La boiata l’ho scritta nel titolo, a significare che in questi giorni non riesco nemmeno a fare le cold news, ma questa proprio la devo segnalare, giusto per dare un’idea del ritmo di crescita dei social media.
Cineguru.biz Cold News è una raccolta di link a news che ritengo interessanti per i temi trattati in questo blog e a cui ho potuto dedicare solo un breve commento.
- Popco più di tre anni fa aprivamo il nostro primo blog monotematico dedicato a un film, Spider-Man 3. Oggi lo abbiamo salutato.
- BlogBabel va all’asta su Ebay, che è una cosa che qui è piuttosto fuori luogo e non interessa nessuna, ma modo suo è una notizia che andrebbe commentata.
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- Starbucks è il brand che lavora meglio sui social media secondo una nuova ricerca che potete leggere a fondo post, qui, velocemente, l’elenco di tutti gli altri.
- La Universal ha annunciato che in occasione dell’uscita in Blu-Ray di Fast & Furious rilascerà un’applicazione per iPhone/iPod Touch che permette di controllare in remoto alcune delle feature speciali del Blue-Ray. Interessante.
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- Sostengo da così tanto tempo la necessità di un’offerta legale di contenuti che non dovrei inorridire di fronte alla presentazione di un’iniziativa SIAE in tal senso, il problema è che al di là dei condivisibili dubbi sulla legittimità della cosa dal punto di vista della concorrenza e del mercato, io ho sempre scritto che deve trattarsi di un qualcosa di competitivo e realizzato allo stato dell’arte… Si è mai visto, in Italia, qualcosa del genere prodotto da una qualche istituzione?
- Più VOD che BluRay per la Playstation 3, l’attaccamento i supporti fisici per i giganti dell’elettronica di consumo è qualcosa di tanto anacronistico che mette quasi tenerezza. Certo il BluRay ha sicuramente più senso di esistere del Minidisc che la Sony ha inserito a suo tempo nelle PSP, ma come facciano a sorprendersi che la distribuzione dei contenuti via rete è il presente e non il futuro mi stupisce ogni volta di più. Il supporto fisico per la distribuzione dei contenuti è morto, non dovrebbe stupire che una cosa del genera la dica uno stagista di 15 anni, ma che ci siano voluti 15 anni per capirlo ai vertici di molti imperi dell’elettronica di consumo e dell’intrattenimento.
- Il 14 c’è stato lo sciopero dei bloggers. Io ho aderito dai miei blog personali, anche se ad internet capita esattamente quello che capita ad ogni altro settore in questo paese: legiferano persone che non sanno nemmeno di cosa stanno parlando e per fini che non sono quelli dichiarati. Quindi nulla di nuovo sotto il sole, così come questo sciopero sarà tanto inutile quanto lo sono quelli di chi, fermandosi, non ci lascia a piedi o a secco.
- Questa ormai è proprio cold, pensare che l’avevo in anteprima esclusiva e anche con qualche indiscrezione…
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- Il social network del momento è Twitter, anche se bisogna guardar bene ai numeri per valutare il fenomeno. Il fatto è che dopo esserci abituati a parlare di milioni di visite e miliardi di pagine certi numeri sembrano insignificanti, invece contano più che i volumi distratti che, su internet come in TV, sono comparse, non protagonisti.
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- Non so se lo avevo già segnalato, ma anche questo blog ha un suo account su Twitter. Si tratta di un account che verrà aggiornato prevalentemente in modo automatico, dedicato quindi a chi preferisce usare Twitter al posto di feed RSS o newsletters. Il mio account personale su Twitter, invece è @Braddd e si tratta di un account che aggiorno “manualmente” con notizie e commenti dalla rete, così come a volte scrivo anche sul nostro @screenweek, che è invece gestito dalla redazione di ScreenWEEK.it.
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- Un post di Michael Lynton, il CEO della Sony Pictures Entertainment, su come “preservare la creatività online” ha scatenato centinai di commenti e almeno due risposte significative. TechDirt gli risponde punto per punto, Mashable gli da addirittura del matto, eppure i suoi obiettivi, così come molti punti di vista di chi le cose le produce e deve continuare ad avere dei buoni motivi per farlo, non sono certo sbagliati, ma il modo in cui sembra concepire internet è assolutamente limitato. Possibile che nei due schieramenti contrapposti debbano esserci solo visioni parziali e di parte di due realtà che potrebbero farsi reciprocamente un gran bene e invece non sono in grado di trovare una mediazione?
- Duecommenti sulla nomina del comitato antipirateria. Condivido il punto sul conflitto di interessi e, ovviamente, sul fatto che il comitato sembra più insediato per punire che per “combattere” costruendo l’alternativa legale che è l’unico modo per debellare realmente la pirateria.
- E-duesse.it ristruttura il sito e aggiunge la possibilità di interagire lasciando i commenti e inserendo un forum. Ho presentato i miei omaggi e mi complimento per il passo avanti, anche se mettere qualche link verso l’universo esterno, soprattutto se si parla di siti internet, non guasterebbe.
“”Great artists don’t pay homage, they steal” (Quentin Tarantino)
“Bad artists copy. Great artists steal” (Pablo Picasso)
Inglorious Basterds, il VII lungometraggio diQuentin Tarantino, arriverà nelle nostre sale il 16 ottobre, proprio in concomitanza con un’altro protagonista del Festival Di Cannes, UP, il primo attesissimo Pixar in 3D. Mentre i più s’interrogano da sempre sul grado di genialità del 46enne regista americano nativo di Knoxville, uno dei più visionari e controversi del cinema contemporaneo, Premio Oscar e Palma D’Oro alla tenera età di 31 anni, noi ci permettiamo di gettare uno sguardo sul lato meno artistico della Tarantino story, quello più gretto e sordido: il vil denaro. In particolare, prenderemo in analisi 6 film di Quentin tralasciando, per insufficienza di dati, Le Iene, cioè il film d’esordio, cui faremo comunque riferimento all’interno dei singoli post. La prima puntata è dunque dedicata al suo secondo lungometraggio, Pulp Fiction.
1994 – PULP FICTION
Bruce Willis, Uma Thurman, Samuel L. Jackson, Tim Roth e, soprattutto, John Travolta, attore letteralmente caduto in disgrazia dopo i fasti di Grease. Pulp Fiction arriva a Cannes di corsa, giusto in tempo per vincere il premio più ambito, la Palma D’Oro. Ad annunciarne la vittoria, niente di meno che un mito, Clint Eastwood:
Quell’anno Pulp Fiction sarà insignito di ben 7 candidature all’Oscar (che coinvolgono praticamente tutto lo straordinario cast per finire alla regia di Tarantino). Il bottino finale è una statuetta per la migliore sceneggiatura originale, che gli frutta anche un Golden Globe. D’altronde contro quell’avversario insuperabile di Forrest Gump i margini di visibilità erano pochissimi e di più non si poteva proprio fare. La sensazione è che questo fan di Howard Hawks e Brian De Palma venuto dal Tennessee venga apprezzato ma guardato con sospetto, circospezione. Non c’è di che stupirsi, d’altronde: dopo $3M scarsi di Reservoir Dogs, Pulp Fiction, distribuito da Miramax per un budget di $8M, ne incassa oltre $200M (fonte BoxOfficeMojo), equamente divisi tra domestic e international. Quell’anno Pulp Fiction è il decimo film per valore in U.S. e precede produzioni ben più esose e accreditate come Intervista Col Vampiro, Maverick, Stargate. Tutto questo con un film sopra le righe e anti-convenzionale, che Variety non esita a definire “un’esibizione spattacolare di cultura pop”.
In Italia Pulp Fiction esce il 28 ottobre 1994 da Cecchi Gori e incassa quasi 10 miliardi, rientrando nella Top15 dei film più visti dell’anno. In controtendenza agli Stati Uniti, incassa meno de Intervista Col Vampiro ma quasi il doppio di Speed: un risultato degno di assoluto rilievo, soprattutto alla luce del divieto ai minori di 18 anni, che anche in Italia porta alla ribalta il nome di Quentin Tarantino, praticamente passato inosservato col suo primo lungometraggio, Le Iene, che nel 1992 non arrivò neppure a 100 milioni di Lire.
Insomma, presto fatto e Tarantino è già un’icona. Le Iene diventa un Cult in Home Video e Miramax si sfrega le mani, tanto che per il prossimo progetto del regista,Jackie Brown, decide di puntare forte sul Natale…(continua)
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- Zambardino interpreta Murdoch e riflette sulla differenza tra Usa e Europa. Io penso che i quotidiani, quelli che hanno un nome che può rappresentare un valore per un gruppo di lettori non troppo tecnologicamente avanzati, dovrebbero davvero andare a pagamento finché c’è qualcuno disposto a riconoscere tale valore. Chi comincerà prima guadagnerà più a lungo e avrà più tempo per ridefinire il proprio modello in un tempo in cui aggregatori e singoli giornalisti/blogger/cittadini produrranno l’informazione.
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- Torna Studio Universal! L’ho già detto seriamente qui e con amicizia qui, quindi mi limito alla semplice segnalazione.
- La GE Electric ha creato un supporto olografico in grado di contenere 100 DVD. Ormai i supporti fisici non riescono più a star dietro alle esigenze di memorizzazione di archivi che, anche nell’uso domestico, hanno raggiunto dimensioni significative. Certo un supporto che contenga 100 DVD o 20 Blu-Ray potrebbe avere un senso, ma nel 2012, cioè quando dovrebbe arrivare sul mercato?
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