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Europa vs. Google: il Parlamento chiede la divisione

Quanti, oltre a possedere un account gmail, usano Chrome come browser, Android sullo smartphone e Google quale motore di ricerca? Bene, secondo il Parlamento Europeo la combinazione di questi servizi, anziché un valore per l’utente, rischia di configurare un abuso di posizione dominante, e ha chiesto alla Commissione di verificarne la compatibilità con le norme comunitarie sull’antitrust e prendere in considerazione l’ipotesi dell’unbundling del servizio di ricerca. La risoluzione in materia è stata adottata oggi dell’organismo UE e, come è bene ricordare, non possiede carattere legislativo né vincolante, ma pone comunque una certa pressione sui commissari intenti a indagare sulle pratiche commerciali di Big G e la loro concorrenzialità. Un’indagine che procede da cinque anni e che, ha sottolineato il portavoce della responsabile antitrust Margarethe Vestager, ha ancora bisogno di tempo per pervenire a una conclusione, in cui si terrà conto e verranno rispettati i diritti di tutte le parti in causa. Non è insomma detto che la Commissione adotti appieno la linea dura del Parlamento e una misura, come quella della divisione del motore di ricerca dagli altri servizi offerti da Google, così come da ogni altro operatore del web europeo. Provvedimento solitamente legato ai servizi essenziali gestiti dagli ex-monopolisti di Stato, giudicato sproporzionato quando non proprio folle dagli osservatori internazionali ma anche europei, che temono le ripercussioni di un simile approccio sulla competitività di tutte le aziende del Vecchio Continente.

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Europa vs. Google: atteso il voto del Parlamento UE

Net neutrality, privacy, pirateria, diritto all’oblio, Big Data: per quanto sia nato senza briglie e difficile da imbrigliare se non con pratiche illiberali degne di una dittatura di Stato, è difficile negare come la crescente rilevanza del web quale canale di comunicazione e distribuzione di contenuti e servizi comporti una sfida per i sistemi di regolamentazione tradizionali. Sono ormai cinque anni che la Commissione Europea indaga sulla possibilità che il ruolo preponderante di Google nella navigazione online configuri un abuso di posizione dominate e sulle eventuali misure da adottare per impedire un monopolio in contrasto con le norme comunitarie in materia di concorrenza. La portata e la complessità della questione è evidente, ma ora un’accelerazione del processo decisionale potrebbe essere determinata dal Parlamento UE, che voterà domani una mozione per chiedere lo scorporo del motore di ricerca dagli altri servizi offerti dal colosso di Mountain View, così come da tutti i soggetti operanti nello stesso settore in Europa.

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Nuova partnership strategica per i Maker Studios

Proprio in prossimità delle feste Natalizie, nuova partnerhip strategica per i Maker Studios, il network multicanale di YouTube, produttore e distributori di contenuti video, acquistato da Disney qualche mese fa. I Maker Studios hanno infatti stretto un accordo con cinque popolari canali YouTube di recensioni di giocattoli: DisneyCarToys, HobbyKidsTV, TheEngineeringFamily, ToysReviewToys e AllToyCollector, fra i 40 canali più importanti al mondo (DisneyCarToys è il secondo a livello globale con più di 1,1 milioni di iscritti). Insieme attraggono oltre 300 milioni di visite al mese per i loro video.

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Tv connesse e banda larga: l’Italia ancora in ritardo rispetto alla UE

La scarsa penetrazione della banda larga, come ormai sappiamo, è una delle principali motivazioni che continua a tenere lontani dal nostro Paese grandi operatori internazionale del video on demand come Netflix. La misura esatta di questa criticità strutturale è offerta dal Rapporto I-Com 2013 su Reti e Servizi di Nuova Generazione, presentato ieri a Roma e incentrato sia sui temi della connettività, sia sullo stato di un settore centrale nel processo della convergenza mediatica quali le tv connesse in rete.

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Lucisano Media Group si rafforza su You Tube

Lucisano Media Group (che controlla la società di produzione e distribuzione cinematografica Italian International Film) ha stretto un accordo con Yam112003, player certificato da YouTube come Multi Channel Network, per il trattamento dei diritti audiovisivi su YouTube. L’accordo affermal a società in una nota «mira da un lato a riconoscere a LMG la possibilità di monetizzare le clip di proprie produzioni pubblicate sulla piattaforma da altri utenti, attraverso l’inserimento di contenuti pubblicitari, e dall’altro a proteggere dalla pirateria i contenuti di proprietà di Lucisano Media Group presenti sul portale»

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Essere o non essere… in VOD? Anche Shakespeare arriverà on demand

Se i grandi eventi teatrali hanno trovato un nuovo e fruttuoso sbocco nella multiprogrammazione cinematografica, sfruttando anche meglio dei film la flessibilità consentita dal digitale, ora il placoscenico è pronto a farsi strada anche nel campo dei servizi OTT. Non stiamo parlando di una produzione qualsiasi ma di quelle del Globe Theatre di Londra, che diventerà il primo a lanciare una piattaforma di video on demand per la distribuzione digitale dei propri contenuti.

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Dal VOD 6,8 miliardi in arrivo per cinema e tv

L’online nemico dell’industria audiovisiva? Non sembrerebbe dalle ultime stime di RBC Capital Markets, secondo cui gli investimenti che i servizi di streaming ad abbonamento stanno effettuando in contenuti arriveranno a toccare i 6,8 miliardi di dollari nel 2015, assottigliando progressivamente la forbice rispetto alle cifre provenienti dai broadcaster tradizionali. Già alla fine di quest’anno, gli operatori di SVOD (subscription video on demand) pagheranno agli studi cinematografici e televisivi una somma prevista di 5,2 miliardi, ben superiore ai 3,3 miliardi spesi in diritti dai canali via etere.

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Google alla conquista del salotto con Roku

Continua la campagna dei colossi del web alla conquista del salotto di casa. Google ha già dimostrato il proprio interesse a guadagnarsi una fetta del nuovo mercato delle tv connesse con il rilascio di diversi dispositivi per collegare il piccolo schermo in rete, dalla chiavetta Chromcast fino al nuovo set-top box Nexus Player, prodotto da Asus, primo esemplare di quella Android TV che presto sarà integrata direttamente negli apparecchi di grandi marchi dell’elettronica di consumo come Sony, Sharp e TP Vision. L’azienda di Mountain View ha però assestato un altro colpo anche nel campo del video on demand, in cui opera tramite lo store online Google Play. La sua applicazione per il noleggio e l’acquisto di film online, presente ovviamente su tutti i dispositivi a marchio Big G, farà infatti il proprio debutto anche su quelli di Roku, tra i leader USA del settore dei set-top box che rendono”smart” le vecchie tv.

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MPAA: Pirateria, Russia ancora sorvegliata speciale

Parliamo di pirateria. La Motion Pictures Assiciation of America ha redatto una nuova lista, sottoposta all’Office of the U.S. Trade Representative (che ogni anno pubblica un report sullo stato delle violazioni di copyright nel mondo) contenente le segnalazioni di alcuni dei più importanti “pirati” nei mercati fisici e online. La lista comprende diversi siti di download diretto e di streaming, siti che contengono link network peer-to-peer e portali Bit-Torrents; tutti offrono accesso illegale a contenuti video.

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Google, un algoritmo contro la pirateria

Google ha pubblicato il report How Google Fights Piracy, in cui affronta le modalità di contrasto alla pirateria online. Tra gli strumenti che l’azienda ha in procinto di mettere in campo, a partire proprio dal mese in corso, contro questo fenomeno un nuovo algoritmo che in pratica “declassa” nell’indicizzazione delle ricerche online quei siti che ospitano prodotti piratati e che sono stati segnalati dai detentori dei Copyright attraverso il Digital Millenium Copiright Act (DMCA), la legge statunitense sul copyright.

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