Digitale

Venezia 71. La Mostra on demand

Prende oggi ufficialmente il via la 71e edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e, come tutto il mondo del cinema, anche la kermesse del Lido si caratterizzerà quest’anno per un maggiore legame col mondo dell’online e in particolare dell’on demand.

la vita oscena

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VOD: Netflix farà crescere il mercato europeo del 35% all’anno

Si fa imminente l’espansione europea del potente competitor Netflix, leader americano dello streaming legale ad abbonamento di film e serie tv. A settembre il servizio aprirà i battenti in due territori fondamentali per l’audiovisivo comunitario quali Francia e Germania, più Belgio, Lussemburgo, Austria e Svizzera, alimentando già da ora le previsioni sull’impatto di tale ingresso sul mercato locale. Le nuove aree dovrebbero portare al l’operatore di SVOD (subscription video on demand) tra i 5 e i 6 milioni di nuovi utenti e, secondo l’istituto di ricerca IHS, l’Eropa arriverà a contare entro il 2015 per il 20% del suo bacino globale di abbonati. In parallelo, l’arrivo del competitor americano imprimerà una decisa accelerazione al video on demand del Vecchio Continente e in particolare alla formula dell’abbonamento, la cui crescita stimata è del 35% annuo per i prossimi 5 anni.

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Time Warner: l’on demand sempre più centrale per i ricavi delle media company

Lo SVOD (subscription video on demand) sta diventando una fonte di entrate sempre più rilevante non solo per il settore audiovisivo nel suo complesso ma anche per i colossi mediatici. A sostenerlo il CEO di Time WarnerJeff Bewkes, che presentando i dati trimestrali della compagnia ha sottolineato anche le rilevanti aspettative di crescita riguardanti il ramo dello streaming ad abbonamento. Se nel 2013 la cessione di diritti a operatori quali Netflix, Amazon e Hulu ha generato ben 400 milioni di dollari, per l’anno in corso ci si aspetta una crescita percentuale a doppia cifra “e per questo non intendo 10 o 20% ma molto di più”, ha sottolineato il top manager. A renderlo così fiducioso nel comparto, non solo la diffusione di questo modello di consumo ma anche la crescente concorrenza tra gli operatori, che sta spingendo verso l’alto anche i margini delle major dell’intrattenimento. 

vod mix USA

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Wide: dalla Francia al Regno Unito grazie al VOD

Se il leader americano dello streaming ad abbonamento, Netflix, sta per lanciare la sua offensiva al Vecchio Continente, i servizi già presenti nel mercato europeo si stanno organizzando per contrattaccare in anticipo. La casa di produzione e distribuzione Wide sta ad esempio oltrepassato i confini francofoni, lanciandosi nella distribuzione on demand dei suoi titoli in Inghilterra e Irlanda. Lo farà attraverso una partnership con la piattaforma VOD FilmDoo, specializzata appunto nel prodotto indipendente locale e internazionale. Il primo film della casa cinematografica francese a uscire “su richiesta” oltremanica sarà un titolo già passato alla Berlinale, Supernova, che sarà portato ind ay-and-date anche nelle sale dal distributore locale Matchbox. L’intesa con FilmDoo al momento sarà limitata alle due aree inglesi e irlandesi, ma l’intenzione è di espanderla ad altri territori anglofoni.

Supernova

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Gli italiani? Veri “onnivori digitali” [INFOGRAPHIC]

Il 44% degli italiani è dotato di tutti i principali dispositivi tecnologici necessari per connettersi: non più solo laptop ma anche smartphone e tablet, in un mix high-tech cui si accompagna anche una maggior voracità nel consumo di contenuti online. A rivelarlo è un’indagine di Deloitte svolta tra marzo e aprile 2014 su oltre 2 mila consumatori del nostro Paese, da cui si evidenzia non solo la diffusione dei telefonini di ultima generazione (posseduti dall’85% degli intervistati), ma anche il peso crescente dei tablet, che rispetto al 2013 hanno aumentato di ben il 20% la loro incidenza sulla dotazione tecnologica del campione. Insieme alla penetrazione dei dispositivi aumenta dunque la porzione dei cosiddetti “onnivori digitali”, distribuiti in modo equo tra uomini e donne (il 46% del totale) e tra le diverse fasce d’età. Perfino un quarto dei maturi, dai 67 ani in su, possiede sia tablet che laptop che smartphone,  dato in crescita fino al 52% passando ai millenials (14-24 anni) e che trova la sua massima espressione (54%) nella generazione X, cioè i primi alfabeti digitali tra i 31 e i 47 anni.

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Ourscreen: il cinema on demand sul grande schermo anche in UK

Grazie a Internet e ancor di più al mobile, vedere film è ormai diventato facilissimo: li si può trovare on demand in definizione alta o bassa, in noleggio o in vendita, sullo schermo fisso di un pc o di una smart tv così come su quello di tablet e smartphone. In alcuni casi, però, il web riesce a spingersi anche oltre e a rendere on demand anche il grande schermo, quello della sala, la cui programmazione si sta improntando a una sempre maggior flessibilità. Con la conversione dei cinema alla tecnologia digitale, per gli esercenti è possibile infatti non solo costruire “palinsesti” ritagliati sul pubblico di riferimento, ma in teoria anche sui desideri e le preferenze espresse dalla comunità locale tramite l’online. Vi avevamo parlato già due anni fa di un portale, Ilikecinema.com, che svolgeva un servizio simile per alcune sale parigine: ora l’esperienza si sta replicando con le stesse identiche modalità a Londra e centri limitrofi, grazie al sito Ourscreen.com, che si propone quale strumento del cinema fatto dalle persone, #PeoplePoweredCinema.

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Film al PC? Cederanno il passo alla smart tv, parola di Wuaki

La possibilità di vedere film al computer, con tutta la flessibilità concessa dallo streaming, è stato uno dei vettori fondamentali di crescita del video on demand. Con la diffusione del mobile, della quantità e della qualità dei dispositivi connessi, le modalità di visione di prodotti cinematografici e televisivi sul web sembrano però destinate a un’ulteriore evoluzione, sempre più lontana dallo schermo del computer. Una tendenza confermata dai risultati di Wuaki.tv, la piattaforma di VOD controllata dal colosso giapponese dell’eCommerce Rakuten, attiva in Spagna e Regno Unito e secondo indiscrezioni prossima a un’espansione europea di maggior rilievo. L’operatore ha infatti reso noto che i suoi contenuti trasmessi direttamente su smart tv sono aumentati del 65% dall’introduzione di un’app nativa del servizio sugli apparecchi dei principali marchi, quali LG, Samsung e Panasonic. Anche le delivery su altri dispositivi connessi mostrano cifre in rialzo: un +25% è stato registrato ad esempio sullo streaming verso tablet, console Xbox, smartphone e la chiavetta smart di Google, Chromecast. 

Wuaki

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Video Shorts: Amazon punta sulle clip e sfida YouTube, ma non troppo

Una nuova sezione gratuita dedicata a video brevi di ogni genere, dai trailer, ai tutorial, a quelli musicali. È questa l’ultima mossa del colosso dell’eCommerce per affermarsi quale piattaforma principe del consumo audiovisivo. Mentre YouTube sta per assottigliare in modo sostanziale la sua offerta pubblica di contenuti, almeno secondo indiscrezioni sempre più insistenti, con l’intento di convertirsi a una formula ad abbonamento in stile Spotify, Amazon fa esordire la sua nuova sezione Video Shorts, dove si trovano bene in evidenza gli ultimissimi materiali promozionali dei film di maggior richiamo, ma anche Katy Perry e il vasto catalogo di VEVO, tra i partner più “irrequieti” e fondamentali della piattaforma di Google.

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Netflix: la Francia ridurrà la finestra SVOD per contrastare l’impatto dell’operatore straniero

Cedere terreno per contrattaccare. Questa sembra la mossa scelta dal sistema francese per contrastare l’arrivo di Netflix, potente player americano del video on demand. Come l’intera filiera audiovisiva, nel Paese d’oltralpe anche la fruizione di film e serie tv in Rete è soggetta infatti a un rigido sistema regolatorio, che attualmente prevede un periodo di 36 mesi affinché un titolo arrivi dal grande schermo al catalogo degli operatori di SVOD, quelli cioè che offrono contenuti on demand a fronte di un abbonamento, di solito mensile. Un tempo piuttosto lungo, che Netflix, operativa sul web francese a partire dal prossimo settembre, ha deciso di aggirare stabilendo la sede del proprio business in Lussenburgo, territorio a quanto pare più flessibile e non solo dal punto di vista fiscale.

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Tv connesse: il mercato USA arriverà alla saturazione in 4 anni

Oltre 200 milioni di tv saranno connesse in Rete entro il 2017, cioè più del doppio dei nuclei abitativi con Internet previsti per quella data negli Stati Uniti. Queste le stime di crescita per un mercato che non comprende solo smart tv, ma anche una serie di altri dispositivi preposti a rendere il piccolo schermo una piattaforma da cui fruire della normale programmazione dei broadcaster così come di contenuti on demand, giochi, applicazioni e quanti più servizi consentiti dalle potenzialità del web. Nella previsione rientrano perciò anche console per videogame, lettori Blu-ray smart, e set-top box o chiavette per inviare in streaming i contenuti allo schermo.

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