande oggi il suo impegno nella distribuzione digitale “proiettando” in esclusiva per il pubblico del web il documentario Mediterraneo Mare di Vita – The Director’s cut, di Caterina Ponti.

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HBO sbarca on demand su Amazon Prime, ma solo con le vecchie serie tv: assenti GoT e nuovi show

È arrivato un momento molto atteso dai “cord-cutters”, gli utenti che preferiscono guardare la tv attraverso il web e i nuovi device connessi in rete. HBO, popolare pay-tv statunitense via cavo, ha finalmente deciso di portare parte della sua programmazione su una piattaforma di video on demand esterna, cioè slegata dal canale e dalle sue formule di abbonamento. Se gli spettatori paganti dell’emittente potevano già fruire online degli show tramite HBO Go, ora chiunque potrà accedervi senza bisogno di sostenere i costi del cavo, accedendo semplicemente al servizio VOD di Amazon, Prime Instant Video. Fin qui la buona notizia, le cattive sono un paio: la prima è che per usufruire delle serie tv sarà comunque necessario sottoscrivere un abbonamento, quello appunto all’offerta on demand di Amazon, che presenta un costo abbastanza elevato di 99 dollari essendo su base annuale e legato anche all’ecommerce. La seconda è che sul portale non arriveranno le serie attualmente più amate e seguite di HBO, come Game of Thrones, ma solo quelle storiche o comunque con almeno tre anni di anzianità.

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Pulp Fiction, Chicago, Il Paziente Inglese: i classici Miramax arrivano in streaming gratis su AOL

Chi dice che l’on demand non possa diventare gratuito e supportato dalla pubblicità, come nella tv tradizionale? Questa è la direzione in cui si muove l’accordo, appena annunciato, tra lo studio cinematografico Miramax e AOL, media company di primissimo piano nel panorama web d’oltroceano. La partnership consentirà a tutti gli utenti USA di fruire, senza bisogno di sostenere alcun tipo di costo, alcuni tra i titoli più noti della major, direttamente tramite la nuova sezione “movies” all’interno del network video di AOL, finora specializzato solo nella diffusione di clip e serial.

PULP FICTION miramax AOL

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Il 57% degli utenti web guarda film in rete [INFOGRAPHIC]

Che il video on demand fosse una modo sempre più polare di vedere film e serial  tv, è stato reso ormai chiaro anche dalla proliferazione di piattaforme dedicate. A quantificare il fenomeno ha provato Global Web Index, mettendo a confronto la fruizione online di cinema e programmi televisivi tra l’ultimo trimestre 2012 e 2013. Ne è emersa  una crescita netta in tutti i comparti: i film mantengono la preferenza dei naviganti, oltre la metà dei quali (57%) ha dichiarato di averne visto almeno uno sul web nel mese precedente al sondaggio. La crescita maggiore è stata registrata invece dallo streaming degli show televisivi, passato dal 45 al 53%, per un totale di circa 157 milioni di nuovi spettatori migrati verso tale forma di visione. Lo studio di Global Web Index non specifica purtroppo in che misura si tratti di consumi legali o illegali, ma appare comunque indicativa di una tendenza consolidata e in continuo aumento, per altro in una fascia che comprende tutti gli utenti internet tra i 16 e i 64 anni. Ecco l’infografica elaborata a partire dall’indagine della società di ricerca:

 

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Fonte: Global Web Index

Direct to Digital Award: 42 si aggiudica il riconoscimento ideato da ScreenWEEK

È stato decretato il vincitore del Direct to Digital Award 2013, premio pensato e istituito dal magazine ScreenWEEK per sensibilizzare su questa innovativa modalità di distribuzione, basata interamente sul web. Son sempre più infatti i tioli cinematografici che sfruttano le piattaforme di video on demand per raggiungere il proprio pubblico sul web, saltando il passaggio in sala, e tra quelli usciti l’anno scorso una giuria preposta ha scelto di premiare 42. Biopic sportivo diretto dal premio Oscar Brian Helgeland, il film racconta la storia del giocatore di basbell Jackie Robinson e della sua lotta contro il razzismo.

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Internet batte tv: nel 2013 i ricavi dell’advertising sul web superano per la prima volta quelli dei broadcaster

L’atteso sorpasso alla fine è diventato realtà. Come appena rivelato dall’Interactive Advertising Bureau (IAB), l’anno scorso gli investimenti per la pubblicità su Internet hanno raggiunto negli USA i 42,8 miliardi di dollari, segnando non solo un aumento del 17% rispetto al record di oltre 36 miliardi stabilito nel 2012, ma anche una storica vittoria rispetto ai media tradizionali. Sempre nel 2013, infatti, la spesa degli inserzionisti sulla tv via etere si è fermata a poco più di 40 miliardi, cedendo  per la prima volta il passo all’advertising online.

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Pirateria: Game of Thrones batte il suo stesso record con la nuova stagione, riapre la questione VOD

Non gli è bastato aver mandato immediatamente in crash HBO Go, il servizio on demand dedicato agli abbonati della popolare emittente televisiva americana. La quarta stagione del seguitissimo Game of Thrones ha debuttato domenica battendo il suo stesso record, non proprio entusiasmante, in fatto di pirateria. Il primo dei nuovi episodi ha superato, in molto meno di 24 ore, i livelli di diffusione illegale in rete raggiunti dall’esordio della terza serie: secondo il monitoraggio effettuato dell’agenzia Excipio, si tratterebbe di 1,17 milioni di indirizzi unici di IP che hanno effettuato l’accesso ai torrent del serial nelle prime 15 ore dalla sua comparsa sul web.

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Amazon Fire TV: il colosso dell’eCommerce svela il suo device per lo streaming sul piccolo schermo

Come previsto dal mercato, la conferenza fissata ieri da Amazon è servita a presentare finalmente il suo set-top box per connettere la tv in Rete. Molto atteso e oggetto di numerose indiscrezioni, Amazon Fire TV è un dispositivo di piccole dimensioni e di facile utilizzo, che punta a quel settore già presidiato dai concorrenti Apple TV e Roku, con occhio attento ai giochi e al video on demand, in particolare quello offerto tramite lo stesso servizio ad abbonamento del portale di eCommerce,  Prime Instant Video.

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