Esercizio

Sempre più film per Netflix, accordo con i fratelli Duplass, re del cinema indie

Netflix continua nella politica di assicurasi contenuti esclusivi a livello cinematografico per la propria piattaforma di SVOD attraverso accordi diretti con star e produttori. Dopo l’accordo con Adam Sandler annunciato a ottobre, grazie al quale la società di è aggiudicata l’esclusiva di 4 film prodotti dalla casa dell’attore (la Happy Madison Productions), Netflix ha raggiunto un’intesa anche con i fratelli Mark e Jay Duplass. I due, registi e produttori affermati e richiestissimi nel mondo del cinema indipendente americano, realizzaranno quattro film che saranno distribuiti da Netflix a breve distanza dal passaggio nelle sale cinematografiche.

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Ciné, confermata la quinta edizione a Riccione

Confermata la quinta edizione di Cinè, l’appuntamento estivo con le convention delle case di distribuzione e l’industria cinematografica nazionale, che si terrà al Palazzo dei Congressi di Riccione dal 29 Giugno al 2 luglio 2015. Nel corso della manifestazione, promossa e sostenuta da ANICA, Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali, in collaborazione con gli esercenti dell’ANEC e dell’ANEM, verranno presentati in anteprima i film e i listini delle case di distribuzione previsti per la seconda parte del 2015.

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L’audiovisivo in Europa: i dati 2013 dell’osservatorio europeo

Compie 20 anni il rapporto annuale sul settore audiovisivo in Europa redatto dall’European Audiovisual Observator, che ha appenna pubblicato le’dizione relativa al 2013.  del suo Yearbook: Television, cinema, video and on-demand audiovisual services. I dati relativi ai territori dell’area europea analizzati (circa 40 nazioni), hanno evidenziato che il 2013 è stato un anno di stagnazione per molti comparti: il mercato ha generato entrate pari a quasi 133 miliardi di euro (-0,4% rispetto al 2012).

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Amazon Studios produrrà film per le sale e per il VOD (con finestra corta)

Amazon Studios ha annunciato che comincerà a produrre e ad acquistare film sia per la distribuzione nelle sale cinematografiche che per la distribuzione in online attraverso il suo servizio VOD Amazon Prime Instant Video prevedendo una window molto corta. Mentre tradizionalmente i film hanno una finestra in Usa dalle 39 alle 52 settimane prima di essere distribuiti nei canali VOD, i film Amazon Original debutteranno su Prime Instan Video negli Stati Uniti solo 4 settimane dopo l’uscita theatrical.

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Il cinema francese vola all’estero

Il 2014 è stato un anno record per  la circolazione del cinema francese nei paesi esteri. Secondo i dati diffusi da Unifrance, l’organismo che si occupa appunto di monitorare e promuovere il cinema francese all’estero,  l’anno si è concluso con 604 milioni di dollari registrati al box office internazionale e 11 milioni di biglietti venduti. Un risultato in crescita del 119% rispetto al 2013 dovuto sopprattutto all’exploit di Lucy, il film di Luc Besson che da solo ha incassato nel mondo 302,8 milioni per 53,6 milioni di biglietti staccati: la migliore performance per un film francese all’estero da 20 anni a questa parte.

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Corcoran (NATO), “Con The Interview niente è cambiato per il VOD”

Molto si è scritto e si è detto sul “caso” The Interview, il film Sony boicottato dagli hacker responsabili dell’attacco informatico alla major che la stessa major ha seciciso di distribuore simultaneamente sia nelle sale (in un numero ristretto di schermi indipendenti) sia in VOD su alcune piattaforme selezionate: Incassando rispettivamente 5,9 milioni e 31 milioni di dollari (al 7 gennaio). Il film, è stato sostenuto da più parti compreso Ted Sarandos (Netflix), potebbe diventare un esempio di come si comporta un grande film quando vengono offerte diverse modalità distributive. Ma Patrick Corcoran Vice President e Chief Communications Officer della Nationa Theater Association of America /l’associazione dell’esercizio americano), sostiene, in un articolo pubblicato sul magazine dell’associazione Boxoffice che in realtà con The Interview niente è cambiato riguardo ai modelli distributivi dei film.

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+20% di fatturato nel 2014 per Lucisano Media Group. In attesa di Non sposate le mie figlie!

Lucisano Media Group in una nota comunica che «sulla base di risultanze gestionali preliminari, che ha in previsione di chiudere il 2014 con un incremento del fatturato consolidato di oltre il 20% rispetto all’anno precedente, dato che rafforza il processo di crescita del Gruppo quotato su AIM Italia di Borsa italiana». Il gruppo di proprietà della famiglia Lucisano, che controlla la società di produzione e distribuzione cinematografica Italian International Film, ha potuto contare soprattutto sul risultato di quattro film prodotti nel corso dello scorso anno proprio dalla controllata Italian International Film, che hanno incassato al box office italiano una cifra complessiva di oltre 11 milioni di euro.

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Dati Cinetel, gli interventi di Bernaschi, Cima e Lonigro

Alla presentazione dei dati Cinetel 2014, avvenuta ieri a Roma, è intervenuto anche Carlo Bernaschi, presidente ANEM. Bernaschi ha ricordato le difficoltà del 2014 dal punto di vista del mercato: «Abbiamo avuto, dal lato delle entrate, un prodotto internazionale al di sotto delle aspettative, una produzione nazionale carente di grandissimi risultati commerciali, una estate cinematografica latitante. Dal lato delle uscite abbiamo dovuto completare la digitalizzazione di tutte le sale, abbiamo assistito ad un incremento costante delle tassazioni comunali e generali, abbiamo scontato gli effetti di una crisi economica e sociale di proporzioni mai registrata. Nonostante tutto però abbiamo resistito e dimostrato che il cinema è, ancora una volta, la forma d’intrattenimento fuori casa più apprezzata e usata dal pubblico. Su tutti i dati mi sento di evidenziare il ruolo di quell’esercizio minore e di provincia che resiste e che resta quasi un beneffattore del pubblico e della società. Per quel che mi concerne, osservo che i Multiplex e le Multisale hanno raccolto nel 2014 quasi il 75% degli spettatori e degli incassi e osservo con piacere che anche in tantissime di queste strutture si possa vedere del bel cinema di qualità, eventi culturali, film nazionali non sempre facili e tanti contenuti complementari».

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I dati Cinetel: il 2014 un anno difficile, -6,13% nelle presenze e -7,09% negli incassi

Sono stati presentati oggi a Roma i dati Cinetel relativi al box office cinematografico del 2014. I biglietti venduti nel 2014 sono stati 91.465.599, con una diminuzione del 6,13% rispetto al 2013, e gli incassi sono stati pari a 574.839.395 euro, con una flessione del 7,09%. Diminuisce la quota di mercato del cinema italiano che in termini di presenze: nel 2014 scende al 27,76% contro il 31,16% del 2013 (quando Sole a catinelle con Checco Zalone aveva raccolto da solo circa l’8% delle presenze). Ma non va meglio per il cinema statunitense, la cui quota di mercato è passata dal 53,37% del 2013 al 49,65% del 2014. Cresce però il numero di film distribuiti che nel 2014 sono stati 470, a fronte dei 454 del 2013 (con un leggero aumento dei film italiani passati da 162 a 171). In aumento anche i contrnuti alternativi che nell’anno appena concluso sono stati 75 (contro i 69 del 2013). Anche nel 2014 prosegue la diminuzione del prezzo medio del biglietto, pari a 6,02 euro, contro i 6,08 del 2013. Positivo l’avvio del 2015: i primi sei giorni hanno segnato il risultato migliore degli ultimi venti anni, con 4,8 milioni di presenze in sala. Il trend positivo è proseguito anche nei giorni successivi: dal primo al 13 gennaio i biglietti staccati, rispetto all’omologo periodo del 2014, sono infatti aumentati del 10,35% e gli incassi del 10,71%.

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I consumatori Usa: meno al cinema perché troppo caro

Il box office americano del 2014 ha registrato un forte calo chiudendo l’anno a quota  14,4 miliardi in diminuzione di circa il 5% rispetto ai quasi 11 miliardi registrati nel 2013. Si tratta del calo più importante dal 2005 (quando si registrò un -5,8%). Un dato su cui ha pesato l’andamento fortemente negativo dell’estate 2014 rispetto allo stesso periodo del 2013 (-21%), Oggi uno studio realizzato tra ottobre e novembre 2014 dalla società di analisi PricewaterhouseCoopers e basato su un campione di 1.044 consumatori rivela che il 53% di loro ritene che la causa principale dell’aver visto meno film sia il prezzo del biglietto troppo alto.

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