Digitale

VOD: Indiefilmchannel si arrichisce del catalogo Luce

Aperto  a maggio, in occasione della XIV edizione del Rome Independent Film Festival, amplia già la propria offerta di film e contenuti on demand il portale Indiefilmchannel. La piattaforma ha infatti acquisito alcuni titoli della library dell’Istituto Luce Cinecittà, che per mission costituiva si pone tra i soggetti più attivi nella promozione del cinema italiano emergente e d’autore.

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Digitale: l’Italia ancora indietro su connettività e uso della rete

Negli ultimi due anni, nell’Unione Europea, si sono attivati 20 milioni di abbonamenti a internet veloce, ma la penetrazione di questo tipo di tecnologia non rappresenta che un terzo del totale delle connessioni. Servizi di banda larga di base raggiungono praticamente tutta la popolazione comunitaria (97%) soprattutto grazie alle connessioni fisse, per quanto il 4G sia disponibile ormai presso il 79% delle famiglie, contro il 27% di un paio di anni fa. Il traffico dati dagli utenti UE rimane comunque significativamente più basso rispetto a quello USA, sia su rete fissa (75GB vs. 39GB al mese) sia su mobile (1.8GB vs. 0.8GB al mese per quanto riguarda gli smartphone). Anche le compagnie di TLC europee appaiono più in sofferenza rispetto ai competitor americani, che tra il 2010 e il 2014 hanno visto crescere il loro fatturato da 220 a 266 miliardi di euro contro un declino da 246 a 230 miliardi.  Questo il quadro della connettività dipinto dai dati della Digital Agenda Scoreboard, resi pubblici dalla Commissione Europea. Un quadro in cui si evidenzia la crescita di un comparto sempre più fondamentale dell’economia e della vita degli Stati membri, tuttavia ancora arretrati su fronti come l’eCommerce, soprattutto transfrontaliero, o l’uso del cloud a scopi aziendali. Meglio il settore dell’eGovernment, utilizzato dal 26% dei cittadini UE, ma con portali delle pubbliche amministrazioni che non sempre risultano abbastanza user-friendly e trasparenti per favorire la progressiva migrazione della burocrazia verso il digitale e i suoi vantaggi in termini di velocità e snellimento delle pratiche. Il risultato è un business complessivo dell’ICT che vale per il 4% del PIL comunitario e dà impiego a 6,2 milioni di perone, cioè il 19% degli occupati altamente specializzati. Ma come si colloca il nostro Paese all’interno di tale contesto?

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Video on demand in esplosione: quasi 4 miliardi in Europa entro il 2018

Un mercato che in Europa raggiungerà entro l’anno un valore di 2,14 miliardi di euro, destinati ad aumentare fino a 3,85 miliardi nel 2018, con un tasso medio di crescita del 22%. Queste sono le previsioni per il video on demand contenute nel nuovo rapporto ITMedia Consulting, presentato ieri al pubblico e completamente dedicato a questo nuovo fondamentale comparto dell’audiovisivo. A spingere verso l’espansione del segmento una pluralità di fattori, legati a questioni strutturali come la disponibilità di banda ma soprattutto al progressivo affacciarsi di competitor stranieri come Netflix, pronta ad “aggredire” i territori sud europei diffondendo ulteriormente il modello SVOD (subscription video on demand), che ad esempio in Italia comincia solo ora ad entrare in una fase più matura.

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TV connessa: arriva anche Sky Online Tv Box

Negli USA sono tra   i dispositivi più diffusi per collegare il piccolo schermo a internet, in Italia, nonostante la presenza di marchi come Apple e Google (rispettivamente con Apple TV e Chromecast) i cosiddetti player multimediali che servono a rendere smart anche le tv di vecchia generazione non sono ancora decollati, contribuendo al ritardo del nostro mercato in questa nuova frontiera dell’intrattenimento. Anche su questo fronte, così come in tutto il comparto dell’audiovisivo on demand, qualcosa si muove, e lo fa ancora una volta grazie al leader del satellite Sky. Dopo aver fatto debuttare poco più di un anno fa il suo portale online  dove abbonarsi a cinema, sport e serie tv senza bisogno del decoder, ieri il colosso mediatico ha  fatto entrar e in commercio anche Sky Online Tv Box, un piccolo  dispositivo da attaccare alla presa HDMI dell’apparecchio televisivo per connetterlo in rete, via Ethernet o via wi-fi, e fruire così anche in salotto non solo dello SVOD (subscription video on demand) della stessa azienda,  ma anche di altri contenuti presenti nel set-top box sotto forma di app. Nella lista iniziale, probabilmente destinata a rimpolparsi, si trovano Spotify, Facebook, Vevo, Vimeo e Red Bull Tv.

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Netflix: tutti i possibili partner cinesi

È bastata la voce di una possibile partnership tra Netflix e l’emittente cinese Wasu per far impennare in Borsa le azioni del colosso dello streaming e portarlo per la prima volta sopra la soglia dei 600 dollari per quota. Questo senza che nessuna delle due parti in causa abbia confermato la presenza di trattative in corso e nonostante il perdurare delle speculazioni su tutta la gamma di soggetti che potrebbero affiancare il servizio di SVOD (subscription video on demand) nel caso decidesse di aggredire il mercato della Repubblica Popolare.

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Netflix goes global: oltre l’Italia, anche la Cina

Netflix è di parola: ha detto di voler completare l’espansione mondiale entro il 2016 e si sta muovendo esplicitamente in questo senso. L’apertura in Italia è perciò certa, rimane solo da comprenderne la data esatta, tra i rumors che parlano di ottobre e quelli che si tengono più vaghi con un “entro Natale”, e le specifiche del servizio, oltre alla partnership quasi certa con Telecom Italia. Nonostante le dimensioni modeste del mercato del video on demand e il ritardo nella diffusione della banda larga, il nostro non è nemmeno il Paese più ostico in cui far debuttare un’offerta di streaming ad abbonamento. L’incognita principale riguardo al roll-out globale di Netflix è infatti la Cina, per i problemi di censura e burocrazia che la rendono un osso duro da addentare anche per il colosso americano dello SVOD (subscription video on demand). Secondo indiscrezioni dell’ultima ora, tuttavia, la compagnia guidata da Reed Hastings sarebbe già in contrattazioni con la media company locale Wasu, sostenuta anche dal magnate cinese Jack Ma, fondatore del potente gruppo Alibaba

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L’Home Video negli Stati Uniti, cresce ancora il digitale

I dati relativi al primo trimestre del 2015 relativi al mercato dell’Home Entertainment negli Stati Uniti, pubblicati dal consorzio DEG: The Digital Entertainment Group, mostrano ancora il segno positivo (seppur in maniera contenuta), grazie soprattutto alll’incremento delle vendite e dello streaming digitale. E’ infatti questo settore, con una crescita del 20%, che ha permesso all’intero mercato di attestarsi nei primi tre mesi dell’anno a un +0,23% con una spesa complessiva dei consumatori stimata a 4,59 miliardi di dollari ontro i 4,58 dello stesso periodo del 2014.

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Richard Gelfond (IMAX): il futuro è la proiezione laser

Si è conclusa ieri CinemaCon di Las Vegas, l’annuale convention organizzata dalla NATO, l’associazione dell’esercizio americano. Tra gli interventi anche quello di Richard Gelfond CEO di IMAX, il circuito di schermi a grande formato che si è soffermato soprattutto sulle potenzialità offerte dal nuovo distema di proiezione digitale laser che, a detta di Gelfond, è destnato a rimpiazzare completamente la pellicola in 15/70 mm.

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Nasce TIM Sky la nuova TV in fibra ottica

Ufficializzata la partnership strategica tra Telecom Italia e Sky per la nascita di una nuova TV in fibra ottica. «Con questa intesa – recita il comunicato congiunto – le due società compiono un decisivo passo avanti verso la cosiddetta “convergenza” tra media e tlc. Dall’accordo nasce infatti la prima offerta ‘quadruple play’ in Italia, che integra i servizi di telefonia fissa e mobile, di connettività a banda larga e ultralarga e i contenuti televisivi premium fruibili “any time and any where” su tutti i dispositivi connessi alla rete». L’offerta congiunta “TIM Sky” sarà disponibile per i clienti consumer di TIM che hanno una connessione in fibra ottica a partire da 30 fino a 100 Megabit al secondo e ADSL a 20 Megabit al secondo. Un’offerta di oltre 150 canali, fruibile con tutta la qualità dell’alta definizione (circa 60 canali in HD e uno in 3D) e con tutte le funzionalità di  Sky On Demand, la videoteca con oltre 2.500 titoli da vedere in ogni momento, e Restart, il servizio che consente di far ripartire dall’inizio un programma già cominciato. Entro l’estate, saranno attive anche tutte le altre funzionalità del My Sky HD per registrare i propri programmi preferiti, mettere in pausa un programma in diretta o rivedere qualsiasi scena con il replay. Per quanto riguarda i costi l’offerta “TIM Sky” sarà proposta a partire da 14 Euro al mese per chi ha già un collegamento in fibra o ADSL e da 39 Euro al mese per un pacchetto quadruple play (connessione Internet fissa e mobile, voce e contenuti TV), in promozione per il primo anno.

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Il 2015 di Netflix parte bene: +4,9 milioni di nuovi utenti nel primo trimestre

Il 2015 non poteva iniziare meglio per Netflix, almeno dal punto di vista della crescita degli abbonati. Il servizio di video on demand ha infatti totalizzato nel primo trimestre dell’anno 4,9 milioni di abbonati nel mondo, un risultato record. Di questi 2,28 milioni nuovi utenti derivano dagli Stati Uniti mentre a livello internazionale si sono registrati 2,6 milioni di nuovi abbonati. Alla dine del trimestre la società può contare quindi complessivamente su quasi 62,3 milioni di utenti. Un risultato al di sopra delle stesse aspettative della piattaforma che a gennaio aveva stimato 4 milioni di nuovi clienti per i lperiodo considerato (1,8 milioni negli StatiUniti e 2,25 milioni nel resto del mondo).

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