Archivio per la categoria ‘Marketing’

set
01
2011
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VOD: Hulu vola in Giappone, Dreamworks Animation in Cina

Negli scorsi mesi quando abbiamo riportato una notizia riguardante i servizi, e le polemiche, sul web Video On Demand nella quasi totalità dei casi ci siamo riferiti al mercato americano. All’estero infatti, per non parlare dell’Italia, una valida proposta come quella offerta da Hulu o Comcast scarseggia se non è in molti casi totalmente assente.

Sembra che gradualmente i più importanti provider stiano allargando il proprio campo d’azione. Dopo Netflix, pronto a sfondare in questi mesi in America Latina, ecco pronto anche Hulu a seguire la stessa strada.

Infatti a sorpresa il gigante del settore ha dato annuncio di ben due importanti notizie.

La prima è che Hulu ha scelto il Giappone come paese in cui compiere la prima grande espansione internazionale della società. Il nuovo servizio offrirà gli abbonati un illimitato accesso a film e show televisivi su televisori, console di gioco e di intrattenimento, lettori Blu-ray, smartphone, tablet e PC, ovviamente senza pubblicità  e per 1480 ¥ al mese (13.50 euro).

La seconda, non meno sorprendente, è che la società fornirà al paese del Sol Levante gli show del canale CBS, come le serie di CSI, Numb3rs, Star Trek e TwinPeaks. I diritti sono stati forniti con un contratto di non-esclusività multianno. Fino al momento attuale l’offerta di Hulu si era limitata solo a contenuti di NBC Universal, News Corporation e della Walt Disney Company ma era già da tempo che erano giunte voci di trattative tra le due società. Per ora gli show CBS saranno disponibili solo in Giappone, ma probabilmente nei prossimi mesi anche i consumatori americani potranno beneficiarne.

Non solo i provider si interessano al mercato asiatico. Anche gli studios cinematografici più importanti entrano in campo direttamente e dopo la Warner Bros anche la Dreamworks Animation distribuirà in streaming alcune sue pellicola per la prima volta in Cina.

Si tratta della serie di Kung fu Panda e lo studio ha stretto un un accordo di distribuzione via internet con il servizio di video online cinese Youku. L’intesa prevede che i film della serie  siano disponibili attraverso la piattaforma online di Youku Premium in modalità on demand e successivamente, una volta terminata la finestra del vod a pagamento, debutteranno sull’Hollywood Movie Channel del sito cinese.

Nei prossimi mesi notizie di questo tipo probabilmente saranno sempre più frequenti e le più importanti società sembrano sempre più capire la necessità e l’importanza di offrire una valida alternativa legale alla pirateria nei vari mercati del mondo.

Fonte: Deadline

lug
21
2011
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Chi riuscirà a comprare Hulu tra Google, Yahoo ed Amazon? [UPDATE]

Prosegue ormai da diverso tempo e con grandi colpi di scena il tentativo di vendere Hulu, il noto servizio di video on-demand tra i più conosciuti ed utilizzati negli Stati Uniti.

La quota delle proprietà è divisa in alcune parti tra Disney/ABC (27%), Comcast/NBC (32%) e News Corp./FOX (31%) spalleggiati dal fondo di venture capital Providence Equity Partners (che ha il 10% delle quote). Gli aspiranti acquirenti sono diversi ed in testa troviamo Google e Yahoo.

La cessione di Hulu al miglior offerente sta appassionando non poco i media specializzati e gli interessati del settore. Ecco alcune tra le ultime novità che sono state svelate sulla trattativa.
Bloomberg ha svelato ad esempio alcuni dettagli sulla tavolo del negoziati: chi acquisterà Hulu avrà garantito per 5 anni l’accesso agli show delle library Disney, Comcast e News Corp.. Di questi 5 anni di licenza assicurata, i primi due anni saranno addirittura in esclusiva sebbene NBC, ABC e FOX manterranno la facoltà di riproporre i propri spettacoli sui loro siti ufficiali. Sarebbe presente inoltre un’ulteriore clausola accessoria che da la possibilità alle major di continuare a vendere i diritti di streaming anche ai servizi TV Everywhere, vale a dire i VOD su qualsiasi dispositivo collegato a Internet in qualsiasi località, normalmente riservati agli abbonati delle pay TV via cavo e via satellite.
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lug
17
2011
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Netflix raddoppia le tariffe negli Stati Uniti, è polemica tra gli abbonati

Uno dei punti di forza di Netflix, il provider di Video on Demand più importante degli Stati Uniti e tra i più rilevanti al mondo, è sempre stato il prezzo molto vantaggioso per i suoi abbonati.

A sorpresa la società negli scorsi giorni ha fatto una revisione della policy delle tariffe, che sono quasi raddoppiate causando l’ira di non pochi abbonati (quasi 23 milioni a marzo 2011 negli USA).

Se prima i servizi di VOD e di noleggio Dvd via posta era accorpati, e bastava pagare una tariffa unica di 9.99 dollari per ottenerli entrambi, da ora i consumatori americani dovranno spendere 15.98 dollari (o più) per continuare ad usufruirne.

Infatti il prezzo per il solo streaming illimitato è diventato di 7,99 dollari mentre per noleggiare i dvd serviranno altri 7,99 dollari (per un solo Dvd alla volta), che diventano 11,99 dollari per il noleggio di due film contemporaneamente. Il nuovo tariffario entrerà in vigore fin da subito per i nuovi abbonati, mentre per i clienti già esistenti di Netflix i rincari scatteranno dal 1 settembre.

Andy Rendich di Netflix ha dichiarato:

“Per meglio riflettere i costi sottostanti, soprattutto per quanto riguarda il servizio via posta, e offrire ai nostri prezzi sempre più bassi per un numero illimitato di DVD, speriamo di continuare ad offrire un grande valore ai nostri attuali e futuri clienti del servizio DVD-by-mail”

I consumatori americani si sono arrabbiati non poco con la società. Nei giorni dell’annuncio su Twitter tra i trend topic era costantemente presente la voce “Dear Netflix“, un hash-tag utilizzato dagli utenti per esprimere frasi sarcastiche nei confronti della società.

Ma l’aumento di prezzi ha una spiegazione ufficiosa ben più convincente: gli studios nel momento della nascita di Netflix avevano concesso in licenza le loro pellicola ad un prezzo vantaggioso perché avevano enormemente sottovalutato il potenziale del servizio.

Ora che Netflix è diventato uno dei più grandi successi di sempre e i contratti di licenza hanno iniziato gradualmente a scadere, gli studios non hanno intenzione di ripetere lo stesso errore due volte. Inoltre molte major stanno per lanciare o hanno già reso disponibile un proprio servizio di VOD e ovviamente Netflix è il concorrente più temibile.

La società a questo punto, dopo aver conquistato completamente la fiducia dei suoi consumatori, deve a tutti i costi mantenere la propria libreria di pellicole disponibili di qualità molto elevata e inevitabilmente il prezzo per mantenere tale livello è aumentato non poco in pochi mesi. L’aumento dei prezzi dei propri abbonamenti, che in ogni caso continuano ad essere largamente accessibile ed estremamente competitivi, è semplicemente fisiologico e se i consumatori fossero realmente a conoscenza di tali dettagli forse pagherebbero più volentieri per il servizio.

Ricordo che Netflix è pronto a sbarcare anche in America Latina entro la fine del 2011, come vi abbiamo anticipato in questo articolo.

Fonte: deadline

lug
06
2011
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Netflix pronto a sfondare anche in America Latina

Netflix è sicuramente il provider di Video on Demand più importante degli Stati Uniti e tra i più rilevanti al mondo. Qualche tempo fa vi avevamo riportato che Netflix era riuscito addirittura a superare il traffico di Bit Torrent, uno dei principali strumenti per ottenere illegalmente materiale digitale piratato, grazie ad un costante ritmo di crescita che ha accompagnato la società fin dal 2007 (qui il post).

Dopo l’espansione al mercato canadese dello scorso anno era inevitabile che i piani della società fossero rivolti anche a realtà ben più distanti dagli USA e proprio ieri Netflix ha annunciato il suo imminente sbarco anche in America Latina e nella zona dei Caraibi.

L’annuncio è bastato per far volare le azioni in borsa del 7.6% e sembra che gli investitori abbiano reagito più che positivamente alla notizia. Entro la fine dell’anno la società distribuirà tramite il suo servizio di web streaming film e spettacoli televisivi in altri 43 paesi al di fuori degli USA.

Non si conosce ancora il prezzo del servizio ma si parla di streaming illimitato a vantaggiosi abbonamenti mensili. Inoltre gli utenti potranno scegliere se guardare i prodotti in inglese, spagnolo o portoghese a seconda della loro preferenza e potranno fruire del servizio su una vasta gamma di dispositivi digitali, come pc, mac, web-tv e smartphone.

Gli investitori sperano che il pubblico dei vari paesi interessati possa rispondere positivamente quanto i consumatori statunitensi, visto che attualmente Netflix può contare su ben 22.800.000 di abbonati (dato aggiornato a marzo 2011). Sarà essenziale conoscere il prezzo del servizio che ovviamente dipenderà dagli accordi che Netflix stipulerà con gli studios per i diritti di licenza in modo da distribuire gli stessi film e spettacoli televisivi che fornisce agli abbonati statunitensi anche all’estero.

Sembra che le intenzioni di puntare molto sui mercati emergenti siano serie, come ad esempio vi avevamo mostrato per la Warner Bros in Cina, in modo da fornire un utile alternativa alla pirateria a chi realmente non ne ha fino ad ora avute.

Fonte: deadline

giu
15
2011
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La Warner Bros sarà il primo studio ad offrire il VOD in Cina

L’evoluzione della distribuzione digitale cinematografica non avviene solo negli Stati Uniti ma sono diversi i mercati sotto la lente di ingrandimento delle major. Alcuni paesi infatti non solo stanno contribuendo con sempre maggiore peso agli incassi globali delle pellicola, come ad esempio la Russia, ma sono anche terreni fertili per testare i nuovi meccanismi di distributivi.

La Warner Bros ha annunciato oggi di essere la prima major ad offrire al pubblico cinese il servizio di Video On Demand (VOD) delle sue pellicole. Ha stretto infatti un accordo con YOU OnDemand Holding, provider di servizi on demand del mercato cinese, per permettere ai consumatori dell’immenso paese asiatico di fruire delle pellicole della Warner Bros a partire dalla prossima estate.

Verranno messe a disposizione non solo nuove pellicole ma anche film del catalogo Warner e sarà disponibile da ogni angolo della Cina visto che YOU è il primo provider funzionante a livello nazionale.

YOU OnDemand opererà per 20 anni in una esclusiva e stretta collaborazione con China Home Cinema, un braccio della Pay Tv CCTV-6 con l’intenzione di affermarsi come leader assoluto nazionali di servizi di VOD.

Si parla di un potenziale di 200 milioni di famiglie e già 3 milioni potranno utilizzare il servizio a partire dalla fine dell’estate, un numero corrispondente agli abbonati americani ai più importanti servizi di Tv via cavo. Ci si aspetta una crescita vertiginosa nei prossimi anni del numero di abbonati nel mercato cinese.
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giu
08
2011
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The Space e UCI Cinemas monopolizzano il mercato italiano

Dove prima vi erano multisala indipendenti, ora solo due grandi circuiti si dividono la maggior parte degli schermi italiani. Infatti lo scenario italiano dell’esercizio cinematografico è cambiato radicalmente nel giro di un anno.

I due colossi in causa sono il fondo americano Terra Firma, che controlla i multiplex Uci-Odeon, e The Space, di proprietà di 21 Investimenti (Benetton) e Mediaset. L’ultimo colpo è stato messo a segno da Terra Firma, che ha acquisito i multiplex del gruppo italiano Giometti e quelli del francese Ugc. Ma Benetton e Mediaset hanno contrattaccato comprando Cinecity, il più rilevante circuito di cinema nel nord-est e sono in trattative per altre tre multisala.

Terra Firma a questo punto possiede 420 schermi in 39 località e The Space ne ha 347 sale in 34 località. Una fetta corrispondente al 41% del mercato italiano è in mano a questo duopolio del multiplex e il terzo competitor ha poco più dell’1 %.

La capacità di generare un flusso di denaro immediato grazie alle biglietterie e le previsioni di crescita stabile, visto che si parla del 6% entro il 2013, rende le multisala un investimento appetibile per molti fondi di private equity. Uci-Odeon è un gruppo internazionale che controlla più di 2mila schermi in tutta Europa e sta passando proprio in questi giorni a Bc Partner e a Omers Private Equity, il fondo pensione dell’Ontario, per 1,3 miliardi di euro.

Nel nostro paese grazie ai nuovi acquisti i due colossi hanno raddoppiato il fatturato a 200 milioni circa, e sono in programma altri investimenti in tecnologia, marketing, allestimenti, palinsesti e nuove aperture. Uci ad esempio ha appena aperto la prima sala Imax di Italia nel suo multiplex di Pioltello, in provincia di Milano (che vi abbiamo mostrato in questo post), e sta convertendo in digitale tutti i suoi schermi. Entrambe si contendono un bacino di spettatori di 100-120 milioni di persone l’anno. Gli introiti derivano mediamente per il 65% dalle proiezioni (non solo film ma anche concerti, eventi sportivi e altro), per il 25% dal servizio bar ed infine per il 10% dalla pubblicità.

Su un punto si trovano tuttavia in comune: la lotta per far rispettare la finestra di 15 settimane prima del passaggio di una pellicola in dvd o premium tv

Ecco un elenco di alcune dichiarazioni di vari esponenti del settore sull’argomento, che sono state raccolte e pubblicate dal Giornale dello Spettacolo:
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apr
26
2011
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Anche You Tube sta per lanciare il suo servizio di movie-on-demand

C’era da aspettarselo che anche un colosso come Youtube (di proprietà Google) voglia provare a gettarsi nella mischia del noleggio cinematografico on-line, visto che può vantare centinaia di milioni di visitatori ed è tra i più utilizzati al mondo.

Con la collaborazione dei più importanti studios cinematografici il sito lancerà a breve un servizio che proverà a minare le posizioni dei due leader del settore: iTunes e l’americano Netflix.

Da maggio (data probabile) Youtube farà partire il suo servizio di movie-on-demand, inizialmente limitato al mercato USA, con un vasto catalogo di blockbuster che renderà disponibili a soli 2 dollari. Le lunghe trattative con la Sony, Warner Bros ed Universal Pictures sono andate a buon fine mentre proseguono quelle con Paramount, Fox e Disney.

Youtube sta investendo molti sforzi per tentare di cambiare la sua immagine e non apparire solo come distributore di video amatoriali. Dopo la sperimentazione di alcuni importanti eventi live trasmessi in streaming, come il concerto degli U2 a Pasadena, quest’anno ha reso disponibili on-line alcune pellicole indipendenti presentate al Sundance Festival.

I suoi 100 milioni di utenti fanno gola a molti e dovrà cercare di contrastare il leader assoluto che attualmente è Netflix (23 milioni di utenti negli USA), ma anche il servizio via cavo Comcast e iTunes di Apple, che lentamente sta allestendo un catalogo sempre più vasto e vario di titoli.

Youtube è stata acquistata da Google 5 anni fa e il suo fatturato è di 544 milioni di dollari. Si ritiene che recentemente il bilancio sia diventato positivo, e con il servizio di movie-on-demand è certamente uno delle tante modalità con cui l’azienda proverà a far cassa (proprio come ha intenzione di fare anche Facebook).

Fonte: Guardian

Scritto da Leotruman in Distribuzione,Marketing,News

apr
13
2011
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Come funziona l’advertising online

La complessità di cosa significa fare advertising online e di tutte le parti in gioco è ottimamente rappresentata da questo infografico, che forse non aiuterà i più a farsi un’idea precisa dei meccanismi, ma rende bene l’idea di quante parti entrano in gioco nel far apparire un banner su un sito. E i banner sono un niente.

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apr
06
2011
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I primi minuti di Priest in esclusiva per i dispositivi mobile

Particolare modalità di promozione per il kolossal Priest in uscita a maggio nelle sale americane e italiane.

La Screen Gems ha reso disponibile la sequenza di apertura del film, animata Genndy Tartakovsky, ma solamente per i dispositivi mobili (almeno questa è l’idea iniziale).

Sullo standee di Priest qui sotto potete infatti vedere in basso a sinistra un riquadro bianco con un codice:

Se con il proprio telefono cellulare si esegue la scansione del codice grazie al programma Microsoft Tag Reader, si verrà automaticamente indirizzati ad un indirizzo internet dove si può vedere appunto la sequenza iniziale del film.

Lo studio ha inoltre messo a disposizione un gioco on-line che trovate al sito Priestmoviegame.com dove i giocatori possono scegliere se giocare in 2 o in 3 dimensioni. I migliori verranno premiati con particolari occhialini 3D in negozi selezionati.

Diretto da Scott Stewart Priest ha come protagonisti Paul Bettany, Karl Urban, Cam Gigandet, Maggie Q, Lily Collins, Steven Moyer e Christopher Plummer. Uscirà in 3D e in 2D sale il 13 maggio nelle sale americane e il 5 agosto in quelle italiane.

Fonte: superherohype

Scritto da Leotruman in 3D,Cinema 2.0,Marketing,Mobile

apr
01
2011
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Video On Demand a 60 giorni per Warner Bros, Sony, Universal e Fox!

Il CinemaCon di Las Vegas non ci sta regalando solo scene in anteprima e materiale promozionale, ma anche notizie importanti riguardanti la distribuzione cinematografica.

Proprio alla convention per gli esercenti quattro tra i più grandi studios cinematografici hanno fatto un annuncio “storico”. Infatti Warner, Sony, Universal e Fox con la formula chiamata “Home Premiere” metteranno in distribuzione VOD (video on demand) i propri film solamente dopo 60 giorni dalla loro uscita al cinema.

Il prezzo è proibitivo, si parla di 30 dollari per averli a disposizione per due o tre giorni, ma la scelta congiunta fa capire in che direzione le major vogliono andare. Negli USA sarà DirectTV a lancerà la proposta a livello nazionale (20 milioni di clienti), mentre la rivale Comcast limiterà l’offerta solo ad alcune città. Le pellicole che inaugureranno il servizio saranno Unknown e Mia Moglie per Finta (in uscita oggi in Italia).

Gli studios credono che l’intervallo di 60 giorni sia adeguato per la maggior parte dei film che esauriscono la loro vita in sala al massimo entro tre mesi e assicurano che saranno esclusi dalla Home Premiere i titoli che dimostreranno di avere ancora capacità di incasso in sala. Quindi non è stata istituita una regola applicabile indiscriminatamente a tutto il catalogo, ma sembra che ogni caso verrà vagliato separatamente (e di certo non si scenderà sotto i 60 giorni, o almeno non ora).

La NATO, l’associazione degli esercenti Usa, si è duramente risentita per l’annuncio, non solo perché non è stata minimamente presa in considerazione durante il processo decisionale, ma anche perché è stato dato proprio durante la convention degli esercenti (quasi una presa in giro).

Ha emesso quindi un comunicato in cui solleva preoccupazioni e problematiche riguardo un progressivo accorciamento della window, sottolineando la crescita di incassi degli ultimi anni del settore theatrical e l’inopportunità di travasare problemi dell’home video nel sistema sala. Inoltre si rischia di accelerare e concentrare ulteriormente gli incassi nelle prime settimane dall’uscita e una tendenza sempre più al ribasso dei prezzi nel settore home video.

In questa occasione sembra proprio che i rapporti tra esercizio e distribuzione si siano alterati definitivamente, e questo potrebbe spingere gli esercenti ad una rivalutazione globale del modo di relazionarsi alla distribuzione, come quante copie e a che condizioni programmare un determinato film e altri espedienti. Se gli studios hanno presole decisioni unicamente per i propri interessi, gli esercenti potrebbero fare altrettanto.

La battaglia è appena iniziata.