Archivio per la categoria ‘Media’

ago
29
2010
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Il Tg di Mentana porta La7 su YouTube

Da domani sera il nuovo Tg di La7 diretto da Enrico Mentana sarà anche in streaming in diretta su YouTube per una settimana.

L’iniziativa fa parte di un più ampio accordo tra l’emittente televisiva e il servizio video di Google che in Italia conta oltre 2.000.000 di utenti attivi.

Al di la di quanto annunciato e di quanto poi effettivamente vedremo sulla piattaforma (si parla di contenuti da tutti gli altri cavalli di battaglia dell’emittente) si tratta di un annuncio molto interessante.

Se da un lato è vero che La7 è obbligata ad essere più attenta delle altre televisioni, il momento per farlo in relazione al suo target è sicuramente quello più opportuno e dimostra, in parte, la consapevolezza che il pubblico della televisione non è più li, anche se il primo settembre Steve Jobs potrebbe cambiare un’altra volta le cose.

Fonte Ansa

ago
26
2010
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Se il web è morto anche Google non si sente tanto bene

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Se il web sta effettivamente morendo, come può sentirsi il più grande motore di ricerca di tutti i tempi? Male secondo un articolo pubblicato durante il mese di agosto da Fortune, che non è certo la sola pubblicazione e/o blog a parlare della crisi del colosso di Mountain View.

Non è certo solo l’autore del grafico qui sotto a prevedere il sorpasso da parte di Facebook nei prossimi 18-24 mesi. Il tema della crisi di Google è argomento di dibattito ormai da tempo e comunque, inutile negarlo, basta cogliere qualche frammento di conversazione in giro per strada per rendersi conto della popolarità e pervasività raggiunte dal più pervasivo e invasivo social network di sempre.

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Personalmente non amo Facebook e non sono certo il non amarlo. Lo uso, è una realtà con cui bisogna fare i conti, ma non l’ho mai trovato particolarmente stupefacente, come per altri colossi del passato mi è sempre sembrato una copia ben fatta di uno, dieci, cento altri servizi online, che però sono stati sapientemente riuniti tutti in un unico posto, mettendo ordine nel caos di servizi e di account che uno deve avere in rete per fare delle cose, e mettendo tutto questo a portata di mano anche delle fasce meno esperte di navigatori che arrivano su internet in questi anni, generazione accomunata più di altre anche dal desiderio di apparire.

Il tema della privacy e di come venga trattata con molta maggiore disinvoltura di quanto abbia fatto fino ad ora lo stesso Google, che pure di informazioni su di noi ne raccoglie moltissime, è poi cosa su cui non si dovrebbe mai smettere di parlare, anche se invano perché all’atto pratico sembra essere l’ultima delle preoccupazioni di chi quotidianamente lo usa.

Il Cinema usa e abusa del social network per le campagne di lancio dei propri film, con strategie e risultati alterni, correndo il rischio di dimenticare che per fortuna su internet c’è ancora e sempre molto di più, perché a dispetto dell’affermazione di qualche player l’effervescenza del momento è totale ed assoluta. Inoltre nel focalizzare le proprie strategie su Facebook ci si dimentica spesso che si sta creando valore (in termini di contenuti e costruzione delle comunità) presso un sito terzo, sul quale non si esercita alcun controllo, che ha già dato dimostrazione di enorme disinvoltura non solo nel trattamento dei dati dei propri utenti, ma anche nel modificare le regole con cui permette di gestire ai terzi, applicazioni, fortum e, soprattutto, le apgine, che sono diventate il principale punto di contatto tra aziende e pubblico.

Quindi per me continua a valere il principio che se devo costruire valore online lo devo fare dove ho il massimo controllo possibile sulla mia presenza, Facebook va poi benissimo, come altri strumenti, per amplificare tale presenza e dargli risonanza, ma per evitare prevedibili spiacevoli sorprese è bene diffidare dell’azienda fondata da Mark Zuckerberg.

Forse The Social Network, il film di David Fincher sulle origini del sito, riuscirà a esprimere più di mille parole le perplessità suscitate da questa realtà, cui infatti il film non piace. Nel frattempo accontentiamoci di dare un’occhiata al trailer e alle nostre interviste al cast e ritorniamo a parlare di Google.

Ha fatto discutere, sempre durante le vacanze, un annuncio congiunto di Google e Verizon sulla Net Neutrality che potrebbe essere un’ulteriore sgradevole evoluzione della competizione su internet, cui lo stesso Facebook ha strumentalmente risposto.

Personalmente non penso che sia questa la via per la soluzione dei problemi di Mountain View (magari perché sogno un’improbabile implosione di Facebook) che potrà perdere colpi, ma rimane una realtà molto più articolata e complessa di Facebook. L’allarmistica copertina di Fortune è arrivata con l’uscita della loro applicazione per iPad. Come hanno detto i detrattori dell’articolo di Wired sulla fine del web probabilmente è solo un modo per vendere di più.

Non darei Google per affondato, può aver perso la battaglia sui social network (vedi grafico qui sotto) ma anche la loro stagione non durerà in eterno e la rete continua ad evolversi in direzioni inaspettate.

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mag
05
2010
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apr
28
2010
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Le fonti di ricavo dei media

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Via Pandemia il grafico di oggi mostra quali sono, secondo Ross Dawson, le fonti di ricavo cui posso/devono attingere i media per vivere. Cliccare sul grafico per ingrandire.

Scritto da Davide in Editoria, Media, Online, Social Media