<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>CineGuru &#187; News</title>
	<atom:link href="http://cineguru.screenweek.it/categoria/news/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://cineguru.screenweek.it</link>
	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 12:19:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Cinema, il Mibac opta per una &#8220;pausa di approfondimento&#8221; sulla liberalizzazione dei multisala.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/cinema-il-mibac-opta-per-una-pausa-di-approfondimento-sulla-liberalizzazione-dei-multisala-3242</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/cinema-il-mibac-opta-per-una-pausa-di-approfondimento-sulla-liberalizzazione-dei-multisala-3242#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 18:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizio]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Agis]]></category>
		<category><![CDATA[Anec]]></category>
		<category><![CDATA[Anica]]></category>
		<category><![CDATA[liberalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[multisala]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Borg]]></category>
		<category><![CDATA[sale urbane]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3242</guid>
		<description><![CDATA[Le controversie immediatamente suscitate dalla norma hanno convinto Ornaghi a stralciare dal decreto sulle semplificazioni la misura che prevedeva l'annullamento dell'approvazione del Mibac per l'apertura di nuove sale fino a 3000 posti (cioè, sostanzialmente, di nuovi multisala). ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di <strong>cinema</strong>, e di <strong>esercizio</strong> in particolare, si parla sempre come un settore in difficoltà, reso instabile non solo dal frangente economico ma anche da alcune costanti criticità strutturali come la progressiva scomparsa delle<strong> sale urbane</strong>, aggravata negli ultimi tempi anche dalla lentezza nella <strong>conversione al digitale</strong>. Per questo motivo è circa da un anno che l&#8217;attenzione di tutte le categorie di settore si è spostata proprio su questo anello della filiera e, in particolare, su quei cinema monosala o comunque con pochi schermi collocati all&#8217;interno delle città, più in crisi degli altri ma anche più adatti a intercettare quel tipo di pubblico maggiormente interessato al prodotto italiano e di qualità. Il fronte tuttavia ha subito qualche scossone in questi giorni, quando a cambiare le carte in tavola sono intervenute tra capo e collo le <strong>liberalizzazioni</strong>. Nel nuovo <strong>decreto del Governo</strong> in materia di <strong>semplificazioni</strong>, era comparsa infatti anche una norma che<strong> aboliva la necessità dell&#8217;approvazione del ministero dei Beni Culturali</strong> per l&#8217;<strong>apertura di nuovi cinema fino a 3000 posti</strong>, fatte salve le altre autorizzazioni di tipo tecnico e urbanistico, come il nulla osta rilasciato dai vigili del fuoco.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2807" title="sala2" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/11/sala2.jpg" alt="" width="468" height="334" /></p>
<p><span id="more-3242"></span> Immediate sono state le reazioni di diverse realtà associative. L&#8217;<strong>Agis</strong> ha espresso subito forte preoccupazione, cogliendo l&#8217;occasione anche per tornare a parlare di <strong>FUS</strong> ed <strong>Enpals</strong>, raccogliendo tr a l&#8217;altro dal titolare del Mibac, <strong>Lorenzo Ornaghi</strong>, la conferma dei finanziamenti al <strong>Fondo Unico per lo Spettacolo</strong> nel <strong>triennio 2012-2014</strong> con<strong> 411 milioni di euro</strong>, nonché un&#8217;apertura sul possibile aumento degli sgravi fiscali al settore. Per quanto riguarda l&#8217;ente previdenziale dello spettacolo, già accorpato all&#8217;Inps dal decreto &#8216;Salva Italia&#8217;, l&#8217;Agis ha chiesto di entrare a far parte del nuovo Consiglio di indirizzo e vigilanza che si sostituirà a quello dell&#8217;Enpals, anche per garantire l&#8217;utilizzo delle risorse &#8220;ereditate&#8221; dal precedente organismo a favore dei lavoratori della categoria.</p>
<p>Tornando alle <strong>liberalizzazioni</strong>, ancora più netta è stata la posizione del presidente dell&#8217;<strong>Anec</strong>, <strong>Lionello Cerri</strong>, contro una misura che <em>&#8220;invece di favorire la concorrenza&#8221;</em> secondo gli esercenti avrebbe finito per bloccare <em>&#8220;lo sviluppo armonico del settore&#8221;</em>, reiterando quelle posizioni di vantaggio e svantaggio già esistenti e, come visto negli ultimi anni, nocive anche per la diffusione del cinema di qualità. Favorevoli invece i <strong>distributori</strong>, la cui posizione è stata chiarita dal neo-presidente della categoria presso l&#8217;<strong>Anica</strong>, <strong>Richard Borg</strong>, convinto dell&#8217;utilità del provvedimento per incentivare gli investimenti e favorire la crescita del settore.<em> &#8220;Ritengo che non ci sia nessun collegamento diretto tra la costruzione di una multisala da tremila posti e la chiusura dei cinema di città&#8221;</em>, ha dichiarato <strong>Borg</strong> (<a href="http://www.asca.it/news-Cinema__Borg_%28ANICA%29__difesa_sale_di_citta__si_fa_migliorando_strutture-1120375-FOT.html" target="_blank"><em>Asca</em></a>), aggiungendo che la difesa delle sale urbane non deve essere perseguita bloccando il mercato ma migliorando le strutture con incentivi per lo <em>&#8220;sviluppo, la trasformazione e quindi il mantenimento delle sale cinematografiche attualmente più deboli&#8221;</em>. Ugualmente favorevole anche l&#8217;associazione degli <strong>esercenti multiple</strong>x, l&#8217;<strong>Anem</strong>, il cui presidente <strong>Carlo Bernaschi</strong> ha definito <em>&#8220;miope, fuori luogo e non imprenditoriale&#8221;</em> la scelta di schierarsi contro le liberalizzazioni, una misura in grado di favorire il recupero di spettatori con sale nuove e più moderne.</p>
<p>Le controversie immediatamente suscitate dalla norma hanno però convinto <strong>Ornaghi</strong> a <strong>stralciarla dal testo approvato dal Cdm</strong>: oggi è arrivata dal <strong>Mibac</strong> la conferma che <strong>i cinema sono stati esclusi dal decreto sulle semplificazioni</strong>, in quello che però è stato dipinto non come uno stop definitivo, bensì come una <em>&#8220;pausa di approfondimento&#8221;</em> per ascoltare le diverse istanze e pervenire a una loro composizione nell&#8217;interesse dell&#8217;intero settore cinematografico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Comunicati/visualizza_asset.html_965065858.html" target="_blank">Mibac</a>, <a href="http://news.cinecitta.com/news.asp?id=36899" target="_blank">Cinecittà News</a>, <a href="http://www.asca.it/news-Cinema__Borg_%28ANICA%29__difesa_sale_di_citta__si_fa_migliorando_strutture-1120375-FOT.html" target="_blank">Asca</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/cinema-il-mibac-opta-per-una-pausa-di-approfondimento-sulla-liberalizzazione-dei-multisala-3242/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La nuova Mostra di Venezia: meno titoli, niente sezione italo-centrica e un mercato &#8220;light&#8221;. Protestano i 100 Autori.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/la-nuova-mostra-di-venezia-meno-titoli-niente-sezione-italo-centrica-e-un-mercato-light-protestano-i-100-autori-3239</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/la-nuova-mostra-di-venezia-meno-titoli-niente-sezione-italo-centrica-e-un-mercato-light-protestano-i-100-autori-3239#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 14:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Barbera]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale College]]></category>
		<category><![CDATA[Controcampo Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Light Market]]></category>
		<category><![CDATA[Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3239</guid>
		<description><![CDATA[Chiude Controcampo Italiano, non più di 20 film in concorso e un potenziamento delle strutture dell'Industry Office per ampliare la visione dei film non in programma proposti dai venditori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo di tagli e di rinnovamento anche alla <strong>Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia</strong>, che per la sua <strong>69esima edizione</strong> (29 agosto-8 settembre 2012) proporrà un <strong>programma più snello</strong>, con meno sezioni e meno concorrenti, ma anche un l<strong>aboratorio per filmmaker</strong> e un <strong>mercato</strong>, ma in versione &#8220;light&#8221;.  Questo il nuovo &#8220;look&#8221; del festival varato ieri dal Cda della <strong>Biennale</strong>, presieduto dal &#8220;rinnovato&#8221; <strong>Paolo Baratta</strong> e in linea con quanto già anticipato nelle ultime dichiarazioni del neo-direttore artistico <strong>Alberto Barbera</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3240" title="Mostra-del-cinema-di-Venezia" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/Mostra-del-cinema-di-Venezia.jpg" alt="" width="478" height="366" /><br />
<span id="more-3239"></span><br />
<br/>Partiamo dalle novità della selezione ufficiale: nell&#8217;ottica di razionalizzare la programmazione dei titoli nelle diverse sale e consentirne un miglior apprezzamento (l&#8217;anno scorso in effetti è stata innegabile una certa confusione da sovraffollamento), la <strong>Biennale</strong> ha stabilito un <strong>limite</strong> certo per i <strong>film in concorso</strong>, che potranno essere 20 al massimo, e per il <strong>Fuori Concorso</strong>, che non ne potrà accogliere più di 11. Resta la sezione <strong>Orizzonti</strong>, dedicata alle cinematografie meno conosciute, alla sperimentazione e ai nuovi cineasti, mentre sparisce <strong>Controcampo Italiano</strong>, giovane sezione dedicata esclusivamente alle produzioni nostrane. Rimangono anche i cortometraggi, che faranno ancora una volta parte di <strong>Orizzonti</strong>, mentre nessuna modifica è prevista per le sezioni parallele della <strong>Settimana Internazionale della Critica</strong> e delle <strong>Giornate degli Autori</strong>. Ma sulla decisione di eliminare <strong>Controcampo Italiano</strong> sono già intervenuti i <strong>100Autori</strong>, che per voce di <strong>Andrea Purgatori</strong>, si sono detti pronti ad andare oltre a una presa di posizione formale. La mossa è stata invece apprezzata dal presidente dell&#8217;<strong>Anica</strong>, <strong>Riccardo Tozzi</strong>, favorevole allo snellimento, così come dal produttore <strong>Angelo Barbagallo, </strong>seppur con qualche preoccupazione per la visibilità del cinema del nostro Paese.</p>
<p><br/><br />
Per quanto riguarda il<strong> lato formativo</strong>, la <strong>Biennale</strong> ha reso noto l&#8217;obiettivo di creare, a latere della Mostra, un <strong>laboratorio</strong> dedicato alla <strong>produzione di opere low budget</strong> e aperto ai giovani di tutto il mondo, con il compito di realizzare alla fine del corso, della durata di un anno, tre opere audiovisive di lunga durata. La scelta dei <strong>film micro e low budget</strong> è dovuta anche alla volontà di rilanciare la ricerca su un tipo di cinema particolarmente adatto a rispondere alle sfide della crisi economica globale, ma il progetto complessivo è di respiro ben più ampio: l&#8217;intenzione, infatti, è quella di costituire un <strong>Biennale College</strong>, volto a rispondere al vulnus nel campo della formazione e ad avviare un programma di attività permanenti “oltre la Mostra”.<br />
<br/><br />
La novità più discussa e attesa riguarda tuttavia il <strong>mercato</strong>: un punto su cui i festival di cinema italiani si sono dimostrati finora carenti rispetto ad altre kermesse come Berlino e Cannes, ma che costituiva anche per questo uno degli elementi di forza della manifestazione capitolina, soprattutto nel suo rapporto nemmeno troppo velatamente conflittuale con il Lido. Quello annunciato ieri è pero un <strong>Light Market</strong>, pensato per dare impulso all’<strong>Industry Office</strong> e per rispondere alle esigenze delle categorie di settore. L&#8217;obiettivo è creare una struttura sempre più solida e appetibile per i professionisti di tutto il mondo, e per farlo il primo step sarà accrescere la possibilità dei <strong>compratori</strong> di <strong>visionare e acquistare i film</strong> che i venditori proporranno in aggiunta a quelli già presenti nel programma della Mostra.<br />
<br/></p>
<p>Si preannunciano infine altri cantieri: la <strong>Biennale</strong> specifica che sono in corso incontri con le istituzioni pubbliche per definire il programma della riqualificazione dell’area della Mostra. Per <strong>Venezia</strong> sarà dunque un altro anno di <strong>lavori in corso</strong>, in tutti i sensi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.labiennale.org/it/cinema/news/02-02.html?back=true" target="_blank">Biennale di Venezia</a>, <a href="http://news.cinecitta.com/news.asp?id=36925&amp;lang=0" target="_blank">Cinecittà News</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/la-nuova-mostra-di-venezia-meno-titoli-niente-sezione-italo-centrica-e-un-mercato-light-protestano-i-100-autori-3239/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sei emendamenti bloccano Fava: stop al SOPA all&#8217;italiana.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/sei-emendamenti-bloccano-fava-stop-al-sopa-allitaliana-3237</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/sei-emendamenti-bloccano-fava-stop-al-sopa-allitaliana-3237#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 12:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[Legge Comunitaria 2011]]></category>
		<category><![CDATA[SOPA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3237</guid>
		<description><![CDATA[Sei forze politiche intervengono trasversalmente per archiviare il tentativo di mano pesante contro la pirateria introdotto dalla Lega nella Legge Comunitaria 2011.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se negli <strong>Stati Uniti</strong> il fronte <strong>anti-SOPA</strong> ha ottenuto una temporanea vittoria con l&#8217;ulteriore rinvio della discussione sul nuovo disegno di legge contro la pirateria, anche in Italia si è infine dissolto lo spettro di una normativa altrettanto rigida e contestata in materia di <strong>copyright in Rete</strong>. Si tratta della norma introdotta dal deputato della Lega <strong>Giovanni Fava</strong> all&#8217;interno della <strong>Legge Comunitaria 2011</strong>, che avrebbe consentito &#8220;a qualunque soggetto interessato&#8221; di agire presso i provider per ottenere la rimozione dei contenuti ritenuti illeciti.</p>
<p><span id="more-3237"></span>Secondo i suoi detrattori, tale previsione avrebbe anche finito per imporre ai fornitori del servizio di monitorare costantemente in via preventiva le attività dei propri utenti bloccando i contenuti a rischio, pena il concorso di colpa nella <strong>violazione della proprietà intellettuale</strong>. Cioè esattamente quello contro cui <strong>Google</strong> e altri soggetti si stanno battendo strenuamente negli Stati Uniti, sia per l&#8217;eccesivo onere economico comportato dall&#8217;obbligo, sia per le sue chiare derive di ordine censorio. L&#8217;emendamento <strong>Fava</strong>, ribattezzato immediatamente sia &#8220;<strong>SOPA italiano</strong>&#8221; che &#8220;<strong>bavaglio al web</strong>&#8220;, sarebbe stato inoltre capace di colpire qualsiasi sito, dalle testate giornalistiche ai social network come<strong> Facebook e Twitter</strong>. La norma è però caduta sotto i colpi di altri<strong> sei emendamenti</strong>, praticamente tutti identici e più che bipartisan, presentati da Pdl, Idv, Fli, Apli, Pd e Udc. Il risultato sono stati 365 voti a favore, 57 contrari e 14 astensioni, che per ora archiviano l&#8217;ultimo tentativo di imporre la linea dura contro la pirateria.</p>
<p>Di segno opposto, ovviamente, la reazione dei sostenitori del provvedimento. Come riportato da <a href="http://www.primaonline.it/2012/02/02/101161/internet-confindustria-cultura-no-proposta-fava-occasione-persa/"><em>Prima Comunicazione</em></a>, ha parlato di &#8220;occasione persa&#8221; il presidente di<strong> Confindustria Cultura Italia</strong>, <strong>Marco Polillo</strong>, secondo cui la normativa europea non ritiene responsabili i siti o i service provider se i contenuti illeciti sono pubblicati a loro insaputa, e l&#8217;emendamento <strong>Fava</strong> avrebbe proposto semplicemente <em>&#8220;di tornare a una reale insaputa&#8221;</em>, piuttosto che presumere la loro estraneità ai fatti fino alla notifica delle autorità preposte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/politica/12_gennaio_23/nofava-sopa_f28bd024-45b4-11e1-9389-b1111b488a17.shtml?fr=correlati" target="_blank">Corriere.it</a>, <a href="http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_145863,00.html" target="_blank">B2B24.it</a>, <a href="http://www.primaonline.it/2012/02/02/101161/internet-confindustria-cultura-no-proposta-fava-occasione-persa/" target="_blank">Prima Comunicazione</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/sei-emendamenti-bloccano-fava-stop-al-sopa-allitaliana-3237/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Megaupload e Megavideo chiusi dall&#8217;FBI (e riaperti a tempo record?)</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/megaupload-e-megavideo-chiusi-dallfbi-e-riaperti-a-tempo-record-3213</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/megaupload-e-megavideo-chiusi-dallfbi-e-riaperti-a-tempo-record-3213#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 19:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leotruman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Kim "Dotcom" Schmitz]]></category>
		<category><![CDATA[megaupload]]></category>
		<category><![CDATA[megaupload chiuso]]></category>
		<category><![CDATA[megavideo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3213</guid>
		<description><![CDATA[Un&#8217;operazione congiunta di FBI, Dipartimento della Giustizia americana e corpi di Polizia di cinque stati in quattro diversi continenti ha portato nella notte all&#8217;arresto di Kim &#8220;Dotcom&#8220; Schmitz (Kim Tim Jim Vestor) insieme ad altre sei persone, e alla chiusura dei siti (18 domini) e delle società da lui fondate che possiamo riassumere con i termini Megaupload e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;operazione congiunta di FBI, Dipartimento della Giustizia americana e corpi di Polizia di cinque stati in quattro diversi continenti ha portato nella notte all&#8217;arresto di <strong>Kim &#8220;Dotcom</strong>&#8220; <strong>Schmitz </strong>(Kim Tim Jim Vestor) insieme ad altre sei persone, e alla chiusura dei siti (18 domini) e delle società da lui fondate che possiamo riassumere con i termini <strong>Megaupload</strong> e <strong>Megavideo</strong>.</p>
<p>Una <a href="http://www.justice.gov/opa/pr/2012/January/12-crm-074.html" target="_blank">nota ufficiale</a> del Dipartimento di Giustizia svela chiaramente il <strong>capo d&#8217;accusa</strong>:</p>
<blockquote><p>&#8220;<em>Sette individui e due società sono state accusate di mascherare una presunta impresa criminale internazionale organizzata responsabile di massicci atti globali di pirateria on-line a danno di numerose opere protette da copyright, attraverso siti correlati al dominio Megaupload.com. Hanno generato più di $ 175 milioni di proventi illeciti causando più di mezzo miliardo di dollari di danni ai titolari dei copyright</em>&#8221;</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/Unknown.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3215" title="Unknown" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/Unknown.jpeg" alt="" width="275" height="183" /></a></p></blockquote>
<p><span id="more-3213"></span><br />
Più che di &#8220;semplice&#8221; pirateria informatica, si parla di una vera e propria <strong>associazione criminale</strong> che ha generato profitti milionari. Siamo ben lontani dall&#8217;ingenuità della creazione di <strong><em>Napster</em></strong> ad opera di Sean Parker nel 1999, sito di file sharing musicale capostipite di centinaia di cloni nel corso di una decade.</p>
<p>A differenza di altri siti, concepiti per lo storage, il file sharing e lo streaming legale ma sfruttati anche illegalmente (come Dropbox o lo stesso Youtube), l&#8217;accusa si è espressa molto chiaramente contro Megaupload. Il fatto di <strong>&#8220;minacciare&#8221; i propri utenti</strong> della cancellazione dei propri upload dopo 21 giorni, a meno del pagamento della tariffa per diventare <strong>utenti Premium</strong>, è uno degli elementi che ha fatto la differenza:</p>
<blockquote><p><em>L’accusa sostiene che il sito è stato strutturato in modo da scoraggiare la maggior parte dei suoi utenti dall’utilizzare Megaupload per la conservazione a lungo termine di materiale personale, eliminando automaticamente il contenuto che non è stato regolarmente scaricato</em><em>. I cospiratori avrebbero inoltre offerto un programma a premi che offre agli utenti incentivi finanziari per caricare i contenuti più popolari sul web e portare traffico al sito, spesso generato attraverso siti web conosciuti come “siti di collegamento”. I cospiratori avrebbero pagato utenti i quali che avevano caricato contenuti in violazione dei diritti d’autore e che aveva  pubblicizzato i loro link per gli utenti di tutto il mondo.</em></p></blockquote>
<p><em></em>Sono proprio gli introiti derivati dagli abbonamenti Premium a costituire il <strong>vero e proprio lucro</strong> a danno delle major musicali e cinematografiche che ha portato il signor Schmitz ad accumulare beni (ora confiscati) per oltre 175 milioni di dollari, nonché al suo arresto. Si parla anche di una collezione di auto che comprende Rolls-Royce Phantom, Maserati GranCabrio, Lamborghini, Cadillac d’epoca, 16 Mercedes, Harley Davidson, ville milionarie e una lunga serie di altri beni preziosi.</p>
<p>Eppure l&#8217;opinione pubblica si è mossa in fretta (forse troppo in fretta) in difesa del fondatore di Megaupload. A breve distanza dall&#8217;arresto il collettivo <strong>Anonymous, </strong>formato da hacker in tutto il mondo (si parla di più di 5mila persone), ha attaccato diversi siti di istituzioni e major di tutto il mondo mentre su Twitter si inneggia alla <strong>#primaguerradigitale</strong>.</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/megaupload_logo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3216" title="megaupload_logo" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/megaupload_logo.jpg" alt="" width="364" height="233" /></a></p>
<p>C&#8217;è però differenza tra inneggiare alla <strong>morte del Copyright</strong> così come lo conosciamo (o meglio, spingere verso una sua evoluzione parallela a quella dei mezzi di distribuzione) e difendere un criminale, attualmente presunto, ma responsabile di un <strong>palese arricchimento</strong> ai danni di società che hanno investito complessivamente miliardi di dollari per produrre i materiali audio-video scambiati tra i propri utenti.</p>
<p>Che sia forse il momento di una seria riflessione per spingere ulteriormente verso la creazione massiccia di molteplici e vari <strong>strumenti di distribuzione legale</strong> di materiale audiovisivo, modificando contemporaneamente e attualizzando le leggi sul diritto d&#8217;autore? Società e siti internet di streaming e download digitale legale, se qualitativamente di buona fattura e con una discreta offerta, portano ingenti profitti agli investitori così come alle major stesse e gli esempi ci sono (iTunes, Netflix e Hulu solo per citarne alcuni).</p>
<p>Senza una <strong>valida alternativa</strong> ad ampio raggio d&#8217;azione i consumatori continueranno a fruire del servizio più comodo e vicino alle loro esigenze. Non si sta parlando di scaricare il film uscito nel weekend al cinema e ripreso con una videocamera e poi messo su internet, ma di recuperare un vecchio classico senza dover andare a rovistare nelle videoteche (ne esistono ancora?) o di rivedere alcuni episodi di un&#8217;amata serie televisiva che non più viene trasmessa da alcun canale. Quanti offrono un servizio di questo tipo, <strong>soprattutto in Italia</strong> (non a caso uno degli stati al mondo in cui la pirateria digitale è più diffusa)?</p>
<p>Il rischio è sempre lo stesso. Chiuso un Megaupload, se ne aprono altri dieci o addirittura <strong>riapre lo stesso sotto un&#8217;altro nome</strong> (vedi l&#8217;immagine sottostante). Non a caso nell&#8217;ultimo anno il &#8220;monopolio&#8221; incontrastato di Megaupload e di Schmitz è già stato minato da diversi altri siti di file sharing e streaming video, che stanno acquisendo popolarità sempre maggiore sulla rete: <strong>Fileserve, Filesonic, Videoweed, FileJungle, Videodebb, Videozer</strong>&#8230;</p>
<p>Se molti consumatori sono disposti a pagare <strong>tariffe non necessariamente esigue</strong> (si parla tra i 60 e i 100 euro per un anno) per usufruire di servizi di sfruttamento illegali (e i beni del signor Megaupload ne sono la dimostrazione!), non è fantascienza pensare che possano versare quote simili o anche più elevate per un servizio legale, che facilmente potrebbe dimostrare qualità ben più elevate.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/Schermata-01-2455947-alle-19.21.46.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-3214" title="Schermata 01-2455947 alle 19.21.46" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/Schermata-01-2455947-alle-19.21.46-1024x655.png" alt="" width="614" height="393" /></a></p>
<p>Fonti: <em><a href="http://www.justice.gov/opa/pr/2012/January/12-crm-074.html" target="_blank">Justice.gov</a>,<a href="http://malditech.corriere.it/2012/01/20/megaupload-e-il-tesoretto-di-kim-dotcom/" target="_blank"> Corriere</a></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/megaupload-e-megavideo-chiusi-dallfbi-e-riaperti-a-tempo-record-3213/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il decreto Liberalizzazioni abolirà il monopolio SIAE?</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/il-decreto-liberalizzazioni-abolira-il-monopolio-siae-3211</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/il-decreto-liberalizzazioni-abolira-il-monopolio-siae-3211#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 16:33:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leotruman</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[SIAE]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3211</guid>
		<description><![CDATA[C&#8217;è grande fermento sul web nelle ultime ore a causa della pubblicazione da parte di alcuni siti, tra cui Repubblica.it, della bozza del Decreto sulle Liberalizzazioni. Si tratta di un decreto legge di 44 articoli che affrontano temi molti diversi tra loro e altrettanto cruciali, come banche, taxi, farmacie, assicurazioni, professionisti e molti altri. Un passo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è grande fermento sul web nelle ultime ore a causa della pubblicazione da parte di alcuni siti, tra cui <em><a href="http://www.repubblica.it/economia/2012/01/20/dirette/liberalizzazioni_il_decreto_in_cdm-28462074/">Repubblica.it</a></em>, della bozza del <strong>Decreto sulle Liberalizzazioni</strong>. Si tratta di un decreto legge di 44 articoli che affrontano temi molti diversi tra loro e altrettanto cruciali, come banche, taxi, farmacie, assicurazioni, professionisti e molti altri.</p>
<p>Un passo della bozza è particolarmente interessante ai nostri occhi:</p>
<blockquote><p>“<em>L’attività di amministrazione e intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore di cui alla legge 22 aprile 1941, n.633, in qualunque forma attuata, è libera</em>“.</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/siae-185x139.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-3212" title="siae-185x139" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/siae-185x139.gif" alt="" width="185" height="139" /></a></p></blockquote>
<p>La sua approvazione definitiva potrebbe comportare la fine dell&#8217;<strong>esclusività nella gestione economica </strong>del diritto economico d’autore da parte della <strong>SIAE</strong> dopo 130 anni di attività. L&#8217;articolo 180 infatti ha sempre affermato che:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;L’attività di intermediario, comunque attuata, sotto ogni forma diretta o indiretta di intervento, mediazione, mandato, rappresentanza ed anche di cessione per l’esercizio dei diritti di rappresentazione, di esecuzione, di recitazione, di radiodiffusione ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite e di riproduzione meccanica e cinematografica di opere tutelate, è riservata<strong> in via esclusiva</strong> alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE)</em>.&#8221;</p></blockquote>
<p>Il tutto sta avvenendo in contemporanea con il commissariamento della SIAE, a cui viene contestato un debito che pare nell&#8217;ordine degli 800 milioni di euro. <strong>Gian Luigi Rondi</strong>, commissario speciale per il Governo, ha così commentato:</p>
<blockquote><p>&#8220;<em>Non spetta certo al Commissario Straordinario, nominato dal Governo, commentare le proposte parlamentari. La valutazione e&#8217; del Governo. La risposta spetta certamente alla nostra base associativa che, tra pochi mesi, all&#8217;esito dell&#8217;approvazione del nuovo Statuto &#8211; su cui con i sub commissari stiamo lavorando &#8211; ricostituira&#8217; democraticamente gli ordinari organi sociali. </em></p>
<p><em>Devo comunque ricordare che da sempre, grazie al patrimonio di conoscenza dei suoi dipendenti e dei suoi agenti mandatari, la nostra Societa&#8217; e&#8217; la migliore, a livello internazionale, in termini di raccolta sul territorio del diritto d&#8217;autore, nell&#8217;interesse degli autori e delle imprese culturali, e che una pluralita&#8217; di soggetti non significa determinare meccanicamente un miglioramento della qualita&#8217; dei servizi. Noi stiamo anche e soprattutto lavorando, con gli interventi messi in atto dal direttore generale, al perseguimento dell&#8217;equilibrio strutturale del bilancio, con provvedimenti che, purtroppo, richiedono sacrifici a tutte le componenti (dipendenti, dirigenti,mandatari, associati).</em></p>
<p><em>La SIAE e&#8217; da 130 anni la casa degli autori e da 85 anche quella degli editori. E&#8217; anche la mia casa visto che da molti anni sono iscritto alla SIAE. Siamo certi che questi sacrifici sono necessari, cosi come quelli che il Governo sta chiedendo ai cittadini, per mettere in sicurezza la nostra casa.</em></p>
<p><em>Quando ci sarà un equilibrio economico strutturale, monopolio o meno, tutti avranno comunque interesse a stare in questa che è e resterà la casa di chi crea e produce cultura&#8217;</em>&#8216;.</p></blockquote>
<p>Il dubbio però rimane: <em><strong>la SIAE perderà realmente il monopolio nella gestione economica del diritto economico d’autore? </strong></em></p>
<p>Fonti: <a href="http://www.repubblica.it/economia/2012/01/20/dirette/liberalizzazioni_il_decreto_in_cdm-28462074/">Repubblica</a>, <a href="http://www.asca.it/news-Siae__G__L__Rondi__bene_prezioso_per_sistema_cultura_Italia-1115542-ATT.html">Asca</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/il-decreto-liberalizzazioni-abolira-il-monopolio-siae-3211/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Netflix apre i battenti in GB e Irlanda. Parte la concorrenza con LoveFilm.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/netflix-apre-i-battenti-in-gb-e-irlanda-parte-la-concorrenza-con-lovefilm-3173</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/netflix-apre-i-battenti-in-gb-e-irlanda-parte-la-concorrenza-con-lovefilm-3173#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 13:28:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[LoveFilm]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Streaming]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3173</guid>
		<description><![CDATA[Decine di miglia di ore di nuovi contenuti in arrivo per gli utenti dei due Paesi europei, mentre il competitor inglese lancia il contrattacco abbassando i prezzi dello streaming.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sbarco era già stato annunciato, rimaneva un certo riserbo riguardo a tempi e contenuti. Ma nella corsa a solidificare le basi del proprio business, la compagnia di <strong>Reed Hastings</strong> non ha perso tempo e ha annunciato oggi l&#8217;attivazione del servizio di <strong>streaming VOD nel Regno Unito e in Irlanda</strong>, svelando infine anche quali saranno i <strong>contenuti</strong> messi a disposizione del nuovo pubblico europeo. Oltre ai già noti accordi con <strong>BBC WorldWide</strong>, <strong>MGM</strong>, <strong>Lionsgate</strong> e <strong>Moviemax</strong>, <strong>Netflix</strong> ha anche <a href="http://www.marketwatch.com/story/netflix-launches-in-the-united-kingdom-and-ireland-2012-01-09">annunciato</a> tra i propri fornitori le major <strong>Disney UK &amp; Ireland, Paramount, Sony Pictures Entertainment e 20th Century Fox</strong>, più <strong>NBCUniversal</strong> (controllante di <strong>Universal Pictures</strong>), <strong>Momentum Pictures, Viacom International Media Networks, All3Media, BBC, CBS, Channel 4&#8242;s 4oD</strong> e <strong>ITV</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3174" title="Netflix-UK-Irlanda" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/Netflix-UK-Irlanda.png" alt="" width="597" height="372" /></p>
<p><span id="more-3173"></span></p>
<p>Una risposta a tono rispetto alle ultime mosse del suo competitor britannico, che non più tardi del 6 gennaio aveva ufficializzato una nuova partnership con il servizio VOD di <strong>ITV</strong> e con <strong>BBC Worldwide</strong>, tanto che ora, secondo il <a href="http://www.ft.com/cms/s/0/c0af66a8-3aa4-11e1-be4b-00144feabdc0.html#axzz1ixdXvnoG"><em>Financial Times</em></a>, la battaglia si è spostata quasi completamente sul fronte dei <strong>prezzi</strong>. <strong>Netflix</strong> offrirà il suo servizio di streaming per circa <strong>sei sterline al mese</strong>, e sarà fruibile su tutti i dispositivi connessi in Rete comprese s<strong>mart tv, console per videogame, smartphone e tablet</strong>. La compagnia di <strong>Reed Hastings</strong> ha inoltre previsto <strong>un mese di prova gratuito</strong> ottenibile andando sul sito <a href="https://signup.netflix.com/global">Netflix.com</a>, mentre per ora non c&#8217;è traccia del servizio di noleggio via posta delle copie fisiche di film e serial. La sua controparte <strong>LoveFilm</strong>, proprietà <strong>Amazon</strong>, si è preparata al contrattacco riducendo il costo dei servizi di &#8220;Instant&#8221; VOD e offrendo un prezzo agevolato di circa <strong>5 sterline</strong> per chi sottoscriverà un abbonamento mensile allo streaming online senza richiedere l&#8217;invio per posta di DVD e Blu-ray. Inoltre, sottolinea il <em>Financial Times</em>, in confronto agli Stati Uniti  <strong>Netflix</strong> potrebbe incontrare maggiore concorrenza da parte delle<strong> pay-tv</strong>, in particolare <strong>Sky</strong> e <strong>Virgin</strong>, oltre che da parte delle grandi catene retail come <strong>HMV</strong> e <strong>Tesco</strong>.</p>
<p>Secondo quanto riportato da <a href="http://www.pcpro.co.uk/news/372064/netflix-uk-launch-marred-by-facebook-backlash"><em>PcPro.uk</em></a>, sembra che la società californiana abbia già suscitato le rimostranze di vari utenti per la scarsa chiarezza delle condizioni per il mese di prova gratuito, soprattutto per quel che concerne l&#8217;integrazione con <strong>Facebook</strong> e la privacy. Il sito scrive che molti temono la condivisione sul social network delle informazioni riguardo ai contenuti visualizzati su <strong>Netflix</strong>: curioso, dato che negli USA le opzioni <em>social</em> vengono solitamente annoverate tra i vantaggi dei nuovi servizi VOD, anche quelli offerti direttamente dalle major sulle proprie pagine. D&#8217;altra parte sembra inevitabile che con l&#8217;arrivo di un nuovo player di tal peso si creino nuovi apocalittici e nuovi integrati, ma per avere riscontri più precisi bisognerà aspettare il responso del primo mercato scelto dalla compagnia per l&#8217;espansione oltre l&#8217;Atlantico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/netflix-apre-i-battenti-in-gb-e-irlanda-parte-la-concorrenza-con-lovefilm-3173/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Warner Bros potrebbe allungare la window per il noleggio home video, ma senza il placet di RedBox</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/warner-bros-potrebbe-allungare-la-window-per-il-noleggio-home-video-ma-senza-il-placet-di-redbox-3166</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/warner-bros-potrebbe-allungare-la-window-per-il-noleggio-home-video-ma-senza-il-placet-di-redbox-3166#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 20:03:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CES]]></category>
		<category><![CDATA[Consumer Electronics Show]]></category>
		<category><![CDATA[distributori automatici di Blu-ray e DVD]]></category>
		<category><![CDATA[home video]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[RedBox]]></category>
		<category><![CDATA[Streaming]]></category>
		<category><![CDATA[streaming VOD]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>
		<category><![CDATA[warner bros]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3166</guid>
		<description><![CDATA[56 giorni anziché 28 tra l'uscita dei film in vendita e in noleggio. È questa la nuova strategia della major, che ha già raccolto il netto rifiuto di RedBox.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Codice rosso per il rapporto tra gli Studios e i nuovi grandi player del settore &#8220;rental&#8221; nel mercato degli Stati Uniti. Secondo indiscrezioni non ancora smentite, <strong>Warner Bros</strong> avrebbe infatti intenzione di <strong>raddoppiare la finestra</strong> <strong>tra l&#8217;uscita dei film in vendita e in noleggio</strong>, portandola a<strong> 56 giorni</strong> anziché quei 28 che rappresentavano il risultato di ardue trattative con i<strong> distributori automatici di Blu-ray e DVD</strong> targati <strong>RedBox</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3034" title="RedBox" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/RedBox.jpg" alt="" width="440" height="267" /></p>
<p><span id="more-3166"></span></p>
<p>La notizia che <strong>Warner Bros</strong> volesse allungare ulteriormente i tempi tra le due <em>release</em> per sostenere il business dell&#8217;<strong>home video</strong>, in realtà era arrivata ad ottobre e già all&#8217;epoca <strong>Paul Davis</strong>, CEO della controllante di <strong>RedBox</strong>, <strong>Coinstar</strong>, dichiarò l&#8217;intenzione di non sottostare alla nuova politica. Ora, come riportato da<a href="http://www.businessweek.com/news/2012-01-06/redbox-hasn-t-agreed-to-longer-delay-on-warner-bros-dvds.html"><em> Bloomberg/The Business Week</em></a>, di fronte ai nuovi rumors la stessa compagnia conferma la &#8220;linea dura&#8221; e smentisce di aver raggiunto un accordo diverso sulla window, al contrario di quanto era stato riferito dal sito <a href="http://paidcontent.org/article/419-netflix-faces-higher-prices-for-hbo-agrees-to-doubled-dvd-delays-from-w/"><em>PaidContent</em></a> che invece dava per concluse anche le trattative con <strong>Netflix</strong> (da cui non arriva ancora nessun commento) e <strong>Blockbuster</strong>.  Il rifiuto di un periodo più lungo per il noleggio dei titoli <strong>Warner Bros</strong> risponderebbe alla necessità dei distributori automatici da <strong>1,20 dollari a film</strong> di spingere sulle <strong>nuove uscite</strong>, a causa della limitatezza fisiologica del catalogo messo a disposizione di volta in volta ai propri utenti. Diverso potrebbe apparire il discorso per una società come <strong>Netflix</strong>, specializzata nel noleggio via posta e soprattutto nello <strong>streaming VOD</strong>. La nuova presa di posizione di<strong> RedBox</strong> non vuol dire comunque che i film distribuiti in home video da <strong>Warner Bros</strong> debbano sparire per forza dai chioschi dal caratteristico colore rosso, in quanto potrebbero essere acquistati lo stesso da terzi autorizzati alla vendita dei dischi della major.</p>
<p>Secondo il <a href="http://latimesblogs.latimes.com/entertainmentnewsbuzz/2012/01/redbox-warner-bros-dvd-delay.html"><em>Los Angeles Times</em></a> l&#8217;annuncio definitivo della nuova strategia è atteso per il <strong>CES</strong>, il <strong>Consumer Electronics Show</strong> che si aprirà a Las Vegas il 10 gennaio. Nel caso venisse attuata, avrebbe effetto a partire dal prossimo febbraio, dopo la scadenza degli attuali accordi di <strong>Warner Bros</strong> con <strong>Netflix</strong> e <strong>RedBox</strong>, soggetti da sempre non troppo benvisti dagli Studios per il costo estremamente basso degli abbonamenti e del noleggio e per la forte concorrenza esercitata nei confronti del resto del mercato dell&#8217;home video.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/warner-bros-potrebbe-allungare-la-window-per-il-noleggio-home-video-ma-senza-il-placet-di-redbox-3166/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nasce la Chiesa del Kopimismo, dedita al culto del file-sharing</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/kopimism-3160</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/kopimism-3160#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 13:02:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[Kopimism]]></category>
		<category><![CDATA[pirati informatici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3160</guid>
		<description><![CDATA[La Svezia riconosce in via ufficiale il Kopimism, la religione del file-sharing fondata dallo studente universitario Isak Gerson. Il suo credo? Il copia-incolla dell'informazione quale moltiplicatore del suo valore e la centralità della condivisione della conoscenza. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>pirati</strong> <strong>informatici</strong> possono non avere legge ma quanto meno hanno<strong> un credo</strong>. E d&#8217;ora in avanti potranno unirsi tutti sotto un&#8217;unica <strong>chiesa</strong>, quella svedese del <strong>Kopimism</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/2Y9gMhTyM-E" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></center><span id="more-3160"></span></p>
<p>È arrivata infatti in questi giorni la notizia che poco prima di Natale le autorità del Paese scandinavo hanno riconosciuto in via ufficiale il <strong>culto dedicato al file-sharing</strong>, nato già nel 2010 e con al proprio seguito<strong> tremila adepti</strong>. Il nome deriva dalla pronuncia delle parole inglesi <strong>&#8220;copy me&#8221;</strong>, i suoi fedeli sono detti <strong>kopimisti</strong> e il suo vangelo, come si legge sul <a href="http://kopimistsamfundet.se/">sito</a> del movimento religioso, consiste semplicemente nella fede assoluta nel <strong>principio della condivisione della conoscenza</strong>. Per aderirvi infatti non c&#8217;è bisogno di alcun atto formale, ma solo di aver sentito &#8220;la chiamata&#8221; verso ciò che c&#8217;è &#8220;di più santo&#8221;,  cioè la copia e il remix delle informazioni.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3165" title="kopimism" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/kopimism.jpg" alt="" width="559" height="289" /></p>
<p>In realtà, non è la prima volta che il fondatore, e potremmo dire &#8220;guida spirituale&#8221;, del <strong>Kopimism</strong>, lo studente di filosofia all&#8217;Università di Uppsala, <strong>Isak Gerson</strong>, tenta di  portare a termine la procedura prevista dal <em>Kammarkollegiet</em>. Ma sembra proprio che dopo un paio di tentativi andati a vuoto per vizi formali e un proficuo dialogo con l&#8217; agenzia governativa svedese, la nuova confessione abbia assolto tutti i passaggi necessari per il proprio riconoscimento e si appresti a diffondere il proprio credo nel resto del mondo. Come sottolinea <a href="http://torrentfreak.com/file-sharing-recognized-as-official-religion-in-sweden-120104/"><em>Torrentfreak.com</em></a>, il nuovo status di culto ufficiale non permetterà agli adepti di infrangere liberamente le leggi sul copyright, ma il suo leader spera che incoraggi altri fedeli a &#8220;uscire allo scoperto&#8221; e a copiare e diffondere informazioni senza timore di essere perseguiti per le proprie vedute ora ammantate di rango religioso.</p>
<p>E mentre si aspetta di capire quali saranno gli effetti pratici della decisione delle autorità svedesi, dal sito della <strong>Chiesa Missionaria del  Kopimism</strong> arriva già un video rivolto a eventuali nuovi proseliti in cui si rivelano i simboli sacri del culto,<strong> Ctrl+C</strong> e<strong> Ctrl+V</strong> e si invita a credere nella copia come strumento per moltiplicare il valore della conoscenza. Anche il logo, una K in una piramide, è disponibile in <a href="http://www.kopimi.com/kopimi/">varie versioni online</a> in modo da essere apposto dai seguaci del culto sulle loro pagine web, che desiderano mettere liberamente a disposizione della collettività di Internet per il copia-incolla. E considerando come il sito del movimento sia rimasto offline per quasi tutto il giorno dell&#8217;annuncio a causa delle troppe visite ricevute, è possibile che la nascita del Kopimism non si riduca solo a  una notizia di colore.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/kopimism-3160/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Google Zeitgeist 2011, Rebecca Black è la più cercata dell&#8217;anno</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/google-zeitgeist-2011-rebecca-black-e-la-piu-cercata-dellanno-3056</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/google-zeitgeist-2011-rebecca-black-e-la-piu-cercata-dellanno-3056#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 11:54:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leotruman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[zeitgeist]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3056</guid>
		<description><![CDATA[Ogni anno Google pubblica il suo Zeitgeist, il resoconto sulle parole più cercate dell&#8217;anno sul motore di ricerca più popolare e usato al mondo, nonché sito con maggior numero di visite in assoluto. Sono molte le sezioni in cui è divisa la presentazione e si può curiosare per ogni diverso stato del mondo quali sono state [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno Google pubblica il suo <em><strong>Zeitgeist</strong></em>, il resoconto sulle parole più cercate dell&#8217;anno sul motore di ricerca più popolare e usato al mondo, nonché sito con maggior numero di visite in assoluto.</p>
<p>Sono molte le sezioni in cui è divisa la presentazione e si può curiosare <strong>per ogni diverso stato del mondo</strong> quali sono state le parole, le persone e le frasi più cercate dell&#8217;anno. Cliccando sulle posizioni della top-ten si può leggere <strong>l&#8217;analisi di Google</strong> per ogni voce, davvero immediata e precisa.</p>
<p>Dando un&#8217;occhiata alla schermata globale, a sorpresa in prima posizione assoluta <strong>Rebecca Black</strong>: la giovanissima cantante americana (13 anni) è diventata popolare quando il suo singolo, <em>Friday</em>, è stato definito il &#8220;<strong>più brutto della storia</strong>&#8220;. Fans ed haters non hanno fatto altro che lavorare insieme per trasformarla nel personaggio più popolare dell&#8217;anno, con milioni di singoli venduti e<strong> 167 milioni di visite</strong> su Youtube per il suo primo video.</p>
<p>Su 10 posizioni, ben 3 sono occupate da parole legate al mondo <strong>Apple</strong>: iPhone 5 (telefono non ancora arrivato nei negozi!), iPad 2 (incredibili le vendite in questo anno solare) e ovviamente Steve Jobs, co-fondatore della società recentemente scoparso a soli 56 anni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/zeitgeist.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3057" title="zeitgeist" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/zeitgeist.png" alt="" width="589" height="314" /></a></p>
<p><span id="more-3056"></span></p>
<p style="text-align: left;">Sorprende il fatto che non ci sia nemmeno un film tra le parole più ricercate, mentre compare<strong> un videogioco</strong>. Scontata la presenza del terribile<strong> terremoto</strong> avvenuto in Giappone a marzo, mentre tra le star più ricercate abbiamo il defunto<strong> Ryan Dunn</strong> (attore di Jackass) e la cantante <strong>Adele</strong>, che ha venduto più di tutti in questo 2011 (oltre 10 milioni di album).</p>
<p style="text-align: left;">Andando a curiosare cosa è successo negli ultimi 12 mesi<strong> in ITALIA</strong>, tra le parole più cercate in assoluto c&#8217;è (Marco) <strong>Simoncelli</strong>, giovane pilota morto ad ottobre in seguito ad un terribile incidente durante una gara.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PAROLE più cercate</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Schermata-12-2455912-alle-12.29.50.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3058" title="più cercate" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Schermata-12-2455912-alle-12.29.50.png" alt="" width="220" height="417" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Tra le persone più cercate ovviamente in prima posizione c&#8217;è sempre Simoncelli, mentre a sorpresa troviamo <strong>Lamberto Sposini</strong> al secondo posto (in seguito al terribile problema di saluta per il quale ha rischiato di morire).</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PERSONE più cercate</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Schermata-12-2455912-alle-12.34.19.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3059" title="persone più cercate" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Schermata-12-2455912-alle-12.34.19.png" alt="" width="215" height="424" /></a>Tra i film più cercati in testa troviamo <em><strong>Fast &amp; Furious 5</strong></em>, grande successo in Italia (11 milioni di euro) che nel mondo. Fa sorridere che nella top-ten rientrino pellicole che poi hanno incassato pochissimo nel nostro paese, come <em><strong>Il Grinta, Boris-Il Film, Dylan-Dog, Conan il Barbaro</strong></em> e <em><strong>Scream 4</strong></em> (non arriviamo a 10 milioni se sommiamo i totali) mentre mancano grandi successi come <em><strong>Harry Potter</strong></em> o <em><strong>Pirati dei Caraibi</strong></em>.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>FILM più cercati</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Schermata-12-2455912-alle-12.35.29.png"><img class="size-full wp-image-3068" title="film più ricercati" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Schermata-12-2455912-alle-12.35.29.png" alt="" width="217" height="412" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Tra <strong>le news</strong> invece spiccano come sempre i casi di <strong>cronaca nera</strong>, grande passione degli italiani insieme alle squadre di calcio, ai social network e al Grande Fratello.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Schermata-12-2455912-alle-12.35.13.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3066" title="news" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Schermata-12-2455912-alle-12.35.13.png" alt="" width="216" height="422" /></a>Google ha pubblicato poi una serie di classifiche che ci aiutano a capire e conoscere meglio i <strong>gusti, i desideri </strong>e<strong> le ansie</strong> degli italiani. Diamo un&#8217;occhiata insieme:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>I SIGNIFICATI più cercati</strong> (significato di&#8230;)</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Schermata-12-2455912-alle-12.34.33.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3060" title="termini più cercati" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Schermata-12-2455912-alle-12.34.33.png" alt="" width="217" height="422" /></a><strong>I SOGNI più cercati</strong> (Ho sognato&#8230;)</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Schermata-12-2455912-alle-12.34.42.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3061" title="sogni" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Schermata-12-2455912-alle-12.34.42.png" alt="" width="216" height="412" /></a><strong>LE PAURE più diffuse</strong> (Ho paura di&#8230;)</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Schermata-12-2455912-alle-12.34.55.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3062" title="paure" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Schermata-12-2455912-alle-12.34.55.png" alt="" width="219" height="419" /></a><strong>COME FARE&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Schermata-12-2455912-alle-12.36.13.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3063" title="come fare" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Schermata-12-2455912-alle-12.36.13.png" alt="" width="220" height="417" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>I CIBI più cercati</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Schermata-12-2455912-alle-12.36.131.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3069" title="cibi" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Schermata-12-2455912-alle-12.36.131.png" alt="" width="220" height="417" /></a></p>
<p>Ecco infine un video preparato da Google, che racchiude un intero anno in alcune sequenze significative:</p>
<p><iframe width="640" height="366" src="http://www.youtube.com/embed/SAIEamakLoY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.googlezeitgeist.com/en">Google</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/google-zeitgeist-2011-rebecca-black-e-la-piu-cercata-dellanno-3056/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Verizon vs. Netflix, ultimi aggiornamenti: possibile offerta d&#8217;acquisto da 4,6 miliardi di dollari.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/verizon-vs-netflix-ultimi-aggiornamenti-possibile-offerta-dacquisto-da-46-miliardi-di-dollari-3037</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/verizon-vs-netflix-ultimi-aggiornamenti-possibile-offerta-dacquisto-da-46-miliardi-di-dollari-3037#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 14:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[streaming online]]></category>
		<category><![CDATA[Verizon]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3037</guid>
		<description><![CDATA[Bloomberg riferisce come Verizion abbia "intenzioni serie" riguardo all'acquisto della società specializzata nel video on demand in streaming. Per gli analisti di Mediatech Capital, Netflix varrebbe 4 miliardi e mezzo di dollari. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si fermano le indiscrezioni intorno al progetto di <strong>Verizon</strong>, la seconda compagnia telefonica statunitense, di lanciarsi nel mondo dello<strong> streaming online</strong> con un progetto volto a sbaragliare il principale <strong>operatore VOD</strong> del momento, vale a dire <strong>Netflix</strong>. Ieri vi abbiamo parlato della possibilità che <strong>Verizon</strong> lanci un servizio concorrente fornendosi del brand <strong>Redbox</strong>, specializzato nel noleggio di film in DVD tramite distributori automatici al costo di un dollaro. Oggi invece nuovi rumors parlano direttamente della possibilità che il colosso della telefonia e di Internet faccia <strong>un&#8217;offerta per rilevare completamente la compagnia</strong> guidata da <strong>Reed Hastings</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3038" title="verizon_logo" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/verizon_logo.jpg" alt="" width="477" height="309" /></p>
<p><span id="more-3037"></span></p>
<p>Secondo <a href="http://www.thewrap.com/movies/column-post/verizon-rumor-mill-keeps-spinning-will-telecom-giant-buy-netflix-33529"><em>The Wrap</em></a>, le voci sarebbero solo frutto della volontà di <strong>Verizon</strong> di<em> &#8220;tirare acqua al suo mulino&#8221;</em>, facendo fioccare le indiscrezioni che un <strong>portavoce di Netflix</strong> si è rifiutato di commentare definendole <strong>mere  speculazioni</strong>. Secondo gli analisti finanziari consultati dal magazine, inoltre, un&#8217;OPA non sarebbe conveniente in questo momento, dato che il <strong>valore della società in Borsa</strong> eguaglia appena quello degli investimenti previsti nel breve periodo per il pagamento dei diritti per lo streaming. Non è infatti un mistero che <strong>Netflix</strong> preveda di spendere <strong>3 miliardi e mezzo di dollari</strong> nei prossimi anni per aggiudicarsi nuovi contenuti e poter così competere con l&#8217;offerta dei network televisivi sempre più protesi verso la Rete.</p>
<p>Ma se <em>The Wrap</em> tende a smorzare la notizia, <a href="http://www.bloomberg.com/news/2011-12-12/verizon-very-serious-about-interest-in-netflix-bibb-says.html"><em>Bloomberg</em></a>  riferisce proprio oggi come <strong>Verizion</strong> abbia<em><strong> &#8220;intenzioni serie&#8221;</strong></em> riguardo all&#8217;acquisto della società specializzata nel video on demand in streaming. L&#8217;analisi proviene da un esperto di <strong>Mediatech Capital</strong>, secondo cui la vendita potrebbe concludersi per Pasqua per un <strong>valore di circa 4 miliardi e mezzo di dollari</strong>. Sempre secondo le fonti consultate da <em>Bloomberg</em>, <strong>Verizon</strong> starebbe prendendo in considerazione l&#8217;opportunità di questa mossa a causa delle crescenti preoccupazioni, condivise da tutte le compagnie di TLC, per l&#8217;aumento dei costi a cui potrebbe andare incontro per la diffusione di contenuti video sulle sue reti proprio a causa di provider come <strong>Netflix, Amazon e Hulu</strong>, che rifiutano di condividere i proventi delle loro attività di streaming.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/verizon-vs-netflix-ultimi-aggiornamenti-possibile-offerta-dacquisto-da-46-miliardi-di-dollari-3037/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

