Chi vince e chi perde la battaglia per il tempo degli utenti tra vecchi e nuovi media? O in altri termini, in che misura la crescita del comparto online ha influito sulle abitudini del consumo mediatico? È quanto illustra l’infografica “The impact of social media and digital video on web usage”, in cui si mostra come alla crescita del tempo speso mediamente al giorno su Internet, passato dalle 2 ore e mezza del 2010 alle oltre 3 attuali, sia corrisposto un parallelo decremento nella fruizione dei mezzi offline, da giornali a radio e tv. Secondo l’infografica, tuttavia, una correlazione altrettanto significativa sarebbe da stabilire tra l’incremento del tempo speso sui media online e quello passato sui social network e sulle piattaforme video come YouTube, ma anche quelle per il video on demand quali Netflix e Hulu.
Internet
Sugar Man: il doc da Oscar in contemporanea in sala e su iTunes
Il VOD day and date si conferma una via sempre più appetibile per il cinema indipendente e in generale per quello con più difficoltà di accesso ai canali distributivi tradizionali. A scegliere la formula dell’uscita in contemporanea nelle sale e on demand stavolta è stato il documentario Sugar Man, vincitore quest’anno dell’Oscar come miglior lungometraggio di non-fiction e dedicato al cantautore folk americano Sixto Rodriguez, compositore di alcuni dei brani-simbolo della lotta sudafricana contro l’Apartheid.

Amazon si ritira dallo SVOD in Scandinavia
In controtendenza con altri competitor globali quali Netflix e l’emittente televisiva HBO, Amazon ha deciso di ridurre il proprio impegno nel mercato europeo del video on demand. Il colosso dell’e-commerce ha infatti annunciato la cessazione delle attività della sua controllata LoveFilm nei Paesi scandinavi in cui era presente, ritirandosi così da un mercato che sembrava sempre più strategico per i servizi di SVOD, quelli cioè che offrono in streaming film e serie tv dietro il pagamento di un abbonamento mensile, generalmente dal costo non troppo elevato.
Facebook e box office: una ricerca mette in evidenza una forte correlazione, ma anche il ruolo centrale dell’advertising
Appena la settimana scorsa Google ha pubblicato i risultati di uno studio sulla relazione tra il successo al box office dei film e il volume di ricerca da loro generato sul portale, più l’andamento dei click sulle inserzioni pubblicitarie. Esiste invece un modo per quantificare in termini di incasso la popolarità di un titolo cinematografico su Facebook? Secondo una ricerca realizzata dalla società di analisi CitizenNet un legame tra le due variabili esiste, ed è misurabile soprattutto attraverso indicatori quali il numero di Like sulle fan page dei film, il CTR (click-through rate, cioè la percentuale di click, in questo caso sui contenuti pubblicati dalla pagina rispetto al numero di volte in cui gli stessi sono visualizzati dagli utenti), e il tasso di “Non mi piace più”. Tutto ciò tenendo tuttavia presente che, sempre secondo la ricerca, più del 75% delle impressions generate da pagine di film che non appartengono a un franchise (e non possiedono perciò una base fan già solida) provengono dalle campagne di advertising condotte sul social network e non dalla portata spontanea della pagina, che da sola non sembra sufficiente a diffondere la conoscenza di un nuovo film.
Vine debutta su Android: si espande l’universo dei mini-video
L’attesa per tutti i refrattari all’iPhone è finita: Vine, l’applicazione di Twitter che permette di girare e montare simultaneamente mini-video da 6 secondi, è stata rilasciata infine anche per i dispositivi Android, dalla versione 4.0 in su. Forte di 13 milioni di utenti, questa nuova declinazione di Vine è stata lanciata con qualche feature in meno rispetto all’app disponibile per iPhone e iPad ormai già da 5 mesi.

Voddler: il VOD che legalizza lo share dei film online
L’affermazione internazionale di Spotify e di altri servizi per la fruizione di musica in streaming ha dimostrando la possibilità di realizzare, limitatamente all’ambito discografico, un’offerta legale e in larga parte gratuita. Un’offerta sostenuta soprattutto tramite le inserzioni e gli abbonamenti sottoscritti dagli utenti più insofferenti rispetto alle interruzioni pubblicitarie, o da quelli più sensibili rispetto all’opportunità di accedere alla propria library da dispositivi mobili. La domanda sorta a seguito dell’espansione di tale modello è stata inevitabilmente: una simile dinamica può essere trasferita nel campo dei film e della loro distribuzione online? L’urgenza della questione è tale che diverse indiscrezioni sono già cominciate a circolare riguardo alla possibilità che la stessa Spotify espanda il proprio servizio ai video. Nell’attesa che tali piani vengano confermati o smentiti, c’è un’altra realtà che sta prendendo piede a livello europeo e di cui si potrebbe cominciare a sentir parlare con più insistenza, cioè Voddler.

Social network in Italia: Facebook rimane in testa con 23 milioni di utenti, Twitter perde terreno
Facebook, notoriamente il social network più popolare tra gli italiani, continua a detenere il primato nel nostro Paese, aumentando ulteriormente il distacco rispetto alla piattaforma di microblogging Twitter. A rivelarlo sono i dati raccolti da Vincenzo Cosenza di Blogmeter e presentati in occasione di State of the Net, evento dedicato all’analisi del web tricolore che si è tenuto a Trieste nei gironi di venerdì e sabato. Stando a quanto illustrato nel corso della manifestazione, sarebbero attualmente circa 13,5 milioni gli abbonati a una rete fissa in Italia, pari a 22,1 ogni 100 abitanti (una media che ci pone al 26° posto nel mondo), mentre per quanto riguarda il wireless, ci sarebbero 20,9 milioni di connessioni, pari al 36,4% della popolazione totale (28° posto nel mondo). 28,9 milioni sono invece gli utenti mensili del web, circa 14 milioni quelli del giorno medio, distribuiti abbastanza equamente tra uomini (7,8 milioni) e donne (6,5 milioni). La fascia d’età più attiva è quella tra i 35 e 54 anni, che assorbe da sola quasi la metà di tutti i naviganti giornalieri.
Pirateria: Mediaset addita “i parassiti del web”, Mega attacca Hollywood, Google cerca soluzioni nell’Ad
Nel mercato audiovisivo europeo ci sarebbero “operatori tecnologici d’oltreoceano”, colpevoli di aver goduto di “rendite parassitarie” costruite tramite il web senza contribuire, però, in alcun modo alla produzione di contenuti originali e di qualità. Questa l’accusa lanciata ieri a Bruxelles dal presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, nel consesso associativo delle televisioni commerciali europee, e rivolta implicitamente agli OTT (servizi non lineari o over the top) e a grandi portali quali YouTube, con cui il broadcaster italiano è in contenzioso da anni. Il motivo della querelle: oltre 4 mila video tratti dalla programmazione di Mediaset e resi illecitamente disponibili sul sito, per cui sono stati chiesti 500 milioni di euro di risarcimento. Ma se l’iter giudiziario è ancora in corso, Confalonieri ha colto l’occasione dell’incontro con le altre emittenti europee per chiedere, in particolare alle istituzioni comunitarie, non solo maggiore controllo sugli operatori dell’online, ma soprattutto la creazione di una sorta di mercato unico capace di riunire sotto un solo cappello normativo tutti i player in campo. In primo luogo quelle new entry del web che al momento, secondo Confalonieri, godrebbero delle “asimmetrie” rispetto alle regole cui sono sottoposi i broadcaster tradizionali.
E se i presunti vantaggi derivanti dalla pirateria sono finiti sotto la lente di Mediaset, il tema non sembra meno caldo a livello internazionale, dove gli studios sarebbero tornati alla carica di uno dei soggetti ritenuti più pericolosi su questo fronte, cioè Mega, diretto discendente di Megavideo e Megaupload, gestito sempre da Kim Dotcom.

Amazon comincia la produzione di 5 serial, Netflix alle prese con Arrested Development
Basta con gli annunci programmatici e i test: gli Amazon Studios hanno dato definitivamente il via libera alla produzione di 5 serial originali, scelti tra i pilot che poco più di un mese fa hanno fatto il proprio debutto online per essere sottoposti al vaglio dei loro potenziali spettatori. A superare il test sono stati per l’esattezza le commedie Alpha House, con John Goodman e cammei di Bill Murraye Stephen Colbert, e Betas, più i programmi per bambini Annebots, Creative Galaxy e Tumbleaf.
Kickstarter raggiunge il traguardo dei 100 mila progetti lanciati: un quarto sono film e video
Continua a crescere il valore e l’influenza del crowdfunding: ieri Kickstarter, la piattaforma online più famosa per il finanziamento “dal basso”, ha annunciato via Twitter di aver superato il traguardo dei 100 mila progetti lanciati per un totale di 631 milioni di dollari richiesti, di cui 535 milioni poi effettivamente confluiti ai promotori delle diverse iniziative sostenute dal pubblico della Rete. Il tasso di successo di utte le iniziative lanciate è stato infatti del 44%. A conferma del peso sempre più significativo di questo nuovo modo di smuovere i capitali necessari al settore produttivo, in particolare quello culturale, c’è da notare come il servizio di crowdfunding, aperto quattro anni fa, abbia conosciuto un’accelerazione notevole della propria attività proprio nell’ultimo biennio, in cui ha accolto la maggior parte dei progetti complessivi, cioè ben 80 mila.
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