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	<title>CineGuru &#187; Film</title>
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	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
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		<title>Berlino: perché Hollywood ne ha ancora bisogno.</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 12:19:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al via la 62esima edizione del festival tedesco, con 400 film in programma e un mercato atteso da tutti gli operatori del settore. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la serata di apertura con<em> <a href="http://www.screenweek.it/film/26225-Farewell-My-Queen" target="_blank">Les adieux à la reine</a></em> di<strong> Benoît Jacquot</strong>, alla presenza della &#8220;Maria Antonietta&#8221;<strong> Diane Kruger</strong>, <strong>Léa Seydoux</strong> e <strong>Virginie Ledoyen</strong>, comincia oggi la <strong>62esima edizione della Berlinale</strong> e, <em>per </em><a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/berlin-film-festival-why-still-287388" target="_blank"><em>Hollywood Reporter</em></a>, sarà ancora una volta una fucina di progetti e di scambi in grado di condizionare il panorama cinematografico del prossimo anno a livello internazionale. Nonostante siano solo due i titoli afferiti agli Studios (<a href="http://www.screenweek.it/film/25292-Molto-forte-incredibilmente-vicino" target="_blank"><em>Molto forte, incredibilmente vicino</em></a> per Warner e <a href="http://www.screenweek.it/film/25146-Young-Adult" target="_blank"><em>Young Adult</em></a> per Paramount) secondo il magazine la kermesse tedesca si distinguerà per il mercato e per film indipendenti capaci di lasciare il segno. Un po&#8217; come l&#8217;anno passato, in cui dal Festival sono uciti diversi candidati agli Academy Awards, quali <a href="http://www.screenweek.it/film/27422-Pina-3D" target="_blank"><em>Pina 3D</em></a> di <strong>Wim Wenders</strong> e <a href="http://www.screenweek.it/film/26513-Una-Separazione" target="_blank"><em>Una separazione</em></a> dell&#8217;iraniano <strong>Asghar Farhadi</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3258" title="berlinalepalast" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/berlinalepalast.jpg" alt="" width="595" height="398" /><br />
<span id="more-3257"></span> A penalizzarla da alcuni anni sarebbe stato lo spostamento delle <strong>nomination agli Oscar</strong> nel periodo di metà gennaio, che avrebbe dirottato produzioni importanti su altre manifestazioni non sempre di pari grado, come dimostrerebbe la presentazione a sorpresa di <a href="http://www.screenweek.it/film/24299-Hugo-Cabret" target="_blank"><em>Hugo Cabret</em></a> quest&#8217;anno al New York Film Festival. Ma il direttore <strong>Dieter Kosslick</strong>, sempre stando all&#8217;analisi di <em>Hollywood Reporter</em>, sarebbe riuscito comunque a conciliare l&#8217;esigenza di grandi nomi sul red carpet con il nutrito assortimento di film indipendenti ed esordi d&#8217;autore. Sul primo fronte, si segnalano soprattutto il film in costume <a href="http://www.screenweek.it/film/23469-Bel-Ami" target="_blank"><em>Bel Ami</em></a>, con <strong>Robert Pattinson, Christina Ricci, Uma Thurman e Kristin Scott Thomas</strong>, il film Sundance di <strong>James Marsh</strong> <a href="http://www.screenweek.it/film/25982-Shadow-Dancer" target="_blank"><em>Shadow Dancer</em></a>, con<strong> Clive Owen e Gillian Anderson</strong>, il debutto alla regia di <strong>Angelina Jolie </strong>con <em>Nella terra del sangue e del miele</em>, l&#8217;ultima fatica di <strong>Steven Soderbergh</strong>,<em> <a href="http://www.screenweek.it/film/23127-Haywire" target="_blank">Knockout &#8211; Resa dei conti</a></em>, con <strong>Ewan McGregor, Michael Fassbender e Michael Douglas</strong>, nonché il <strong>premio alla carriera</strong> consegnato a<strong> Meryl Streep</strong>.<br />
Sul secondo fronte, quello dei titoli meno roboanti ma che di un certo interesse, il magazine indica il film ambientato nell&#8217;epoca imperiale cinese <em>White Deer Plain</em>, del regista <strong>Wang Quan&#8217;an</strong> già <strong>Orso d&#8217;Oro</strong> per <a href="http://www.screenweek.it/film/19704-Il-matrimonio-di-Tuya" target="_blank"><em>Il matrimonio di Tuya</em></a>, il dramma familiare <em>Was Bleibt</em> del regista tedesco <strong>Hans-Christian Schmid</strong> e <a href="http://www.screenweek.it/film/26045-Jayne-Mansfield%E2%80%99s-Car" target="_blank"><em>Jayne Mansfield&#8217;s Car</em></a> di e con <strong>Billy Bob Thornton,</strong> affiancato da <strong>John Hurt, Kevin Bacon e Robert Duvall</strong>. Tra i titoli più &#8220;politici&#8221; emergerebbero invece quello del pluripremiato regista filippino <strong>Brillante Mendoza</strong>, <em>Captured</em>, dedicato al rapimento degli stranieri all&#8217;interno del suo Paese; il thriller ambientato nell&#8217;universo Rom <em>Just the Wind</em>, di <strong>Benedek Fliegauf</strong>; il film dedicato da <strong>Kim Nguyen</strong> ai baby-soldati africani, <em>Rebelle</em>. Ma aggiungiamo anche l&#8217;unico italiano in concorso, <a href="http://www.screenweek.it/film/28415-Cesare-deve-morire" target="_blank"><em>Cesare deve morire</em></a> dei fratelli <strong>Taviani</strong>, che ha per protagonisti dei detenuti intenti a mettere in piedi la pièce shakespeariana. E sempre a sfondo politico sono gli altri due titoli italiani, dedicati entrambi ai fatti del G8 di Genova: <a href="http://www.screenweek.it/film/27260-Diaz-Dont-clean-up-this-blood" target="_blank"><em>Diaz &#8211; Don&#8217;t clean up this blood</em></a>, docufiction di <strong>Daniele Vicari</strong>, e <em>The Summit</em> di <strong>Franco Fracassi e Massimo Lauria</strong>, selezionati in Panorama.<br />
Il punto forte, oltre ai <strong>400 titoli complessivi proposti nelle varie sezioni del festival</strong> (Concorso, Panorama, Forum, Shorts, Cinema Culinario, Teddy e Talent Campus) si conferma però il <strong>mercato</strong>, sold out da più di un anno, come ha confermato al <a href="http://www.giornaledellospettacolo.it/news-e-attualita/attualita/9195-alla-berlinale-e-tempo-di-mercato-globale.html" target="_blank"><em>Giornale dello Spettacolo</em></a> <strong>Beki Probst</strong>, capo dell&#8217;<strong>European Film Market</strong> che quest&#8217;anno avrà 1137 proiezioni e quasi 800 film in circolazione, per la maggior parte inediti. Merito anche della strategica collocazione temporale, che rende l&#8217;appuntamento berlinese un punto di riferimento per scorgere alcune nuove tendenze del mercato, anche presso i caldi lidi di Hollywood.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/berlin-film-festival-why-still-287388" target="_blank"><em>Hollywood Reporter</em></a>, <a href="http://www.giornaledellospettacolo.it/news-e-attualita/attualita/9195-alla-berlinale-e-tempo-di-mercato-globale.html" target="_blank"><em>Giornale dello Spettacolo</em></a></p>
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		<title>Cinetel: a gennaio 2012, presenze e incassi in calo del 31%</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 15:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non c'è l'ha fatta il botteghino dell'ultimo mese a battere il successo registrato l'anno scorso grazie a Che bella Giornata di Checco Zalone, né quello suscitato l'anno precedente dal caso Avatar. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se nell&#8217;ultimo anno si è parlato spesso della mancanza del cosiddetto <strong>&#8220;effetto Avatar&#8221;</strong> sul box office (tanto italiano quanto internazionale), nel nostro Paese si potrebbe cominciare a parlare presto anche di un <strong>&#8220;effetto Zalone&#8221;</strong>. Questo almeno è quanto sembra emergere dai dati <strong>Cinetel</strong> relativi al primo mese del 2012, che vedono un calo abissale di presenze rispetto al 2011 e soprattutto mostrano linee di tendenza che, se confermate, porterebbero in direzioni ben diverse da quelle finora messe in rilievo da esperti e operatori del settore.</p>
<div id="attachment_3249" class="wp-caption aligncenter" style="width: 605px"><img class="size-full wp-image-3249" title="cinetel gennaio 2012" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/cinetel-gennaio-2012.jpg" alt="" width="595" height="400" /><p class="wp-caption-text">top 10 incassi e presenze gennaio 2012 - dati Cinetel</p></div>
<p><span id="more-3248"></span>A gennaio il campione monitorato da <strong>Cinetel</strong>, pari circa al 90% del mercato, ha fatto registrare <strong>13 milioni e 37 mila biglietti staccati</strong>, pari a un incasso di<strong> 85 milioni e 598 mila euro</strong>:<strong> calano perciò del 31% gli ingressi</strong> rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, in cui grazie all&#8217;enorme successo della commedia <em>Che bella giornata</em> (che da sola ha raccolto più di 6 milioni e mezzo di spettatori) si era registrata la cifra record di quasi 19 milioni di biglietti. E lo stesso si può dire di gennaio <strong>2010</strong>, in cui a fronte dei 4 milioni e mezzo di spettatori di <em>Avatar</em>, furono staccati in tutto<strong> 16 milioni e 800 mila biglietti</strong>. Il dato sembra invece in linea con i risultati pre-Avatar: nel primo mese del 2009 si sono contate infatti 12,8 milioni di presenze, nello stesso periodo del 2008 12,9 milioni e nel 2007 poco più di 13 milioni.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-3250" title="benvenuti-al-nord-claudio-bisio-alessandro-siani" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/benvenuti-al-nord-claudio-bisio-alessandro-siani.jpg" alt="" width="500" height="328" /></p>
<p>Altro dato in controtendenza rispetto agli ultimi del 2011, la crescita della <strong>quota del prodotto americano</strong>, che passa dal 25,7% di un anno fa al<strong> 32% di oggi</strong>. Senza dimenticare, tuttavia, di includere nel novero anche altri blockbuster di nazionalità inglese ma comunque afferenti alle major statunitensi come<em> Sherlock Holmes: Gioco di ombre</em> (5,29 milioni di euro incassati) e <em>La talpa</em> (2,54 milioni). Rimane comunque intatto il primato dei<strong> film italiani</strong>, con in testa <em><strong>Benvenuti al Nord</strong></em> e i suoi 21 milioni e mezzo d&#8217;incasso, seguito immediatamente da <strong><em>Immaturi &#8211; Il Viaggio</em></strong> (quasi 11 milioni e mezzo), e più giù in classifica dal film di <strong>Pieraccioni</strong>, <em>Finalmente la felicità</em> (poco meno di 3 milioni a gennaio) e dal cinepanettone <em><strong>Vacanze di Natale a Cortina</strong></em> (2,8 milioni nel primo mese del nuovo anno). L&#8217;insieme di questi titoli porta il prodotto italiano al sempre ragguardevole traguardo del <strong>49% del mercato</strong>, ma non abbastanza da eguagliare il <strong>69% del 2011</strong>, sempre sospinto dal suddetto &#8220;effetto Zalone&#8221;.  E con la quantità di titoli fortemente attesi che le major porteranno nelle nostre sale nei mesi primaverili ed estivi, c&#8217;è da chiedersi se questa leadership non rischi di venir messa duramente alla prova anche nel resto del 2012.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.giornaledellospettacolo.it/news-e-attualita/news/9184-cinema-cinetel-a-gennaio-spettatori-in-calo-ma-in-linea-con-media-stagionale.html">Giornale dello Spettacolo</a></p>
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		<title>Batman vs. Hobbit vs. Prometheus: chi vince la sifda del web?[Infographic]</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/batman-vs-hobbit-vs-prometheus-infographic-3175</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 21:13:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La società specializzata nell'analisi del buzz online Way to Blue confronta tre titoli particolarmente attesi del 2012: Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno, Lo Hobbit - Un viaggio Inatteso e Prometheus. Indovinate chi è il vincitore?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni si sta scatenando la mania dei trailer. Colpa del <strong>Super Bowl</strong>, l&#8217;evento sportivo più atteso degli Stati Uniti, che garantisce agli inserzionisti una visibilità unica. Da qui le prime indiscrezioni e poi la conferma sui film che avranno uno <strong>spot</strong> durante la messa in onda: fuori <a href="http://www.screenweek.it/film/21648-Il-Cavaliere-Oscuro-Il-Ritorno"><em>Il Cavaliere Oscuro &#8211; Il Ritorno</em></a>, dentro <a href="http://www.screenweek.it/film/23895-G-I-Joe-Retaliation"><em>G.I. Joe &#8211; La Vendetta</em></a>, <a href="http://www.screenweek.it/film/13302-John-Carter"><em>John Carter</em></a> e, soprattutto gli <a href="http://www.screenweek.it/film/6184-The-Avengers"><em>Avengers</em></a>. Il teaser trailer dei <em>Vendicatori</em> <strong>Marvel</strong> dura una manciata di secondi, ma in 24 ore ha realizzato un milione e mezzo di visualizzazioni, confermandosi uno dei film più attesi della prossima stagione. Non dimentichiamoci però che già a fine 2011, il trailer de l&#8217;ultimo capitolo di <em>Batman</em> aveva scalato le classifiche di<strong> iTunes</strong> e poi quasi monopolizzato il web con la questione “audio”. Per motivi stilistici, infatti, il regista <strong>Christopher Nolan</strong> non aveva migliorato la voce dell’antagonista dell’Uomo Pipistrello, <em>Bane</em>, che come da fumetto porta una maschera sulla bocca da cui inala la sostanza responsabile della sua fisicità così possente. Risultato: uno stuolo di commenti e parodie sulla difficoltà di comprendere il trailer, più ovviamente la corsa ai ripari di Warner Bros che infine ha imposto un miglioramento del parlato per renderlo meno confuso. Difficile dire se l’aneddoto gioverà o meno agli incassi del film: di sicuro ha giovato al <strong>buzz in Rete</strong>, partita che il <em>Cavliere Oscuro</em>, secondo  la società inglese specializzata nella rilevazione della web reputation <a href="http://uk.waytoblue.com/the-hobbit-vs-the-dark-knight-rises-vs-prometheus-trailer-buzz-showdown"><em>Way to Blue</em></a><em>, </em>si disputata non tanto (o non solo) con i Vendicatori ma con due altri concorrenti di rilevo quali il prossimo film di <strong>Peter Jackson</strong> e quello di <strong>Ridley Scott</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-3244" title="avengers" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/avengers-1024x783.jpg" alt="" width="595" height="455" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-3175"></span></p>
<p>In realtà, all&#8217;uscita della clip di <em>Batman</em>, noi <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=3104">vi abbiamo parlato</a> della competizione con <em>The Avengers</em>, data l&#8217;immediatezza del paragone effettuabile sui<strong> download da iTunes</strong> nella prima giornata di pubblicazione: record di un milione di visualizzazioni stabilito già da allora dal primo trailer dei <em>Vendicatori</em>, e contro-record di un milione e due conquistato da quello dell&#8217;<em>Uomo Pipistrello</em>. La<strong> battaglia del 2012</strong> però <strong>non si combatte solo tra cinecomics</strong> o tra supereroi provenienti dagli universi<strong> Marvel e DC</strong>. Ci sono altri titoli che rientrano a pieno diritto nel novero dei &#8220;most anticipated&#8221; del 2012, tra cui appunto il ritorno di <strong>Jackson</strong> a <strong>Tolkien</strong> con <a href="http://www.screenweek.it/film/2494-The-Hobbit-An-Unexpected-Journey"><em>Lo Hobbit &#8211; Un viaggio Inatteso</em></a> e quello di<strong> Ridley Scott</strong> alla fantascienza con il possibile prequel di Alien, <a href="http://www.screenweek.it/film/22553-Prometheus"><em>Prometheus</em></a>.</p>
<div id="attachment_3178" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><img class="size-full wp-image-3178" title="buzz dark knight hobbit grafico 1" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/buzz-dark-knight-hobbit-grafico-1.jpg" alt="" width="580" height="331" /><p class="wp-caption-text">grafico 1 - fonte: Way to Blue</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>A tirare le somme è stata appunto <a href="http://uk.waytoblue.com/the-hobbit-vs-the-dark-knight-rises-vs-prometheus-trailer-buzz-showdown"><em>Way to Blue</em></a>, che ha analizzato l&#8217;eco suscitato online dai materiali promozionali di questi tre titoli cinematografici. Nello specifico, il periodo preso in considerazione va <strong>da inizio dicembre a inizio gennaio</strong> e, come mostra l&#8217;<strong>infografica</strong>, presenta un picco nei <strong>giorni pre-natalizi</strong> in corrispondenza delle <em>release</em> dei trailer e materiali vari. Il primo evidente risultato della ricerca, è la <strong>netta prevalenza del film <em>Lo Hobbit</em></strong>, che distacca anche il <em>Cavaliere Oscuro</em> nonostante la popolarità del franchise, più recente rispetto a quello del<em><strong> Signore degli Anelli</strong></em>. Il fantasy di <strong>Jackson</strong> deve però essere rimasto nel cuore, soprattutto degli utenti del web e dei social media, tanto da far guadagnare al suo &#8220;erede&#8221; il podio per quanto riguarda il numero di post (grafico 1) e la condivisione su Twitter (grafico 2). Meno rilevante invece il vantaggio guadagnato in termini di citazione nei blog, nelle news e nei forum (grafico 3), dove <em>Lo Hobbit</em> ha solo tre punti percentuali in più rispetto a <em>Il Cavaliere Oscuro &#8211; Il Ritorno</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_3179" class="wp-caption aligncenter" style="width: 589px"><img class="size-full wp-image-3179" title="shareoftweets-dark knight grafico2" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/shareoftweets-dark-knight-grafico2.jpg" alt="" width="579" height="230" /><p class="wp-caption-text">grafico 2 - fonte: Way to Blue</p></div>
<div id="attachment_3180" class="wp-caption aligncenter" style="width: 589px"><img class="size-full wp-image-3180" title="share buzz dark knight hobbit grafico 3" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/share-buzz-dark-knight-hobbit-grafico-3.jpg" alt="" width="579" height="241" /><p class="wp-caption-text">grafico 3 - fonte: Way to Blue</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Prometheus</em></strong> si riprende un po&#8217; giusto per quel che riguarda i temi e i personaggi più ricorrenti, in cui spicca <strong>Alien</strong> (grafico 4), forse proprio per la difficoltà di determinare l&#8217;esatta parentela del nuovo film con il classico sci-fi di <strong>Ridley Scott</strong>. Seguono <strong>Bane</strong> e <strong>Bilbo Baggins</strong>. Per quanto riguarda i <strong>registi</strong> (grafico 5), <strong>Peter Jackson</strong> non conoscere rivali, per quanto il trend generato dai tweet su<strong> Christopher Nolan</strong> presenti più picchi di minore intensità, indicando forse una maggior costanza nelle conversazioni sul <strong>social network</strong>.</p>
<div id="attachment_3181" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><img class="size-full wp-image-3181" title="buzz dark knight hobbitcparole chiave grafico 4" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/buzz-dark-knight-hobbitcparole-chiave-grafico-4.jpg" alt="" width="580" height="334" /><p class="wp-caption-text">grafico 4 - fonte: Way to Blue</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_3182" class="wp-caption aligncenter" style="width: 591px"><img class="size-full wp-image-3182" title="shareoftweets-dark knight director" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/shareoftweets-dark-knight-director.jpg" alt="" width="581" height="332" /><p class="wp-caption-text">grafico 5 - fonte: Way to Blue</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riusciranno i due rivali de <em>Lo Hobbit</em> a rimontare nelle classifiche di popolarità? E non manca qualche concorrente di un certo rilievo all&#8217;analisi? <a href="http://www.screenweek.it/film/25300-The-Hunger-Games"><em>The Hunger Games</em></a> è alle porte, mentre<em> The Avengers</em> ha già mandato in delirio il web per due volte, l&#8217;ultima con appena 13 secondi e nessuna novità di rilievo nel trailer. La sfida è aperta, voi cosa ne pensate?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Facebook, da Abduction a Spartacus, piace sempre di più a Studios e TV.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La serie di Starz e il film Lionsgate sbarcano sul social network in "day-and-date" con le release in tv e in home video, con risultati che fanno ipotizzare un ulteriore sviluppo del VOD social. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi abbiamo <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=2967" target="_blank">già parlato</a> di come sempre più produzioni indipendenti trovino uno sbocco ideale nel <strong>VOD</strong>, sia online che tramite i canali della tv tradizionale, e in particolar modo nel VOD cosiddetto <em>day-and-date</em>, cioè reso disponibile agli utenti nello stesso giorno dell&#8217;uscita sul grande schermo. Bene, ora il fenomeno sembra in via di espansione anche su <strong>Facebook</strong>, il popolare social network che si prepara a sbarcare in Borsa, e che a tal fine ieri ha reso noto un dossier in cui si parla di quasi <strong>850 milioni di utenti</strong> mensili e di un fatturato vicino ai <strong>quattro miliardi di dollari</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3235" title="abduction-movie" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/abduction-movie.jpg" alt="" width="550" height="272" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-3234"></span>Cifre roboanti a parte, in materia di film e più in generale di prodotti audiovisivi, non è la prima volta che entra in gioco la creatura di <strong>Mark Zuckerberg</strong>: è passato poco meno di un anno, infatti, da quando <strong>Warner Bros</strong> ha cominciato a usare <strong>Facebook</strong> per offrire alcuni dei propri titoli in <strong>streaming online</strong>, a partire da uno dei suoi più grandi successi degli ultimi anni, <em>Il Cavaliere Oscuro</em>. La novità sta dunque nel fatto che adesso il social network sia stato scelto dalla casa cinematografica <strong>Lionsgate</strong> e dalla tv premium <strong>Starz </strong>per lanciare due titoli in contemporanea rispettivamente all&#8217;uscita in home video e sul piccolo schermo. </p>
<p><strong>Starz</strong> ha addirittura anticipato di una settimana la trasmissione del primo episodio del suo serial peplum <em>Spartacus: Vengeance</em>, anche se in realtà più che un vero e proprio noleggio via <strong>Facebook</strong> si parla di un&#8217;anteprima a scopo promozionale. Il risultato però, come riporta <a href="http://www.homemediamagazine.com/streaming/facebook-adding-studio-friends-26255" target="_blank"><em>Home Media Magazine</em></a>, sembra essere stato comunque molto soddisfacente, con più spettatori di tutti quelli che avevano visto in digitale la prima stagione, <a href="http://www.episode39.it/shows/236-Spartacus-Gli-dei-dellarena" target="_blank"><em>Spartacus: Blood and Sand</em></a>, distribuita lungo ben tredici settimane. Secondo il vice presidente senior di <strong>Starz</strong>, <strong>Kelly Bumann</strong>, al successo dell&#8217;anteprima ha contribuito soprattutto la base di quasi due milioni e mezzo di fan che il telefilm ha su <strong>Facebook</strong>: <em>&#8220;Dar loro un assaggio è sicuramente servito, e abbiamo intenzione di rifarlo&#8221;</em>. <a href="http://www.screenweek.it/film/24121-Abduction-%E2%80%93-Riprenditi-la-tua-vita" target="_blank"><em>Abduction</em></a>, il thriller <strong>Lionsgate</strong> con la star di <em>Twilight</em> <strong>Taylor Lautner</strong>, è uscito sul social network a metà gennaio, in <em>day-and-date</em> con i dischi home video, e stando al vice presidente esecutivo del marketing dello studio cinematografico, <strong>Anne Parducci</strong>, è stato &#8220;<em>un buon inizio</em>&#8220;, grazie alla peculiarità di <strong>Facebook</strong>, che consente di <em>&#8220;vedere il film e interagire al contempo con gli amici, ed è solo l&#8217;inizio di una nuova concezione social con cui dobbiamo cominciare a confrontarci sin da adesso&#8221;</em>.<br />
<br/><br />
<em> &#8221;In teoria non c&#8217;è nessun motivo per cui Facebook non debba diventare un vero canale premium in futuro, in diretta concorrenza con Netflix o reti come Showtime&#8221;</em>, aggiunge l&#8217;analista del <strong>NPD Group</strong>, <strong>Russ Crupnick</strong>, secondo cui il fenomeno riceverà una spinta decisiva con la diffusione delle<strong> tv connesse a Internet</strong>. &#8220;<em>C&#8217;è un pubblico di massa che segue i talent sul social network, perciò l&#8217;opportunità di indirizzare i fan, per esempio, di Clooney o Claire Danes verso i loro film in uscita mostra dell&#8217;enorme potenziale&#8221;</em>. E questi sviluppi potrebbero non fermarsi ai prodotti cinematografici. Stando a <strong>Dean Alms</strong> di <strong>Milyoni</strong>, la società che ha sviluppato le pagine <strong>Facebook</strong> da cui fruire lo streaming di più di una dozzina tra major e distribuzioni indipendenti, a partire da questo mese i suoi utenti avranno a disposizione anche diverse serie tv. Ma c&#8217;è ancora riserbo su quali saranno i titoli che cominceranno a colonizzare l&#8217;universo social.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.homemediamagazine.com/streaming/facebook-adding-studio-friends-26255" target="_blank">Home Media Magazine</a>, <a href="http://www.thewrap.com/media/column-post/facebook-files-5b-ipo-8th-anniversary-sits-4b-cash-35011" target="_blank">The Wrap</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La guerra del copyright</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/la-guerra-del-copyright-3221</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 08:54:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sui recenti fatti di cui abbiamo parlato anche qui su Cineguru, della questione SOPA/PIPA e della chiusura di Megaupload, e più in generale sulla nuova prospettiva che andrebbe data al copyright segnaliamo un bell&#8217;articolo su Il Fatto quotidiano da cui è tratta la citazione qui sotto. Forse però è venuto il momento per tutti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sui recenti fatti di cui abbiamo parlato anche qui su <strong>Cineguru</strong>, della questione <a href="http://cineguru.screenweek.it/2012/01/imagine-a-world-internet-si-rivolta-al-sopa-ddl-usa-contro-la-pirateria-3202">SOPA/PIPA</a> e della <a href="http://cineguru.screenweek.it/2012/01/megaupload-e-megavideo-chiusi-dallfbi-e-riaperti-a-tempo-record-3213">chiusura</a> di Megaupload, e più in generale sulla nuova prospettiva che andrebbe data al copyright segnaliamo un bell&#8217;articolo su <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/23/guerra-copyright-megavideo/185777/">Il Fatto quotidiano</a> da cui è tratta la citazione qui sotto.</p>
<blockquote>
<p>Forse però è venuto il momento per tutti di migrare da posizioni cristallizzate (e ormai ventennali) e di muoversi nella direzione della conoscenza, del rispetto degli utenti, dei fruitori dei contenuti e della modernità.</p>
</blockquote>
<p>In questi anni i detentori del copyright hanno confuso, in parte consapevolmente, la protezione delle opere audiovisive con la protezione ad oltranza dei relativi canali distributivi, non abbracciando senza remore le opportunità offerte da internet e continuando a imporre, contro la volontà dei propri stessi clienti, dei canali distributivi sempre più lontani dall&#8217;uso comune.</p>
<p>Non si può più continuare a confondere un film con il pezzo di plastica su cui si vuole che venga acquistato o una serie tv con Canale 5, ognuno ha diritto al rispetto dei diritti che ha acquisito, ma uno spettatore disposto a pagare ha tutto il diritto di scegliere la piattaforma a lui più congeniale tra quelle esistenti per guardarsi un film o una serie tv. Adeguare l&#8217;offerta alla domanda è l&#8217;unica soluzione percorribile.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>UltraViolet: la nuvola conquista l&#8217;integrazione con Amazon. Gli abbonati a quota 750 mila.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/ultraviolet-la-nuvola-conquista-lintegrazione-con-amazon-gli-abbonati-a-quota-750-mila-3196</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 10:36:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo store online diventa partner delle major e delle imprese dell'hi-tech che sostengono il nuovo sistema di archiviazione online, già attivo negli USA e nel Regno Unito in 750 mila famiglie. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che influenza ha avuto finora <strong>UltraViolet</strong> sul mercato dell&#8217;<strong>home video</strong>? Per quanto il nuovo servizio cloud, sviluppato dal consorzio di 75 imprese del settore dei media e dell&#8217;intrattenimento <strong>DECE</strong> &#8211; <strong>Digital Entertainment Content Ecosystem</strong>, abbia appena superato i primi tre mesi di vista, è possibile cominciare a tirare alcune somme, partendo prima di tutto dal numero dei nuovi iscritti alla nuvola. Stando alle cifre diffuse in un <a href="http://www.marketwatch.com/story/ultraviolet-attracts-more-than-750000-households-in-first-three-months-2012-01-10">comunicato stampa</a> dai suoi realizzatori, sarebbero infatti più di<strong> 750 mila</strong> i nuclei familiari raggiunti oggi da <strong>UltraViolet</strong>, e questo come risultato dei 19 titoli resi finora disponibili dalle major per il nuovo sistema cloud.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-2681" title="ultraviolet-logo" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/ultraviolet-logo.jpg" alt="" width="454" height="239" /></p>
<p><span id="more-3196"></span></p>
<p>Attiva negli Stati Uniti da metà ottobre e nel Regno Unito appena da fine dicembre, la nuvola è infatti sostenuta da diversi Studios hollywoodiani, capeggiati da <strong>Warner Bros, Sony e Universal</strong>, che offrendo agli acquirenti di <strong>Blu-ray e DVD</strong> la possibilità di crearsi anche la propria library digitale fruibile su diversi dispositivi connessi in Rete, sperano di rilanciare il sofferente mercato dell&#8217;home video e il concetto della proprietà dei contenuti che si fruiscono online. Finora, il metodo utilizzato è stato quello di un <strong>codice</strong> venduto insieme alle copie fisiche o digitali dei film, e attivabile attraverso un account sul social network di Warner dedicato a film e cinefilia, <strong>Flixster</strong>, o direttamente dagli appositi siti <strong>UltraViolet</strong> di Universal e Sony. Il sistema però sembra destinato a espandersi, non solo dal punto di vista dei contenuti ma anche da quello dell&#8217;accessibilità, grazie alle nuove partnership annunciate nel corso dell&#8217;ultimo <strong>Consumer Electronic Show</strong> di Las Vegas.</p>
<p>Le major dell&#8217;intrattenimento prevedono di moltiplicare i film e le serie tv da fruire attraverso il proprio archivio in Rete: si parla di <strong>centinaia di titoli</strong> tra nuove uscite e cataloghi, senza contare l&#8217;aggiunta di una nuova major come <strong>Paramount</strong>, che dal <strong>24 gennaio</strong> farà il proprio ingresso nella nuvola in occasione dell&#8217;uscita in home video dell&#8217;horror di grande successo <a href="http://www.screenweek.it/film/26027-Paranormal-Activity-3" target="_blank"><em>Paranormal Activity 3</em></a>. Altri contenuti attesi per il nuovo anno sono inoltre <a href="http://www.screenweek.it/film/22029-Moneyball" target="_blank"><em>Moneyball &#8211; L&#8217;arte di vincere</em></a>, <a href="http://www.screenweek.it/film/24224-J-Edgar" target="_blank"><em>J. Edgar</em></a>, <a href="http://www.screenweek.it/film/19031-Happy-Feet-2" target="_blank"><em>Happy Feet 2</em></a>, <a href="http://www.screenweek.it/film/25310-Tower-Heist" target="_blank"><em>Tower Heist</em></a> e <a href="http://www.screenweek.it/film/23964-Hop" target="_blank"><em>Hop</em></a>, mentre nel Regno Unito arriveranno<a href="http://www.screenweek.it/film/24982-Crazy-Stupid-Love" target="_blank"><em> Crazy Stupid Love</em></a>, <a href="http://www.screenweek.it/film/24230-Midnight-in-Paris" target="_blank"><em>Midnight in Paris</em></a> e <a href="http://www.screenweek.it/film/25167-L%E2%80%99incredibile-storia-di-Winter-il-delfino" target="_blank"><em>L&#8217;incredibile storia di Winter il delfino</em></a>.</p>
<p>Aumentano inoltre le metodologie di accesso alla library: sembra che sia in studio l&#8217;integrazione con <strong>Facebook</strong>, mentre <strong>Samsung</strong> ha già annunciato che i suoi <strong>lettori Blu-ray</strong> consentiranno d&#8217;ora in poi la visione in streaming dei film e delle serie tv archiviate su <strong>UltraViolet</strong> tramite una nuova <strong>app per Flixster</strong> attesa entro l&#8217;anno insieme a un nuovo sistema denominato<strong> &#8220;Disc to Digital&#8221;</strong>. Sviluppato insieme a <strong>Rovi</strong>, tale servizio permetterà ai possessori di Blu-ray e DVD delle major partecipanti alla cloud di convertire il contenuto delle copie fisiche già in loro possesso in file digitali da aggiungere al proprio catalogo <strong>UltraViolet</strong>.</p>
<p>Il consorzio <strong>DECE</strong> ha anche fatto sapere di voler stabilire un Common File Format per facilitarne l&#8217;utilizzo da più apparecchi, ma la novità di maggior rilievo è costituita senza dubbio dall&#8217;entrata in gioco di <strong>Amazon</strong>, uno dei pochi grandi player finora rimasti fuori dalla cloud insieme a <strong>Apple</strong> e <strong>Disney</strong>. In molti erano convinti che il popolare store online avrebbe opposto una concorrenza senza esclusione di colpi in modo da lanciare un proprio sistema di archiviazione online, da spingere soprattutto attraverso i tablet <strong>Kindle Fire</strong>. Durante il <strong>CES</strong> è arrivata però la smentita e, come riporta <a href="http://www.businessweek.com/news/2012-01-12/amazon-is-first-big-retailer-to-back-hollywood-film-format.html" target="_blank"><em>Bloomberg</em></a>, il vice presidente esecutivo della compagnia ha invece rivelato come <strong>Amazon</strong> stia lavorando con una casa cinematografica ancora non meglio specificata per sostenere l&#8217;offerta di film e serie tv attraverso la nube di <strong>UltraViolet</strong>.</p>
<p>Si tratta di una conquista importante per il consorzio, cui finora è mancato proprio un partner capace di lanciare il servizio nel campo delle vendite al dettaglio. E potrebbe essere ancor più di buon auspicio considerando come nel 2012 sia prevista anche un&#8217;espansione della nuvola, che entro l&#8217;anno arriverà a toccherà il <strong>Canada</strong> e, stando al <strong>DECE</strong>, anche nuove aree non ancora precisate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.marketwatch.com/story/ultraviolet-attracts-more-than-750000-households-in-first-three-months-2012-01-10">MarketWatch</a>, <a href="http://www.businessweek.com/news/2012-01-12/amazon-is-first-big-retailer-to-back-hollywood-film-format.html" target="_blank">Bloomberg</a>, <a href="http://www.variety.com/article/VR1118048501?refCatId=13" target="_blank"><em>Variety</em></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>RedBox: come incide la finestra imposta dalle major sul noleggio di Blu-ray e DVD</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/redbox-come-incide-la-finestra-noleggio-di-blu-ray-e-dvd-3168</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 01:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La commedia Mia moglie per finta, targata Sony, domina la classifica dei titoli più gettonati dai clienti dei chioschi rossi. Un risultato eclatante per un film che non ha fatto scintille al botteghino, ma che è partito avvantaggiato senza il peso di una window tra l'uscita in vendita e per l'affitto. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/2012/01/warner-bros-potrebbe-allungare-la-window-per-il-noleggio-home-video-ma-senza-il-placet-di-redbox-3166" target="_blank">Come vi abbiamo riferito ieri</a>, <strong>Warner Bros</strong> sembra decisa a portare avanti la strategia di <strong>ritardare l&#8217;uscita</strong> dei suoi film in noleggio tramite i <strong>distributori automatici</strong> di <strong>RedBox</strong>, che per l&#8217;affitto di Blu-ray e DVD chiedono la cifra molto contenuta di 1,20 dollari al giorno, e tramite <strong>Netflix</strong>, che per un abbonamento mensile sotto ai 10 dollari offre il servizio via posta o in VOD via streaming. Entrambe le compagnie ultimamente hanno ritoccato verso l&#8217;alto le proprie tariffe, ponendo forse le basi per ricontrattare le intese esistenti con i diversi fornitori di contenuti che, come noto, temono l&#8217;eccessiva convenienza dei loro prezzi e la ritengono in parte responsabile dell&#8217;andamento non brillante di un mercato dell&#8217;<strong>home video</strong> già indebolito dalla pirateria. Ma non tutte le major perseguono la stessa politica, e sembra che le diverse finestre imposte per la <em>release</em> dei film si stiano riflettendo in maniera piuttosto distinta sul successo dei vari titoli in catalogo, almeno per quanto riguarda i chioschi rossi.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3169" title="top 10 redbox 2011" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/top-10-redbox-2011-.jpg" alt="" width="389" height="317" /></p>
<p><span id="more-3168"></span></p>
<p>A fine dicembre è stata diffusa la classifica dei <strong>titoli più gettonati dai clienti RedBox</strong>, e ne è emersa non solo una spiccata preferenza verso <strong>commedie leggere</strong> e preferibilmente a sfondo sentimentale (prevedibile vista la prevalente collocazione dei distributori presso l&#8217;entrata di fast food, megastore e altri negozi retail), ma soprattutto per quelle rese<strong> disponibili lo stesso giorno dell&#8217;uscita in vendita</strong>. Secondo la lista riportata sul <a href="http://latimesblogs.latimes.com/entertainmentnewsbuzz/2011/12/just-go-with-it-tops-2011-redbox-rentals.html" target="_blank"><em>Los Angeles Times</em></a>, al primo posto si è piazzata la commedia con Adam Sandler <a href="http://www.screenweek.it/film/23778-Mia-moglie-per-finta" target="_blank"><em>Mia moglie per finta</em></a>, targata <strong>Sony</strong>, seguita dalla querelle romantica tra Natalie Portman e Ashton Kutcher in <a href="http://www.screenweek.it/film/24312-Amici-Amanti-e-" target="_blank"><em>Amici, amanti e&#8230;</em></a> Entrambi titoli che, fa notare il magazine, per i risultati al box office sono finiti nel novero delle delusioni, così come il numero tre, il film d&#8217;animazione <a href="http://www.screenweek.it/film/19881-Rango" target="_blank"><em>Rango</em></a> e <a href="http://www.screenweek.it/film/24545-Il-Dilemma" target="_blank"><em>Il Dilemma</em></a>, di Ron Howard.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3170" title="top 10 blockbuster express 2011" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/top-10-blockbuster-express-2011-.jpg" alt="" width="400" height="311" /></p>
<p>Ad accumunarle c&#8217;é di sicuro la voglia di intrattenere il pubblico con il sorriso, ma soprattutto il marchio della distribuzione: i primi titoli nella top 10 provengono da <strong>Paramount</strong> e da <strong>Sony</strong>, le due major che non hanno imposto alcun lasso di tempo tra l&#8217;uscita dei loro film in home video destinati alla vendita e quelli per il noleggio presso <strong>RedBox</strong>. Al contrario, sono solo tre i film che fanno capo agli Studios che hanno voluto la<strong> window di 28 giorni</strong>, tra cui rientrano <strong>Warner, Fox e Universal</strong>. Il risultato, in generale, sembra in linea con la politica di queste major, secondo cui i bassi prezzi per l&#8217;affitto dei film non valgano troppo la candela dei distributori automatici di DVD e Blu-ray. <strong>RedBox</strong>, da parte sua non sembra avere troppo interesse a finestre ancora più dilatate, pena rendimenti probabilmente ancora più bassi di quelli dei film in uscita dopo un mese dalla prima release in home video. La compagnia che gestisce i chioschi potrebbe optare per acquistare comunque i dischi di <strong>Warner Bros</strong> da rivenditori autorizzati e poi proporli per il noleggio, ma a costi evidentemente maggiorati. La domanda, perciò, è fino a che punto la major possa forzare la mano a <strong>RedBox</strong>, soprattutto nel caso in cui quest&#8217;ultima decidesse di rinunciare totalmente ad alcuni dei maggiori titoli della stagione cinematografica perché troppo penalizzati da uno svantaggio iniziale di quasi due mesi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tassa sui trailer: tra diritto e buon senso, una questione di opportunità</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/tassa-sui-trailer-tra-diritto-e-buon-senso-una-questione-di-opportunita-3009</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 12:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non so ancora dire fino a che punto SIAE abbia pieno titolo nel richiedere il pagamento di una licenza per pubblicare i trailer cinematografici sui siti internet. Nessuna delle argomentazioni pro o contro mi ha fino ad ora convinto a fondo e quindi continuerò a raccogliere informazioni e pareri e ad ascoltare i diversi punti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/R55e-uHQna0" width="640" height="360" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Non so ancora dire fino a che punto SIAE abbia pieno titolo nel richiedere il pagamento di una <a href="http://storify.com/braddd/siae-vs-trailer">licenza</a> per pubblicare i trailer cinematografici sui siti internet. Nessuna delle argomentazioni <em>pro</em> o <em>contro</em> mi ha fino ad ora convinto a fondo e quindi continuerò a raccogliere informazioni e pareri e ad ascoltare i diversi punti di vista per cercare di farmi un&#8217;idea precisa, pur se <strong>considero il punto di diritto del tutto irrilevante ai fini del ragionamento che voglio fare in questa sede</strong>.</p>
<p>Vorrei infatti spostare la riflessione in un contesto più ampio per far notare a tutti quanto <strong>ogni vincolo o limite alla più libera circolazione dei materiali promozionali e pubblicitari online possa essere controproducente</strong> per l&#8217;economia nel suo complesso e quanto il danno portato da tali vincoli possa essere in proporzione più grave proprio per la filiera audiovisiva, di cui la SIAE fa parte in nome e per conto degli autori che rappresenta.</p>
<p>Sappiamo tutti quanto <strong>la circolazione dei materiali pubblicitari sui media tradizionali sia esclusivamente &#8220;a pagamento&#8221;</strong>. Sono più unici che rari i casi in cui anche solo il frammento di un trailer (o di uno spot) finisce in un telegiornale e la loro presenza al di fuori degli spazi pubblicitari è ridotta al minimo e comunque generalmente ottenuta grazie ad investimenti paralleli in pubblicità. Gli spot non fanno notizia o, meglio, nessuno sui media tradizionali vuole che sia così. Questo, però, non è mai stato vero per internet.</p>
<p><strong>Su internet ogni materiale che &#8220;meriti&#8221; di circolare ed essere condiviso trova una sua naturale cassa di amplificazione</strong> e risonanza attraverso siti di informazione, blog, comunità e, oggi più che mai, i social network. Per la prima volta produttori di beni e servizi, le loro agenzie e i creativi hanno a disposizione un &#8220;media&#8221; in cui possono sia &#8220;pianificare&#8221; spazi pubblicitari, pagando per ottenere una visibilità limitata al numero di contatti acquistati, sia &#8220;guadagnare&#8221; visibilità gratuità, potenzialmente infinita, inventandosi un messaggio che &#8220;meriti&#8221; l&#8217;attenzione della rete.</p>
<p>Per chi lavora sulla rete questa <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/07/paid-earned-owned.html">distinzione</a> tra &#8220;paid media&#8221; e &#8220;earned media&#8221; è diventata d&#8217;uso comune con l&#8217;evolversi del cosiddetto <strong>marketing virale</strong>, ma credo che ancora oggi, nonostante i responsabili marketing siano tutti pronti a vantarsi di averlo utilizzato, non ci sia reale consapevolezza della portata del fenomeno e di quanto la propagazione spontanea stia cambiando le regole stesse della comunicazione, in un processo che, oltre alla creatività, finirà per ridefinire la struttura dell&#8217;intero settore pubblicitario ed editoriale.</p>
<p>Senza spingerci oltre in un ragionamento che ci porterebbe troppo lontano vorrei tornare nel merito stretto della questione citando il caso del video pubblicitario che ho inserito a inizio di questo post. Si tratta dello <strong>spot Volkswagen della Passat 2012 pianificato durante il Super Bowl </strong>di quest&#8217;anno. Si è trattato del Super Bowl più seguito di sempre (111 milioni di spettatori medi secondo Nielsen) e a quanto mi risulta il costo per un break pubblicitario da 30&#8243; durante l&#8217;evento è di 3 milioni di dollari.</p>
<p>Il filmato, come accade ormai per quasi tutti gli spot trasmessi durante questo evento, caricato su <a href="http://www.youtube.com/watch?v=R55e-uHQna0">YouTube dalla stessa Volkswagen</a>, già prima della trasmissione aveva totalizzato 14 milioni di visualizzazioni ed è diventato un oggetto dalla dirompente carica virale diffusosi, gratuitamente, in tutto il mondo. Solo le visualizzazioni ottenute sul canale ufficiale sono ad oggi oltre 44 milioni (lo stesso risultato sarebbe costato circa 1 milione di dollari se le valutiamo ai prezzi da Super Bowl). Ma il canale ufficiale è solo uno delle decine di sorgenti video (compreso, ad esempio, il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=UGHY7cGAjgU">canale italiano</a> su cui ne ha totalizzate 57mila) su cui lo spot era stato caricato e da cui, poi, è stato embeddato e condiviso, attraverso blog, social network e così via.</p>
<p>Penso che si possa tranquillamente stimare che il video abbia raggiunto almeno un numero doppio di visualizzazioni rispetto a quelle ottenute attraverso il canale ufficiale e tutte questo grazie ad una diffusione spontanea che ha coinvolto, gratuitamente, i blog che ne hanno parlato, le comunità in cui è stato segnalato e i social network in cui tutto questo è stato condiviso. <strong>Un circolo virtoso dal quale i brand hanno solo e soltando da guadagnare, in grado di moltiplicare teoricamente all&#8217;infinito la penetrazione di un investimento d&#8217;avvio</strong>.</p>
<p>Certo, <strong>serve e servirà sempre anche l&#8217;investimento iniziale</strong>. Al minimo per produrre il messaggio ma anche per diffonderlo visto che non tutti i materiali promozionali hanno qualità tali da meritarsi visibilità, <strong>ma comunque sia internet funziona, ad oggi, da volano per la distribuzione di questi contenuti, moltiplicando il ritorno sull&#8217;investimento necessario a produrli e a dargli la diffusione d&#8217;avvio</strong> attraverso i media tradizionali.</p>
<p>Si tratta di un meccanismo di cui beneficia ormai ogni categoria di prodotto ma che ha la sua massima espressione proprio con <strong>i trailer cinematografici che sono virali per natura</strong>. Mentre la pubblicità di prodotti tradizionali deve fare spesso un grande sforzo per diventare coinvolgente (… <a href="http://screenrant.com/super-bowl-commercials-2011-discussion-mikee-100542/"><em>Advertising is more about making memorable moments than exposing a product</em></a> …), per trasformarsi da un messaggio che vende un prodotto a messaggio che coinvolge il pubblico raccontando una storia, il trailer cinematografico è già storia, è già emozione ed è quindi già intimamente in contatto con il suo pubblico di riferimento.</p>
<p><strong>A questo punto, avendo a disposizione qualcosa che è in grado di moltiplicare X2 o X3 o X10 il ritorno di un investimento pubblicitario, con benefici per tutti perché il sistema dovrebbe inserire un qualsiasi vincolo che ne vada a limitare il fattore di moltiplicazione?</strong></p>
<p>Rientrando nella questione dei trailer e della SIAE, anche se si arrivasse a richiedere la sottoscrizione di una licenza gratuita, penso che il danno maggiore deriverebbe dall&#8217;aver imposto una briglia ad un meccanismo di moltiplicazione che oggi ha un&#8217;equazione costituita solo da fattori d&#8217;amplificazione e, domani, potrebbe avere invece un limite imposto dalla quantità di &#8220;nodi&#8221; della rete che avendo una licenza possono, nella legalità, rilanciare un determinato contenuto.</p>
<p>Con questo ragionamento non voglio contestare il fatto che la SIAE abbia sollevato un pretesa, che tra l&#8217;altro scaturisce anche da un obbligo nei confronti dei suoi mandatari, ma invitare tutti a una riflessione sull&#8217;opportunità di inserire in un sistema di cui beneficia tutta la filiera audiovisiva (maggior ritorno sull&#8217;investimento vuol dire anche maggiore voglia di produrre materiali promozionali e quindi più lavoro per gli autori) un vincolo che giudichiamo anacronistico non per una qualche forma di idealismo, ma semplicemente perché dannoso.</p>
<p>Queste riflessioni hanno assunto per me un significato ancora maggiore alla luce delle <a href="http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=SPEECH%2F11%2F777">recenti dichiarazioni</a> del <em>Commissario Europeo per l&#8217;Agenda Digitale</em> <strong>Neelie Kroes</strong>, che pone l&#8217;accento sulla &#8220;necessità di sviluppare un sano e robusto contesto per la remunerazione dei creatori di opere dell&#8217;ingegno&#8221; (via <a href="http://punto-informatico.it/3341451_2/PI/News/sarkozy-streaming-ossessione-copyright.aspx">PI</a>) rispetto all&#8217;ossessione per la difesa al diritto d&#8217;autore.</p>
<p><strong>Prendersela con i trailer non aiuterà in nessun modo la filiera audiovisiva</strong>, mentre è proprio dalla collaborazione con la rete e dalla chiara distinzione tra cosa serve a promuove un bene o servizio ed quindi bene che circoli al meglio e <strong>cosa merita una remunerazione per tutti gli aventi causa</strong> che si può pensare di ricreare quel contesto e, soprattutto, un modello economico e tecnico tale da compensare produttori e autori per lo sfruttamento delle loro opere.</p>
<p>La priorità deve essere ristrutturare il sistema d&#8217;offerta audiovisiva accettando una volta per tutte che internet è il media definitivo, con a valle televisori, dispositivi mobili, web e tutto il resto -da cui resta fuori solo l&#8217;inattaccabile specifico delle sale cinematografiche- e un&#8217;infinità di opportunità commerciale per lo sfruttamento delle opere ed è su questo su cui bisognerebbe concentrare risorse, intelligenza e creatività.</p>
<p>Lasciate liberi i trailer e potremmo goderci ancora cose come questa qui sotto, che portano tanta gente al cinema!</p>
<p> </p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/EPNjWWQqWCA" width="640" height="360" frameborder="0"></iframe></p>
<p><em>Little Thor è un filmato virale realizzato dalla Marvel due mesi dopo lo spot Passat che ha ottenuto oltre 2,5 milioni di visualizzazioni solo sul suo canale ufficiale</em>.</p>
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		<title>Biancaneve e il cacciatore &#8211; Il lancio del trailer #swath</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 09:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Biancaneve e il cacciatore]]></category>
		<category><![CDATA[SnowWithe and the Huntsman]]></category>
		<category><![CDATA[swath]]></category>

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		<description><![CDATA[Biancaneve e il cacciatore, SnowWithe and the Huntsman il titolo originale, al suo annuncio era stato accolto con qualche scetticismo da parte di blogger e commentatori in rete. Scetticismo dovuto alla sua &#8220;contemporaneità&#8221; con un altro progetto annunciato ispirato alla stessa favola, e qualche dubbio sulla scelta della Stewart come protagonista. Già i primi artwork [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.screenweek.it/film/25746-Biancaneve-e-il-Cacciatore/poster/152352" class="embed-screenweek"><img alt="Snow White and the Huntsman Banner" src="http://static.screenweek.it/2011/11/9/snow-white-and-the-huntsman-banner_mid.jpg" /></a></p>
<p><a href="http://www.screenweek.it/film/25746-Biancaneve-e-il-Cacciatore">Biancaneve e il cacciatore</a>,</p>
<p> SnowWithe and the Huntsman il titolo originale, al suo annuncio era stato accolto con qualche scetticismo da parte di blogger e commentatori in rete. Scetticismo dovuto alla sua &#8220;contemporaneità&#8221; con un <a href="http://www.screenweek.it/film/24799-Untitled-Snow-White">altro progetto annunciato</a> <a href="http://blog.screenweek.it/2010/06/brett-ratner-vuole-una-moderna-biancaneve-80036.php">ispirato</a> alla stessa favola, e qualche dubbio sulla scelta della <strong>Stewart</strong> come protagonista.</p>
<p>Già i primi <a href="http://www.screenweek.it/film/25746-Biancaneve-e-il-Cacciatore/poster">artwork</a> e immagini dal film avevano cominciato a infrangere lo scetticismo, che si è letteralmente <a href="http://blog.screenweek.it/2011/11/biancaneve-e-il-cacciatore-ecco-il-primo-teaser-trailer-147255.php#comment-58948">sbriciolato</a> ieri con l&#8217;uscita del primo trailer del film.</p>
<p>Immediatamente caricato (e ricaricato, dato che veniva rimosso costantemente) su <strong>YouTube</strong> da centinaia di fan che tentavano di farlo sfuggire all&#8217;eslusiva di MSN, ammirato in tutto suo splendore nell&#8217;HD disponibile su <a href="http://www.screenweek.it/link/91882">Apple Trailer</a>, il trailer è diventato immediatamente <a href="https://twitter.com/search/swath">trending topic su Twitter</a>.</p>
<p>Qui sotto una breve cronologia del lancio in uno <a href="http://storify.com/braddd/biancaneve-e-il-cacciatore-trailer-launch">Storify</a> che ho realizzato apposta per raccogliere alcuni dei commenti che dimostrano l&#8217;accoglienza strepitosa ottenuta da questo trailer.</p>
<p><script src="http://storify.com/braddd/biancaneve-e-il-cacciatore-trailer-launch.js"></script><noscript><a href="http://storify.com/braddd/biancaneve-e-il-cacciatore-trailer-launch" target="_blank">View the story &#8220;Biancaneve e il cacciatore &#8211; Trailer Launch&#8221; on Storify</a>]</noscript></p>
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		<title>Netflix in Europa con MGM, mentre il VOD cresce a ritmo del 35% l&#8217;anno</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 07:20:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Spopola il VOD, che nel 2015 dovrebbe raggiungere un valore di più di 21 miliardi di dollari e il 6% del mercato video globale. Intanto Netflix prepara lo sbarco in Gran Bretagna e Irlanda forte della partnership con MGM.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il crollo di mercato e di utenze non ha affossato il portale di <strong>video on demand</strong>, che continua a perseguire la propria politica espansionistica verso i lidi europei. Se era già noto il piano di portare il suo servizio di <strong>streaming nel Regno Unito e in Irlanda</strong>, ora il progetto sembra assumere lineamenti più concreti con l&#8217;annuncio di un <strong>accordo con la major Metro-Goldwyn-Mayer</strong>, pronta a cedere per diversi anni i diritti esclusivi di noleggio online perfino di titoli freschi freschi di distribuzione <em>theatrical</em>.</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/netflix-online.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2774" title="netflix online" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/netflix-online.jpg" alt="" width="500" height="409" /></a></p>
<p><span id="more-2834"></span>Aggiudicarsi le <strong>library</strong> non è stato finora troppo difficile per <strong>Netflix</strong>, che su questo fronte ha già in mano un&#8217;importante intesa con <strong>Miramax</strong>. Ma con  il<strong> listino MGM</strong>, la compagnia californiana si  potrebbe trovare in catalogo alcune nuove uscite incredibilmente attese: come ricorda <a href="http://thewrap.com/movies/article/hobbit-21-jump-street-netflix-and-mgm-sign-uk-streaming-deal-32533"><em>The Wrap</em></a>, la major ha infatti in portfolio entrambi i <strong>prequel del Signore degli Anelli</strong> (<a href="http://www.screenweek.it/film/2494-The-Hobbit-An-Unexpected-Journey"><em>The Hobbit: An Unexpected Journey</em></a> e <a href="http://www.screenweek.it/film/2496-The-Hobbit-There-and-Back-Again"><em>The Hobbit: There and Back Again</em></a>) e il film tratto dalla serie tv <a href="http://www.screenweek.it/film/24247-21-Jump-Street"><strong><em>21 Jump Street</em></strong></a><em>. </em>Per non parlare del prossimo capitolo di <strong>James Bond</strong>, <a href="http://www.screenweek.it/film/22520-Skyfall-Bond-23-"><em><strong>Skyfall</strong></em></a>, di cui non è ancora chiaro l&#8217;approdo o meno nell&#8217;online inglese e irlandese tramite <strong>Netflix</strong>. <strong>MGM</strong> finora ha cercato di superare il proprio stato critico puntando sulla riscoperta dei suoi grandi titoli di catalogo, tra cui compaiono capolavori come <a href="http://www.screenweek.it/film/8277-Capote"><em>Capote</em></a>, <em><a href="http://www.screenweek.it/film/1435-Fargo">Fargo</a> e <a href="http://www.screenweek.it/film/23201-West-Side-Story">West Side Story</a></em>, ma la decisione di includere <strong>&#8220;alcune delle nuove uscite&#8221;</strong> nell&#8217;<strong>offerta europea di Netflix</strong>, dà al portale una marcia in più assolutamente necessaria per affrontare la sfida di penetrare in un nuovo mercato.</p>
<p>Anche se si tratta di un <strong>mercato estremamente florido</strong> come quello del <strong>VOD</strong>: la società di consulenza <strong>IDATE</strong> ha infatti appena rilasciato un rapporto riguardo al settore dei <strong>video online</strong>, che dal 2010 starebbe registrando una <strong>crescita annua del 35%</strong>, con la concreta possibilità di raggiungere un valore di <strong>21,7 miliardi di dollari entro il 2015</strong> e di conquistare una fetta del <strong>6% del mercato video</strong> complessivo.</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/04/vOD.jpg"><img class="aligncenter" title="vOD" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/04/vOD.jpg" alt="" width="560" height="315" /></a></p>
<p>Il report è segnalato da <a href="http://www.advanced-television.com/index.php/2011/11/08/global-ott-video-worth-e22bn-in-2015/"><em>Advanced-television.com</em></a>, che fornisce anche maggiori dettagli riguardo a questo dato integrato <strong></strong>distinguendo, in particolare, il <strong>mercato dei cosiddetti CDN</strong> (<em>Content Delivery Network</em>) dal consumo di contenuti audiovisivi via web: un settore, quest&#8217;ultimo, sovradimensionato a causa della peculiarità dell&#8217;online USA, in cui <strong>prevalgono servizi on demand su modello Netflix o Apple,</strong> e in seconda battuta delle pay tv. È l&#8217;elevato uso di VOD da parte dei consumatori americani a spingere dunque un mercato che raccoglie più del 52% delle risorse generate dalla fruizione di video via internet, che comunque ormai fa parte delle attività irrinunciabili per gli utenti del web. Lo studio di IDATE mette in luce come nei Paesi a sviluppo avanzato, <strong>l&#8217;80% dei naviganti</strong> guardino regolarmente contenuti audiovisivi online, con una netta  <strong>preferenza per quelli gratuiti</strong> messi a disposizione da portali sul genere di <strong>YouTube</strong> o DailyMotion. Queste visualizzazioni rappresentano il 78% del totale, ma sono in crescita anche le clip postate su siti specializzati come AlloCiné, o sui social network come <strong>Facebook</strong>, o ancora proposte in forma di <strong>catch-up TV</strong>.</p>
<p>Ciò che più conta, tuttavia, è la netta<strong> prevalenza dello streaming rispetto al P2P</strong>, ormai ben rimpiazzato dal VOD, e alle trasmissioni <em>live</em>,  usate soprattutto per eventi e competizioni sportive. Quello che emerge con maggior chiarezza è tuttavia la preferenza per i contenuti gratuiti, non importa se legali o illegali, che assottigliano i margini del VOD a pagamento e, secondo IDATE, rendono ancora  <strong>incerto il modello di business</strong>, compreso quello di realtà apparentemente consolidate come <strong>Netflix</strong>.</p>
<p>Nonostante i <strong>maggiori consumatori di video online</strong> siano i <strong>giovani</strong>, a sottoscrivere servizi pay risultano soprattutto gli utenti di mezza età. Anche le abitudini di consumo sono da tenere in considerazione per le sostanziali differenze rispetto alla TV tradizionale: il <strong>VOD</strong> infatti viene <strong>fruito prevalentemente da soli</strong> (soprattutto se gratuito) e spesso in modalità <strong>multitasking</strong>, cioè usando in contemporanea Facebook, chat e talvolta perfino la stessa televisione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <em><a href="http://thewrap.com/movies/article/hobbit-21-jump-street-netflix-and-mgm-sign-uk-streaming-deal-32533"><em>The Wrap</em></a><em>,</em></em><em><em> </em><a href="http://www.advanced-television.com/index.php/2011/11/08/global-ott-video-worth-e22bn-in-2015/"><em>Advanced-television.com</em></a></em></p>
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