Internet

Antipirateria: le armi sono informazione e coinvolgimento

“La pirateria è un reato”, “rubare è vietato dalla legge”, teschi e ossa e addirittura, in altri Paesi, l’accusa di aiutare terrorismo e traffici illeciti di varia natura. L’antipirateria, come l’abbiamo conosciuta finora, ha puntato spesso e senza troppi risultati sulla colpevolizzazione degli utenti e sulla denuncia dell’illegalità di pratiche come il download. Da quando l’home entertainment ha cominciato a sperimentare una vera e propria migrazione di consumatori e proventi verso l’online, è diventato tuttavia più chiaro come la pirateria non sia da liquidare solo come comportamento criminoso. L’offerta illecita in passato ha supplito anche alla carenza di quella legale, sviluppata con ritardo da un’industria refrattaria agli inevitabili cambiamenti indotti dalla tecnologia. Ecco perché anche l’antipirateria necessita di un radicale cambio di strategia, come dimostra l’esempio inglese dell’Industry Trust for IP Awareness: sorta di corrispettivo della nostra Fapav, passata dalle campagne contro il “furto” a quelle per il supporto attivo all’industria creativa e per la diffusione della conoscenza delle alternative legali alla violazione del copyright.

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Wuaki: si avvicina lo sbarco italiano del servizio on demand della giapponese Rakuten

L’indiscrezione è di vecchia data, ma ora sembra confermata dai vertici dell’azienda, intervistati dal sito americano TechCrunch: Wuaki, la piattaforma di video on demand controllata dal colosso giapponese dell’eCommerce Rakuten, starebbe per ampliare la propria presenza europea. Entro metà agosto dovrebbe arrivare in Francia e per fine anno debuttare anche in Germania e Italia, per poi continuare il roll-ou in altri territori del Vecchio Continente nel corso del 2015.  La tempistica sembra perfetta, soprattutto per battere sul tempo il nuovo e più temibile concorrente degli operatori di VOD, cioè il leader americano dello streaming ad abbonamento Netflix, il cui arrivo in terra d’Oltralpe è previsto per settembre.

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Tv connesse in Rete: arriverà entro l’anno la Playstation TV di Sony

Sarà commercializzata in autunno in Nord America  e Europa, in tutti i Paesi con sistema PAL, e pur avendo come primo target gli appassionati di videogame, si candida già a fare concorrenza agli altri set-top box pensati per connettere il piccolo schermo al web.  Si tratta della PlayStation TV, già nota nell’area asiatica come PlayStation Vita TV, e consiste in un piccolo hardware (6,5× 10,5cm, ovviamente piuttosto slim) con cui trasmettere in streaming a tutti i televisori di casa i giochi disponibili sulla PlayStation 4. Costerà 99 dollari, mentre in America sarà venduto anche all’interno di un pacchetto da 139 dollari completo di controller, memory card e una copia del videogame di The Lego Movie.

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AnicaONDEmand aggiunge le library di Koch Media e Cecchi Gori mentre si lancia nella distribuzione digitale

Nuove acquisizioni e un’uscita in direct to digital per il portale AnicaONDEmand, il servizio VOD dell’Associazione Nazionale delle Industrie Cinematografiche Italiane. La piattaforma, ospitata da MyMovies e lanciata lo scorso marzo dopo una lunga gestazione, espande oggi il suo impegno nella distribuzione digitale “proiettando” in esclusiva per il pubblico del web il documentario Mediterraneo Mare di Vita – The Director’s cut, di Caterina Ponti.

anicaondemand logo

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Italiani e smartphone: il loro rapporto H24 in INFOGRAFICA

Che gli italiani siano particolarmente fanatici del telefonino è cosa nota, ma qual è il loro rapporto giornaliero con lo smartphone? Cosa fanno materialmente col loro dispositivo sempre connesso? Quasi tutti ci si svegliano, molti ne hanno più di uno, circa la metà se lo scorda a casa e corre indietro a prenderlo prima di recarsi a lavoro. Un quarto lo ha sostituito alla macchina fotografica, idem per l’orologio.

Infografica Gli Italiani e lo Smartphone Mediaworld

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Lo Stato della Rete nel 2014: il mobile esplode e riduce anche il digital divide

Internet cresce, ma comincia a rallentare: l’incremento annuale di utenti è stato inferiore del 10%, concentrato soprattutto in mercati ancora poco proficui come India, Indonesia e Nigeria. Di contro, i possessori di smartphone sono aumentati del 20%, anche in territori dove la Rete non ha ampia penetrazione come Cina e Brasile, mentre i tablet  hanno segnato un +52%. A beneficiarne è stato ovviamente il traffico mobile, che ha avuto un impennata dell’81%, spinto dalle buone performance del comparto video. Questi i dati salienti del rapporto sullo Stato di Internet nel 2014, presentato dalla storica analista del web Mary Meeker, alla Code Conference che si è tenuta la scorsa settimana in California. 

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Godzilla è il trailer più visto su YouTube dall’inizio dell’anno, secondo solo a GoT

Si avvicina negli Stati Uniti la stagione calda del box office e con lei la sfida tra i cosiddetti ”summer blockbuster”, quelli cioè in uscita tra maggio e settembre. In attesa del responso delle sale, la competizione ha già vincitori parziali: quelli che si sono aggiudicati la partita del web e nello specifico dalla popolarità dei rispettivi trailer su YouTube. Il portale di Google ha  infatti rivelato la classifica dei video promozionali che hanno riscosso maggior successo nel primo trimestre del 2014, in cui a essere incoronato è il “mostruoso” kolossal di Warner Bros. Quello di Godzilla è stato infatti il trailer cinematografico con più views complessive, per l’esattezza oltre 21 milioni e mezzo.

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HBO sbarca on demand su Amazon Prime, ma solo con le vecchie serie tv: assenti GoT e nuovi show

È arrivato un momento molto atteso dai “cord-cutters”, gli utenti che preferiscono guardare la tv attraverso il web e i nuovi device connessi in rete. HBO, popolare pay-tv statunitense via cavo, ha finalmente deciso di portare parte della sua programmazione su una piattaforma di video on demand esterna, cioè slegata dal canale e dalle sue formule di abbonamento. Se gli spettatori paganti dell’emittente potevano già fruire online degli show tramite HBO Go, ora chiunque potrà accedervi senza bisogno di sostenere i costi del cavo, accedendo semplicemente al servizio VOD di Amazon, Prime Instant Video. Fin qui la buona notizia, le cattive sono un paio: la prima è che per usufruire delle serie tv sarà comunque necessario sottoscrivere un abbonamento, quello appunto all’offerta on demand di Amazon, che presenta un costo abbastanza elevato di 99 dollari essendo su base annuale e legato anche all’ecommerce. La seconda è che sul portale non arriveranno le serie attualmente più amate e seguite di HBO, come Game of Thrones, ma solo quelle storiche o comunque con almeno tre anni di anzianità.

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Il 57% degli utenti web guarda film in rete [INFOGRAPHIC]

Che il video on demand fosse una modo sempre più polare di vedere film e serial  tv, è stato reso ormai chiaro anche dalla proliferazione di piattaforme dedicate. A quantificare il fenomeno ha provato Global Web Index, mettendo a confronto la fruizione online di cinema e programmi televisivi tra l’ultimo trimestre 2012 e 2013. Ne è emersa  una crescita netta in tutti i comparti: i film mantengono la preferenza dei naviganti, oltre la metà dei quali (57%) ha dichiarato di averne visto almeno uno sul web nel mese precedente al sondaggio. La crescita maggiore è stata registrata invece dallo streaming degli show televisivi, passato dal 45 al 53%, per un totale di circa 157 milioni di nuovi spettatori migrati verso tale forma di visione. Lo studio di Global Web Index non specifica purtroppo in che misura si tratti di consumi legali o illegali, ma appare comunque indicativa di una tendenza consolidata e in continuo aumento, per altro in una fascia che comprende tutti gli utenti internet tra i 16 e i 64 anni. Ecco l’infografica elaborata a partire dall’indagine della società di ricerca:

 

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Fonte: Global Web Index

Internet batte tv: nel 2013 i ricavi dell’advertising sul web superano per la prima volta quelli dei broadcaster

L’atteso sorpasso alla fine è diventato realtà. Come appena rivelato dall’Interactive Advertising Bureau (IAB), l’anno scorso gli investimenti per la pubblicità su Internet hanno raggiunto negli USA i 42,8 miliardi di dollari, segnando non solo un aumento del 17% rispetto al record di oltre 36 miliardi stabilito nel 2012, ma anche una storica vittoria rispetto ai media tradizionali. Sempre nel 2013, infatti, la spesa degli inserzionisti sulla tv via etere si è fermata a poco più di 40 miliardi, cedendo  per la prima volta il passo all’advertising online.

crescita mobile

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