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Gli italiani? Veri “onnivori digitali” [INFOGRAPHIC]

Il 44% degli italiani è dotato di tutti i principali dispositivi tecnologici necessari per connettersi: non più solo laptop ma anche smartphone e tablet, in un mix high-tech cui si accompagna anche una maggior voracità nel consumo di contenuti online. A rivelarlo è un’indagine di Deloitte svolta tra marzo e aprile 2014 su oltre 2 mila consumatori del nostro Paese, da cui si evidenzia non solo la diffusione dei telefonini di ultima generazione (posseduti dall’85% degli intervistati), ma anche il peso crescente dei tablet, che rispetto al 2013 hanno aumentato di ben il 20% la loro incidenza sulla dotazione tecnologica del campione. Insieme alla penetrazione dei dispositivi aumenta dunque la porzione dei cosiddetti “onnivori digitali”, distribuiti in modo equo tra uomini e donne (il 46% del totale) e tra le diverse fasce d’età. Perfino un quarto dei maturi, dai 67 ani in su, possiede sia tablet che laptop che smartphone,  dato in crescita fino al 52% passando ai millenials (14-24 anni) e che trova la sua massima espressione (54%) nella generazione X, cioè i primi alfabeti digitali tra i 31 e i 47 anni.

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Caso Fox-Time Warner: questione di streaming

Quanto valgono Game of Thrones, Boardwalk Empire, True Detective e le altre serie tv di successo del noto network americano HBO? Secondo Wall Street ben 20 miliardi di dollari: dopo la notizia della tentata scalata di Rupert Murdoch a Time Warner, fonti vicine a questo mercato hanno rivelato il vero obiettivo del leader di 21st Century Fox, cioè il canale televisivo  premium controllato dal colosso mediatico. Degli 80 miliardi offerti per l’acquisizione del gruppo, secondo Bloomberg un quarto sarebbero da ricondurre solo a HBO, alla sua programmazione conosciuta in tutto il mondo e, non da ultimo, al suo servizio di streaming HBO Go, tra i principali player statunitensi del video on demand.

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Amazon Fire TV: il colosso dell’eCommerce svela il suo device per lo streaming sul piccolo schermo

Come previsto dal mercato, la conferenza fissata ieri da Amazon è servita a presentare finalmente il suo set-top box per connettere la tv in Rete. Molto atteso e oggetto di numerose indiscrezioni, Amazon Fire TV è un dispositivo di piccole dimensioni e di facile utilizzo, che punta a quel settore già presidiato dai concorrenti Apple TV e Roku, con occhio attento ai giochi e al video on demand, in particolare quello offerto tramite lo stesso servizio ad abbonamento del portale di eCommerce,  Prime Instant Video.

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Arriva anche in Italia Chromecast, la chiavetta di Google per connettere la tv a Internet

Il mercato italiano delle tv connesse in Rete ha da oggi un nuovo operatore, che si chiama Google e che potrebbe dunque giocare un ruolo importante nello sviluppo di un segmento tecnologico ancora  poco sfruttato dall’industria dell’intrattenimento. È stata infatti appena lanciata anche da noi Chromecast, la chiavetta di Big G che permette di trasmettere sul proprio televisore tutti i contenuti che normalmente si navigano da computer o da dispositivi mobili.

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Hulu Japan acquisito dalla Nippon TV

La notizia è di quelle importanti, almeno per chi segue gli sviluppi e le trasformazioni del Video on Demand e le sue varie declinazione in giro per il mondo. Hulu Japan che aveva lanciato le sue operazioni meno di tre anni fa nell’arcipelago nipponico è stata infatti acquisita dal colosso televisivo Nippon TV. L’emittente privata è stata fondata a Tokyo nel lontano 1953, città dove ha ancora i suoi uffici centrali, la sua storia quindi coincide con quella della televisione giapponese ed è di proprietà del quotidiano Yomiuri Shinbun, il più diffuso al mondo per numero di copie.

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La Grande Bellezza in tv a marzo: grande confusione sulle finestre, la protesta degli esercenti

Continuano a suscitare clamore le scelte del gruppo Mediaset in merito allo sfruttamento dei titoli cinematografici dopo il passaggio in sala. Se avevamo espresso perplessità riguardo alla decisione di distribuire il campione di incassi Sole a Catinelle in esclusiva sulla piattaforma VOD del gruppo, Infinity, ora il focus si sposta su un tema più tradizionale, cioè la tv e la trasmissione in chiaro di titoli di nuovissima uscita. Parliamo in particolare dell’ultima opera di Paolo SorrentinoLa grande bellezza, che dopo aver fatto incetta di premi internazionali, compreso il Golden Globe, è sempre più in odore di Oscar… e di programmazione televisiva.  Nonostante il film sia uscito nei cinema appena lo scorso maggio, Mediaset ha reso noto che lo manderà in onda martedì 4 marzo su Canale 5, in prima serata, ad appena due giorni dalla celebre cerimonia di consegna degli Academy Awards. La mossa è ovviamente volta a sfruttare l’irripetibile momento di visibilità del film, ma contrae notevolmente i tempi previsti di solito per il passaggio dei titoli cinematografici sulle tv generaliste: una finestra di 24 mesi in pratica più che dimezzata da una simile programmazione, con conseguenze che non hanno lasciato indifferente il settore della settima arte.

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Accordo Comcast – Time Warner Cable: una risposta alla sfida di OTT e VOD alla tv tradizionale

Da ieri una notizia accende il fermento del settore media: si tratta ovviamente dell’acquisto di Time Warner Cable da parte di Comcast per 45,2 miliardi di dollari. L’operazione ha proporzioni gigantesche, in quanto si tratta di una fusione tra due colossi della tv via cavo statunitense, portata a termine da un colosso del settore dell’intrattenimento cui, dal 2010, fanno capo anche NBCUniversal e Universal Pictures. Il soggetto che nascerà dall’unione delle due compagnie gestirà circa 30 milioni di utenti, cioè praticamente il 30% del mercato del cavo, ma le conseguenze di questo cambiamento potrebbero estendersi al di là di questo specifico ramo delle telecomunicazioni. Guardando al settore televisivo nel suo complesso, la mossa appare infatti agli esperti anche come un necessario consolidamento indotto dalle sfide affrontate dal piccolo schermo. Tra queste non solo la concorrenza “tradizionale” delle televisioni satellitari, ma anche quella degli operatori del video on demand come Netflix e i distributori OTT come Aereo.

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Apple TV amplia il suo menu di contenuti con Time Warner Cable

La programmazione di Time Warner Cable starebbe per arrivare sulla Apple TV, secondo quanto rivelato da indiscrezioni riportate da Bloomberg. L’accordo, che dovrebbe essere perfezionato nel corso di pochi mesi, segue altri due con cui la società di Cupertino ha già assicurato agli utenti del suo set-top box alcuni contenuti di due altri popolari canali statunitensi quali HBO e il network controllato da Disney ESPNLa Apple TV, al momento disponibile al costo di 99 dollari, deve infatti vedersela con altri concorrenti particolarmente attivi nella ricerca di intese con i broadcaster tradizionali con cui alimentare la propria offerta on demand. Tra questi senza dubbio Roku, ma anche la console per videogame di Microsoft, Xbox.

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Il possibile accordo con Time Warner Cable, inoltre, confermerebbe l’intenzione della Apple TV di lavorare gomito a gomito con la pay-tv e il suo business consolidato, piuttosto che andare alla ricerca di nuovi modelli o di una programmazione live esclusiva. Strada, quest’ultima, sempre più percorsa invece da portali di video on demand come Netflix o Amazon Instant e Prime, nonché da altri giganti tecnologici come Intel che sarebbe in trattative con diverse media company per realizzare un servizio online in diretta concorrenza con le emittenti satellite e via cavo.

La via dell’esclusività non sembra d’altra parte andare troppo a genio ai broadcaster, come dimostrano le intese già in atto di Time Warner Cable, secondo operatore via cavo statunitense, i cui contenuti sono già disponibili appunto tramite il set-top box Roku, la console Xbox e presto sulle smart tv Samsung. Parte della sua programmazione è inoltre fruibile da iPhone, iPad e dispositivi Android tramite l’applicazione TWC TV.

Ricordiamo come la Apple TV si sia evoluta da apparecchiatura per fruire di film e serial acquistati su iTunes a un servizio molto più ampio, che offre accesso a contenuti gratuiti e a pagamento di molti altri partner quali Netflix, YouTube, Sky News, oltre che le applicazioni dei campionati sportivi statunitensi. I possessori di iPhone e iPad possono anche vedere in streaming i contenuti presenti su tali dispositivi mobili tramite la tecnologia AirPlay.

 

Fonte: Bloomberg

Social network e video: ecco come si consuma il tempo online[INFOGRAPHIC]

Chi vince e chi perde la battaglia per il tempo degli utenti tra vecchi e nuovi media? O in altri termini, in che misura la crescita del comparto online ha influito sulle abitudini del consumo mediatico? È quanto illustra l’infografica “The impact of social media and digital video on web usage”, in cui si mostra come alla crescita del tempo speso mediamente al giorno su Internet, passato dalle 2 ore e mezza  del 2010 alle oltre 3 attuali, sia corrisposto un parallelo decremento nella fruizione dei mezzi offline, da giornali a radio e tv.  Secondo l’infografica, tuttavia, una correlazione altrettanto significativa sarebbe da stabilire tra l’incremento del tempo speso sui media online e quello passato sui social network e sulle piattaforme video come YouTube, ma anche quelle per il video on demand quali Netflix e Hulu.

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E&Y: il settore dei media e dell’entertainment pronto a vedere il “sorpasso” del digitale

Il digitale ha rivoluzionato il modo di fruire e acquistare musica, e con il video on demand sta influenzando fortemente anche il mercato audiovisivo. L’intero settore dell’intrattenimento, tuttavia,  vede una porzione sempre più ampia del proprio giro d’affari migrare verso la nuova tecnologia, tanto che i ricavi del comparto digitale si avvicinano a  sorpassare la pietra miliare del 50% rispetto a quelli provenienti dai metodi distributivi tradizionali. A metterlo in luce è un rapporto Ernst & Young intitolato , Digital agility now! Creating a high-velocity media and entertainment organization in the age of transformative technology (Adattabilità al digitale ora! Creare un’organizzazione operante ad alta velocità nei media e nell’entertainment nell’era della tecnologia trasformativa), bastato su un’indagine condotta su oltre 550 senior executive di multinazionali operanti nel settore. Ne è emerso come il 47% del fatturato provenga già dal digitale, e si appresti a raggiungere  i 57 punti percentuali entro il 2015.

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