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Tv connesse e banda larga: l’Italia ancora in ritardo rispetto alla UE

La scarsa penetrazione della banda larga, come ormai sappiamo, è una delle principali motivazioni che continua a tenere lontani dal nostro Paese grandi operatori internazionale del video on demand come Netflix. La misura esatta di questa criticità strutturale è offerta dal Rapporto I-Com 2013 su Reti e Servizi di Nuova Generazione, presentato ieri a Roma e incentrato sia sui temi della connettività, sia sullo stato di un settore centrale nel processo della convergenza mediatica quali le tv connesse in rete.

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Lucisano Media Group si rafforza su You Tube

Lucisano Media Group (che controlla la società di produzione e distribuzione cinematografica Italian International Film) ha stretto un accordo con Yam112003, player certificato da YouTube come Multi Channel Network, per il trattamento dei diritti audiovisivi su YouTube. L’accordo affermal a società in una nota «mira da un lato a riconoscere a LMG la possibilità di monetizzare le clip di proprie produzioni pubblicate sulla piattaforma da altri utenti, attraverso l’inserimento di contenuti pubblicitari, e dall’altro a proteggere dalla pirateria i contenuti di proprietà di Lucisano Media Group presenti sul portale»

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Essere o non essere… in VOD? Anche Shakespeare arriverà on demand

Se i grandi eventi teatrali hanno trovato un nuovo e fruttuoso sbocco nella multiprogrammazione cinematografica, sfruttando anche meglio dei film la flessibilità consentita dal digitale, ora il placoscenico è pronto a farsi strada anche nel campo dei servizi OTT. Non stiamo parlando di una produzione qualsiasi ma di quelle del Globe Theatre di Londra, che diventerà il primo a lanciare una piattaforma di video on demand per la distribuzione digitale dei propri contenuti.

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Dal VOD 6,8 miliardi in arrivo per cinema e tv

L’online nemico dell’industria audiovisiva? Non sembrerebbe dalle ultime stime di RBC Capital Markets, secondo cui gli investimenti che i servizi di streaming ad abbonamento stanno effettuando in contenuti arriveranno a toccare i 6,8 miliardi di dollari nel 2015, assottigliando progressivamente la forbice rispetto alle cifre provenienti dai broadcaster tradizionali. Già alla fine di quest’anno, gli operatori di SVOD (subscription video on demand) pagheranno agli studi cinematografici e televisivi una somma prevista di 5,2 miliardi, ben superiore ai 3,3 miliardi spesi in diritti dai canali via etere.

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Google alla conquista del salotto con Roku

Continua la campagna dei colossi del web alla conquista del salotto di casa. Google ha già dimostrato il proprio interesse a guadagnarsi una fetta del nuovo mercato delle tv connesse con il rilascio di diversi dispositivi per collegare il piccolo schermo in rete, dalla chiavetta Chromcast fino al nuovo set-top box Nexus Player, prodotto da Asus, primo esemplare di quella Android TV che presto sarà integrata direttamente negli apparecchi di grandi marchi dell’elettronica di consumo come Sony, Sharp e TP Vision. L’azienda di Mountain View ha però assestato un altro colpo anche nel campo del video on demand, in cui opera tramite lo store online Google Play. La sua applicazione per il noleggio e l’acquisto di film online, presente ovviamente su tutti i dispositivi a marchio Big G, farà infatti il proprio debutto anche su quelli di Roku, tra i leader USA del settore dei set-top box che rendono”smart” le vecchie tv.

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MPAA: Pirateria, Russia ancora sorvegliata speciale

Parliamo di pirateria. La Motion Pictures Assiciation of America ha redatto una nuova lista, sottoposta all’Office of the U.S. Trade Representative (che ogni anno pubblica un report sullo stato delle violazioni di copyright nel mondo) contenente le segnalazioni di alcuni dei più importanti “pirati” nei mercati fisici e online. La lista comprende diversi siti di download diretto e di streaming, siti che contengono link network peer-to-peer e portali Bit-Torrents; tutti offrono accesso illegale a contenuti video.

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Google, un algoritmo contro la pirateria

Google ha pubblicato il report How Google Fights Piracy, in cui affronta le modalità di contrasto alla pirateria online. Tra gli strumenti che l’azienda ha in procinto di mettere in campo, a partire proprio dal mese in corso, contro questo fenomeno un nuovo algoritmo che in pratica “declassa” nell’indicizzazione delle ricerche online quei siti che ospitano prodotti piratati e che sono stati segnalati dai detentori dei Copyright attraverso il Digital Millenium Copiright Act (DMCA), la legge statunitense sul copyright.

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Maker Studios da YouTube alla tv grazie a Disney

Quando Disney ha acquistato per oltre mezzo milione di dollari il network multicanale di YouTube Maker Studios, l’intenzione sembrava soprattutto quella di sfruttarne la forte presenza sul web per farne una piattaforma di distribuzione indipendente dal portale di Google e incentrata sulla molteplicità dell’offerta audiovisiva della major. L’obiettivo era emerso anche dalle parole del CEO Bob Iger, che dopo l’accordo aveva commentato “possiamo fare in modo che Maker migliori la distribuzione e la portata di forme brevi di audiovisivo usando quei personaggi e quelle storie”, riferendosi ai diversi brand e franchise gestiti dalla compagnia. Per ora il percorso sembra tuttavia procedere al contrario, non è tanto la tv (o il cinema) che sta andando verso il web, ma il web che fa irruzione nella tv. Negli ultmi due giorni sono state annunciate infatti una serie di collaborazioni che porteranno i contenuti e le star di Maker su diversi canali legati a The Walt Disney Comapany, da Disney Channel a Disney XD e Fusion.

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Il nuovo album di Thom Yorke? Lo trovi (legalmente) su BitTorrent

Un paio di settimane fa gli U2 hanno dato una bella scossa al mercato musicale lasciando che iTunes, il potente store online della Apple, offrisse a tutti i suoi utenti il loro nuovo album Songs of innocence in forma assolutamente gratuita. Ora a dimostrare l’importanza delle piattaforme online nel nuovo assetto dell’industria musicale arriva anche Thom Yorke: il cantante dei Radiohead farà infatti debuttare il suo nuovo  lavoro da solista, Tomorrow’s Modern Boxes, al costo molto contenuto di 6 dollari e direttamente su BitTorrent. Nome spesso legato alla pirateria e all’offerta illegale, il servizio di file sharing si è ormai “ripulito” e lanciato seriamente nel campo della distribuzione digitale con i BitTorrent Bundle, un sistema che consente agli artisti di condividere con i fan le loro opere al prezzo e alle condizioni desiderate, anche gratis per scopo puramente divulgativo o promozionale.

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Cineblog01 (e Popcorn Time): quando la pirateria risorge dalle ceneri

La notizia ha fatto un certo rumore solo per la popolarità del sito, tra le mete preferite da chi cerca online film e serie tv da vedere gratis, leggiamo pure in versione pirata. All’inizio di questa settimana Cineblog01, che rilancia link dove trovare materiali di origine quasi sempre illegale, è stato oggetto di un sequestro preventivo da parte della Guardia di Finanza, esattamente come successo svariate volte nel corso degli anni scorsi. E come in passato, il provvedimento è stato già vanificato dalla comparsa online di un clone dello stesso sito, accessibile semplicemente da un dominio diverso che è facile trovare cercando su Google o sugli account social degli stessi gestori.

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