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	<title>CineGuru &#187; iPhone</title>
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	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
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		<title>Video online: Facebook batte Twitter nello share, gli utenti mobile più &#8220;fedeli&#8221; di quelli tradizionali [Infographic]</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 10:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli utenti che fruiscono i video tramite device di tipo mobile sono più "pazienti" e usano prevalentemente iPhone. Negli USA, per ogni video condiviso su Twitter ci sono 8 share su Facebook, in Italia 17. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>YouTube</strong> mantiene ben saldo il proprio primato nella fruizione di <strong>video online</strong>. Secondo le ultime stime, rivelate da <a href="http://www.reuters.com/article/2012/01/23/us-google-youtube-idUSTRE80M0TS20120123"><em>Reuters</em></a>, l&#8217;ammontare delle sue<strong> visualizzazioni mensili</strong> avrebbe superato quota <strong>4 miliardi</strong>, in crescita del 25% negli ultimi otto mesi. <strong>60</strong> sono invece le <strong>ore di upload al minuto</strong>, in decisa crescita rispetto alle 48 dichiarate lo scorso maggio. Merito in parte dei contenuti originali che il portale di <strong>Google</strong> ha cominciato a produrre anche in partnership con personaggi chiave dello showbiz, quali <strong>Madonna</strong> e <strong>Jay-Z</strong>, per competere con i grandi network statunitensi. Per ammissione dello stesso sito, gran parte dell&#8217;incremento si deve tuttavia allo sforzo sostenuto per diffondersi su varie piattaforme come <strong>smartphone e tablet</strong>. Quanto influiscono i <strong>dispositivi mobili</strong> sul <strong>consumo di video online</strong>? Vi proponiamo un&#8217;<strong>infografica</strong> elaborata a proposito dall&#8217;host di web video <a href="http://wistia.com/blog/movies-on-the-move-video-engagement-on-desktops-vs-mobile-devices-infographic/"><strong>WISTIA</strong></a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3226" title="mobileinfographic 1" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/mobileinfographic-1.jpg" alt="" width="580" height="544" /></p>
<p><span id="more-3223"></span></p>
<p>Basandosi sul report trimestrale di <strong>Ooyala</strong>, che prende in considerazione il comportamento di più di <strong>100 milioni di visitatori unici</strong>, l&#8217;infographic mostra prima di tutto come gli utenti che fruiscono i video tramite device di tipo mobile siano <strong>più &#8220;pazienti&#8221;</strong>, nel senso che portano a  termine la visione di almeno 3/4 di un video in misura addirittura doppia rispetto ai classici<em> desktop viewers</em>. La leadership dei dispositivi mobili utilizzati per la visione online va agli <strong>iPhone</strong>, con una fetta di ben il 71,8%, seguiti da quelli <strong>Android</strong> con un distacco di più di 50 punti percentuali.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3227" title="mobileinfographic 2" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/mobileinfographic-2.jpg" alt="" width="580" height="997" /><br />
A conferma dalla prima tendenza mostrata dai grafici, emerge inoltre che i <strong>tablet</strong> si prestano alle <strong>visualizzazioni di 10 minuti o più</strong> di web video, mentre al computer prevale un uso molto più rapido e frammentario che non arriva nemmeno a un minuto. La situazione appare invece più equilibrata per quanto riguarda i telefonini. Allo stesso modo, la percentuale di spettatori realizzati sui diversi dispositivi cambia a seconda che si parli di video guardati quasi fino alla fine o per la porzione minima di un quarto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3228" title="mobileinfographic 3" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/mobileinfographic-3.jpg" alt="" width="580" height="743" /></p>
<p>Interessante infine il confronto tra la potenza di <strong>Twitter e Facebook</strong> nel <strong>video sharing</strong>, dove i cinguettii appaiono sconfitti tanto nel Nord America quanto in molti Paesi europei e asiatici, eccezion fatta per il Giappone. Negli <strong>USA</strong>, il rapporto tra lo share via Twitter e via Facebook e di <strong>1 a 8</strong>, in Italia raggiunge la proporzione quasi record (seconda solo a Taiwan) di 1 a 17.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3229" title="mobileinfographic 4" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/mobileinfographic-4.jpg" alt="" width="580" height="461" /><br />
Chi realizza video per il web è perciò avvertito: pensare in anticipo al canale prediletto su cui si desidera che avvenga la fruizione e in generale ottimizzare i contenuti anche per i dispositivi mobili.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Apple tv: Cupertino in trattative con i grandi media per dare forma alla televisione del futuro</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 10:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuove indiscrezioni per uno dei progetti più attesi della compagnia fondata da Steve Jobs. Una tv che risponderà ai comandi vocali e al movimento, e che consentirà agli utenti di vedere i programmi in maniera intermodale, passando con facilità dallo streaming in tv a quello su iPhone o iPad.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ad ottobre prese il via il<strong> servizio cloud UltraViolet</strong> per lo storage e la visione online dei film  di major come Warner e Paramount, trapelò la <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=2690">notizia</a> che anche Apple si stava muovendo ai piani alti di Hollywood per riempire la sua nuvola di contenuti in grado di competere con quelli offerti su altre piattaforme rivali. Ora l&#8217;indiscrezione assume nuove contorni e arriva a coinvolgere la nuova attesa <strong>Apple TV</strong>, questo mentre <strong>UltraViolet</strong> sbarca in Gran Betragna e altri potenti competitor come <strong>Google</strong> annunciano di voler marcar stretto la compagnia fondata da <strong>Steve Jobs.</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3047" title="apple-tv" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/apple-tv.jpg" alt="" width="474" height="328" /></p>
<p><span id="more-3077"></span>Stando a quanto riportato dal <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204791104577106531093742246.html"><em>Wall Street Journal</em></a>, nelle ultime settimane <strong>Apple</strong>  sarebbe stata infatti impegnata in trattative con diversi colossi mediatici per scagliare il proprio <strong>attacco definitivo alla vecchia tv</strong>. Se l&#8217;iPhone è stato e rimane tutt&#8217;oggi uno dei prodotti hi-tech su cui si concentra il maggior numero di rumors, anche l&#8217;attesa per la nuova<strong> Apple TV</strong> si fa sempre più impaziente e secondo questo ultimo giro di indiscrezioni, sarebbe stato lo stesso vice presidente della compagnia, <strong>Eddy Cue</strong>, ad illustrare ai possibili  nuovi partner dell&#8217;industria dell&#8217;informazione e dell&#8217;intrattenimento le specifiche del nuovo dispositivo, che dovrebbe permettere di<strong> vedere film, serie tv e altri contenuti audiovisivi in wireless streaming</strong> e anche di integrarsi con gli altri apparecchi del marchio come <strong>cellulari e tablet</strong>. La<strong> televisione del futur</strong>o dovrebbe inoltre <strong>rispondere ai comandi vocali e al movimento</strong>, e per quanto le fonti del <em>WSJ</em> definiscano &#8220;vaghi&#8221; gli aggiornamenti forniti dalla compagnia, sembra che l&#8217;idea sia quella di consentire agli utenti di vedere i programmi in maniera intermodale, passando cioè con facilità <strong>dallo streaming in tv a quello su iPhone o iPad e vicevers</strong>a. Gli altri device potrebbero diventare uno strumento per<strong> telecomandare la tv</strong> o per riprodurvi contenuti attraverso la tecnologia <strong>AirPlay</strong>. L&#8217;intenzione sembrerebbe inoltre quella di includere nel sistema <strong>iCloud</strong>, ma su questo punto e sulla riproducibilità in wireless su più apparecchi la compagnia di Cupertino potrebbe incontrare le preoccupazioni di alcune emittenti, come HBO, riguardo alla <strong>pirateria</strong>.</p>
<p>Nonostante tutto, secondo il <em>WSJ</em>, rimane &#8220;poco chiaro&#8221; cosa Apple stia cercando di ottenere dell&#8217;industria dei media. Sembra infatti che non siano ancora stati chiesti i diritti per alcun contenuto, mentre altre fonti della testata statunitense parlano di un possibile accordo con le compagnie televisive per <strong>avviare in partnership un nuovo service video</strong> o una sorta di nuova <strong>tv ad abbonamento</strong> simile a quella offerta oggi dagli operatori USA via cavo.  Tuttavia si sarebbe trattato solo di incontri &#8220;esplorativi&#8221;, per cui sembra che ci sarà bisogno ancora di tempo per diradare la nebbia sulla nuova <strong>smart tv della Apple</strong>, su come trasmetterà, su come interagirà con gli impianti a marchio Mela già esistenti sul mercato (che secondo alcuni <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/12/raddoppia-il-mercato-dei-televisori-connessi-alla-rete-e-apple-lo-guida-con-una-fetta-di-oltre-il-30-3046">studi</a> avrebbero già venduto 4 milioni di esemplari in tutto il mondo) e su quali contenuti intenda offrire per rispondere alle mosse già compiute in tal senso da competitor come <strong>Microsoft</strong> e <strong>Sony</strong>.</p>
<p>Intanto, nientemeno che dall&#8217;Italia, <strong>Google</strong> raccoglie e rilancia la sfida. <em>&#8220;<strong>Google tv</strong> arriverà in Europa nella prima metà del 2012&#8243;</em>, ha ricordato in un&#8217;intervista al <a href="http://www.corriere.it/economia/11_dicembre_19/il-capo-di-google-e-i-piani-segreti-brutale-concorrenza-con-apple-massimo-gaggi_72dc3402-2a09-11e1-88bd-433b1e8e4c01.shtml"><em>Corriere della Sera</em></a> il chairman <strong>Eric Schmidt</strong>, ammettendo che la competizione, su questo e sul fronte iPhone vs. Android, sarà brutale. &#8220;Sono le regole del mercato&#8221;, sottolinea Schmidt, per cui nonr esta che attendere la prossima mossa nella consapevolezza che &#8220;va tutto a vantaggio del consumatore&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Raddoppia il mercato dei televisori connessi alla Rete, e Apple lo guida con una fetta di oltre il 30%</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 19:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In attesa del rumoreggiato lancio di un dispositivo di terza generazione, il colosso dell'hi-tech avrebbe già venduto circa 4 milioni di Apple TV in tutto il mondo, mentre il totale delle connected tv si aggirerebbe intorno ai 12 milioni secondo lo studio diffuso da Strategy Analytics.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Apple</strong> domina il settore delle<strong> Internet tv</strong>: a rivelarlo è uno studio della società<strong> </strong><a href="http://www.strategyanalytics.com/default.aspx?mod=pressreleaseviewer&amp;a0=5147"><strong>Strategy Analytics</strong></a> sui <strong>Connected TV Players</strong>, secondo cui il media center marchiato dalla Mela nel 2011 raggiungerà una quota pari a circa il <strong>30% del mercato</strong>, segnando un importante punto a proprio favore nella competizione per accaparrarsi il predominio sulla nascente televisione &#8220;smart&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3047" title="apple-tv" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/apple-tv.jpg" alt="" width="474" height="328" /><span id="more-3046"></span>In attesa del rumoreggiato lancio di un dispositivo di terza generazione, il colosso dell&#8217;hi-tech avrebbe già venduto circa <strong>4 milioni di Apple TV</strong> in tutto il mondo, mentre il totale delle<strong> connected tv</strong> si aggirerebbe intorno ai <strong>12 milioni</strong> ed entro l&#8217;anno dovrebbe approssimarsi al raddoppio rispetto alle cifre registrate nel 2010. Merito della stessa compagnia di <strong>Cupertino</strong> e di pochi altri apparecchi rivali come <strong>Roku</strong>, che con i loro<strong> prezzi competitivi</strong> e la <strong>facilità di utilizzo</strong> hanno vinto lo scetticismo dei consumatori e cominciato ad insidiare il mercato dei set-top box tradizionali. Negli <strong>USA</strong>, secondo <strong>Strategy Analytics</strong>, sarebbero l&#8217;<strong>8%</strong> i<strong> nuclei familiari in possesso di tv connessa alla Rete</strong>, mentre in Europa le cifre sarebbero più basse di un punto percentuale.  Interessante inoltre l&#8217;analisi dei <strong>contenuti</strong> veicolati attraverso questi device in odore di smart tv: dallo studio emerge infatti come gli <strong>utenti del player di Apple</strong>  siano <strong>maggiormente inclini a noleggiare prodotti audiovisivi</strong> rispetto a chi possiede una tv normale, con uno scarto che va dal 30% dei primi al 20% dei secondi.</p>
<p>Oltre alla<strong> dotazione tecnologica</strong> delle famiglie, sembra perciò che ad essere pronti per il salto siano anche i <strong>consumatori</strong>, sempre meno disposti a sottoscrivere gli abbonamenti ai canali via cavo e, al contrario,<strong> sempre più abituati al consumo dei programmi via web</strong>. Stando a una ricerca riportata da <a href="http://allthingsd.com/20111209/time-to-say-goodbye-to-the-cable-guy-why-youll-buy-tv-on-the-web-in-2012/"><em>All Things D/The Wall Street Journal</em></a>, il mercato della TV connessa dovrebbe raggiungere la piena maturità già nel 2012, anno in cui gli spettatori potrebbero avere cioè a loro disposizione una <strong>vera emittente operativa esclusivamente online</strong>, con un mix di prodotti originali e di una massa critica di contenuti acquistati dai maggiori player del settore dell&#8217;intrattenimento. Ciò potrebbe incoraggiare una decisa accelerazione nel passaggio alla<strong> smart tv</strong>, che non richiede solo tecnologia ma anche una programmazione in grado di competere con i network tradizionali. L&#8217;unica domanda è: chi darà ufficialmente avvio al cambiamento? Molti sono gli analisti che si aspettano una mossa dai provider che già opernao nel mondo della telefonia e della tv connessa, come <strong>Verizon</strong>, ma secondo lo studio citato da <em>All Things D</em>, lo scenario più probabile sembrerebbe quello di<strong> un operatore esterno</strong> alla realtà del piccolo schermo. E anche senza che vengano rivelati nomi, è difficile non pensare alla sfida lanciata a tal proposito dalla nuova, vasta, <strong>offerta di canali da parte di YouTube</strong>.</p>
<p>Intanto <strong>Apple</strong> non rimane ferma neanche sul fronte dei contenuti e continua ad espandere il modello vincente dei suoi <strong>store online</strong>. Come riportato ieri sul <a href="http://www.washingtonpost.com/business/summary-box-apple-launches-itunes-store-in-16-latam-countries-including-brazil-argentina/2011/12/13/gIQAHy3NsO_story.html"><em>Washington Pos</em>t</a> e altre testate internazionali, <strong>iTunes</strong> è infatti sbarcato ufficialmente in <strong>Brasile</strong> e altri <strong>15 Paesi dell&#8217;America Latina</strong>, portando a 51 il numero totale degli Stati in cui si può accedere al negozio virtuale della Mela.Il catalogo che la compagnia si propone di offrire a un pubblico piuttosto a suo agio con la <strong>pirateria</strong>, consta di più di <strong>20 milioni di brani musicali</strong> e di di<strong> un milgiaio di film</strong>: l&#8217;intenzione sembrerebbe infatti quella di <strong>combattere la circolazione di contenuti illegali in Rete</strong> con un&#8217;offerta ad ampio raggio, anche in vista della probabile prossima commercializzazione in Brasile di<strong> iPod, iPad e iPhone</strong>.</p>
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		<title>Microsoft integra Xbox con Windows Phone e si allea in Italia con Mediaset.</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 13:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli USA partirà l'integrazione con portali VOD come Netflix e Hulu Plus, ma il vero obiettivo è la smart tv e l'integrazione di tutti i dispositivi con sistema operativo Windows. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che <strong>Microsoft</strong> intendesse rilanciare nella sfida con <strong>Apple</strong> e <strong>Google</strong> per la conquista del salotto di casa era ormai chiaro da tempo, e pochi giorni fa il trend aveva trovato conferma nell&#8217;intesa stretta con <strong>Verizon</strong> per rendere fruibili direttamente sulla <strong>Xbox 360</strong> una trentina di importanti canali televisivi attraverso la fibra ottica. Oggi, giorno della presentazione  degli <strong>update della dashboard</strong> e del servizio <strong>Xbox Live</strong>, risulta ancor più evidente come la console punti ad assicurarsi un ruolo di primo piano nella corsa al mercato della<strong> smart tv</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3014" title="Xbox-Companion-for-Windows-Phone" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Xbox-Companion-for-Windows-Phone.jpg" alt="" width="550" height="302" /></p>
<p><span id="more-3013"></span>Come sottolinea <a href="http://www.wired.com/gadgetlab/2011/12/xbox-entertainment-and-app/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+wired%2Findex+%28Wired%3A+Index+3+%28Top+Stories+2%29%29"><em>Wired</em></a>, le novità apportate alla piattaforma la rendono un potenziale <strong>hub di contenuti</strong>, non solo<strong> televisivi ma anche di film e sport</strong>, oltre a <strong>semplificarne l&#8217;interfaccia utente</strong> e a <strong>integrare la Xbox con i dispositivi mobile</strong> a sistema operativo <strong>Windows</strong>. In una strategia molto simile a quella dei &#8220;quattro schermi&#8221; di <strong>Sony</strong> e a quella da sempre perseguita da <strong>Apple</strong>, <strong>Microsoft</strong> ha reso infatti disponibile <strong>Xbox Companion</strong>,  un&#8217;<strong>app gratuita per smartphone</strong> attraverso cui sarà possibile<strong> controllare la console direttamente dal telefonino</strong>, oltre che<strong> navigare il ricco catalogo di Xbox Live</strong> attraverso il motore di ricerca fornito da <strong>Bing</strong>. Anche <strong>la nuova dashboard</strong> dell&#8217;Xbox 360 si conforma a quella dei <strong>Windows Phone</strong> e a quella che sarà l&#8217;interfaccia di <strong>Windows 8</strong>, in modo da rendere più facile agli utenti utilizzare contestualmente i diversi device del marchio, proprio come avviene oggi per i possessori di<strong> iPhone, iPad, iPod</strong> e degli altri prodotti contraddistinti dall&#8217;inconfondibile mela.</p>
<p>Ma cosa cercare attraverso questo <strong>nuovissimo sistema di telecomando per Xbox</strong>? La riposta viene dagli <strong>accordi stretti da Microsoft in tutto il mondo</strong>. Negli <strong>USA</strong> partirà l&#8217;integrazione con<strong> portali VOD</strong> come <strong>Netflix e Hulu Plus</strong>, nonché un&#8217;intesa con l&#8217;emittente dedicata allo sport ESPN e il canale allnews MSNBC, ma già da dicembre sono attese altre tv, <strong>YouTube e Vudu</strong>. In <strong>Italia</strong>, l&#8217;operatore televisivo ad aggiudicarsi la partnership è <strong>Mediaset</strong>. Come riferisce il <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-12-05/interfacce-canali-digitale-184336.shtml?uuid=AaPumeRE"><em>Sole 24 Ore</em></a>, chi si abbonerà sia a <strong>Xbox Live Gold</strong> che all&#8217;<strong>offerta pay dell&#8217;emittente</strong>, potrà  infatti fruire attraverso la console di quasi tutti i contenuti di <strong>Premium play</strong>, compresi film, cartoni animati, serie tv e sport, ma a esclusione delle partite di calcio in diretta.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>A Natale sarà boom dei tablet, e Amazon è pronta alla competizione.</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 11:43:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La stagione dello shopping natalizio è alle porte, ma sembra che quest'anno sulla letterina a Babbo Natale dei più piccoli non ci siano più le console per videogiochi quanto iPad e tablet. E se il marchio Apple risulta sempre al top delle classifiche, Amazon si prepara alla rimonta con Kindle Fire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti, dalle orde di consumatori natalizi all&#8217;industria dei media, sono avvertiti: il <strong>regalo più ambito</strong> sotto l&#8217;albero quest&#8217;anno sarà il <strong>tablet</strong>, almeno da quanto emerge dalla <a href="http://blog.nielsen.com/nielsenwire/consumer/us-kids-looking-forward-to-iholiday-2011/">ricerca condotta sui giovani statunitensi</a> da <strong>Nielsen</strong>. Se nel mercato degli <strong>smartphone</strong> continua il <strong>testa a testa di Android e Apple</strong> (secondo un altro <a href="http://blog.nielsen.com/nielsenwire/online_mobile/android-phones-and-iphones-dominating-app-downloads-in-the-us/">report</a> della stessa società di analisi, i due sistemi operativi si spartirebbero il 70% del mercato con quote rispettivamente del 42,8 e del 28,3%), i <strong>tablet</strong>, spinti soprattutto dall&#8217;<strong>iPad</strong>, si starebbero guadagnando un posto di primo piano nella &#8220;wishlist&#8221; dei consumatori statunitensi, e specialmente di quella fetta che influenzerà maggiormente la <em>holiday season</em> alle porte.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2982" title="buying-interest-kids-6-12" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/buying-interest-kids-6-12.jpg" alt="" width="480" height="617" /></p>
<p><span id="more-2981"></span>Il<strong> tablet Apple</strong>, in particolare, si mantiene al primo posto nell&#8217;elenco dei <strong>device tecnologici più desiderati nella fascia 6-12 anni</strong>, passando dal 31% delle preferenze del 2010 al 44% di quelle odierne, mentre tra i ragazzi con più di 13 anni l&#8217;appeal dell&#8217;iPad scende un po&#8217; e si attesta a 24 punti percentuali, comunque molto in crescita rispetto ai 18 dell&#8217;anno scorso. A seguire in classifica ci sono ben altri due prodotti marchiati dalla Mela (<strong>iPod Touch</strong> e <strong>iPhone</strong>), seguiti dai computer e di nuovo dai <strong>tablet non Apple</strong>, che comunque si guadagnano l&#8217;interesse del 25% dei consumatori tra i 6 e 12 anni, contribuendo al successo di questo device in forte crescita, tanto da superare nella lettera a Babbo Natale prodotti che fino a poco tempo fa sarebbero sembrati irrinunciabili per i più piccoli, come <strong>Nintendo 3DS, Playstation e Kinect per Xbox 360</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2983" title="nielsen scopo tablet" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/nielsen-scopo-tablet.jpg" alt="" width="587" height="444" /></p>
<p>I <strong>tablet</strong>, tra l&#8217;altro, sembrano aver <strong>conquistato anche l&#8217;Italia</strong>, come mostra il <strong>Connected Device Report</strong> di <strong>Nielsen</strong> dedicato al nostro Paese.  Dall&#8217;analisi condotta su un <strong>campione di 9.000 famiglie</strong> (riportata sul sito di <a href="http://www.ninjamarketing.it/2011/11/30/nielsen-chi-usa-i-tablet-in-italia/"><em>Ninja Marketing</em></a>)  si delinea un preciso identikit dei nuovi amanti di iPad &amp; Co., che in tutto dovrebbero ammontare a<strong> un milione</strong>. Non c&#8217;è distinzione di genere tra gli utenti di tablet, mentre la maggior parte si concentra nella fascia d&#8217;età sotto i 44 anni e in una classe di reddito medio-alto. Il luogo più frequente di utilizzo risulta l&#8217;<strong>ambiente domestico</strong>, soprattutto se si tratta di un uso reiterato più volte al giorno. Non sembra perciò essersi ancora diffusa la pratica di portare i tablet nei luoghi di ristoro (9%), a lavoro (28%) o sui mezzi pubblici (10%), probabilmente per il diverso approccio alla tecnologia che caratterizza le nostre abitudini di consumo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2984" title="nielsen impact" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/nielsen-impact.jpg" alt="" width="587" height="480" /></p>
<p>Lo <strong>scopo</strong> più frequente per cui si usa il tablet è gestire le <strong>mail</strong> (65%), seguito da <strong>navigare in Rete</strong> (59%), consultare<strong> libri o magazine</strong> digitali e connettersi a<strong> social network</strong> (40%). Il motivo per cui lo si preferisce al PC è il carattere portatile, accompagnato però dalla buona qualità dello schermo, senza dubbio preferito a quello degli smartphone, e  la facilità d&#8217;uso. Inoltre, la metà degli intervistati  ha dichiarato di <strong>usarlo con più membri della famiglia</strong>, il che non stupisce essendo emersa la sua fruizione prevalentemente domestica. Non sembra tuttavia che gli altri media debbano correre immediatamente ai ripari: la ricerca mostra come l&#8217;uso di altri device sia rimasto sostanzialmente lo stesso per la maggior parte dei consumatori di tablet. Solo l&#8217;11% degli intervistati ha dichiarato di usare meno la tv connessa a Internet, mentre percentuali più alte, intorno al 40% riguardano ovviamente i computer di tutti i tipi, sia quelli tradizionali che notebook e  laptop.</p>
<p>Oltre all&#8217;<strong>iPad</strong>, a trarnre vantaggio dal nuovo tren nel frattempo è stata senza dubbio <strong>Amazon</strong>, che ha dichiarato (<em><a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/amazoncom-reports-best-black-friday-266584">Hollywood Reporter</a></em>) come il suo<strong> Kindle Fire</strong> sia stato il prodotto più venduto dal portale nel fatidico <strong>Black Friday</strong>, vale a dire il venerdì dopo il Giorno del Ringraziamento, che negli USA apre ufficialmente la stagione dello shopping natalizio. Come sottolinea oggi il <a href="http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_145064,00.html"><em>Sole 24 Ore</em></a>, il dispositivo di <strong>Amazon</strong>, grazie alla sua considerevole offerta di contenuti (milioni tra film, serie tv, canzoni, libri, riviste, app e giochi), ha già provocato l&#8217;effetto di far crollare i prezzi dei competitor, come il<strong> BlackBerry PlayBook</strong>, e sembra proprio avviarsi a diventare il <strong>rivale più temibile dell&#8217;iPad</strong>. Sempre che non ci arrivino prima i tablet sottocosto cinesi a 75 dollari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ninjamarketing.it/2011/11/30/nielsen-chi-usa-i-tablet-in-italia/"><em>Ninja Marketing</em></a>,<em><a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/amazoncom-reports-best-black-friday-266584">Hollywood Reporter</a></em>,<a href="http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_145064,00.html"><em> Sole 24 Ore</em></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Apple apre la sua nuvola a Hollywood: rumors su trattative per offrire film in streaming via iCloud</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/10/apple-apre-la-sua-nuvola-a-hollywood-rumors-su-trattative-per-offrire-film-in-streaming-via-icloud-2690</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 18:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
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		<description><![CDATA[A stretto giro dalla partenza di UltraViolet, il cinema vola sempre più tra le nuvole. Dagli Usa,  indiscrezioni sulle trattative che vedrebbero impegnata Apple a proccacciarsi i film da fruire via iCloud.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ha fatto nemmeno in tempo ad entrare in piena operatività <strong>UltraViolet,</strong> che subito il sistema cloud per la visione e l’archivio on line della propria library home video rischia di veder nascere un serio competitor. Oggi i media statunitensi hanno infatti rivelato come <strong>Apple</strong> sia già <strong>in trattative con le major hollywoodiane</strong> per lanciare il consumo di film via streaming anche attraverso il suo sistema <strong>iCloud</strong>. Un sistema che pure ha debuttato da pochissimo, ma che sembra già in vena di espansione verso quei contenuti video fino ad ora non contemplati in via prioritaria dalla sua offerta.</p>
<p>Stando a quanto riferito al <a href="http://latimesblogs.latimes.com/entertainmentnewsbuzz/2011/10/apple-prepping-movie-cloud-service-devices-may-work-with-ultraviolet.html"><em>Los Angeles Times</em> </a>da fonti che preferiscono rimanere anonime, l’intenzione di <strong>Apple</strong> sarebbe quella di permettere ai consumatori di acquistare i titoli degli Studios via <strong> iTunes</strong> per poi fruirli attraverso il suo sistema cloud su ogni dispositivo marchiato dall’inconfondibile mela, a partire ovviamente da<strong> iPhone e iPad</strong>. Il servizio dovrebbe partire già dalla fine dell’anno o nei primissimi mesi del 2012.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2691" title="iCloud-08062011" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/iCloud-08062011.jpg" alt="" width="550" height="250" />La notizia è tanto più rilevante quanto arriva immediatamente in seguito al lancio definitivo del concorrente <strong>UltraViolet</strong>, sviluppato da un consorzio di major cinematografiche e imprese leader nel settore della tecnologia e dell’entertainment (tra cui <strong>Microsoft e Intel</strong>) da cui mancano praticamente solo <strong>Disney, Apple e Amazon</strong>. In molti si chiedevano quale sarebbe stata la risposta di questi tre potenti soggetti, e quella della compagnia fondata da Steve Jobs non si è lasciata attendere, anche se per ora in via non ufficiale.</p>
<p>Intanto domani sarà disponibile il secondo film entrato nella “nube” di <strong>UltraViolet</strong>, <a href="http://www.screenweek.it/film/17575-Lanterna-Verde"><em>Lanterna Verde</em></a>, distribuito da quella <strong>Warner Bros</strong> che insieme a <strong>Paramount</strong> e <strong>Sony</strong> è stata tra le major più attive nel promuovere il servizio nell’intento di rivitalizzare non solo il settore dell’online ma anche quello del supporto fisico. <strong>UltraViolet</strong> infatti consente di creare la propria libray accessibile ovunque via Internet, ma solo<strong> a chi acquista una copia in DVD o Blu-ray</strong> dei film distribuiti in tale modalità “multicanale” dagli Studios.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Steve Jobs lascia la guida di Apple, si conclude un&#8217;era</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/08/steve-jobs-lascia-la-guida-di-apple-si-conclude-unera-2470</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 14:22:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leotruman</dc:creator>
				<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Jobs]]></category>

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		<description><![CDATA[Poche parole riservate ai suoi azionisti, che ovviamente hanno fatto subito il giro del mondo, sono bastate a Steve Jobs per lasciare il suo incarico di amministratore delegato di una delle più potenti e redditizie società esistenti, la Apple. Ecco la sua lettera di congedo: «Ho sempre detto che se fosse mai arrivato il giorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poche parole riservate ai suoi azionisti, che ovviamente hanno fatto subito il giro del mondo, sono bastate a<strong> Steve Jobs</strong> per lasciare il suo incarico di amministratore delegato di una delle più potenti e redditizie società esistenti, la <em><strong>Apple</strong></em>.</p>
<p>Ecco la sua lettera di congedo:</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/08/steve_jobs_2009.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2471" title="steve_jobs_2009" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/08/steve_jobs_2009.png" alt="" width="475" height="346" /></a></p>
<blockquote><p><em>«Ho sempre detto che se fosse mai arrivato il giorno in cui non avrei più potuto rispettare i miei</em><br />
<em> obblighi come amministratore delegato di Apple, sarei stato il primo a dirvelo. Sfortunatamente quel giorno è</em><br />
<em> arrivato. Rassegno le dimissioni da amministratore delegato di Apple. Vorrei tuttavia continuare, se il Cda lo</em><br />
<em> ritiene opportuno, come presidente, e rimanere un dipendente dell&#8217;azienda. Per quel che riguarda il mio</em><br />
<em> successore, raccomando fortemente che si proceda con il piano previsto e si nomini Tim Cook come Ceo di</em><br />
<em> Apple. Credo che i giorni migliori e più innovativi di Apple siano davanti a noi. E sono ansioso di viverli e</em><br />
<em> contribuire al successo dell&#8217;azienda nel mio nuovo ruolo. Ad Apple ho trovato alcuni dei miei migliori amici e</em><br />
<em> vi ringrazio per l&#8217;opportunità di lavorare con voi per tanti anni»</em></p></blockquote>
<p>A Jobs nel 2004 era stato diagnosticato un <strong>cancro al pancreas</strong> particolarmente aggressivo, con sopravvivenza a 5 anni pari a zero. Eppure l&#8217;imprenditore statunitense è riuscito a sopravvivere, anche ad un trapianto di fegato effettuato nel 2009, e a continuare a lavorare duramente per l&#8217;azienda che ha creato con le sue mani. Fino ad oggi quando ha dovuto arrendersi al suo stato di salute e ha passato il testimone più importante a Tim Cook.</p>
<p>Il passaggio di consegne è<strong> soprattutto simbolico</strong> visto che ormai è Cook (50 anni) a guidare l&#8217;azienda di Cupertino da quando Steve Jobs si è ammalato e gli era già stato affidato ogni ruolo operativo. Il nuovo capo di Apple, che fa parte anche del consiglio di amministrazione della Nike, arrivò alla Apple nel marzo del 1998 e subito ebbe un ruolo importante nel rivoluzionare tutto il settore della produzione e della distribuzione. Affidando a terzi molte attività e chiudendo alcune fabbriche del gruppo, contribuì a far registrare un notevole aumento dei profitti.</p>
<p>Ma i fan dei prodotti con la Mela non dimenticheranno mai Steve Jobs, che fondò la <em>Apple</em> insieme all&#8217;amico <strong>Steve Wozniak</strong> nel 1975. Solamente due anni più tardi lanciarono quello che è riconosciuto come il primo personal computer della storia, l&#8217;<strong>Apple II</strong>, che riuscì a vendere ben 1 milione di esemplari nonostante un costo proibitivo. Nel 1980 la società era già quotata in Borsa.</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/08/apple.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2472" title="apple" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/08/apple.jpg" alt="" width="264" height="264" /></a>Solamente un anno dopo la produzione dell&#8217;<strong>Apple Macintosh</strong>, quindi stiamo parlando del 1985, lasciò la società per fondare una nuova società: la <strong>NeXT Computer</strong>, che tuttavia non ebbe molto successo. In contemporanea acquisì dalla <em>Lucas Film</em> la <strong>Pixar</strong>, casa di produzione cinematografica con l&#8217;ambizione di realizzare unicamente animazioni computerizzate. Si imparò a conoscere lo studio nel 1995 quando uscì <em><strong>Toy Story</strong></em>, che non solo è il primo lungometraggio animato in assoluto creato con la tecnica della CG, ma è considerato ancora al giorno d&#8217;oggi uno dei capolavori animati della storia del cinema.</p>
<p>Vinta una sfida, Jobs decide di affrontarne un&#8217;altra e nel 1996 <strong>ritorna alla Apple.</strong> Contribuì allo sviluppo del sistema operativo che ancora oggi viene usato sui prodotti della Mela, il <strong>Mac Os X,</strong> e lanciò l<em><strong>&#8216;iMac</strong></em> che è stato il primo prodotto effettivamente dedicato alle masse della società (la Apple dominava in quel periodo solo nelle nicchie del mercato musicale e della progettazione grafica).</p>
<p>Il successo fu immediato e da quel momento la società scrisse la storia della tecnologia moderna: <strong>iPod</strong> e <strong>iTunes</strong> (2001),<strong> iPhone</strong> (2007) e<strong> iPad</strong> (2010) sono prodotti che hanno elevato ulteriormente e costantemente l&#8217;asticella qualitativa tecnologica e fissato nuovi stanard. Il pubblico ha risposto in massa e non solo i seguaci (perché così si dovrebbe chiamarli visto che il termine &#8220;<em>consumatori</em>&#8221; è riduttivo) della società di Cupertino sono sempre più numerosi, ma soprattutto dimostrano un grado di fedeltà davvero inedito a livello commerciale.</p>
<p>Steve Jobs continuerà a lavorare dietro le quinte, e a questo punto ci si chiede se nei prossimi anni la Apple manterrà la<strong> vera qualità</strong> che ha sempre posseduto e che la distingue dalle altre aziende: la <strong>pura voglia di innovare</strong> e di mostrarci sempre qualcosa di nuovo e sorprendente. Se continuerà a farlo veramente, sarà come se Steve non se ne fosse mai andato.</p>
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		<title>Android vs iPhone</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Aug 2011 05:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un infografico sulla cui attendibilità statistica non scommetterei e sicuramente non applicabile all&#8217;Italia questo, che mette in relazione il telefono Apple con l concorrente Google (i concorrenti in realtà), ma adatto all&#8217;ombrellone, perché comunque interessante e anche divertente da leggere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un infografico sulla cui attendibilità statistica non scommetterei e sicuramente non applicabile all&#8217;Italia <a href="http://blog.hunch.com/?p=51781">questo</a>, che mette in relazione il telefono Apple con l concorrente Google (i concorrenti in realtà), ma adatto all&#8217;ombrellone, perché comunque interessante e anche divertente da leggere.</p>
<p><img style="display:block; margin-left:auto; margin-right:auto;" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/08/droid-vs-ios-inline.png" alt="Droid vs ios inline" title="droid-vs-ios-inline.png" border="0" width="650" height="2892" /></p>
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		<title>L&#8217;albero delle mele ci racconta 35 anni di prodotti Apple</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 07:33:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ritorno a fare un piccolo post su questo blog dopo parecchi giorni di assenza solo per l&#8217;ennessimo off-topic dedicato ad un infografico che ho trovato questa mattina su Mashable. Si tratta di un &#8220;albero&#8221; che riassume 35 anni di prodotti realizzati dalla casa di Cupertino. Alcuni hanno avuto infinito successo, altri un po&#8217; meno, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ritorno a fare un piccolo post su questo blog dopo parecchi giorni di assenza solo per l&#8217;ennessimo off-topic dedicato ad un infografico che ho trovato questa mattina su <a href="http://mashable.com/2011/07/18/apple-design-infographic/">Mashable</a>.</p>
<p>Si tratta di un &#8220;albero&#8221; che riassume 35 anni di prodotti realizzati dalla casa di Cupertino. Alcuni hanno avuto infinito successo, altri un po&#8217; meno, in gran parte hanno stravolto gli standard delle relative industrie (l&#8217;iPhone) o hanno creato nuovi mercati circoscrivendo nuovi bisogni (l&#8217;iPad), anche quelli che commercialmente hanno fallito hanno comunque lasciato il segno e definito una strada, per questo l&#8217;albero è un&#8217;ottima metafora del tutto. </p>
<p><img style="display:block; margin-left:auto; margin-right:auto;" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/07/mashable_apple-tree-infographics.png" alt="Mashable apple tree infographics" title="mashable_apple-tree-infographics.png" border="0" width="650" height="1210" /></p>
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		<title>Harry Potter dietro l&#8217;angolo con la realtà aumentata</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 16:58:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Via Melamorsicata ho trovato oggi questo bellissimo video di presentazione di un&#8217;applicazione che, se dovesse essere effettivamente realizzata, mi riempirebbe davvero di gioia. Penso che il video spieghi tutto da solo. Si tratta di un progetto davvero interessante che tra l&#8217;altro fa pure scopa con altri progetti molto interessanti in ambito cinema.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via <a href="http://www.melamorsicata.it/mela/2011/06/23/augmented-reality-cinema-la-realta-aumentata-fa-rivivere-il-cinema/">Melamorsicata</a> ho trovato oggi questo bellissimo video di presentazione di un&#8217;applicazione che, se dovesse essere effettivamente realizzata, mi riempirebbe davvero di gioia.</p>
<p>Penso che il video spieghi tutto da solo. Si tratta di un progetto davvero interessante che tra l&#8217;altro fa pure scopa con altri progetti molto interessanti in ambito cinema.</p>
<p><iframe width="650" height="400" src="http://www.youtube.com/embed/R6c1STmvNJc?hd=1" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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