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Netflix sbarca in Italia a ottobre?

Ancora nulla di ufficiale ma i rumors sullo sbarco nel nostro paese di Netflix, il servizio di SVOD attivo ormai in 50 territori, si fanno sempre più insistenti. E pare probabile che l’approdo della società in Italia possa avvenire in autunno, presumibilmente nel mese di ottobre. Lo riporta Variety citando alcune fonti raccolte in occasione di INCONTRI #5 il convegno organizzato dalla BLS Sudtirol Alto -Adige e svoltosi dal 22 al 24 aprile. All’incontro anno partecipato oltre 50 esponenti del settore cinematografico e televisivo ed è stato focalizzato sull’evoluzione delle produzioni nell’era del digitale e sull’attrattività delle coproduzioni europee.

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Il sogno di Tidal è già finito?

Era stata rilanciata in grande meno di un mese fa, con un evento ricco di star a New York, ma ora Tidal, definita l’anti Spotify della musica in streaming, sembra già navigare in cattive acque. Il servizio, sviluppato dalla società norvegese Aspiro, era stato acquistato dal rapper Jay-Z e poteva vantare tra i suoi sotenitori e co-proprietari star del calibro di Madonna, Rihanna, Alicia Keys, Beyoncé, Alicya Keys e Usher. Al rilancio, in grande stile, prevedeva una nuova formula di abbonamento da 9,99 dollari al mese, più economica rispetto a quella premium (che costava 19,99 euro). Al contrario di Spotify, infatti, Tidal non prevede una versione gratuita con inserti pubblicitari. Ma proprio questa scelta, difesa da Jay-Z con la motivazione di rispettare maggiormente gli artisti rispetto alla concorrente Spotify (Tidal paga il 75% di royalties a tutti gli artisti), non sembra aver dato i suoi frutti e l’App è uscita dalla lista delle 750 App più scaricate nell’App Store. E si parla già di sonoro flop.

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Lo sviluppo del mercato europeo dell’on demand: #1 Il declino degli editori tradizionali

Questa settimana l’Osservatorio Europeo dell’Audiovisivo ha pubblicato il suo report completo sul settore del video on demand negli Stati Membri UE. I dati riportati sono quelli di cui si è parlato più volte nel corso di vari incontri di respiro internazionale, come il convegno organizzato la scorsa estate dallo stesso istituto per discutere delle norme a tutela del prodotto europeo da adottare nel mutato panorama tecnologico, o la due giorni di dibattiti e incontri sul nuovo assetto dell’industria cinematografica e televisiva ospitata dall’ultimo Festival Internazionale del Film di Roma.  L’uscita del rapporto completo, intitolato appunto Lo sviluppo del mercato europeo dei servizi audiovisivi on demand,  aiuta però a mettere a fuco il quadro complessivo della situazione partendo da un punto di vista molto preciso, quello cioè di un’istituzione che da sempre monitora le criticità di un comparto fortemente soggetto alle pressioni delle big statunitensi. Prima erano soprattutto le major, che rischiavano di assorbire gli investimenti delle tv con il loro prodotto già preponderante nelle sale, oggi sono i colossi del web come iTunes, Amazon, Google e, last but not least, Netflix, la cui penetrazione nel settore UE è resa ancor più semplice dall’estrema flessibilità del canale distributivo dell’online. Questa analisi, in poche parole, racconta una storia, e noi intendiamo riassumervi i suoi punti salienti divisi per capitoli, partendo appunto dal contesto di crisi degli editori tradizionali europei in cui si sono venuti a insediare i nuovi grandi player dell’on demand.

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Il 2015 di Netflix parte bene: +4,9 milioni di nuovi utenti nel primo trimestre

Il 2015 non poteva iniziare meglio per Netflix, almeno dal punto di vista della crescita degli abbonati. Il servizio di video on demand ha infatti totalizzato nel primo trimestre dell’anno 4,9 milioni di abbonati nel mondo, un risultato record. Di questi 2,28 milioni nuovi utenti derivano dagli Stati Uniti mentre a livello internazionale si sono registrati 2,6 milioni di nuovi abbonati. Alla dine del trimestre la società può contare quindi complessivamente su quasi 62,3 milioni di utenti. Un risultato al di sopra delle stesse aspettative della piattaforma che a gennaio aveva stimato 4 milioni di nuovi clienti per i lperiodo considerato (1,8 milioni negli StatiUniti e 2,25 milioni nel resto del mondo).

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ANICA, FAPAV, MPA e UNIVIDEO entrano in EMCA per promuovere il rispetto del copyright

ANICA, FAPAV, MPA e UNIVIDEO hanno annunciato il loro ingresso in EMCA (European Multimedia Copyright Alliance), alleanza di organizzazioni ed associazioni europee che dal 2009 si occupa di realizzare nelle scuole il progetto educativo “Rispettiamo la creatività”, fondato da AFI, NUOVO IMAIE e SIAE. “Rispettiamo la Creatività”, che dal prossimo anno scolastico vedrà l’introduzione di temi inerenti il settore audiovisivo, è un progetto didattico destinato alle scuole secondarie di I° grado  che prevede la promozione diretta nelle scuole, la distribuzione gratuita di kit didattici per gli insegnanti, il monitoraggio intermedio dell’andamento del progetto, un concorso a premi sul tema della creatività e un’azione di valutazione qualitativa e quantitativa del suo impatto attraverso interviste e questionari. Il progetto è stato presentato e promosso nell’ambito del Comitato AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) per lo sviluppo e la tutela dell’offerta legale di opere digitali.

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100 milioni di utenti SVOD entro il 2015?

Una ricerca pubblicata da ABI Research/Ovum prevede che i servizi di subscription video on demand raggiungeranno i 100 milioni di utenti nel mondo entro il 2015. Secondo lo studio i principali servizi video vedranno una crescita dei ricavi del 26% nel 2015. Ma questa crescita potrebbe trasformarsi in un’opportunità anche per le Pay-Tv e per i netwok tradizionali, almeno quelli che si sono attrezzati per fornire ai loro clienti sevizi online separati, a più basso costo, con l’intento di attrarre nuovi clienti.

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Accordo Sky e Telecom Italia per la TV in streaming su fibra ottica

L’annuncio ufficiale sarà fatto giovedì 16 aprile: Sky e Telecom Italia lanciano una piattaforma di IPTV in streaming che consentirà ai clienti dell’operatore di telecomunicazioni di poter accedere all’offerta completa  del canale satellitare attraverso internet. O più precisamente attraverso la connessione in fibra ottica. Secondo Repubblica le due società hanno potranno socì soddisfare due diverse esigenze: «Sky punta a portare i suoi canali a quel milione circa di famiglie che non sono in grado per problemi tecnici di montarsi una parabola sul tetto di casa» scrive il quotidiano. «E nello stesso tempo incasserà una sorta di “canone” annuale dalla Telecom che si sarebbe impegnata a rilevare un certo numero di decoder da girare ai clienti. La società di tlc tricolore punta invece a usare il cavallo di Troia dei contenuti del network per spingere sugli abbonamenti in banda larga dove il valore aggiunto è maggiore».

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Il debutto de Il trono di Spade

L’attesa quinta stagione di Game of Thrones (Il trono di spade) ha debuttato a livello internazionale (in circa 170 paesi nel mondo) non senza qualche difficoltà (in Italia la serie HBO ha debuttato il 13 aprile alle 3.00 di mattina su Sky Atlantic in contemporanea con gli Usa). Tra sabato e domenica scorsi i primi quattro episodi, anche se in versione qualitativamente scadente (in 480p, quando normalmente gli episodi vengono trasmessi in 720p o 1080p HD), erano disponibili in versione illegale su alcuni siti torrent e in poco tempo sono stati scaricati illegalmente oltre 1 milione di volte.  Probabilmente il furto deriva da alcuni contenuti minviati da HBO in anteprima alla stampa e il canale sta investigando sul fatto.

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Audiweb: 28,4 milioni di italiani online a febbraio

Diffusi i dati relativi al mese di febbraio 2015 di Audiweb, organismo che rileva e distribuisce i dati di audience di internet in Italia. Nel periodo considerato sono stati complessivamente online 28,4 milioni di italiani (total digital audience); si tratta di collegati almeno una volta nel mese, che rappresentano il 52,7% degli italiani dai 2 anni in su, online per un tempo totale mensile di 44 ore in media per persona. L’audience totale (da PC o device mobili) nel giorno medio è stata di 21,9 milioni di utenti, online per oltre 2 ore in media per persona.

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Nasce Lionsgate Premiere, nuovo marchio per la distribuzione multipiattaforma

Lionsgate ha lanciato Lionsgate Premiere, un nuovo marchio distributivo che distribuirà titoli sia di Lionsgate che di Summit Entertainment. Il nuovo marchio, annunciato da Steve Beeks Co-Chief Operating Officer e Motion Picture Group President della società, intende estendere il raggi d’azione della casa di distribuzione a nuovi pubblici e nuove piattaforme: saranno distribuiti all’ano 15 film sia nelle sale cinematografiche che attraverso un largo cpettro di piattaforme digitali. Lionsgate Premieresi focalizzarà infatti sull’ideazione di nuove strategie distributive attraverso un sistea innovativo di “multipiattaforma” «per capitalizzare – recita la nota di Liongate – il veloce cambiamento del mercato cinematografico, raggiungere un pubblico scelto con contenuti mirati e indirizzare il marketing per migliorare la redditività dei singoli film».

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