Esercizio

Il Decreto Cultura diventa legge, con gli incentivi fiscali per mecenati, film e sale

Il raddoppio del credito di imposta per le industrie di produzione e tecniche impegnate nella realizzazione di film italiani o film stranieri girati sul nostro territorio con impiego di mano d’opera locale; un aumento delle risorse per la lleva fiscale destinata a cinema e audiovisivo, che passano da 110 a 115 milioni di euro e, infine, tax credit al 30% per le sale, sia quelle che intendono ristrutturare che per le strutture storiche. Diventano definitivamente legge le misure sul sostegno della settima arte contenute nel  Decreto Cultura, approvato ieri in via definitiva al Senato con 159 voti a favore e 90 contro.

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Rapporto FEdS 2013: luci e ombre del mercato del cinema italiano

Il 2013, per il cinema italiano, è stato l’anno di due traguardi molto diversi eppure ugualmente significativi: da una parte l’Oscar a La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, dall’altra il record segnato dalla commedia Sole a catinelle con protagonista il comico Checco Zalone, che con oltre otto milioni di spettatori ha superato anche i biglietti staccati da Avatar diventando il film più visto in Italia (ovviamente in era  Cinetel). Dietro a queste luci, un contesto caratterizzato sì da un aumento della quota di mercato dei titoli nazionali (dal 25 al 30% degli incassi) e da un numero crescente di opere distribuite, ma anche da un calo significativo di investimenti e risorse, fotografato anche quest’anno a 360° gradi dal rapporto Il Mercato e l’Industria del Cinema in Italia della Fondazione Ente dello Spettacolo.

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Sdraiati in poltrona al cinema come a casa: il circuito USA AMC punta comfort e aumento del biglietto

Dopo la digitalizzazione, qual è l’ultima frontiera dell’ammodernamento delle sale? Per il circuito AMC Entertainment, il secondo degli Stati Uniti, la risposta è un investimento da 600 milioni di dollari per l’installazione di poltrone più larghe ed estensibili, che consentano agli spettatori di allungare comodamente le gambe durante la visione. La conseguenza sarà la scomparsa del 50-70% dei posti attualmente disponibili nelle sale, mentre il costo stimato dell’operazione è di 350-500 mila dollari per cinema, anche se solo 1.800 delle quasi 5 mila strutture di AMC saranno investite dal cambiamento. Il tempo previsto per la completa sostituzione è di 5 anni.

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The Space Movies e il boom dei contenuti alternativi, anzi “aggiuntivi” per le sale

Nel corso degli ultimi anni non è aumentato di molto il numero di “eventi” proiettati al cinema: si va dai circa 30 del 2011 ai circa 40 del 2013 ma, in compenso, ad aumentare vertiginosamente e stato il fatturato di questo tipo di prodotto, quasi decuplicato da 400 mila a 5,7 milioni di euro. A rendere note queste cifre piuttosto rilevanti The Space Cinema, che in occasione di Ciné – Giornate Estive di Cinema di Riccione ha presentato anche il listino del suo nuovo marchio dedicato alla distribuzione dei contenuti alternativi, anche al di fuori delle sale del circuito. Anzi film ed eventi, live e non, stanno assumendo un ruolo tale nella programmazione cinematografica che secondo il responsabile marketing del gruppo, Francesco Di Cola, ormai non possono nemmeno essere più definiti “alternativi”, semmai “aggiuntivi” rispetto ai titoli diffusi in maniera tradizionale, dato che aiutano a riempire gli spazi “destaurati” delle sale e soprattutto vi portano un pubblico disposto a pagare anche un costo aggiuntivo rispetto al normale prezzo del biglietto.

 

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Ciné: cala il pubblico nel 2° trimestre, associazioni auspicano coesione

Se il bilancio delle presenze al cinema nei primi 6 mesi del 2014 a prima vista non sembra preoccupante, avendo segnato appena un -0,5% rispetto al 2013, il risultato è frutto di una battuta d’arresto piuttosto netta avvenuta tra aprile e giugno, che lascia intravedere ombre più pericolose rispetto alla semplice presenza, di certo non coadiuvante, dei mondiali. A metterlo in luce sono state le stesse associazioni di categoria della settima arte, riunite in occasione di Ciné, quarta edizione delle Giornate Estive di Cinema in corso fino a domani a Riccione.

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UCI Cinemas e Chili presentano il loro accordo in esclusiva

La parola d’ordine è complementarietà. Basta pensare a sala e salotto come due luoghi in concorrenza che si sottraggono spettatori a vicenda; piuttosto, è ormai arrivata la necessità, anzi l’urgenza, di unire la proprie forze. L’obiettivo comune è quello di rafforzarsi a vicenda, d’incrementare il target di clienti appassionati di cinema e, non ultimo, combattere la pirateria.

La sinergia tra sala e salotto a cui si fa riferimento è quella tra UCI Cinemas e Chili: la società leader dell’esercizio cinematografico in Italia e la piattaforma di distribuzione digitale di film (primo operatore indipendente nel mercato nostrano) hanno stretto un accordo in esclusiva che è stato presentato ieri mattina a Milano. A parlarne erano presenti, alla conferenza stampa presso il Multisala Gloria (recente acquisizione del gruppo Odeon & UCI), i rappresentati dei due soggetti protagonisti Andrea Stratta (Amministratore Delegato di UCI ITALIA S.p.A) e Stefano Parisi (Fondatore e Presidente di CHILI S.p.A), oltre al Segretario Generale della FAPAV (Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali) Federico Bagnoli Rossi.

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Antipirateria: le armi sono informazione e coinvolgimento

“La pirateria è un reato”, “rubare è vietato dalla legge”, teschi e ossa e addirittura, in altri Paesi, l’accusa di aiutare terrorismo e traffici illeciti di varia natura. L’antipirateria, come l’abbiamo conosciuta finora, ha puntato spesso e senza troppi risultati sulla colpevolizzazione degli utenti e sulla denuncia dell’illegalità di pratiche come il download. Da quando l’home entertainment ha cominciato a sperimentare una vera e propria migrazione di consumatori e proventi verso l’online, è diventato tuttavia più chiaro come la pirateria non sia da liquidare solo come comportamento criminoso. L’offerta illecita in passato ha supplito anche alla carenza di quella legale, sviluppata con ritardo da un’industria refrattaria agli inevitabili cambiamenti indotti dalla tecnologia. Ecco perché anche l’antipirateria necessita di un radicale cambio di strategia, come dimostra l’esempio inglese dell’Industry Trust for IP Awareness: sorta di corrispettivo della nostra Fapav, passata dalle campagne contro il “furto” a quelle per il supporto attivo all’industria creativa e per la diffusione della conoscenza delle alternative legali alla violazione del copyright.

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Pirateria: l’Australia riduce la finestra delle sale per difendere il copyright

Trenta giorni per guadagnare terreno rispetto all’offerta illegale di film in Rete: è questo il periodo che le distribuzioni australiane hanno deciso di tagliare dalla finestra di esclusività delle sale, in modo da combattere la circolazione dei propri titoli in versione pirata. Come nella maggior parte dei mercati, anche in quello australiano le window non sono oggetto di norme specifiche (come lo è ad esempio la “cronologia dei media” in Francia), piuttosto frutto di un gentlemen’s agreement tra le diverse categorie operanti nella filiera cinematografica. Filiera che tuttavia si trova adesso a dover ricontrattare un modus operandi consolidato per rispondere alle sfide dei nuovi modelli di fruizione del prodotto audiovisivo, caratterizzati dall’assoluta centralità dell’utente e della sua esigenza di flessibilità nella visione dei contenuti. Ecco perché l’associazione australiana dei distributori di HE, che rappresenta un giro d’affari di un miliardo di dollari, ha deciso di accantonare i quattro mesi canonici di intervallo tra l’uscita sul grande schermo e quella in DVD e Blu-ray, o ancora meglio in VOD ed EST (noleggio e acquisto digitale e online).

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Digitale vs. DVD e Box Office: il sorpasso potrebbe esserci già tra 2-3 anni

Uno dei motivi che hanno rallentato negli anni lo sviluppo del video on demand online, è lo scarto esistente tra il guadagno che le casa cinematografiche ottengono dalla vendita o dal noleggio di un disco (sia in SD che in HD), e quello decisamente più basso offerto dalle transazioni via web. Per questo, nonostante sia in continua crescita, la distribuzione digitale non è ancora riuscita a compensare in toto le ripetute flessioni registrate dal fisico, mentre il volume d’affari dell’home entertainment continua a basarsi principalmente su DVD e Blu-ray. A lungo termine il sorpasso sembra però inevitabile, e potrebbe anche non essere così lontano: secondo un nuovo studio pubblicato dall’istituto di ricerca PwC (PricewaterhouseCoopers), negli USA avverrà già nel 2016, per effetto combinato del calo dei film su disco e di una maggiore diffusione del consumo audiovisivo sul web.

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Il cinema italiano non fa festa: annullata l’iniziativa promozionale di giugno

Era stata annunciata a inizio mese, in occasione della presentazione della Festa del Cinema, ma la previsione a quanto pare è stata troppo ottimistica: a giugno non partirà alcuna iniziativa promozionale dedicata ai film italiani della stagione. Ad annunciarlo è stata l’ANEC, l’associazione nazionale degli esercenti, che intendeva promuovere la nuova ondata di sconti  in funzione anticiclica rispetto a una stagione tradizionalmente poco proficua per il nostro box office e quest’anno potenzialmente ancora più critica a causa dei mondiali di calcio.

 

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