Distribuzione

TV connessa: arriva anche Sky Online Tv Box

Negli USA sono tra   i dispositivi più diffusi per collegare il piccolo schermo a internet, in Italia, nonostante la presenza di marchi come Apple e Google (rispettivamente con Apple TV e Chromecast) i cosiddetti player multimediali che servono a rendere smart anche le tv di vecchia generazione non sono ancora decollati, contribuendo al ritardo del nostro mercato in questa nuova frontiera dell’intrattenimento. Anche su questo fronte, così come in tutto il comparto dell’audiovisivo on demand, qualcosa si muove, e lo fa ancora una volta grazie al leader del satellite Sky. Dopo aver fatto debuttare poco più di un anno fa il suo portale online  dove abbonarsi a cinema, sport e serie tv senza bisogno del decoder, ieri il colosso mediatico ha  fatto entrar e in commercio anche Sky Online Tv Box, un piccolo  dispositivo da attaccare alla presa HDMI dell’apparecchio televisivo per connetterlo in rete, via Ethernet o via wi-fi, e fruire così anche in salotto non solo dello SVOD (subscription video on demand) della stessa azienda,  ma anche di altri contenuti presenti nel set-top box sotto forma di app. Nella lista iniziale, probabilmente destinata a rimpolparsi, si trovano Spotify, Facebook, Vevo, Vimeo e Red Bull Tv.

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Apple mette in stand-by la tv per concentrarsi sul video on demand

Steve Jobs ne aveva parlato nella sua biografia postuma e sono anni che il mondo dell’high tech aspetta di veder comparire in salotto uno schermo marchiato dall’inconfondibile mela. Eppure i piani per un apparecchio televisivo targato Apple sono stati accantonati da più di un anno, a causa della forza sul mercato di competitor come Samsung e dei bassi margini offerti da una tecnologia dispendiosa, “ingorda” di aggiornamenti e pronta a inglobare tutte le innovazioni lanciate nell’elettronica di consumo. A rivelare la svolta è stato il Wall Strret Journal che, citando fonti a conoscenza dei fatti, ha smentito sul nascere le previsioni fatte dal magnate dell’alta finanza Carl Icahn, secondo cui la tv di Cupertino avrebbe dovuto debuttare entro settembre 2016. Il colosso guidato da Tim Cook avrebbe infatti un altro obiettivo nel breve-medio termine: mettere insieme un’offerta audiovisiva in streaming e ad abbonamento, non tanto sul modello di Netflix quanto dei nuovi OTT come Sling TV o Playstation Vue, che stanno pian piano trasferendo online un business prima  appannaggio della pay tv satelliteare o via cavo.

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Netflix: tutti i possibili partner cinesi

È bastata la voce di una possibile partnership tra Netflix e l’emittente cinese Wasu per far impennare in Borsa le azioni del colosso dello streaming e portarlo per la prima volta sopra la soglia dei 600 dollari per quota. Questo senza che nessuna delle due parti in causa abbia confermato la presenza di trattative in corso e nonostante il perdurare delle speculazioni su tutta la gamma di soggetti che potrebbero affiancare il servizio di SVOD (subscription video on demand) nel caso decidesse di aggredire il mercato della Repubblica Popolare.

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Pitch Perfect 2 vince negli USA, gli Avengers passano il miliardo e sbancano in Cina

Non si arresta il successo del fenomeno canterino Pitch Perfect 2: esattamente come da previsioni, il sequel delle avventure dell’insolita e strampalata girlband a cappella guidata da Anna Kendrick ha debuttato al primo posto al botteghino USA, battendo anche l’atteso ritorno del regista George Miller e della sua saga distopica Mad Max.

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Netflix goes global: oltre l’Italia, anche la Cina

Netflix è di parola: ha detto di voler completare l’espansione mondiale entro il 2016 e si sta muovendo esplicitamente in questo senso. L’apertura in Italia è perciò certa, rimane solo da comprenderne la data esatta, tra i rumors che parlano di ottobre e quelli che si tengono più vaghi con un “entro Natale”, e le specifiche del servizio, oltre alla partnership quasi certa con Telecom Italia. Nonostante le dimensioni modeste del mercato del video on demand e il ritardo nella diffusione della banda larga, il nostro non è nemmeno il Paese più ostico in cui far debuttare un’offerta di streaming ad abbonamento. L’incognita principale riguardo al roll-out globale di Netflix è infatti la Cina, per i problemi di censura e burocrazia che la rendono un osso duro da addentare anche per il colosso americano dello SVOD (subscription video on demand). Secondo indiscrezioni dell’ultima ora, tuttavia, la compagnia guidata da Reed Hastings sarebbe già in contrattazioni con la media company locale Wasu, sostenuta anche dal magnate cinese Jack Ma, fondatore del potente gruppo Alibaba

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Mad Max infuria al botteghino italiano e internazionale (batterà il caldo estivo?)

Un’ottima accoglienza al 68° Festival di Cannes e una stima di incasso compresa tra i 70 e gli 85 milioni di dollari per l’intero weekend al botteghino internazionale. Cominciano già a rombare i motori del sequel-reboot Mad Max: Fury Road, che segna il ritorno del regista George Miller a un futuro barbarico e distopico dominato da gang folli, armate e motorizzate fino ai denti. In Italia il film ha debuttato ieri in prima posizione con 122mila euro distaccando notevolmente il secondo classificato, Il Racconto dei Racconti di Matteo Garrone, pure in arrivo direttamente dalla Croisette, cui sono andati 80 mila euro.

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Cannes 2015: Lucky Red per Dolan, i film di Teodora

Apre oggi i battenti la 68ma edizione della kermesse che costituisce un punto di riferimento non solo per i cinefili, ma anche per il mercato cinematografico europeo e internazionale. Ancora prima delle star sul red carpet, dal Festival di Cannes arrivano infatti news sulle acquisizioni dei titoli che dalla Croisette sbarcheranno nelle nostre sale. Ieri è stata la volta di Juste la Fin du Monde, del giovane e pluripremiato regista canadese Xavier Dolan, acquisito per l’Italia da Lucky Red.

Director Xavier Dolan poses during a photocall for the film "Mommy" in competition at the 67th Cannes Film Festival in Cannes

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Estate al cinema: forse, quest’anno, gli spettatori non andranno in vacanza

Con i primi caldi, oltre al cambiamento climatico chi sarà andato in sala avrà forse avvertito anche una strana assenza nell’aria: è quella della Festa del Cinema, l’evento promozionale della settima arte che negli ultimi due anni le associazioni di settore hanno messo in piedi a favore della settima arte. E che nel 2014 non aveva dato i risultati sperati, con un calo del 12% rispetto all’edizione precedente. Sembra insomma che le idi di maggio abbiano perso questo gradito appuntamento, bastato sul significativo sconto applicato a tutti i biglietti acquistati nel periodo di svolgimento. In compenso, forti di un 2015 cinematografico partito col turbo al box office, le industrie della settima arte possono comunque salutare una stagione condita da molti titoli di richiamo come raramente accade in questo comparto, tanto da meritare di divenire oggetto di una campagna promozionale a sé stante.

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Video on demand: il RIFF inaugura Indiefilmchannel.tv

Con valori ancora lontani da quelli dei principali mercati europei e il continuo ingresso di nuovi operatori, lo scenario dell’offerta legale online di film e serie tv in Italia è ancora molto frastagliato. A combattere la battaglia più difficile sono però “gli indipendenti”, che esistono già anche nel mondo del video on demand: sono i servizi privi di legami con emittenti televisive, telco, colossi del web o dell’elettronica di consumo,  cui dal nostro piccolo e angusto mercato spetta il compito di scontrarsi con giganti quali Apple, Google e presto probabilmente anche Netflix. La sfida non ha però intimorito il RIFF, il Rome Independent Film Festival, che giunto alla sua quattordicesime edizione ha deciso di compiere un balzo verso il web con una nuova piattaforma dedicata al prodotto d’autore e di ricerca, Indiefilmchannel.tv

INDIEFILMCHANNEL   Video On Demand del Cinema Indipendente   Indie cinema on VOD  on indie film channel

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Cinema UE: incassi ancora in sofferenza nel 2014, nessun italiano nella top 20

Il 2014 per le sale europee ha segnato una lieve ripresa, pari allo 0,6%, che ha portato gli incassi a un totale di 6,23 miliardi nei 28 Stati membri UE. Si tratta comunque del penultimo risultato degli ultimi cinque anni,  mantenuto in positivo soprattutto dagli incrementi registrati in Francia, Spagna (+3%) e Polonia (+9,7%), oltre che al rincaro della sterlina grazie a cui il box office inglese ha messo a segno un piccolo guadagno, se calcolato in euro, nonostante la perdita del 2,3% in valuta locale. A fare il quadro dell’annata cinematografica comunitaria l’Osservatorio Europeo dell’Audiovisivo, che indica anche un leggero aumento delle presenze (+0,7%) e un costo medio del biglietto di 6,9 euro, prezzo ormai stabile da un paio di anni.

presenze 2014 UE

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