Cinema 2.0

Venezia 71 – Di che cinema sei? Produttori, distributori e sale a confronto sul digitale

C’è un fronte di registi in prima linea per difendere la pellicola e una certa qualità dell’immagine che secondo loro solo l’analogico può garantire; ci sono altri filmmaker che da anni stanno sfruttando la flessibilità del digitale e altri ancora la spettacolarità del 3D. Godard, tanto per essere sempre sulla cresta, ha girato il suo ultimo film in tre dimensioni con smartphone, fotocamere e go-pro. Per chiunque si parteggi, è indubbio che la rivoluzione tecnologia in corso nel mondo del cinema investa ogni singolo comparto della filiera, da quello artistico alle maestranze, fino ad arrivare alla visione domestica del prodotto. Questo l’ampio ventaglio di temi toccato dal tradizionale incontro organizzato nell’ambito della 71. Mostra del Cinema di Venezia dalla distribuzione digitale Microcinema. Titolo del dibattito “Cinema. Passato, Presente, Futuro. Di che tempo sei?” e a parteciparvi sono stati i rappresentanti delle principali associazioni di categoria, con punti di vista talvolta anche in contrasto sui temi che dovranno essere in cima all’agenda del settore.

adieu au langage

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Venezia 71 – Cambia Canali: le associazioni dell’audiovisivo unite per la riforma della Rai

Si autodefinisce “il fronte unito delle associazioni degli autori e dei produttori dell’industria creativa”, quella che abbraccia la tutti i mezzi in cui è possibile vedere film, serial, video, immagini e musica in movimento, e come fronte è pronto a “combattere” per un radicale cambiamento della tv statale. Uno che investa non solo le strutture ma il concetto stesso di “servizio pubblico”, nato in un contesto sociale, economico e soprattutto tecnologico molto diverso, in cui non c’erano la Rete, il digitale e tutti i nuovi dispositivi di cui ora è affollata la vita quotidiana degli italiani. I promotori della riforma sono 100Autori, Agpci, Anac, Anica, Apt, Art, DOC/IT, PMI Cinema e Audiovisivo e l’occasione per discutere della loro proposta è stata un incontro tenutosi ieri, a Venezia, nell’abito della 71. Mostra del Cinema, intitolato significativamente “Cambia Canali.

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Venezia 71. La Mostra on demand

Prende oggi ufficialmente il via la 71e edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e, come tutto il mondo del cinema, anche la kermesse del Lido si caratterizzerà quest’anno per un maggiore legame col mondo dell’online e in particolare dell’on demand.

la vita oscena

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Time Warner: l’on demand sempre più centrale per i ricavi delle media company

Lo SVOD (subscription video on demand) sta diventando una fonte di entrate sempre più rilevante non solo per il settore audiovisivo nel suo complesso ma anche per i colossi mediatici. A sostenerlo il CEO di Time WarnerJeff Bewkes, che presentando i dati trimestrali della compagnia ha sottolineato anche le rilevanti aspettative di crescita riguardanti il ramo dello streaming ad abbonamento. Se nel 2013 la cessione di diritti a operatori quali Netflix, Amazon e Hulu ha generato ben 400 milioni di dollari, per l’anno in corso ci si aspetta una crescita percentuale a doppia cifra “e per questo non intendo 10 o 20% ma molto di più”, ha sottolineato il top manager. A renderlo così fiducioso nel comparto, non solo la diffusione di questo modello di consumo ma anche la crescente concorrenza tra gli operatori, che sta spingendo verso l’alto anche i margini delle major dell’intrattenimento. 

vod mix USA

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Wide: dalla Francia al Regno Unito grazie al VOD

Se il leader americano dello streaming ad abbonamento, Netflix, sta per lanciare la sua offensiva al Vecchio Continente, i servizi già presenti nel mercato europeo si stanno organizzando per contrattaccare in anticipo. La casa di produzione e distribuzione Wide sta ad esempio oltrepassato i confini francofoni, lanciandosi nella distribuzione on demand dei suoi titoli in Inghilterra e Irlanda. Lo farà attraverso una partnership con la piattaforma VOD FilmDoo, specializzata appunto nel prodotto indipendente locale e internazionale. Il primo film della casa cinematografica francese a uscire “su richiesta” oltremanica sarà un titolo già passato alla Berlinale, Supernova, che sarà portato ind ay-and-date anche nelle sale dal distributore locale Matchbox. L’intesa con FilmDoo al momento sarà limitata alle due aree inglesi e irlandesi, ma l’intenzione è di espanderla ad altri territori anglofoni.

Supernova

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Gli italiani? Veri “onnivori digitali” [INFOGRAPHIC]

Il 44% degli italiani è dotato di tutti i principali dispositivi tecnologici necessari per connettersi: non più solo laptop ma anche smartphone e tablet, in un mix high-tech cui si accompagna anche una maggior voracità nel consumo di contenuti online. A rivelarlo è un’indagine di Deloitte svolta tra marzo e aprile 2014 su oltre 2 mila consumatori del nostro Paese, da cui si evidenzia non solo la diffusione dei telefonini di ultima generazione (posseduti dall’85% degli intervistati), ma anche il peso crescente dei tablet, che rispetto al 2013 hanno aumentato di ben il 20% la loro incidenza sulla dotazione tecnologica del campione. Insieme alla penetrazione dei dispositivi aumenta dunque la porzione dei cosiddetti “onnivori digitali”, distribuiti in modo equo tra uomini e donne (il 46% del totale) e tra le diverse fasce d’età. Perfino un quarto dei maturi, dai 67 ani in su, possiede sia tablet che laptop che smartphone,  dato in crescita fino al 52% passando ai millenials (14-24 anni) e che trova la sua massima espressione (54%) nella generazione X, cioè i primi alfabeti digitali tra i 31 e i 47 anni.

Deloitte onnivori digitali
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Netflix: come lo si può vedere dall’Italia e con quali conseguenze

Su Cineguru.biz abbiamo già parlato abbondantemente di Netflix, di come la sua formula ad abbonamento mensile abbia sostenuto la crescita del video on demand negli Stati Uniti e di come la sua progressiva espansione in Europa potrebbe scardinare e al contempo dare nuovo impulso a questo settore anche nel Vecchio Continente. A partire da settembre il servizio aprirà le attività in alcuni dei mercati più forti e strutturate dal punto di vista dell’audiovisivo, in particolare quello francese e tedesco, senza toccare però il nostro Paese, si dice a causa del nostro ritardo nella banda larga. In realtà c’è da chiedersi quanto l’esclusione dell’Italia non abbia a che fare con la difficoltà a reperire i diritti su film e contenuti di successo, in particolare di produzione nazionale, con la forza e l’influenza dei broadcaster su tutta la filiera e con la centralità di calcio e sport nell’intrattenimento domestico. Tutte questioni che potrebbero tuttavia diventare secondarie rispetto a un dato di fatto fondamentale: vedere Netflix dall’Italia non è solo tecnicamente possibile, ma potrebbe diventare presto un’alternativa cui rivolgersi per consumatori sottoposti a quello che appare come un palese “gap” di mercato.

netflix e l'italia

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Film al PC? Cederanno il passo alla smart tv, parola di Wuaki

La possibilità di vedere film al computer, con tutta la flessibilità concessa dallo streaming, è stato uno dei vettori fondamentali di crescita del video on demand. Con la diffusione del mobile, della quantità e della qualità dei dispositivi connessi, le modalità di visione di prodotti cinematografici e televisivi sul web sembrano però destinate a un’ulteriore evoluzione, sempre più lontana dallo schermo del computer. Una tendenza confermata dai risultati di Wuaki.tv, la piattaforma di VOD controllata dal colosso giapponese dell’eCommerce Rakuten, attiva in Spagna e Regno Unito e secondo indiscrezioni prossima a un’espansione europea di maggior rilievo. L’operatore ha infatti reso noto che i suoi contenuti trasmessi direttamente su smart tv sono aumentati del 65% dall’introduzione di un’app nativa del servizio sugli apparecchi dei principali marchi, quali LG, Samsung e Panasonic. Anche le delivery su altri dispositivi connessi mostrano cifre in rialzo: un +25% è stato registrato ad esempio sullo streaming verso tablet, console Xbox, smartphone e la chiavetta smart di Google, Chromecast. 

Wuaki

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Video Shorts: Amazon punta sulle clip e sfida YouTube, ma non troppo

Una nuova sezione gratuita dedicata a video brevi di ogni genere, dai trailer, ai tutorial, a quelli musicali. È questa l’ultima mossa del colosso dell’eCommerce per affermarsi quale piattaforma principe del consumo audiovisivo. Mentre YouTube sta per assottigliare in modo sostanziale la sua offerta pubblica di contenuti, almeno secondo indiscrezioni sempre più insistenti, con l’intento di convertirsi a una formula ad abbonamento in stile Spotify, Amazon fa esordire la sua nuova sezione Video Shorts, dove si trovano bene in evidenza gli ultimissimi materiali promozionali dei film di maggior richiamo, ma anche Katy Perry e il vasto catalogo di VEVO, tra i partner più “irrequieti” e fondamentali della piattaforma di Google.

video shorts amazon

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Netflix: la Francia ridurrà la finestra SVOD per contrastare l’impatto dell’operatore straniero

Cedere terreno per contrattaccare. Questa sembra la mossa scelta dal sistema francese per contrastare l’arrivo di Netflix, potente player americano del video on demand. Come l’intera filiera audiovisiva, nel Paese d’oltralpe anche la fruizione di film e serie tv in Rete è soggetta infatti a un rigido sistema regolatorio, che attualmente prevede un periodo di 36 mesi affinché un titolo arrivi dal grande schermo al catalogo degli operatori di SVOD, quelli cioè che offrono contenuti on demand a fronte di un abbonamento, di solito mensile. Un tempo piuttosto lungo, che Netflix, operativa sul web francese a partire dal prossimo settembre, ha deciso di aggirare stabilendo la sede del proprio business in Lussenburgo, territorio a quanto pare più flessibile e non solo dal punto di vista fiscale.

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