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Nielsen: l’audience non è solo quella delle “vecchie tv”, ma loro non se ne sono accorte

Tutti ne parlano, ma chi è che lo usa? Lo SVOD, subscription video on demand, è ormai sulla bocca di ogni analisi riguardante i nuovi modelli di offerta e consumo audiovisivo, specie da quando anche le emittenti televisive, italiane e non, si sono convinte a rivolgersi all’online per non perdere il treno dello streaming. Stando alle ultime rilevazioni di Nielsen, questo protagonismo non è ingiustificato: il 40% delle case americane avrebbe infatti accesso a un servizio di video on demand, e la fetta sarebbe anche cresciuta da gennaio a novembre-dicembre 2014, con un aumento piuttosto significativo di circa 5 punti percentuali.

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Pirateria: il 61% degli italiani considera il download illegale “normale”

E’ abbastanza allarmante il quadro che emerge da una ricerca pubblicata dalla Business Software Alliance su dati di Lorien Consulting: il 61% degli italiani ritiene che scaricare file illegalmente (ovvero senza pagare ai relativi detentori dei diritti d’autore) sia un atteggiamento normale, lecito o quantomeno tollerabile. Un numero ottenuto sommando diverse percentuali: il 22% del campione ignora che scaricare file senza copyright sia contro la legge, il 39% lo ritiene “illecito ma tollerabile”, il 16% lo considera “scorretto ma non illegale”, e per il 6% è addirittura un comportamento lecito.

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Sky: numeri record per la trimestrale ma in Italia costi troppo alti

Al terzo trimestre del suo esercizio fiscale, corrispondente al 31 marzo, il gruppo Sky ha messo a segno una crescita record, sostenuta dall’aumento del numero degli abbonamenti in diversi Paesi europei tra cui Regno Unito, Irlanda, Germania, Austria e anche Italia. Nelle due aree anglofone, in particolare, il colosso del satellite, operativo da tempo anche nell’offerta legale online, ha conosciuto la miglior performance degli ultimi 11 anni in termini di nuovi clienti (204 mila, per un totale di quasi 12 milioni di utenti privati) che  di contenimento delle perdite. Il merito? Secondo il management è proprio di quella strategia “dual brand” che presto vedremo in atto anche da noi grazie all’intesa con Telecom, e che mira appunto ad aggredire sia il mercato della tv tradizionale sia quello delle trasmissioni via banda larga, denominate NOW TV.

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Pubblicità: a gennaio-febbraio cinema in calo del 6,2%

Il mercato degli investimenti pubblicitari nel primo bimestre dell’anno chiude, secondo i dati pubblicati da Nielsen,  a complessivi  940,5 milioni di euro con un calo del -5,2% rispetto allo stesso periodo del 2014, pari a circa 48,9 milioni in meno. «Dopo un gennaio negativo oltre le aspettative – spiega Alberto Dal Sasso, Advertising Information Services Managing Director di Nielsen – il mese di febbraio mostra un miglioramento del trend che ci fa essere più ottimisti in vista di Expo». Se esaminiamo l’andamento dei singoli mezzi, spicca ancora la performance negativa del cinema che ha registrato un -6,2% passando da 2,9 milioni di euro di gennaio-febbraio 2014, a 2,7 milioni nel bimestre 2015.

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Nasce TIM Sky la nuova TV in fibra ottica

Ufficializzata la partnership strategica tra Telecom Italia e Sky per la nascita di una nuova TV in fibra ottica. «Con questa intesa – recita il comunicato congiunto – le due società compiono un decisivo passo avanti verso la cosiddetta “convergenza” tra media e tlc. Dall’accordo nasce infatti la prima offerta ‘quadruple play’ in Italia, che integra i servizi di telefonia fissa e mobile, di connettività a banda larga e ultralarga e i contenuti televisivi premium fruibili “any time and any where” su tutti i dispositivi connessi alla rete». L’offerta congiunta “TIM Sky” sarà disponibile per i clienti consumer di TIM che hanno una connessione in fibra ottica a partire da 30 fino a 100 Megabit al secondo e ADSL a 20 Megabit al secondo. Un’offerta di oltre 150 canali, fruibile con tutta la qualità dell’alta definizione (circa 60 canali in HD e uno in 3D) e con tutte le funzionalità di  Sky On Demand, la videoteca con oltre 2.500 titoli da vedere in ogni momento, e Restart, il servizio che consente di far ripartire dall’inizio un programma già cominciato. Entro l’estate, saranno attive anche tutte le altre funzionalità del My Sky HD per registrare i propri programmi preferiti, mettere in pausa un programma in diretta o rivedere qualsiasi scena con il replay. Per quanto riguarda i costi l’offerta “TIM Sky” sarà proposta a partire da 14 Euro al mese per chi ha già un collegamento in fibra o ADSL e da 39 Euro al mese per un pacchetto quadruple play (connessione Internet fissa e mobile, voce e contenuti TV), in promozione per il primo anno.

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Il 2015 di Netflix parte bene: +4,9 milioni di nuovi utenti nel primo trimestre

Il 2015 non poteva iniziare meglio per Netflix, almeno dal punto di vista della crescita degli abbonati. Il servizio di video on demand ha infatti totalizzato nel primo trimestre dell’anno 4,9 milioni di abbonati nel mondo, un risultato record. Di questi 2,28 milioni nuovi utenti derivano dagli Stati Uniti mentre a livello internazionale si sono registrati 2,6 milioni di nuovi abbonati. Alla dine del trimestre la società può contare quindi complessivamente su quasi 62,3 milioni di utenti. Un risultato al di sopra delle stesse aspettative della piattaforma che a gennaio aveva stimato 4 milioni di nuovi clienti per i lperiodo considerato (1,8 milioni negli StatiUniti e 2,25 milioni nel resto del mondo).

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100 milioni di utenti SVOD entro il 2015?

Una ricerca pubblicata da ABI Research/Ovum prevede che i servizi di subscription video on demand raggiungeranno i 100 milioni di utenti nel mondo entro il 2015. Secondo lo studio i principali servizi video vedranno una crescita dei ricavi del 26% nel 2015. Ma questa crescita potrebbe trasformarsi in un’opportunità anche per le Pay-Tv e per i netwok tradizionali, almeno quelli che si sono attrezzati per fornire ai loro clienti sevizi online separati, a più basso costo, con l’intento di attrarre nuovi clienti.

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Crescono le pay tv nel mondo

Multiscreen Index, società che monitora l’andamento del marcato della tv a pagamento e sei servizi video nel mondo, ha pubblicato il proprio report sugli ultimi tre mesi del 2014: complessivamente le 100 società leader nel mercato delle pay-tv hanno incrementato di 5,11 milioni di unità i propri utenti, con una crescita dell’1,42%. I 10 servizi che il più alto numero di nuovi sottoscrittori durante l’intero 2014 hanno aumentato i propri utenti di 5,53 milioni di unità (1,65 milioni nell’ultimo trimestre dell’anno) arrivando a un totale di quasi 130 milioni di clienti.

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Accordo Sky e Telecom Italia per la TV in streaming su fibra ottica

L’annuncio ufficiale sarà fatto giovedì 16 aprile: Sky e Telecom Italia lanciano una piattaforma di IPTV in streaming che consentirà ai clienti dell’operatore di telecomunicazioni di poter accedere all’offerta completa  del canale satellitare attraverso internet. O più precisamente attraverso la connessione in fibra ottica. Secondo Repubblica le due società hanno potranno socì soddisfare due diverse esigenze: «Sky punta a portare i suoi canali a quel milione circa di famiglie che non sono in grado per problemi tecnici di montarsi una parabola sul tetto di casa» scrive il quotidiano. «E nello stesso tempo incasserà una sorta di “canone” annuale dalla Telecom che si sarebbe impegnata a rilevare un certo numero di decoder da girare ai clienti. La società di tlc tricolore punta invece a usare il cavallo di Troia dei contenuti del network per spingere sugli abbonamenti in banda larga dove il valore aggiunto è maggiore».

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HBO Now, Sling TV, Playstation Vue, YouTube: la tv è morta, viva la tv

È forse un po’ presto per annunciare ufficialmente il decesso della regina del salotto, almeno nella sua versione tradizionale. Vero è, tuttavia, che i cambiamenti in corso nell’ultimo mese nel mercato USA del video on demand stanno imprimendo una decisa accelerazione alla migrazione dei contenuti TV verso la distribuzione via streaming. Il motore più evidente di questa transizione è rappresentato dal debutto dei servizi SVOD (subscription video on demand) di emittenti come HBO e CBS, che si sono decise per la prima volta a tagliare il cordone ombelicale rispetto all’abbonamento ai servizi di pay-tv. A fianco di questa offerta c’è poi quella dei nuovi pacchetti che stanno debuttando online a costi più significativi rispetto a quelli caratteristici di Internet, come PlayStation Vue di Sony: una combinazione di tantissimi canali televisivi cui accedere tramite la console per videogame al prezzo di 49.99 dollari al mese, contro i 64 dollari mediamente necessari per un un buon abbonamento via cavo. Un nuovo modello di video on demand, dunque, basato su contenuti di tipo “premium” e volto sostanzialmente a riprodurre sulla rete le dinamiche della tv satellitare o cablata, ma con maggior flessibilità e ovviamente con l’aggiunta di tutti vantaggi tipici della navigazione via web.

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