Archivio per la categoria ‘iPad’

feb
08
2012
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Parte la serie di Netflix, Lilyhammer, ma il portale si rifiuta di rendere pubblico il numero di visualizzazioni.

In diretta concorrenza con le tv americane via cavo e con il servizio di streaming di HBO, Netflix  dovrà presto  affrontare anche il nuovo soggetto che nascerà dall’alleanza tra Verizon e RedBox (l’articolo qui). Il portale VOD intanto lancia l’offensiva con la sua prima serie autoprodotta, Lilyhammer, ma si rifiuta di rilasciare i dati di ascolto perché non c’è alcun inserzionista cui rendere conto dell’audience.

 


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gen
10
2012
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Al via il CES 2012, tra nuovi contenuti Xbox Live, ultrabook, Google TV e schermi sempre più ultrasottili.

Comincerà oggi a entrare nel vivo a Las Vegas l’edizione 2012 del CES, il Consumer Electronics Show, uno degli appuntamenti più importanti per il mondo dell’hi-tech. Molte sono state le anticipazioni  sulle novità che saranno presentate nel corso dell’evento, tra cui televisori di ultima generazione, altri partner per la Google TV, gadget ad alto contenuto tecnologico e forse anche nuove politiche sui contenuti dei colossi dell’infotainment. È vero che ormai le notizie e le release di nuovi prodotti si susseguono costantemente nel corso dell’anno, ma vediamo comunque quali saranno i temi principali di questa edizione.

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dic
29
2011
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Uno sguardo alla “Generazione Z”

Si parla spesso dei nativi digitali, ossia di quella schiera di ragazzi che non ha conosciuto il mondo prima della diffusione capillare del web, e di tutti i dispositivi hi-tech che ne derivano. Ma quali sono le peculiarità  di questa Generation Z? Quali saranno le conseguenze pratiche di avere a portata di mano un serbatoio potenzialmente infinto di conoscenze e una pluralità vastissima di mezzi di espressione, ma anche un rapporto quasi viscerale con le apparecchiature tecniche e l’obbligo di vivere in un mondo che va alla velocità della broadband? Ha provato a riassumerle visivamente e numericamente il sito Infographiclabs, dividendo la sua ricerca  per temi, vale a dire caratteristiche, comportamento, impiego, educazione e qualche previsione per il futuro.

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dic
20
2011
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Apple tv: Cupertino in trattative con i grandi media per dare forma alla televisione del futuro

Quando ad ottobre prese il via il servizio cloud UltraViolet per lo storage e la visione online dei film  di major come Warner e Paramount, trapelò la notizia che anche Apple si stava muovendo ai piani alti di Hollywood per riempire la sua nuvola di contenuti in grado di competere con quelli offerti su altre piattaforme rivali. Ora l’indiscrezione assume nuove contorni e arriva a coinvolgere la nuova attesa Apple TV, questo mentre UltraViolet sbarca in Gran Betragna e altri potenti competitor come Google annunciano di voler marcar stretto la compagnia fondata da Steve Jobs.

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dic
14
2011
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Raddoppia il mercato dei televisori connessi alla Rete, e Apple lo guida con una fetta di oltre il 30%

Apple domina il settore delle Internet tv: a rivelarlo è uno studio della società Strategy Analytics sui Connected TV Players, secondo cui il media center marchiato dalla Mela nel 2011 raggiungerà una quota pari a circa il 30% del mercato, segnando un importante punto a proprio favore nella competizione per accaparrarsi il predominio sulla nascente televisione “smart”.

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dic
06
2011
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Microsoft integra Xbox con Windows Phone e si allea in Italia con Mediaset.

Che Microsoft intendesse rilanciare nella sfida con Apple e Google per la conquista del salotto di casa era ormai chiaro da tempo, e pochi giorni fa il trend aveva trovato conferma nell’intesa stretta con Verizon per rendere fruibili direttamente sulla Xbox 360 una trentina di importanti canali televisivi attraverso la fibra ottica. Oggi, giorno della presentazione  degli update della dashboard e del servizio Xbox Live, risulta ancor più evidente come la console punti ad assicurarsi un ruolo di primo piano nella corsa al mercato della smart tv.

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dic
01
2011
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A Natale sarà boom dei tablet, e Amazon è pronta alla competizione.

Tutti, dalle orde di consumatori natalizi all’industria dei media, sono avvertiti: il regalo più ambito sotto l’albero quest’anno sarà il tablet, almeno da quanto emerge dalla ricerca condotta sui giovani statunitensi da Nielsen. Se nel mercato degli smartphone continua il testa a testa di Android e Apple (secondo un altro report della stessa società di analisi, i due sistemi operativi si spartirebbero il 70% del mercato con quote rispettivamente del 42,8 e del 28,3%), i tablet, spinti soprattutto dall’iPad, si starebbero guadagnando un posto di primo piano nella “wishlist” dei consumatori statunitensi, e specialmente di quella fetta che influenzerà maggiormente la holiday season alle porte.

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ott
13
2011
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Apple apre la sua nuvola a Hollywood: rumors su trattative per offrire film in streaming via iCloud

Non ha fatto nemmeno in tempo ad entrare in piena operatività UltraViolet, che subito il sistema cloud per la visione e l’archivio on line della propria library home video rischia di veder nascere un serio competitor. Oggi i media statunitensi hanno infatti rivelato come Apple sia già in trattative con le major hollywoodiane per lanciare il consumo di film via streaming anche attraverso il suo sistema iCloud. Un sistema che pure ha debuttato da pochissimo, ma che sembra già in vena di espansione verso quei contenuti video fino ad ora non contemplati in via prioritaria dalla sua offerta.

Stando a quanto riferito al Los Angeles Times da fonti che preferiscono rimanere anonime, l’intenzione di Apple sarebbe quella di permettere ai consumatori di acquistare i titoli degli Studios via  iTunes per poi fruirli attraverso il suo sistema cloud su ogni dispositivo marchiato dall’inconfondibile mela, a partire ovviamente da iPhone e iPad. Il servizio dovrebbe partire già dalla fine dell’anno o nei primissimi mesi del 2012.

La notizia è tanto più rilevante quanto arriva immediatamente in seguito al lancio definitivo del concorrente UltraViolet, sviluppato da un consorzio di major cinematografiche e imprese leader nel settore della tecnologia e dell’entertainment (tra cui Microsoft e Intel) da cui mancano praticamente solo Disney, Apple e Amazon. In molti si chiedevano quale sarebbe stata la risposta di questi tre potenti soggetti, e quella della compagnia fondata da Steve Jobs non si è lasciata attendere, anche se per ora in via non ufficiale.

Intanto domani sarà disponibile il secondo film entrato nella “nube” di UltraViolet, Lanterna Verde, distribuito da quella Warner Bros che insieme a Paramount e Sony è stata tra le major più attive nel promuovere il servizio nell’intento di rivitalizzare non solo il settore dell’online ma anche quello del supporto fisico. UltraViolet infatti consente di creare la propria libray accessibile ovunque via Internet, ma solo a chi acquista una copia in DVD o Blu-ray dei film distribuiti in tale modalità “multicanale” dagli Studios.

 

ott
04
2011
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Netflix è più tv che cinema: Ted Sarandos parla del business del VOD insieme al nuovo leader di Miramax Mike Lang.

Un duetto interessante quello tenutosi ieri al Mipcom, il mercato dell’entertainment in corso a Cannes, dove a margine del keynote speech del CEO di Miramax Mike Lang, il responsabile dei contenuti di Netflix ha raggiunto il palco dando vita non a una tradizionale sessione di Q&A ma a una vera intervista doppia sul settore della distribuzione on line.

La considerazione di maggior rilievo avanzata da Ted Sarandos è stata, in particolare, quella sull’offerta di Netflix e la domanda dei suoi consumatori, sempre più orientata ai prodotti televisivi che a quelli cinematografici, nonostante le origini della piattaforma VOD, nata  come noleggiatore di home video per corrispondenza. “Oggi il 50% e talvolta perfino il 60% dello streaming è generato dalla visione di episodi di serie tv” ha dichiarato il chief content officer, secondo quanto riportato da The Guardian, che vede in questa presa di posizione una conferma di quanto già emerso dagli accordi stretti recentemente da Netflix. In primis quello per portare in rete Mad Men, o il remake del serial BBC House of Cards per la regia di David Fincher.

Anche gli show meno popolari possono secondo Sarandos trarre grande beneficio dalla distribuzione via-Netflix e in particolare dall’algoritmo che genera consigli per gli utenti: “Siamo convinti che lo stesso sistema si possa usare per lanciare un programma tv in maniera molto rapida, e farlo finire nelle mani degli spettatori che lo apprezzeranno di più”. Processo già sperimentato con successo con la serie Spartacus, proposta in automatico agli acquirenti di 300 .

La piattaforma VOD, d’altra parte, dopo essere stata a lungo osteggiata dalle major, sembra per loro irrinunciabile. “In un certo senso, vorrei che la nostra compagnia diventasse un po’ più Silicon Valley e un po’ meno Hollywood”, ha ironizzato Mike Lang, ricordando la centralità di un mix di canali distributivi che tenga conto tanto delle tradizionali emittenti tv, quanto dei vari canali offerti da Internet: non solo Netflix, ma anche Facebook, iPad e Google TV. La parola d’ordine è cross-platform: “Crediamo che queste diverse piattaforme possano coesistere ed essere complementari l’una all’altra. Tutto gira intorno al consumatore, a cui non interessa sapere quali siano le windows o su quale mezzo può vedere ciò che desidera vedere”.

Ed è da qui che il CEO intende far ripartire Miramax “praticamente al collasso quando sono arrivato, nonostante una library di oltre 700 film”. Ad ucciderla, non la pirateria ma “la mancanza di un adeguato sfruttamento”. Un caso come tanti in cui, per Lang, l’unico imperativo non poteva che essere: “O innovazione o morte”.

 

Fonte: The Guardian

ago
25
2011
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Steve Jobs lascia la guida di Apple, si conclude un’era

Poche parole riservate ai suoi azionisti, che ovviamente hanno fatto subito il giro del mondo, sono bastate a Steve Jobs per lasciare il suo incarico di amministratore delegato di una delle più potenti e redditizie società esistenti, la Apple.

Ecco la sua lettera di congedo:

«Ho sempre detto che se fosse mai arrivato il giorno in cui non avrei più potuto rispettare i miei
obblighi come amministratore delegato di Apple, sarei stato il primo a dirvelo. Sfortunatamente quel giorno è
arrivato. Rassegno le dimissioni da amministratore delegato di Apple. Vorrei tuttavia continuare, se il Cda lo
ritiene opportuno, come presidente, e rimanere un dipendente dell’azienda. Per quel che riguarda il mio
successore, raccomando fortemente che si proceda con il piano previsto e si nomini Tim Cook come Ceo di
Apple. Credo che i giorni migliori e più innovativi di Apple siano davanti a noi. E sono ansioso di viverli e
contribuire al successo dell’azienda nel mio nuovo ruolo. Ad Apple ho trovato alcuni dei miei migliori amici e
vi ringrazio per l’opportunità di lavorare con voi per tanti anni»

A Jobs nel 2004 era stato diagnosticato un cancro al pancreas particolarmente aggressivo, con sopravvivenza a 5 anni pari a zero. Eppure l’imprenditore statunitense è riuscito a sopravvivere, anche ad un trapianto di fegato effettuato nel 2009, e a continuare a lavorare duramente per l’azienda che ha creato con le sue mani. Fino ad oggi quando ha dovuto arrendersi al suo stato di salute e ha passato il testimone più importante a Tim Cook.

Il passaggio di consegne è soprattutto simbolico visto che ormai è Cook (50 anni) a guidare l’azienda di Cupertino da quando Steve Jobs si è ammalato e gli era già stato affidato ogni ruolo operativo. Il nuovo capo di Apple, che fa parte anche del consiglio di amministrazione della Nike, arrivò alla Apple nel marzo del 1998 e subito ebbe un ruolo importante nel rivoluzionare tutto il settore della produzione e della distribuzione. Affidando a terzi molte attività e chiudendo alcune fabbriche del gruppo, contribuì a far registrare un notevole aumento dei profitti.

Ma i fan dei prodotti con la Mela non dimenticheranno mai Steve Jobs, che fondò la Apple insieme all’amico Steve Wozniak nel 1975. Solamente due anni più tardi lanciarono quello che è riconosciuto come il primo personal computer della storia, l’Apple II, che riuscì a vendere ben 1 milione di esemplari nonostante un costo proibitivo. Nel 1980 la società era già quotata in Borsa.

Solamente un anno dopo la produzione dell’Apple Macintosh, quindi stiamo parlando del 1985, lasciò la società per fondare una nuova società: la NeXT Computer, che tuttavia non ebbe molto successo. In contemporanea acquisì dalla Lucas Film la Pixar, casa di produzione cinematografica con l’ambizione di realizzare unicamente animazioni computerizzate. Si imparò a conoscere lo studio nel 1995 quando uscì Toy Story, che non solo è il primo lungometraggio animato in assoluto creato con la tecnica della CG, ma è considerato ancora al giorno d’oggi uno dei capolavori animati della storia del cinema.

Vinta una sfida, Jobs decide di affrontarne un’altra e nel 1996 ritorna alla Apple. Contribuì allo sviluppo del sistema operativo che ancora oggi viene usato sui prodotti della Mela, il Mac Os X, e lanciò l‘iMac che è stato il primo prodotto effettivamente dedicato alle masse della società (la Apple dominava in quel periodo solo nelle nicchie del mercato musicale e della progettazione grafica).

Il successo fu immediato e da quel momento la società scrisse la storia della tecnologia moderna: iPod e iTunes (2001), iPhone (2007) e iPad (2010) sono prodotti che hanno elevato ulteriormente e costantemente l’asticella qualitativa tecnologica e fissato nuovi stanard. Il pubblico ha risposto in massa e non solo i seguaci (perché così si dovrebbe chiamarli visto che il termine “consumatori” è riduttivo) della società di Cupertino sono sempre più numerosi, ma soprattutto dimostrano un grado di fedeltà davvero inedito a livello commerciale.

Steve Jobs continuerà a lavorare dietro le quinte, e a questo punto ci si chiede se nei prossimi anni la Apple manterrà la vera qualità che ha sempre posseduto e che la distingue dalle altre aziende: la pura voglia di innovare e di mostrarci sempre qualcosa di nuovo e sorprendente. Se continuerà a farlo veramente, sarà come se Steve non se ne fosse mai andato.

Scritto da Leotruman in iPad,iPhone,News
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