Digitale

Netflix in Italia con TIM

Anticipata dai rumor e più che prevedibile nell’ottica della ricerca di alleanze con i grandi player dell’audiovisivo, quali Sky e prossimamente Mediaset, Telecom Italia ha mandato in porto una partnership a dir poco strategica nel campo della fornitura di contenuti on demand.  La telco guidata da Marco Patuano offrirà infatti ai suoi abbonati di rete fissa e mobile anche l’accesso a Netflix, il servizio di streaming ad abbonamento che dagli USA, in cui è leader assoluto del settore, si sta pian piano espandendo in tutto il mondo e che approderà nel nostro Paese il prossimo ottobre.

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IN BREVE 29/07/15 – HBO Now sbarca su Verizon, Infinity in offerta con Tiscali

Le ultime news su cinema, business, innovazione e tecnologia. In evidenza oggi: nuove alleanze tra telco, tv e video on demand. Negli USA, la piattaforma online di HBO si unisce al colosso della fibra Verizon, mentre in Italia Infinity di Mediaset sarà offerto gratuitamente agli abbonati di Tiscali.

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IN BREVE 24/07/15 – Esperienza cinema sempre più premium, Variety classifica le YouTube stars

Le ultime news su cinema, business, innovazione e tecnologia. In evidenza oggi: 3D e sale di lusso aumentano il costo medio del biglietto negli USA, mentre le major sostengono il nuovo formato Dolby Cinema. Variety lancia un nuovo servizio di rating delle YouTube stars basato su views e popolarità a tutto tondo.

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Mediaset: la convergenza arriva con Vodafone

Pochi giorni fa le indiscrezioni su un possibile accordo con Telecom Italia, oggi una decisa accelerazione verso la convergenza ma con un alleato diverso, cioè Vodafone. Al di là del partner scelto e dei nuovi equilibri che si stanno formando nell’attuale “corsa” italiana al  business della banda larga fissa e mobile, c’è di fatto che Mediaset sta muovendo i primi passi di un’alleanza con le telco per l’offerta congiunta di servizi di telefonia, internet e contenuti tv. In questo caso tuttavia, non si tratterà di un’intesa a tutto tondo come quella recentemente stretta tra l’ex monopolista di Stato e Sky, che fondamentalmente abbina l’abbonamento alla pay-tv con quello alla fibra. Con l’accordo rivelato oggi infatti le trasmissioni di Mediaset Premium saranno sì fruibili dagli utenti Vodafone, ma solo su tv e tablet.

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Netflix: come sarà e quali sfide in Italia #ciaonetflix

Dopo l’annuncio ufficiale dell’apertura in Italia, il leader americano dello streaming ad abbonamento ha offerto alla stampa anche una preview di come il suo rivoluzionario servizio di video on demand intende aggredire il nostro mercato. La versione italiana di Netflix, in realtà, non è ancora pronta e per illustrare le funzionalità della piattaforma è stata mostrata quella inglese, a conferma di come non ci siano da attendersi grandi stravolgimenti tecnici rispetto all’offerta già sperimentata a livello europeo.  Catalogo facile da navigare, con categorie e sottocategorie molto dettagliate e suggerimenti ritagliati in base alle preferenze e alle abitudini di consumo dell’utente.

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VOD: Indiefilmchannel si arrichisce del catalogo Luce

Aperto  a maggio, in occasione della XIV edizione del Rome Independent Film Festival, amplia già la propria offerta di film e contenuti on demand il portale Indiefilmchannel. La piattaforma ha infatti acquisito alcuni titoli della library dell’Istituto Luce Cinecittà, che per mission costituiva si pone tra i soggetti più attivi nella promozione del cinema italiano emergente e d’autore.

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Digitale: l’Italia ancora indietro su connettività e uso della rete

Negli ultimi due anni, nell’Unione Europea, si sono attivati 20 milioni di abbonamenti a internet veloce, ma la penetrazione di questo tipo di tecnologia non rappresenta che un terzo del totale delle connessioni. Servizi di banda larga di base raggiungono praticamente tutta la popolazione comunitaria (97%) soprattutto grazie alle connessioni fisse, per quanto il 4G sia disponibile ormai presso il 79% delle famiglie, contro il 27% di un paio di anni fa. Il traffico dati dagli utenti UE rimane comunque significativamente più basso rispetto a quello USA, sia su rete fissa (75GB vs. 39GB al mese) sia su mobile (1.8GB vs. 0.8GB al mese per quanto riguarda gli smartphone). Anche le compagnie di TLC europee appaiono più in sofferenza rispetto ai competitor americani, che tra il 2010 e il 2014 hanno visto crescere il loro fatturato da 220 a 266 miliardi di euro contro un declino da 246 a 230 miliardi.  Questo il quadro della connettività dipinto dai dati della Digital Agenda Scoreboard, resi pubblici dalla Commissione Europea. Un quadro in cui si evidenzia la crescita di un comparto sempre più fondamentale dell’economia e della vita degli Stati membri, tuttavia ancora arretrati su fronti come l’eCommerce, soprattutto transfrontaliero, o l’uso del cloud a scopi aziendali. Meglio il settore dell’eGovernment, utilizzato dal 26% dei cittadini UE, ma con portali delle pubbliche amministrazioni che non sempre risultano abbastanza user-friendly e trasparenti per favorire la progressiva migrazione della burocrazia verso il digitale e i suoi vantaggi in termini di velocità e snellimento delle pratiche. Il risultato è un business complessivo dell’ICT che vale per il 4% del PIL comunitario e dà impiego a 6,2 milioni di perone, cioè il 19% degli occupati altamente specializzati. Ma come si colloca il nostro Paese all’interno di tale contesto?

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Video on demand in esplosione: quasi 4 miliardi in Europa entro il 2018

Un mercato che in Europa raggiungerà entro l’anno un valore di 2,14 miliardi di euro, destinati ad aumentare fino a 3,85 miliardi nel 2018, con un tasso medio di crescita del 22%. Queste sono le previsioni per il video on demand contenute nel nuovo rapporto ITMedia Consulting, presentato ieri al pubblico e completamente dedicato a questo nuovo fondamentale comparto dell’audiovisivo. A spingere verso l’espansione del segmento una pluralità di fattori, legati a questioni strutturali come la disponibilità di banda ma soprattutto al progressivo affacciarsi di competitor stranieri come Netflix, pronta ad “aggredire” i territori sud europei diffondendo ulteriormente il modello SVOD (subscription video on demand), che ad esempio in Italia comincia solo ora ad entrare in una fase più matura.

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TV connessa: arriva anche Sky Online Tv Box

Negli USA sono tra   i dispositivi più diffusi per collegare il piccolo schermo a internet, in Italia, nonostante la presenza di marchi come Apple e Google (rispettivamente con Apple TV e Chromecast) i cosiddetti player multimediali che servono a rendere smart anche le tv di vecchia generazione non sono ancora decollati, contribuendo al ritardo del nostro mercato in questa nuova frontiera dell’intrattenimento. Anche su questo fronte, così come in tutto il comparto dell’audiovisivo on demand, qualcosa si muove, e lo fa ancora una volta grazie al leader del satellite Sky. Dopo aver fatto debuttare poco più di un anno fa il suo portale online  dove abbonarsi a cinema, sport e serie tv senza bisogno del decoder, ieri il colosso mediatico ha  fatto entrar e in commercio anche Sky Online Tv Box, un piccolo  dispositivo da attaccare alla presa HDMI dell’apparecchio televisivo per connetterlo in rete, via Ethernet o via wi-fi, e fruire così anche in salotto non solo dello SVOD (subscription video on demand) della stessa azienda,  ma anche di altri contenuti presenti nel set-top box sotto forma di app. Nella lista iniziale, probabilmente destinata a rimpolparsi, si trovano Spotify, Facebook, Vevo, Vimeo e Red Bull Tv.

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Netflix: tutti i possibili partner cinesi

È bastata la voce di una possibile partnership tra Netflix e l’emittente cinese Wasu per far impennare in Borsa le azioni del colosso dello streaming e portarlo per la prima volta sopra la soglia dei 600 dollari per quota. Questo senza che nessuna delle due parti in causa abbia confermato la presenza di trattative in corso e nonostante il perdurare delle speculazioni su tutta la gamma di soggetti che potrebbero affiancare il servizio di SVOD (subscription video on demand) nel caso decidesse di aggredire il mercato della Repubblica Popolare.

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