Archivio per la categoria ‘3D’

gen
04
2012
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2011: in Italia le risate battono il 3D e Zalone vince su Harry Potter

I risultati parziali del box office italiano 2011 erano già stati anticipati dai dati diffusi in occasione delle Giornate Professionali di Cinema di Sorrento. La novità che emerge dalle ultime stime (dati Screenweek) è semmai che all’inizio del nuovo anno non appaiono sensibilmente modificati se non per la new entry in settima e decima posizione di Sherlock Holmes – Gioco di Ombre e del Gatto con gli Stivali. “Assente ingiustificato”, il cine-panettone Vacanze di Natale a Cortina, che ha confermato un andamento a ribasso anche nel week end di Capodanno, superando di poco i 10 milioni di euro, in confronto agli oltre 18 guadagnati dal suo omologo nel 2010.

box office Italia 2011 - dati al primo gennaio 2012

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gen
03
2012
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Hollywood, il box office del 2011 e i compiti per l’anno nuovo.

Ci sono due dati contrastanti che dominano l’ultimo anno cinematografico USA in termini di risultati al botteghino: il primo è il calo di incassi e soprattutto di presenze, il secondo il buon andamento degli stessi a livello internazionale, con un record di oltre 13 miliardi di dollari.

incassi USA 2011

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nov
02
2011
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MEDIA Salles: la digitalizzazione rallenta in Italia, mentre in Europa si avvicina il “tipping point”

Si è tornato a parlare di esercizio ieri all’incontro organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo nell’ambito del VI Festival Internazionale del Film di Roma e intitolato D-Cinema: viaggio nel digitale.  Come ha spiegato il presidente della FEdS, Dario Edoardo Viganò, la nuova tecnologia rinnova infatti “le modalità, i luoghi e i tempi” della fruizione del prodotto cinema, con conseguenze che investono in primo luogo le sale, per poi influenzare, a cascata, l’intera filiera della settima arte.

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ott
29
2011
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Totò in 3D, De Laurentiis: nelle sale solo se con il sostegno degli esercenti.

Prima di Avatar, prima di Spielberg c’era… Totò! Il Principe De Curtis nel ’53 fu infatti protagonista del primo film italiano in tre dimensioni, girato con un sistema brevettato da Carlo Ponti e Dino De Laurentiis e battezzato, dalla fusione dei loro nomi, Podelvision.  Totò in 3D – Il più comico spettacolo del mondo fu distribuito sia in versione normale che in versione stereoscopica, ma quest’ultima non ottenne molto successo e venne così ritirata presto dalle sale. Dopo circa due anni di restauro, il film è tornato a vivere al VI Festival Internazionale del Film di Roma, dove è stato presentato con orgoglio da Aurelio De Laurentiis. Oggi invece l’Italia, a detta del Patron di Filmauro, è uno dei Paesi dove il 3D ha attechito meglio, portando alla rapida riconversione di un cosistente parco sale, ed è così nata l’idea di rimettere a nuovo i due negativi del film, chiamati occhio destro e occhio sinistro, che sovrapposti consentono la visione a tre dimensioni della commedia del ’53.

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ott
14
2011
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VI Festival di Roma: una kermesse a tre dimensioni

Le avvisaglie c’erano già sin dall’annuncio che il VI Festival Internazionale del Film di Roma avrebbe avuto tra i suoi appuntamenti più attesi  il film di Steven Spielberg, prodotto da Peter Jackson, Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno. Alla presentazione di ieri, però, la kermesse capitolina ha confermato definitivamente di voler vivere l’edizione del 2011 in tre dimensioni, sia che si tratti di puro entertainment che di esperimenti d’autore.

Cominciamo dall’animazione: oltre alla versione in CGI del noto eroe del fumetto franco-belga, un altro evento che farà gola ad appassionati degli occhialetti e non, sarà la riproposizione in 3D del classico Disney Il Re Leone. L’iniziativa ha già avuto un enorme successo negli USA dove il lungometraggio, già campione di incassi alla sua uscita nelle sale nel 1994, ha ora  superato gli 80 milioni di dollari al box office, suscitando le attenzioni dell’industria e degli osservatori. Non più tardi di una settimana fa, ad esempio, Hollywood Reporter riferiva un’analisi secondo cui rilanciare “vecchi” capolavori rieditandoli in tre dimensioni potrebbe essere una soluzione per rivitalizzare i periodi dell’anno cinematograficamente meno proficui, facendo recuperare al botteghino addirittura tra i 200 e i 300 milioni di dollari. Cifre ovviamente improbabili per il mercato italiano, che comunque continua ad annoverare la pausa estiva come una delle sue criticità strutturali più difficili da superae. L’esperimento de Il Re Leone in 3D potrebbe dunque rivelarsi anche qui significativo, tanto più che la multinazionale dei sogni ha da poco annunciato l’intenzione di far uscire tra il 2012 e 2013 altri quattro classici rieditati in tre dimensioni, vale a dire La Bella e la Bestia, Alla ricerca di Nemo, Monsters & Co. e La Sirenetta.

Ma la Disney non è l’unica a sondare il terreno: il Festival del Film di Roma ospiterà infatti anche Totò in 3D – Il più grande spettacolo del mondo, il nuovo cavallo di battaglia di Filmauro. Altri grandi titoli stereoscopici in rassegna sono poi il documentario di Wim Wenders, Pina, dedicato alla grande danzatrice tedesca Pina Bausch e un’altra prova d’autore su cui si concentrano molte aspettative, cioè l’ Hugo Cabret di Martin Scorsese, di cui però verranno mostrati solo dei frammenti. Un film che, tanto per dare un’idea delle sue possibili implicazioni, The Wrap ha definito come la possibile salvezza del 3D, per la maestria con cui il sempre meticoloso regista newyorkese è riuscito a sfruttare il mezzo ponendolo a servizio della storia.

Parlando di innovazione, infine, si può ricordare D-Cinema: viaggio nel digitale, la tavola rotonda organizzata dalla Fondazione Ente dello Spettacolo  che si svolgerà il 1 novembre. Altri incontri che potrebbero interessare gli addetti ai lavori sono inoltre Cinema ed economia: una fotografia in movimento, presentazione in forma di dibattito del nuovo numero della rivista “Economia della Cultura” edita da Il Mulino ( 3 novembre), l’incontro organizzato da FERPI La comunicazione per il cinema. quali scenari? (28 ottobre), e ovviamente il programma del Mercato del Cinema – Business Street, che tornerà sulla questione Banche, Imprese & Cinema (28 ottobre)  e soprattutto sullo stretto legame tra produzione cinematografica ed editoria.

ott
06
2011
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Addio a Steve Jobs: il futuro di Pixar, iCloud e AppleTV

In una giornata come questa, tutto il mondo dell’informazione non può che essere concentrato sulla scomparsa, a soli 56 anni, del creatore di Apple Steve Jobs. Hollywood Reporter gli ha voluto rendere omaggio con un approfondimento riguardo all’influenza e all’eredità che il guru dell’informatica e della tecnologia lascerà all’industria del cinema, partendo dalla sua esperienza con la Pixar e con la Disney fino ad arrivare ad Apple TV.

Come noto, nell’86 Jobs comprò dalla Lucasfilm il Graphics Group, destinato a diventare di lì a poco la casa di produzione che sdoganò l’uso della CGI e del 3D nei film d’animazione. Dopo che la Pixar venne acquistata nel  2006 dalla Disney, Jobs riuscì a ottenere una partecipazione del 7,3% nella grande multinazionale cinematografica, e nonostante le difficoltà e le assenze causate dalla sua malattia continuò a sedere nel CDA fino alla sua dipartita. Questo è il motivo per cui fonti vicine alla major citate da Hollywood Reporter non credono che la sua uscita di scena porterà a “un vero cambiamento in ciò che la Disney fa quotidianamente“. La differenza potrebbe invece essere maggiormente accusata dalla Pixar di John Lasseter, per cui Jobs costituiva un sicuro alleato nei rapporti con la compagnia, soprattutto in un momento in cui grandi uscite come Cars 2 non danno i risultati sperati. “Ai burocrati non piacciono le cifre che la Pixar spende per realizzare i suoi film, ma nessuno oserà toccarla finché c’è Jobs”, riporta il magazine riferendosi a dichiarazioni rilasciate da una fonte vicina a Disney prima della tragica notizia.

Un altro campo in cui il colosso dell’animazione potrebbe rivedere le proprie posizioni è UltraViolet, il nuovo sistema cloud per lo storage dei cataloghi home video personali, che sta per partire con il sostegno di ben 70 compagnie, tra cui Microsoft, Netflix, Comcast, Sony e molti altri Studios. Tranne, per l’appunto, Disney e ovviamente Apple, impegnata a sviluppare la propria piattaforma iCloud. Un servizio che tra l’altro per ora prevede di gestire musica e altri tipi di contenuti, ma non film e show televisivi, fronte su cui Jobs pare si stesse muovendo con trattative di cui però, spiega sempre Hollywood Reporter, non sono noti i dettagli. Con la sua scomparsa, appare dunque lecito chiedersi se Disney continuerà a tenersi fuori da UltraViolet, oltre che a puntare sulla sua catena di negozi sparsi in tutto il mondo, riacquistata proprio sotto spinta di Jobs e sempre più vicina al modello Apple Store.

E parlando della compagnia legata più di tutte al nome di Jobs, qualche incertezza potrebbe aprirsi anche sul futuro di Apple TV, un sistema ancora poco diffuso per trasportare sul “piccolo schermo” i contenuti scaricati da iTunes, ma anche quelli provenienti da altri canali come Youtube o Netflix. Un apparecchio che potrebbe avere tutte le caratteristiche per affermarsi sul mercato più o meno al pari di altri prodotti Apple, ma che come tutte le altre attività dello storico marchio non potrà più avvalersi del genio tecnologico, ma anche promozionale, di Jobs.

Fonte: Hollywood Reporter

set
29
2011
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Sony non pagherà più il contributo per il occhiali 3D dal 2012

Ha fatto molto scalpore l’annuncio che ha rilasciato ieri la Sony Pictures Entertainment. A partire dal 1 maggio 2012 ha affermato di non voler più pagare il contributo per gli occhiali per la visione 3D e lo ha comunicato agli esercenti americani con una lettera.

Nonostante la decisione sia nell’aria ormai da tempo, anche se più volte rimandata, la Sony è il primo studio americano a compiere tale scelta drastica e in molti ipotizzano una reazione a catena già dalle prossime settimane. Gli studios investono tra i 5 e i 10 milioni di dollari per ogni blockbuster, cifra che corrisponde a circa 50 centesimi per presenza. I consumatori americani attualmente pagano un supplemento per il 3D di circa 3-4 dollari a biglietto.

Ecco cosa ha dichiarato Rory Bruer, presidente della distribuzione Sony:
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Scritto da Leotruman in 3D,Cinema,Esercizio,News
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mag
24
2011
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3D croce e delizia di Hollywood, gli spettatori calano

In tutto il mondo Pirati dei Caraibi: Oltre i Confini del Mare ha incassato la cifra record di 346 milioni di dollari in 5 giorni. Se il rincontro internazionale è stato incredibile, il mercato americano si è dimostrato parzialmente deludente: poco più di 90 milioni di dollari in 3 giorni, una cifra notevole che tuttavia sfigura se confrontata con i ricchi esordi dei due capitoli precedenti (135 e 115 milioni di dollari).

Richard Greenfield, un analista della BTIG, ha affermato che il kolossal sul suolo americano avrebbe incassato nettamente di più se gli fosse stata concessa almeno la metà degli schermi in 2D rispetto al terzo circa che si è trovato ad avere.

Greenfield non è d’accordo con le affermazioni di Jeffrey Katzenberg e James Cameron, che pensano che il 3D sia la panacea di tutti i mali di Hollywood. Infatti sembra proprio che i consumatori inizino gradualmente e sempre più seriamente a rifiutare la “terza dimensione”.

La prova è evidente: solo il 38% degli incassi del weekend deriva dagli schermi 3D non IMAX, una percentuale decisamente inferiore rispetto ad altri due blockbuster per famiglie dello scorso anno come Shrek 4 (54% dell’incasso 3D) e Dragon Trainer (57%).

Proiettare un film in meno sale 3D non vuol dire necessariamente incassare meno. La dimostrazione proviene dal grande successo Cattivissimo Me, che registrò solamente il 45% degli incassi d’apertura provenienti dal sale 3D (una delle più basse fino ad oggi) ma ebbe una tenuta straordinaria e le sale in due dimensioni gli permisero di raggiungere l’elevatissima cifra di 251 milioni di dollari in patria, ovviamente dovuta al passaparola e alla qualità artistica della pellicola.

Sono diversi i fattori chiave che agiscono a sfavore del 3D quando si tratta di un film con target principale le famiglie. Primo tra tutti è l’elevato costo del biglietto, sempre più alto, ma anche la paura e il fastidio che provocano alcuni bambini nell’indossare gli occhialini 3D.

Per quanto riguarda il prezzo del biglietto medio registrato per Pirati 4, negli USA è stato di $14.85 per la versione IMAX 3D, $10.85 per il 3D non-IMAX e $7.60 per il 2D.

I costi variano da stato a stato. Ad esempio in California si arriva anche a $18.50 per l’IMAX 3D, $17.50 per il 3D non-IMAX e $12.50 per il 2D, che sembrano folli ma corrispondono esattamente ai prezzi italiani se convertiti in euro. Nelle campagne americane un biglietto 3D arriva a costare anche 46% in più rispetto alla versione tradizionale, e le famiglie non possono più ignorare tale sovrapprezzo.

Gli incassi derivanti dal circuito IMAX tuttavia, pur essendo i cinema più costosi stanno gradualmente salendo e gli spettatori hanno sempre più fiducia nel brand. Il target interessato da IMAX è soprattutto quello dei giovani e non delle famiglie, e in molti preferiscono spendere un ulteriore sovrapprezzo pur di guardarsi il proprio kolossal preferito nella migliore versione possibile (arrivata da poco anche in Italia con l’inaugurazione della prima sala IMAX a Pioltello, Milano).

L’analista conclude affermando che Hollywood dovrebbe puntare più sulla qualità delle pellicole che sul 3D nel 2012, cercando di soddisfare e di venire incontro ai desideri degli spettatori più che preoccuparsi della tecnologia.

Il 3D non è di certo un cancro da estirpare ed è stato fondamentale per gli incassi e per il mondo del cinema negli ultimi 24 mesi. Probabilmente sarà necessario non forzare eccessivamente la mano, lasciando una maggiore scelta agli spettatori che a volte si trovano a decidere se vedere il film in tre dimensioni o non vederlo proprio a causa del numero spropositato di copie a disposizione. Una quota del 40% di schermi 3D sul totale dovrebbe essere una soglia da non superare, visto che gli introiti non aumentano in proporzione lineare ma sta iniziando ad avvenire proprio il contrario.

Fonte: deadline, theWrap

Scritto da Leotruman in 3D,Cinema,Generale
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mag
23
2011
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La tecnologia 3D dietro Pirati dei Caraibi Oltre i Confini del Mare

Quando la Disney decise di girare il quarto capitolo della sua saga più redditizia, quella dei Pirati dei Caraibi, non vi erano dubbi che avrebbe proseguito sulla scia dei più importanti kolossal e l’avrebbe prodotto in 3D.

Un sospiro di sollievo fu tirato dai fan non solo quando venne annunciato che sarebbe stato girato direttamente in 3D, ma anche che avrebbero utilizzato il Fusion 3D Camera System, creato dal regista James Cameron e dal suo socio Vince Pace.

Il Cameron-Pace Group ha infatti creato un nuovo sistema modulare chiamato “X Frame“, che permette di ridurre drasticamente le dimensioni dei supporti di ripresa. Finché erano solo i documentari ad essere girati in 3D non vi erano problemi, ma per riprendere le scene d’azione di un importante kolossal o per ipotizzare le riprese in tre dimensioni di una serie televisiva era indispensabile creare uno strumento maneggevole e meno ingombrante.

Dariusz Wolski, il direttore della fotografia di questo quarto episodio della saga, e il suo team hanno utilizzato appunto il Fusion System della società che integra l’X Frame con le cineprese Red MX per le riprese dell’intero kolossal, che si sono svolte tra Los Angeles, Londra, Puerto Rico e le isole Hawaii.

Ecco alcune parole di Vince Pace:

“Avevano bisogno di strumenti in grado di passare dai grandi teatri di posa alla camera a mano, fino alla Steadicam. Alcune riprese sono state effettuate nella giungla delle Hawaii ed in alcuni punti la strada larga poco meno di un metro. Non c’era modo di portare attrezzature pesanti ed ingombranti sui camion. Abbiamo dovuto organizzare le riprese quasi come fossero parte di un’operazione militare, per tale motivo se avessero portato con sé le attrezzature su un elicottero o trasportate su una spiaggia, cosa che hanno fatto, non sarebbero stati limitati da strutture di supporto di grandi dimensioni.

Ci siamo concentrati proprio sulla riduzione delle dimensioni, per quanto possibile, aumentandone la mobilità e rendendo l’impianto di perforazione abbastanza robusto per gestire quel tipo di ambiente.”

Pace ha spiegato inoltre che la società è ora in grado di configurare Fusion System in modo da arrivare ad essere del 30-40% più piccoli di qualsiasi altro strumento che producevano in precedenza.

Un aspetto interessante da notare è che ogni produzione cinematografica (e non) ha le sue esigenze e la società non intende creare un unico pacchetto base, ma punterà proprio sul fatto di riuscire a fornire un ampio ventaglio di proposte di riprese e configurazioni adatte a qualsiasi necessità. Non nascondono che uno dei loro obiettivi principali è far iniziare ad usare il Fusion System con l’X Frame per le riprese delle serie televisive.

Infatti con i costi delle riprese in 3D in discesa e l’aumento della maneggevolezza delle cineprese l’impatto sulle produzioni tv sarebbe minimo e si potrebbero iniziare a sfruttare più seriamente i milioni di televisori 3D già venduti in tutto il mondo.

Questo sistema di riprese è stato utilizzato anche da Michael Bay per il kolossal Transformers 3, in uscita a fine giugno, mentre attualmente sono utilizzate a Budapest nella produzione di 47 Ronin e sono già state richieste per i principali blockbuster del prossimo anno. Anche le ha scelte per il suo primo film in 3D, Hugo Cabret, in uscita  a dicembre.

Fonte: THR

Scritto da Leotruman in 3D,Cinema

mag
20
2011
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Web’s Power, Pirati dei Caraibi Oltre i Confini del Mare

In Italia è arrivato mercoledì 18 maggio in in 1.028 copie, di cui 537 in formato 3D e 1 in IMAX (per la prima volta in Italia) l’atteso kolossal Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del Mare, attesissimo quarto capitolo della saga dei pirati più famosa sempre con protagonista Johnny Depp (Jack Sparrow). Negli USA invece è sbarcato solo oggi, venerdì 20 maggio, in 4155 sale, la 12esima maggiore release di sempre.

Il film raccoglie un’importante eredità: la trilogia di Gore Verbinski ha incassato infatti oltre 2.7 miliardi di dollari in tutto il mondo solamente 3 pellicole. Il secondo episodio, La Maledizione del Forziere Fantasma, quando uscì negli USA nel 2006 frantumò il record di Spiderman e incassò oltre 135 milioni di dollari in un solo weekend (record superato in seguito da Spiderman 3 e da altre pellicole). Ai Confini del Mondo si dovette accontentare di 114 milioni di dollari.

Ottimi i riscontri delle pellicole anche nel nostro paese: La Maledizione della Prima Luna incassò circa 5 milioni di euro nell’agosto del 2003 (per chiudere a quasi 17 milioni), il secondo episodio arrivò a raccogliere 7.5 milioni nel weekend e quasi 10 milioni in 5 giorni (chiuse a poco meno di 20) mentre l’ultimo episodio della trilogia incassò 5.5 milioni nel weekend e ben 2.5 milioni di euro nel primo giorno di programmazione.

Quanto incasserà questa quarta pellicole nei primi giorni di programmazione? Analizzando i punti di forza della pellicola sul web cerchiamo di capire le sue potenzialità:

Pirati dei Caraibi Oltre i confini del Mare Poster Italia

  • Ecco qualche cifra significativa della pellicola:

- Numero di risultati su Google per la voce “Pirates of the Caribbean on stranger tides”: 13.5 milioni

Numero di risultati su Google per la voce Pirates of the Caribbean”: 51 milioni

- Numero di risultati su Google per la voce “Pirati dei Caraibi oltre i confini del mare: 1.79  milioni

- Numero di risultati su Google per la voce “Pirati dei Caraibi”: 3.51 milioni

- Video su Youtube per la voce “Pirates of the Caribbean on stranger tides”: 6040

- Numero massimo di visualizzazioni del trailer del film: 17.1 milioni

  • Per quanto riguarda i social network ecco i numeri degli account ufficiali della pellicola:

- Numero di fan della pagina FacebookPirates of the Caribbean “: 5.419.388

- Numero di fan della pagina Facebook “Pirati dei Caraibi: 76.250

- Numero di followers profilo ufficiale Twitter “On Stranger Tides”: 5380

- Numero di followers profilo ufficiale Twitter “Pirati dei Caraibi”: 568

Ecco invece le prime recensioni della critica, con le votazioni medie sui principali aggretatori di recensioni on-line.

  • Recensioni della pellicola (parziali):

- Percentuale di recensioni positive su RottenTomatoes: 35% (38/108), voto medio: 5

- Votazione media su Metacritic: 48/100 (24)

Grandissima attesa per questo quarto capitolo della saga di Pirati dei Caraibi. Sono passati 4 anni dal termine della trilogia di Verbinski ma il numero di fan è rimasto costante e lo dimostrano le importanti cifre registrate sui social network. Meno benevola la critica, forse prevenuta nei confronti del film spesso giudicato una mera manovra commerciale più che una reale prosecuzione “artistica” del franchise cinematografico e lo dimostrano il numero esiguo di recensioni totalmente positive.

Pirati dei Caraibi 4 Oltre i confini del Mare Johnny Depp Foto Dal Set 04

Nonostante le attese ci si chiede tuttavia se il film abbia realmente le potenzialità per replicare gli incassi anche solo dell’ultimo episodio, che ha incassato in tutto il mondo oltre 960 milioni di dollari. A favore della pellicola c’è il fattore 3D, sicuramente un incentivo per gli incassi grazie al sovrapprezzo ed in effetti i primi dati dal mondo sembrano convincenti: 18.4 milioni di dollari raccolti i 10 paesi in 24 ore, il doppio di quanto incassato dal terzo film con addirittura 16 paesi monitorati. Ma Pirati dei Caraibi 4 mercoledì è uscito nel 33% dei mercati globali ed entro oggi sarà sbarcato nella totalità dei paesi del mondo, quindi proverà a battere il record detenuto da Harry Potter e il Principe Mezzosangue di miglior esordio globale (394 milioni di dollari nei primi 5 giorni di programmazione). In Italia ha raccolto 1.15 milioni di euro e ci prepara ad un ottimo weekend.

Se gli incassi esteri sembrano certi, quelli in patria sono meno prevedibili. La forbice delle previsioni oscilla tra i 90 e i 115 milioni di dollari: si parla sempre di un ottimo risultato, ma sarà decisivo scoprire se la soglia psicologica dei 100 milioni verrà superata.

Il sito Boxoffice.com come sempre ha analizzati una serie di indicatori che gli ha permesso di effettuare la sua previsione di incasso, tra le meno ottimistiche (92 milioni in 3 giorni).

Infatti nonostante un imponente numero di fan su Facebook, che ha superato quota 5.4 milioni facendolo diventare la quarta pagina più attiva tra quelle cinematografiche (anche se il ritmo di crescita negli ultimi giorni è stato inferiore rispetto ad alle pellicola come Fast Five), su Twitter le cose vanno diversamente. La quota di mercato raggiunta è del 15.77% sul totale dei tweet riguardanti pellicole in uscita, un buon dato ma non di certo stratosferico. Circa 7mila tweet (filtrati secondo gli indici del sito) nella giornata di ieri erano dedicati al film, un dato che tuttavia è superato da Una Notte da Leoni 2: la commedia R-rated in uscita settimana prossima ha fatto registrare oltre 8300 tweet e mancano ancora 7 giorni alla sua release.

In ogni caso il sito Fandango riporta che il 52% delle prevendite on-line è dedicata a Pirati dei Caraibi quindi il suo ruolo di blockbuster non viene minimamente messo in discussione. La previsione per ora più realistica è che il film arrivi a sfiorare i 100 milioni in questo primo weekend per concludere a circa 250-270 milioni negli USA (sono quasi tutti concordi nell’affermare che incasserà meno degli altri capitoli) mentre nel resto del mondo si potrebbe anche replicare il risultato del terzo film aggiungendo altri 600 milioni di dollari. Meno prevedibile la situazione italiana, dove cercherà almeno di arrivare a 15 milioni di euro.

Su Screenweek saranno pubblicati tempestivi aggiornamenti sugli incassi di Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del Mare, che è distribuito nei cinema italiani dalla Walt Disney Studios Motion Pictures Italia, per la prima volta anche in IMAX 3D.

Fonti: boxoffice.com, screenWEEK, facebook, twitter, boxofficemojo