Internet

Internet batte tv: nel 2013 i ricavi dell’advertising sul web superano per la prima volta quelli dei broadcaster

L’atteso sorpasso alla fine è diventato realtà. Come appena rivelato dall’Interactive Advertising Bureau (IAB), l’anno scorso gli investimenti per la pubblicità su Internet hanno raggiunto negli USA i 42,8 miliardi di dollari, segnando non solo un aumento del 17% rispetto al record di oltre 36 miliardi stabilito nel 2012, ma anche una storica vittoria rispetto ai media tradizionali. Sempre nel 2013, infatti, la spesa degli inserzionisti sulla tv via etere si è fermata a poco più di 40 miliardi, cedendo  per la prima volta il passo all’advertising online.

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Pirateria: Game of Thrones batte il suo stesso record con la nuova stagione, riapre la questione VOD

Non gli è bastato aver mandato immediatamente in crash HBO Go, il servizio on demand dedicato agli abbonati della popolare emittente televisiva americana. La quarta stagione del seguitissimo Game of Thrones ha debuttato domenica battendo il suo stesso record, non proprio entusiasmante, in fatto di pirateria. Il primo dei nuovi episodi ha superato, in molto meno di 24 ore, i livelli di diffusione illegale in rete raggiunti dall’esordio della terza serie: secondo il monitoraggio effettuato dell’agenzia Excipio, si tratterebbe di 1,17 milioni di indirizzi unici di IP che hanno effettuato l’accesso ai torrent del serial nelle prime 15 ore dalla sua comparsa sul web.

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Amazon Fire TV: il colosso dell’eCommerce svela il suo device per lo streaming sul piccolo schermo

Come previsto dal mercato, la conferenza fissata ieri da Amazon è servita a presentare finalmente il suo set-top box per connettere la tv in Rete. Molto atteso e oggetto di numerose indiscrezioni, Amazon Fire TV è un dispositivo di piccole dimensioni e di facile utilizzo, che punta a quel settore già presidiato dai concorrenti Apple TV e Roku, con occhio attento ai giochi e al video on demand, in particolare quello offerto tramite lo stesso servizio ad abbonamento del portale di eCommerce,  Prime Instant Video.

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Copyright: mentre in Italia entra in vigore il regolamento AGCOM, il Regno Unito dà impulso al fair use

Ieri è stata una giornata significativa per il diritto d’autore: è infatti entrato in vigore il nuovo regolamento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, volto a rendere più veloce ed efficace il blocco di siti e contenuti web che violino in qualsiasi modo la proprietà intellettuale. Comparso per la prima volta lo scorso luglio, il testo della normativa è stato accompagnato sin dall’inizio, e lo è tuttora, dal plauso dell’industria culturale e dalle critiche dei provider. Severo però anche il giudizio di diversi giuristi secondo cui il provvedimento offrirebbe una “corsia preferenziale” ai detentori di diritti, cui viene messo a disposizione un sistema ultra-rapido per la rimozione dei materiali da loro stessi incriminati, slegato da quella giustizia ordinaria cui dovranno invece appellarsi gli utenti per impugnare eventuali decisioni dell’AGCOM.  Mentre in Italia si continua perciò a discutere del confine tra blocchi e censura e del conflitto tra diritti fondamentali, in ambito anglosassone la via scelta sembra propendere sempre di più verso il fair use, vale a dire un regime meno stringente di norme che preveda la possibilità di derogare alla tutela del copyright per gli “usi corretti” ed equilibrati dello stesso, in alcune fattispecie ben determinate.

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VOD, Regno Unito: Sky amplia l’offerta, Netflix e Amazon crescono del 120%

Anche in Europa il video on demand comincia a dimostrare il proprio peso nella filiera audiovisiva. In uno dei mercati più maturi per quanto riguarda l’offerta legale online, cioè quello inglese, nel 2013 i servizi di streaming, download o comunque bastai sull’accesso a contenuti digitali, sono cresciuti del 13,9% arrivando a valere più di tre miliardi di sterline. Se l’incremento non appare esplosivo, visto in prospettiva rivela tutta la sua importanza: si tratta infatti del 60% di tutto il fatturato britannico dell’home entertainment, dove servizi come Netflix, nell’ambito televisivo e cinematografico, o Spotify, in quello musicale, hanno contribuito a tenere in alto le cifre del comparto, positive per la prima volta in 5 anni, compensando le continue perdite registrate invece dalla distribuzione su supporto fisico.

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Arriva anche in Italia Chromecast, la chiavetta di Google per connettere la tv a Internet

Il mercato italiano delle tv connesse in Rete ha da oggi un nuovo operatore, che si chiama Google e che potrebbe dunque giocare un ruolo importante nello sviluppo di un segmento tecnologico ancora  poco sfruttato dall’industria dell’intrattenimento. È stata infatti appena lanciata anche da noi Chromecast, la chiavetta di Big G che permette di trasmettere sul proprio televisore tutti i contenuti che normalmente si navigano da computer o da dispositivi mobili.

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Viacom vs. YouTube: finisce ufficialmente il contenzioso cominciato nel 2007

Pace fatta tra Google e Viacom: la querelle che oppone da ben sette anni il colosso del web e la media company alla fine si è risolta non con una sentenza, bensì con un accordo i cui termini non sono stati rivelati, ma che è comunque  destinato a rimanere storico per quanto riguarda la protezione del copyright in Rete. L’intesa, secondo fonti vicine alle due società, non implicherà alcun esborso economico da parte di Big G, citata in giudizio dalla rivale per un miliardo di dollari a causa delle violazioni al diritto d’autore praticate su YouTube.

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Popcorn Time: il VOD pirata che ha infiammato il web

Normalmente il sorgere di una nuova destinazione su cui trovare e vedere film in materia illecita non sarebbe notizia da fare il giro del mondo. Siti pirata sorgono e scompaiono di continuo, ma l’applicazione Popocorn Time in poco più di una settimana ha attirato su di sé l’attenzione del settore audiovisivo a livello internazionale, con una semplice mossa che sembra aver sconvolto l’industria: rendere facilmente accessibile, navigabile e fruibile l’offerta pirata. Nessun costo di attivazione, né pubblicità: lo scopo dichiarato degli sviluppatori dell’applicazione, di provenienza argentina, era quello di lavorare senza retribuzione a una tecnologia capace di facilitare il reperimento e lo streaming dei film messi a disposizione dagli utenti del web, da titoli di recentissima uscita fino ai grandi classici della cinematografica. Un click su un poster e partiva la visione, con tanto di vasta scelta di sottotitoli, sempre forniti dagli internauti in diverse lingue. Il Netflix della pirateria, come è stato subito definito dalla stampa internazionale, che ne ha creato un vero e proprio caso, portando alla quasi immediata  rimozione dell’app.

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Netflix: Orange conferma l’arrivo in Francia in autunno e la necessità di una partnership con operatori locali

L’arrivo di Netflix in Francia è reso ormai certo non solo dai piani di espansione in Europa, di cui ha parlato in via generica lo stesso CEO Reed Hastings, ma anche dalle consultazioni che il portale di streaming on demand sta portando avanti con le autorità e gli operatori locali. Se il presidente della SIAE francese, Pascal Rogard, aveva già dato settembre 2014 come data verosimile per la partenza del servizio, a confermare la deadline del prossimo autunno si è aggiunto adesso anche Stephane Richard, amministratore delegato di Orange, leader nazionale non solo nel campo della banda larga ma anche della pay-tv.

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Disney cresce in YouTube? La major in trattative per l’acquisto di Maker Studios

Se questa settimana Warner Bros ha compiuto un piccolo passo in avanti all’interno di YouTube, finanziando con 18 milioni di dollari il canale dedicato a videogiochi e webseries Machinima, un altro grande studio hollywoodiano potrebbe incrementare in modo sostanziale la propria presenza nel portale video di Google. Si tratta di The Walt Disney Company che, secondo diverse indiscrezioni, sarebbe in trattative per un investimento di almeno 500 milioni di dollari nel network Maker Studios. Un produttore e distributore di contenuti con 5,5 miliardi di visualizzazioni al mese e 380 milioni di iscritti, divisi tra i 50 mila canali che controlloa o gestisce per conto di partner sul primo hub video al mondo.

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