Archivio per la categoria ‘News’

mag
27
2010
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In difesa della Casa del Cinema

CdC sala deluxe copia.jpg

La Casa del Cinema in questi anni ha mantenuto fede alla promessa contenuta nel suo nome diventando davvero un luogo di incontro per il nostro cinema, con presentazioni, dibattiti e proiezioni.

Mi unisco quindi al coro di preoccupazioni per il suo futuro e rilancio questo comunicato relativo alla conferenza stampa che si svolgerà il 31 maggio proprio per chiedere all’amministrazione capitolina delucidazioni sul futuro della struttura.

In Difesa della Casa del Cinema.jpg

Scritto da Davide in Cinema, News
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mag
17
2010
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Occhiali 3D: la Consensus Conference della Società Oftalmologica Italiana

A due mesi circa dalla montatura orribile degli Occhiali 3D arrivano i risultati di una Consensus Conference della Sociatà Oftalmologica Italiana che sembra affrontare il problema a tutto tondo e rassicurare tutti gli interessati, anche i bambini sotto i 6 anni (ma maggiore di 2, che tanto al cinema non ci vanno), riproduco qui di seguito il testo del comunicato.

CONSENSUS CONFERENCE

Indicazioni per l’utilizzo di sistemi per visione tridimensionale virtuale (3D)

Introduzione

La Società Oftalmologica Italiana (SOI) fondata nel 1879 è un Ente Morale giuridicamente riconosciuto che agisce da oltre 130 anni a difesa della vista. La SOI rappresenta il riferimento istituzionale dei 7000 oculisti italiani. Compito statutario della SOI è “la tutela e salvaguardia della salute visiva della collettività, ispirandosi ai principi della prevenzione, cura e riabilitazione sanciti nelle convenzioni internazionali e nella costituzione italiana in materia di diritto alla salute” (Titolo 1 – Articolo 1 dello Statuto SOI).

La SOI – in seguito alla Circolare del Ministero della Salute del 13 marzo 2010 avente come oggetto “Occhiali 3D per la visione di spettacoli cinematografici”, che regolamenta l’accesso all’utilizzo delle tecnologie 3D – è stata sollecitata da molteplici richieste da parte di istituzioni, organizzazioni e singoli cittadini ad approfondire le potenziali conseguenze dell’utilizzo delle tecnologie 3D sulla popolazione. In risposta a queste richieste, la SOI – seguendo linee guida internazionalmente riconosciute – ha riunito un Panel di Esperti (allegato 1) in una Consensus Conference che ha elaborato le presenti indicazioni sull’adeguato utilizzo di queste tecnologie, strumento utile al confronto con ogni attore istituzionale.

Premessa

Allo stato attuale non esistono indagini su campioni rappresentativi della popolazione generale che valutino gli effetti dell’uso della visione tridimensionale virtuale (3D) sull’apparato visivo o sulla salute in generale. In particolare è opportuno segnalare che:
- non esistono dati sperimentali che possano far ipotizzare che l’osservazione di filmati 3D, basati sulla separazione delle immagini che raggiungono gli occhi, possa essere dannosa per l’apparato visivo o per la salute in generale
- per i tempi di esposizione attualmente più diffusi (inferiori a 3 ore consecutive) sono stati segnalati in soggetti ipersuscettibili esclusivamente episodi di malessere transitorio senza danni irreversibili alla salute.
Dovendo ipotizzare una espansione di questa tecnologia con incremento del numero dei soggetti esposti e del tempo di esposizione a sistemi 3D, diviene necessario individuare – dapprima sul piano concettuale e quindi attraverso indagini su campioni significativi di popolazione – i soggetti ipersuscettibili, cioè chi si ritiene possa avere un maggior rischio di sviluppare segni e sintomi.

Visione tridimensionale virtuale

I filmati visibili in 3D sono realizzati con apposite videocamere dotate di due obiettivi distanti tra loro sul piano orizzontale circa 6 cm. – valore simile alla distanza tra i due occhi – che registrano separatamente le immagini destinate a ciascuno dei due occhi.
Durante la proiezione ogni fotogramma presenta due immagini: una destinata all’occhio destro ed una all’occhio sinistro. Al momento sono utilizzati tre tipi di tecnologia 3D: – Filtri polarizzanti (ad esempio RealD): ogni fotogramma è proiettato attraverso filtri a polarizzazione opposta. L’osservatore indossa occhiali con polarizzazione equivalente. Per preservare la polarizzazione la proiezione avviene su schermi silver screen. Gli occhiali sono economici.
- Filtri che separano lo spettro (ad esempio Dolby 3D): ogni fotogramma è proiettato attraverso filtri passa triplette di lunghezze d’onda non sovrapponenti. L’osservatore indossa occhiali con filtri dotati di proprietà spettrali che permettono a ciascuno dei due occhi di percepire solo le immagini ad esso destinate. Non è necessario nessuno schermo particolare. Gli occhiali sono costosi.
- Sistemi ad otturatore alternato (ad esempio XpanD 3D): i fotogrammi per l’occhio destro e sinistro sono presentati in modo alternato ad una frequenza di circa 60 Hz al secondo. L’osservatore indossa occhiali “attivi” che in risposta ad uno stimolo elettrico sincrono con le immagini presentate lasciano passare alternativamente le immagini per l’occhio destro e quelle per l’occhio sinistro. Questo sistema viene utilizzato negli schermi televisivi con tecnologia LCD (Liquid Crystal Display) e Plasma di ultima generazione.
Tutti questi sistemi richiedono il filtraggio dell’immagine con riduzione della luminosità e del contrasto. A differenza dei film 3D degli anni 50, le tecniche moderne non producono differenze percettive di colore tra le immagini dell’occhio destro e sinistro. Le proprietà temporali di ogni sistema sono diverse, ma nessuno produce un flicker maggiore dei sistemi standard a 2D.
Una ulteriore tecnologia è rappresentata dagli HMD (Head Mounted Display) dove sostanzialmente lo schermo è montato direttamente sugli occhiali e ciascuna “lente” è un piccolo schermo a cristalli liquidi che riproduce immagini diverse per ciascun occhio. A questi apparecchi sono solitamente associati dei sensori di movimento per cui quando si muove la testa anche l’ambiente grafico visualizzato sugli schermi ruota concordemente. Questa “realtà virtuale” è utilizzata anche in ambito lavorativo e per tempi solitamente prolungati.
L’evoluzione della tecnologia 3D va verso l’abolizione dei sistemi di filtraggio da applicare davanti agli occhi mediante la realizzazione di sistemi olografici che, attraverso la sovrapposizione di più schermi, possa fornire immagini tridimensionali.

Apparato visivo e visione tridimensionale

Per poter leggere le tre dimensioni reali l’apparato visivo umano è dotato di una serie di sistemi che consentono la completa cooperazione tra i due occhi – perfetta integrazione delle immagini avviate al cervello da ciascuno di essi attraverso la fusione binoculare e la sincinesia accomodazione convergenza – ed il sistema labirintico e propiocettivo. Il funzionamento ottimale di questo sistema consente la visione stereoscopica. Se la cooperazione tra i due occhi è imperfetta o viene interrotta si riduce o si perde la stereoscopia. Se si dissocia la via visiva da quella labirintica e propiocettiva compaiono le chinetosi.
Nelle tre dimensioni virtuali si interrompe la sincinesia accomodazione/convergenza in quanto mentre l’accomodazione rimane stabile per la posizione fissa del piano dello schermo, la convergenza viene stimolata dal movimento e dalla sensazione di profondità. Non sono segnalate in letteratura alterazioni oculari permanenti causate dall’interruzione di questo meccanismo. Allo stesso tempo si verifica la dissociazione tra canale visivo e canale labirintico/propiocettivo con possibile comparsa di fenomeni chinetosici.

La fusione binoculare si instaura e consolida tra i 3 ed i 6 mesi di vita. La stereoscopia diviene assimilabile a quella di un soggetto adulto ad 1 anno di vita. Tra gli 11 ed i 18 mesi tutte le funzioni visive raggiungono la maturità. Per queste ragioni i test più comunemente utilizzati nei bambini più piccoli per l’individuazione di anomalie della visione binoculare sono gli stereogrammi.
Effetti della visione tridimensionale virtuale sull’apparato visivo
Dopo il compimento di due anni di vita, nei soggetti sani, si deve ritenere perfettamente consolidata la fusione binoculare, la stereopsi e la sincinesia accomodazione/convergenza. Allo stato non è possibile ipotizzare effetti negativi sull’apparato visivo da visione tridimensionale virtuale.

L’eventuale disagio sensoriale che si può accompagnare alla visione tridimensionale virtuale è causato dalla incongruità tra informazione sensoriale visiva e informazione sensoriale labirintico- propiocettiva. L’occhiale che fa apparire tridimensionali le immagini proiettate bidimensionali sullo schermo non danneggia la vista e l’eventuale malessere dei soggetti ipersuscettibili è una “motion sickness” che si risolve immediatamente con la semplice chiusura di un occhio o interrompendo la visione 3D togliendo gli occhiali.

E’ utile osservare che la visione di filmati in 3D non deve essere sconsigliata poiché può svolgere un importante ruolo nella diagnosi precoce di anomalie della visione binoculare che a questa età possono trarre notevole vantaggio dalle terapie. Infatti, i soggetti con anomalie della binocularità rilevanti non avranno visione tridimensionale virtuale, mentre quelli con alterazioni lievi della binocularità – che non sono in grado di produrre effetti nella visione tridimensionale reale – potranno avere la comparsa di sintomi che, comunque, si interromperebbero con la semplice rimozione degli occhiali.

Nei soggetti con anomalie della binocularità ben compensate e nei soggetti sani la visione di filmati 3D può essere consigliata senza limitazioni. Nei soggetti con anomalie della binocularità non ben compensate possono comparire disagi durante la visione di filmati 3D che comunque scompaiono rapidamente con la rimozione degli occhiali. Si lascia alla sensibilità di ogni singolo individuo la opportunità di proseguire la visione dei filmati in 3D.
E’ comunque consigliabile, per i soggetti che durante la visione di filmati 3D avessero avuto disturbi, sottoporsi ad una visita medica oculistica in quanto i disturbi potrebbero essere il segno di una patologia non ancora diagnosticata a carico dell’apparato visivo o del sistema labirintico- propiocettivo.

Norme di utilizzo degli occhiali per la visione tridimensionale virtuale

Aspetti igienico-sanitari Sarebbe auspicabile che l’occhiale per la visione tridimensionale virtuale fosse personale come l’occhiale da vista. Tuttavia, a causa della mancanza di un sistema standard per la visione 3D, ancora per alcuni anni ogni sistema di visione 3D necessiterà del suo specifico occhiale. I costi degli occhiali “attivi” LCD per la visione 3D rendono poco probabile l’utilizzo di occhiali monouso. Questi occhiali non possono essere sanificati per immersione in liquidi disinfettanti o in acqua; potrebbero essere sanificati con disinfettanti gassosi ma con procedure troppo complesse e di difficile gestione. Notiamo che il problema della bonifica prima del riuso di occhiali attivi non è stato nemmeno posto in altri Paesi. Ciò indica un ben limitato timore di cross-infection. In effetti, non si provvede nemmeno alla bonifica di auricolari e microfoni utilizzati nelle sale congressi per la traduzione simultanea o per il “televoto”, così come non è prevista una bonifica di tastiere dei computer o dei touch screen negli aeroporti o in tanti altri contesti pubblici e, in particolare, non si provvede alla bonifica degli occhialini di prova che vengono utilizzati in tutti gli ambulatori oculistici pubblici e privati per l’esame della vista, senza che siano mai stati segnalati problemi di disseminazione di infezioni oculari. Dal che, a buon senso, si può derivare il concetto che una pulizia degli occhiali con un fazzolettino detergente o disinfettante da parte del nuovo spettatore dovrebbe essere più che sufficiente a scongiurare la trasmissione di infezioni oculari. I soggetti sottoposti di recente ad interventi di chirurgia oculare è consigliabile che ricevano indicazioni dallo specialista oculista di fiducia sulla opportunità di utilizzare la visione tridimensionale virtuale ed i necessari occhiali.

Gli occhiali per la visione 3D filtranti devono essere indossati solo da seduti; è sconsigliato muoversi indossando questi occhiali. L’uso dell’occhiale per la visione tridimensionale virtuale deve avvenire sempre insieme all’eventuale occhiale da vista.

Avvertenze d’uso di occhiali per la visione tridimensionale virtuale

In base a quanto illustrato si riportano sinteticamente le principali avvertenze d’uso di occhiali per la visione 3D:
- prima di indossare qualsiasi occhiale non strettamente personale è consigliabile che venga pulito con fazzolettini detergenti/disinfettanti
- prima di alzarsi dal posto è consigliabile togliersi gli occhiali per la visione 3D
- se l’occhiale per la visione 3D viene usato senza le necessarie prescrizioni di occhiali da vista o lenti a contatto, può comparire affaticamento oculare anche dopo pochi minuti di
visione
- se compaiono disturbi agli occhi o sensazione di malessere generale togliere gli occhiali per la visione 3D; normalmente i disturbi passano rapidamente
- se si è stati operati di recente agli occhi è necessario chiedere al proprio oculista di fiducia se si può utilizzare la visione 3D ed i relativi occhiali.

Individuazione di ipersuscettibili oftalmici alla visione 3D

La SOI ha predisposto un modulo riservato ai medici oculisti con il quale rilasciare ai pazienti che si sottopongono a visita oculistica una attestazione di assenza di controindicazioni oftalmiche all’uso di sistemi di visione 3D (allegato 2). Questo approccio permette di individuare la presenza di condizioni oculari che possano favorire la comparsa di sintomatologia.

PANEL ESPERTI CONSENSUS CONFERENCE

Dott. Matteo Piovella – Presidente Presidente dalla Società Oftalmologica Italiana Segretario della Associazione Sindacale Medici Oculisti e Ortottisti Italiani

Prof. Pasquale Troiano – Coordinatore Clinica Oculistica Università di Milano Fondazione Policlinico IRCCS Presidente del Comitato Tecnico Scientifico della Società Oftalmologica Italiana

Prof. Daniel Adams Assistant Professor of Ophthalmology, University of California – San Francisco

Prof. Costantino Bianchi Vicepresidente della Società Italiana di Ottica Fisiopatologica Consigliere della Associazione Sindacale Medici Oculisti e Ortottisti Italiani

Prof. Paolo Emilio Bianchi Direttore Clinica Oculistica Università di Pavia – Esperto di

Scritto da Davide in 3D, Cinema, News
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apr
30
2010
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Iron Man 2 al cinema e il punto sul Box Office dei film Marvel

ScreenWEEK.it Marvel Cinecomics.png

Dopo tanti infographics segnalati abbiamo deciso di realizzarne uno noi e il debutto italiano, in anticipo sugli USA, di Iron Man 2 ci offre una ghiotta occasione per farlo.

In questo grafico abbiamo confrontato il Box Office Worldwide dei film tratti dai fumetti Marvel degli ultimi 10 anni (sulle barre colorate dell’istogramma) con il risultato italiano (l’altezza dei personaggi), inserendo inoltre altre informazioni come i migliori esordi, i budget dei film e un confronto con i principali titoli DC Comics.

Fatto il riepilogo sul passato dei film Marvel la Box Office Cup vi aspetta per le previsioni sull’incasso del weekend d’esordio di iron Man 2.

apr
13
2010
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Nasce Lumenor, Consorzio Esercenti Indipendenti

lumenor_logo.PNG

I grandi circuiti spadroneggiano (poi ora ce ne è uno davvero grande), le sale sole faticano (e se sono piccole e di città scompaiono) e alla fine arriva da un gruppo di esercenti indipendenti l’unica risposta possibile: un consorzio!

Almeno sulla carta si tratta della migliore risposta possibile al rischio di eccessiva concentrazione nel settore dell’esercizio cinematografico. Una grande opportunità, anche se di non facile attuazione. Comunque ricevo e volentieri pubblico il comunicato che si trova anche sul sito ufficiale.

Grazie all’impegno di alcuni professionisti del mondo cinematografico è stato costituito il Consorzio Lumenor.
Lumenor è un innovativo consorzio indipendente costituito tra professionisti ed esercenti multiplex per accentrare in un unico ufficio di Roma l’acquisizione di film e la gestione di servizi per multisale e multiplex in tutto il territorio nazionale.

A presiedere il Consorzio e incaricato dell’area programmazione è stato chiamato Carlo Bernaschi.
Lumenor fornirà ai suoi consorziati svariati servizi: dalla programmazione cinematografica a qualificati servizi fiscali, amministrativi, promozionali e di consulenza ed assistenza aziendale.

Il Consorzio Lumenor ha l’obiettivo di garantire ai distributori cinematografici un efficiente ufficio di programmazione, garantendo sia le migliori condizioni per l’espletamento dei film che l’assoluta trasparenza gestionale.
Inoltre creerà e supporterà innovative operazioni promozionali nei multiplex consorziati.

In questi giorni sono in corso i contatti per definire la squadra di esercenti consorziati e, entro fine aprile, con l’apertura dell’ufficio di Roma, si avvierà la prima fase di programmazione cinematografica centralizzata.

apr
02
2010
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Cronache da San Francisco: Pixar, 3D, Wondercon, Tron e iPad Mania

ScreenWeek.it @ Pixar

Certo dei giorni più intensi per la mia visita a San Francisco erano difficili da trovare. Intanto ieri sono stato in visita alla Pixar, dove ho visto Toy Story 3 e Day & Night, introdotto a sorpresa da John Lasseter e devo ammettere che è stata la ciliegina sulla torta di una giornata mitica vederlo entrare a sorpresa in sala reso immediatamente riconoscibile da una delle sue mitiche camice.

Durante la giornata ho avuto modo di incontrare sia il regista e il produttore esecutivo di Day & Night, che molte delle figure coinvolte nella realizzazione di Toy Story 3, a cominciare dal regista Lee Unkrich, e l’occasione è stata ghiotta anche per sentirsi raccontare delle cose molto interessanti su come viene visto il 3D alla Pixar ed è evidente che quando te lo raccontano loro di persona il tutto è molto più interessante, con qualche annotazione da fare sulla “montatura orribile” che abbiamo vissuto in Italia.

Restando sempre in area 3D è uscito ieri qui negli USA Clash of the Titans e mi sono quindi precipitato a vederlo, spero presto di riuscire a scriverne in relazione alle tante polemiche che ha sollevato la sua conversione in 3D di cui ho parlato ampiamente anche qui su Cineguru.

Oggi, tanto per avere una giornata tranquilla, apre il WonderCon e questa sera ci sarà una conferenza stampa della Encom che si preannuncia molto accesa.

In tutto questo bisogna anche mettersi in fila all’Apple Store, perché domani è il grande giorno, l’iPad sta arrivando, e la febbre è sempre più alta, ha contagiato anche Letterman.

feb
15
2010
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Alla ricerca del 3D tarocco

Prendendo spunto da un’ANSA (o viceversa, questo non l’ho ben capito) è uscito qualche giorno fa sulla La Stampa un articolo ripreso da più parti che fa di tutta l’erba un fascio e parla di film in 3D tarocchi dando l’avvio al tipo di confusione che ipotizzavamo quando abbiamo dato la notizia della conversione al 3D degli ultimi due capitoli di Harry Potter e di Scontro di Titani.

Nel calderone dei “tarocchi”, almeno per certa approssimativa stampa italiana, è finito anche Alice in Wonderland, pur se l’articolo di Slate da cui tutto ha avuto origine non mette proprio sullo stesso piano i film che diventano improvvisamente 3D a 5 milioni di $ l’uno dopo il successo di Avatar e quelli che, pur avendo un diverso procedimento produttivo rispetto ad Avatar e ad altri film “ripresi con due telecamere”, nascono comunque concepiti in 3D anche se diventano tali in post-produzione.

Il primo a criticare Tim Burton (vittima in questi giorni di ancor più ridicoli incidenti di malainformazione nostrana) per non aver girato il film in 3D, ma lavorarlo in tal senso in post-produzione, è stato proprio Cameron in tempi non sospetti perché secondo lui “non ha senso girare in 2D e poi convertire in 3D”, ma devo ammettere che pur essendo un estimatore del lavoro fatto dal Re del Mondo con Avatar non mi è mica tanto chiaro neppure nel suo film cosa sia “girato in 3D” e cosa sia post-prodotto in 3D quando la quasi totalità di quello che si vede è in CGI e non sono certo i primi piani di Worthington o degli altri membri del cast in quei pochissimi momenti in cui sono ripresi dal vivo in ambienti reali a fare il 3D del film.

Penso che la differenza tra un 3D tarocco e uno che non lo è stia nel come un film è concepito, pensato, scritto, immaginato dalla mente del regista e poi dallo stesso realizzato, non solo nell’uso o meno della ripresa stereoscopica, che è un fattore certo fondamentale del 3D, ma non l’unico ad avere un impatto decisivo sull’esperienza finale dello spettatore, che potrà risultare convincente anche in altri casi.

Qui sotto (qui un altro articolo più breve) c’è un frammento dell’articolo di Slate che parla di come viene realizzata questa lavorazione in post-produzione e la sensazione è che anche in “semplici” conversioni, come quelle attraverso cui passerà Clash of the Titans e gli ultimi due capitoli di Harry Potter, ci possa essere un contributo tecnico/artistico di notevole livello.

Una volta fatto questo, il computer prende il sopravvento. Il software crea una nuova immagine dell’uomo muovendo le varie regioni del contorno della mappa a destra o a sinistra e rende tutto più pulito. La parte della punta del naso dell’uomo, per esempio, verrebbe spostata il più lontano possibile, mentre le parti più distanti – la parte posteriore della sua spalla – verrebbero spostate un po’ di meno. Quindi il processo dovrebbe essere ripetuto per gli altri due livelli dell’immagine: il muro e il cielo. (Il primo si muoverà solo leggermente, il secondo quasi niente.) In generale, questo processo deve essere completato per ogni oggetto in ogni inquadratura di tutto il film – un impegno che potrebbe richiedere mesi, anche con un team di 30 o più artisti. (Il carico di lavoro dipende in parte dalla quantità di movimento caotico nella scena. Se un oggetto è relativamente immobile, l’artista può tracciare alcuni fotogrammi rappresentativi e lasciare il computer ad interpolare il resto. In caso contrario, deve lavorare frame-by-frame).

Ma allora come fa un film convertito in 3-D a reggere il confronto con uno girato con una vera e propria camera 3-D? Non ha la stessa qualità ma probabilmente non si noterebbe la differenza, a meno che non si è esperti dei trucchi 3-D. Durante il processo di conversione, gli artisti e il software devono riempire un sacco di spazi vuoti. Si consideri l’esempio di cui sopra, dove l’immagine di un uomo è spostata sullo sfondo di un muro di mattoni. Questo spostamento lascia uno spazio vuoto nell’immagine – la porzione del muro dietro di lui che non era presente nell’immagine originale. A quel punto l’artista deve tagliare un pezzo di immagine da altre parti dello sfondo e incollarlo nel buco a forma di uomo. Se questo lavoro di taglia-incolla non è fatto alla perfezione, anche uno spettatore inesperto avrà la sensazione che qualcosa non quadra. Un altro problema deriva dal fatto che l’immagine è stata convertita in tre, quattro o otto strati di profondità, un po’ come la musica digitale, che è composta una serie di istantanee piuttosto che un’onda continua del suono. Una fotocamera stereoscopica utilizza un numero infinito di livelli, in modo da produrre un’immagine che assomigli il più possibile a quella percepita dall’occhio umano.

Tuttavia, alcuni registi di film 3-D decidono di convertire dopo aver girato, piuttosto che utilizzare le camere stereo nelle riprese. Uno dei motivi è il costo. Gli stereografi chiedono milioni di dollari per i lungometraggi. Una conversione completa da 2-D a 3-D di solito costa un po’ di meno, ma può sempre arrivare alle sette cifre. (Alcune aziende di conversione ora decidono di risparmiare con l’outsourcing del lavoro in Asia.) Un’altra ragione per la conversione è la familiarità. Girare un film in 3-D richiede una certa capacità decisionale: in particolare si deve trovare il modo di massimizzare l’effetto di profondità riducendo al minimo il potenziale di affaticamento degli occhi. Alcuni registi si sentono vincolati da queste limitazioni. In ogni caso, non tutti i registi 3-D sono convinti che la conversione funzioni altrettanto bene. James Cameron, per esempio, ha criticato Tim Burton per l’utilizzo di questo approccio nel suo film di prossima uscita, Alice nel paese delle meraviglie: “Non ha alcun senso girare in 2-D e poi convertire in 3-D”, ha detto.

Nonostante le critiche di Cameron ad Alice in Wonderland, è chiaro da questo breve passaggio che, anche parlando di semplice conversione dal 2D al 3D, ci sono una tale quantità di variabili e di contributi ad entrare in gico che, per paradosso, un film convertito potrebbe risultare, se questa conversione è fatta con grande cura, forse anche più convincente di un film girato male in stereoscopia.

Per avere un’idea un po’ più precisa di come avvengono queste conversioni segnalo su questo sito, purtroppo in tedesco, un video (il secondo) che rende velocemente l’idea di come può essere realizzata la trasformazione di un filmato 2D in 3D.

Detto questo, quindi, indubbiamente ci sono e ci saranno titoli che vengono convertiti in 3D solo al fine di salvare il salvabile, per dare cioè al pubblico, magari ancora confuso, un motivo per andare a vedere qualcosa che magari non avrebbe nemmeno preso in considerazione. Furbe operazioni di questo tipo sono state sicuramente Viaggio al centro della terra 3D e San Valentino di Sangue 3D, indipendentemente da qualsiasi giudizio sul loro 3D.

Poi ci sono titoli come Scontro di Titani e gli Harry Potter di cui sopra, ma si mormora anche di un doppio finale Twilight e di Transformers 3, che non sono nati in 3D, sono fortemente voluti in tale formato innanzitutto per non sfigurare al Box Office futuro, ma che potrebbero essere realizzati in 3D in modo eccellente, trattandosi tra l’altro di film in momenti ben diversi del loro processo di realizzazione e con intere sequenze realizzate in CGI.

Infine ci sono i film, come Alice in Wonderland nello specifico, in cui il 3D entra in un modo o nell’altro fin dall’ideazione del film, che poi ogni regista realizza con gli strumenti che ritiene più opportuni, in base alla propria sensibilità e alla proprie capacità.

Partire dal presupposto che i film non girati in stereoscopia sono 3D tarocchi mi sembra quindi un’affermazione quantomeno approssimativa. Cosa dovremmo dire allora dei film in animazione CGI, dove di sicuro non c’è niente di reale da “riprendere”, tantomeno in stereoscopia? Eppure sono proprio i film d’animazione che ci sono stati presentati in 3D per primi e avremmo presto più di un esempio, con Toy Story 1 e 2, di come un film possa rinascere nel nuovo formato, pur non essendo stato concepito per quello scopo, dato che sui film d’animazione e sulla possibilità di renderizzarli in stereoscopia bisognerebbe aprire tutta una lunga, apposita parentesi.

Tutto questo per dire attenzione a mettere tutto il 3D in un unico calderone, abbiamo la fortuna di vivere in tempi interessanti e bisognerà giudicare caso per caso.

gen
13
2010
0

ScreenWEEK.it Network Update 2

Avatar Poster Italia

ScreenWEEK.it inaugura il nuovo anno con un aggiornamento del look del blog principale e con una serie di post dedicati al countdown per l’uscita di Avatar, primo evento cinematografico del 2010 e probabilmente del decennio.

In proposito vi ricordiamo che nell’apposita sezione di ScreenWEEK.it è possibile trovare l’elenco di tutte le sale 3D d’Italia che proiettano Avatar, elenco che vi preghiamo di aiutarci a tenere aggiornato visto che sono moltissime le strutture che si stanno dotando di questa tecnologia proprio per l’uscita di questo titolo.

Ovviamente non ci fermiamo al nuovo film di James Cameron, perché la settimana successiva econo il bellissimo Tra le nuvole, l’attesissimo Nine e l’inquietante Il quarto tipo e, nelle settimane successive, Baciami Ancora, il fenomeno Paranormal Activity e Amabili Resti, film che attendiamo con grande commozione e cui abbiamo dedicato un blog speciale.

Concludiamo restando nell’ambito delle nostre prime iniziative per il resto dell’anno, con un altro blog speciale dedicato a Wolfman, una particolare attenzione ad Alice in Wonderland di Tim Burton, e un’altro blog speciale, dedicato ad Iron Man 2, sicuramente uno dei titoli più attesi di questo 2010.

Per ora è tutto, al prossimo aggiornamento su tutte le nostre attività e, nel frattempo, di nuovo buon anno a tutti.

dic
19
2009
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Il primo weekend di Avatar

Avatar Poster USA 5

Sulla pagina della Box Office Cup stiamo raccogliendo tutti i link di commento all’esordio di Avatar nel mondo. E’ l’unica cosa che possiamo fare in attesa della settimana del 15 gennaio, quando potremmo fare le previsioni anche per il nostro paese. Nel frattempo ricordate il nostro sondaggio sull’incasso italiano del film, volerà oltre i 25 milioni di Euro o voi siete più prudenti?

Scritto da Davide in 3D, Box Office, Cinema, Distribuzione, News
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ott
30
2009
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Lo spazio e il cinema

E’ stato presentato a Roma giovedì scorso The Space Cinema, il circuito di multiplex nato dall’acquisizione da parte di Medusa Multicinema di Warner Village Cinemas, all’interno di un progetto che ha come socio di maggioranza la 21 Investimenti di Alessandro Benetton.

“Il circuito ha 24 strutture in Italia pari a 242 sale e un potenziale di 16 mln di biglietti staccati l’anno”, sintetizza così l’ANSA la nascita del più grande circuito cinematografico d’Italia, che vuole però proporre anche un modello nuovo di sfruttamento dello spazio del cinema, non più appannaggio esclusivo dei film, ma con un palinsesto di contenuti addizionali “da eventi sportivi di cartello, come il calcio e il rugby, ai gran premi di moto GP, dalle notti della vela italiana con Luna Rossa ai concerti di musica rock, fino a trasmissione in diretta di opere della musica lirica” ricorda, tra gli altri, Cinema del silenzio.

Nel commentare la notizia Cineuropa parla poi del “valore aggiunto offerto allo spettatore” (“spazi per babysitting, sale dedicate ai trailer e pensate come luoghi ludici dove prendere un aperitivo con gli amici, proiezioni antimeridiane di film per famiglie”) dal nuovo circuito e del “trattamento speciale” che dovrebbe discenderne da parte dei distributori, tema che ha tenuto banco nelle scorse settimane con momenti di rigidità poco comprensibili dal pubblico che hanno lasciato interdetti molti spettatori.

Le intenzioni di innovare e migliorare l’esperienza di contorno alla fruizione del film, fino a dargli una nuova centralità, ci sono tutte, anche se in parte trovo descritte esperienze già a disposizione di chi frequenta i multiplex inseriti nei centri commerciali. Si tratterà di vedere quali e quante di queste innovazioni diventeranno realtà incontrando l’effettivo interesse del pubblico.

Due parole infine sul nuovo brand, curato da Fabrica.

Trovo carine le animazioni del logo (molto più del logo stesso) che accompagneranno lo spettatore in sala differenziandosi in base al genere di film proiettato (video qui sotto), perché hanno per protagonisti spettatori che al cinema si emozionano e trasformano e perché accennano al cinema come ad un’esperienza sociale (ci sono altre persone in sala).

Letto in quest’ottica il trattamento visivo identico a quello della comunicazione Apple per lo spot dell’iPod (a inizio del post il primo spot) tenta probabilmente di strizzare l’occhio a valori che il brand Apple ha saputo così ben comunicare, pur non potendo offrire lo stesso tipo di dinamismo, inserendoli però in un contesto sociale.

Non mi convince, invece, il nome. Tanto funzionava bene Warner Village, metafora di un villaggio con Il Cinema al centro, quanto mi sembra che in The Space Cinema l’accento sia tutto sullo spazio. Io, che ormai non sono più giovane, credo che la centralità debba ancora essere sul cinema e la sua capacità di far vivere emozioni uniche indipendentemente da tutto quello che c’è (o non c’è) intorno.

Insomma di “space” commerciali ce ne sono tanti, il Cinema bisogna continuare a riempirlo con i Film(s) e le emozioni che solo loro sanno dare.

set
21
2009
2

Avatar spostato al 15 gennaio

Stavo preparando l’aggiornamento ColdNews quando salta fuori che Avatar, in Italia, è stato spostato al 15 gennaio 2010, che non è certo una notizia che si può lasciar raffreddare.

Sicuramente si tratta di un’operazione che rassicura i molti perplessi sul potenziale commerciale del film, che come ai tempi di Titanic sono rimasti scettici di fronte a questo film, soprattutto dopo l’uscita del trailer.

Io, che perplesso non sono (ma ho avuto l’opportunità di vederlo in 3D al cinema e insisto sul fatto che a un film del genere i trailer, soprattutto solo su internet, non rendono giustizia), non penso che il film avrebbe avuto problemi ad avere il giusto spazio anche a Natale, ma comprendo le ragioni di uno spostamento di questo tipo, pur se da spettatore mi viene ancor più voglia di un Natale negli USA.

Scritto da Davide in 3D, Cinema, Internet, News
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