Digitale

HBO sbarca on demand su Amazon Prime, ma solo con le vecchie serie tv: assenti GoT e nuovi show

È arrivato un momento molto atteso dai “cord-cutters”, gli utenti che preferiscono guardare la tv attraverso il web e i nuovi device connessi in rete. HBO, popolare pay-tv statunitense via cavo, ha finalmente deciso di portare parte della sua programmazione su una piattaforma di video on demand esterna, cioè slegata dal canale e dalle sue formule di abbonamento. Se gli spettatori paganti dell’emittente potevano già fruire online degli show tramite HBO Go, ora chiunque potrà accedervi senza bisogno di sostenere i costi del cavo, accedendo semplicemente al servizio VOD di Amazon, Prime Instant Video. Fin qui la buona notizia, le cattive sono un paio: la prima è che per usufruire delle serie tv sarà comunque necessario sottoscrivere un abbonamento, quello appunto all’offerta on demand di Amazon, che presenta un costo abbastanza elevato di 99 dollari essendo su base annuale e legato anche all’ecommerce. La seconda è che sul portale non arriveranno le serie attualmente più amate e seguite di HBO, come Game of Thrones, ma solo quelle storiche o comunque con almeno tre anni di anzianità.

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Contenuti alternativi per le sale – Nexo propone la diretta della Canonizzazione di Papa Roncalli e Wojtyla

Nella strategia di multiprogrammazione delle sale per intercettare pubblici diversi e sfruttare le potenzialità di un evento di importanza internazionale come la santificazione di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II, Nexo Digital trasmetterà la diretta della cerimonia di Canonizzazione in più di 500 cinema dislocati non solo in Italia ma in 20 paesi del mondo.

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Pulp Fiction, Chicago, Il Paziente Inglese: i classici Miramax arrivano in streaming gratis su AOL

Chi dice che l’on demand non possa diventare gratuito e supportato dalla pubblicità, come nella tv tradizionale? Questa è la direzione in cui si muove l’accordo, appena annunciato, tra lo studio cinematografico Miramax e AOL, media company di primissimo piano nel panorama web d’oltroceano. La partnership consentirà a tutti gli utenti USA di fruire, senza bisogno di sostenere alcun tipo di costo, alcuni tra i titoli più noti della major, direttamente tramite la nuova sezione “movies” all’interno del network video di AOL, finora specializzato solo nella diffusione di clip e serial.

PULP FICTION miramax AOL

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Netflix pensa a un aumento dei prezzi mentre cresce la profittabilità delle operazioni internazionali

Uno o due dollari in più rispetto ai classici 7,99 è quanto potrebbero presto trovarsi a pagare i nuovi clienti di Netflix, il servizio leader nel settore americano del video on demand ad abbonamento (SVOD). L’aumento di prezzo, ha spiegato il CEO Reed Hastings in una nota agli azionisti, è da attendersi entro i prossimi tre mesi e varierà di paese in paese. Non riguarderà invece gli utenti attuali dell’operatore, cui sarà consentito di mantenere i costi sottoscritti per un “generoso periodo di tempo”. La mossa potrebbe sembrare rischiosa considerando l’emorragia di utenti causata dall’ultimo aumento di prezzi, imposto nel 2011 per aumentare la liquidità della compagnia. Il mercato però non sembra aver reagito bruscamente alla notizia, grazie alle buone performance messe a segno da Netflix anche nel primo trimestre 2014 in tutti i suoi rami di attività, in particolare in quel settore internazionale che, a detta del management, sta finalmente per raggiungere la profittabilità.

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Netflix batte Amazon in UK e tratta con Vodafone per una nuova partnership

Mentre si moltiplicano le indiscrezioni sui Paesi e le effettive modalità del suo massiccio lancio europeo, Netflix comincia già a imprimere il proprio marchio sul Continente battendo di diverse lunghezze il suo primo competitor nel Regno Unito, cioè Amazon. Sbarcato nel mercato inglese e irlandese a inizio 2012, secondo un nuovo studio il leader americano dello SVOD (video on demand ad abbonamento) starebbe ampliando in modo significativo il distacco da LoveFilm, servizio analogo offerto già da tempo in diversi territori europei dal colosso dell’ecommerce. I dati, per la precisione vengono dall’agenzia di digital consultancy Mediabug, e vedono la fetta di utenti web conquistata da Netflix cresciuta dal 10 al 14% negli ultimi 6 mesi. Di contro, nello stesso periodo, l’appeal del portale di Amazon (che ha anche impresso il proprio nome al servizio di streaming con un recentissimo rebranding) sarebbe sceso tanto da assicuragli le preferenze di appena il 6% degli spettatori online inglesi.

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Il 57% degli utenti web guarda film in rete [INFOGRAPHIC]

Che il video on demand fosse una modo sempre più polare di vedere film e serial  tv, è stato reso ormai chiaro anche dalla proliferazione di piattaforme dedicate. A quantificare il fenomeno ha provato Global Web Index, mettendo a confronto la fruizione online di cinema e programmi televisivi tra l’ultimo trimestre 2012 e 2013. Ne è emersa  una crescita netta in tutti i comparti: i film mantengono la preferenza dei naviganti, oltre la metà dei quali (57%) ha dichiarato di averne visto almeno uno sul web nel mese precedente al sondaggio. La crescita maggiore è stata registrata invece dallo streaming degli show televisivi, passato dal 45 al 53%, per un totale di circa 157 milioni di nuovi spettatori migrati verso tale forma di visione. Lo studio di Global Web Index non specifica purtroppo in che misura si tratti di consumi legali o illegali, ma appare comunque indicativa di una tendenza consolidata e in continuo aumento, per altro in una fascia che comprende tutti gli utenti internet tra i 16 e i 64 anni. Ecco l’infografica elaborata a partire dall’indagine della società di ricerca:

 

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Fonte: Global Web Index

Direct to Digital Award: 42 si aggiudica il riconoscimento ideato da ScreenWEEK

È stato decretato il vincitore del Direct to Digital Award 2013, premio pensato e istituito dal magazine ScreenWEEK per sensibilizzare su questa innovativa modalità di distribuzione, basata interamente sul web. Son sempre più infatti i tioli cinematografici che sfruttano le piattaforme di video on demand per raggiungere il proprio pubblico sul web, saltando il passaggio in sala, e tra quelli usciti l’anno scorso una giuria preposta ha scelto di premiare 42. Biopic sportivo diretto dal premio Oscar Brian Helgeland, il film racconta la storia del giocatore di basbell Jackie Robinson e della sua lotta contro il razzismo.

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Internet batte tv: nel 2013 i ricavi dell’advertising sul web superano per la prima volta quelli dei broadcaster

L’atteso sorpasso alla fine è diventato realtà. Come appena rivelato dall’Interactive Advertising Bureau (IAB), l’anno scorso gli investimenti per la pubblicità su Internet hanno raggiunto negli USA i 42,8 miliardi di dollari, segnando non solo un aumento del 17% rispetto al record di oltre 36 miliardi stabilito nel 2012, ma anche una storica vittoria rispetto ai media tradizionali. Sempre nel 2013, infatti, la spesa degli inserzionisti sulla tv via etere si è fermata a poco più di 40 miliardi, cedendo  per la prima volta il passo all’advertising online.

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Pirateria: Game of Thrones batte il suo stesso record con la nuova stagione, riapre la questione VOD

Non gli è bastato aver mandato immediatamente in crash HBO Go, il servizio on demand dedicato agli abbonati della popolare emittente televisiva americana. La quarta stagione del seguitissimo Game of Thrones ha debuttato domenica battendo il suo stesso record, non proprio entusiasmante, in fatto di pirateria. Il primo dei nuovi episodi ha superato, in molto meno di 24 ore, i livelli di diffusione illegale in rete raggiunti dall’esordio della terza serie: secondo il monitoraggio effettuato dell’agenzia Excipio, si tratterebbe di 1,17 milioni di indirizzi unici di IP che hanno effettuato l’accesso ai torrent del serial nelle prime 15 ore dalla sua comparsa sul web.

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Amazon Fire TV: il colosso dell’eCommerce svela il suo device per lo streaming sul piccolo schermo

Come previsto dal mercato, la conferenza fissata ieri da Amazon è servita a presentare finalmente il suo set-top box per connettere la tv in Rete. Molto atteso e oggetto di numerose indiscrezioni, Amazon Fire TV è un dispositivo di piccole dimensioni e di facile utilizzo, che punta a quel settore già presidiato dai concorrenti Apple TV e Roku, con occhio attento ai giochi e al video on demand, in particolare quello offerto tramite lo stesso servizio ad abbonamento del portale di eCommerce,  Prime Instant Video.

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