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Nexus Player, ecco l’Android TV

Che non si dica che Google non mantiene le promesse: annunciata ufficialmente a giugno è già pronta a fare il suo ingresso sul mercato Android TV, lo standard con cui il colosso di Mountain View intende ritagliarsi una larga fetta del settore delle tv connesse in rete. A dare il via alla corsa è un nuovo set-top box realizzato dalla taiwanese Asus, il Nexus Player, con cui i consumatori americani potranno collegare il piccolo schermo al web e fruire dell’offerta di Netflix, Hulu Plus, Google Play, YouTube e molti altri operatori della distribuzione online, più altre feature smart non consentite da Chromecast.

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Sky investe sui video online di Pluto.tv

500 mila dollari in arrivo per la tv online che riorganizza l’offerta gratuita di YouTube in canali tematici, dai più classici a quelli più strambi come quello dedicato unicamente alla canzone Happy di Pharell Williams. L’aggregatore di contenuti si chiama Pluto.tv mentre il suo nuovo finanziatore è nientemeno che l’emittente satellitare inglese BSkyB, interessata a quanto pare a incrementare la propria presenza nel campo dei video online, in particolare di video organizzati secondo un modello televisivo.

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Venezia 71 – Cambia Canali: le associazioni dell’audiovisivo unite per la riforma della Rai

Si autodefinisce “il fronte unito delle associazioni degli autori e dei produttori dell’industria creativa”, quella che abbraccia la tutti i mezzi in cui è possibile vedere film, serial, video, immagini e musica in movimento, e come fronte è pronto a “combattere” per un radicale cambiamento della tv statale. Uno che investa non solo le strutture ma il concetto stesso di “servizio pubblico”, nato in un contesto sociale, economico e soprattutto tecnologico molto diverso, in cui non c’erano la Rete, il digitale e tutti i nuovi dispositivi di cui ora è affollata la vita quotidiana degli italiani. I promotori della riforma sono 100Autori, Agpci, Anac, Anica, Apt, Art, DOC/IT, PMI Cinema e Audiovisivo e l’occasione per discutere della loro proposta è stata un incontro tenutosi ieri, a Venezia, nell’abito della 71. Mostra del Cinema, intitolato significativamente “Cambia Canali.

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Gli italiani? Veri “onnivori digitali” [INFOGRAPHIC]

Il 44% degli italiani è dotato di tutti i principali dispositivi tecnologici necessari per connettersi: non più solo laptop ma anche smartphone e tablet, in un mix high-tech cui si accompagna anche una maggior voracità nel consumo di contenuti online. A rivelarlo è un’indagine di Deloitte svolta tra marzo e aprile 2014 su oltre 2 mila consumatori del nostro Paese, da cui si evidenzia non solo la diffusione dei telefonini di ultima generazione (posseduti dall’85% degli intervistati), ma anche il peso crescente dei tablet, che rispetto al 2013 hanno aumentato di ben il 20% la loro incidenza sulla dotazione tecnologica del campione. Insieme alla penetrazione dei dispositivi aumenta dunque la porzione dei cosiddetti “onnivori digitali”, distribuiti in modo equo tra uomini e donne (il 46% del totale) e tra le diverse fasce d’età. Perfino un quarto dei maturi, dai 67 ani in su, possiede sia tablet che laptop che smartphone,  dato in crescita fino al 52% passando ai millenials (14-24 anni) e che trova la sua massima espressione (54%) nella generazione X, cioè i primi alfabeti digitali tra i 31 e i 47 anni.

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Caso Fox-Time Warner: questione di streaming

Quanto valgono Game of Thrones, Boardwalk Empire, True Detective e le altre serie tv di successo del noto network americano HBO? Secondo Wall Street ben 20 miliardi di dollari: dopo la notizia della tentata scalata di Rupert Murdoch a Time Warner, fonti vicine a questo mercato hanno rivelato il vero obiettivo del leader di 21st Century Fox, cioè il canale televisivo  premium controllato dal colosso mediatico. Degli 80 miliardi offerti per l’acquisizione del gruppo, secondo Bloomberg un quarto sarebbero da ricondurre solo a HBO, alla sua programmazione conosciuta in tutto il mondo e, non da ultimo, al suo servizio di streaming HBO Go, tra i principali player statunitensi del video on demand.

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Amazon Fire TV: il colosso dell’eCommerce svela il suo device per lo streaming sul piccolo schermo

Come previsto dal mercato, la conferenza fissata ieri da Amazon è servita a presentare finalmente il suo set-top box per connettere la tv in Rete. Molto atteso e oggetto di numerose indiscrezioni, Amazon Fire TV è un dispositivo di piccole dimensioni e di facile utilizzo, che punta a quel settore già presidiato dai concorrenti Apple TV e Roku, con occhio attento ai giochi e al video on demand, in particolare quello offerto tramite lo stesso servizio ad abbonamento del portale di eCommerce,  Prime Instant Video.

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Arriva anche in Italia Chromecast, la chiavetta di Google per connettere la tv a Internet

Il mercato italiano delle tv connesse in Rete ha da oggi un nuovo operatore, che si chiama Google e che potrebbe dunque giocare un ruolo importante nello sviluppo di un segmento tecnologico ancora  poco sfruttato dall’industria dell’intrattenimento. È stata infatti appena lanciata anche da noi Chromecast, la chiavetta di Big G che permette di trasmettere sul proprio televisore tutti i contenuti che normalmente si navigano da computer o da dispositivi mobili.

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Hulu Japan acquisito dalla Nippon TV

La notizia è di quelle importanti, almeno per chi segue gli sviluppi e le trasformazioni del Video on Demand e le sue varie declinazione in giro per il mondo. Hulu Japan che aveva lanciato le sue operazioni meno di tre anni fa nell’arcipelago nipponico è stata infatti acquisita dal colosso televisivo Nippon TV. L’emittente privata è stata fondata a Tokyo nel lontano 1953, città dove ha ancora i suoi uffici centrali, la sua storia quindi coincide con quella della televisione giapponese ed è di proprietà del quotidiano Yomiuri Shinbun, il più diffuso al mondo per numero di copie.

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La Grande Bellezza in tv a marzo: grande confusione sulle finestre, la protesta degli esercenti

Continuano a suscitare clamore le scelte del gruppo Mediaset in merito allo sfruttamento dei titoli cinematografici dopo il passaggio in sala. Se avevamo espresso perplessità riguardo alla decisione di distribuire il campione di incassi Sole a Catinelle in esclusiva sulla piattaforma VOD del gruppo, Infinity, ora il focus si sposta su un tema più tradizionale, cioè la tv e la trasmissione in chiaro di titoli di nuovissima uscita. Parliamo in particolare dell’ultima opera di Paolo SorrentinoLa grande bellezza, che dopo aver fatto incetta di premi internazionali, compreso il Golden Globe, è sempre più in odore di Oscar… e di programmazione televisiva.  Nonostante il film sia uscito nei cinema appena lo scorso maggio, Mediaset ha reso noto che lo manderà in onda martedì 4 marzo su Canale 5, in prima serata, ad appena due giorni dalla celebre cerimonia di consegna degli Academy Awards. La mossa è ovviamente volta a sfruttare l’irripetibile momento di visibilità del film, ma contrae notevolmente i tempi previsti di solito per il passaggio dei titoli cinematografici sulle tv generaliste: una finestra di 24 mesi in pratica più che dimezzata da una simile programmazione, con conseguenze che non hanno lasciato indifferente il settore della settima arte.

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Accordo Comcast – Time Warner Cable: una risposta alla sfida di OTT e VOD alla tv tradizionale

Da ieri una notizia accende il fermento del settore media: si tratta ovviamente dell’acquisto di Time Warner Cable da parte di Comcast per 45,2 miliardi di dollari. L’operazione ha proporzioni gigantesche, in quanto si tratta di una fusione tra due colossi della tv via cavo statunitense, portata a termine da un colosso del settore dell’intrattenimento cui, dal 2010, fanno capo anche NBCUniversal e Universal Pictures. Il soggetto che nascerà dall’unione delle due compagnie gestirà circa 30 milioni di utenti, cioè praticamente il 30% del mercato del cavo, ma le conseguenze di questo cambiamento potrebbero estendersi al di là di questo specifico ramo delle telecomunicazioni. Guardando al settore televisivo nel suo complesso, la mossa appare infatti agli esperti anche come un necessario consolidamento indotto dalle sfide affrontate dal piccolo schermo. Tra queste non solo la concorrenza “tradizionale” delle televisioni satellitari, ma anche quella degli operatori del video on demand come Netflix e i distributori OTT come Aereo.

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