Media

Lo stato dei media: cresce l’online, che traina l’advertising (anche in Italia)

Lettori e introiti in calo per la carta stampata e meno spettatori anche per la tv via cavo, mentre i ricavi pubblicitari dell’online crescono in misura significativamente superiore rispetto a tutto il resto del comparto. Questa la fotografia dei mezzi di informazione negli USA scattata dal rapporto annuale State of the News Media 2015, stilato dal Pew Research Center e molto incentrato sui cambiamenti nell’audience, nella readership e negli investimenti assorbiti da ciascun canale. Quello che emerge dai trend dell’anno passato è la continua contrazione delle risorse a disposizione di giornali e riviste, diminuite del 4% fino a 19,9 miliardi dollari, cioè la metà dei livelli di 10 anni fa. Di contro, l’online continua il proprio boom, con un +18% nel fatturato ed entrate da advertising pari a 50,7 miliardi di dollari.

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Twitter delude nel primo trimestre 2015

Il primo trimestre del 2015 si è chiuso per Twitter con dati piuttosto deludenti. Se infatti i ricavi sono aumentati del 74% a 436 milioni di dollari (una crescita comunque inferiore alle previsioni degli analisti che parlavano di 457 milioni di dollari) il sito di microblogging registra perdite pari a 162 milioni di dollari in aumento rispetto ai 132 milioni di dollari dello stesso periodo dell’anno scorso. La società ha dovuto anticipare la comunicazione dei dati trimestrali sin seguito alla “fuga di notizie” pubblicata sull’account Twitter del sito Selerity a Borsa ancora aperta, scoop che ha causato il crollo del titolo a Wall Street: ha chiuso al New York Stock Exchange in calo del 18,18% a 42,27 dollari ad azione ma nell’ultima ora di scambi era stato prima sospeso al ribasso e poi tornato alle contrattazioni con un calo del 26%.

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Netflix sbarca in Italia a ottobre?

Ancora nulla di ufficiale ma i rumors sullo sbarco nel nostro paese di Netflix, il servizio di SVOD attivo ormai in 50 territori, si fanno sempre più insistenti. E pare probabile che l’approdo della società in Italia possa avvenire in autunno, presumibilmente nel mese di ottobre. Lo riporta Variety citando alcune fonti raccolte in occasione di INCONTRI #5 il convegno organizzato dalla BLS Sudtirol Alto -Adige e svoltosi dal 22 al 24 aprile. All’incontro anno partecipato oltre 50 esponenti del settore cinematografico e televisivo ed è stato focalizzato sull’evoluzione delle produzioni nell’era del digitale e sull’attrattività delle coproduzioni europee.

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Il sogno di Tidal è già finito?

Era stata rilanciata in grande meno di un mese fa, con un evento ricco di star a New York, ma ora Tidal, definita l’anti Spotify della musica in streaming, sembra già navigare in cattive acque. Il servizio, sviluppato dalla società norvegese Aspiro, era stato acquistato dal rapper Jay-Z e poteva vantare tra i suoi sotenitori e co-proprietari star del calibro di Madonna, Rihanna, Alicia Keys, Beyoncé, Alicya Keys e Usher. Al rilancio, in grande stile, prevedeva una nuova formula di abbonamento da 9,99 dollari al mese, più economica rispetto a quella premium (che costava 19,99 euro). Al contrario di Spotify, infatti, Tidal non prevede una versione gratuita con inserti pubblicitari. Ma proprio questa scelta, difesa da Jay-Z con la motivazione di rispettare maggiormente gli artisti rispetto alla concorrente Spotify (Tidal paga il 75% di royalties a tutti gli artisti), non sembra aver dato i suoi frutti e l’App è uscita dalla lista delle 750 App più scaricate nell’App Store. E si parla già di sonoro flop.

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Nielsen: l’audience non è solo quella delle “vecchie tv”, ma loro non se ne sono accorte

Tutti ne parlano, ma chi è che lo usa? Lo SVOD, subscription video on demand, è ormai sulla bocca di ogni analisi riguardante i nuovi modelli di offerta e consumo audiovisivo, specie da quando anche le emittenti televisive, italiane e non, si sono convinte a rivolgersi all’online per non perdere il treno dello streaming. Stando alle ultime rilevazioni di Nielsen, questo protagonismo non è ingiustificato: il 40% delle case americane avrebbe infatti accesso a un servizio di video on demand, e la fetta sarebbe anche cresciuta da gennaio a novembre-dicembre 2014, con un aumento piuttosto significativo di circa 5 punti percentuali.

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Pirateria: il 61% degli italiani considera il download illegale “normale”

E’ abbastanza allarmante il quadro che emerge da una ricerca pubblicata dalla Business Software Alliance su dati di Lorien Consulting: il 61% degli italiani ritiene che scaricare file illegalmente (ovvero senza pagare ai relativi detentori dei diritti d’autore) sia un atteggiamento normale, lecito o quantomeno tollerabile. Un numero ottenuto sommando diverse percentuali: il 22% del campione ignora che scaricare file senza copyright sia contro la legge, il 39% lo ritiene “illecito ma tollerabile”, il 16% lo considera “scorretto ma non illegale”, e per il 6% è addirittura un comportamento lecito.

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Sky: numeri record per la trimestrale ma in Italia costi troppo alti

Al terzo trimestre del suo esercizio fiscale, corrispondente al 31 marzo, il gruppo Sky ha messo a segno una crescita record, sostenuta dall’aumento del numero degli abbonamenti in diversi Paesi europei tra cui Regno Unito, Irlanda, Germania, Austria e anche Italia. Nelle due aree anglofone, in particolare, il colosso del satellite, operativo da tempo anche nell’offerta legale online, ha conosciuto la miglior performance degli ultimi 11 anni in termini di nuovi clienti (204 mila, per un totale di quasi 12 milioni di utenti privati) che  di contenimento delle perdite. Il merito? Secondo il management è proprio di quella strategia “dual brand” che presto vedremo in atto anche da noi grazie all’intesa con Telecom, e che mira appunto ad aggredire sia il mercato della tv tradizionale sia quello delle trasmissioni via banda larga, denominate NOW TV.

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Pubblicità: a gennaio-febbraio cinema in calo del 6,2%

Il mercato degli investimenti pubblicitari nel primo bimestre dell’anno chiude, secondo i dati pubblicati da Nielsen,  a complessivi  940,5 milioni di euro con un calo del -5,2% rispetto allo stesso periodo del 2014, pari a circa 48,9 milioni in meno. «Dopo un gennaio negativo oltre le aspettative – spiega Alberto Dal Sasso, Advertising Information Services Managing Director di Nielsen – il mese di febbraio mostra un miglioramento del trend che ci fa essere più ottimisti in vista di Expo». Se esaminiamo l’andamento dei singoli mezzi, spicca ancora la performance negativa del cinema che ha registrato un -6,2% passando da 2,9 milioni di euro di gennaio-febbraio 2014, a 2,7 milioni nel bimestre 2015.

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Nasce TIM Sky la nuova TV in fibra ottica

Ufficializzata la partnership strategica tra Telecom Italia e Sky per la nascita di una nuova TV in fibra ottica. «Con questa intesa – recita il comunicato congiunto – le due società compiono un decisivo passo avanti verso la cosiddetta “convergenza” tra media e tlc. Dall’accordo nasce infatti la prima offerta ‘quadruple play’ in Italia, che integra i servizi di telefonia fissa e mobile, di connettività a banda larga e ultralarga e i contenuti televisivi premium fruibili “any time and any where” su tutti i dispositivi connessi alla rete». L’offerta congiunta “TIM Sky” sarà disponibile per i clienti consumer di TIM che hanno una connessione in fibra ottica a partire da 30 fino a 100 Megabit al secondo e ADSL a 20 Megabit al secondo. Un’offerta di oltre 150 canali, fruibile con tutta la qualità dell’alta definizione (circa 60 canali in HD e uno in 3D) e con tutte le funzionalità di  Sky On Demand, la videoteca con oltre 2.500 titoli da vedere in ogni momento, e Restart, il servizio che consente di far ripartire dall’inizio un programma già cominciato. Entro l’estate, saranno attive anche tutte le altre funzionalità del My Sky HD per registrare i propri programmi preferiti, mettere in pausa un programma in diretta o rivedere qualsiasi scena con il replay. Per quanto riguarda i costi l’offerta “TIM Sky” sarà proposta a partire da 14 Euro al mese per chi ha già un collegamento in fibra o ADSL e da 39 Euro al mese per un pacchetto quadruple play (connessione Internet fissa e mobile, voce e contenuti TV), in promozione per il primo anno.

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Il 2015 di Netflix parte bene: +4,9 milioni di nuovi utenti nel primo trimestre

Il 2015 non poteva iniziare meglio per Netflix, almeno dal punto di vista della crescita degli abbonati. Il servizio di video on demand ha infatti totalizzato nel primo trimestre dell’anno 4,9 milioni di abbonati nel mondo, un risultato record. Di questi 2,28 milioni nuovi utenti derivano dagli Stati Uniti mentre a livello internazionale si sono registrati 2,6 milioni di nuovi abbonati. Alla dine del trimestre la società può contare quindi complessivamente su quasi 62,3 milioni di utenti. Un risultato al di sopra delle stesse aspettative della piattaforma che a gennaio aveva stimato 4 milioni di nuovi clienti per i lperiodo considerato (1,8 milioni negli StatiUniti e 2,25 milioni nel resto del mondo).

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