Animazione

Lucca Comics & Games da record: 240mila biglietti venduti

Numeri ancora in crescita per Lucca Comics & Games 2014 che si impone sempre più come una delle manifestazioni internazionali di riferimento, dedicate al fumetto, al cinema e ai videogiochi. L’ultima edizione, che ha chiuso i battenti ieri ha totalizzato 240.000 i biglietti venduti nei quattro giorni dell’evento con un picco di presenze registrato nella giornata di sabato. Mentre si stima che in totale si siano riversati in città oltre 400.000 persone. Dati in aumento rispetto allo scorso anno quando la manifestazione aveva registrato 200 mila biglietti staccati per un’affluenza di circa 300 mila partecipanti.

Lucca Comics Games 2014

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Le novità di Rainbow

Il MIPCOM di Cannes è stata l’occasione per Rainbow, la società di produzione fondata da Iginio Straffi, per presentare alcune delle novità per il 2015 (anno in cui Rainbow compierà 20 anni). Tutto questo a poche settimane dall’annuncio dell’importante accordo con Netflix per la produzione e realizzazione di uno spin-off di Winx Club, Winx Club WOW: World of Winx: saranno realizzare due inedite stagioni – la prima disponibile all’inizio del 2016, mentre la seconda prevista per l’autunno 2016 – che saranno trasmesse in streaming in tutti i territori coperti da Netflix.

Royal Academy

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View Conference: i big del digitale e dell’animazione a Torino

Si terrà a Torino dal 13 al 17 ottobre View Conference, la principale conferenza di grafica digitale in Italia, giunta alla 15ª edizione. Attesi molti professionisti della grafica digitale che stanno dietro le quinte dei film animazione Disney, Pixar, Sony e DreamWorks insieme ad altri protagonisti della cultura multimediale che incontreranno esperti e studenti di tutta Europa.

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Netflix produce le Winx. In Italia nel 2016?

Se Netflix non va all’Italia, l’Italia, o almeno un po’ della sua produzione audiovisiva di maggior successo, va a Netflix. Il portale americano, leader nel video on demand ad abbonamento (SVOD), ha ufficialmente richiesto la realizzazione di uno spinoff di Winx Club, celebre serie animata nostrana che vede come protagoniste le fatine create da Iginio Straffi. Alla sua Rainbow sono state commissionate due nuove stagioni di un nuovo cartone, Winx Club WOW: World of Winx, che vedrà le magiche eroine impegnate in un tour intorno al mondo, alla scoperta dei poteri di tanti bambini talentuosi nello sport, nell’arte e nelle scienze.

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Nomination agli EFA per l’Arte della felicità

C’è anche l’italiano L’arte della felicità tra i tre candidati nella categoria European Animated Feature Film Award (miglior film d’animazione) dei prossimi Eruopean Film Award, i premi del cinema europeo che verranno assegnati a Riga, il Lettonia, il prossimo 13 dicembre.

Larte Della Felicit Immagine Dal Film 10

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Sorrento 2012: Disney tra cinecomic animazione, fantasia e action

Nuove grandi animazioni e film live action, i cinecomic più attesi dell’anno targati Marvel, l’immancabile simpatia della Pixar e azione sfrenata. Grazie alle sue continue acquisizioni, sembra ormai sempre più chiaro come Disney stia diventando un ombrello sotto cui far convivere diversi generi e un’offerta cinematografica molto variegata. Lo dimostra anche il listino 2013, presentato ieri alle Giornate Professionali di Cinema di Sorrento da Stefano Bethlen, responsabile della divisione theatrical di Walt Disney Italia.

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Una scimma agli Oscar: la Fox sfida gli scetticismi sulla performance capture.

Gli Oscar hanno sempre premiato il trasformismo degli attori: quando Nicole Kidman ricevette l’Academy Award fu lo stesso presentatore Denzel Washington a scherzare sul fatto che il premio se lo fosse aggiudicato in realtà il naso dell’attrice, deformato in The Hours per adeguarsi a quello della scrittrice Virginia Woolf. Eppure c’è un tipo di trasformazione che Hollywood non ha ancora pensato di ricompensare con una statuetta d’oro, vale a dire quella perseguita attraverso gli effetti speciali computerizzati e la performance capture. Ma ora le cose potrebbero cambiare sulla spinta dei nuovi kolossal basati su questa tecnologia, primo fra tutti Avatar, che seppur non premiato in questa categoria, ha contribuito a sdoganare un nuovo tipo di recitazione, basata sì sugli effetti digitali ma anche sulla bravura degli interpreti. Quest’anno, inoltre, sarà impossibile per l’Acadamey non porsi il problema di come valutare la prova regalata dal protagonista de L’Alba del Pianeta delle Scimmie, Andy Serkis, ormai portabandiera della motion capture grazie a una serie di ruoli memorabili: dal Gollum del Signore degli Anelli e da King Kong fino all’ultimissima parte da co-protagonista ne Le avventure di Tintin – Il segreto dell’unicorno, diretto da Steven Spielberg.

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VI Festival di Roma: una kermesse a tre dimensioni

Le avvisaglie c’erano già sin dall’annuncio che il VI Festival Internazionale del Film di Roma avrebbe avuto tra i suoi appuntamenti più attesi  il film di Steven Spielberg, prodotto da Peter Jackson, Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno. Alla presentazione di ieri, però, la kermesse capitolina ha confermato definitivamente di voler vivere l’edizione del 2011 in tre dimensioni, sia che si tratti di puro entertainment che di esperimenti d’autore.

Cominciamo dall’animazione: oltre alla versione in CGI del noto eroe del fumetto franco-belga, un altro evento che farà gola ad appassionati degli occhialetti e non, sarà la riproposizione in 3D del classico Disney Il Re Leone. L’iniziativa ha già avuto un enorme successo negli USA dove il lungometraggio, già campione di incassi alla sua uscita nelle sale nel 1994, ha ora  superato gli 80 milioni di dollari al box office, suscitando le attenzioni dell’industria e degli osservatori. Non più tardi di una settimana fa, ad esempio, Hollywood Reporter riferiva un’analisi secondo cui rilanciare “vecchi” capolavori rieditandoli in tre dimensioni potrebbe essere una soluzione per rivitalizzare i periodi dell’anno cinematograficamente meno proficui, facendo recuperare al botteghino addirittura tra i 200 e i 300 milioni di dollari. Cifre ovviamente improbabili per il mercato italiano, che comunque continua ad annoverare la pausa estiva come una delle sue criticità strutturali più difficili da superae. L’esperimento de Il Re Leone in 3D potrebbe dunque rivelarsi anche qui significativo, tanto più che la multinazionale dei sogni ha da poco annunciato l’intenzione di far uscire tra il 2012 e 2013 altri quattro classici rieditati in tre dimensioni, vale a dire La Bella e la Bestia, Alla ricerca di Nemo, Monsters & Co. e La Sirenetta.

Ma la Disney non è l’unica a sondare il terreno: il Festival del Film di Roma ospiterà infatti anche Totò in 3D – Il più grande spettacolo del mondo, il nuovo cavallo di battaglia di Filmauro. Altri grandi titoli stereoscopici in rassegna sono poi il documentario di Wim Wenders, Pina, dedicato alla grande danzatrice tedesca Pina Bausch e un’altra prova d’autore su cui si concentrano molte aspettative, cioè l’ Hugo Cabret di Martin Scorsese, di cui però verranno mostrati solo dei frammenti. Un film che, tanto per dare un’idea delle sue possibili implicazioni, The Wrap ha definito come la possibile salvezza del 3D, per la maestria con cui il sempre meticoloso regista newyorkese è riuscito a sfruttare il mezzo ponendolo a servizio della storia.

Parlando di innovazione, infine, si può ricordare D-Cinema: viaggio nel digitale, la tavola rotonda organizzata dalla Fondazione Ente dello Spettacolo  che si svolgerà il 1 novembre. Altri incontri che potrebbero interessare gli addetti ai lavori sono inoltre Cinema ed economia: una fotografia in movimento, presentazione in forma di dibattito del nuovo numero della rivista “Economia della Cultura” edita da Il Mulino ( 3 novembre), l’incontro organizzato da FERPI La comunicazione per il cinema. quali scenari? (28 ottobre), e ovviamente il programma del Mercato del Cinema – Business Street, che tornerà sulla questione Banche, Imprese & Cinema (28 ottobre)  e soprattutto sullo stretto legame tra produzione cinematografica ed editoria.

Addio a Steve Jobs: il futuro di Pixar, iCloud e AppleTV

In una giornata come questa, tutto il mondo dell’informazione non può che essere concentrato sulla scomparsa, a soli 56 anni, del creatore di Apple Steve Jobs. Hollywood Reporter gli ha voluto rendere omaggio con un approfondimento riguardo all’influenza e all’eredità che il guru dell’informatica e della tecnologia lascerà all’industria del cinema, partendo dalla sua esperienza con la Pixar e con la Disney fino ad arrivare ad Apple TV.

Come noto, nell’86 Jobs comprò dalla Lucasfilm il Graphics Group, destinato a diventare di lì a poco la casa di produzione che sdoganò l’uso della CGI e del 3D nei film d’animazione. Dopo che la Pixar venne acquistata nel  2006 dalla Disney, Jobs riuscì a ottenere una partecipazione del 7,3% nella grande multinazionale cinematografica, e nonostante le difficoltà e le assenze causate dalla sua malattia continuò a sedere nel CDA fino alla sua dipartita. Questo è il motivo per cui fonti vicine alla major citate da Hollywood Reporter non credono che la sua uscita di scena porterà a “un vero cambiamento in ciò che la Disney fa quotidianamente“. La differenza potrebbe invece essere maggiormente accusata dalla Pixar di John Lasseter, per cui Jobs costituiva un sicuro alleato nei rapporti con la compagnia, soprattutto in un momento in cui grandi uscite come Cars 2 non danno i risultati sperati. “Ai burocrati non piacciono le cifre che la Pixar spende per realizzare i suoi film, ma nessuno oserà toccarla finché c’è Jobs”, riporta il magazine riferendosi a dichiarazioni rilasciate da una fonte vicina a Disney prima della tragica notizia.

Un altro campo in cui il colosso dell’animazione potrebbe rivedere le proprie posizioni è UltraViolet, il nuovo sistema cloud per lo storage dei cataloghi home video personali, che sta per partire con il sostegno di ben 70 compagnie, tra cui Microsoft, Netflix, Comcast, Sony e molti altri Studios. Tranne, per l’appunto, Disney e ovviamente Apple, impegnata a sviluppare la propria piattaforma iCloud. Un servizio che tra l’altro per ora prevede di gestire musica e altri tipi di contenuti, ma non film e show televisivi, fronte su cui Jobs pare si stesse muovendo con trattative di cui però, spiega sempre Hollywood Reporter, non sono noti i dettagli. Con la sua scomparsa, appare dunque lecito chiedersi se Disney continuerà a tenersi fuori da UltraViolet, oltre che a puntare sulla sua catena di negozi sparsi in tutto il mondo, riacquistata proprio sotto spinta di Jobs e sempre più vicina al modello Apple Store.

E parlando della compagnia legata più di tutte al nome di Jobs, qualche incertezza potrebbe aprirsi anche sul futuro di Apple TV, un sistema ancora poco diffuso per trasportare sul “piccolo schermo” i contenuti scaricati da iTunes, ma anche quelli provenienti da altri canali come Youtube o Netflix. Un apparecchio che potrebbe avere tutte le caratteristiche per affermarsi sul mercato più o meno al pari di altri prodotti Apple, ma che come tutte le altre attività dello storico marchio non potrà più avvalersi del genio tecnologico, ma anche promozionale, di Jobs.

Fonte: Hollywood Reporter

Dreamworks Animation e Netflix verso un accordo in esclusiva

La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno ed è stata riportata sia da Deadline che da Bloomberg. La Dreamworks Animation e il provider Netflix sono nelle fasi terminali per raggiungere un importantissimo accordo per la cessione dei diritti dei film dello studio in esclusiva a Netflix, che li sfrutterebbe nella sua sezione di pay tv.

L’accordo è in fase di chiusura e probabilmente verrà confermato o già alla chiusura dei mercati di questa sera o comunque entro i prossimi giorni. Attualmente i diritti li possiede il canale via cavo HBO, con cui ha un accordo fino al 2014. Ogni nuovo accordo quindi ha bisogno del consenso di HBO per proseguire, ma The Hollywood Reporter aveva anticipato che la società stessa aveva già chiesto alla Dreamworks di scogliere il contratto con due anni di anticipo quindi, a meno di ulteriori colpi di scena, probabilmente non dovrebbero esserci ostacoli.


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