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	<title>CineGuru &#187; Box Office</title>
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	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
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		<title>Cinetel: a gennaio 2012, presenze e incassi in calo del 31%</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 15:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Box Office]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Non c'è l'ha fatta il botteghino dell'ultimo mese a battere il successo registrato l'anno scorso grazie a Che bella Giornata di Checco Zalone, né quello suscitato l'anno precedente dal caso Avatar. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se nell&#8217;ultimo anno si è parlato spesso della mancanza del cosiddetto <strong>&#8220;effetto Avatar&#8221;</strong> sul box office (tanto italiano quanto internazionale), nel nostro Paese si potrebbe cominciare a parlare presto anche di un <strong>&#8220;effetto Zalone&#8221;</strong>. Questo almeno è quanto sembra emergere dai dati <strong>Cinetel</strong> relativi al primo mese del 2012, che vedono un calo abissale di presenze rispetto al 2011 e soprattutto mostrano linee di tendenza che, se confermate, porterebbero in direzioni ben diverse da quelle finora messe in rilievo da esperti e operatori del settore.</p>
<div id="attachment_3249" class="wp-caption aligncenter" style="width: 605px"><img class="size-full wp-image-3249" title="cinetel gennaio 2012" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/cinetel-gennaio-2012.jpg" alt="" width="595" height="400" /><p class="wp-caption-text">top 10 incassi e presenze gennaio 2012 - dati Cinetel</p></div>
<p><span id="more-3248"></span>A gennaio il campione monitorato da <strong>Cinetel</strong>, pari circa al 90% del mercato, ha fatto registrare <strong>13 milioni e 37 mila biglietti staccati</strong>, pari a un incasso di<strong> 85 milioni e 598 mila euro</strong>:<strong> calano perciò del 31% gli ingressi</strong> rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, in cui grazie all&#8217;enorme successo della commedia <em>Che bella giornata</em> (che da sola ha raccolto più di 6 milioni e mezzo di spettatori) si era registrata la cifra record di quasi 19 milioni di biglietti. E lo stesso si può dire di gennaio <strong>2010</strong>, in cui a fronte dei 4 milioni e mezzo di spettatori di <em>Avatar</em>, furono staccati in tutto<strong> 16 milioni e 800 mila biglietti</strong>. Il dato sembra invece in linea con i risultati pre-Avatar: nel primo mese del 2009 si sono contate infatti 12,8 milioni di presenze, nello stesso periodo del 2008 12,9 milioni e nel 2007 poco più di 13 milioni.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-3250" title="benvenuti-al-nord-claudio-bisio-alessandro-siani" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/benvenuti-al-nord-claudio-bisio-alessandro-siani.jpg" alt="" width="500" height="328" /></p>
<p>Altro dato in controtendenza rispetto agli ultimi del 2011, la crescita della <strong>quota del prodotto americano</strong>, che passa dal 25,7% di un anno fa al<strong> 32% di oggi</strong>. Senza dimenticare, tuttavia, di includere nel novero anche altri blockbuster di nazionalità inglese ma comunque afferenti alle major statunitensi come<em> Sherlock Holmes: Gioco di ombre</em> (5,29 milioni di euro incassati) e <em>La talpa</em> (2,54 milioni). Rimane comunque intatto il primato dei<strong> film italiani</strong>, con in testa <em><strong>Benvenuti al Nord</strong></em> e i suoi 21 milioni e mezzo d&#8217;incasso, seguito immediatamente da <strong><em>Immaturi &#8211; Il Viaggio</em></strong> (quasi 11 milioni e mezzo), e più giù in classifica dal film di <strong>Pieraccioni</strong>, <em>Finalmente la felicità</em> (poco meno di 3 milioni a gennaio) e dal cinepanettone <em><strong>Vacanze di Natale a Cortina</strong></em> (2,8 milioni nel primo mese del nuovo anno). L&#8217;insieme di questi titoli porta il prodotto italiano al sempre ragguardevole traguardo del <strong>49% del mercato</strong>, ma non abbastanza da eguagliare il <strong>69% del 2011</strong>, sempre sospinto dal suddetto &#8220;effetto Zalone&#8221;.  E con la quantità di titoli fortemente attesi che le major porteranno nelle nostre sale nei mesi primaverili ed estivi, c&#8217;è da chiedersi se questa leadership non rischi di venir messa duramente alla prova anche nel resto del 2012.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.giornaledellospettacolo.it/news-e-attualita/news/9184-cinema-cinetel-a-gennaio-spettatori-in-calo-ma-in-linea-con-media-stagionale.html">Giornale dello Spettacolo</a></p>
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		<title>Box Office Italia 2011: 37% al prodotto nazionale, ma calano incassi e biglietti</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 14:16:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Box Office]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizio]]></category>
		<category><![CDATA[Anica]]></category>
		<category><![CDATA[box office italia]]></category>
		<category><![CDATA[box office italiano 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Borg]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella top del box office 4 italiani, tutti comici, capeggiati da Zalone. Ma il sorpasso con la Francia ma non è arrivato: la quota di mercato è del 37%, penalizzata dai controversi risultati di Natale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi abbiamo già parlato delle <strong>perdite</strong> registrate dal <strong>botteghino statunitense nel 2011</strong>. Oggi tocca a quello <strong>italiano</strong> che rispetto al 2010 ha fatto segnare un <strong>8% in meno nelle presenze</strong>, <strong>poco più di 100 milioni</strong> rispetto alle oltre 110 dell&#8217;anno precedente, e un <strong>10% in meno negli incassi</strong>, pari a circa <strong>661 milioni di euro</strong> a fronte dei 735 del 2010. Come vi avevamo già segnalato in occasione della &#8220;preview&#8221; di novembre, presentata in occasione delle <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=2925">Giornate Professionali di Cinema di Sorrento</a>, la flessione non può certo essere attribuita al <strong>prodotto italiano</strong>, che, forte della corazzata delle sue <strong>commedie</strong>, si è conquistato il <strong>37% della mercato</strong> (il 35 se si escludono le coproduzioni), vale a dire un po&#8217; meno di quel 40% prefigurato fino a poco tempo fa dal presidente dell&#8217;<strong>Anica</strong> <strong>Riccardo Tozzi</strong> e un po&#8217; meno della quota nazionale francese, che rimane perciò imbattuta, ma comunque significativo soprattutto perché in crescita di circa 6 punti percentuali. Non abbastanza, però, da compensare quei 10 lasciati sul campo dal <strong>cinema americano</strong>, che passando <strong>dal 56 al 46%</strong> ha portato con sé parte del box office.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_3191" class="wp-caption aligncenter" style="width: 607px"><img class="size-full wp-image-3191" title="top 20 Italia 2011 per presenze" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/top-20-Italia-2011-per-presenze.jpg" alt="" width="597" height="348" /><p class="wp-caption-text">top 20 Italia 2011 per presenze</p></div>
<p style="text-align: center;"><span id="more-3190"></span></p>
<p>Colpa perciò della crisi che ha investito anche il mercato interno USA e della difficoltà di replicare l&#8217;<strong>effetto Avatar</strong>? Forse in parte sì, ma sono anche altre le criticità che emergono nel sistema italiano. Come ha ricordato il presidente <strong>Cinetel</strong>, nonché AD di Universal Pictures e neo-presidente dei distributori Anica <strong>Richard Borg</strong>, la frequentazione media delle sale cinematografiche per un <strong>italiano</strong> è di <strong>circa 1,4 volte l&#8217;anno</strong>: in Francia sono 3, e non è nemmeno il Paese occidentale con i valori più alti. E questo si riflette sui 215 milioni di ingressi registrati Oltralpe nel 2011, un record che oggi sembra per noi ancora più lontano e che, per quanto possano sforzarsi di sostenerlo alcuni rappresentanti di categoria, non può di certo essere solo il frutto di una solida legislazione antipirateria, tra l&#8217;altro di solito più incisiva sull&#8217;home video.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_3192" class="wp-caption aligncenter" style="width: 606px"><img class="size-full wp-image-3192" title="presenze incassi Italia confronto 2011-2010" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/presenze-incassi-Italia-confronto-2011-2010.jpg" alt="" width="596" height="147" /><p class="wp-caption-text">presenze incassi Italia confronto 2011-2010</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo il nuovo presidente dell&#8217;<strong>Anec</strong>, <strong>Lionello Cerri</strong>, la situazione non è allarmante. Il rappresentante degli esercenti si è detto fiducioso nella combinazione vincente tra<em> &#8220;un forte prodotto americano e un forte prodotto nazionale&#8221;</em>, nonostante ci sia l&#8217;evidente esigenza di <strong>recuperare fasce di pubblico</strong>, sia aprendo nuove strutture nelle aree che ne risultano sprovviste, sia  <em>&#8220;riordinando e moltiplicando laddove possibile, quelle esistenti&#8221;</em>. Tra l&#8217;altro senza contare troppo su un sostegno pubblico che<em> &#8220;in confronto alla Francia è di 1 a 10&#8243;</em>. Si potrebbe, tuttavia, pensare secondo <strong>Cerri</strong> a una <strong>nuova grande iniziativa di promozione nazionale</strong>, che coinvolga ad esempio<strong> il gioco del Lotto</strong>, un po&#8217; sulla falsariga di quello che avviene in <strong>Inghilterra</strong> con il <strong>BFI</strong>, finanziato dalla <strong>lotteria</strong>. Più in generale, il presidente dell&#8217;<strong>Anec</strong> è tornato a parlare dell&#8217;importanza dell&#8217;<strong>educazione al cinema</strong> per le nuove generazioni, cresciute nell&#8217;epoca della tv senza film e di internet, mentre secondo il suo omologo dell&#8217;<strong>Anem</strong>, <strong>Carlo Bernaschi</strong>, sarebbe opportuno ripristinare iniziative come <strong>i mercoledì e i pomeriggi al cinema a prezzo scontato</strong>, dato che<em> &#8220;le ultime risalgono al &#8217;98&#8243;</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_3193" class="wp-caption aligncenter" style="width: 608px"><img class="size-full wp-image-3193" title="quote di confronto 2011-2010" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/quote-di-confronto-2011-2010.jpg" alt="" width="598" height="226" /><p class="wp-caption-text">quote di mercato - confronto 2011-2010</p></div>
<p>Anche il presidente dell&#8217;<strong>Anica</strong>, <strong>Riccardo Tozzi</strong>, vede tra i <strong>problemi strutturali</strong> la necessità di intervenire sul <strong>circuito</strong>, in particolare sulla mancanza di quei <strong>multisala di città</strong> che si sono già affermati all&#8217;estero e che potrebbero aiutare a intercettare gli spettatori orfani delle sale urbane tradizionali. Per farlo, è necessario il dialogo con gli <strong>Enti locali</strong>, non &#8211; o perlomeno non solo &#8211; allo scopo di ottenere finanziamenti, bensì per l&#8217;individuazione dei lacci burocratici da eliminare al fine di rendere appetibile un investimento sulle sale e mobilitare così i <strong>capitali privati</strong>. Un simile processo sarebbe già stato avviato insieme alla Regione Lazio con l&#8217;auspicio che diventi un progetto pilota anche per il resto d&#8217;Italia.</p>
<p><a href="classifica%20distribuzioni%20Italia%202011"><img class="aligncenter size-full wp-image-3194" title="classifica distribuzioni Italia 2011 jpg" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/classifica-distribuzioni-Italia-2011-jpg.jpg" alt="" width="465" height="425" /></a><br />
Ci sono però altri nodi individuati da <strong>Tozzi</strong>, primo fra tutto quello delle <strong>tv</strong>, non solo in merito alle quote di programmazione di cinema all&#8217;interno dei palinsesti, che andrebbero aumentate e pianificate meglio con la consapevolezza che i film italiani prodotti oggi possono attirare lo share necessario per vincere una prima serata. Bisogna inoltre <em>&#8220;fare in modo che la crisi che ha colpito le televisioni non ricada sul cinema, evitando che si riducano gli investimenti&#8221;</em>. Insomma, forse stavolta è il cinema che può dare una mano al piccolo schermo, e non solo: il presidente dlel&#8217;Anca propone anche al nuovo <strong>Governo</strong> di pagare i debiti pregressi con le imprese che operano in cinema attraverso i <strong>titoli di Stato</strong>, in modo da <strong>liberare le risorse rimaste al FUS</strong>, <em>&#8220;poche ma fondamentali&#8221;</em>, soprattutto per quanto riguarda la ricerca e l&#8217;innovazione. Se c&#8217;è un versante su cui ricade la preoccupazione di molti è infatti lo spettro di un <strong>nuovo oligopolio di titoli</strong>, segnatamente commedie, capace di attirare a sé la stragrande maggioranza degli incassi e del pubblico. Come già preannunciato da tempo, nella <strong>top 10</strong> <strong>del box office</strong> spuntano <strong>4 titoli italiani</strong>, tutti rigorosamente di stampo comico, capeggiati da<em> Che bella giornata</em> di <strong>Checco Zalone</strong> (quasi 43 milioni e mezzo di euro guadagnati e poco meno di 7 milioni di presenze). <strong>Tozzi</strong> sottolinea però anche come siano ben <strong>22 i film</strong> del nostro Paese che hanno<strong> incassato oltre i 3 milioni</strong>, cioè molto di più di quello che accadeva in passato, in cui il box office risultava molto più concentrato. Nessuno, comunque mette in dubbio l&#8217;esistenza di un <strong>rischio di omologazione</strong> che, ammette <strong>Tozzi</strong>, &#8220;può solo nuocere al mercato&#8221;.</p>
<p>Per quanto riguarda le <strong>distribuzioni</strong>, a guadagnarsi il gradino del podio è <strong>Medusa</strong> (con quasi il 26% delle presenze), seguita da <strong>Warner</strong> e <strong>Universal</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>2011: in Italia le risate battono il 3D e Zalone vince su Harry Potter</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 11:17:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[Box Office]]></category>
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		<category><![CDATA[box office italiano 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Tozzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il vertice del box office italiano del 2011 dominato dagli oltre 43 milioni di Che Bella Giornata, realizzati senza il 3D. Sono solo quattro, d'altra parte, i titoli nella top 10 che il pubblico è andato a vedere con gli occhialetti per la terza dimensione, a tutto vantaggio del cinema italiano e della sua quota di mercato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I risultati parziali del <strong>box office italiano 2011</strong> erano già stati anticipati dai dati diffusi in occasione delle <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=2925"><strong>Giornate Professionali di Cinema di Sorrento</strong></a>. La novità che emerge dalle ultime stime (dati <a href="http://blog.screenweek.it/2012/01/box-office-italia-checco-zalone-guida-la-top-10-del-2011-154198.php"><em>Screenweek</em></a>) è semmai che all&#8217;inizio del nuovo anno non appaiono sensibilmente modificati se non per la new entry in settima e decima posizione di <a href="http://www.screenweek.it/film/23190-Sherlock-Holmes-Gioco-di-Ombre"><em>Sherlock Holmes &#8211; Gioco di Ombre</em></a> e del <a href="http://www.screenweek.it/film/21236-Il-gatto-con-gli-stivali"><em>Gatto con gli Stivali</em></a>. &#8220;Assente ingiustificato&#8221;, il cine-panettone <a href="http://www.screenweek.it/film/27427-Vacanze-di-Natale-a-Cortina"><em>Vacanze di Natale a Cortina</em></a>, che ha confermato un andamento a ribasso anche nel week end di Capodanno, superando di poco i 10 milioni di euro, in confronto agli oltre 18 guadagnati dal suo omologo nel 2010.</p>
<div id="attachment_3155" class="wp-caption aligncenter" style="width: 474px"><img class="size-full wp-image-3155" title="box office italia 2011" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/box-office-italia-2011.jpg" alt="" width="464" height="221" /><p class="wp-caption-text">box office Italia 2011 - dati al primo gennaio 2012</p></div>
<p><span id="more-3154"></span></p>
<p>Bisognerà aspettare ancora per i dati definitivi del 2011, con alcuni dei titoli in classifica ancora in sala, ma di sicuro non cambierà il vertice dominato dagli oltre 43 milioni di <strong>Checco Zalone</strong>, realizzati <strong>senza il 3D</strong>. Sono solo quattro, d&#8217;altra parte, i titoli nella top 10 che il pubblico è andato a vedere con gli occhialetti per la terza dimensione. Una sostanziale differenza sia <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=3141">rispetto agli USA</a> che al botteghino mondiale, ma in linea con il trend più rilevante del box office tricolore, in cui la vera protagonista &#8211; come già messo in luce più volte nel corso dell&#8217;anno &#8211; è stata proprio al <strong>crescita de prodotto italiano</strong>. Seppur con i cine-dolciumi sottotono, ha assicurato il presidente dell&#8217;Anica<strong> Riccardo Tozzi</strong> in un&#8217;intervista a <a href="http://www3.lastampa.it/spettacoli/sezioni/articolo/lstp/436675/"><em>La Stampa</em></a>, il cinema nostrano è passato <strong>da 10 a 40 milioni di biglietti</strong>, raggiungendo una quota di mercato che supera anche il temuto paragone con la Francia.</p>
<p>Per quanto riguarda invece la flessione degli<strong> incassi di dicembre</strong>, <strong>Cinetel</strong> ha ricordato ancora una volta come i dati dei week end di Natale e Capodanno (in teoria un -16% rispetto al 2010 tra il 30 dicembre e il primo gennaio) non siano perfettamente comparabili a quelli dell&#8217;anno precedente, data la coincidenza dei giorni festivi con gli ultimi della settimana. Per quanto riguarda l&#8217;intero mese invece, come riporta sempre <a href="http://blog.screenweek.it/2012/01/box-office-italia-il-gatto-con-gli-stivali-allunga-il-passo-su-sherlock-154294.php"><em>Screenweek</em></a>, la <strong>flessione</strong>, sia intermini di incassi che di presenze, sarebbe meno rilevante, pari per l&#8217;esattezza al<strong> 7%</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Continua il trend dei sequel e dei franchise: gli Studios dovrebbero osare di più?</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/continua-il-trend-dei-sequel-e-dei-franchise-gli-studios-dovrebbero-osare-di-piu-3150</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 18:29:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Box Office]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione]]></category>
		<category><![CDATA[box office USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2011 molti sono i progetti, anche con un solido background, che sono rimasti sul campo di battaglia dello scontro tra innovazione e redditività. Nel 2012 sono ancora in arrivo una decina tra sequel e rivisitazioni. Che Hollywood abbia rinunciato all'originalità?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle <strong>tendenze</strong> più evidenti del <strong>2011</strong> è stata la ricerca di <strong>sicuri rientri</strong> da parte delle major. Come abbiamo già avuto modo di sottolineare parlando dei risultati complessivi del <strong>box office USA</strong>, i <strong>primi 10 titoli</strong> dell&#8217;anno sono <strong>sequel, prequel e instalment</strong> di lunghe saghe cinematografiche, o comunque riconducibili a un concetto più ampio di serialità come i <em>superhero movies</em> legati ai personaggi storici dei fumetti <strong>Marvel</strong>. Come ha specificato il <a href="http://www.nytimes.com/2011/12/29/movies/sequels-ruled-hollywood-in-2011.html?_r=2&amp;adxnnl=1&amp;adxnnlx=1325161595-htKdDZWR8O8uWebmZHsFSQ"><em>New York Times</em></a>, la produzione hollywoodiana del 2011 sembra perciò il risultato di un <strong>salto verso una &#8220;sicurezza finanziaria&#8221;</strong>, che gli Studios avrebbero costruito nel corso di almeno un decennio.</p>
<p><span id="more-3150"></span></p>
<p>E anche per il 2012, l&#8217;intenzione sembra quella di riempire gli schermi con almeno una decina di sequel e reboot, da<strong> Spider-Man</strong> a <strong>Superman</strong> e <strong>Batman</strong>, passando per la saga spionistica di <strong>Bourne</strong>, per il ritorno di <strong>Peter Jackson</strong> a <strong>Tolkien</strong> e quello di <strong>Ridley Scott</strong> alla fantascienza, probabilmente con più di un punto di contatto con <em><strong>Alien</strong></em>. Non dimentichiamo poi <em><strong>Titanic</strong></em> in versione 3D, mentre tra le nuove proposte individuate come più promettenti compare <em><strong>Abraham Lincoln: Vampire Hunter</strong></em>. Ma giudicare creativa una storia con vampiri in piena epoca Twilight risulta quantomeno ardito.</p>
<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-3151" title="prometheus_movie" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/prometheus_movie.jpg" alt="" width="502" height="288" /></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>&#8220;Dobbiamo reinventare il business, così come ha fatto la televisione negli anni &#8217;80. Non ci stiamo prendendo abbastanza rischi&#8221;</em> ha dichiarato al <em>New York Times</em> il produttore <strong>John Davis,</strong> che vanta nel suo curriculum film come <em><strong>Io, Robot</strong></em> e <em><strong>Predator</strong></em>. La colpa viene attribuita anche agli <strong>spettatori</strong>, che nel 2011 sembrano aver <strong>premiato il già noto</strong> a scapito della sperimentazione e di titoli, più o meno riconosciuti validi, come <strong><em>Super 8</em></strong>, <strong><em>Cowboys &amp; Aliens</em></strong>, <em><strong>Crazy, Stupid, Love</strong></em>, <em><strong>Moneyball</strong></em>, <em><strong>Real Steel</strong></em> e <em><strong>Contagion</strong></em>. Secondo il magazine, staremmo perciò assistendo a una vera <strong>inversione di tendenza</strong> rispetto al 2010, in cui il nuovo riuscì a farsi spazio nelle classifiche grazie a <em><strong>Inception</strong></em>, <strong><em>Rapunzel</em></strong> e <em><strong>Cattivissimo Me</strong></em>.</p>
<p>Una divertente analisi del <a href="http://latimesblogs.latimes.com/movies/2011/12/why-so-many-hollywood-relationship-movies-are-box-office-duds.html"><em>Los Angeles Times</em></a>, fa invece notare come gli unici <strong>rischi</strong>, e spesso molti flop, vengano affrontati dalle major <strong>per non danneggiare la propria &#8220;storia d&#8217;amore&#8221; con registi e talents</strong>. Sarebbe questo il caso di <em><strong>J. Edgar</strong></em> di <strong>Clint Eastwood</strong>, che ha visto <strong>Warner Bros</strong> spendere un budget di 35 milioni per un biopic su un ex-capo dell&#8217;FBI scomparso da tempo. O di <em><strong>Anonymous</strong></em>, che sostenendo l&#8217;ipotesi di una diversa paternità della maggiore opera shakespeariana, dei sui 30 milioni di budget ne ha restituiti a <strong>Sony</strong> meno di quattro e mezzo (nei soli Stati Uniti), ma è servito a prolungare la relazione con <strong>Roland Emmerich</strong>, per ora più proficuo come regista di <em>disaster movie</em>. Altro esempio, <em><strong>The Big Year</strong></em> (che in Italia uscirà a fine giugno con più di sei mesi di ritardo rispetto agli USA), commedia basata sul tema molto particolare del <em>bird watching</em>, che nonostante un cast di tutto rilievo, con Owen Wilson, Jack Black, Steve Martin e Anjelica Huston, ha guadagnato poco più di 7 milioni a fronte di una spesa di 40. Ma stavolta dietro la macchina da presa c&#8217;era <strong>David Frankel</strong>, ormai &#8220;abbonato&#8221; a <strong>Fox</strong> grazie ai successi di <em><strong>Io &amp; Marley</strong></em> e <em><strong>Il diavolo veste Prada</strong></em>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3153" title="La-torre-nera" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/La-torre-nera.jpg" alt="" width="500" height="281" /></p>
<p>Ci sono però anche <strong>progetti</strong> con un solido background che per ora sono <strong>rimasti sul campo di battaglia</strong> dello scontro tra innovazione e redditività. Un riassunto si può trovare su <em><a href="http://blogs.indiewire.com/theplaylist/2011-the-year-the-studios-discovered-a-little-fiscal-responsibility#">IndieWire</a></em>, dove spicca in particolare:  lo stop imposti da <strong>Universal</strong> all&#8217;adattamento del romanzo di Lovecraft <em><strong>Le montagne della follia</strong></em>, nonostante la regia di un esperto dell&#8217;horror come <strong>Guillermo Del Toro</strong>, la disponibilità di <strong>Tom Cruise</strong> nel ruolo principale e la partecipazione del &#8220;Re Mida&#8221; <strong>James Cameron</strong> alla produzione; la rinuncia, sempre da parte della stessa major al film tratto dalla saga letteraria di Stephen King <em><strong>La Torre Nera</strong></em>, che secondo le ultime indiscrezioni potrebbe invece diventare una serie tv con un&#8217;altra produzione; la rinuncia di <strong>Fox</strong> a far dirigere <em><strong>Wolverine</strong></em> al visionario <strong>Darren Aronofsky</strong>, che tuttavia si potrà rifare altrove con il suo film su Noé; il completo ripensamento di <em><strong>Akira</strong></em> da parte di <strong>Warner Bros</strong> e la &#8220;dismissione&#8221; di <em><strong>Arthur &amp; Lancelot</strong></em>; infine, la pausa forzosa per problemi di sceneggiatura di <em><strong>Men In Black 3</strong></em>, nonostante si tratti di un sequel su cui ricadono molte aspettative.</p>
<p>Ne deriva, secondo <em>IndieWire</em>, che al momento ci siano <strong>pochi margini per i progetti originali</strong> o comunque rischiosi dal budget intorno ai 200 milioni di dollari, e che per ora Hollywood non sembri proprio in vena di osare. Rimane perciò aperta la questione: basteranno <strong>sequel e rivisitazioni</strong> di vario tipo a <strong>recuperare il pubblico perso nel 2011</strong>? Oppure è proprio la ritrosia degli Studios ad aver allontanato una buona fetta di spettatori?</p>
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		<title>Hollywood, il box office del 2011 e i compiti per l&#8217;anno nuovo.</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 01:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli Stati Uniti la corona del botteghino è per Harry Potter e i Doni della Morte - Parte II, primo anche a livello globale con 1,3 miliardi di incasso. Buone le performance delle major "worldwide", nonostante le sofferenze di un mercato interno alle prese con 3D, sovrapposizione dei titoli, produzioni a basso rischio e la riscossa del pubblico femminile. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono due <strong>dati contrastanti</strong> che dominano l&#8217;ultimo anno cinematografico <strong>USA</strong> in termini di risultati al botteghino: il primo è il<strong> calo di incassi</strong> e soprattutto di <strong>presenze</strong>, il secondo il <strong>buon andamento degli stessi a livello internazionale</strong>, con un <strong>record di oltre 13 miliardi di dollari</strong>.</p>
<div id="attachment_3144" class="wp-caption aligncenter" style="width: 520px"><img class="size-full wp-image-3144" title="incassi USA 2011" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/incassi-USA-2011.jpg" alt="" width="510" height="439" /><p class="wp-caption-text">incassi USA 2011</p></div>
<p><span id="more-3141"></span>I titoli in entrambi i casi non variano di molto. Come riportato da <a href="http://blog.screenweek.it/2011/12/box-office-usa-harry-potter-guida-la-top-10-dei-maggiori-incassi-del-2011-153960.php"><em>Screenweek</em></a>, negli<strong> Stati Uniti</strong> la corona del botteghino è stata guadagnata da <em><strong><a href="http://www.screenweek.it/film/15586-Harry-Potter-e-i-Doni-della-morte-Parte-II">Harry Potter e i Doni della Morte &#8211; Parte II</a></strong></em>, che ha incassato più di<strong> 381 milioni di dollari</strong>, seguito da <a href="http://www.screenweek.it/film/22131-Transformers-3"><em><strong>Transformers 3</strong></em></a>  (352 milioni) e <a href="http://www.screenweek.it/film/19412-The-Twilight-Saga-Breaking-Dawn-Parte-I"><em><strong>The Twilight Saga: Breaking Dawn Parte 1</strong></em></a> (quasi 273 milioni e mezzo). A seguire nella top 10 ancora il fortunato <strong>sequel di <a href="http://www.screenweek.it/film/23789-Una-notte-da-leoni-2"><em>Una Notte da Leoni</em></a></strong> (254 milioni), l&#8217;ultimo capitolo della saga dei <strong><em>Pirati dei Caraibi</em></strong>, dal titolo <a href="http://www.screenweek.it/film/17323-Pirati-dei-Caraibi-Oltre-i-confini-del-Mare"><em><strong>Oltre i Confini del Mare</strong></em></a>, (241 milioni), ancora un altro franchise di lunga data come <a href="http://www.screenweek.it/film/22140-Fast-Furious-5"><strong><em>Fast &amp; Furious 5</em></strong></a> (209 milioni), il <strong>seguito</strong> del film d&#8217;animazione Pixar<em><strong> <a href="http://www.screenweek.it/film/2401-Cars-2">Cars</a></strong></em> (191 milioni), il nuovo film tratto dai comics Marvel <a href="http://www.screenweek.it/film/4094-Thor"><em><strong>Thor</strong></em></a> (181 milioni), il prequel <a href="http://www.screenweek.it/film/24288-LAlba-del-Pianeta-delle-Scimmie"><em><strong>L’Alba del Pianeta delle Scimmie</strong></em></a> (oltre 176 milioni) e infine ancora un &#8220;cine-fumetto&#8221;, <a href="http://www.screenweek.it/film/2472-Captain-America-il-primo-vendicatore"><em><strong>Captain America: Il Primo Vendicatore</strong></em></a>  (pure intorno ai 176 milioni di dollari). <strong><br />
</strong></p>
<p>Molti di questi film si ritrovano inoltre nella <strong>classifica mondiale</strong> (che prendiamo sempre da <a href="http://blog.screenweek.it/2011/12/box-office-mondiale-2011-da-record-ed-harry-potter-terzo-incasso-di-sempre-154029.php?utm_source=Feedburner+Sw+Blog&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+ScreenweekWeblog+%28ScreenWEEK.it+Blog%29"><em>Screenweek</em></a> e vi riportiamo nell&#8217;infographic qui in basso ), con la variante fondamentale del <strong>confronto con il 2010</strong>, da cui emerge un <strong>aumento degli incassi di circa il 7%</strong> e un forte apprezzamento delle <strong>proiezioni in 3D</strong>. Fondamentale, secondo le fonti citate da <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/2011-foreign-box-office-record-276713?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+thr%2Fbusiness+%28The+Hollywood%20%20+Reporter+-+Business%29"><em>Hollywood Reporter</em></a>, anche il <strong>&#8220;fattore cinese&#8221;</strong>, dato che il box office del Celeste Impero ha fatto registrare un robusto <strong>+30%</strong> arrivando a toccare i <strong>due miliardi di dollari</strong>. Non solo: la Cina si sarebbe inoltre rivelata  il mercato più fiorente per <strong>Paramount</strong> (cui ha apportato da sola <strong>303 milioni</strong> nel 2011), che compare anche<strong> al primo posto tra gli Studios hollywoodiani</strong>. Paramount ha infatti battuto anche il primato saldamente detenuto per anni da <strong>Warner Bros</strong> e si è qualificata come <strong>prima major ad aver superato complessivamente la soglia dei 3 miliardi di dollari</strong> (dovrebbe arrivare infatti a quota 3,19 e a  un +60% rispetto al 2010),  con alle spalle i <strong>2,9 miliardi</strong> della rivale appena scavalcata (-2%)  e i <strong>2,2</strong> guadagnati da <strong>Disney</strong> (-5%).</p>
<div id="attachment_3149" class="wp-caption aligncenter" style="width: 609px"><img class="size-full wp-image-3149" title="incassi 2011 fuori USA e wordlwide def3" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/incassi-2011-fuori-USA-e-wordlwide-def3.jpg" alt="" width="599" height="372" /><p class="wp-caption-text">incassi USA e worldwide 2011</p></div>
<p>Ciò conferma l&#8217;<strong>importanza dei mercati emergenti</strong> a livello internazionale, mentre sul fronte domestico degli <strong>USA</strong> molte sono le analisi effettuate rispetto a un dato decisamente negativo. Riferito non solo ai <strong>10,2 miliardi di dollari di incasso totale</strong>,  in <strong>calo del 3,6%</strong> rispetto agli oltre 10 e mezzo del  2010, ma soprattutto a quei <strong>1,28  miliardi di biglietti staccati</strong>, che rappresentano un<strong> decremento del 4,5%</strong> rispetto all&#8217;anno scorso nonché il risultato più sottotono degli ultimi 16 anni, stando alle stime che circolano sui media in questi giorni. Secondo <a href="http://www.variety.com/article/VR1118047962"><em>Variety</em></a>, per quanto i distributori possano riposare tranquilli sul buon risultato ottenuto negli altri Paesi e per il confronto a quanto pare sempre impari con &#8220;<em>l&#8217;anno di Avatar</em>&#8220;, ci sono alcune <strong>tendenze</strong> che meritano di essere prese in considerazione.</p>
<p>Prima di tutto il<strong> 3D</strong>, che ha mostrato risultati discordanti: sono stati <strong>36 i film a tre dimensioni</strong> rilasciati dai principali Studios hollywoodiani, in deciso aumento rispetto ai 22 dell&#8217;anno precedente, e se i risultati complessivi al box office sono stati in aumento, è<strong> diminuita l&#8217;influenza del formato sugli incassi d&#8217;apertura dei singoli titoli</strong>, passata dal 60-70% a una media di circa 40 punti percentuali. D&#8217;altra parte, una delle più grandi <strong>sorprese</strong> dell&#8217;ultima stagione è stato proprio <a href="http://www.screenweek.it/film/24939-Il-re-Leone-3D"><em><strong>Il Re Leone</strong></em></a> rieditato in 3D, che ha portato alla <strong>Disney</strong> 150 milioni di dollari da tutto il mondo; così come in <strong>stereoscopia</strong> sono state realizzate alcune delle <strong>maggiori delusioni</strong> del 2011, come  <a href="http://www.screenweek.it/film/17575-Lanterna-Verde"><em><strong>Lanterna Verde</strong></em></a> (217 milioni totali su un costo di 200).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2695" title="The-Lion-King-3D-Movie-Poster" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/The-Lion-King-3D-Movie-Poster.jpg" alt="" width="514" height="330" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altri <strong>trend</strong> rilevanti, sempre secondo <em>Variety</em>, vengono poi dalla <strong>buona performance delle commedie destinate al pubblico femminile</strong> come <a href="http://www.screenweek.it/film/24915-Bridesmaids"><em><strong>Bridesmaids &#8211; Le Amiche della Sposa</strong></em></a> e <a href="http://www.screenweek.it/film/24540-The-Help"><em><strong>The Help</strong></em></a> (che hanno guadagnato entrambi circa 169 milioni negli USA), e dalla <strong>diminuzione dei titoli &#8220;corazzata&#8221;</strong>. Se sono <strong>29 i film con più di 100 milioni di incasso</strong>, in aumento rispetto al 2010, nel <strong>2011</strong> sono stati <strong>solo due quelli in grado di superare i 300</strong> (l&#8217;ultimo <em>Harry Potter</em> e <em>Transformers</em>) in confronto ai <strong>5 dell&#8217;annata precedente</strong>. Fondamentale, inoltre, l&#8217;apporto dei <strong>film d&#8217;autore</strong> destinati a un pubblico meno vasto ma sempre in crescita: a sostenere il <strong>mercato delle &#8220;speciality&#8221;</strong>, per il magazine, sono stati in particolare la coda lunga del premio Oscar <a href="http://www.screenweek.it/film/23623-The-Kings-Speech"><em><strong>Il discorso del Re</strong></em></a>, il film di <strong>Woody Allen</strong> <a href="http://www.screenweek.it/film/24230-Midnight-in-Paris"><em><strong>Midnight in Paris</strong></em></a> (56 milioni) e <a href="http://www.screenweek.it/film/21444-The-Tree-of-Life"><em><strong>The Tree of Life</strong></em></a> (33 milioni).</p>
<p><strong></strong>Con il <strong>rialzo del box office USA natalizio</strong>, la previsione di <em>Variety</em> è perciò <strong>positiva</strong>: si stima che il trend rialzista continuerà anche nel 2012, e il confronto potrebbe rivelarsi meno complicato non avendo a che fare col film-evento di <strong>James Cameron</strong>. C&#8217;è chi tuttavia mette in evidenza qualche altro elemento di criticità nella produzione hollywoodiana. <a href="http://www.thewrap.com/movies/article/trends-rotten-box-office-year-33945?page=0,0"><em>The Wrap</em></a>, ad esempio, continua a puntare il dito <strong>contro il sovraffollamento</strong> dei week end cinematografici più caldi come quello del Ringraziamento, dove solo i <em>Muppets</em> secondo l&#8217;analisi del magazine hanno ottenuto un risultato soddisfacente. Intasamento che sarebbe stato sfiorato per un pelo anche nel corso delle ultime vacanze,  durante le quali tuttavia l&#8217;ampia scelta di film non sembra aver penalizzato eccessivamente i singoli risultati al botteghino grazie alla buona tenuta nelle sale.</p>
<p><a href="http://www.bloomberg.com/news/2011-12-27/paramount-pictures-grabs-box-office-crown-with-mission-impossible-boost.html"><em>Bloomberg</em></a> ricorda inoltre la <strong>difficoltà nell&#8217;intercettare il giovane pubblico maschile</strong> e  la <strong>concorrenza di altri media</strong>, come i <strong>videogame</strong>, mentre sempre <em>The Wrap</em> accenna alla <strong>mancanza di propensione al rischio</strong> delle major, che quest&#8217;anno sembrano aver puntato quasi tutto su <strong>sequel, franchise e remake</strong>. E in effetti la classifica non sembra dar loro torto: i <strong>primi 7 titoli del 2011</strong> sono <strong>seguiti</strong>, l&#8217;ottavo e il decimo adattamenti (che tra l&#8217;altro rientrano sotto il più ampio marchio Marvel), e il nono è un prequel. Ma sono sempre più le analisi che sostengono come questa grande fiducia riposta nelle saghe potrebbe a lungo andare dimostrarsi deleteria, soprattutto considerando come alcune di esse (<em>Harry Potter</em> e <em>Twilight</em> in primis) siano in via di esaurimento e non pare ce ne siano molte altre pronte a prendere il loro posto.</p>
<p>La conclusione di<em> The Wrap</em> è perciò diametralmente opposta: basta dare la colpa ad <a href="http://www.screenweek.it/film/4062-Avatar"><em><strong>Avatar</strong></em></a>, e rendersi conto delle sfide, tanto più che, per il magazine, il buon andamento dei film di Natale sarebbe frutto di una percezione falsata. Il box office dell&#8217;ultimo periodo si confronterebbe infatti con un 2010 in cui gli unici grandi titoli in uscita erano <strong><em>Vi presento i nostri</em></strong><em> e <strong>Il Grinta</strong> </em>dei fratelli Coen, due pellicole dalle perfomance non esattamente eclatanti e i cui incassi non sembrano essere stati superati di molto dai titoli del 2011.</p>
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		<title>Mission: Impossible 4 porta a termine l’impresa IMAX</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 12:22:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I risultati della pre-release del 16 dicembre hanno proiettato Mission: Impossible – Ghost Protocol in vetta alle classifiche IMAX dei film usciti a dicembre, e in quarta posizione in assoluto, dietro a campioni in 3D come Harry Potter e i doni della morte – parte I e II.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In molti avevano previsto che sarebbe stato un ottimo vettore di incassi per le sale a schermo gigante, ma in pochi si erano sbilanciati riguardo alla validità complessiva dell’operazione. Ora che il film di <a href="http://www.screenweek.it/star/1398-Brad-Bird"><strong>Brad Bird</strong></a>, con <a href="http://www.screenweek.it/star/1476-Tom-Cruise"><strong>Tom Cruise</strong></a> per la quarta vota nei panni dell’agente speciale <em>Ethan Hunt</em>, si appresta a diventare il maggior incasso di Natale e di inizio 2012, è evidente come la strategia della<strong> pre-release</strong> abbia dato i frutti sperati.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3130" title="mi4 imax 2" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/mi4-imax-2.jpg" alt="" width="411" height="288" /></p>
<p><span id="more-3128"></span>Come vi avevamo <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=2944">anticipato</a>, l’idea di lanciare una grande produzione in anteprima sugli IMAX non aveva riscosso consensi universali, soprattutto in virtù dell’importanza degli incassi del primo week end. <em>“Quando hai un film costato cento milioni e apri in un numero così ristretto di sale, corri senza dubbio un rischio, se al pubblico non piace</em> – ha confermato al <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204720204577126583934032646.html"><em>Wall Street Journal</em></a> <strong>Rob Moore</strong>, vice chairman di <strong>Paramount</strong> – <em>“senza dubbio, qualcuno avrà pensato che non fosse una grande idea”</em>. Tanto più che questo tipo di distribuzione, detta “<strong>platform</strong>”  e in genere utilizzata per i film “difficili”, negli ultimi tempi sembra aver disamorato anche gli indipendenti, sempre più intenti a virare su altri canali come il VOD online o sulla pay-tv. I risultati della pre-release del 16 dicembre (425 sale sulle quasi 3500 aggiunte a partire dalla settimana successiva) hanno invece proiettato subito <a href="http://www.screenweek.it/film/22613-Mission-Impossible-Protocollo-Fantasma"><em><strong>Mission: Impossible – Ghost Protocol</strong></em></a> in vetta alle classifiche <strong>IMAX</strong> dei film usciti a dicembre, e in quarta posizione in assoluto, dietro a due campioni difficilmente raggiungibili (e soprattutto in 3D) come <em><strong>Harry Potter e i doni della morte – parte I e II</strong></em>, e il film <strong>Disney</strong> <em><strong>Alice in Wonderland</strong></em>.</p>
<div id="attachment_3131" class="wp-caption aligncenter" style="width: 420px"><img class="size-full wp-image-3131" title="missione compiuta" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/missione-compiuta.png" alt="" width="410" height="613" /><p class="wp-caption-text">fonte: WSJ</p></div>
<p>La strategia, decreta perciò il <em>Wall Street Journal</em>, ha di sicuro funzionato: il film è riuscito a crearsi intorno un decisivo alone di aspettative e ad oggi ha già superato i 200 milioni di incasso a livello mondiale, sostenendo tra l’altro un’ulteriore diffusione della tecnologia IMAX, passata ad esempio da 12 a 17 schermi nel Regno Unito proprio in occasione dell’uscita dell’opera di <strong>Bird</strong>. E a proposito del regista, pare che fondamentale sia stato anche il suo impegno nella promozione delle sequenze girate appositamente per il formato gigante, anche se, assicura Moore, ad affascinarlo è stato più il lato vintage dell’operazione che la sua novità. Secondo il dirigente Paramount la pre-release in poche sale scelte ricorda infatti gli anni in cui i grandi film uscivano prima nelle grandi sale, come <strong><em>Guerre Stellari</em></strong> che – riporta alla memoria il <em>WSJ</em> – nel ’77 uscì all’inizio solo in 43 cinema.</p>
<p>E pensare che la strategia è stata indotta dalla concorrenza, cioè dalla decisone di <strong>Warner</strong> di distribuire il secondo capitolo di<em><strong> Sherlock Holmes</strong></em> in concomitanza al titolo natalizio Paramount. Sempre Warner, tra l’altro, ha contribuito al successo delle anteprime IMAX allegando al film di Brad Bird un <strong>prologo di 6 minuti</strong> da <em><strong>Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno</strong></em>. Ora la saga con <strong>Tom Cruise</strong> sembra ben lanciata per superare sia a livello nazionale che internazionale il franchise dedicato al detective di Baker Street, il cui risultato negli USA è apparso sotto le aspettative anche in virtù del forte calo di presenze e di incassi registrato dal box office del 2011.</p>
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		<title>Stati Uniti, nel 2011 incassi in calo del 4,2%</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/stati-uniti-nel-2011-incassi-in-calo-del-42-3119</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 13:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mission: Impossible – Protocollo Fantasma]]></category>

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		<description><![CDATA[Rispetto alle scorse settimane il box office USA ha mostrato una forte ripresa, ma nonostante l’exploit favorito da titoli come Mission: Impossible – Protocollo Fantasma, gli incassi del 2011 faranno comunque registrare una netta flessione rispetto all’anno precedente. Il  calo, d’altra parte, era annunciato: dopo un finesettimana da dimenticare, il peggiore dal 2008, e un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rispetto alle scorse settimane il<strong> box office USA</strong> ha mostrato una forte ripresa, ma nonostante l’exploit favorito da titoli come <strong><a href="http://www.screenweek.it/film/22613-Mission-Impossible-Protocollo-Fantasma"><em>Mission: Impossible – Protocollo Fantasma</em></a></strong>, gli <strong>incassi del 2011</strong> faranno comunque registrare una netta <strong>flessione rispetto all’anno precedente</strong>. Il  calo, d’altra parte, era annunciato: dopo un finesettimana da dimenticare, il peggiore dal 2008, e un debole miglioramento in quello successivo, condotto da<strong> <a href="http://www.screenweek.it/film/23190-Sherlock-Holmes-A-Game-of-Shadows"><em>Sherlock Holmes – Gioco di Ombre</em></a></strong> e<strong><em> <a href="http://www.screenweek.it/film/24826-Alvin-Superstar-3-si-salvi-chi-pu%C3%B2">Alvin Superstar 3</a></em></strong>, gli esperti di <a href="http://www.thewrap.com/movies/article/domestic-box-office-will-shrink-second-year-row-33777"><em>The Wrap</em></a> avevano stimato che al botteghino statunitense servissero quasi 900 milioni di dollari per recuperare rispetto al 2010.</p>
<div id="attachment_3120" class="wp-caption aligncenter" style="width: 609px"><img class="size-full wp-image-3120 " title="box office usa 2011" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/box-office-usa-2011.jpg" alt="" width="599" height="362" /><p class="wp-caption-text">Fonte Hollywood.com, via WSJ online</p></div>
<p><span id="more-3119"></span></p>
<p>Un risultato ovviamente fuori portata anche per un mix natalizio ben riuscito come quello effettivamente presentato nelle sale, ma che non ha potuto compensare un andamento complessivo altalenante del botteghino a stelle e strisce, diviso tra la timida  primavera di film come <a href="http://www.screenweek.it/film/24312-Amici-Amanti-e-"><em>Amici, amanti e&#8230;</em></a> o <a href="http://www.screenweek.it/film/25967-Libera-Uscita"><em>Libera Uscita</em></a>, la calda estate dell’ultimo episodio di <a href="http://www.screenweek.it/film/15586-Harry-Potter-and-the-Deathly-Hallows-Part-II"><em>Harry Potter</em></a> e <a href="http://www.screenweek.it/film/22131-Transformers-3"><em>Transformers 3</em></a> (che hanno contribuito a un totale di oltre 4 miliardi di dollari) e poi di nuovo un autunno non troppo vibrante.</p>
<p>Non è bastata perciò la performance del quarto <em><strong>Mission: Impossible</strong></em>, che da solo ha guadagnato circa <strong>46 milioni</strong> nei quattro giorni delle festività natalizie e più di 78 e mezzo dalla pre-release in IMAX lo scorso 16 dicembre. Anche il nuovo titolo <strong>DreamWorks</strong> <a href="http://www.screenweek.it/film/24579-War-Horse"><em>War Horse</em></a> si è inoltre distinto nell&#8217;ultimo finesettimana, con 15 milioni guadagnati in sole due giorni e generati da una distribuzione su meno di 2500 sale (cioè non massiccia, per gli States). Più in generale, i film usciti a <strong>Natale</strong> hanno realizzato<strong> 203 milioni di dollari</strong>, con un <strong>aumento del 10,3%</strong> rispetto allo stesso periodo nel 2010. Ma il risultato è stato comunque sotto le attese perché, secondo il<em> <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970203479104577122750501440124.html">Wall Street Journal</a></em>, l’accumularsi di tante uscite avrebbe finito con il danneggiare altri titoli potenzialmente di maggior richiamo come <a href="http://www.screenweek.it/film/24291-Millennium-Uomini-che-Odiano-le-Donne"><em>Uomini che Odiano le Donne</em></a>. Il film <strong>Sony</strong>, pure ben partito a metà settima, ha finito infatti per piazzarsi in quarta posizione con<strong> 21,4 milioni dollari</strong>, senza riuscire a superare la coda lunga del secondo <em>Sherlock Holmes</em> e del terzo <em>Alvin</em>. Secondo gli Studios, tuttavia, la sovrapposizione dei titoli non sarebbe un problema, poiché si tratterebbe più o meno dello stesso numero di film dell’anno passato, mentre ad avrebbe inciso negativamente la coincidenza di Natale e Capodanno con l’ultimo giorno della settimana. Il <em>Wall Street Journal</em> individua però un altro punto debole di questa annata cinematografica nella difficoltà di prolungare la scia degli incassi per la seconda e terza settimana dopo quella di uscita, il che riporta alla questione della forte rivalità tra titoli concorrenti.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2945" title="mission-impossible-4-banner-IMAX-poster" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/11/mission-impossible-4-banner-IMAX-poster.jpg" alt="" width="596" height="330" /></p>
<p>In totale, al 26 dicembre, il<strong> box office USA del 2011</strong> ammontava a <strong>9,9 miliardi di dollari</strong>, in <strong>calo del 4,2%</strong> rispetto ai 10,4 miliardi realizzati nello stesso lasso di tempo nel 2010. <strong>In calo anche gli ingressi, del 5%</strong>, mentre il costo medio del biglietto sarebbe passato da 7,89  a 7,96 dollari. A rendere meno rassicurante il responso di fine anno, è arrivato inoltre il <strong>rating di Morgan Stanley</strong>, che poco prima di Natale ha ritoccato a ribasso le proprie stime riguardo alle <strong>presenze in sala del 2012</strong>, per cui si prevede un decremento pari ad un punto percentuale (<a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/morgan-stanley-predicts-1-movie-275903?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+thr%2Fbusiness+(The+Hollywood+Reporter+-+Business)"><em>Hollywood Reporter</em></a>).</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>The Dark Knight Rises: è subito record per il trailer su iTunes</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 20:34:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
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		<category><![CDATA[Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno]]></category>
		<category><![CDATA[iTunes]]></category>
		<category><![CDATA[The Dark Knight Rises]]></category>

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		<description><![CDATA[Il full trailer ufficiale in un solo giorno ha battuto ogni record  su iTunes, raggiungendo i 12 milioni e mezzo di visualizzazioni e superando di ben due milioni i livelli stabiliti in precedenza da quello degli Avengers. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non era un mistero che <strong><em><a href="http://www.screenweek.it/film/21648-Il-Cavaliere-Oscuro-Il-Ritorno">Il Cavaliere Oscuro &#8211; Il Ritorno</a></em></strong><strong> </strong>fosse uno dei film più attesi del 2012. Questo anche in virtù del relativo riserbo che il regista<strong> <a href="http://www.screenweek.it/star/2019-Christopher-Nolan">Christopher Nolan</a></strong> è riuscito a mantenere fino a oggi riguardo alla trama del film, suscitando di riflesso un notevole giro di indiscrezioni più o meno attendibili e di conseguenza un grande<strong> buzz su siti e social network</strong>. Se ci fossero ancora dubbi in merito, a dimostrarlo è stata l’uscita, lo scorso 19 dicembre, del trailer ufficiale di <em><strong>The Dark Knight Rises</strong></em>, che <strong>in un solo giorno</strong> ha battuto ogni <strong>record  su iTunes</strong>, raggiungendo i <strong>12 milioni e mezzo di visualizzazioni</strong> e superando di ben due milioni i livelli stabiliti in precedenza da altri titoli.</p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/UwU4WpPRSvA" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></center><span id="more-3104"></span></p>
<p>Il risultato, come ha comunicato la stessa <strong>Warner Bros</strong>, è stato raggiunto sia attraverso la pagina dedicata ai materiali promozionali dei film, <a href="http://www.itunes.com/trailers">www.itunes.com/trailers</a>, si attraverso le app per <strong>iPhone, iPad e iPod touch</strong>. E con queste cifre l’ultimo capitolo della trilogia diretta da <strong>Nolan</strong> ha superato anche il team degli <a href="http://www.screenweek.it/film/6184-The-Avengers"><strong><em>Avengers</em></strong></a>, il cui trailer ad ottobre era balzato subito in cima alle classifiche dello store di Apple ma con “soli” <strong>10 milioni di download</strong> nel primo giorno in Rete.</p>
<p>Oltre alla sinergia tra il web e le attività promozionali dell’industria cinematografica, quello che emerge da questi nuovi dati è anche una  sfida tra supereroi. Dopo essersi rivaleggiati per anni sui fumetti <strong>Marvel</strong> e  <strong>DC</strong>,  <strong>Vendicatori</strong> e <strong>Batman</strong> sembrano contendersi anche  il primato  del prossimo anno cinematografico, sebbene all’orizzonte si affacci anche <a href="http://www.screenweek.it/film/2494-Lo-Hobbit-Un-Viaggio-Inaspettato"><em><strong>The Hobbit</strong></em></a> di <a href="http://www.screenweek.it/star/3246-Peter-Jackson"><strong>Peter Jackson</strong></a>. A cercare di dare una mappatura del “sentiment” che si è venuto a creare online intorno ai due film, è il sito <a href="http://comicbook.com/blog/2011/12/25/the-dark-knight-rises-vs-the-avengers-who-is-winning/"><em>Comicbook</em></a>, che rileva come, per quanto riguarda i social network, la <a title="The Dark Knight Rises facebook page" href="http://www.facebook.com/thedarkknightrises">pagina Facebook</a> di <strong><em>The Dark Knight Rises</em></strong> abbia ora più di <strong>325 mila “mi piace”</strong>, mentre <a title="The Avengers facebook page" href="http://www.facebook.com/MarvelsTheAvengers" target="_blank"> la pagina Facebook</a> degli <em><strong>Avengers</strong></em> risulti in leggero vantaggio con 356 mila “like”.  Il che non rappresenta un dato esaustivo ma comunque dà l’idea di come la battaglia si stia combattendo alla pari.</p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/GGW-BPxRi04" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></center>Per quanto  concerne il cast, ben nutrito in entrambi i casi, <em>Comicbook</em> si è servito di <em><a title="Box Office Mojo" href="http://www.boxofficemojo.com/" target="_blank">Box Office Mojo</a></em> per raccogliere le stime riguardo agli incassi totali e medi realizzati dalle star di ciascun film. Ne emerge come  Batman<strong>, <a href="http://www.screenweek.it/star/1432-Christian-Bale">Christian Bale</a></strong>, abbia al proprio attivo poco meno di un miliardo e mezzo di dollari, con una media di 50 milioni a film, mentre i titoli con <a href="http://www.screenweek.it/star/1864-Robert-Downey-Jr-"><strong>Robert Downey. Jr</strong></a>, Iron Man, abbiano guadagnato  circa un miliardo e 850 milioni, ma con una media di poco inferiore ai 40 milioni ciascuno. Tra i comprimari di maggior rilievo nel cast degli <em><strong>Avengers</strong></em>, <a href="http://www.screenweek.it/star/1826-Samuel-Leroy-Jackson"><strong>Samuel L. Jackson</strong></a> avrebbe un totale di circa 2,8 miliardi e una media di circa 52 milioni a pellicola, mentre<strong> <a href="http://www.screenweek.it/star/1515-Morgan-Freeman">Morgan Freeman</a></strong> quasi 3 miliardi complessivi e una media di 65 milioni.</p>
<p>Il trend forse più rilevante è però quello riferito ai due <strong>franchise</strong>,  tra cui sarebbe in considerevole vantaggio quello dell’<strong>Uomo Pipistrello</strong>. Stando ai dati raccolti da <em>Comicbook</em>, i lungometraggi su <strong>Batman</strong>, non solo quelli Nolan,  avrebbero raggiunto quasi <strong>un miliardo e mezzo di dollari</strong>, mentre gli <em><strong>Avengers</strong></em>  sarebbero poco al di sopra del miliardo.  È lo stesso sito comunque ad ammettere che il paragone è imperfetto, data la difficoltà di individuare il corpus di film su cui effettuarlo. Semmai a far pendere il piatto della bilancia a favore del <em><strong>Cavaliere Oscuro</strong></em> è l’enorme successo del film precedente, uscito a luglio 2008: l’unico di entrambe le saghe ad aver superato il mezzo miliardo di dollari e quindi ottimo biglietto da visita per T<em><strong>he Dark Knight Rises</strong></em>, che arriverà in sala il 20 luglio 2012.</p>
<p>Intanto, se può essere indicativo, entrambi i film hanno scatenato al fantasia dei fan con un gran numero di parodie e rivisitazioni che hanno fatto il giro del mondo grazie al video sharing, diventando in qualche caso altrettanto famose dei trailer originali. <strong></strong></p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/KrmEyPkgDf8" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></center>&nbsp;</p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/2aLgdMz0p5Y" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></center></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Francia, 212 milioni di ingressi. Ma è crisi nel settore della post produzione.</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 13:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Box Office]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[CNC]]></category>
		<category><![CDATA[Quinta Industries]]></category>

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		<description><![CDATA[ "Prima al cinema andavano soprattutto i giovani - dichiara il direttore delle ricerche del CNC, Benoît Danard - Adesso c'è anche un pubblico senior e adulti con bambini, mentre i ragazzi che pure avevano cominciato a  disertare le sale vi ritornano attirati dai progressi tecnologici, in particolare dal 3D".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>cinema francese</strong> sprizza salute da tutti i pori. O meglio, non proprio tutti: se per quanto riguarda incassi e presenze il Paese d&#8217;Oltralpe è già intento a celebrare un&#8217;ottima annata, non si può dire altrettanto per i <strong>comparti tecnici</strong> della settima arte, messi in crisi dall&#8217;avanzata del digitale che ha <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=2829">già costretto in ginocchio le <strong>Quinta Industries</strong></a><strong>,</strong><strong> </strong>società specializzate in <strong>post produzione</strong> e <strong>vfx </strong>e controllate dal magnate <strong>Tarak Ben Ammar</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3088" title="niente-da-dichiarare-locandina" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/niente-da-dichiarare-locandina-trailer.jpg" alt="" width="588" height="339" /><span id="more-3087"></span></p>
<p>A fornire un primo resoconto dei dati del 2011 è la <a href="http://www.latribune.fr/journal/edition-du-2312/l-evenement/1234298/les-francais-n-etaient-plus-alles-aussi-souvent-au-cinema-depuis-1966.html"><em>Tribune</em></a>, che annuncia un<strong> nuovo record</strong> di circa<strong> 212 milioni di ingressi</strong>, cifra vicina a quella toccata nel lontano <strong>1966</strong> quando i biglietti staccati furono più di 230 milioni. Secondo il quotidiano, né gli schermi giganti dell&#8217;home theatre  né la pirateria sono riusciti ad affossare il tradizionale rapporto dei francesi con la sala cinematografica, tra l&#8217;altro con una buona proporzione tra <strong>cinema d&#8217;essai, schermi di qualità e multiplex</strong>. Merito di un<strong> ampliamento del target</strong> dei film francesi e non, che sono riusciti a intercettare fasce di pubblico prima considerate residuali: lo spiega alla <em>Tribune</em> lo stesso direttore delle ricerche del <strong>CNC</strong>, <strong>Benoît Danard</strong>, confermando ciò che ormai ripetono da diverso tempo anche le associazioni di categoria in Italia.</p>
<p><em>&#8220;Prima al cinema andavano soprattutto i giovani</em> &#8211; dichiara infatti <strong>Danard</strong> &#8211; <em>Adesso c&#8217;è anche un pubblico senior e adulti con bambini, mentre i ragazzi che pure avevano cominciato a  disertare le sale vi ritornano attirati dai progressi tecnologici, in particolare dal 3D&#8221;</em>. Risultato,<strong> un terzo della popolazione francese</strong> si reca oggi regolarmente al cinema, con un evidente vantaggio per i <strong>film nazionali</strong> che continuano ad <strong>aumentare la loro quota di mercato</strong> già ben attestata intorno al 40%. <strong>20</strong> sono i <strong>titoli francesi che hanno superato il milione di presenze</strong> e due sono al top del box office, <em>Intouchables</em> e <em>Niente da dichiarare?</em> Si tratta di  un film drammatico a sfondo sociale e di una commedia sull&#8217;Europa unita, che hanno guadagnato rispettivamente 9,5 e 22 milioni di euro, piazzandosi al di sopra di blockbuster come <em>Tintin</em> o <em>Harry Potter</em>.</p>
<p>Certo, la posizione in classifica e gli incassi ormai non fanno più invidia al cinema italiano, mentre le presenze rimangono un traguardo a cui quasi nemmeno le associazioni di categoria osano puntare. C&#8217;è però una parte dell&#8217;industria cinematografica francese che lotta per la sopravvivenza e che probabilmente anticipa un problema a cui andranno sempre più incontro i Paesi europei e non , cioè la <strong>crisi della post produzione</strong>. Il crollo di Quinta Industries ha già fatto scalpore in patria  per il coinvolgimento di aziende storiche del settore, come <strong>LTC, Scanlab e Duran Duboi</strong>. Ma la notizia è esplosa ancora di più negli ultimi giorni, quando lo stop imposto a questi studi ha portato al blocco della lavorazione di film importanti come il terzo capitolo della saga cominciata con <em>La verità sull&#8217;amore</em> e l&#8217;ultimo <em>Asterix</em>. A inizio novembre è stata avviata la procedura fallimentare del gruppo, ora in liquidazione dopo il rigetto del piano di rientro presentato da Tarak Ben Ammar. La ragione addotta dal finanziere franco-tunisino è sempre la <strong>digitalizzazione delle sale</strong>, in cui la Francia è leader in Europa tanto da prevedere il completo switch-off tra non più di un anno.</p>
<p>Il <strong>CNC</strong> ha già annunciato un piano di <strong>salvataggio per i 36 film</strong> che rischiano di rimanere incompiuti a causa della chiusura di Quinta Industries, ma Ben Ammar accusa lo Stato di aver &#8220;<em>accelerato brutalmente la morte dei laboratori&#8221;</em> sostenendo la conversione delle sale, e i laboratori di essersi tirati la palla sui piedi con una concorrenza a ribasso che finirà per favorire una situazione di quasi-monopolio dei pochi operatori sopravvissuti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>The Black List: quando il blockbuster nasce dagli scarti</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/the-black-list-quando-il-blockbuster-nasce-dagli-scarti-3040</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 12:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Black List di Hollywood]]></category>
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		<category><![CDATA[The Imitation Game]]></category>
		<category><![CDATA[Trackingboard.com]]></category>
		<category><![CDATA[Universal]]></category>

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		<description><![CDATA[E' la sceneggiatura di Graham Moore per The Imitation Game il miglior progetto non ancora realizzato dagli Studios hollywoodiani. A rivelarlo è la Black List, il sondaggio che dal 2004 interroga i manager delle major sugli script scartati o messi in stand-by.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un <strong>geniale matematico inglese</strong> impiegato durante il secondo conflitto mondiale per decriptare i messaggi in codice dell&#8217;esercito tedesco ma perseguitato per la sua omosessualità, un <strong>ex-prigioniero di guerra americano</strong> destinato a diventare un &#8220;big&#8221; della Yakuza e le Guerre Stellari viste da dietro il pelo di <strong>Chewbecca</strong>. Non è il frutto di un&#8217;allucinazione cinematografica postmoderna ma un breve estratto dalla top ten delle migliori sceneggiature scritte ma non ancora prodotte, finite in quella <strong>&#8220;lista nera&#8221; degli Studios</strong> da cui, negli ultimi anni, sono usciti film poi apprezzatissimi da critica e pubblico.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3043" title="the balck list" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/the-balck-list.jpg" alt="" width="538" height="757" /></p>
<p><span id="more-3040"></span>La <strong>Black List di Hollywood</strong> arriva da <a href="http://www.tracking-board.com"><strong>Trackingboard.com</strong></a>, e a compilarla annualmente dal 2004 è<strong> Franklin Leonard</strong>, ex-manager di <strong>Universal</strong> che ora lavora per la <strong>Overbrook Entertainment</strong> di <strong>Will Smith</strong>. Negli ultimi 7 anni, Leonard si è preso la briga di raccogliere<strong> i voti degli insider</strong> delle principali major cinematografiche per compilare la classifica dei <strong>migliori progetti che circolano nei corridoi </strong>degli Studios ma mai realizzati, o almeno non fino al momento del voto. Secondo i dati riportati da <a href="http://www.thewrap.com/movies/article/imitation-game-tops-2011-black-list-33521"><em>The Wrap</em></a>, i <strong>titoli usciti dal 2005</strong> dopo essere stati premiati dalla lista nera sono<strong> più di 120</strong>, hanno guadagnato più di <strong>11 miliardi di dollari</strong> al botteghino, raccolto più di <strong>80 nomination</strong> e vinto <strong>una ventina di Oscar</strong>.</p>
<p>Nel novero dei film inizialmente scartati o riposti dalle major compaiono infatti enormi successi quali <strong><em>The Millionaire, Il Discorso del Re, Juno</em></strong> e<strong><em> The Social Network</em></strong>. Anche quest&#8217;anno, non a caso, la sceneggiatura che si è guadagnata il top è quella di <strong>Graham Moore</strong> per <em><strong>The Imitation Game</strong></em>, <strong>biopic</strong> dedicato al matematico<strong> Alan Turing</strong>, che oltre ad aver notevolmente contribuito alla nascita del computer, durante la Seconda Guerra Mondiale ebbe un ruolo fondamentale nell&#8217;interpretazione dei codici segreti tedeschi, salvo essere portato in tribunale per la sua omosessualità e morire suicida per avvelenamento. Un soggetto che secondo indiscrezioni sarebbe ancora<strong> in fase di sviluppo sotto l&#8217;egida di Warner Bros</strong> e che potrebbe vedere addirittura <strong>Leonardo Di Caprio</strong> nel <em>leading role</em> di Turing.</p>
<p>Il &#8220;<strong>ripescaggio</strong>&#8221; dei migliori film in stand-by, d&#8217;altra parte, <strong>sembra</strong> <strong>interessare non poco gli stessi board delle case cinematografiche</strong> hollywoodiane. Quest&#8217;anno, a farsi coinvolgere nella classifica  sono stati in <strong>300</strong>, e dalle 10 preferenze espresse da ciascun partecipante sono emerse <strong>ben 73 sceneggiature</strong> con almeno 6 voti al loro attivo. E a dimostrazione della validità di tale sorta di <strong>sondaggio</strong>, per questa ultima edizione della <strong>Black List</strong> è stato lanciato un <strong>servizio premium</strong> al costo di 20 dollari al mese, che permette ai votanti di ricevere anche dei &#8220;consigli di lettura&#8221; riguardo ad altre sceneggiature potenzialmente di loro interesse. Un po&#8217;  lo stesso meccanismo che usano <strong>Amazon, Netflix e altri store online</strong>, solo che in questo caso non si tratta di libri o DVD ma di <strong>possibili futuri premi Oscar</strong>.</p>
<p>L&#8217;elenco completo dei 73 script è scaricabile direttamente dal <a href="http://blcklst.com/lists/2011_black_list.pdf">sito della Black List</a>.</p>
]]></content:encoded>
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