Distribuzione

VOD: Indiefilmchannel si arrichisce del catalogo Luce

Aperto  a maggio, in occasione della XIV edizione del Rome Independent Film Festival, amplia già la propria offerta di film e contenuti on demand il portale Indiefilmchannel. La piattaforma ha infatti acquisito alcuni titoli della library dell’Istituto Luce Cinecittà, che per mission costituiva si pone tra i soggetti più attivi nella promozione del cinema italiano emergente e d’autore.

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Telecom: vicino un accordo con Mediaset su modello Sky

Niente cessioni o stravolgimenti ma una partnership per traghettare anche l’offerta pay di Mediaset verso la rete e verso nuovi modelli di fruizione capaci di bypassare i canali dell’emittenza tradizionale. Come anticipato da mesi dai rumors e dagli incontri tra i vertici delle due aziende, il gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi è vicino a un accordo con Telecom Italia che porterà la sua offerta Premium direttamente nella bolletta di fibra e telefono, imboccando perciò la stessa strada già inaugurata da Sky lo  scorso aprile.

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Ciné 2015 – Festa del Cinema: il futuro in Italia, il confronto con l’Europa


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Al via Ciné 2015, le giornate estive di cinema che si tengono ogni anno a Riccione e che mettono a confronto esercizio, distribuzione e industria.

Primo convegno ad inaugurare le giornate è stato “È qui la festa? Italia, Francia, Spagna e Inghilterra a confronto”, realizzato in collaborazione con Box Office, e che ha visto la prestigiosa partecipazione dello spagnolo Jaime Tarrazòn, responsabile rapporti internazionali Fece.

Dopo due edizioni consecutive, nel 2015 non si è replicata in Italia la Festa del Cinema, che ha visto tutti i film in tutti i cinema del paese a soli 3 euro per sette giorni nel mese di maggio. 2.2 milioni di spettatori nel 2013 (+66% rispetto alla settimana precedente), scesi a 2 milioni nell’anno successivo.

Stefano Radice ha introdotto il confronto con gli altri mercati, dove la Festa assume diverse caratteristiche e modalità. In Francia ad esempio è qualcosa che si svolge da più di trent’anni e ha portato oltre 85 milioni di spettatori nelle sale, dei quali 3 milioni solamente nell’ultima edizione. La formula è variata nel tempo adattandosi alle leggi del mercati, e dai tre giorni si è passati poi alla settimana, per poi adottare dal 2012 la formula dei quattro giorni a 4 euro. Si svolge ogni anno in un periodo ben preciso, la fine del mese di giugno, ed è affiancata da un’ulteriore iniziativa chiamata la Primavera del Cinema, che ha portato ben 2.5 milioni di spettatori nelle sale lo scorso marzo.

In Germania attualmente non vi è un’iniziativa simile, ma è al vaglio una proposta che porterà alla luce un sistema di prenotazione dei biglietti sullo stile dei mezzi di trasporto: prima si prenota il proprio biglietto, meno costa, per poi aumentare gradualmente il prezzo avvicinandosi all’evento.

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Particolarmente interessante il contributo video dal Regno Unito, che ha visto Phil Clapp (Presidente UNIC) presentare il proprio sistema, a quanto pare vincente su molti fronti. In sostituzione ai celebri Orange Wednesdays, che in passato arrivavano ad arrivare sino a 7.5 milioni di spettatori ed erano realizzati in collaborazione con il celebre marchio di telecomunicazioni, sono arrivati i Meerkat Movies.

Dopo un’attenta analisi che ha portato ad esaminare decine di brand, si è optato per Compare the Market, una società nata nel 2006 con lo scopo di aiutare i consumatori per confrontare prezzi di polizze auto, bollette di gas e luce, e molto altro ancora. Nel 2009 la società ha portato avanti una campagna marketing di grande successo, che l’ha trasformato in un brand molto celebre nel paese.

Dalla collaborazione è nata l’iniziativa Meerkat Movies, che permette agli utenti del sito internet di non essere premiati con il pupazzo a forma di lemure, da cui il nome della società (ne sono stati distribuiti milioni e milioni), ma con la possibilità nelle giornate del martedì o del mercoledì di andare al cinema con la formula 2×1.

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Dopo un’attenta e molto estesa campagna promozionale, durata diverse settimane proprio questa primavera e costata milioni di sterline, gli ingranaggi hanno iniziato a funzionare e l’iniziativa ha preso il volo. La formula sta portando ad una awareness sempre più elevata, e si sta traducendo in una crescente affezione nei confronti della sala cinematografica, spalmata in questo modo durante tutto l’anno e non solo durante una settimana.

Jaime Tarrazòn ha poi presentato il successo della Festa del Cinema in versione spagnola, il cui risultato delle prime edizioni ha già portato ad un raddoppio delle edizioni, che ora si svolgono una in primavera e una in autunno. L’ispirazione è il modello francese, e in questo caso si svolge su tre giorni (da lunedì a mercoledì), con un prezzo di 2.90 euro a biglietto. Solamente nel 2014 si è visti passare dagli 1.9 milioni dell’edizione primaverile, ai 2.2 milioni di quella di ottobre, scesi a quota 1.6 milioni lo scorso maggio a causa della “sfortunata” concomitanza che ha visto coincidere la Festa con le semifinali di Champions League (giocavano sia il Real Madrid che il Barcellona).

La formula spagnola richiede un accredito on-line nelle settimane precedenti (ben 1.7 milioni gli accreditati al sistema e oltre 3 milioni le mail registrare nel database), e la successiva stampa del proprio accredito necessario per presentarsi nei tre giorni della Festa per ottenere la promozione sul biglietto. La copertura mediatica è stata eccezionale, sia on-line che televisiva, e l’obiettivo principale è stato centrato: parlare sempre più di cinema al più largo bacino possibile, e cercare di recuperare spettatori che ormai non andavano più in sala. Non è un caso che i distributori, che prima evitavano accuratamente di posizionare le proprie pellicole durante la Festa, ora fanno quasi a gara per sfruttare quei particolari feriali con sale stracolme.

E l’Italia? Che fine ha fatto l’iniziativa?

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Andrea Occhipinti (Lucky Red e presidente della sezione distributori dell’Anica) svela che la Festa potrebbe tornare prima del previsto.

Sul tavolo vi è un’ipotesi autunnale per il mese di ottobre, alla quale seguirebbe una seconda edizione nel mese di aprile (un po’ seguendo il modello spagnolo). Il prezzo rimarrebbe stabile a 3 euro a biglietto, mentre la settimana si accorcerebbe da lunedì a giovedì, in modo da non allontanare i distributori “spaventati” dai risultati del weekend. In discussione inoltre il nome dell’iniziativa, in quanto ad ottobre c’è già la Festa del cinema di Roma e si rischia confusione, e tra le opzioni proposte ci sarebbe Cinema Days.

Quello che si auspicano le varie parti in gioco è che l’evento diventi qualcosa di stabile, un appuntamento conosciuto dai consumatori e durevole nel tempo, e che possibilmente possa ripetere e sfruttare i meccanismi vincenti degli altri mercati europei.

Fonte: Cineguru

Twitter Cinema Tags & #BoxOfficeItalia: se non ti muovi… spunta Terminator

Non si arresta il riscontro social di Jurassic World: sceso al secondo posto al box office del weekend, con un incasso totale comunque colossale di oltre 12 milioni di euro, il franchise nato nel 1993 è ancora in cima alla classifica dei titoli cinematografici più twittati dal pubblico italiano, con il 39% delle citazioni. A mostrarlo è la classifica settimanale interattiva  Twitter Cinema Tags, che come sempre ci consente di confrontare le performance dei film nelle sale con quelle messe a segno sulla piattaforma di micro-blogging.

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Jurassic World: la strategia di marketing dietro al successo

Dopo aver raggiunto il miliardo di dollari in meno di due settimane, Jurassic World ha confermato di essere un film macina-record. Innanzitutto, è diventando in via ufficiale quello a tagliare più rapidamente il traguardo a nove zeri nella storia del cinema, e con ogni probabilità è destinato a raddoppiare questa cifra aggiudicandosi così il terzo gradino del podio tra i maggiori incassi  di sempre dopo Avatar (2,78 miliardi) e Titanic (2,18). Il successo del nuovo capitolo del franchise di Jurassic Park, nato ben 22 anni fa, è però anche frutto di un’attenta strategia di marketing, come spiegato a Screen Daily dal vice presidente esecutivo di  Universal Pictures International, Simon Hewlett.

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Box office USA: Jurassic World ancora al top, ma Pixar da record

Come pronosticato non è stato possibile per il nuovo, atteso e già apprezzatissimo Inside Out battere i dinosauri di Jurassic World nel suo weekend di esordio nelle sale americane. Dopo aver stracciato tutti i record possibili per una nuova uscita, l’ultimo capitolo del franchise incentrato sulla fauna preistorica ha messo a segno un altro ottimo finesettimana sia in patria che a livello globale, avvicinandosi a un totale worldwide di quasi un miliardo di dollari (per la precisione 981,3 milioni) e candidandosi così a battere sia Avengers: Age of Ultron sia Fast and Furious 7 nella classifica annuale dei campioni mondiali del box office.

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Distribuzione digitale: Italia vs. UK

Ormai non c’è alcun dubbio sulla crescente importanza dell’online nel sostenete il mercato dell’home entertainment, ma c’è un differenza notevole tra i contesti in cui lo streaming ad abbonamento e l’abitudine a questo modello di consumo è arrivata prima e quelli che si stanno aprendo solo adesso alla rete quale canale per l’offerta lecita di contenuti audiovisivi. La misura del distacco la si può avere confrontando ad esempio Regno Unito e Italia: secondo l’istituto di ricerca Futuresource, il ramo  digital inglese nel 2014 è cresciuto del 55% portando il comparto alla “maturità” e a un valore di 600 milioni di sterline, cioè 4 volte quello del 2011. Da noi, di contro, i dati recentemente rilasciati da Univideo parlano di un incremento del 38,9% per un fatturato di appena 25 milioni di euro (contro i 18 dell’anno precedente).
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Twitter Cinema Tags & #BoxOfficeItalia: il social è un Jurassic World!

Le avvisaglie c’erano già state la settimana scorsa, quando ancora prima dell’uscita in sala aveva monopolizzato oltre la metà delle conversazioni sulla piattaforma di micro-blogging. Negli ultimi setti giorni tuttavia Jurassic World si è confermato vorace predatore non solo di incassi (oltre 5,5 milioni in quattro giorni) ma anche di cinguettii, con ben il 63% delle citazioni postate dagli utenti italiani. Poco da fare per i seguenti classificati come il romantico teen drama La risposta è nelle stelle, terzo nelle sale con poco meno di 300 mila euro e secondo per numero di tweet, di cui ha raccolto però solo il 10%. A mostrarcelo è come sempre la nostra chart interattiva  Twitter Cinema Tags, che ci consente di confrontare i risultati dei film al box office con quelli online.

Twitter Cinema Tags   CineGuru 16 giugno

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Cord-cutting: negli USA il 7% ha abbandonato la pay-tv per gli OTT

Avanza la sfida posta dai nuovi operatori online del mercato dell’intrattenimento audiovisivo. Gli over the top (OTT), i servizi cioè che permettono di fruire via web di film e programmi tv senza per forza possedere accesso alle emittenti tradizionali, nel 2014 hanno generato 9 miliardi di dollari in tutto il mondo e sono destinati a raggiungere i 19 miliardi nei prossimi 5 anni. A stimarlo è Parks Associates, secondo cui lo sviluppo di questo segmento avrebbe già accentuato notevolmente la tendenza al cord-cutting, cioè all’abbandono dei vecchi operatori di pay-tv e in particolare di quelli via cavo che finora hanno dominato il mercato nordamericano del piccolo schermo.

Case solo OTT USA e mondo PArks

 

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Video on demand in esplosione: quasi 4 miliardi in Europa entro il 2018

Un mercato che in Europa raggiungerà entro l’anno un valore di 2,14 miliardi di euro, destinati ad aumentare fino a 3,85 miliardi nel 2018, con un tasso medio di crescita del 22%. Queste sono le previsioni per il video on demand contenute nel nuovo rapporto ITMedia Consulting, presentato ieri al pubblico e completamente dedicato a questo nuovo fondamentale comparto dell’audiovisivo. A spingere verso l’espansione del segmento una pluralità di fattori, legati a questioni strutturali come la disponibilità di banda ma soprattutto al progressivo affacciarsi di competitor stranieri come Netflix, pronta ad “aggredire” i territori sud europei diffondendo ulteriormente il modello SVOD (subscription video on demand), che ad esempio in Italia comincia solo ora ad entrare in una fase più matura.

europe vod

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