Archivio per la categoria ‘Digitale’

ago
29
2010
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Il Tg di Mentana porta La7 su YouTube

Da domani sera il nuovo Tg di La7 diretto da Enrico Mentana sarà anche in streaming in diretta su YouTube per una settimana.

L’iniziativa fa parte di un più ampio accordo tra l’emittente televisiva e il servizio video di Google che in Italia conta oltre 2.000.000 di utenti attivi.

Al di la di quanto annunciato e di quanto poi effettivamente vedremo sulla piattaforma (si parla di contenuti da tutti gli altri cavalli di battaglia dell’emittente) si tratta di un annuncio molto interessante.

Se da un lato è vero che La7 è obbligata ad essere più attenta delle altre televisioni, il momento per farlo in relazione al suo target è sicuramente quello più opportuno e dimostra, in parte, la consapevolezza che il pubblico della televisione non è più li, anche se il primo settembre Steve Jobs potrebbe cambiare un’altra volta le cose.

Fonte Ansa

giu
05
2010
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Download legale in Italia su PlayStation

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Nonostante qualche iniziativa per il download legale di film e serie TV sia partita anche in Italia (purtroppo tutte con l’uso del DRM di Windows Media) siamo molto lontani dall’avere un servizio in tal senso appartenente a questo secolo, cosa che invece è arrivata di recente addirittura in Francia.

Una passo importante per far assomigliare l’Italia ad un mercato evoluto lo ha fatto, ha partire dal 20 maggio, la Sony, che ha aperto la sezione Video del PlayStationStore anche in Italia.

Molti, di tutte le Major, e di sicuro appeal i titoli in distribuzione, a cominciare da Alice in Wonderland della Disney.

Il canale console da gioco è sicuramente uno dei più interessanti nuovi veicoli di distribuzione legale del cinema, visto che ha il grosso vantaggio di essere già collegato al televisore di casa e, nel caso della PS3, di essere già, per molte famiglie, non solo un oggetto con cui giocare ma già un apparecchio per la visione di film, visto che in molti utilizzano l’apparecchio della Sony come lettore Blu-Ray.

Dall’altra parte il limite di questo canale distributivo sta nel fatto che questi device sono comunque ben più specializzati di un computer e non offrono tutta quella flessibilità cui un consumatore auspica nel momento in cui investe cifre significative, fino a 20 Euro, nell’acquisto di un download.

Una volta acquistato un film, che sia su DVD o in download, il consumatore sente (e secondo me ha) il diritto di disporne come meglio crede, il che include la possibilità di vederselo su quanti più apparecchi possibili e anche quello di farsene un back-up, cosa che non mi è molto chiaro come si possa ottenere su PS3, che comunque ha il vantaggio di avere, nella PSP, anche un apparecchio portatile con cui godere dei film acquistati in mobilità.

Comunque sia applaudo l’ingresso di Sony in questo mercato, che in Italia stenta a decollare, mentre si spendono parole a non finire su una lotta alla pirateria persa in partenza in assenza di un’offerta legale appartenente al nostro secolo.

apr
15
2010
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I Social Network hanno superato l’email

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Il sorpasso in “minuti spesi” era già avvenuto da tempo, ma quello del numero di utilizzatori è relativamente recente. Fa una certa impressione dirlo, ma il numero degli utilizzatori dei social network ha superato quello degli utilizzatori dell’email. Detto questo è chiaro, come scritto nel commento al grafico, che anche se usiamo i social network magari stiamo scambiando email, ma il dato in se è comunque significativo.

Scritto da Davide in Digitale, Internet, Social Media
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apr
13
2010
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Nasce Lumenor, Consorzio Esercenti Indipendenti

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I grandi circuiti spadroneggiano (poi ora ce ne è uno davvero grande), le sale sole faticano (e se sono piccole e di città scompaiono) e alla fine arriva da un gruppo di esercenti indipendenti l’unica risposta possibile: un consorzio!

Almeno sulla carta si tratta della migliore risposta possibile al rischio di eccessiva concentrazione nel settore dell’esercizio cinematografico. Una grande opportunità, anche se di non facile attuazione. Comunque ricevo e volentieri pubblico il comunicato che si trova anche sul sito ufficiale.

Grazie all’impegno di alcuni professionisti del mondo cinematografico è stato costituito il Consorzio Lumenor.
Lumenor è un innovativo consorzio indipendente costituito tra professionisti ed esercenti multiplex per accentrare in un unico ufficio di Roma l’acquisizione di film e la gestione di servizi per multisale e multiplex in tutto il territorio nazionale.

A presiedere il Consorzio e incaricato dell’area programmazione è stato chiamato Carlo Bernaschi.
Lumenor fornirà ai suoi consorziati svariati servizi: dalla programmazione cinematografica a qualificati servizi fiscali, amministrativi, promozionali e di consulenza ed assistenza aziendale.

Il Consorzio Lumenor ha l’obiettivo di garantire ai distributori cinematografici un efficiente ufficio di programmazione, garantendo sia le migliori condizioni per l’espletamento dei film che l’assoluta trasparenza gestionale.
Inoltre creerà e supporterà innovative operazioni promozionali nei multiplex consorziati.

In questi giorni sono in corso i contatti per definire la squadra di esercenti consorziati e, entro fine aprile, con l’apertura dell’ufficio di Roma, si avvierà la prima fase di programmazione cinematografica centralizzata.

apr
02
2010
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Cronache da San Francisco: Pixar, 3D, Wondercon, Tron e iPad Mania

ScreenWeek.it @ Pixar

Certo dei giorni più intensi per la mia visita a San Francisco erano difficili da trovare. Intanto ieri sono stato in visita alla Pixar, dove ho visto Toy Story 3 e Day & Night, introdotto a sorpresa da John Lasseter e devo ammettere che è stata la ciliegina sulla torta di una giornata mitica vederlo entrare a sorpresa in sala reso immediatamente riconoscibile da una delle sue mitiche camice.

Durante la giornata ho avuto modo di incontrare sia il regista e il produttore esecutivo di Day & Night, che molte delle figure coinvolte nella realizzazione di Toy Story 3, a cominciare dal regista Lee Unkrich, e l’occasione è stata ghiotta anche per sentirsi raccontare delle cose molto interessanti su come viene visto il 3D alla Pixar ed è evidente che quando te lo raccontano loro di persona il tutto è molto più interessante, con qualche annotazione da fare sulla “montatura orribile” che abbiamo vissuto in Italia.

Restando sempre in area 3D è uscito ieri qui negli USA Clash of the Titans e mi sono quindi precipitato a vederlo, spero presto di riuscire a scriverne in relazione alle tante polemiche che ha sollevato la sua conversione in 3D di cui ho parlato ampiamente anche qui su Cineguru.

Oggi, tanto per avere una giornata tranquilla, apre il WonderCon e questa sera ci sarà una conferenza stampa della Encom che si preannuncia molto accesa.

In tutto questo bisogna anche mettersi in fila all’Apple Store, perché domani è il grande giorno, l’iPad sta arrivando, e la febbre è sempre più alta, ha contagiato anche Letterman.

mar
27
2010
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L’era del post-advertising

Un finto documentario racconta la scomparsa delle agenzie pubblicitarie. Al di là della simpatia di quello che in realtà è uno spot del FITC Toronto – The Design & Technology Festival
non credo che andrà proprio così.

Nel settore dei (new)media siamo stati abituati a pensare che la velocità sia tutto, ma spesso finiamo per fare il lavoro sporco, ma la solidità finanziaria e di relazioni da tempo a chi ce l’ha di evolversi e anche se in futuro saremo tutti più social e le persone giuridiche e i brad finiranno per avere una propria personalità sociale, ci sarà sempre chi agisce per loro conto.

Il rapporto cinema-agenzie, comunque, non è confrontabile a quello dei brand.

The Last Advertising Agency On Earth from FITC on Vimeo.

(via Marketing Usabile)

mar
26
2010
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I giochi per iPhone superano il fatturato di quelli per PSP

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Secondo i dati della società di analisi Flurry (via Melamorsicata) il fatturato di giochi per iPhone/iPod Touch ha superato il fatturato di quelli per la PSP della Sony, mentre anche il Nintendo DS è in calo… e tra pochi giorni arriva sul mercato l’iPad, manco a dirlo le prime applicazioni per iPad approvate da Apple sono proprio le versioni HD o XL di alcuni giochi.

E il cinema? Al di là dell’ancora triste considerazione che nel nostro mercato manca una degna offerta legale di titoli è inutile negare che dopo aver imposto il nuovo Walkman e un nuovo modo di concepire il telefono (che è anche console da gioco portatile e tanto altro) Apple con l’iPad avrà un enorme impatto anche sugli hardware portatili per vedere film. Non che non ci siano e non ci saranno tablet alternativi al dispositivo della mela (ecco qui sette alternative all’iPad), ma come al solito la Apple è la prima a credere in un prodotto e ad avere la credibilità per proporre un cambio di uso ed abitudine che erà già lì ma aveva bisogno di un calcetto. Il calcetto Apple lo può dare perché come al solito il suo non è solo un hardware, ma un device inserito in un ecosistema di servizi ed applicazioni che ne rendono immediatamente comprensibili le infinite potenzialità.

Intanto il primo spot dell’iPad è stato trasmesso la notte degli Oscar, Steve Jobs presente in sala.

mar
21
2010
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Lego Wars

No, non sono qui per parlare dei bellissimi e famosissimo cortometraggi o videogiochi che riproducono film con i personaggi lego, ma per presentare un altro infographic della BM (è di qualche giorno fa quello dedicato a Superman vs Batman) che analizza l’impressionante economia della Lego.

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mar
17
2010
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Libertà di occhiali 3D

Dopo il parere del Consiglio Superiore della Sanità e la pessima e confusa (dis)informazione che è tutt’ora in corso sulla vicenda, è uscita oggi la Circolare del Ministro Fazio sugli occhiali 3D.

Nè fa una rapida sintesi il sito del Giornale dello Spettacolo evidenziando questi punti chiave:

1) E’ necessario garantire agli spettatori l’informazione che l’utilizzo degli occhiali 3D è controindicato per i bambini al di sotto dei sei anni di età.

2) L’utilizzo degli occhiali 3D anche negli adulti va limitato nel tempo, per una durata complessiva non superiore a quella di un singolo spettacolo, compreso l’intervallo.

3) Ricordato che il Consiglio Superiore di Sanità ha espresso il parere che l’utilizzo di occhiali 3D sia garantito agli spettatori nella fornitura monouso, il ministero della Salute “si riserva di adottare gli ulteriori provvedimenti che si rendessero necessari”.

e un’importante conclusione:

Ciò premesso, sempre sulla base del parere del Consiglio Superiore di Sanità, il ministro rileva che “non sussistono controindicazioni cliniche all’utilizzo degli occhiali 3D per la visione degli spettacoli cinematografici”.

Stabilito questo è chiaro che tema della controindicazione per i bambini di età inferiore ai sei anni merita sicuramente ulteriori e più seri approfondimenti. Intanto perché non so fino a che punto questa conclusione sia condivisa a livello scientifico ed internazionale ed in secondo luogo perché le sue motivazioni lasciano ampio spazio alla verifica caso per caso dell’esistenza di problemi effettivi sui singoli bambini.

Il secondo e più dolente punto è quello in cui, dicendo che “l’utilizzo di occhiali 3D” deve essere “garantito agli spettatori nella fornitura monouso” il ministero sembra ignorare che se ci sono occhiali monouso e occhiali riutilizzabili è perché ci sono sistemi di proiezione 3D diversi e per ognuno dei tre sistemi c’è bisogno di occhiali di tipo differente.

In sostanza l’adozione di occhiali monouso o meno non è una scelta indipendente dal sistema di proiezione 3D installato nel cinema, quasi che alcuni esercenti scelgano gli occhiali riutilizzabili per fare un dispetto agli spettatori, ma il risultato di una scelta tecnologica fatta a monte, soprattutto per offrire agli spettatori un sistema di proiezione migliore.

Uno di questi sistemi, il più sofisticato e costoso da installare e da mantenere, l’XpanD, richiede occhiali dal costo unitario elevato e con significativi costi di manutenzione. Si tratta però teoricamente del sistema che garantisce la migliore qualità di visione. Infatti questi occhiali hanno un otturatore LCD nelle lenti che, in sincronia col proiettore crea l’effetto 3D senza filtrare l’immagine e garantendo così una maggiore luminosità. Caratteristica quest’ultima che forse può anche voler dire minor affaticamento per la vista, no?

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E’ evidente che in questo caso gli occhiali non possono essere monouso, a meno di costringere il pubblico a comprarseli, oppure a pagare un biglietto ben più caro.

C’è poi il Dolby 3D per il quale si usano occhiali sofisticati ma di tipo passivo (nell’occhiale non succede niente, si limita a filtrare la proiezione riflessa sullo schermo in modo da ottenere l’effetto 3D), comunque costosi, che non possono essere usa e getta.

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C’è, infine, il sistema RealD, quello degli occhiali usa e getta, anche questi passivi, che a questo punto, se dovesse prevalere l’interpretazione restrittiva della circolare del Ministro, sarebbero gli unici utilizzabili.

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Prescindendo dalle considerazioni economiche e di tutela degli investimenti fatti da esercenti che hanno scelto i primi due sistemi, cosa di cui si stanno occupando le relative associazioni di categoria e che non è certo trascurabile, trovo questa (mi auguro temporanea) posizione più che discutibile anche come consumatore/spettatore.

Intanto siamo di fronte ad una ingiustificata azione di limitazione della libertà di mercato a vantaggio di alcune aziende e a svantaggio di altre che, questo deve essere chiaro, stanno avendo questo tipo di problema solo nel nostro paese.

Inoltre stiamo di fatto impedendo ai consumatori di usufruire di quello che ognuno potrebbe considerare il suo personale miglior sistema di visione in 3D, magari anche quello più adatto ad ognuno e meno controindicato per la sua vista, visto che è stato tirato in ballo questo argomento.

Dal punto di vista della concorrenza questo fatto è ancor più grave perché si verifica nel momento più importante per lo sviluppo del 3D in Italia: non è infatti un segreto che negli ultimi 6 mesi e ancor di più dopo lo strepitoso successo di Avatar ci sia stata un’incredibile accelerazione nella conversione delle sale al 3D. Siamo quindi nel pieno di un periodo in cui molti esercenti stanno decidendo quali sistemi 3D adottare e, con questa incertezza, mi sembra chiaro che finiranno tutti per adottare il sistema con occhiali monouso, danneggiando aziende che hanno prodotti altrettanto validi sul mercato e privando, come esito finale, i consumatori/spettatori di molte zone del nostro paese, dell’opportunità di avere nella loro zona un’offerta cinematografica in 3D in tutti i diversi formati, compreso quell’XpanD che ha già una minor diffusione in quanto più costoso da installare.

Nel divenire di questa situazione si sta quindi favorendo la sostanziale creazione di un monopolio a favore di sistema e a svantaggio di altri che dovrebbero essere giudicati dal mercato e non “banditi” per un problema che a ben vedere non è nemmeno legato al tipo di tecnologia utilizzata.

Infatti il problema per cui questi sistemi rischiano di trovarsi estromessi dal mercato non è legato alle loro qualità teniche, che potrebbero (e almeno in un caso, a detta degli esperti, sono) anche essere superiori a quelle del sistema privilegiato, ma al fatto che i loro occhiali potrebbero essere sporchi, mentre quelli usa e getta non lo sono.

In sostanza potrebbe anche essere che il sistema migliore per vedere il 3D, quello meno faticoso (visto che di fatica si tratta), finisca per non essere presente in Italia o in alcune zone a causa della scorciatoia scelta per non affrontare un altro problema. Un po’ come se fossimo costretti tutti ad andare in bicicletta perché nessuno si prende la responsabilità di fissare il limite di velocità per le autovetture.

Si perché la doppia vergogna di tutta questa vicenda è che oltre alla disinformazione il vero problema, cioè l’igiene degli occhiali, poteva essere risolto semplicemente regolamentandone in modo preciso la pulizia e/o, se ritenuta necessaria, la sterilizzazione, in modo che la cosa non venisse lasciata alla discrezione degli esercenti o delle relative associazioni.

Se cioè il rischio per la salute derivante dagli occhiali è significativo, allora il relativo uso andava regolamentato ben da prima che l’uscita di Avatar rendesse evidente la dimensione del fenomeno a tutti. Se invece il rischio non è così alto, ma confrontabile con quello che si corre noleggiando un paio di scarponi da sci o pinne e maschera per le immersioni, settori che non mi risultano molto regolamentati, allora tutto questo non aveva proprio ragione di essere. Ma evidentemente gli organi preposti alla tutela della nostra salute quest’inverno avevano il troppo presto dimenticato problema di smaltire centinai di milioni di Euro in dosi di vaccino anti influenzale comprate e non utilizzate per trovare il tempo di occuparsi di questa facezie.

La conclusione è che Anec e Anem hanno preso oggi posizione in modo chiaro proprio sul rischio di restrizioni alla libertà di mercato, mettendo così in evidenza i propri interessi, ma da consumatore ben informato mi sento molto più vicino alle loro posizioni che a quelle di una delle associazioni che si dice votata alla tutela, appunto, dei consumatori.

Sulla sicurezza e competenza che mi trasmette lo Stato, invece, meglio stendere un velo peitoso, ma questo non è certo ne il primo ne l’unico caso in cui è così.

mar
07
2010
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Le età dei social network

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Da chi sono frequentati i maggiori social network?

La distribuzione per età degli utilizzatori dei siti di maggior successo di questi anni è sicuramente un dato utile anche per il marketing cinematografico, anche se poi le dinamiche dei sottoinsiemi che si creano all’interno di questi siti segmentano a loro volta in modo molto netto gli utenti.

Detto questo ecco due rappresentazioni grafiche, riferite al mercato americano, che rendono molto bene l’idea, scegliete quella che vi piace di più. Qui trovate l’articolo completo.

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