Digitale

La Cina investe sull’on demand di iQIYI

Leader cinese del video on demand online, iQIYI è un nome che ormai si sente sempre più spesso in relazione al mercato cinematografico della Repubblica Popolare. Secondo i suoi dirigenti arriverà in 5 anni a raggiungere i ghiotti volumi del box office, che superano i 3,5 miliardi di dollari. Per ora di sicuro l’operatore ha ottenuto l’attenzione della sua controllante, il colosso delle ricerche online Baidu, che nel presentare i risultati in crescita del 52% della sua trimestrale ha confermato di voler aumentare gli investimenti nel servizio video online.

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30 film Notorious su Chili

Notorious Pictures ha siglato un accordo per la distribuzione di 30 film con Chili, società focalizzata sul mercato IPTV e sulla gestione diretta di reti a banda larga. La distribuzione avverrà attraverso i canali EST/ER (Electronic sell- through/Electronic rental) e VOD (video on demand). In forza di tale accordo, Notorious percepirà una percentuale dei ricavi generati dallo sfruttamento dei film in oggetto.

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Contenuti alternativi, l’ANEC replica a Giampaolo Letta

La Presidenza ANEC replica alla lettera di Giampaolo Letta, vicepresidente e amministratore delegato Medusa Film, pubblicata sul Corriere della Sera lo scorso sabato. Il vicepresidente di Medusa Film, citando il caso di One Direction – Where we are, punta l’attenzione sul fatto che alcuni contenuti escano nel weekend, e non durante la settimana, «danneggiando materialmente e “filologicamente” lo specifico cinematografico anche e soprattutto sul suo versante italiano». Per Letta «Più che assistere ad un nuovo corso, pare di tornare indietro di una sessantina d’anni quando, con l’ancora scarsa diffusione dei televisori, le sale cinematografiche creavano il loro “evento” montando un apparecchio tv in bianco e nero davanti allo schermo per trasmettere Lascia o raddoppia? di Mike Bongiorno, alternativa catodica ai film, nata al sabato per essere spostata, non a caso, al giovedì». Il risultato del film distribuito da Nexo Digital è per il manager «frutto di un colpo di mano da parte delle sale che lo hanno diffuso non durante i giorni commercialmente più deboli, ma in pieno weekend. Non è certo questo il modo di risolvere una crisi del cinema reale o presunta penalizzando o addirittura mortificando quegli sforzi creativi, produttivi e distributivi che ancora intendono sostenere al meglio le qualità del cinema italiano: almeno fino a quando la programmazione nelle sale lo consentirà nelle sue giornate elettive. O i produttori e gli autori, sempre molto sensibili alle minacce del mercato non prenderanno una posizione più incisiva».

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Tv connesse: Amazon rilancia con una chiavetta che fa concorrenza a Chromecast

Ormai, nel campo della tv connessa in rete, le loro mosse sembrano complementari e a ogni passo avanti di una, corrisponde una contromisura dell’altra. Stiamo parlando di Google e Amazon, due colossi del web da tempo impegnati in una corsa per accaparrarsi una fetta di questo mercato già in grande espansione (secondo le stime di TDG, gli apparecchi televisivi collegati godono di una penetrazione del 63% negli Stati Uniti) e che potrebbe ricevere ulteriore impulso dalla decisione di emittenti quali HBO e CBS di far partire un’offerta “stand alone”, vale a dire sganciata da quella televisiva tradizionale e dedicata solo agli utenti web. Se nemmeno due settimane fa l’azienda di Mountain View ha rilasciato il primo set-top box con Android TV, il Nexus Player di Asus, recuperando così il distacco con Amazon Fire TV, ieri il portale di eCommerce ha recuperato terreno con il lancio di una chiavetta low cost con funzionalità simili a quella di Google, in commercio dal 2013. Si chiama Fire TV Stick, costa 39 dollari e permetterà di vedere in streaming sullo schermo televisivo una vasta gamma di contenuti tramite le applicazioni native di partner quali  Netflix, Hulu e ovviamente il servizio di video on demand della stessa AmazonPrime Instant Video. Già presenti anche importanti operatori del settore musicale come Spotify e Vevo.

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Biglietto cinematografico addio: arrivano i ticket smart

Quante volte andando al cinema avete conservato il biglietto dello spettacolo per ricordo? Ora anche questa pratica un po’ nostalgica e romantica rischia di scomparire con l’implacabile evoluzione tecnologica. A cominciare il processo l’americana MovieTickets.com, che entro la fine dell’anno comincerà a testare un nuova forma di ingressi da visualizzare sullo smartphone senza bisogno di essere scansionati (o tantomeno strappati). La nuova tecnologia è pensata per vincere le resistenze delle sale USA, che finora hanno evitato di adottare i biglietti “mobile” per il costo delle macchine necessarie per leggerli e i relativi investimenti richiesti.

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Netflix, è già tensione sulle finestre in Francia

Se negli Stati Uniti il portale di streaming ha riaperto il  braccio di ferro tra il video on demand e le sale,  aggiudicandosi la release in day-and-date de La Tigre e il Dragone 2, le acque sembrano agitarsi anche al di là dell’Atlantico, in uno dei principali mercati europei dell’audiovisivo. L’operatore di SVOD (subscription video on demand) si è accordato sempre con la Weinstein Company per far uscire direttamente online due titoli dello studio che non hanno performato particolarmente bene in patria, ma comunque di un certo richiamo e con star internazionali, come la commedia St. Vincent, con  Bill Murray e Melissa McCarthy, e The Disappearance of Eleanor Rigby, con Jessica Chastain, e James McAvoy, passato per festival quali Tornonto e Cannes.

James McAvoy Jessica Chastain

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Festival di Roma: il VOD non annullerà i vecchi media

Il settore del cinema e della tv si trova a un crocevia, imposto dall’evoluzione tecnologica e dall’emergere di nuove forze di mercato che trovano la loro base online piuttosto che nei canali distributivi tradizionali. Il fenomeno non è nuovo ma sembra comunque importante che a prenderne atto sia un’istituzione come il Mibact (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo), promotore di una Conferenza internazionale dell’audiovisivo incentrata su questi temi e ospitata ieri e oggi dal Festival Internazionale del Film di Roma.

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I make movies: l’antipirateria impara dalla Silicon Valley

Dopo anni di campagne  dal tono accusatorio e poliziesco, l’antipirateria ha imparato da quelli che prima considerava i suoi concorrenti, le industrie dell’high-tech e dal loro stile di comunicazione luminoso, evocativo, pregno di positività e di attenzione ai sogni e alle aspirazioni del suo target. Ecco così che anche la prossima campagna dell’MPAA, la Motion Pictures Association of America che riunisce le major statunitensi del cinema e dell’intrattenimento, ha deciso di mettere da parte i volti noti e le grandi star per valorizzare il lavoro delle maestranze e di professionisti con cui il grande pubblico potrebbe trovare più facile l’identificazione.  La campagna si chiama I make movies, partirà negli Stati Uniti tra due settimane  e ieri anche l’Italia ha potuto averne un piccolo assaggio grazie a una masterclass sul tema organizzata dall’ANICA al Maxxi in occasione del Festival Internazionale del Film di Roma.

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Google, un algoritmo contro la pirateria

Google ha pubblicato il report How Google Fights Piracy, in cui affronta le modalità di contrasto alla pirateria online. Tra gli strumenti che l’azienda ha in procinto di mettere in campo, a partire proprio dal mese in corso, contro questo fenomeno un nuovo algoritmo che in pratica “declassa” nell’indicizzazione delle ricerche online quei siti che ospitano prodotti piratati e che sono stati segnalati dai detentori dei Copyright attraverso il Digital Millenium Copiright Act (DMCA), la legge statunitense sul copyright.

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Lionsgate e Tribeca si alleano alla conquista del VOD d’autore

Cosa ci fanno insieme una major che si sta facendo strada nell’Olimpo hollywoodiano, soprattutto con franchise quali Hunger Games e Twilight, e uno dei principali appuntamenti festivalieri del cinema indipendente? La risposta è nei nuovi modelli di distribuzione e di visione del prodotto cinematografico, fondamentali soprattutto per quei titoli d’autore o di nicchia cui non sempre viene riservato grande spazio dai media internazionali. Ecco perciò che lo studio Lionsgate e la kermesse newyorkese Tribeca hanno deciso di allearsi per lanciare un nuovo portale di video on demand, con un ricambio settimanale di titoli, dove a contare non sarà la quantità di film offerti ma la cura nella loro selezione.

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