Cinema 2.0

La Cina investe sull’on demand di iQIYI

Leader cinese del video on demand online, iQIYI è un nome che ormai si sente sempre più spesso in relazione al mercato cinematografico della Repubblica Popolare. Secondo i suoi dirigenti arriverà in 5 anni a raggiungere i ghiotti volumi del box office, che superano i 3,5 miliardi di dollari. Per ora di sicuro l’operatore ha ottenuto l’attenzione della sua controllante, il colosso delle ricerche online Baidu, che nel presentare i risultati in crescita del 52% della sua trimestrale ha confermato di voler aumentare gli investimenti nel servizio video online.

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YouTube: un abbonamento per liberasi della pubblicità

Stanchi di dover aspettare quel mezzo minuto di spot prima di vedere il video che stavate cercando su YouTube? O di trovarvi qualche annuncio invadente mentre vi state godendo una playlist? Se siete disposti a pagare per un tale comfort visivo e uditivo, questo potrebbe essere esattamente il primo passo del portale nel campo delle offerte ad abbonamento. A confermarlo è stata Susan Wojcicki, CEO della piattaforma controllata da Google, secondo cui la compagnia starebbe lavorando a una formula a pagamento priva di pubblicità, in modo da dare più scelta all’utente/consumatore.

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Tv connesse: Amazon rilancia con una chiavetta che fa concorrenza a Chromecast

Ormai, nel campo della tv connessa in rete, le loro mosse sembrano complementari e a ogni passo avanti di una, corrisponde una contromisura dell’altra. Stiamo parlando di Google e Amazon, due colossi del web da tempo impegnati in una corsa per accaparrarsi una fetta di questo mercato già in grande espansione (secondo le stime di TDG, gli apparecchi televisivi collegati godono di una penetrazione del 63% negli Stati Uniti) e che potrebbe ricevere ulteriore impulso dalla decisione di emittenti quali HBO e CBS di far partire un’offerta “stand alone”, vale a dire sganciata da quella televisiva tradizionale e dedicata solo agli utenti web. Se nemmeno due settimane fa l’azienda di Mountain View ha rilasciato il primo set-top box con Android TV, il Nexus Player di Asus, recuperando così il distacco con Amazon Fire TV, ieri il portale di eCommerce ha recuperato terreno con il lancio di una chiavetta low cost con funzionalità simili a quella di Google, in commercio dal 2013. Si chiama Fire TV Stick, costa 39 dollari e permetterà di vedere in streaming sullo schermo televisivo una vasta gamma di contenuti tramite le applicazioni native di partner quali  Netflix, Hulu e ovviamente il servizio di video on demand della stessa AmazonPrime Instant Video. Già presenti anche importanti operatori del settore musicale come Spotify e Vevo.

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Biglietto cinematografico addio: arrivano i ticket smart

Quante volte andando al cinema avete conservato il biglietto dello spettacolo per ricordo? Ora anche questa pratica un po’ nostalgica e romantica rischia di scomparire con l’implacabile evoluzione tecnologica. A cominciare il processo l’americana MovieTickets.com, che entro la fine dell’anno comincerà a testare un nuova forma di ingressi da visualizzare sullo smartphone senza bisogno di essere scansionati (o tantomeno strappati). La nuova tecnologia è pensata per vincere le resistenze delle sale USA, che finora hanno evitato di adottare i biglietti “mobile” per il costo delle macchine necessarie per leggerli e i relativi investimenti richiesti.

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Netflix, è già tensione sulle finestre in Francia

Se negli Stati Uniti il portale di streaming ha riaperto il  braccio di ferro tra il video on demand e le sale,  aggiudicandosi la release in day-and-date de La Tigre e il Dragone 2, le acque sembrano agitarsi anche al di là dell’Atlantico, in uno dei principali mercati europei dell’audiovisivo. L’operatore di SVOD (subscription video on demand) si è accordato sempre con la Weinstein Company per far uscire direttamente online due titoli dello studio che non hanno performato particolarmente bene in patria, ma comunque di un certo richiamo e con star internazionali, come la commedia St. Vincent, con  Bill Murray e Melissa McCarthy, e The Disappearance of Eleanor Rigby, con Jessica Chastain, e James McAvoy, passato per festival quali Tornonto e Cannes.

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I make movies: l’antipirateria impara dalla Silicon Valley

Dopo anni di campagne  dal tono accusatorio e poliziesco, l’antipirateria ha imparato da quelli che prima considerava i suoi concorrenti, le industrie dell’high-tech e dal loro stile di comunicazione luminoso, evocativo, pregno di positività e di attenzione ai sogni e alle aspirazioni del suo target. Ecco così che anche la prossima campagna dell’MPAA, la Motion Pictures Association of America che riunisce le major statunitensi del cinema e dell’intrattenimento, ha deciso di mettere da parte i volti noti e le grandi star per valorizzare il lavoro delle maestranze e di professionisti con cui il grande pubblico potrebbe trovare più facile l’identificazione.  La campagna si chiama I make movies, partirà negli Stati Uniti tra due settimane  e ieri anche l’Italia ha potuto averne un piccolo assaggio grazie a una masterclass sul tema organizzata dall’ANICA al Maxxi in occasione del Festival Internazionale del Film di Roma.

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Lionsgate e Tribeca si alleano alla conquista del VOD d’autore

Cosa ci fanno insieme una major che si sta facendo strada nell’Olimpo hollywoodiano, soprattutto con franchise quali Hunger Games e Twilight, e uno dei principali appuntamenti festivalieri del cinema indipendente? La risposta è nei nuovi modelli di distribuzione e di visione del prodotto cinematografico, fondamentali soprattutto per quei titoli d’autore o di nicchia cui non sempre viene riservato grande spazio dai media internazionali. Ecco perciò che lo studio Lionsgate e la kermesse newyorkese Tribeca hanno deciso di allearsi per lanciare un nuovo portale di video on demand, con un ricambio settimanale di titoli, dove a contare non sarà la quantità di film offerti ma la cura nella loro selezione.

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Nexus Player, ecco l’Android TV

Che non si dica che Google non mantiene le promesse: annunciata ufficialmente a giugno è già pronta a fare il suo ingresso sul mercato Android TV, lo standard con cui il colosso di Mountain View intende ritagliarsi una larga fetta del settore delle tv connesse in rete. A dare il via alla corsa è un nuovo set-top box realizzato dalla taiwanese Asus, il Nexus Player, con cui i consumatori americani potranno collegare il piccolo schermo al web e fruire dell’offerta di Netflix, Hulu Plus, Google Play, YouTube e molti altri operatori della distribuzione online, più altre feature smart non consentite da Chromecast.

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Netflix: trimestrale sotto le aspettative e “inevitabile” scontro con HBO

Il CEO Reed Hastings lo va ripetendo da 3 anni e l’intera strategia recente di Netflix sembra essere stata tarata su questo preciso momento: quello in cui i colossi della tv tradizionale si sarebbero aperti ai nuovi modelli di distribuzione digitale, scendendo sullo stesso campo di gioco degli over the top. Così alla notizia che HBO è intenzionata  a lanciare negli USA, a stretto giro, un portale di video on demand indipendente dalla sua attività di pay-tv, il leader locale dello streaming ad abbonamento non si è scomposto, indicando nella lettera trimestrale agli azionisti come “inevitabile e sensato” lo scontro con il nuovo competitor.

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HBO fa il salto: on demand online (senza abbonamento tv) dal 2015

La notizia era attesa da tempo dai fan di tanti popolari serial: l’emittente americana a pagamento HBO lancerà nel 2015 (nei soli Stati Uniti) un servizio di video on demand online sganciato dall’abbonamento alla pay tv, aprendosi così a quella fascia di utenti interessati alla visione tramite internet,  ma non a quella “lineare”, cioè via cavo, satellite o altri canali di diffusione tradizionali. La mossa, che potrebbe finalmente portare al pubblico della rete in modo puntuale e legale titoli come Game of Thrones, GirlsBroadwalk Empire, è stata a lungo rimandata nonostante le proteste degli internauti, che qualche anno fa hanno addirittura lanciato una petizione sul web a tal proposito, e nonostante gli altissimi livelli di pirateria registrati a ogni nuova messa in onda delle serie più popolari. Stavolta però la tv sembra davvero pronta a fare il balzo e sganciare il suo servizio di streaming, HBO Go, dal pacchetto pay, anche se non sono state ancora rivelate le condizioni, i prezzi e il catalogo della nuova offerta, “per non dare troppo vantaggio ai competitor” come ha spiegato il CEO Richard Plepler.

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