Archivio per la categoria ‘Animazione’

feb
15
2010
2

Alla ricerca del 3D tarocco

Prendendo spunto da un’ANSA (o viceversa, questo non l’ho ben capito) è uscito qualche giorno fa sulla La Stampa un articolo ripreso da più parti che fa di tutta l’erba un fascio e parla di film in 3D tarocchi dando l’avvio al tipo di confusione che ipotizzavamo quando abbiamo dato la notizia della conversione al 3D degli ultimi due capitoli di Harry Potter e di Scontro di Titani.

Nel calderone dei “tarocchi”, almeno per certa approssimativa stampa italiana, è finito anche Alice in Wonderland, pur se l’articolo di Slate da cui tutto ha avuto origine non mette proprio sullo stesso piano i film che diventano improvvisamente 3D a 5 milioni di $ l’uno dopo il successo di Avatar e quelli che, pur avendo un diverso procedimento produttivo rispetto ad Avatar e ad altri film “ripresi con due telecamere”, nascono comunque concepiti in 3D anche se diventano tali in post-produzione.

Il primo a criticare Tim Burton (vittima in questi giorni di ancor più ridicoli incidenti di malainformazione nostrana) per non aver girato il film in 3D, ma lavorarlo in tal senso in post-produzione, è stato proprio Cameron in tempi non sospetti perché secondo lui “non ha senso girare in 2D e poi convertire in 3D”, ma devo ammettere che pur essendo un estimatore del lavoro fatto dal Re del Mondo con Avatar non mi è mica tanto chiaro neppure nel suo film cosa sia “girato in 3D” e cosa sia post-prodotto in 3D quando la quasi totalità di quello che si vede è in CGI e non sono certo i primi piani di Worthington o degli altri membri del cast in quei pochissimi momenti in cui sono ripresi dal vivo in ambienti reali a fare il 3D del film.

Penso che la differenza tra un 3D tarocco e uno che non lo è stia nel come un film è concepito, pensato, scritto, immaginato dalla mente del regista e poi dallo stesso realizzato, non solo nell’uso o meno della ripresa stereoscopica, che è un fattore certo fondamentale del 3D, ma non l’unico ad avere un impatto decisivo sull’esperienza finale dello spettatore, che potrà risultare convincente anche in altri casi.

Qui sotto (qui un altro articolo più breve) c’è un frammento dell’articolo di Slate che parla di come viene realizzata questa lavorazione in post-produzione e la sensazione è che anche in “semplici” conversioni, come quelle attraverso cui passerà Clash of the Titans e gli ultimi due capitoli di Harry Potter, ci possa essere un contributo tecnico/artistico di notevole livello.

Una volta fatto questo, il computer prende il sopravvento. Il software crea una nuova immagine dell’uomo muovendo le varie regioni del contorno della mappa a destra o a sinistra e rende tutto più pulito. La parte della punta del naso dell’uomo, per esempio, verrebbe spostata il più lontano possibile, mentre le parti più distanti – la parte posteriore della sua spalla – verrebbero spostate un po’ di meno. Quindi il processo dovrebbe essere ripetuto per gli altri due livelli dell’immagine: il muro e il cielo. (Il primo si muoverà solo leggermente, il secondo quasi niente.) In generale, questo processo deve essere completato per ogni oggetto in ogni inquadratura di tutto il film – un impegno che potrebbe richiedere mesi, anche con un team di 30 o più artisti. (Il carico di lavoro dipende in parte dalla quantità di movimento caotico nella scena. Se un oggetto è relativamente immobile, l’artista può tracciare alcuni fotogrammi rappresentativi e lasciare il computer ad interpolare il resto. In caso contrario, deve lavorare frame-by-frame).

Ma allora come fa un film convertito in 3-D a reggere il confronto con uno girato con una vera e propria camera 3-D? Non ha la stessa qualità ma probabilmente non si noterebbe la differenza, a meno che non si è esperti dei trucchi 3-D. Durante il processo di conversione, gli artisti e il software devono riempire un sacco di spazi vuoti. Si consideri l’esempio di cui sopra, dove l’immagine di un uomo è spostata sullo sfondo di un muro di mattoni. Questo spostamento lascia uno spazio vuoto nell’immagine – la porzione del muro dietro di lui che non era presente nell’immagine originale. A quel punto l’artista deve tagliare un pezzo di immagine da altre parti dello sfondo e incollarlo nel buco a forma di uomo. Se questo lavoro di taglia-incolla non è fatto alla perfezione, anche uno spettatore inesperto avrà la sensazione che qualcosa non quadra. Un altro problema deriva dal fatto che l’immagine è stata convertita in tre, quattro o otto strati di profondità, un po’ come la musica digitale, che è composta una serie di istantanee piuttosto che un’onda continua del suono. Una fotocamera stereoscopica utilizza un numero infinito di livelli, in modo da produrre un’immagine che assomigli il più possibile a quella percepita dall’occhio umano.

Tuttavia, alcuni registi di film 3-D decidono di convertire dopo aver girato, piuttosto che utilizzare le camere stereo nelle riprese. Uno dei motivi è il costo. Gli stereografi chiedono milioni di dollari per i lungometraggi. Una conversione completa da 2-D a 3-D di solito costa un po’ di meno, ma può sempre arrivare alle sette cifre. (Alcune aziende di conversione ora decidono di risparmiare con l’outsourcing del lavoro in Asia.) Un’altra ragione per la conversione è la familiarità. Girare un film in 3-D richiede una certa capacità decisionale: in particolare si deve trovare il modo di massimizzare l’effetto di profondità riducendo al minimo il potenziale di affaticamento degli occhi. Alcuni registi si sentono vincolati da queste limitazioni. In ogni caso, non tutti i registi 3-D sono convinti che la conversione funzioni altrettanto bene. James Cameron, per esempio, ha criticato Tim Burton per l’utilizzo di questo approccio nel suo film di prossima uscita, Alice nel paese delle meraviglie: “Non ha alcun senso girare in 2-D e poi convertire in 3-D”, ha detto.

Nonostante le critiche di Cameron ad Alice in Wonderland, è chiaro da questo breve passaggio che, anche parlando di semplice conversione dal 2D al 3D, ci sono una tale quantità di variabili e di contributi ad entrare in gico che, per paradosso, un film convertito potrebbe risultare, se questa conversione è fatta con grande cura, forse anche più convincente di un film girato male in stereoscopia.

Per avere un’idea un po’ più precisa di come avvengono queste conversioni segnalo su questo sito, purtroppo in tedesco, un video (il secondo) che rende velocemente l’idea di come può essere realizzata la trasformazione di un filmato 2D in 3D.

Detto questo, quindi, indubbiamente ci sono e ci saranno titoli che vengono convertiti in 3D solo al fine di salvare il salvabile, per dare cioè al pubblico, magari ancora confuso, un motivo per andare a vedere qualcosa che magari non avrebbe nemmeno preso in considerazione. Furbe operazioni di questo tipo sono state sicuramente Viaggio al centro della terra 3D e San Valentino di Sangue 3D, indipendentemente da qualsiasi giudizio sul loro 3D.

Poi ci sono titoli come Scontro di Titani e gli Harry Potter di cui sopra, ma si mormora anche di un doppio finale Twilight e di Transformers 3, che non sono nati in 3D, sono fortemente voluti in tale formato innanzitutto per non sfigurare al Box Office futuro, ma che potrebbero essere realizzati in 3D in modo eccellente, trattandosi tra l’altro di film in momenti ben diversi del loro processo di realizzazione e con intere sequenze realizzate in CGI.

Infine ci sono i film, come Alice in Wonderland nello specifico, in cui il 3D entra in un modo o nell’altro fin dall’ideazione del film, che poi ogni regista realizza con gli strumenti che ritiene più opportuni, in base alla propria sensibilità e alla proprie capacità.

Partire dal presupposto che i film non girati in stereoscopia sono 3D tarocchi mi sembra quindi un’affermazione quantomeno approssimativa. Cosa dovremmo dire allora dei film in animazione CGI, dove di sicuro non c’è niente di reale da “riprendere”, tantomeno in stereoscopia? Eppure sono proprio i film d’animazione che ci sono stati presentati in 3D per primi e avremmo presto più di un esempio, con Toy Story 1 e 2, di come un film possa rinascere nel nuovo formato, pur non essendo stato concepito per quello scopo, dato che sui film d’animazione e sulla possibilità di renderizzarli in stereoscopia bisognerebbe aprire tutta una lunga, apposita parentesi.

Tutto questo per dire attenzione a mettere tutto il 3D in un unico calderone, abbiamo la fortuna di vivere in tempi interessanti e bisognerà giudicare caso per caso.

set
05
2009
0

CineGuru.biz Cold News # 29

scaled.Spiderman_3.jpg

Cineguru.biz Cold News è una raccolta di link a news che ritengo interessanti per i temi trattati in questo blog e a cui ho potuto dedicare solo un breve commento.

- Popco più di tre anni fa aprivamo il nostro primo blog monotematico dedicato a un film, Spider-Man 3. Oggi lo abbiamo salutato.

- Avatar e la salvezza del cinema, ecco un altro entusiasta!

- Twitter ha contribuito al successo di District 9, noi di ScreenWEEK.it amiamo questo social network da tempi non sospetti e intanto D9 parla anche italiano.

- E’ online il numero 235 del nostro magazine, che festeggia in questi giorni il suo quinto compleanno. I film in uscita questa settimana sono Ricatto d’amore, Game, Segnali dal Futuro, La Custode di mia sorella, Le ombre rosse, L’amore e basta e Videocracy.

- Iginio Straffi vuole “spezzare l’egemonia Disney Pixar alla Notte degli Oscar”, io glielo auguro e il fatto che abbia preso uno sceneggiatore cinematografico potrebbe aiutare, però…

- BlogBabel va all’asta su Ebay, che è una cosa che qui è piuttosto fuori luogo e non interessa nessuna, ma modo suo è una notizia che andrebbe commentata.

ago
31
2009
0

Ice Age 3D è subito record

La nuova stagione parte alla grande e non solo per le succulente anticipazioni di Avatar.

Il migliore auspicio per l’anno nuovo arriva dall’incasso record di Ice Age 3D che, con i suoi 6.800.000 Euro nel primo weekend di programmazione, ha infranto più di un record e sbaragliato ogni previsione.

Numeri alla mano la prima vera uscita in 3D del mercato italiano (250 schermi sono già un bel numero anche se sono solo 1/4 del totale) conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, la validità del nuovo formato, che, ricordiamolo, è uno strumento nuovo in mano a creativi che probabilmente impiegheranno anni per cominciare a sfruttarlo al meglio.

Scritto da Davide in 3D, Animazione, Box Office, Cinema
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ago
27
2009
0

CineGuru.biz Cold (Ice) News # 28

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Perché Wired (US) è Wired

Cineguru.biz Cold News è una raccolta di link a news che ritengo interessanti per i temi trattati in questo blog e a cui ho potuto dedicare solo un breve commento.

- Starbucks è il brand che lavora meglio sui social media secondo una nuova ricerca che potete leggere a fondo post, qui, velocemente, l’elenco di tutti gli altri.

- Transformers – Revenge of the Fallen è ora il 10o maggior incasso di sempre negli USA e gli manca poco per raggiungere gli 800 milioni di $ di risultato globale worldwide.

- La Universal ha annunciato che in occasione dell’uscita in Blu-Ray di Fast & Furious rilascerà un’applicazione per iPhone/iPod Touch che permette di controllare in remoto alcune delle feature speciali del Blue-Ray. Interessante.

- Se questo Harry Potter fa paura in Cina, allora chissà cosa avrebbero detto del film come avrebbe potuto essere.

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Scritto da Davide in 3D, Animazione, Cinema, Cold News, Magazine, News

giu
22
2009
4

Coraline primo al Box Office

Ha stupito davvero tutti il risultato al Box Office di Coraline, anche alla Box Office Cup che per la prima volta nella sua storia non ha nessun vincitore anche nella versione semplificata del solo film in testa al podio.

La sorpresa, comunque, non è tanto per l’ottimo risultato di un bellissimo film (per giunta in 3D), ma per il negativo andamento di Una notte da leoni, titolo che gode di un ottimo passaparola, eppure è riuscito ad arrivare addirittura dietro, e ad una certa distanza, a Un’estate ai Caraibi alla sua seconda settimana, film che non ha certo beneficiato di analoghi commenti positivi.

giu
13
2009
4

Quentin Tarantino Story – Kill Bill Vol.1

Inglorious Basterds, il VII lungometraggio di Quentin Tarantino,  arriverà nelle nostre sale il 16 ottobre, proprio in concomitanza con un altro protagonista del Festival Di Cannes, UP, il primo attesissimo Pixar in 3D. Mentre i più s’interrogano da sempre sul grado di  genialità del 46enne regista americano nativo di Knoxville, uno dei più visionari e controversi del cinema contemporaneo, Premio Oscar e Palma D’Oro alla tenera età di 31 anni, noi ci permettiamo di gettare uno sguardo sul lato meno artistico della Tarantino story, quello più gretto e sordido: il vil denaroLa prima puntata è stata dedicata al suo secondo lungometraggio, Pulp Fiction. La secondaJackie Brown. Oggi ci occuperemo di Kill Bill, più precisamente del Volume 1.

2003 – Kill Bill Vol.1

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A 6 anni di distanza da Jackie Brown, nel 2004 Tarantino ritorna con un progetto molto ambizioso, Kill Bill. Oltre 3 ore di pellicola adattate da 200 pagine di sceneggiatura. Dopo diversi tentennamenti e il rifiuto da parte del regista di accorciare il film, Miramax decide, su suggerimento dello stesso Tarantino, di dividere il film in due capitoli. Kill Bill coincide col ritorno di Micheal Madsen, Mr. Blonde di Reservoir Dogs, che rinunciò al ruolo che sarebbe stato di Travolta in Pulp Fiction per girare Wyatt Earp con Kevin Costner.

Torna sul set di Tarantino anche l’eroina di Pulp Fiction, Uma Thurman, nel ruolo che possiamo senza dubbio definire per lei il migliore di tutti quelli possibili. Se Kill Bill fosse stato un unico film, avrebbe vinto l’Oscar: questo il pensiero di Quentin riguardo all’attrice-musa. Per il ruolo di Bill viene inizialmente contattato Warren Beatty. La leggenda narra che l’attore di Bugsy premio Oscar per Reds, stanco delle continue esortazione di Quentin a ispirarsi a David Carradine , suggerì allo stesso regista di ingaggiare per la parte di Bill il volto della serie televisiva Kung FU. Il resto è storia. 

Kill Bill I viene distribuito da Miramax a Ottobre 2003. Non più Natale, dunque, come Jackie Brown ma un ritorno alle origini del successo, a Pulp Fiction. Il film incassa $70M, un risultato che lo proietta alla quarantesima posizione del 2003 in U.S., preceduto da un altro Miramax, Cold Mountain. Tarantino va ma non riesce a rievocare i fasti commerciali del 1995. Comunque dall’estero arrivano oltre €110M, per un totale di $180M. Kill Bill Vol. 1 viene ignorato dall’Academy e in generale non spopola nei Festival, dove finisce per pagare l’operazione commerciale ma vitale della divisione dell’opera. Il film è una perla arricchita da un cast sempre ottimamente assortito. Nel video una scena indimenticabile di Uma Thurman e Daryl Hannah:

 

I sette anni da Jackie Brown,  in parte determinati dalla gestazione creativa proprio di Inglorious Basterds, assistono al crollo dell’impero di Checchi Gori. Kill Bill viene distribuito da Buena Vista, esce a ottobre e incassa €5,5M, come X-Men 2 e appena meno di Mystic River, che invece in America è andato decisamente meglio. Un risultato soddisfacente, anche se a farla da padrona è l’attesa per il sequel. Gli unici due Paesi Europei a superare $10M sono UK e Francia. Il Giappone spopola con oltre $20M, mentre l’Italia fa pari e patta con la Spagna.  Nel frattempo ci si arrovella per stabilire quali dei due volumi sia migliore e, mentre piovono internazionali le etichette di violento, Buena Vista annuncia il sequel in Italia per aprile 2004, come U.S.

Scritto da BoxOfficeClub in 3D, Animazione, Box Office, Cinema, Generale

mag
21
2009
3

Cinema in 3D: In Italia funziona. Il commento degli esercenti

ROMA – 21 MAGGIO – Il cinema in 3D in Italia funziona. Dopo le positive esperienze di Viaggio al centro della terra e Mostri contro alieni, la conferma viene dal successo dell’horror San Valentino di sangue 3D che in neanche due settimane di programmazione ha superato, secondo i dati Cinetel, i 4 milioni 400 mila euro di incasso, piazzandosi al secondo posto in una classifica comandata saldamente da un titolo come Angeli e Demoni.

Continua sul Giornale dello Spettacolo (prima online, poi dic arta).

apr
09
2009
2

Box Office Cup e Mostri contro Alieni

Si chiude domani alle 15 la possibilità di giocare al round della Box Office Cup relativo al weekend di Pasqua. La segnalazione mi offe l’occasione per una breve riflessione sul risultato di Mostri contro Alieni dello scorso weekend, che ancora non ho avuto il tempo di commentare.

Non è un segreto che il risultato sia stato basso rispetto alla media delle previsioni della scorsa settimana e nonostante il buon andamento globale del film ci sono mercati europei in cui il film ha deluso ancora più che in Italia.

I perché presi in considerazione dai vari commentatori sono diversi. BadTaste attribuisce il risultato ad un basso appeal del titolo osservando che “è evidente che il pubblico italiano (come insegna il caso Wall-E) se non vede animaletti parlanti i cartoni non è interessato a scoprirli” mentre BoxOfficeClub si domanda quanto possa aver pesato il mediocre andamento dello sfruttamento 2D di un film che può essere stato effettivamente percepito come “o lo vedo in 3D o niente”.

In tal caso non possiamo che aspettare di vedere quale sarà il risultato di Mostri contro Alieni a fine corsa, che penso sia la cosa più logica da fare in questo caso: siamo di fronte ad un’innovazione che si porta dietro complesse conseguenze di percezione, comunicazione e mercato e non penso si potranno esprimere giudizi se non alla fine dell’anno, quando ci sarà una casistica minima su cui fare dei conti.

Il caso specifico si trova poi a scontare anche l’effetto del tragico evento che ha colpito il nostro paese in questi giorni, un qualcosa che certo non rende questa Pasqua la più felice degli ultimi anni.

Dato per acquisito che chi vuole vedere questo film lo vuole vedere in 3D e che siamo di fronte ad un caso influenzato anche da fattori contingenti è chiaro che il titolo DreamWorks Animation potrà essere valutato solo nel medio periodo, che è poi l’intervallo di tempo in cui si è costruito il sorprendente risultato di un film oggettivamente più debole: Viaggio al centro della terra 3D.

A conferma di questa sensazione va considerato che il 3D ha prevalso anche in altri mercati. Variety parla di un 36% in Spagna (col 20% degli schermi) evidenziando quanto il 47% (sul 19% degli schermi) dell’Italia vada ancora più nettamente in questa direzione.

Sarei curioso di conoscere l’incidenza percentuale delle presenze 3D sul totale delle presenze, per avere un’idea del risultato indipendentemente dal fattore prezzo, che ovviamente ha un impatto sul risultato finale.

Avendo toccato l’argomento prezzi colgo l’occasione per commentare anche il post molto polemico che Gabriele Niola ha pubblicato sul suo blog attribuendo agli esercenti tutta la responsabilità e il beneficio dell’incremento di prezzo delle proiezioni 3D.

Non dovrebbe sfuggire ad un commentatore solitamente attento come Gabriele che prima di tutto il 3D ha un costo vivo di gestione degli occhiali di cui qualcuno si deve fare carico, una voce che ad esempio è al centro di un acceso confronto tra distributore ed esercenti sia negli USA che in Francia, e che influenza in parte il costo del biglietto.

Al di là di questo sappiamo poi tutti che l’incasso al netto delle tasse viene diviso tra distributore/produttore ed esercente e che quindi il maggior prezzo non solo è a fronte di un prodotto che ha comunque un valore aggiunto (che possa piacere o non piacere ed essere percepito o non percepito è un altro discorso) ma soprattutto viene suddiviso tra chi ha sostenuto gli investimenti per proporcelo: l’esercente ha dovuto adeguare gli impianti di proiezione e il produttore sostiene un maggior costo di realizzazione.

Si è tradizionalmente pronti ad attaccare prima di ogni altra cosa le variazioni del prezzo del biglietto cinematografico e potremmo anche discutere sull’opportunità di una tale variazione in un momento di crisi come questo, ma la realtà è che il cinema, il cinema in sala che tanto amiamo, si trova anche costretto a proporre la sua più importante innovazione dall’avvento del colore (per dirla con le parole di Katzenberg), quella che dovrebbe dargli un po’ di ossigeno, nella peggiore crisi economica di sempre e forse, in questo andrebbe appoggiato più che criticato, anche perché il 3D potrebbe riservare delle sorprese anche ai suoi più accesi critici ben prima dell’arrivo di Avatar, non credi Gabriele? ;)

apr
03
2009
9

Mostri contro Alieni, le previsioni di incasso

La Box Office Cup ha chiuso il suo round puntuale oggi (la novità è che si può giocare fino alle 15) con una media di previsioni che vede Mostri contro Alieni vincente con 2.868.000 Euro d’incasso, seguito da Io & Marley con 1.613.000 e Gran Torino resistere in terza posizione con 826.000.

Nettamente più alta la previsione di Box Office Club, per il quale il nuovo titolo DreamWoks Animation potrebbe arrivare a 3,7 milioni nel suo primo weekend, confermando in sostanza le previsioni di inizio mese.

Due dei tre guru di BadTaste sono sostanzialmente allineati alle previsioni medie della BOC per il primo incasso, mentre vedono più basso, (intro al 1.500.000) il risultato di Io & Marley e prossimo al milione quello di Gran Torino. Il terzo, invece, prevede addirittura un risultato al di sotto dei due milioni per MvA.

Allineata a poco meno di 3 milioni anche la previsione di Cineblog, che pubblica anche il tradizionale sondaggio tra i suoi lettori, con un 25% che accredita il film di un risultato sotto i 3 milioni, un altro 25% che opta per un risultato compreso tra i 3 e i 3,5, un 17% tra i 3,5 e i 4 e i restanti che vanno addirittura oltre i 4.

A lunedì per vedere chi avrà fatto meglio i conti, questa settimana resi molto più difficili dall’incognita 3D.

mar
27
2009
0

DWA Story

Sempre scaldando i motori per l’uscita di Mostri contro Alieni segnalo che sul blog dedicato al film prosegue la nostra storia del Box Office di DreamWorks Animation, questo capitolo è dedicato a Madagascar.

Nel frattempo un altro esercente ci ha segnalato una nuova struttura in 3D, il Multisala Century Cineci di Sant’Agata Bolognese.