<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>CineGuru &#187; Mobile</title>
	<atom:link href="http://cineguru.screenweek.it/categoria/mobile/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://cineguru.screenweek.it</link>
	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 22:32:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Video online: Facebook batte Twitter nello share, gli utenti mobile più &#8220;fedeli&#8221; di quelli tradizionali [Infographic]</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/video-online-facebook-batte-twitter-nello-share-gli-utenti-mobile-piu-fedeli-di-quelli-tradizionali-infographic-3223</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/video-online-facebook-batte-twitter-nello-share-gli-utenti-mobile-piu-fedeli-di-quelli-tradizionali-infographic-3223#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 10:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Infographic]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[tablet]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
		<category><![CDATA[video online]]></category>
		<category><![CDATA[video sharing]]></category>
		<category><![CDATA[YouTube]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3223</guid>
		<description><![CDATA[Gli utenti che fruiscono i video tramite device di tipo mobile sono più "pazienti" e usano prevalentemente iPhone. Negli USA, per ogni video condiviso su Twitter ci sono 8 share su Facebook, in Italia 17. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>YouTube</strong> mantiene ben saldo il proprio primato nella fruizione di <strong>video online</strong>. Secondo le ultime stime, rivelate da <a href="http://www.reuters.com/article/2012/01/23/us-google-youtube-idUSTRE80M0TS20120123"><em>Reuters</em></a>, l&#8217;ammontare delle sue<strong> visualizzazioni mensili</strong> avrebbe superato quota <strong>4 miliardi</strong>, in crescita del 25% negli ultimi otto mesi. <strong>60</strong> sono invece le <strong>ore di upload al minuto</strong>, in decisa crescita rispetto alle 48 dichiarate lo scorso maggio. Merito in parte dei contenuti originali che il portale di <strong>Google</strong> ha cominciato a produrre anche in partnership con personaggi chiave dello showbiz, quali <strong>Madonna</strong> e <strong>Jay-Z</strong>, per competere con i grandi network statunitensi. Per ammissione dello stesso sito, gran parte dell&#8217;incremento si deve tuttavia allo sforzo sostenuto per diffondersi su varie piattaforme come <strong>smartphone e tablet</strong>. Quanto influiscono i <strong>dispositivi mobili</strong> sul <strong>consumo di video online</strong>? Vi proponiamo un&#8217;<strong>infografica</strong> elaborata a proposito dall&#8217;host di web video <a href="http://wistia.com/blog/movies-on-the-move-video-engagement-on-desktops-vs-mobile-devices-infographic/"><strong>WISTIA</strong></a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3226" title="mobileinfographic 1" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/mobileinfographic-1.jpg" alt="" width="580" height="544" /></p>
<p><span id="more-3223"></span></p>
<p>Basandosi sul report trimestrale di <strong>Ooyala</strong>, che prende in considerazione il comportamento di più di <strong>100 milioni di visitatori unici</strong>, l&#8217;infographic mostra prima di tutto come gli utenti che fruiscono i video tramite device di tipo mobile siano <strong>più &#8220;pazienti&#8221;</strong>, nel senso che portano a  termine la visione di almeno 3/4 di un video in misura addirittura doppia rispetto ai classici<em> desktop viewers</em>. La leadership dei dispositivi mobili utilizzati per la visione online va agli <strong>iPhone</strong>, con una fetta di ben il 71,8%, seguiti da quelli <strong>Android</strong> con un distacco di più di 50 punti percentuali.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3227" title="mobileinfographic 2" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/mobileinfographic-2.jpg" alt="" width="580" height="997" /><br />
A conferma dalla prima tendenza mostrata dai grafici, emerge inoltre che i <strong>tablet</strong> si prestano alle <strong>visualizzazioni di 10 minuti o più</strong> di web video, mentre al computer prevale un uso molto più rapido e frammentario che non arriva nemmeno a un minuto. La situazione appare invece più equilibrata per quanto riguarda i telefonini. Allo stesso modo, la percentuale di spettatori realizzati sui diversi dispositivi cambia a seconda che si parli di video guardati quasi fino alla fine o per la porzione minima di un quarto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3228" title="mobileinfographic 3" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/mobileinfographic-3.jpg" alt="" width="580" height="743" /></p>
<p>Interessante infine il confronto tra la potenza di <strong>Twitter e Facebook</strong> nel <strong>video sharing</strong>, dove i cinguettii appaiono sconfitti tanto nel Nord America quanto in molti Paesi europei e asiatici, eccezion fatta per il Giappone. Negli <strong>USA</strong>, il rapporto tra lo share via Twitter e via Facebook e di <strong>1 a 8</strong>, in Italia raggiunge la proporzione quasi record (seconda solo a Taiwan) di 1 a 17.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3229" title="mobileinfographic 4" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/mobileinfographic-4.jpg" alt="" width="580" height="461" /><br />
Chi realizza video per il web è perciò avvertito: pensare in anticipo al canale prediletto su cui si desidera che avvenga la fruizione e in generale ottimizzare i contenuti anche per i dispositivi mobili.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/video-online-facebook-batte-twitter-nello-share-gli-utenti-mobile-piu-fedeli-di-quelli-tradizionali-infographic-3223/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>3D, smart o social: quale sarà la tv del futuro?</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/3d-smart-o-social-quale-sara-la-tv-del-futuro-3198</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/3d-smart-o-social-quale-sara-la-tv-del-futuro-3198#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 11:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Infographic]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Apple TV]]></category>
		<category><![CDATA[CES]]></category>
		<category><![CDATA[Connected tv]]></category>
		<category><![CDATA[Consumer Electronics Show]]></category>
		<category><![CDATA[Google TV]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo Cameron-Pace]]></category>
		<category><![CDATA[MySpace tv]]></category>
		<category><![CDATA[smart tv]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[Vince Pace]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3198</guid>
		<description><![CDATA[Il CES di Las Vegas ha visto ancora una volta protagoniste le tv: alcune 3D, anche senza bisogno degli occhialetti, molte smart, altre social e tutte immancabilmente connesse in rete. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come hanno messo in luce in molti, saranno anche passati 45 anni dalla prima edizione, ma l’ultimo <strong>CES</strong> ha visto ancora una volta protagoniste le tv. Alcune <strong>3D</strong>, anche senza bisogno degli occhialetti (come quella di Toshiba che riconosce il movimento dello spettatore ed emette fasci di luce differenziati per “seguirne” gli occhi), molte <strong>smart</strong>, alcune <strong>social</strong> e tutte immancabilmente<strong> connesse in rete</strong>, le televisioni sono state al centro di annunci e presentazioni, da cui emergono alcune tendenze probabilmente destinate a caratterizzare ancora a lungo un mercato non ancora maturo ma già insidiato dalla concorrenza di tablet e altri dispositivi che, se non adeguatamente contrastati, potrebbero rubare il primato al piccolo schermo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3200" title="ces history" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/ces-history.png" alt="" width="511" height="1280" /></p>
<p><span id="more-3198"></span></p>
<p><strong>3D</strong></p>
<p>Nonostante il <a href="http://www.displaysearch.com/cps/rde/xchg/displaysearch/hs.xsl/111228_3d_tv_gaining_momentum_in_western_europe_and_china_declining_in_north_america.asp">report</a> di <strong>NPD DisplaySearch</strong> sull&#8217;andamento del mercato delle tv nell&#8217;ultimo trimestre 2011 abbia messo in luce un apprezzamento non troppo entusiastico delle tv a tre dimensioni  da parte dei consumatori nordamericani, la stereoscopia è stata un must anche durante l&#8217;ultimo<strong> Consumer Electronics Show</strong>, dove secondo<em> <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/consumer-electronics-show-3d-tvs-281718">Hollywood Reporter</a></em> sono emerse in particolare due esigenze ben distinte, cioè un miglioramento nella <strong>qualità degli schermi e dei contenuti</strong>. Sul primo fronte, la grande quantità di display rivelati a Las Vegas lascerebbe intuire un deciso progresso: sia <strong>Samsung</strong> sia <strong>LG</strong> hanno dichiarato che nel 2012 la metà dai propri televisori supporterà il formato, mentre la <strong>Consumer Electronics Association</strong> ha stimato che le <strong>vendite aumenteranno del 101%</strong> arrivando a superare i sei milioni di unità. L&#8217;<strong>home video</strong> continua a fare affidamento sulla terza dimensione, tanto che secondo i dati del <strong>DEG – Digital Entertainment Group</strong> (di cui vi abbiamo già parlato in un precedente <a href="http://cineguru.screenweek.it/2012/01/blu-ray-negli-usa-le-vendite-crescono-del-20-e-superano-i-due-miliardi-di-dollari-3185">post</a>) la disponibilità di dischi in 3D sarebbe addirittura triplicata dal 20110 al 2011, mentre alcune indiscrezioni vorrebbero anche i dispositivi mobili, e in particolare gli smartphone, pronti ad abbracciare la tecnologia. Una tale proliferazione richiederà tuttavia un&#8217;<strong>adeguata offerta di contenuti</strong>, campo in cui la sfida consiste nel trovare  un adeguato <strong>bilanciamento tra qualità e costi di produzione</strong>. Come ha dichiarato <strong>Vince Pace</strong>, co-chairman del <strong>gruppo Cameron-Pace</strong>, da questo punto di vista il settore è ancora in cerca di un modello di business che funzioni, ad esempio le macchine da presa in grado di girare contemporaneamente in due e in tre dimensioni, sperimentate ultimamente soprattutto nella ripresa di eventi sportivi.</p>
<p><strong>SMART</strong></p>
<p>Sul fatto che le tv del futuro saranno sempre più interattive e &#8220;intelligenti&#8221; sembra non esserci più alcun dubbio. Ormai sono in pochi i produttori che si presentano senza aver almeno tentato di sviluppare servizi come riconoscimento vocale e del movimento, collegamento a Internet e integrazione wireless con altri device connessi in Rete. Quella che sembrava la nuova frontiera del piccolo schermo potrebbe essere raggiunta a stretto giro, ma, avverte <a href="http://www.wired.com/gadgetlab/2012/01/smart-tv-google-apple-ces/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+wired%2Findex+%28Wired%3A+Index+3+%28Top+Stories+2%29%29"><em>Wired</em></a>, la competizione sfrenata potrebbe portare a una vera &#8220;babele&#8221; nel mezzo del salotto di casa. Al <strong>CES</strong> sarebbero stati ben sei i produttori, da <strong>LG</strong> a <strong>Samsung</strong> e <strong>Lenovo</strong>, intenti a presentare le loro <strong>Connected tv</strong>, con tanto di app pensate apposta per i nuovi apparecchi oppure pronte a supportare il progetto della televisione interattiva di <strong>Google</strong>. Sempre stando ai dati di<strong> NPD DisplaySearch</strong>, d&#8217;altra parte, tale mercato dovrebbe arrivare a toccare i 130 milioni di esemplari entro il 2015, con una percentuale del 50% rispetto all&#8217;intero settore dei televisori a schermo piatto. Risultato? Tutti tentano di distinguersi sviluppando i propri servizi, con rischi non indifferenti per l&#8217;affermazione di uno standard. Per <em>Wired</em> potrebbe perciò ripetersi la frammentazione già incontrata dal mercato degli <strong>smartphone</strong>, con conseguenze negative soprattutto per i consumatori, cui spetterebbe l&#8217;onere di orientarsi nel tempestoso mare di app supportate dai diversi impianti televisivi. Una soluzione avrebbe potuto essere la <strong>Google TV</strong>, il cui lancio ha però lasciato il mercato piuttosto insoddisfatto per la confusione nell&#8217;interfaccia e (forse soprattutto) per la retromarcia ingranata dai network, intimoriti dall&#8217;emersione dell&#8217;ennesimo player a contendersi i diritti sui loro contenuti. Esemplificativo sarebbe perciò il caso di <strong>LG</strong>, che nonostante abbia deciso di supportare il progetto del colosso del web, continuerà a produrre una linea di<strong> smart tv</strong> con un proprio ecosistema, le LG Apps TV. Ma come accusare il produttore coreano di scarsa lungimiranza, quando lo &#8220;spettro&#8221; della <strong>Apple TV</strong> resta alle porte facendo premere a tutti, ma proprio tutti, l&#8217;acceleratore verso il mercato nascente?</p>
<p><strong>SOCIAL</strong></p>
<p>E mentre si attende lo standard, o la guerra degli standard, c&#8217;è chi come <strong>MySpace</strong> ha deciso di precorrere i tempi pensando di ammantare il salotto di casa con le caratteristiche proprie dei popolari <strong>social network</strong>. Ad Annunciarlo al <strong>CES</strong> durante la conferenza di <strong>Panasonic</strong>, che sarà uno dei primi produttori a supportare la nuova piattaforma, è stato direttamente <strong>Justin Timberlake</strong>, che non è solo una pop star prestata ogni tanto al cinema, ma anche il comproprietario del social network. Senza rivelare molto sui contenuti, se non che saranno come quelli di una vera emittente con tanto di programmi prime time, Timberlake ha descritto <strong>MySpace tv</strong> come un nuovo modo per vedere insieme la televisione in tempo reale senza essere fisicamente insieme nello stesso luogo. Un ritorno ipertecnologico alla funzione sociale primigenia del medium? Staremo a vedere.</p>
<p><strong>ALTRO?</strong></p>
<p>Sì, tra i litiganti potrebbe esserci un terzo a godere della sfida tra tutti i player in gioco, e cioè il web. Le piattaforme potranno infatti anche essere smart e social, ma come al solito avranno bisogno di contenuti, e per ora gli operatori che  si stanno dando più da fare per crearne di appositi per lo streaming in Rete non sono i grandi network ma i nuovi player. <strong>Netflix</strong>, anche per sganciarsi dalle major dell&#8217;intrattenimento, ha già annunciato la produzione di un paio di serie in proprio, <strong>Hulu</strong> cerca di tenere il passo mentre <strong>YouTube</strong> ha già fatto le cose in grande, gettando il guanto di sfida e dichiarando di avere in produzione dozzine di nuovi canali in tutto e per tutto simili a  quelli offerti dai broadcaster tradizionali.  Per ora a beneficiarne è il web, e chissà che questo vantaggio competitivo non porti la battaglia a un livello ancora inaspettato.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/3d-smart-o-social-quale-sara-la-tv-del-futuro-3198/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Apple tv: Cupertino in trattative con i grandi media per dare forma alla televisione del futuro</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/apple-tv-cupertino-in-trattative-con-l-grandi-media-per-dare-forma-alla-televisione-del-futuro-3077</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/apple-tv-cupertino-in-trattative-con-l-grandi-media-per-dare-forma-alla-televisione-del-futuro-3077#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 10:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[AirPlay]]></category>
		<category><![CDATA[Apple TV]]></category>
		<category><![CDATA[Google TV]]></category>
		<category><![CDATA[iCloud]]></category>
		<category><![CDATA[UltraViolet]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3077</guid>
		<description><![CDATA[Nuove indiscrezioni per uno dei progetti più attesi della compagnia fondata da Steve Jobs. Una tv che risponderà ai comandi vocali e al movimento, e che consentirà agli utenti di vedere i programmi in maniera intermodale, passando con facilità dallo streaming in tv a quello su iPhone o iPad.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ad ottobre prese il via il<strong> servizio cloud UltraViolet</strong> per lo storage e la visione online dei film  di major come Warner e Paramount, trapelò la <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=2690">notizia</a> che anche Apple si stava muovendo ai piani alti di Hollywood per riempire la sua nuvola di contenuti in grado di competere con quelli offerti su altre piattaforme rivali. Ora l&#8217;indiscrezione assume nuove contorni e arriva a coinvolgere la nuova attesa <strong>Apple TV</strong>, questo mentre <strong>UltraViolet</strong> sbarca in Gran Betragna e altri potenti competitor come <strong>Google</strong> annunciano di voler marcar stretto la compagnia fondata da <strong>Steve Jobs.</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3047" title="apple-tv" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/apple-tv.jpg" alt="" width="474" height="328" /></p>
<p><span id="more-3077"></span>Stando a quanto riportato dal <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204791104577106531093742246.html"><em>Wall Street Journal</em></a>, nelle ultime settimane <strong>Apple</strong>  sarebbe stata infatti impegnata in trattative con diversi colossi mediatici per scagliare il proprio <strong>attacco definitivo alla vecchia tv</strong>. Se l&#8217;iPhone è stato e rimane tutt&#8217;oggi uno dei prodotti hi-tech su cui si concentra il maggior numero di rumors, anche l&#8217;attesa per la nuova<strong> Apple TV</strong> si fa sempre più impaziente e secondo questo ultimo giro di indiscrezioni, sarebbe stato lo stesso vice presidente della compagnia, <strong>Eddy Cue</strong>, ad illustrare ai possibili  nuovi partner dell&#8217;industria dell&#8217;informazione e dell&#8217;intrattenimento le specifiche del nuovo dispositivo, che dovrebbe permettere di<strong> vedere film, serie tv e altri contenuti audiovisivi in wireless streaming</strong> e anche di integrarsi con gli altri apparecchi del marchio come <strong>cellulari e tablet</strong>. La<strong> televisione del futur</strong>o dovrebbe inoltre <strong>rispondere ai comandi vocali e al movimento</strong>, e per quanto le fonti del <em>WSJ</em> definiscano &#8220;vaghi&#8221; gli aggiornamenti forniti dalla compagnia, sembra che l&#8217;idea sia quella di consentire agli utenti di vedere i programmi in maniera intermodale, passando cioè con facilità <strong>dallo streaming in tv a quello su iPhone o iPad e vicevers</strong>a. Gli altri device potrebbero diventare uno strumento per<strong> telecomandare la tv</strong> o per riprodurvi contenuti attraverso la tecnologia <strong>AirPlay</strong>. L&#8217;intenzione sembrerebbe inoltre quella di includere nel sistema <strong>iCloud</strong>, ma su questo punto e sulla riproducibilità in wireless su più apparecchi la compagnia di Cupertino potrebbe incontrare le preoccupazioni di alcune emittenti, come HBO, riguardo alla <strong>pirateria</strong>.</p>
<p>Nonostante tutto, secondo il <em>WSJ</em>, rimane &#8220;poco chiaro&#8221; cosa Apple stia cercando di ottenere dell&#8217;industria dei media. Sembra infatti che non siano ancora stati chiesti i diritti per alcun contenuto, mentre altre fonti della testata statunitense parlano di un possibile accordo con le compagnie televisive per <strong>avviare in partnership un nuovo service video</strong> o una sorta di nuova <strong>tv ad abbonamento</strong> simile a quella offerta oggi dagli operatori USA via cavo.  Tuttavia si sarebbe trattato solo di incontri &#8220;esplorativi&#8221;, per cui sembra che ci sarà bisogno ancora di tempo per diradare la nebbia sulla nuova <strong>smart tv della Apple</strong>, su come trasmetterà, su come interagirà con gli impianti a marchio Mela già esistenti sul mercato (che secondo alcuni <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/12/raddoppia-il-mercato-dei-televisori-connessi-alla-rete-e-apple-lo-guida-con-una-fetta-di-oltre-il-30-3046">studi</a> avrebbero già venduto 4 milioni di esemplari in tutto il mondo) e su quali contenuti intenda offrire per rispondere alle mosse già compiute in tal senso da competitor come <strong>Microsoft</strong> e <strong>Sony</strong>.</p>
<p>Intanto, nientemeno che dall&#8217;Italia, <strong>Google</strong> raccoglie e rilancia la sfida. <em>&#8220;<strong>Google tv</strong> arriverà in Europa nella prima metà del 2012&#8243;</em>, ha ricordato in un&#8217;intervista al <a href="http://www.corriere.it/economia/11_dicembre_19/il-capo-di-google-e-i-piani-segreti-brutale-concorrenza-con-apple-massimo-gaggi_72dc3402-2a09-11e1-88bd-433b1e8e4c01.shtml"><em>Corriere della Sera</em></a> il chairman <strong>Eric Schmidt</strong>, ammettendo che la competizione, su questo e sul fronte iPhone vs. Android, sarà brutale. &#8220;Sono le regole del mercato&#8221;, sottolinea Schmidt, per cui nonr esta che attendere la prossima mossa nella consapevolezza che &#8220;va tutto a vantaggio del consumatore&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/apple-tv-cupertino-in-trattative-con-l-grandi-media-per-dare-forma-alla-televisione-del-futuro-3077/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Microsoft integra Xbox con Windows Phone e si allea in Italia con Mediaset.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/microsoft-integra-xbox-con-windows-phone-e-si-allea-in-italia-con-mediaset-3013</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/microsoft-integra-xbox-con-windows-phone-e-si-allea-in-italia-con-mediaset-3013#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 13:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[smart tv]]></category>
		<category><![CDATA[Windows Phone]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox 360]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Companion]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3013</guid>
		<description><![CDATA[Negli USA partirà l'integrazione con portali VOD come Netflix e Hulu Plus, ma il vero obiettivo è la smart tv e l'integrazione di tutti i dispositivi con sistema operativo Windows. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che <strong>Microsoft</strong> intendesse rilanciare nella sfida con <strong>Apple</strong> e <strong>Google</strong> per la conquista del salotto di casa era ormai chiaro da tempo, e pochi giorni fa il trend aveva trovato conferma nell&#8217;intesa stretta con <strong>Verizon</strong> per rendere fruibili direttamente sulla <strong>Xbox 360</strong> una trentina di importanti canali televisivi attraverso la fibra ottica. Oggi, giorno della presentazione  degli <strong>update della dashboard</strong> e del servizio <strong>Xbox Live</strong>, risulta ancor più evidente come la console punti ad assicurarsi un ruolo di primo piano nella corsa al mercato della<strong> smart tv</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3014" title="Xbox-Companion-for-Windows-Phone" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Xbox-Companion-for-Windows-Phone.jpg" alt="" width="550" height="302" /></p>
<p><span id="more-3013"></span>Come sottolinea <a href="http://www.wired.com/gadgetlab/2011/12/xbox-entertainment-and-app/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+wired%2Findex+%28Wired%3A+Index+3+%28Top+Stories+2%29%29"><em>Wired</em></a>, le novità apportate alla piattaforma la rendono un potenziale <strong>hub di contenuti</strong>, non solo<strong> televisivi ma anche di film e sport</strong>, oltre a <strong>semplificarne l&#8217;interfaccia utente</strong> e a <strong>integrare la Xbox con i dispositivi mobile</strong> a sistema operativo <strong>Windows</strong>. In una strategia molto simile a quella dei &#8220;quattro schermi&#8221; di <strong>Sony</strong> e a quella da sempre perseguita da <strong>Apple</strong>, <strong>Microsoft</strong> ha reso infatti disponibile <strong>Xbox Companion</strong>,  un&#8217;<strong>app gratuita per smartphone</strong> attraverso cui sarà possibile<strong> controllare la console direttamente dal telefonino</strong>, oltre che<strong> navigare il ricco catalogo di Xbox Live</strong> attraverso il motore di ricerca fornito da <strong>Bing</strong>. Anche <strong>la nuova dashboard</strong> dell&#8217;Xbox 360 si conforma a quella dei <strong>Windows Phone</strong> e a quella che sarà l&#8217;interfaccia di <strong>Windows 8</strong>, in modo da rendere più facile agli utenti utilizzare contestualmente i diversi device del marchio, proprio come avviene oggi per i possessori di<strong> iPhone, iPad, iPod</strong> e degli altri prodotti contraddistinti dall&#8217;inconfondibile mela.</p>
<p>Ma cosa cercare attraverso questo <strong>nuovissimo sistema di telecomando per Xbox</strong>? La riposta viene dagli <strong>accordi stretti da Microsoft in tutto il mondo</strong>. Negli <strong>USA</strong> partirà l&#8217;integrazione con<strong> portali VOD</strong> come <strong>Netflix e Hulu Plus</strong>, nonché un&#8217;intesa con l&#8217;emittente dedicata allo sport ESPN e il canale allnews MSNBC, ma già da dicembre sono attese altre tv, <strong>YouTube e Vudu</strong>. In <strong>Italia</strong>, l&#8217;operatore televisivo ad aggiudicarsi la partnership è <strong>Mediaset</strong>. Come riferisce il <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-12-05/interfacce-canali-digitale-184336.shtml?uuid=AaPumeRE"><em>Sole 24 Ore</em></a>, chi si abbonerà sia a <strong>Xbox Live Gold</strong> che all&#8217;<strong>offerta pay dell&#8217;emittente</strong>, potrà  infatti fruire attraverso la console di quasi tutti i contenuti di <strong>Premium play</strong>, compresi film, cartoni animati, serie tv e sport, ma a esclusione delle partite di calcio in diretta.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/microsoft-integra-xbox-con-windows-phone-e-si-allea-in-italia-con-mediaset-3013/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In sala negli USA il primo lungometraggio girato interamente tramite smartphone.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/in-sala-negli-usa-il-primo-lungometraggio-girato-intermante-tramite-smartphone-2997</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/in-sala-negli-usa-il-primo-lungometraggio-girato-intermante-tramite-smartphone-2997#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 10:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Gena Rowlands]]></category>
		<category><![CDATA[Hooman Khalili]]></category>
		<category><![CDATA[lungometraggio]]></category>
		<category><![CDATA[Nokia N8]]></category>
		<category><![CDATA[Olive]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=2997</guid>
		<description><![CDATA[Si chiama Olive, è stato ideato e diretto da Hooman Khalili e realizzato con un Nokia N8. Uscirà in un cinema della città degli anglei per una settimana, ma, avverte il regista, portarlo sul grande schermo non è stato affatto un gioco da ragazzi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai con i film girati tramite telefonino si fanno rassegne, festival e pubblicità, mentre girare video è sicuramente una delle funzionalità più sfruttate da ogni utente dei cellulari di ultima generazione. Ma solo a partire dal <strong>16 dicembre</strong> uscirà in sala quello che i suoi autoi presentano come<strong> il primo lungometraggio girato interamente con smartphone</strong>. Si chiama <strong><em>Olive</em></strong>, è stato ideato e diretto da <strong>Hooman Khalili</strong> e realizzato con un <strong>Nokia N8</strong>. Uscirà in un cinema della città degli angeli per una settimana, ma, avverte il regista, portarlo sul grande schermo non è stato affatto un gioco da ragazzi. Per cui<em> don&#8217;t try this at home</em>!</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/fKkJrPa7Vm4" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><span id="more-2997"></span></p>
<p>In un&#8217;intervista al <a href="http://latimesblogs.latimes.com/technology/2011/12/olive-smartphone-movie.html"><em>Los Angeles Times</em></a>, <strong>Hooman Khalili</strong> ha spiegato tutte le difficoltà tecniche della creazione di quella che in molti potrebbero considerare un&#8217;operazione facilmente replicabile. Invece, per cominciare a girare, i realizzatori si sono prima di tutto dovuti trasformare in <strong>hacker e costruttori</strong> per <strong>modificare il telefonin</strong>o e, in particolare, <strong>disabilitare le funzioni auto focus e auto zoom</strong>. Chiunque operi professionalmente come videomaker, o anche solo come fotografo, può capire come non sia facile andare d&#8217;accordo con un apparecchio che pensa di sapere meglio dell&#8217;operatore come mettere a fuoco una scena e a che distanza. Né è stato possibile trovare un solo costruttore disposto a creare un obiettivo 35 mm da applicare al telefonino.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/VV97uzlUQjA" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>I filmmaker non erano però disposti a rinunciare alla profondità di campo, e così ha preso forma un&#8217;anomala soluzione. <strong>Khalili</strong> e la sua squadra hanno finito con lo<strong> smontare una cinepresa degli anni &#8217;40</strong> per studiarne il meccanismo e, una volta capito quali ottiche servissero al loro scopo, le hanno dovute <strong>attaccare al Nokia con lo scotch biadesivo</strong>. E se il marchingegno non bastasse di per sé a far impallidire Michel Gondry, questi novelli bricoleur del cinema hanno girato l&#8217;unica sequenza area presente nel film attaccando il telefonino a un elicotterino telecomandato&#8230; e incrociando le dita. Nonostante le attrezzature un po&#8217; artigianali, <em><strong>Olive</strong></em> è stato proposto al festival <strong>Sundance</strong> e<strong> Khalili spera di portarlo anche agli Oscar</strong>, tanto da essersi affrettato a cercare una sala, nello specifico una appartenente al circuito indie locale Laemmle, per assicurarsi un&#8217;uscita <em>theatrical</em> entro l&#8217;anno.</p>
<p>Il regista assicura infatti di aver <strong>prodotto il film in maniera assolutamente ortodossa</strong>, con tanto di truccatori e location scout professionisti, nonché con la collaborazione dell&#8217;attrice <strong>Gena Rowlands</strong>. L&#8217;idea di girare un lungometraggio con lo smartphone è nata nel gennaio 2010, la preproduzione è però cominciata solo lo scorso aprile e le riprese sono durate 5 settimane, per un <strong>costo complessivo di 500 mila dollari</strong>.  A finanziarlo, almeno in parte, non è stata però la Nokia, che non ha manifestato interesse a riguardo, ma <strong>Chris Kelly</strong>, già responsabile della privacy di <strong>Facebook</strong>.</p>
<p><em><strong>Olive</strong></em> viene definito dai suoi realizzatori come<em> &#8220;la storia di una ragazzina che riesce a cambiare la vita di tre persone senza dire una parola&#8221;</em>, e in attesa di vederlo &#8211; forse &#8211; agli Oscar, <strong>Khalili</strong> ne ha resi disponibili i <strong>primi 5 minuti online</strong>, sul <a href="http://www.olivethemovie.com/">sito del film</a>.</p>
<p>Fonte: <a href="http://latimesblogs.latimes.com/technology/2011/12/olive-smartphone-movie.html"><em>Los Angeles Times</em></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/in-sala-negli-usa-il-primo-lungometraggio-girato-intermante-tramite-smartphone-2997/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Censis: tv sempre al top. Cresce il web, ma l&#8217;Italia rimane fanalino di coda nella broadband.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/censis-tv-sempre-al-top-cresce-luso-del-web-ma-litalia-rimane-fanalino-di-coda-nella-broadband-2992</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/censis-tv-sempre-al-top-cresce-luso-del-web-ma-litalia-rimane-fanalino-di-coda-nella-broadband-2992#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 09:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[banda larga]]></category>
		<category><![CDATA[broadband]]></category>
		<category><![CDATA[digital divide]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto annuale del Censis]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[tablet]]></category>
		<category><![CDATA[web tv]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=2992</guid>
		<description><![CDATA[La televisione non cessa di essere il media complessivamente più diffuso e continua a raggiungere il 97,4% della popolazione. Il web recupera quote e super ala soglia del 50%, ma rimane il digital divide sia interno, tra diverse aree geografice, e con l'Europa e la sua Agenda Digitale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre<strong> più interattivi</strong> e alla ricerca di <strong>contenuti e  informazioni personalizzate</strong>: questi sono gli <strong>utenti dei media italiani</strong> così come fotografati dal<strong> <a href="http://www.censis.it/10?relational_resource_51=114314&amp;resource_50=114314&amp;relational_resource_52=114314&amp;relational_resource_385=114314&amp;relational_resource_381=114314&amp;relational_resource_382=114314&amp;relational_resource_383=114314&amp;relational_resource_384=114314&amp;relational_resource_403=114314">rapporto annuale del Censis</a></strong> sulla situazione sociale del Paese. Un ritratto in chiaroscuro, verrebbe da dire, dove le possibilità offerte dalla diffusione della Rete, soprattutto tra i giovani, continuano ad accompagnarsi a un vero e proprio<em> digital divide</em> rispetto agli altri Stati europei per quel che riguarda la connessione a banda larga,  nonché a uno zoccolo duro di irriducibili dei vecchi mezzi di informazione e di comunicazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2993" title="Censis rapporto annuale 2011" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Censis-rapporto-annuale-2011.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p><span id="more-2992"></span></p>
<p>In realtà, la <strong>televisione</strong> non ha mai cessato di essere il <strong>media complessivamente più diffuso</strong>. Se nei giorni scorsi vi avevamo parlato dell&#8217;epocale <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/12/negli-usa-cala-il-numero-di-famiglie-con-tv-per-la-prima-volta-nella-storia-2986">inversione di tendenza</a> nel numero di famiglie USA in possesso del piccolo schermo, nel nostro Paese la<strong> tv</strong> continua a raggiungere il <strong>97,4% della popolazione</strong>, seppur con maggiori sfaccettature al suo interno. Il 2011, in primo luogo, ha consolidato il primato del <strong>digitale terrestre</strong>, ormai a  disposizione di più del 76% degli italiani, ovviamente a scapito dell&#8217;analogico (in calo del -27,1%) ma non del <strong>satellitare</strong>, che si mantiene <strong>stabile</strong> con circa il 35%. La nuova tendenza consiste invece nel<strong> progressivo aumento della fetta di spettatori della web tv</strong>, che salgono di due 2,6 punti percentuali fino a toccare il 17,8% della popolazione, mentre rimane <strong>di nicchia e saltuaria la fruizione della mobile tv</strong>, con valori che non arrivano all&#8217;1%.</p>
<p>E se la <strong>Rete</strong> continua a crescere tra gli spettatori televisivi, il web in generale registra una<strong> buona performance</strong>. Ll numero dei naviganti supera infatti per la prima volta <strong>il traguardo del 50%</strong> degli italiani (in crescita del 6% rispetto al 2009), aAnche se ovviamente esiste un abisso tra la porzione degli <strong>utenti giovani (87,4%)</strong> e quella degli over 60 (circa il15%), nonché tra chi ha un maggiore o minore livello di istruzione, con percentuali rispettivamente del 72 e del 37,7%. Tra gli <strong>usi più comuni</strong> di Internet, prevale la <strong>ricerca di strade e località</strong>, seguita dall&#8217;ascolto di <strong>musica</strong>, dall&#8217;utilizzo dei servizi di <strong>home banking</strong>, dallo <strong>shopping</strong>, dalla prenotazione di <strong>viaggi</strong>, dalla fruizione di <strong>film</strong>, dalla <strong>ricerca di lavoro</strong> e quale strumento alternativo al <strong>telefono</strong>. La classifica naturalmente appare leggermente diversa se si prende in considerazione le abitudini dei giovani, che al top mettono musica, strade e film.</p>
<p>Il <strong>rapporto del Censis</strong> ci tiene comunque a sottolineare come tra gli intervistati sia emersa una  certa <strong>indipendenza e intraprendenza</strong> nel dare forma al proprio personale<strong> media mix</strong> nonché ai propri <strong>palinsesti multimediali</strong>, sempre più autogestiti e su misura, basati sulla convivenza e l&#8217;integrazione tra i vari canali della comunicazione. Lo rivela ad esempio l&#8217;indagine sui<strong> processi informativi</strong>, che se vede sempre al primo posto il<strong> tg come primaria fonte di reperimento delle notizie</strong> (lo è per l&#8217;80,9% degli italiani), ma registra anche un minore &#8220;isolamento&#8221; dei notiziari tv. A questi si affiancanonon solo <strong>gr</strong> e <strong>carta stampata</strong>, ma anche il web nelle sue molteplici fonti. Tra i <strong>giovani</strong>, in particolare, è sempre più diffusa la tendenza a <strong>informarsi tramite i motori di ricerca</strong> su Internet (65,7% ) o <strong>Facebook</strong> (61,5%), mentre tra in tutte le fasce d&#8217;età è in salita l&#8217;utilizzo di <strong>app per smartphone o tablet</strong>, che arrivano al 7,3% di utenza, e di <strong>Twitter</strong> (2,5%).</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-2994" title="broadband" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/broadband-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p>Nonostante i trend positivi, l&#8217;<strong>Italia</strong> continua tuttavia a trovarsi al 21° posto in Europa per la diffusione dell’accesso a Internet e per la qualità della connessione, davanti solo a Cipro, Portogallo, Grecia, Romania e Bulgaria. Se l’<strong>Agenda digitale della UE</strong> prevede che entro il 2013 si arrivi a una diffusione del 100%  della banda larga ed entro il 2020 a uguali cifre per la banda ultralarga, nel nostro Paese i dati mostrano che l’<strong>accesso a Internet da casa</strong> è diffuso tra appena i<strong>l 59% delle famiglie</strong> che hanno almeno un componente tra i 16 e i 64 anni (rispetto alla media europea del 70%), mentre l’accesso mediante <strong>banda larga</strong> registra un tasso di <strong>penetrazione del 49%</strong> rispetto alla media europea del 61%. Tra l&#8217;altro con notevoli discrepanze a seconda dell&#8217;area geografica: nel centro, infatti, chi si conette in Rete lo fa per la maggior parte tramite broadband (64,7%), così come nei comuni di grandi dimensioni (68%), mentre al sud ben il 15,8% delle famiglie si connette ancora tramite la linea telefonica tradizionale. Per quanto riguarda le <strong>mondialità di fruizione della rete</strong>, stentano inoltre a decollare tutte quelle diverse dal PC. Il 31,8% della popolazione cercare informazioni sul web attraverso il <strong>computer a rete fissa di casa</strong>, seguito da <strong>portatile con wifi</strong>, portatile con accesso alla rete fissa, dal<strong> computer di lavoro</strong> o da accesso attraverso Internet key. Ancora limitato risulta perciò l&#8217;uso di <strong>tablet</strong> (0,7%) e <strong>smartphone</strong> (7,3%, come già accennato), ma con numeri che tendono a salire se si prende in considerazione la fascia 14-29.</p>
<p>Più in generale, è da notare come il <strong>mercato ad aver avuto la maggior espansione</strong> negli ultimi anni sia proprio quello <strong>dei telefoni e dei servizi telefonici</strong>, aumentato del 492% dal &#8217;90 al 2010, a fronte di un incremento medio dei consumi di 23 punti percentuali. Ma negli ultimi due anni la cavalcata sembra essersi arrestata, forse come effetto della crisi economica, per cui si registra un<strong> calo dell&#8217; 8% nell&#8217;uso dei cellulari &#8220;basic&#8221;</strong>, non compensato dalla crescita degli <strong>smartphone</strong>, la cui fruizione è aumentata di appena tre punti percentuali. Per quanto riguarda la <strong>spesa per device audiovisivi e computer</strong>, la tendenza è risultata pure al rialzo (del 223%) mentre in stato di <strong>maggiore sofferenza</strong> sono i <strong>quotidiani</strong>, che dal 2009 hanno perso il 7% dei lettori, e <strong>libri e giornali</strong>: la <strong>spesa</strong> per il loro acquisto nell&#8217;ultimo decennio è<strong> crollata infatti del 20%</strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/censis-tv-sempre-al-top-cresce-luso-del-web-ma-litalia-rimane-fanalino-di-coda-nella-broadband-2992/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Natale sarà boom dei tablet, e Amazon è pronta alla competizione.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/a-natale-sara-boom-dei-tablet-e-amazon-e-pronta-alla-competizione-2981</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/a-natale-sara-boom-dei-tablet-e-amazon-e-pronta-alla-competizione-2981#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 11:43:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Infographic]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Kindle Fire]]></category>
		<category><![CDATA[Nielsen]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[tablet]]></category>
		<category><![CDATA[tablet Apple]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=2981</guid>
		<description><![CDATA[La stagione dello shopping natalizio è alle porte, ma sembra che quest'anno sulla letterina a Babbo Natale dei più piccoli non ci siano più le console per videogiochi quanto iPad e tablet. E se il marchio Apple risulta sempre al top delle classifiche, Amazon si prepara alla rimonta con Kindle Fire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti, dalle orde di consumatori natalizi all&#8217;industria dei media, sono avvertiti: il <strong>regalo più ambito</strong> sotto l&#8217;albero quest&#8217;anno sarà il <strong>tablet</strong>, almeno da quanto emerge dalla <a href="http://blog.nielsen.com/nielsenwire/consumer/us-kids-looking-forward-to-iholiday-2011/">ricerca condotta sui giovani statunitensi</a> da <strong>Nielsen</strong>. Se nel mercato degli <strong>smartphone</strong> continua il <strong>testa a testa di Android e Apple</strong> (secondo un altro <a href="http://blog.nielsen.com/nielsenwire/online_mobile/android-phones-and-iphones-dominating-app-downloads-in-the-us/">report</a> della stessa società di analisi, i due sistemi operativi si spartirebbero il 70% del mercato con quote rispettivamente del 42,8 e del 28,3%), i <strong>tablet</strong>, spinti soprattutto dall&#8217;<strong>iPad</strong>, si starebbero guadagnando un posto di primo piano nella &#8220;wishlist&#8221; dei consumatori statunitensi, e specialmente di quella fetta che influenzerà maggiormente la <em>holiday season</em> alle porte.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2982" title="buying-interest-kids-6-12" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/buying-interest-kids-6-12.jpg" alt="" width="480" height="617" /></p>
<p><span id="more-2981"></span>Il<strong> tablet Apple</strong>, in particolare, si mantiene al primo posto nell&#8217;elenco dei <strong>device tecnologici più desiderati nella fascia 6-12 anni</strong>, passando dal 31% delle preferenze del 2010 al 44% di quelle odierne, mentre tra i ragazzi con più di 13 anni l&#8217;appeal dell&#8217;iPad scende un po&#8217; e si attesta a 24 punti percentuali, comunque molto in crescita rispetto ai 18 dell&#8217;anno scorso. A seguire in classifica ci sono ben altri due prodotti marchiati dalla Mela (<strong>iPod Touch</strong> e <strong>iPhone</strong>), seguiti dai computer e di nuovo dai <strong>tablet non Apple</strong>, che comunque si guadagnano l&#8217;interesse del 25% dei consumatori tra i 6 e 12 anni, contribuendo al successo di questo device in forte crescita, tanto da superare nella lettera a Babbo Natale prodotti che fino a poco tempo fa sarebbero sembrati irrinunciabili per i più piccoli, come <strong>Nintendo 3DS, Playstation e Kinect per Xbox 360</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2983" title="nielsen scopo tablet" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/nielsen-scopo-tablet.jpg" alt="" width="587" height="444" /></p>
<p>I <strong>tablet</strong>, tra l&#8217;altro, sembrano aver <strong>conquistato anche l&#8217;Italia</strong>, come mostra il <strong>Connected Device Report</strong> di <strong>Nielsen</strong> dedicato al nostro Paese.  Dall&#8217;analisi condotta su un <strong>campione di 9.000 famiglie</strong> (riportata sul sito di <a href="http://www.ninjamarketing.it/2011/11/30/nielsen-chi-usa-i-tablet-in-italia/"><em>Ninja Marketing</em></a>)  si delinea un preciso identikit dei nuovi amanti di iPad &amp; Co., che in tutto dovrebbero ammontare a<strong> un milione</strong>. Non c&#8217;è distinzione di genere tra gli utenti di tablet, mentre la maggior parte si concentra nella fascia d&#8217;età sotto i 44 anni e in una classe di reddito medio-alto. Il luogo più frequente di utilizzo risulta l&#8217;<strong>ambiente domestico</strong>, soprattutto se si tratta di un uso reiterato più volte al giorno. Non sembra perciò essersi ancora diffusa la pratica di portare i tablet nei luoghi di ristoro (9%), a lavoro (28%) o sui mezzi pubblici (10%), probabilmente per il diverso approccio alla tecnologia che caratterizza le nostre abitudini di consumo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2984" title="nielsen impact" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/nielsen-impact.jpg" alt="" width="587" height="480" /></p>
<p>Lo <strong>scopo</strong> più frequente per cui si usa il tablet è gestire le <strong>mail</strong> (65%), seguito da <strong>navigare in Rete</strong> (59%), consultare<strong> libri o magazine</strong> digitali e connettersi a<strong> social network</strong> (40%). Il motivo per cui lo si preferisce al PC è il carattere portatile, accompagnato però dalla buona qualità dello schermo, senza dubbio preferito a quello degli smartphone, e  la facilità d&#8217;uso. Inoltre, la metà degli intervistati  ha dichiarato di <strong>usarlo con più membri della famiglia</strong>, il che non stupisce essendo emersa la sua fruizione prevalentemente domestica. Non sembra tuttavia che gli altri media debbano correre immediatamente ai ripari: la ricerca mostra come l&#8217;uso di altri device sia rimasto sostanzialmente lo stesso per la maggior parte dei consumatori di tablet. Solo l&#8217;11% degli intervistati ha dichiarato di usare meno la tv connessa a Internet, mentre percentuali più alte, intorno al 40% riguardano ovviamente i computer di tutti i tipi, sia quelli tradizionali che notebook e  laptop.</p>
<p>Oltre all&#8217;<strong>iPad</strong>, a trarnre vantaggio dal nuovo tren nel frattempo è stata senza dubbio <strong>Amazon</strong>, che ha dichiarato (<em><a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/amazoncom-reports-best-black-friday-266584">Hollywood Reporter</a></em>) come il suo<strong> Kindle Fire</strong> sia stato il prodotto più venduto dal portale nel fatidico <strong>Black Friday</strong>, vale a dire il venerdì dopo il Giorno del Ringraziamento, che negli USA apre ufficialmente la stagione dello shopping natalizio. Come sottolinea oggi il <a href="http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_145064,00.html"><em>Sole 24 Ore</em></a>, il dispositivo di <strong>Amazon</strong>, grazie alla sua considerevole offerta di contenuti (milioni tra film, serie tv, canzoni, libri, riviste, app e giochi), ha già provocato l&#8217;effetto di far crollare i prezzi dei competitor, come il<strong> BlackBerry PlayBook</strong>, e sembra proprio avviarsi a diventare il <strong>rivale più temibile dell&#8217;iPad</strong>. Sempre che non ci arrivino prima i tablet sottocosto cinesi a 75 dollari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ninjamarketing.it/2011/11/30/nielsen-chi-usa-i-tablet-in-italia/"><em>Ninja Marketing</em></a>,<em><a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/amazoncom-reports-best-black-friday-266584">Hollywood Reporter</a></em>,<a href="http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_145064,00.html"><em> Sole 24 Ore</em></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/a-natale-sara-boom-dei-tablet-e-amazon-e-pronta-alla-competizione-2981/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I film direttamente&#8230; dal bus al consumatore. Parte in GB la nuova strategia Fox per le vendite home video.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/11/i-film-dal-bus-al-consumatore-2870</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2011/11/i-film-dal-bus-al-consumatore-2870#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 06:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[20th Century Fox]]></category>
		<category><![CDATA[codice QR]]></category>
		<category><![CDATA[DVD e Blu-ray]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=2870</guid>
		<description><![CDATA[Un codice QR da scansionare con il proprio smartphone per accedere subito al megastore online della catena HMV. Ecco come la major intende interecettare il proprio pubblico nei suoi percorsi urbani durante la frenetica stagione delle Feste. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo <strong>Natale</strong>, i<strong> DVD e Blu-ray</strong> da regalare ad amici e parenti si compreranno<strong> alla fermata dell&#8217;autobus</strong>. Questa è l&#8217;ultima iniziativa di marketing della <strong>20th Century Fox</strong>, che ha lanciato questo negozio virtuale accessibile dalle pensiline del trasporto pubblico (ma solo inglese) in partnership con la <strong>catena di negozi HMV</strong>, specializzata nel settore dell&#8217;entertainment, e la sua speciale <strong>app per la telefonia mobile</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2873" title="fox hmv" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/11/fox-hmv.jpg" alt="" width="400" height="266" /></p>
<p><span id="more-2870"></span>Il marchio con cui la <strong>Fox</strong> ha deciso di sperimentare questo nuovo c<strong>anale di vendita</strong> è senza dubbio potente: secondo quanto riportato da <a href="http://www.variety.com/article/VR1118046137"><em>Variety</em></a>, consta di <strong>250 punti vendita</strong> tra Inghilterra e Irlanda, ma l&#8217;interesse dell&#8217;iniziativa consiste soprattutto nel lato per così dire &#8220;immateriale&#8221; dell&#8217;operazione, nel tentativo cioè di <strong>trasformare intere città in negozi a cielo aperto</strong>, e di ripensare completamente il ruolo dell&#8217;<strong>affiosionistica</strong>, pronta a diventare la vetrina tangibile di uno <em>store</em> subito accessibile online.</p>
<p>Il meccanismo è semplice, funziona attraverso un <strong>codice QR</strong> abbinato a ogni prodotto, che i consumatori potranno leggere attraverso il proprio <strong>smartphone</strong>. Il potenziale cliente, intercettato dalle pubblicità poste alle fermate dei bus, sarà così connesso dal suo telefonino direttamente al sito <em><strong>hmv.com</strong></em> e alla<strong> pagina del film o del serial tv selezionato</strong>, in modo da poterne sbirciare il contenuto e magari completare l&#8217;acquisto. Tra i titoli che<strong> 20th Century Fox</strong> intende lanciare con questo nuovo sistema, <em>Variety</em> annovera alcuni dei cavalli di battaglia dell&#8217;ultima stagione cinematografica della major (<em>L&#8217;Alba del Pianeta delle Scimmie, X-Men First Class, Rio, I pinguini di Mr. Popper</em>), ma anche la saga completa di <em><strong>Star Wars</strong></em>, <em><strong>Alien</strong></em> e <em>Mamma ho perso l&#8217;aereo</em>, più le serie di maggior successo come <em><strong>Glee</strong></em>, <em>24</em> o<em> I Griffin</em>.</p>
<p>È la prima volta che la major tenta la strada &#8220;mobile&#8221; per spingere il settore delle vendite home video, ma se l&#8217;<strong>esperimento iniziale</strong> nelle città di Londra, Manchester, Leeds, Nottingham, Bristol, Glasgow ed Edinburgo dovesse avere successo, non è escluso che i tipici codici 2D a quadratini neri comincino a spuntare anche lungo le linee degli autobus di molti altri Paesi.  Secondo <strong>Robert Price</strong>, di <strong>20th Century Fox Home Entertainment</strong>, quello offerto in partenrship con HMV è un servizio che i consumatori conoscono bene e con cui si troveranno a proprio agio, soprattutto con l&#8217;approssimarsi delle festività: <em>&#8220;Ci stiamo avvicinando alla stagione più frenetica per lo shopping e i regali, durante la quale i potenziali clienti hanno poco tempo a propria disposizione e vanno sempre in giro con i cellulari alla mano. Con il nostro negozio virtuale abbiamo perciò creato nuovi punti di distribuzione che prima non esistevano, e che permetteranno ai consumatori di esaurire in fretta la propria lista dei regali da fare&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Babbo Natale</strong> è avvertito, quest&#8217;anno niente slitta o renne pittoresche. Solo autobus e, ovviamente, smartphone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.variety.com/article/VR1118046137"><em>Variety</em></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2011/11/i-film-dal-bus-al-consumatore-2870/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“La comunicazione per il cinema. Quali scenari”? Ferpi al Festival di Roma</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/10/%e2%80%9cla-comunicazione-per-il-cinema-quali-scenari%e2%80%9d-convegno-ferpi-al-festival-di-roma-2789</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2011/10/%e2%80%9cla-comunicazione-per-il-cinema-quali-scenari%e2%80%9d-convegno-ferpi-al-festival-di-roma-2789#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 18:15:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizio]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Battleship]]></category>
		<category><![CDATA[cinema marketing]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione d’impresa]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione per il cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Ferpi]]></category>
		<category><![CDATA[Fulvio Lucisano]]></category>
		<category><![CDATA[Lezioni di Cioccolato 2]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Proietti]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Protti]]></category>
		<category><![CDATA[plot placement]]></category>
		<category><![CDATA[product placement]]></category>
		<category><![CDATA[Rihanna]]></category>
		<category><![CDATA[tablet]]></category>
		<category><![CDATA[trailer]]></category>
		<category><![CDATA[Universal Pictures]]></category>
		<category><![CDATA[Universal Pictures Italy]]></category>
		<category><![CDATA[VI Festival Internazionale del Film di Roma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=2789</guid>
		<description><![CDATA[Al Festival di Roma il convegno Ferpi sul ruolo delle comunicazione nel cinema. Dal product placement di Lezioni di Cioccolato 2 al profilo Facebook delle sale cinematografiche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Basta bottigliette d’acqua con la marca in primissimo piano e protagonisti che fumano in continuazione sul grande schermo: il<strong> cinema può offrire al marketing</strong> molto di più. Può offrire un rapporto più articolato che si nutre sì di <strong>product placement</strong>, ma anche del <strong>rapporto sempre più stretto con i nuovi media</strong>. A sostenerlo è <strong>Massimo Proietti, Direttore Marketing di Universal Pictures Italy</strong>, tra i relatori dell’incontro organizzato nell’ambito del <strong>VI Festival Internazionale del Film di Roma</strong> da <strong>Ferpi</strong> (Federazione Relazioni Pubbliche) per discutere del nuovo ruolo che può assumere la comunicazione in rapporto all’industria della settima arte.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2790" title="festival-cinema-roma-2011" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/festival-cinema-roma-2011.jpg" alt="" width="374" height="250" /></p>
<p><span id="more-2789"></span></p>
<p>Obiettivo del convegno, che si è svolto oggi presso l’Auditorium di Roma, era quello di riflettere sulla posizione strategica che il comunicatore dovrà ricoprire in misura sempre maggiore sia nell’ambito della <strong>comunicazione d’impresa</strong>, sia per quanto riguarda la necessità di intercettare e <strong>raggiungere nuovo pubblico</strong>. Vale a dire un target che in questo momento viene ovviamente a coincidere con i <strong>nativi digitali</strong> e implica il pieno sfruttamento del <strong>mobile</strong>, dei <strong>tablet</strong>, dei <strong>social network</strong>. E non a caso è proprio <strong>Facebook</strong> il canale su cui <strong>Universal Pictures</strong> punterà sempre di più per la promozione dei propri titoli, a partire dal film in uscita ad aprile <a href="http://www.screenweek.it/film/22486-Battleship"><em>Battleship</em></a>, che può vantare tra i propri interpreti la popolarissima popstar <strong>Rihanna</strong> e che quindi sarà veicolato anche sfruttando il seguito dell&#8217;interprete sul web.</p>
<p>Nuove sinergie sono tuttavia possibili anche con il <strong>product placement</strong>, ormai risorsa non solo finanziaria ma anche creativa, come nel caso del film <strong>Cattleya</strong>, distribuito da <strong>Universal</strong>, <a href="http://www.screenweek.it/film/26890-Lezioni-di-cioccolato-2"><em>Lezioni di Cioccolato 2</em></a> (uscita 11 novembre). <em>“Si tratta di un vero <strong>plot placement</strong>”</em> &#8211; ha spiegato Proietti &#8211; <em>“nato dal desiderio di Perugina di sviluppare un prodotto totalmente nuovo, un bacio bianco, intorno a cui finiscono per girare anche le storie dei protagonisti, impegnati nella sua creazione”</em>.  Un sistema promozionale dunque <em>“molto più evoluto e ben fatto, che porta il placement a un livello superiore”</em>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2791" title="Lezioni di cioccolato 2" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/Lezioni-di-Cioccolato-2-Foto-dal-set.jpg" alt="" width="465" height="319" /></p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>comunicazione che proviene dalle sale cinematografiche</strong>, a intervenire è stato invece <strong>Paolo Protti,</strong> presidente <strong>Agis e Anec</strong>, che ha confermato come il mondo dell’<strong>on line</strong> sia ormai <em>“indispensabile e ineludibile”</em>. Sempre di più sono le strutture che si dotano di <strong>un loro sito e di un loro profilo Facebook</strong>, volto a <strong>fidelizzare i clienti</strong>. Strumenti a volte ancora più efficaci di quello considerato finora come la forma massima di promozione, cioè il <strong>trailer</strong>. <em>“Un recente studio dell’Anica ha dimostrato che vengono guardati con scarsa attenzione da chi è in sala, perché si tratta di un pubblico già informato”</em>.</p>
<p>Un problema che secondo <strong>Protti</strong> è tipico dell’<strong>esercizio</strong>, la cui <strong>comunicazione si è sempre rivolta prima di tutto al pubblico già noto.</strong><em>“Ci sono stati periodi in cui <strong>abbiamo cercato di attrarre nuove fasce di spettatori</strong>, in particolare con l’ammodernamento e l’adeguamento tecnologico dei cinema, <strong>ma a quanto pare non è bastato</strong>: il monte spettatori in Italia continua a oscillare tra i 100 e i 120 milioni, mentre ci sarebbero tutte le potenzialità per arrivare a 150. La Francia, il nostro stesso numero di abitanti, ne raggiunge 200”</em>.</p>
<p>In questo contesto grande importanza riveste non solo il web ma anche la <strong>carta stampata</strong>, ancora <em>“una nicchia che non possiamo permetterci di perdere”</em>. Dell’on line ha parlato infine anche il <strong>produttore Fulvio Lucisano</strong>, soffermandosi però in controtendenza sul lato negativo della disaffezione che la pirateria  crea nei giovani rispetto al luogo di fruizione per eccellenza del  film, cioè la sala cinematografica.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2011/10/%e2%80%9cla-comunicazione-per-il-cinema-quali-scenari%e2%80%9d-convegno-ferpi-al-festival-di-roma-2789/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Netflix sbarcherà in Inghilterra e Irlanda</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/10/netflix-sbarchera-in-inghilterra-e-irlanda-2760</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2011/10/netflix-sbarchera-in-inghilterra-e-irlanda-2760#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 12:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[Android 3.x (Honeycomb)]]></category>
		<category><![CDATA[BlinkBox]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>
		<category><![CDATA[YouTube]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=2760</guid>
		<description><![CDATA[Previsto per il 2012 l'arrivo in Europa del servizio VOD via streaming del noto sito per il noleggio di film e serie tv. Ancora riserbo riguardo ai contenuti e al costo del servizio. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si fermano le novità provenienti da <strong>Netflix</strong>. Solo la settimana scorsa, il <strong>portale VOD</strong> e (dopo un fallito tentativo di distacco dal vecchio <em>core business</em>) noleggiatore di DVD e Blu-ray per corrispondenza, aveva annunciato lo sviluppo di una nuova <strong>app gratuita</strong> per gli smartphone e i tablet dotati del sistema <strong>Android 3.x (Honeycomb)</strong>. Un&#8217;operazione che, come affermato dalla stessa compagnia in un <a href="http://blog.netflix.com/2011/10/expanded-android-support-now-available.html">post</a> sul suo blog, estenderà per la prima volta la sua versione  Android in Canada e America Latina, e aumenterà in modo significativo anche i dispositivi raggiunti negli Stati Uniti.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2761" title="netflix" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/netflix.jpg" alt="" width="417" height="316" /></p>
<p><span id="more-2760"></span></p>
<p>Fin qui il fronte tecnologico, ma come risaputo <strong>Netflix</strong> risente ancora dei continui <strong>cambiamenti di rotta</strong> che ne hanno prima <strong>aumentato il prezzo del noleggio dei film</strong> <strong>online</strong> (un punto ancora fermo quanto impopolare tra gli utenti del servizio) e poi mandato <strong>alla deriva i piani di slegare definitivamente l&#8217;attività VOD</strong> da quella ancora legata al supporto fisico, ovviamente più dispendiosa e condizionata anche dagli andamenti delle tariffe postali. Forse perché i tempi sono maturi, o forse per dare un segnale forte di stabilità alla vigilia della presentazione della trimestrale e dei dati sull&#8217;andamento della sua utenza, <strong>Netflix</strong> ha oggi deciso di <strong>svelare i propri piani &#8220;espansionistici&#8221; verso l&#8217;Europa</strong>, e in particolare verso<strong> i mercati anglofoni di Gran Bretagna e Irlanda</strong>.</p>
<p>La notizia arriva da <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/netflix-makes-uk-ireland-2012-252328?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+thr%2Fbusiness+%28The+Hollywood+Reporter+-+Business%29"><em>Hollywood Reporter</em></a>, che pubblica le indiscrezioni provenienti direttamente dalla &#8220;centrale operativa&#8221; della  compagnia in California, secondo cui <strong>Netflix</strong> sarebbe pronta a sbarcare oltre l&#8217;Atlantico  <strong>già nel 2012</strong>,<em> &#8220;con un&#8217;offerta illimitata di programmi TV e film da fruire istantaneamente via Internet sul piccolo schermo o sul PC”</em>. Le informazioni sul prezzo sono vaghe, parlano di un generico ed<strong> economico contributo mensile</strong>, mentre la compagnia fa sapere che tutti gli aggiornamenti riguardo al servizio<em> &#8220;inclusi costi, contenuti e dispositivi supportati”</em> saranno resi noti prossimamente, a ridosso del lancio in Inghilterra e Irlanda. Non è perciò ancora dato sapere nulla riguardo a quale parte del suo ampio catalogo <strong>Netflix</strong> comincerà a portare in Europa, né quale soluzione sia stata trovata con le major del cinema e dell&#8217;intrattenimento riguardo alla<strong> questione diritti</strong>. Non si sa neppure se a estendersi sarà anche il servizio di noleggio via posta di DVD e Blu-ray, ma sembra altamente improbabile visto il modo in cui la compagnia ha cercato di distaccarsene, seppur senza successo, anche nel mercato interno USA (e, almeno in prospettiva, considerando i problemi legati ai diversi standard dei lettori nei due continenti).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2663" title="google-youtube-movie-service-uk" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/google-youtube-movie-service-uk.jpg" alt="" width="401" height="286" /></p>
<p>C&#8217;è però di sicuro che il passo di <strong>Netflix</strong> giunge<strong> in ritardo rispetto a quello di YouTube</strong>, che ha aperto il suo servizio di VOD via streaming al Regno Unito <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/10/youtube-movies-arriva-in-gran-bretagna-con-piu-di-1000-lungometraggi-2662">a inizio ottobre</a>, e lo ha fatto precedere già nel corso dell&#8217;estate con l&#8217;apertura di una sezione UK dedicata ai film e collegata anche all&#8217;aggregatore video <strong>BlinkBox</strong>, uno dei principali operatori di quel mercato insieme a <strong>LoveFilm</strong>. La <strong>sfida tra i due portali video</strong> si sposta quindi in un altro campo da gioco, che ora ha i colori e le croci della Union Flag.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <em>Cineguru</em>, <em><a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/netflix-makes-uk-ireland-2012-252328?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+thr%2Fbusiness+%28The+Hollywood+Reporter+-+Business%29"><em>Hollywood Reporter</em></a></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2011/10/netflix-sbarchera-in-inghilterra-e-irlanda-2760/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

