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	<title>CineGuru &#187; Cinema 2.0</title>
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	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
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		<title>VOD: vince la commedia in rosa. Le Amiche della Sposa noleggiato quasi 5 milioni di volte.</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 08:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il film di Paul Feig, con Kristen Wiig, sbanca anche le classifiche dell'on demand e porta a casa altri 40 milioni di dollari da aggiungere alle vendite delle copie su supporto fisico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il film più visto di sempre in <strong>video on demand</strong>? Ci si potrebbe immaginare qualche grande classico o qualche super-uscita degli anni passati. Magari <a href="http://www.screenweek.it/film/2984-Il-cavaliere-oscuro" target="_blank"><em>Il Cavaliere Oscuro</em></a>, <a href="http://www.screenweek.it/film/22131-Transformers-3" target="_blank"><em>Transformers 3</em></a>, qualche<em> Harry Potter</em> o via dicendo. E invece no: secondo la società specializzata in analisi del mercato del <strong>VOD</strong>, <strong>Rentrak’s OnDemand Essentials</strong>, la corona va a una commedia, e non una di quelle adolescenziali che ci si aspetterebbe di veder scaricata in massa da un pubblico prevalentemente maschile in età non troppo avanzata. Il titolo in questione è infatti <em>Bridesmaids</em>, conosciuto in Italia con il nome di <a href="http://www.screenweek.it/film/24915-Le-amiche-della-sposa" target="_blank"><em>Le Amiche della Sposa</em></a>, risposta femminile alla comicità demenziale che è stata uno dei maggiori successi della passata stagione cinematografica per <strong>Universal</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3256" title="bridesmaids-movie-mccarty" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/bridesmaids-movie-mccarty.jpg" alt="" width="410" height="599" /><br />
<span id="more-3255"></span><br />
<br/><br />
Stando ai dati diffusi da <strong>Rentrak</strong>, il film diretto da <strong>Paul Feig</strong> è stato noleggiato <strong>4,8 milioni di volte in circa quattro mesi</strong>, battendo ogni record finora raggiunto nel settore dell&#8217;on demand. Ne deriverebbero<strong> 40 milioni di dollari</strong>, raccolti tra copie digitali, pay-per-view, noleggi effettuati in camere d&#8217;albergo e VOD online. Non è la prima volta, d&#8217;altra parte, che il film stupisce per i suoi risultati. Sarà forse per questa sua natura ibrida di commedia sentimentale e scatologica o per la firma &#8211; come sceneggiatrice e attrice protagonista &#8211; della star del <em>Saturday Night Live</em> <strong>Kristen Wiig</strong>, ma <em>Le Amiche della Sposa</em> ha costituito un vero e proprio &#8220;caso&#8221; cinematografico nel 2011, avendo raccolto al botteghino USA la cifra assolutamente inaspettata di <strong>169 milioni di dollari</strong> (288 in tutto il mondo). È poi seguito il buzz legato alla <strong>Awards Season</strong> e infine le nomination all&#8217;<strong>Oscar</strong>: ben due, una per la miglior attrice non protagonista <strong>Melissa McCarthy</strong> e un&#8217;altra per la sceneggiatura originale, scritta a quattro mani da <strong>Annie Mumulo</strong> e dalla stessa <strong>Wiig</strong>. Nel settore dell&#8217;home video, il titolo ha riscosso uguali consensi, con circa 100 milioni realizzati dalle vendite nei soli Stati Uniti e, come vi abbiamo <a href="http://cineguru.screenweek.it/2012/01/redbox-come-incide-la-finestra-noleggio-di-blu-ray-e-dvd-3168" target="_blank">anticipato a gennaio</a>, la conquista del &#8220;podio&#8221; tra i film più noleggiati presso i distributori <strong>Blockbuser Express</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/bridesmaids-biggest-vod-kristen-wiig-universal-288163" target="_blank"><em>Hollywood Reporter</em></a></p>
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		<title>Verizon e RedBox confermano un nuovo servizio VOD.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/verizon-e-redbox-confermano-un-nuovo-servizio-vod-3247</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il provider e la catena di distributori automatici di DVD e Blu-ray si alleano per conquistare il mercato dello streaming e de noleggio per corrispondenza, finora capeggiato da Netflix. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;indiscrezione era già trapelata a metà dicembre (il nostro articolo <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/12/verizon-e-redbox-ruomors-sullalleanza-che-potrebbe-competere-con-lo-streaming-di-netflix-3031">qui</a>), ma ora è stato confermato da entrambi i soggetti interessati: il provider di Internet, tv e telefonia <strong>Verizon</strong> e i <strong>distributori automatici di Blu-ray e DVD</strong> targati <strong>RedBox</strong> stanno mettendo a punto una partnership pronta a sfidare <strong>Netflix</strong> su entrambi i suoi segmenti di mercato: sia quello del <strong>video on demand</strong> che dell&#8217;<strong>home video</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3252" title="Redbox-Verizon" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/Redbox-Verizon.jpg" alt="" width="597" height="337" /></p>
<p>&nbsp;<br />
<span id="more-3247"></span></p>
<p>Se il CEO del celebre portale, <strong>Reed Hastings</strong>, continua a ribadire la volontà di affrancarsi dal business legato alle copie fisiche, sembra invece che la nuova<strong> joint venture</strong> intenda concentrarsi <strong>sia sullo streaming che sul noleggio per corrispondenza</strong>, con la differenza che per la restituzione i clienti potranno usare i <strong>chioschi di RedBox</strong> diffusi su tutto il territorio statunitense. Entrambi i servizi saranno ad abbonamento, ma nel comunicato stampa ufficiale le due compagnie hanno rimandato ulteriori dettagli (come prezzo, titoli disponibili e funzionamento delle sottoscrizioni) a data da definirsi. La partnership dovrebbe comunque diventare operativa nella seconda parte dell&#8217;anno e vedrà la creazione di un&#8217;apposita società da 450 milioni di dollari, detenuta al 65% da <strong>Verizon</strong>.<br />
<br/><br />
<em>&#8220;Se pensate all&#8217;esperienza che entrambe le parti portano alla joint venture, al potere dei due marchi, alla diffusione capillare dei distributori automatici, alla nostra presenza ovunque e in qualsiasi momento e all&#8217;impegno di entrambi nell&#8217;innovazione a vantaggio del consumatore, è chiaro come Verizon e RedBox costituiscano un&#8217;ottima squadra nel campo dell&#8217;entertainment&#8221;</em>, ha detto a proposito<strong> Bob Mudge</strong>, responsabile dell&#8217;area Consumer &amp; Mass Business Markets di <strong>Verizon</strong>. E la nuova partnership, secondo un&#8217;analisi citata da <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/redbox-owner-verizon-form-video-joint-venture-287229"><em>Hollywood Reporter</em></a><em>,</em> potrebbe in effetti risultare estremamente concorrenziale non solo per <strong>Netflix</strong> ma anche per gli operatori via cavo e via satellite statunitensi, dovendo in teoria consentire  l&#8217;introduzione di pacchetti di servizi over-the-top difficilmente replicabili da altri competitor. <strong>Verizon</strong> è infatti un player rilevante non solo nel campo della banda larga e della telefonia, ma anche della <strong>connected tv</strong>, e ha <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/11/mtv-hbocnn-e-tanti-altri-canali-tv-su-xbox-360-2977">recentemente aumentato la propria offerta di canali</a> grazie a un accordo con la <strong>Xbox di Microsoft</strong>.<br />
<br/><br />
La sfida, quindi, si sposta un&#8217;altra volta sul piano dei contenuti. <em>&#8220;I consumatori fanno riferimento a RedBox per i film di nuova uscita, e questa alleanza ci permetterà di aumentare il valore aggiunto della nostra offerta con più contenuti e maggior flessibilità nei canali di fruizione&#8221;</em>, ha detto <strong>Paul Davis</strong>, CEO della controllante dei chioschi, <strong>Coinstar</strong>. Ma è proprio questo il punto più controverso su cui si concentra l&#8217;attenzione degli analisti: è di pochi giorni fa la conferma definitiva che <strong>RedBox non rinnoverà l&#8217;intesa con Warner Bros</strong> dopo <a href="http://cineguru.screenweek.it/2012/01/warner-bros-potrebbe-allungare-la-window-per-il-noleggio-home-video-ma-senza-il-placet-di-redbox-3166">la richiesta della major</a> di raddoppiare (56 giorni) la windows per l&#8217;uscita dei film in noleggio. Condizione finora accettata solo da <strong>Netflix</strong>, probabilmente proprio in virtù dell&#8217;intenzione di dismettere progressivamente il business non legato allo streaming. La notizia, comunque, ha fatto prevedere a molti tempi duri per i distributori automatici di DVD e Blu-ray, nel caso altri Studios dovessero allinearsi con la scelta di Warner.<br />
<br/><br />
Nati con il costo estremamente conveniente di 1 dollaro al giorno (prezzo solo lievemente aumentato a fine 2011), i chioschi dal tipico colore rosso sono infatti sempre stati osteggiati dalle major, che vi intravedono una svalutazione del proprio prodotto. Tanto che molte stanno cercando di virare piuttosto sul <strong>VOD</strong>, in particolare attraverso la sperimentazione di servizi premium a prezzo maggiorato (fronte su cui si scontrano però con l&#8217;opposizione degli esercenti). Difficile dunque prevedere come si inserirà la nuova joint venture in questo contesto, soprattutto finché non sarà definita la portata di un altro mercato nascente come quello delle tv connesse in Rete.<br />
<br/></p>
<p>Fonte:<a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/redbox-owner-verizon-form-video-joint-venture-287229"><em> Hollywood Reporter</em></a>, <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204662204577201343790367680.html?mod=googlenews_wsj"><em>Wall Street Journal</em></a></p>
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		<title>Batman vs. Hobbit vs. Prometheus: chi vince la sifda del web?[Infographic]</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/batman-vs-hobbit-vs-prometheus-infographic-3175</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 21:13:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La società specializzata nell'analisi del buzz online Way to Blue confronta tre titoli particolarmente attesi del 2012: Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno, Lo Hobbit - Un viaggio Inatteso e Prometheus. Indovinate chi è il vincitore?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni si sta scatenando la mania dei trailer. Colpa del <strong>Super Bowl</strong>, l&#8217;evento sportivo più atteso degli Stati Uniti, che garantisce agli inserzionisti una visibilità unica. Da qui le prime indiscrezioni e poi la conferma sui film che avranno uno <strong>spot</strong> durante la messa in onda: fuori <a href="http://www.screenweek.it/film/21648-Il-Cavaliere-Oscuro-Il-Ritorno"><em>Il Cavaliere Oscuro &#8211; Il Ritorno</em></a>, dentro <a href="http://www.screenweek.it/film/23895-G-I-Joe-Retaliation"><em>G.I. Joe &#8211; La Vendetta</em></a>, <a href="http://www.screenweek.it/film/13302-John-Carter"><em>John Carter</em></a> e, soprattutto gli <a href="http://www.screenweek.it/film/6184-The-Avengers"><em>Avengers</em></a>. Il teaser trailer dei <em>Vendicatori</em> <strong>Marvel</strong> dura una manciata di secondi, ma in 24 ore ha realizzato un milione e mezzo di visualizzazioni, confermandosi uno dei film più attesi della prossima stagione. Non dimentichiamoci però che già a fine 2011, il trailer de l&#8217;ultimo capitolo di <em>Batman</em> aveva scalato le classifiche di<strong> iTunes</strong> e poi quasi monopolizzato il web con la questione “audio”. Per motivi stilistici, infatti, il regista <strong>Christopher Nolan</strong> non aveva migliorato la voce dell’antagonista dell’Uomo Pipistrello, <em>Bane</em>, che come da fumetto porta una maschera sulla bocca da cui inala la sostanza responsabile della sua fisicità così possente. Risultato: uno stuolo di commenti e parodie sulla difficoltà di comprendere il trailer, più ovviamente la corsa ai ripari di Warner Bros che infine ha imposto un miglioramento del parlato per renderlo meno confuso. Difficile dire se l’aneddoto gioverà o meno agli incassi del film: di sicuro ha giovato al <strong>buzz in Rete</strong>, partita che il <em>Cavliere Oscuro</em>, secondo  la società inglese specializzata nella rilevazione della web reputation <a href="http://uk.waytoblue.com/the-hobbit-vs-the-dark-knight-rises-vs-prometheus-trailer-buzz-showdown"><em>Way to Blue</em></a><em>, </em>si disputata non tanto (o non solo) con i Vendicatori ma con due altri concorrenti di rilevo quali il prossimo film di <strong>Peter Jackson</strong> e quello di <strong>Ridley Scott</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-3244" title="avengers" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/avengers-1024x783.jpg" alt="" width="595" height="455" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-3175"></span></p>
<p>In realtà, all&#8217;uscita della clip di <em>Batman</em>, noi <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=3104">vi abbiamo parlato</a> della competizione con <em>The Avengers</em>, data l&#8217;immediatezza del paragone effettuabile sui<strong> download da iTunes</strong> nella prima giornata di pubblicazione: record di un milione di visualizzazioni stabilito già da allora dal primo trailer dei <em>Vendicatori</em>, e contro-record di un milione e due conquistato da quello dell&#8217;<em>Uomo Pipistrello</em>. La<strong> battaglia del 2012</strong> però <strong>non si combatte solo tra cinecomics</strong> o tra supereroi provenienti dagli universi<strong> Marvel e DC</strong>. Ci sono altri titoli che rientrano a pieno diritto nel novero dei &#8220;most anticipated&#8221; del 2012, tra cui appunto il ritorno di <strong>Jackson</strong> a <strong>Tolkien</strong> con <a href="http://www.screenweek.it/film/2494-The-Hobbit-An-Unexpected-Journey"><em>Lo Hobbit &#8211; Un viaggio Inatteso</em></a> e quello di<strong> Ridley Scott</strong> alla fantascienza con il possibile prequel di Alien, <a href="http://www.screenweek.it/film/22553-Prometheus"><em>Prometheus</em></a>.</p>
<div id="attachment_3178" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><img class="size-full wp-image-3178" title="buzz dark knight hobbit grafico 1" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/buzz-dark-knight-hobbit-grafico-1.jpg" alt="" width="580" height="331" /><p class="wp-caption-text">grafico 1 - fonte: Way to Blue</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>A tirare le somme è stata appunto <a href="http://uk.waytoblue.com/the-hobbit-vs-the-dark-knight-rises-vs-prometheus-trailer-buzz-showdown"><em>Way to Blue</em></a>, che ha analizzato l&#8217;eco suscitato online dai materiali promozionali di questi tre titoli cinematografici. Nello specifico, il periodo preso in considerazione va <strong>da inizio dicembre a inizio gennaio</strong> e, come mostra l&#8217;<strong>infografica</strong>, presenta un picco nei <strong>giorni pre-natalizi</strong> in corrispondenza delle <em>release</em> dei trailer e materiali vari. Il primo evidente risultato della ricerca, è la <strong>netta prevalenza del film <em>Lo Hobbit</em></strong>, che distacca anche il <em>Cavaliere Oscuro</em> nonostante la popolarità del franchise, più recente rispetto a quello del<em><strong> Signore degli Anelli</strong></em>. Il fantasy di <strong>Jackson</strong> deve però essere rimasto nel cuore, soprattutto degli utenti del web e dei social media, tanto da far guadagnare al suo &#8220;erede&#8221; il podio per quanto riguarda il numero di post (grafico 1) e la condivisione su Twitter (grafico 2). Meno rilevante invece il vantaggio guadagnato in termini di citazione nei blog, nelle news e nei forum (grafico 3), dove <em>Lo Hobbit</em> ha solo tre punti percentuali in più rispetto a <em>Il Cavaliere Oscuro &#8211; Il Ritorno</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_3179" class="wp-caption aligncenter" style="width: 589px"><img class="size-full wp-image-3179" title="shareoftweets-dark knight grafico2" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/shareoftweets-dark-knight-grafico2.jpg" alt="" width="579" height="230" /><p class="wp-caption-text">grafico 2 - fonte: Way to Blue</p></div>
<div id="attachment_3180" class="wp-caption aligncenter" style="width: 589px"><img class="size-full wp-image-3180" title="share buzz dark knight hobbit grafico 3" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/share-buzz-dark-knight-hobbit-grafico-3.jpg" alt="" width="579" height="241" /><p class="wp-caption-text">grafico 3 - fonte: Way to Blue</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Prometheus</em></strong> si riprende un po&#8217; giusto per quel che riguarda i temi e i personaggi più ricorrenti, in cui spicca <strong>Alien</strong> (grafico 4), forse proprio per la difficoltà di determinare l&#8217;esatta parentela del nuovo film con il classico sci-fi di <strong>Ridley Scott</strong>. Seguono <strong>Bane</strong> e <strong>Bilbo Baggins</strong>. Per quanto riguarda i <strong>registi</strong> (grafico 5), <strong>Peter Jackson</strong> non conoscere rivali, per quanto il trend generato dai tweet su<strong> Christopher Nolan</strong> presenti più picchi di minore intensità, indicando forse una maggior costanza nelle conversazioni sul <strong>social network</strong>.</p>
<div id="attachment_3181" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><img class="size-full wp-image-3181" title="buzz dark knight hobbitcparole chiave grafico 4" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/buzz-dark-knight-hobbitcparole-chiave-grafico-4.jpg" alt="" width="580" height="334" /><p class="wp-caption-text">grafico 4 - fonte: Way to Blue</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_3182" class="wp-caption aligncenter" style="width: 591px"><img class="size-full wp-image-3182" title="shareoftweets-dark knight director" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/shareoftweets-dark-knight-director.jpg" alt="" width="581" height="332" /><p class="wp-caption-text">grafico 5 - fonte: Way to Blue</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riusciranno i due rivali de <em>Lo Hobbit</em> a rimontare nelle classifiche di popolarità? E non manca qualche concorrente di un certo rilievo all&#8217;analisi? <a href="http://www.screenweek.it/film/25300-The-Hunger-Games"><em>The Hunger Games</em></a> è alle porte, mentre<em> The Avengers</em> ha già mandato in delirio il web per due volte, l&#8217;ultima con appena 13 secondi e nessuna novità di rilievo nel trailer. La sfida è aperta, voi cosa ne pensate?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Facebook, da Abduction a Spartacus, piace sempre di più a Studios e TV.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:36:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La serie di Starz e il film Lionsgate sbarcano sul social network in "day-and-date" con le release in tv e in home video, con risultati che fanno ipotizzare un ulteriore sviluppo del VOD social. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi abbiamo <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=2967" target="_blank">già parlato</a> di come sempre più produzioni indipendenti trovino uno sbocco ideale nel <strong>VOD</strong>, sia online che tramite i canali della tv tradizionale, e in particolar modo nel VOD cosiddetto <em>day-and-date</em>, cioè reso disponibile agli utenti nello stesso giorno dell&#8217;uscita sul grande schermo. Bene, ora il fenomeno sembra in via di espansione anche su <strong>Facebook</strong>, il popolare social network che si prepara a sbarcare in Borsa, e che a tal fine ieri ha reso noto un dossier in cui si parla di quasi <strong>850 milioni di utenti</strong> mensili e di un fatturato vicino ai <strong>quattro miliardi di dollari</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3235" title="abduction-movie" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/abduction-movie.jpg" alt="" width="550" height="272" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-3234"></span>Cifre roboanti a parte, in materia di film e più in generale di prodotti audiovisivi, non è la prima volta che entra in gioco la creatura di <strong>Mark Zuckerberg</strong>: è passato poco meno di un anno, infatti, da quando <strong>Warner Bros</strong> ha cominciato a usare <strong>Facebook</strong> per offrire alcuni dei propri titoli in <strong>streaming online</strong>, a partire da uno dei suoi più grandi successi degli ultimi anni, <em>Il Cavaliere Oscuro</em>. La novità sta dunque nel fatto che adesso il social network sia stato scelto dalla casa cinematografica <strong>Lionsgate</strong> e dalla tv premium <strong>Starz </strong>per lanciare due titoli in contemporanea rispettivamente all&#8217;uscita in home video e sul piccolo schermo. </p>
<p><strong>Starz</strong> ha addirittura anticipato di una settimana la trasmissione del primo episodio del suo serial peplum <em>Spartacus: Vengeance</em>, anche se in realtà più che un vero e proprio noleggio via <strong>Facebook</strong> si parla di un&#8217;anteprima a scopo promozionale. Il risultato però, come riporta <a href="http://www.homemediamagazine.com/streaming/facebook-adding-studio-friends-26255" target="_blank"><em>Home Media Magazine</em></a>, sembra essere stato comunque molto soddisfacente, con più spettatori di tutti quelli che avevano visto in digitale la prima stagione, <a href="http://www.episode39.it/shows/236-Spartacus-Gli-dei-dellarena" target="_blank"><em>Spartacus: Blood and Sand</em></a>, distribuita lungo ben tredici settimane. Secondo il vice presidente senior di <strong>Starz</strong>, <strong>Kelly Bumann</strong>, al successo dell&#8217;anteprima ha contribuito soprattutto la base di quasi due milioni e mezzo di fan che il telefilm ha su <strong>Facebook</strong>: <em>&#8220;Dar loro un assaggio è sicuramente servito, e abbiamo intenzione di rifarlo&#8221;</em>. <a href="http://www.screenweek.it/film/24121-Abduction-%E2%80%93-Riprenditi-la-tua-vita" target="_blank"><em>Abduction</em></a>, il thriller <strong>Lionsgate</strong> con la star di <em>Twilight</em> <strong>Taylor Lautner</strong>, è uscito sul social network a metà gennaio, in <em>day-and-date</em> con i dischi home video, e stando al vice presidente esecutivo del marketing dello studio cinematografico, <strong>Anne Parducci</strong>, è stato &#8220;<em>un buon inizio</em>&#8220;, grazie alla peculiarità di <strong>Facebook</strong>, che consente di <em>&#8220;vedere il film e interagire al contempo con gli amici, ed è solo l&#8217;inizio di una nuova concezione social con cui dobbiamo cominciare a confrontarci sin da adesso&#8221;</em>.<br />
<br/><br />
<em> &#8221;In teoria non c&#8217;è nessun motivo per cui Facebook non debba diventare un vero canale premium in futuro, in diretta concorrenza con Netflix o reti come Showtime&#8221;</em>, aggiunge l&#8217;analista del <strong>NPD Group</strong>, <strong>Russ Crupnick</strong>, secondo cui il fenomeno riceverà una spinta decisiva con la diffusione delle<strong> tv connesse a Internet</strong>. &#8220;<em>C&#8217;è un pubblico di massa che segue i talent sul social network, perciò l&#8217;opportunità di indirizzare i fan, per esempio, di Clooney o Claire Danes verso i loro film in uscita mostra dell&#8217;enorme potenziale&#8221;</em>. E questi sviluppi potrebbero non fermarsi ai prodotti cinematografici. Stando a <strong>Dean Alms</strong> di <strong>Milyoni</strong>, la società che ha sviluppato le pagine <strong>Facebook</strong> da cui fruire lo streaming di più di una dozzina tra major e distribuzioni indipendenti, a partire da questo mese i suoi utenti avranno a disposizione anche diverse serie tv. Ma c&#8217;è ancora riserbo su quali saranno i titoli che cominceranno a colonizzare l&#8217;universo social.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.homemediamagazine.com/streaming/facebook-adding-studio-friends-26255" target="_blank">Home Media Magazine</a>, <a href="http://www.thewrap.com/media/column-post/facebook-files-5b-ipo-8th-anniversary-sits-4b-cash-35011" target="_blank">The Wrap</a></p>
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		<title>Netflix apre i battenti in GB e Irlanda. Parte la concorrenza con LoveFilm.</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 13:28:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Decine di miglia di ore di nuovi contenuti in arrivo per gli utenti dei due Paesi europei, mentre il competitor inglese lancia il contrattacco abbassando i prezzi dello streaming.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sbarco era già stato annunciato, rimaneva un certo riserbo riguardo a tempi e contenuti. Ma nella corsa a solidificare le basi del proprio business, la compagnia di <strong>Reed Hastings</strong> non ha perso tempo e ha annunciato oggi l&#8217;attivazione del servizio di <strong>streaming VOD nel Regno Unito e in Irlanda</strong>, svelando infine anche quali saranno i <strong>contenuti</strong> messi a disposizione del nuovo pubblico europeo. Oltre ai già noti accordi con <strong>BBC WorldWide</strong>, <strong>MGM</strong>, <strong>Lionsgate</strong> e <strong>Moviemax</strong>, <strong>Netflix</strong> ha anche <a href="http://www.marketwatch.com/story/netflix-launches-in-the-united-kingdom-and-ireland-2012-01-09">annunciato</a> tra i propri fornitori le major <strong>Disney UK &amp; Ireland, Paramount, Sony Pictures Entertainment e 20th Century Fox</strong>, più <strong>NBCUniversal</strong> (controllante di <strong>Universal Pictures</strong>), <strong>Momentum Pictures, Viacom International Media Networks, All3Media, BBC, CBS, Channel 4&#8242;s 4oD</strong> e <strong>ITV</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3174" title="Netflix-UK-Irlanda" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/Netflix-UK-Irlanda.png" alt="" width="597" height="372" /></p>
<p><span id="more-3173"></span></p>
<p>Una risposta a tono rispetto alle ultime mosse del suo competitor britannico, che non più tardi del 6 gennaio aveva ufficializzato una nuova partnership con il servizio VOD di <strong>ITV</strong> e con <strong>BBC Worldwide</strong>, tanto che ora, secondo il <a href="http://www.ft.com/cms/s/0/c0af66a8-3aa4-11e1-be4b-00144feabdc0.html#axzz1ixdXvnoG"><em>Financial Times</em></a>, la battaglia si è spostata quasi completamente sul fronte dei <strong>prezzi</strong>. <strong>Netflix</strong> offrirà il suo servizio di streaming per circa <strong>sei sterline al mese</strong>, e sarà fruibile su tutti i dispositivi connessi in Rete comprese s<strong>mart tv, console per videogame, smartphone e tablet</strong>. La compagnia di <strong>Reed Hastings</strong> ha inoltre previsto <strong>un mese di prova gratuito</strong> ottenibile andando sul sito <a href="https://signup.netflix.com/global">Netflix.com</a>, mentre per ora non c&#8217;è traccia del servizio di noleggio via posta delle copie fisiche di film e serial. La sua controparte <strong>LoveFilm</strong>, proprietà <strong>Amazon</strong>, si è preparata al contrattacco riducendo il costo dei servizi di &#8220;Instant&#8221; VOD e offrendo un prezzo agevolato di circa <strong>5 sterline</strong> per chi sottoscriverà un abbonamento mensile allo streaming online senza richiedere l&#8217;invio per posta di DVD e Blu-ray. Inoltre, sottolinea il <em>Financial Times</em>, in confronto agli Stati Uniti  <strong>Netflix</strong> potrebbe incontrare maggiore concorrenza da parte delle<strong> pay-tv</strong>, in particolare <strong>Sky</strong> e <strong>Virgin</strong>, oltre che da parte delle grandi catene retail come <strong>HMV</strong> e <strong>Tesco</strong>.</p>
<p>Secondo quanto riportato da <a href="http://www.pcpro.co.uk/news/372064/netflix-uk-launch-marred-by-facebook-backlash"><em>PcPro.uk</em></a>, sembra che la società californiana abbia già suscitato le rimostranze di vari utenti per la scarsa chiarezza delle condizioni per il mese di prova gratuito, soprattutto per quel che concerne l&#8217;integrazione con <strong>Facebook</strong> e la privacy. Il sito scrive che molti temono la condivisione sul social network delle informazioni riguardo ai contenuti visualizzati su <strong>Netflix</strong>: curioso, dato che negli USA le opzioni <em>social</em> vengono solitamente annoverate tra i vantaggi dei nuovi servizi VOD, anche quelli offerti direttamente dalle major sulle proprie pagine. D&#8217;altra parte sembra inevitabile che con l&#8217;arrivo di un nuovo player di tal peso si creino nuovi apocalittici e nuovi integrati, ma per avere riscontri più precisi bisognerà aspettare il responso del primo mercato scelto dalla compagnia per l&#8217;espansione oltre l&#8217;Atlantico.</p>
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		<title>HBO vs. Netflix: l&#8217;emittente televisiva non rinnoverà l&#8217;accordo sul noleggio di Blu-ray e DVD</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 11:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continua il braccio di ferro tra Netflix e i network televisivi. Ieri vi abbiamo parlato di come la compagnia di Los Gatos, specializzata in VOD via streaming e nel noleggio di DVD via posta (il suo core business originale, ora sempre meno centrale nelle strategie della società) avesse beneficiato in Borsa delle notizie riguardanti il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua il braccio di ferro tra <strong>Netflix</strong> e i <strong>network televisivi</strong>. <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=3159">Ieri</a> vi abbiamo parlato di come la compagnia di Los Gatos, specializzata in <strong>VOD via streaming</strong> e nel noleggio di <strong>DVD</strong> via posta (il suo core business originale, ora sempre meno centrale nelle strategie della società) avesse beneficiato in Borsa delle notizie riguardanti il traffico generato nell&#8217;ultimo trimestre del 2011.</p>
<p><img class="aligncenter" title="hbo_go" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/hbo_go.jpg" alt="" width="500" height="337" /></p>
<p><span id="more-3162"></span></p>
<p>In questo periodo i suoi abbonati avrebbero infatti fruito <strong>due miliardi di ore</strong> tra film e serie tv in streaming: un ammontare che, secondo alcuni analisti, potrebbe fare concorrenza anche ai broadcaster tradizionali e includere Netflix nel novero delle 15 emittenti più viste degli USA. Non male visto che, per <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=3018" target="_blank">ammissione delle stesso CEO</a> <strong>Reed Hastings</strong>, il rivale con cui la compagnia dovrà fare i conti nel prossimo futuro saranno proprio le tv, e in particolare <strong>HBO</strong>, che il top manager ha definito &#8220;sempre più simile a Netflix&#8221; e viceversa.</p>
<p>Non stupisce perciò il contrattacco: ieri HBO ha confermato che non rinnoverà l&#8217;accordo con la società di Los Gatos, scaduto proprio a fine 2011.  La notizia è apparsa su <a href="http://www.thewrap.com/movies/article/hbo-refuses-sell-dvds-blu-rays-netflix-34110"><em>The Wrap</em></a>, che comunque ricorda come a differenza di altre emittenti che hanno concluso la loro partnership con il portale VOD, come<strong> Showtime</strong> e <strong>Starz</strong>, HBO non ha mai concesso i diritti per il noleggio in streaming dei suoi programmi, per cui la fine del rapporto riguarda solamente le copie fisiche in Blu-ray e DVD. La tv via cavo ha infatti sempre cercato di preservare il proprio servizio di streaming, offerto dal 2010 tramite il portale <strong>HBO Go</strong> e rafforzato di recente grazie all&#8217;estensione a tutti gli abbonati di <strong>Time Warner Cable</strong> (che fa pure capo alla controllante di HBO, il colosso dell&#8217;informazione e dell&#8217;entertainment Time Warner).</p>
<p>Secondo quanto affermato da un portavoce di Netflix, la compagnia riuscirà comunque a noleggiare ancora i DVD e i Blu-ray dei programmi di HBO acquistandoli da altri distributori dotati dell&#8217;apposita licenza: l&#8217;unico minus, per The Wrap, sarà quindi l&#8217;impossibilità di ottenere i titoli del catalogo home video della tv in via diretta e a prezzo agevolato. Ma la stoccata non sembra così temibile considerando come Netflix stia cercando da tempo di affrancarsi dal servizio di spedizione delle copie fisiche di film e  serie tv, considerato ormai una specie di zavorra in confronto a quello streaming che, primo, per il CEO Reed Hastings costituisce il futuro dei contenuti video e, secondo, è molto più facilmente esportabile oltreoceano.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>2 miliardi di ore di streaming negli ultimi 3 mesi: Netflix scala la classifica dei network più visti negli USA?</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/2-miliardi-di-ore-di-streaming-negli-ultimi-3-mesi-netflix-scala-la-classifica-dei-network-piu-visti-negli-usa-3159</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 14:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La società di Los Gatos ha diffuso in un comunicato stampa i dati riguardo al traffico streaming dell'ultimo trimestre del 2011, risultato pari a 2 miliardi ore tra film e serie tv. Un risultato che, secondo gli analisti, la fa saltare nella top 15 delle tv più viste degli Stati Uniti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2011 sarà pure stato per <strong>Netflix</strong> un anno difficile, con l&#8217;aumento dei prezzi per il noleggio dei contenuti video, la conseguente perdita di quasi un milione di utenti, il valore del suo business crollato di più di due terzi in Borsa  e l&#8217;evidente ricerca di liquidità per l&#8217;espansione verso l&#8217;Europa. Ma il <strong>2012</strong> sembra partire<strong> in controtendenza</strong> e aprirsi con auspici di gran lunga migliori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2774" title="netflix online" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/netflix-online.jpg" alt="" width="500" height="409" /></p>
<p><span id="more-3159"></span></p>
<p>A inizio settimana il portale di <strong>streaming VOD</strong>  ha annunciato una <strong>nuova serie in esclusiva</strong> con protagonista l&#8217;attore dei <em>Sopranos</em> e chitarrista di <strong>Bruce Springsteen</strong>, <strong>Steven Van Zandt</strong> (<a href="http://blogs.reuters.com/mediafile/2012/01/03/new-mobster-series-coming-to-netflix-next-month/"><em>Reuters</em></a>), che si chiamerà <em>Lilyhammer</em> e tratterà di un <strong>pentito di mafia</strong> costretto a rifugiarsi niente meno che in Norvegia per sfuggire alle ire del boss tradito.  La prima stagione sarà composta di 8 episodi, disponibili tutti simultaneamente a partire dal 6 febbraio, sempre nell&#8217;ottica di <strong>gareggiare con i grandi network</strong> a suon di<strong> contenuti originali</strong>. La notizia più rilevante è però arrivata ieri, quando la società di Los Gatos ha diffuso in un <a href="http://www.prnewswire.com/news-releases/netflix-members-enjoy-more-than-two-billion-hours-of-movies-and-tv-shows-in-fourth-quarter-136652138.html">comunicato stampa</a> i dati riguardo al <strong>traffico streaming dell&#8217;ultimo trimestre del 2011</strong>, risultato pari a <strong>2 miliardi ore</strong> tra film e serie tv.</p>
<p>La cifra non si riferisce ai soli Stati Uniti ma a tutti i territori coperti da <strong>Netflix</strong>, ora presente anche in Canada e America Latina. La notizia comunque è bastata a rilanciare la compagnia nelle previsioni degli analisti: come riferisce <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/analyst-netflix-15th-watched-tv-network-278033"><em>Hollywood Reporter</em></a>, <strong>Richard Greenfield</strong> della società esperta di trading <strong>BTIG</strong> ha dichiarato che queste cifre indicano una chiara<strong> erosione del pubblico televisivo</strong> operata dal VOD in streaming, in misura molto più ampia di quanto i broadcaster tradizionali non vogliano ammettere. Stando alle sue stime, considerando che gran parte del traffico dichiarato dovrebbe provenire dagli USA, con <strong>667 milioni di ore mensili</strong> Netflix si starebbe avviando a diventare la 15esima emittente televisiva del Paese in assoluto, e probabilmente la seconda in tutte le case dotate di abbonamento al portale.</p>
<p>Sarebbe infatti di 500 ore al mese la media dei network sotto la top 15 dei più visti del Paese, e il VOD della società di Los Gatos riuscirebbe a scalarla con un bacino di utenza che supera i 20 milioni di iscritti. Quindi, se si considerasse solo il 21% dello share realizzato dalle pay tv statunitensi, diffuse in circa 100 milioni di case, il<strong> monte ore di Netflix</strong> risulterebbe<strong> il secondo di tutta la nazione</strong>, inferiore solo a CBS e seguito dai 600 milioni di ABC e dai 265 di Disney Channel. Ma si tratta ovviamente di una proiezione elaborata su di un dato disaggregato: <strong>Netflix</strong>, specifica Greenfield, può assumere un <strong>ruolo primario nei nuclei domestici dei suoi abbonati</strong>, ma prendendo in considerazioni tutti i 100 milioni di case dotate di pay tv, il suo &#8220;<strong>share</strong>&#8221; si riduce a <strong>2,4 punti percentuali</strong>, risultando molto meno significativo.</p>
<p>Abbastanza, tuttavia, per convincere ieri la Borsa a far risalire il titolo dell&#8217;11%, invertendo la tendenza ribassista che ha caratterizzato gli ultimi mesi del 2011. Se le analisi di Greenfield fossero correte, il CEO <strong>Reed Hastings</strong> potrebbe perciò dormire sonni più tranquilli nella competizione in cui ha dichiarato di volersi imbarcare con le tv tradizionali, e in particolare con <strong>HBO</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>VOD all&#8217;inglese: Netflix guadagna BBC, LoveFilm ribatte con Sony.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 13:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A partire dai primi mesi del 2012 gli utenti di Netflix in Irlanda e nel Regno Unito potranno avere accesso a un portfolio di serie tv di culto come la sitcom Fawlty Towers e Miss Marple, ma il competior inglese LoveFilm risponde all'attacco con The Social Network e Salt. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cresce la competizione nel campo del <strong>video on demand</strong> in<strong> Gran Bretagna</strong>. <strong>Netflix</strong> continua infatti a preparare lo sbarco oltre l&#8217;Atlantico con una campagna volta ad aggiudicarsi contenuti abbondanti e di qualità,  puntando soprattutto sulle major con cataloghi appetibili quali <strong>Miramax</strong> e <strong>MGM</strong>,  e ora sul colosso per eccellenza del settore dei media britannici, cioè la <strong>BBC</strong>, nello specifico BBC Worldwide.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2775" title="netflix-tv" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/netflix-tv.jpg" alt="" width="500" height="350" /></p>
<p><span id="more-3083"></span>Ancora non si conoscono i termini finanziari dell&#8217;accordo, ma secondo quanto rivelato da <a href="http://www.thewrap.com/movies/article/fawlty-towers-miss-marple-coming-netflix-uk-subscribers-bbc-worldwide-deal-33803"><em>The Wrap</em></a>, a partire dai primi mesi del 2012 gli utenti del nuovo servizio di streaming <strong>in Irlanda e nel Regno Unito</strong> potranno avere accesso a un portfolio di serie tv di culto come la sitcom <em>Fawlty Towers</em> e<em> Miss Marple</em>, ma anche a telefilm più recenti quali<em> Inspector Lynley, Torchwood</em> e<em> Spooks</em>.</p>
<p>Ma il portale specializzato nel <strong>noleggio di film e serie tv via streaming</strong> non è l&#8217;unico a muoversi in questo momento: anche il suo diretto concorrente inglese, <strong>LoveFilm</strong>, sembra impegnato a prendere contromisure, tanto da stringere un&#8217;intesa con <strong>Sony</strong>, operativa a partire da giugno 2012, che gli consentirà di offrire ai propri iscritti anche titoli di grande richiamo come<strong><em> The Social Network</em></strong> e <em><strong>Salt</strong></em>. L&#8217;accordo siglato tra le due società riguarda la cosiddetta &#8220;seconda finestra per la pay tv&#8221;, e non va perciò a influire sui contratti già esistenti con altri operatori del settore come <strong>Sky</strong> e che permetterà a <strong>LoveFilm</strong> di distribuire via streaming sia uscite relativamente nuove che film di culto come <em><strong>Karate Kid, </strong></em>i cartoni animati di <em>Spider-Man</em> e <em>Transformers</em>. L&#8217;accordo pluriennale, spiega<a href="http://www.guardian.co.uk/media/2011/dec/21/lovefilm-streaming-sony-pictures-television"><em> The Guardian</em></a>, dovrebbe invece mettere i bastoni fra le ruote a <strong>Netflix</strong>, segnando un punto a favore del portale inglese che ha già al suo attivo una partnership simile con <strong>Warner</strong> e con l&#8217;indipendente <strong>Entertainment One</strong>.</p>
<p>Secondo un&#8217;analisi si <a href="http://www.screendaily.com/5035657.article"><em>Screen Intenrational</em></a>, la notizia dell&#8217;arrivo di <strong>Netflix</strong> ha comunque scosso in maniera  significativa il settore, rimasto a lungo fermo per il predominio di <strong>Sky</strong> appena mitigato dalla presenza di<strong> LoveFilm</strong>. A trarne beneficio, secondo il magazine, saranno soprattutto gli indipendenti, che hanno già visto crescere il valore dei loro titoli, mentre <strong>Netflix</strong> potrebbe incontrare più difficoltà con le major, preoccupate che la sua entrata in scena si traduca in un <strong>ulteriore declino per l&#8217;home video</strong>. Se <strong>Warner  </strong>mantiene la sua intesa con <strong>LoveFilm</strong>, <strong>Universal</strong> l&#8217;ha invece disdetta nel 2009 proprio a favore del mercato di DVD e Blu-ray, in cui a seguito di questa mossa la compagnia ha registrato un effettivo aumento dei profitti.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Tassa sui trailer: tra diritto e buon senso, una questione di opportunità</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 12:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non so ancora dire fino a che punto SIAE abbia pieno titolo nel richiedere il pagamento di una licenza per pubblicare i trailer cinematografici sui siti internet. Nessuna delle argomentazioni pro o contro mi ha fino ad ora convinto a fondo e quindi continuerò a raccogliere informazioni e pareri e ad ascoltare i diversi punti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/R55e-uHQna0" width="640" height="360" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Non so ancora dire fino a che punto SIAE abbia pieno titolo nel richiedere il pagamento di una <a href="http://storify.com/braddd/siae-vs-trailer">licenza</a> per pubblicare i trailer cinematografici sui siti internet. Nessuna delle argomentazioni <em>pro</em> o <em>contro</em> mi ha fino ad ora convinto a fondo e quindi continuerò a raccogliere informazioni e pareri e ad ascoltare i diversi punti di vista per cercare di farmi un&#8217;idea precisa, pur se <strong>considero il punto di diritto del tutto irrilevante ai fini del ragionamento che voglio fare in questa sede</strong>.</p>
<p>Vorrei infatti spostare la riflessione in un contesto più ampio per far notare a tutti quanto <strong>ogni vincolo o limite alla più libera circolazione dei materiali promozionali e pubblicitari online possa essere controproducente</strong> per l&#8217;economia nel suo complesso e quanto il danno portato da tali vincoli possa essere in proporzione più grave proprio per la filiera audiovisiva, di cui la SIAE fa parte in nome e per conto degli autori che rappresenta.</p>
<p>Sappiamo tutti quanto <strong>la circolazione dei materiali pubblicitari sui media tradizionali sia esclusivamente &#8220;a pagamento&#8221;</strong>. Sono più unici che rari i casi in cui anche solo il frammento di un trailer (o di uno spot) finisce in un telegiornale e la loro presenza al di fuori degli spazi pubblicitari è ridotta al minimo e comunque generalmente ottenuta grazie ad investimenti paralleli in pubblicità. Gli spot non fanno notizia o, meglio, nessuno sui media tradizionali vuole che sia così. Questo, però, non è mai stato vero per internet.</p>
<p><strong>Su internet ogni materiale che &#8220;meriti&#8221; di circolare ed essere condiviso trova una sua naturale cassa di amplificazione</strong> e risonanza attraverso siti di informazione, blog, comunità e, oggi più che mai, i social network. Per la prima volta produttori di beni e servizi, le loro agenzie e i creativi hanno a disposizione un &#8220;media&#8221; in cui possono sia &#8220;pianificare&#8221; spazi pubblicitari, pagando per ottenere una visibilità limitata al numero di contatti acquistati, sia &#8220;guadagnare&#8221; visibilità gratuità, potenzialmente infinita, inventandosi un messaggio che &#8220;meriti&#8221; l&#8217;attenzione della rete.</p>
<p>Per chi lavora sulla rete questa <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/07/paid-earned-owned.html">distinzione</a> tra &#8220;paid media&#8221; e &#8220;earned media&#8221; è diventata d&#8217;uso comune con l&#8217;evolversi del cosiddetto <strong>marketing virale</strong>, ma credo che ancora oggi, nonostante i responsabili marketing siano tutti pronti a vantarsi di averlo utilizzato, non ci sia reale consapevolezza della portata del fenomeno e di quanto la propagazione spontanea stia cambiando le regole stesse della comunicazione, in un processo che, oltre alla creatività, finirà per ridefinire la struttura dell&#8217;intero settore pubblicitario ed editoriale.</p>
<p>Senza spingerci oltre in un ragionamento che ci porterebbe troppo lontano vorrei tornare nel merito stretto della questione citando il caso del video pubblicitario che ho inserito a inizio di questo post. Si tratta dello <strong>spot Volkswagen della Passat 2012 pianificato durante il Super Bowl </strong>di quest&#8217;anno. Si è trattato del Super Bowl più seguito di sempre (111 milioni di spettatori medi secondo Nielsen) e a quanto mi risulta il costo per un break pubblicitario da 30&#8243; durante l&#8217;evento è di 3 milioni di dollari.</p>
<p>Il filmato, come accade ormai per quasi tutti gli spot trasmessi durante questo evento, caricato su <a href="http://www.youtube.com/watch?v=R55e-uHQna0">YouTube dalla stessa Volkswagen</a>, già prima della trasmissione aveva totalizzato 14 milioni di visualizzazioni ed è diventato un oggetto dalla dirompente carica virale diffusosi, gratuitamente, in tutto il mondo. Solo le visualizzazioni ottenute sul canale ufficiale sono ad oggi oltre 44 milioni (lo stesso risultato sarebbe costato circa 1 milione di dollari se le valutiamo ai prezzi da Super Bowl). Ma il canale ufficiale è solo uno delle decine di sorgenti video (compreso, ad esempio, il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=UGHY7cGAjgU">canale italiano</a> su cui ne ha totalizzate 57mila) su cui lo spot era stato caricato e da cui, poi, è stato embeddato e condiviso, attraverso blog, social network e così via.</p>
<p>Penso che si possa tranquillamente stimare che il video abbia raggiunto almeno un numero doppio di visualizzazioni rispetto a quelle ottenute attraverso il canale ufficiale e tutte questo grazie ad una diffusione spontanea che ha coinvolto, gratuitamente, i blog che ne hanno parlato, le comunità in cui è stato segnalato e i social network in cui tutto questo è stato condiviso. <strong>Un circolo virtoso dal quale i brand hanno solo e soltando da guadagnare, in grado di moltiplicare teoricamente all&#8217;infinito la penetrazione di un investimento d&#8217;avvio</strong>.</p>
<p>Certo, <strong>serve e servirà sempre anche l&#8217;investimento iniziale</strong>. Al minimo per produrre il messaggio ma anche per diffonderlo visto che non tutti i materiali promozionali hanno qualità tali da meritarsi visibilità, <strong>ma comunque sia internet funziona, ad oggi, da volano per la distribuzione di questi contenuti, moltiplicando il ritorno sull&#8217;investimento necessario a produrli e a dargli la diffusione d&#8217;avvio</strong> attraverso i media tradizionali.</p>
<p>Si tratta di un meccanismo di cui beneficia ormai ogni categoria di prodotto ma che ha la sua massima espressione proprio con <strong>i trailer cinematografici che sono virali per natura</strong>. Mentre la pubblicità di prodotti tradizionali deve fare spesso un grande sforzo per diventare coinvolgente (… <a href="http://screenrant.com/super-bowl-commercials-2011-discussion-mikee-100542/"><em>Advertising is more about making memorable moments than exposing a product</em></a> …), per trasformarsi da un messaggio che vende un prodotto a messaggio che coinvolge il pubblico raccontando una storia, il trailer cinematografico è già storia, è già emozione ed è quindi già intimamente in contatto con il suo pubblico di riferimento.</p>
<p><strong>A questo punto, avendo a disposizione qualcosa che è in grado di moltiplicare X2 o X3 o X10 il ritorno di un investimento pubblicitario, con benefici per tutti perché il sistema dovrebbe inserire un qualsiasi vincolo che ne vada a limitare il fattore di moltiplicazione?</strong></p>
<p>Rientrando nella questione dei trailer e della SIAE, anche se si arrivasse a richiedere la sottoscrizione di una licenza gratuita, penso che il danno maggiore deriverebbe dall&#8217;aver imposto una briglia ad un meccanismo di moltiplicazione che oggi ha un&#8217;equazione costituita solo da fattori d&#8217;amplificazione e, domani, potrebbe avere invece un limite imposto dalla quantità di &#8220;nodi&#8221; della rete che avendo una licenza possono, nella legalità, rilanciare un determinato contenuto.</p>
<p>Con questo ragionamento non voglio contestare il fatto che la SIAE abbia sollevato un pretesa, che tra l&#8217;altro scaturisce anche da un obbligo nei confronti dei suoi mandatari, ma invitare tutti a una riflessione sull&#8217;opportunità di inserire in un sistema di cui beneficia tutta la filiera audiovisiva (maggior ritorno sull&#8217;investimento vuol dire anche maggiore voglia di produrre materiali promozionali e quindi più lavoro per gli autori) un vincolo che giudichiamo anacronistico non per una qualche forma di idealismo, ma semplicemente perché dannoso.</p>
<p>Queste riflessioni hanno assunto per me un significato ancora maggiore alla luce delle <a href="http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=SPEECH%2F11%2F777">recenti dichiarazioni</a> del <em>Commissario Europeo per l&#8217;Agenda Digitale</em> <strong>Neelie Kroes</strong>, che pone l&#8217;accento sulla &#8220;necessità di sviluppare un sano e robusto contesto per la remunerazione dei creatori di opere dell&#8217;ingegno&#8221; (via <a href="http://punto-informatico.it/3341451_2/PI/News/sarkozy-streaming-ossessione-copyright.aspx">PI</a>) rispetto all&#8217;ossessione per la difesa al diritto d&#8217;autore.</p>
<p><strong>Prendersela con i trailer non aiuterà in nessun modo la filiera audiovisiva</strong>, mentre è proprio dalla collaborazione con la rete e dalla chiara distinzione tra cosa serve a promuove un bene o servizio ed quindi bene che circoli al meglio e <strong>cosa merita una remunerazione per tutti gli aventi causa</strong> che si può pensare di ricreare quel contesto e, soprattutto, un modello economico e tecnico tale da compensare produttori e autori per lo sfruttamento delle loro opere.</p>
<p>La priorità deve essere ristrutturare il sistema d&#8217;offerta audiovisiva accettando una volta per tutte che internet è il media definitivo, con a valle televisori, dispositivi mobili, web e tutto il resto -da cui resta fuori solo l&#8217;inattaccabile specifico delle sale cinematografiche- e un&#8217;infinità di opportunità commerciale per lo sfruttamento delle opere ed è su questo su cui bisognerebbe concentrare risorse, intelligenza e creatività.</p>
<p>Lasciate liberi i trailer e potremmo goderci ancora cose come questa qui sotto, che portano tanta gente al cinema!</p>
<p> </p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/EPNjWWQqWCA" width="640" height="360" frameborder="0"></iframe></p>
<p><em>Little Thor è un filmato virale realizzato dalla Marvel due mesi dopo lo spot Passat che ha ottenuto oltre 2,5 milioni di visualizzazioni solo sul suo canale ufficiale</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Verizon vs. Netflix, ultimi aggiornamenti: possibile offerta d&#8217;acquisto da 4,6 miliardi di dollari.</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 14:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[streaming online]]></category>
		<category><![CDATA[Verizon]]></category>

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		<description><![CDATA[Bloomberg riferisce come Verizion abbia "intenzioni serie" riguardo all'acquisto della società specializzata nel video on demand in streaming. Per gli analisti di Mediatech Capital, Netflix varrebbe 4 miliardi e mezzo di dollari. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si fermano le indiscrezioni intorno al progetto di <strong>Verizon</strong>, la seconda compagnia telefonica statunitense, di lanciarsi nel mondo dello<strong> streaming online</strong> con un progetto volto a sbaragliare il principale <strong>operatore VOD</strong> del momento, vale a dire <strong>Netflix</strong>. Ieri vi abbiamo parlato della possibilità che <strong>Verizon</strong> lanci un servizio concorrente fornendosi del brand <strong>Redbox</strong>, specializzato nel noleggio di film in DVD tramite distributori automatici al costo di un dollaro. Oggi invece nuovi rumors parlano direttamente della possibilità che il colosso della telefonia e di Internet faccia <strong>un&#8217;offerta per rilevare completamente la compagnia</strong> guidata da <strong>Reed Hastings</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3038" title="verizon_logo" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/verizon_logo.jpg" alt="" width="477" height="309" /></p>
<p><span id="more-3037"></span></p>
<p>Secondo <a href="http://www.thewrap.com/movies/column-post/verizon-rumor-mill-keeps-spinning-will-telecom-giant-buy-netflix-33529"><em>The Wrap</em></a>, le voci sarebbero solo frutto della volontà di <strong>Verizon</strong> di<em> &#8220;tirare acqua al suo mulino&#8221;</em>, facendo fioccare le indiscrezioni che un <strong>portavoce di Netflix</strong> si è rifiutato di commentare definendole <strong>mere  speculazioni</strong>. Secondo gli analisti finanziari consultati dal magazine, inoltre, un&#8217;OPA non sarebbe conveniente in questo momento, dato che il <strong>valore della società in Borsa</strong> eguaglia appena quello degli investimenti previsti nel breve periodo per il pagamento dei diritti per lo streaming. Non è infatti un mistero che <strong>Netflix</strong> preveda di spendere <strong>3 miliardi e mezzo di dollari</strong> nei prossimi anni per aggiudicarsi nuovi contenuti e poter così competere con l&#8217;offerta dei network televisivi sempre più protesi verso la Rete.</p>
<p>Ma se <em>The Wrap</em> tende a smorzare la notizia, <a href="http://www.bloomberg.com/news/2011-12-12/verizon-very-serious-about-interest-in-netflix-bibb-says.html"><em>Bloomberg</em></a>  riferisce proprio oggi come <strong>Verizion</strong> abbia<em><strong> &#8220;intenzioni serie&#8221;</strong></em> riguardo all&#8217;acquisto della società specializzata nel video on demand in streaming. L&#8217;analisi proviene da un esperto di <strong>Mediatech Capital</strong>, secondo cui la vendita potrebbe concludersi per Pasqua per un <strong>valore di circa 4 miliardi e mezzo di dollari</strong>. Sempre secondo le fonti consultate da <em>Bloomberg</em>, <strong>Verizon</strong> starebbe prendendo in considerazione l&#8217;opportunità di questa mossa a causa delle crescenti preoccupazioni, condivise da tutte le compagnie di TLC, per l&#8217;aumento dei costi a cui potrebbe andare incontro per la diffusione di contenuti video sulle sue reti proprio a causa di provider come <strong>Netflix, Amazon e Hulu</strong>, che rifiutano di condividere i proventi delle loro attività di streaming.</p>
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