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	<title>Cineguru.biz &#187; 3D</title>
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	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
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		<title>Occhiali 3D: la Consensus Conference della Società Oftalmologica Italiana</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 09:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
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A due mesi circa dalla montatura orribile degli Occhiali 3D arrivano i risultati di una Consensus Conference della Sociatà Oftalmologica Italiana che sembra affrontare il problema a tutto tondo e rassicurare tutti gli interessati, anche i bambini sotto i 6 anni (ma maggiore di 2, che tanto al cinema non ci vanno), riproduco qui di [...]]]></description>
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<p>A due mesi circa dalla <a href="http://www.cineguru.biz/tag/occhiali-3d">montatura orribile degli Occhiali 3D</a> arrivano i risultati di una <a href="http://www.sedesoi.com/index.asp">Consensus Conference della Sociatà Oftalmologica Italiana</a> che sembra affrontare il problema a tutto tondo e rassicurare tutti gli interessati, anche i bambini sotto i 6 anni (ma maggiore di 2, che tanto al cinema non ci vanno), riproduco qui di seguito il testo del comunicato.</p>
<blockquote><p><strong>CONSENSUS CONFERENCE</strong></p>
<p><strong>Indicazioni per l’utilizzo di sistemi per visione tridimensionale virtuale (3D)</strong></p>
<p><strong>Introduzione</strong></p>
<p>La <strong>Società Oftalmologica Italiana</strong> (SOI) fondata nel 1879 è un Ente Morale giuridicamente riconosciuto che agisce da oltre 130 anni a difesa della vista. La SOI rappresenta il riferimento istituzionale dei 7000 oculisti italiani. Compito statutario della SOI è “la tutela e salvaguardia della salute visiva della collettività, ispirandosi ai principi della prevenzione, cura e riabilitazione sanciti nelle convenzioni internazionali e nella costituzione italiana in materia di diritto alla salute” (Titolo 1 &#8211; Articolo 1 dello Statuto SOI).</p>
<p>La SOI &#8211; in seguito alla Circolare del Ministero della Salute del 13 marzo 2010 avente come oggetto “Occhiali 3D per la visione di spettacoli cinematografici”, che regolamenta l’accesso all’utilizzo delle tecnologie 3D &#8211; è stata sollecitata da molteplici richieste da parte di istituzioni, organizzazioni e singoli cittadini ad approfondire le potenziali conseguenze dell’utilizzo delle tecnologie 3D sulla popolazione. In risposta a queste richieste, la SOI – seguendo linee guida internazionalmente riconosciute – ha riunito un Panel di Esperti (allegato 1) in una Consensus Conference che ha elaborato le presenti indicazioni sull’adeguato utilizzo di queste tecnologie, strumento utile al confronto con ogni attore istituzionale.</p>
<p><strong>Premessa</strong></p>
<p>Allo stato attuale non esistono indagini su campioni rappresentativi della popolazione generale che valutino gli effetti dell’uso della visione tridimensionale virtuale (3D) sull’apparato visivo o sulla salute in generale. In particolare è opportuno segnalare che:<br />
-	non esistono dati sperimentali che possano far ipotizzare che l’osservazione di filmati 3D, basati sulla separazione delle immagini che raggiungono gli occhi, possa essere dannosa per l’apparato visivo o per la salute in generale<br />
-	per i tempi di esposizione attualmente più diffusi (inferiori a 3 ore consecutive) sono stati segnalati in soggetti ipersuscettibili esclusivamente episodi di malessere transitorio senza danni irreversibili alla salute.<br />
Dovendo ipotizzare una espansione di questa tecnologia con incremento del numero dei soggetti esposti e del tempo di esposizione a sistemi 3D, diviene necessario individuare &#8211; dapprima sul piano concettuale e quindi attraverso indagini su campioni significativi di popolazione &#8211; i soggetti ipersuscettibili, cioè chi si ritiene possa avere un maggior rischio di sviluppare segni e sintomi.</p>
<p><strong>Visione tridimensionale virtuale</strong> </p>
<p>I filmati visibili in 3D sono realizzati con apposite videocamere dotate di due obiettivi distanti tra loro sul piano orizzontale circa 6 cm. – valore simile alla distanza tra i due occhi – che registrano separatamente le immagini destinate a ciascuno dei due occhi.<br />
Durante la proiezione ogni fotogramma presenta due immagini: una destinata all’occhio destro ed una all’occhio sinistro. Al momento sono utilizzati tre tipi di tecnologia 3D: &#8211; Filtri polarizzanti (ad esempio RealD): ogni fotogramma è proiettato attraverso filtri a polarizzazione opposta. L’osservatore indossa occhiali con polarizzazione equivalente. Per preservare la polarizzazione la proiezione avviene su schermi silver screen. Gli occhiali sono economici.<br />
- Filtri che separano lo spettro (ad esempio Dolby 3D): ogni fotogramma è proiettato attraverso filtri passa triplette di lunghezze d’onda non sovrapponenti. L’osservatore indossa occhiali con filtri dotati di proprietà spettrali che permettono a ciascuno dei due occhi di percepire solo le immagini ad esso destinate. Non è necessario nessuno schermo particolare. Gli occhiali sono costosi.<br />
- Sistemi ad otturatore alternato (ad esempio XpanD 3D): i fotogrammi per l’occhio destro e sinistro sono presentati in modo alternato ad una frequenza di circa 60 Hz al secondo. L’osservatore indossa occhiali “attivi” che in risposta ad uno stimolo elettrico sincrono con le immagini presentate lasciano passare alternativamente le immagini per l’occhio destro e quelle per l’occhio sinistro. Questo sistema viene utilizzato negli schermi televisivi con tecnologia LCD (Liquid Crystal Display) e Plasma di ultima generazione.<br />
Tutti questi sistemi richiedono il filtraggio dell’immagine con riduzione della luminosità e del contrasto. A differenza dei film 3D degli anni 50, le tecniche moderne non producono differenze percettive di colore tra le immagini dell’occhio destro e sinistro. Le proprietà temporali di ogni sistema sono diverse, ma nessuno produce un flicker maggiore dei sistemi standard a 2D.<br />
Una ulteriore tecnologia è rappresentata dagli HMD (Head Mounted Display) dove sostanzialmente lo schermo è montato direttamente sugli occhiali e ciascuna “lente” è un piccolo schermo a cristalli liquidi che riproduce immagini diverse per ciascun occhio. A questi apparecchi sono solitamente associati dei sensori di movimento per cui quando si muove la testa anche l’ambiente grafico visualizzato sugli schermi ruota concordemente. Questa “realtà virtuale” è utilizzata anche in ambito lavorativo e per tempi solitamente prolungati.<br />
L’evoluzione della tecnologia 3D va verso l’abolizione dei sistemi di filtraggio da applicare davanti agli occhi mediante la realizzazione di sistemi olografici che, attraverso la sovrapposizione di più schermi, possa fornire immagini tridimensionali.</p>
<p><strong>Apparato visivo e visione tridimensionale</strong></p>
<p>Per poter leggere le tre dimensioni reali l’apparato visivo umano è dotato di una serie di sistemi che consentono la completa cooperazione tra i due occhi &#8211; perfetta integrazione delle immagini avviate al cervello da ciascuno di essi attraverso la fusione binoculare e la sincinesia accomodazione convergenza &#8211; ed il sistema labirintico e propiocettivo. Il funzionamento ottimale di questo sistema consente la visione stereoscopica. Se la cooperazione tra i due occhi è imperfetta o viene interrotta si riduce o si perde la stereoscopia. Se si dissocia la via visiva da quella labirintica e propiocettiva compaiono le chinetosi.<br />
Nelle tre dimensioni virtuali si interrompe la sincinesia accomodazione/convergenza in quanto mentre l’accomodazione rimane stabile per la posizione fissa del piano dello schermo, la convergenza viene stimolata dal movimento e dalla sensazione di profondità. Non sono segnalate in letteratura alterazioni oculari permanenti causate dall’interruzione di questo meccanismo. Allo stesso tempo si verifica la dissociazione tra canale visivo e canale labirintico/propiocettivo con possibile comparsa di fenomeni chinetosici.</p>
<p>La fusione binoculare si instaura e consolida tra i 3 ed i 6 mesi di vita. La stereoscopia diviene assimilabile a quella di un soggetto adulto ad 1 anno di vita. Tra gli 11 ed i 18 mesi tutte le funzioni visive raggiungono la maturità. Per queste ragioni i test più comunemente utilizzati nei bambini più piccoli per l’individuazione di anomalie della visione binoculare sono gli stereogrammi.<br />
Effetti della visione tridimensionale virtuale sull’apparato visivo<br />
Dopo il compimento di due anni di vita, nei soggetti sani, si deve ritenere perfettamente consolidata la fusione binoculare, la stereopsi e la sincinesia accomodazione/convergenza. Allo stato non è possibile ipotizzare effetti negativi sull’apparato visivo da visione tridimensionale virtuale.</p>
<p>L’eventuale disagio sensoriale che si può accompagnare alla visione tridimensionale virtuale è causato dalla incongruità tra informazione sensoriale visiva e informazione sensoriale labirintico- propiocettiva. L’occhiale che fa apparire tridimensionali le immagini proiettate bidimensionali sullo schermo non danneggia la vista e l’eventuale malessere dei soggetti ipersuscettibili è una “motion sickness” che si risolve immediatamente con la semplice chiusura di un occhio o interrompendo la visione 3D togliendo gli occhiali.</p>
<p>E’ utile osservare che la visione di filmati in 3D non deve essere sconsigliata poiché può svolgere un importante ruolo nella diagnosi precoce di anomalie della visione binoculare che a questa età possono trarre notevole vantaggio dalle terapie. Infatti, i soggetti con anomalie della binocularità rilevanti non avranno visione tridimensionale virtuale, mentre quelli con alterazioni lievi della binocularità – che non sono in grado di produrre effetti nella visione tridimensionale reale &#8211; potranno avere la comparsa di sintomi che, comunque, si interromperebbero con la semplice rimozione degli occhiali.</p>
<p>Nei soggetti con anomalie della binocularità ben compensate e nei soggetti sani la visione di filmati 3D può essere consigliata senza limitazioni. Nei soggetti con anomalie della binocularità non ben compensate possono comparire disagi durante la visione di filmati 3D che comunque scompaiono rapidamente con la rimozione degli occhiali. Si lascia alla sensibilità di ogni singolo individuo la opportunità di proseguire la visione dei filmati in 3D.<br />
E’ comunque consigliabile, per i soggetti che durante la visione di filmati 3D avessero avuto disturbi, sottoporsi ad una visita medica oculistica in quanto i disturbi potrebbero essere il segno di una patologia non ancora diagnosticata a carico dell’apparato visivo o del sistema labirintico- propiocettivo.</p>
<p><strong>Norme di utilizzo degli occhiali per la visione tridimensionale virtuale</strong></p>
<p>Aspetti igienico-sanitari Sarebbe auspicabile che l’occhiale per la visione tridimensionale virtuale fosse personale come l’occhiale da vista. Tuttavia, a causa della mancanza di un sistema standard per la visione 3D, ancora per alcuni anni ogni sistema di visione 3D necessiterà del suo specifico occhiale. I costi degli occhiali “attivi” LCD per la visione 3D rendono poco probabile l’utilizzo di occhiali monouso. Questi occhiali non possono essere sanificati per immersione in liquidi disinfettanti o in acqua; potrebbero essere sanificati con disinfettanti gassosi ma con procedure troppo complesse e di difficile gestione. Notiamo che il problema della bonifica prima del riuso di occhiali attivi non è stato nemmeno posto in altri Paesi. Ciò indica un ben limitato timore di cross-infection. In effetti, non si provvede nemmeno alla bonifica di auricolari e microfoni utilizzati nelle sale congressi per la traduzione simultanea o per il “televoto”, così come non è prevista una bonifica di tastiere dei computer o dei touch screen negli aeroporti o in tanti altri contesti pubblici e, in particolare, non si provvede alla bonifica degli occhialini di prova che vengono utilizzati in tutti gli ambulatori oculistici pubblici e privati per l’esame della vista, senza che siano mai stati segnalati problemi di disseminazione di infezioni oculari. Dal che, a buon senso, si può derivare il concetto che una pulizia degli occhiali con un fazzolettino detergente o disinfettante da parte del nuovo spettatore dovrebbe essere più che sufficiente a scongiurare la trasmissione di infezioni oculari. I soggetti sottoposti di recente ad interventi di chirurgia oculare è consigliabile che ricevano indicazioni dallo specialista oculista di fiducia sulla opportunità di utilizzare la visione tridimensionale virtuale ed i necessari occhiali.</p>
<p>Gli occhiali per la visione 3D filtranti devono essere indossati solo da seduti; è sconsigliato muoversi indossando questi occhiali. L’uso dell’occhiale per la visione tridimensionale virtuale deve avvenire sempre insieme all’eventuale occhiale da vista.</p>
<p><strong>Avvertenze d’uso di occhiali per la visione tridimensionale virtuale</strong></p>
<p>In base a quanto illustrato si riportano sinteticamente le principali avvertenze d’uso di occhiali per la visione 3D:<br />
-	prima di indossare qualsiasi occhiale non strettamente personale è consigliabile che venga pulito con fazzolettini detergenti/disinfettanti<br />
-	prima di alzarsi dal posto è consigliabile togliersi gli occhiali per la visione 3D<br />
-	se l’occhiale per la visione 3D viene usato senza le necessarie prescrizioni di occhiali da vista o lenti a contatto, può comparire affaticamento oculare anche dopo pochi minuti di<br />
visione<br />
-	se compaiono disturbi agli occhi o sensazione di malessere generale togliere gli occhiali per la visione 3D; normalmente i disturbi passano rapidamente<br />
-	se si è stati operati di recente agli occhi è necessario chiedere al proprio oculista di fiducia se si può utilizzare la visione 3D ed i relativi occhiali.</p>
<p><strong>Individuazione di ipersuscettibili oftalmici alla visione 3D</strong></p>
<p>La SOI ha predisposto un modulo riservato ai medici oculisti con il quale rilasciare ai pazienti che si sottopongono a visita oculistica una attestazione di assenza di controindicazioni oftalmiche all’uso di sistemi di visione 3D (allegato 2). Questo approccio permette di individuare la presenza di condizioni oculari che possano favorire la comparsa di sintomatologia.</p>
<p><strong>PANEL ESPERTI CONSENSUS CONFERENCE</strong></p>
<p>Dott. Matteo Piovella – Presidente Presidente dalla Società Oftalmologica Italiana Segretario della Associazione Sindacale Medici Oculisti e Ortottisti Italiani</p>
<p>Prof. Pasquale Troiano &#8211; Coordinatore Clinica Oculistica Università di Milano Fondazione Policlinico IRCCS Presidente del Comitato Tecnico Scientifico della Società Oftalmologica Italiana</p>
<p>Prof. Daniel Adams Assistant Professor of Ophthalmology, University of California – San Francisco</p>
<p>Prof. Costantino Bianchi Vicepresidente della Società Italiana di Ottica Fisiopatologica Consigliere della Associazione Sindacale Medici Oculisti e Ortottisti Italiani</p>
<p>Prof. Paolo Emilio Bianchi Direttore Clinica Oculistica Università di Pavia – Esperto di </p>
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		<title>Il Crocevia del 3D</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 19:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
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Jeffrey Katzenberg è stato uno dei principali promotori del 3D ma il suo impegno nel convincere il mondo della bontà di questa nuova tecnologia non lo ha ancora ricompensato dello sforzo, visto che il risultato dell&#8217;ultima fatica della sua DreamWorks Animation  sta ottenendo meno di quanto meriterebbe al box office.
Non solo, nonostante siano in [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.screenweek.it/star/29114-Jeffrey-Katzenberg">Jeffrey Katzenberg</a> è stato uno dei principali promotori del <a href="http://www.screenweek.it/3D">3D</a> ma il suo impegno nel convincere il mondo della bontà di questa nuova tecnologia non lo ha ancora ricompensato dello sforzo, visto che il risultato dell&#8217;<a href="http://www.screenweek.it/film/2375-Dragon-Trainer">ultima fatica</a> della sua <a href="http://www.screenweek.it/tag/DreamWorks%20Animation/produzioni">DreamWorks Animation</a>  sta ottenendo meno di quanto meriterebbe al box office.</p>
<p>Non solo, nonostante siano in molti a sostenere che <a href="http://www.screenweek.it/link/37936">il 3D dia il massimo proprio nei film d&#8217;animazione</a>, i record di <strong>Avatar</strong> e <strong>Alice in Wonderland</strong> confrontati con i risultati dei film d&#8217;animazione stanno convincendo molti che, dal punto di vista commerciale, il 3D sia più utile ai film per adolescenti/adulti che per quelli &#8220;per bambini&#8221;, categoria in cui stanno purtroppo precipitando nuovamente i film d&#8217;animazione, che invece negli ultimi 10 anni avevano guadagnato anche fette di pubblico più adulto.</p>
<p>Penso vada letta con queste premesse in mente l&#8217;intervista a <a href="http://www.screenweek.it/link/38056"><strong>Katzenberg</strong> pubblicata oggi da <strong>Variety</strong></a> in cui il CEO della DWA dice chiaramente che il 3D in questo momento si trova ad un crocevia (della morte verrebbe da dire ricordando il <a href="http://www.screenweek.it/film/1929-Crocevia-della-morte">film dei Coen</a>) uscito dal quale il 3D potrebbe confermarsi 1) la più grossa innovazione e opportunità di crescita per il cinema su grande schermo da decenni&#8221; oppure b) &#8220;in pericolo di sparire entro un anno&#8221; o c) &#8220;entrambe le cose&#8221;.</p>
<p>Inutile dire che per <strong>Katzenberg</strong> la risposta è C e che torna sull&#8217;argomento oggi, forte delle critiche unanimi accumulate dal 3D di <a href="http://www.screenweek.it/film/7913-Scontro-tra-Titani">Scontro tra Titani</a>, per sottolineare che la sua critica alla <a href="http://www.cineguru.biz/2010/02/alla-ricerca-del-3d-tarocco-811">conversione dei film pensati per il 2D in 3D</a> non nasce dalla paura di perdere sale per <strong>Dragon Trainer</strong> (anche se l&#8217;<a href="http://blog.screenweek.it/2010/01/3d-mania-anche-harry-potter-62822.php">annuncio della Warner</a> dell&#8217;uscita del film convertito a ridosso della sua data lo aveva fatto infuriare), ma dal rischio che in un momento in cui gli spettatori non hanno ancora capito bene cosa sia il 3D, operazioni del genere possano finire per distruggere la grande opportunità rappresentata dal nuovo formato, confondendo gli spettatori e facendogli pensare che questo 3D non è poi una grande cosa.</p>
<p>Dopo aver definito <strong>Avatar</strong> il punto più alto della breve storia del 3D, <strong>Katzenberg</strong> non si fa certo scrupolo di definire <strong>Clash of Titans</strong> il suo punto più basso e prosegue la sua intervista chiarendo una cosa che non è ancora ben chiara a tutti, cioè che ogni film in 3D ha una storia a se stante, perché la conversione dei film in 3D può avere un senso, se fatta a certe condizioni, su cui si è di recente espresso, prendendo una posizione che hanno applaudito in molti, anche <a href="http://blog.screenweek.it/2010/03/michael-bay-boccia-il-3d-per-transformers-3-70624.php">Michael Bay</a>.</p>
<p>Così mentre c&#8217;è chi si <a href="http://www.screenweek.it/link/37818">domanda se non sia giusto pubblicizzare la differenza tra il 3D reale e il 3D tarocco</a>, come è stato <a href="http://www.cineguru.biz/2010/02/alla-ricerca-del-3d-tarocco-811">soprannominato qui in Italia</a> già dall&#8217;uscita di Alice, il film oggetto di questo dibattito sta per arrivare anche nelle nostre sale, dove la <a href="http://www.cineguru.biz/tag/occhiali-3d">montatura degli occhiali 3D</a> ha già danneggiato in modo palese un mercato su cui siamo ancora più confusi che in altri paesi.</p>
<p>Sono molti gli spettatori, infatti, che pensano al 3d ancora come a quello dei trucchetti degli anni &#8216;70 e &#8216;80, e sostengono, usciti ad esempio dalla visione di <strong>Avatar</strong>, che &#8220;il film non era tutto in 3D&#8221;.</p>
<p>Qui da noi, ancor più che in mercati che hanno minor confusione e maggiore cultura tecnologica, anche sul 3D e su cosa significa dal punto di vista cinematografico, penso sarà molto importante lavorare con convinzione per la diffusione di una maggior cultura di questa forma di proiezione che rappresenta, davvero, una più coinvolgente esperienza cinematografica, nella mia esperienza anche per i film dedicati ai più piccoli.</p>
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		<title>Cronache da San Francisco: Pixar, 3D, Wondercon, Tron e iPad Mania</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 14:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
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Certo dei giorni più intensi per la mia visita a San Francisco erano difficili da trovare. Intanto ieri sono stato in visita alla Pixar, dove ho visto Toy Story 3 e Day &#038; Night, introdotto a sorpresa da John Lasseter e devo ammettere che è stata la ciliegina sulla torta di una giornata mitica vederlo [...]]]></description>
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			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/braddd/4482034374/" title="ScreenWeek.it @ Pixar by brad.dd, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2795/4482034374_efe35dfdff_o.jpg" width="500" height="" alt="ScreenWeek.it @ Pixar" /></a></p>
<p>Certo dei giorni più intensi per la mia visita a <strong>San Francisco</strong> erano difficili da trovare. Intanto <a href="http://blog.screenweek.it/2010/04/un-giorno-alla-pixar-con-screenweek-it-71832.php/comment-page-1#comment-35745">ieri sono stato in visita alla Pixar</a>, dove ho visto <a href="http://www.screenweek.it/film/2416-Toy-Story-3">Toy Story 3</a> e <a href="http://www.screenweek.it/film/24175-Day-Night">Day &#038; Night</a>, introdotto a sorpresa da <a href="http://www.screenweek.it/star/4150-John-Lasseter">John Lasseter</a> e devo ammettere che è stata la ciliegina sulla torta di una giornata mitica vederlo entrare a sorpresa in sala reso immediatamente riconoscibile da una delle sue mitiche camice.</p>
<p>Durante la giornata ho avuto modo di incontrare sia il regista e il produttore esecutivo di <strong>Day &#038; Night</strong>, che molte delle figure coinvolte nella realizzazione di <strong>Toy Story 3</strong>, a cominciare dal regista <a href="http://www.screenweek.it/star/31338-Lee-Unkrich">Lee Unkrich</a>, e l&#8217;occasione è stata ghiotta anche per sentirsi raccontare delle cose molto interessanti su come viene visto il <strong>3D alla Pixar</strong> ed è evidente che quando te lo raccontano loro di persona il tutto è molto più interessante, con qualche annotazione da fare sulla <a href="http://www.cineguru.biz/tag/occhiali-3d">&#8220;montatura orribile&#8221; che abbiamo vissuto in Italia</a>.</p>
<p>Restando sempre in area 3D è uscito ieri qui negli USA <a href="http://www.screenweek.it/film/7913-Scontro-tra-Titani">Clash of the Titans</a> e mi sono quindi precipitato a vederlo, spero presto di riuscire a scriverne in relazione alle tante polemiche che ha sollevato la sua <a href="http://www.cineguru.biz/2010/02/alla-ricerca-del-3d-tarocco-811">conversione in 3D di cui ho parlato ampiamente anche qui su Cineguru</a>.</p>
<p>Oggi, tanto per avere una giornata tranquilla, apre il <a href="http://www.comic-con.org/wc/">WonderCon</a> e questa sera ci sarà una <a href="http://blog.screenweek.it/2010/04/operation-tron-protesta-prima-della-conferenza-stampa-72040.php">conferenza stampa della Encom che si preannuncia molto accesa</a>.</p>
<p>In tutto questo bisogna anche mettersi in fila all&#8217;<strong>Apple Store</strong>, perché domani è il grande giorno, l&#8217;<strong>iPad</strong> sta arrivando, e la febbre è sempre più alta, ha contagiato anche <strong>Letterman</strong>.</p>
<p><object width="500" height="325"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/EqwI-Myg9Bo&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it_IT&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/EqwI-Myg9Bo&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it_IT&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="500" height="325"></embed></object></p>
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		<title>Occhiali 3D &#8211; Una montatura orribile</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2010/03/occhiali-3d-una-montatura-orribile-1019</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 09:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Occhiali 3D]]></category>
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Si terrà oggi presso l&#8217;AGIS la conferenza stampa delle associazioni di categoria con il titolo in oggetto, che è davvero la migliore sintesi di quanto sta accadendo.
Su Facebook è nato un gruppo, Fermiamo la demonizzazione degli occhiali 3D, che ha &#8220;l&#8217;obbiettivo di unire le nostre voci in una sola di protesta. Voglion prender decisioni per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Si terrà oggi presso l&#8217;<strong>AGIS </strong>la <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=376808318275&#038;ref=mf">conferenza stampa delle associazioni di categoria con il titolo in oggetto</a>, che è davvero la migliore sintesi di quanto sta accadendo.</p>
<p>Su <strong>Facebook</strong> è nato un gruppo, <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=374248604756&#038;ref=mf">Fermiamo la demonizzazione degli occhiali 3D</a>, che ha &#8220;l&#8217;obbiettivo di unire le nostre voci in una sola di protesta. Voglion prender decisioni per noi? Consumatori, esercenti, distributori e produttori facciamo sentire il nostro NO nella speranza che arrivi fino a Bruxelles!&#8221; e a cui va tutto il mio sostegno.</p>
<p>In una nota di questa mattina l&#8217;<strong>AGIS</strong> informa che alla conferenza stampa saranno presenti due oftalmologi, ecco il testo della nota:</p>
<blockquote><p>Alla conferenza stampa dell’industria del cinema sugli occhiali 3D, che si svolge questa  mattina all’Agis (ore 11.00 via di Villa Patrizi 10, Roma), saranno presenti due illustri esperti di oftalmologia:<br />
il prof. Corrado Balacco Gabrieli, ordinario di oftalmologia e direttore del Dipartimento di Oftalmologia dell’Università di Roma &#8220;Sapienza&#8221;, e la prof.ssa Elena Pacella, responsabile del Pronto Soccorso Oculistico del Policlinico Umberto I°, Università di Roma &#8220;Sapienza&#8221;.<br />
Intervengono altresì i presidenti delle associazioni degli esercenti cinematografici Paolo Protti (Anec) e Carlo Bernaschi (Anem), insieme ai presidenti Paolo Ferrari (Anica) e Alberto Francesconi (Agis).<br />
Saranno presenti, inoltre, altri esponenti di tutte le componenti dell&#8217;industria cinematografica.
</p></blockquote>
<p>Intanto ieri ha preso posizione sulla vicenda con un comunicato all&#8217;<a href="http://ansa.it/salute/regionali/lombardia/20100317190835047140.html">ANSA</a> anche la <a href="http://www.sedesoi.com/index_eng.asp">Societa&#8217; Oftalmologica Italiana (Soi)</a>, con un testo che prende le distanze da quanto affermato nel <a href="http://www.cineguru.biz/2010/03/liberta-di-occhiali-3d-995">parere del CSS dell&#8217;altro giorno</a>. Ecco il testo.</p>
<blockquote><div style="text-align:center;"><img src="http://www.cineguru.biz/wp-content/uploads/2010/03/multimediaSchermata-2010-03-19-a-10.05.13.png" alt="Schermata 2010-03-19 a 10.05.13.png" border="0" width="318" height="95" /></div>
<p>&#8220;Nessun pericolo per genitori e figli. Gli occhiali in 3D non provocano alcun danno all&#8217;apparato visivo. Importante non creare allarmismo&#8221;. Lo afferma in una nota la Società Oftalmologica Italiana (Soi) che esprime riserve circa l&#8217;indicazione di limitare la visione 3D ai bambini sopra i 6 anni.<br />
Secondo la Soi, infatti, &#8220;il senso di stereopsi e di visione binoculare si sviluppano a 4 mesi d&#8217;età (tali caratteristiche di sviluppo sono necessarie per apprezzare in serenità la visone 3D). Inoltre, i bimbi di 3 anni hanno una capacità automatica di accomodazione (messa a fuoco) 10 volte superiore rispetto ad una persona di 21 anni e questa caratteristica deve essere considerata una &#8216;protezione&#8217; positiva&#8221;.<br />
Per gli oculisti della Soi, quindi, &#8220;portare i bimbi a vedere un film in 3D non è pericoloso ma può essere considerato un vero e proprio test di &#8216;provocazione&#8217; che produce precisa indicazione per l&#8217;effettuazione di una visita oculistica nel caso il bambino dimostri specifici disagi&#8221;.<br />
Per questi motivi la Soi &#8220;con forza desidera tranquillizzare tutti i genitori che hanno già portato i propri figli al cinema per assistere ad una proiezione in 3 D. Questi genitori &#8211; continua la nota &#8211; non hanno procurato alcun danno all&#8217;apparato visivo dei propri figli; e invita, se è il loro desiderio, a continuare ad assistere a proiezioni in 3D con serenità e sicurezza&#8221;. (ANSA).</p></blockquote>
<p>A quanto pare i dubbi espressi, nel mio caso comprovati dall&#8217;esperienza personale (ho visto tutti i film 3D usciti al cinema, alcuni più volte e con più sistemi diversi, e quelli adatti alla loro età anche con i mie figli di età inferiore ai sei anni) e dal confronto diretto con oculisti di mia fiducia, su quanto e come la visione dei film in 3D sia controindicata per i bambini di età inferiore ai 6 anni (attenzione, se italiani, tutti gli altri bambini del mondo possono andarci tranquillamente, è una tara che secondo il CSS hanno solo i nostri figli), iniziano a trovare i primi riscontri da parte di altri esperti.</p>
<p>Vediamo adesso cosa succedere anche sull&#8217;altro fronte, quello degli occhiali monouso, perché se questi ultimi possono essere più igienici rispetto a quelli da riutilizzare (nel caso non siano puliti), c&#8217;è anche finalmente chi fa notare che la qualità delle lenti monouso potrebbe essere inferiore. Il tutto probabilmente in modo inpercettibile e poco fastidioso, ma anche questa confusione da parte di chi richiede l&#8217;obbligo del monouso oltre che dannosa per il settore, catastrofica per chi ha fatto degli investimenti, risulta essere una violenza sulla libertà di scelta dei consumatori, che potrebbero preferire un sistema all&#8217;altro non solo per questioni di preferenza, ma proprio a causa di personali problemi alla vista.</p>
<p>Qui <a href="http://www.cineguru.biz/tag/occhiali-3d">gli altri miei interventi sull&#8217;argomento</a>, intanto andiamo alla conferenza stampa.</p>
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		<title>Libertà di occhiali 3D</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2010/03/liberta-di-occhiali-3d-995</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2010/03/liberta-di-occhiali-3d-995#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 19:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
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Dopo il parere del Consiglio Superiore della Sanità e la pessima e confusa (dis)informazione che è tutt&#8217;ora in corso sulla vicenda, è uscita oggi la Circolare del Ministro Fazio sugli occhiali 3D.
Nè fa una rapida sintesi il sito del Giornale dello Spettacolo evidenziando questi punti chiave:
1)  E&#8217; necessario garantire agli spettatori l&#8217;informazione che l&#8217;utilizzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Dopo il <a href="http://www.screenweek.it/link/35557">parere del Consiglio Superiore della Sanità</a> e la pessima e confusa <a href="http://news.google.it/news?client=safari&#038;rls=en&#038;q=3D&#038;oe=UTF-8&#038;redir_esc=&#038;um=1&#038;ie=UTF-8&#038;sa=N&#038;hl=it&#038;tab=wn">(dis)informazione</a> che è tutt&#8217;ora in corso sulla vicenda, è uscita oggi la <a href="http://www.screenweek.it/link/35555">Circolare del Ministro Fazio sugli occhiali 3D</a>.</p>
<p>Nè fa una rapida sintesi il <a href="http://www.screenweek.it/link/35554">sito del Giornale dello Spettacolo</a> evidenziando questi punti chiave:</p>
<blockquote><p>1)  E&#8217; necessario garantire agli spettatori l&#8217;informazione che l&#8217;utilizzo degli occhiali 3D è controindicato per i bambini al di sotto dei sei anni di età. </p>
<p>2) L&#8217;utilizzo degli occhiali 3D anche negli adulti va limitato nel tempo, per una durata complessiva non superiore a quella di un singolo spettacolo, compreso l&#8217;intervallo. </p>
<p>3) Ricordato che il Consiglio Superiore di Sanità ha espresso il parere che l&#8217;utilizzo di occhiali 3D sia garantito agli spettatori nella fornitura monouso, il ministero della Salute &#8220;si riserva di adottare gli ulteriori provvedimenti che si rendessero necessari&#8221;. </p></blockquote>
<p>e un&#8217;importante conclusione:</p>
<blockquote><p>Ciò premesso, sempre sulla base del parere del Consiglio Superiore di  Sanità, il ministro rileva che &#8220;non sussistono controindicazioni cliniche all&#8217;utilizzo degli occhiali 3D per la visione degli spettacoli cinematografici&#8221;.</p></blockquote>
<p>Stabilito questo è chiaro che tema della controindicazione per i bambini di età inferiore ai sei anni merita sicuramente ulteriori e più seri <strong>approfondimenti</strong>. Intanto perché non so fino a che punto questa <strong>conclusione</strong> sia <strong>condivisa</strong> a livello scientifico ed internazionale ed in secondo luogo perché le sue <strong>motivazioni</strong> lasciano ampio spazio alla verifica caso per caso dell&#8217;esistenza di problemi effettivi sui singoli bambini.</p>
<p>Il secondo e più dolente punto è quello in cui, dicendo che &#8220;l&#8217;utilizzo di occhiali 3D&#8221; deve essere &#8220;garantito agli spettatori nella fornitura monouso&#8221; il ministero sembra ignorare che <strong>se ci sono occhiali monouso e occhiali riutilizzabili è perché ci sono sistemi di proiezione 3D diversi e per ognuno dei tre sistemi</strong> c&#8217;è bisogno di occhiali di tipo differente.</p>
<p>In sostanza l&#8217;adozione di occhiali monouso o meno non è una scelta indipendente dal sistema di proiezione 3D installato nel cinema, quasi che alcuni esercenti scelgano gli occhiali riutilizzabili per fare un dispetto agli spettatori, ma il risultato di una scelta tecnologica fatta a monte, soprattutto per offrire agli spettatori un sistema di proiezione migliore.</p>
<p>Uno di questi sistemi, il più sofisticato e costoso da installare e da mantenere, l&#8217;<a href="http://www.screenweek.it/link/28849">XpanD</a>, richiede <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/File:Xpand_LCD_shutter_glasses.jpg">occhiali</a> dal costo unitario elevato e con significativi costi di manutenzione. Si tratta però teoricamente del sistema  che garantisce la migliore qualità di visione. Infatti questi occhiali hanno un otturatore LCD nelle lenti che, in sincronia col proiettore crea l&#8217;effetto 3D senza filtrare l&#8217;immagine e garantendo così una maggiore luminosità. Caratteristica quest&#8217;ultima che forse può anche voler dire minor affaticamento per la vista, no?</p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/File:Xpand_LCD_shutter_glasses.jpg">
<div style="text-align:center;"><img src="http://www.cineguru.biz/wp-content/uploads/2010/03/multimedia800px-Xpand_LCD_shutter_glasses.jpg" alt="800px-Xpand_LCD_shutter_glasses.jpg" border="0" width="500" height="" /></div>
<p></a></p>
<p>E&#8217; evidente che in questo caso gli occhiali non possono essere monouso, a meno di costringere il pubblico a comprarseli, oppure a pagare un biglietto ben più caro. </p>
<p>C&#8217;è poi il <a href="http://www.screenweek.it/link/28848">Dolby 3D</a> per il quale si usano occhiali sofisticati ma di tipo passivo (nell&#8217;occhiale non succede niente, si limita a filtrare la proiezione riflessa sullo schermo in modo da ottenere l&#8217;effetto 3D), comunque costosi, che non possono essere usa e getta.</p>
<div style="text-align:center;"><img src="http://www.cineguru.biz/wp-content/uploads/2010/03/multimediadolby3dglasses-550x290.jpg" alt="dolby3dglasses-550x290.jpg" border="0" width="500" height="" /></div>
<p>C&#8217;è, infine, il sistema <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/RealD_Cinema">RealD</a>, quello degli occhiali usa e getta, anche questi passivi, che a questo punto, se dovesse prevalere l&#8217;interpretazione restrittiva della circolare del Ministro, sarebbero gli unici utilizzabili.</p>
<div style="text-align:center;"><img src="http://www.cineguru.biz/wp-content/uploads/2010/03/multimediaimg_4434.jpg" alt="img_4434.jpg" border="0" width="500" height="" /></div>
<p>Prescindendo dalle considerazioni economiche e di tutela degli investimenti fatti da esercenti che hanno scelto i primi due sistemi, cosa di cui si stanno occupando le relative associazioni di categoria e che non è certo trascurabile, trovo questa (mi auguro temporanea) posizione più che <strong>discutibile</strong> anche come <strong>consumatore/spettatore</strong>.</p>
<p>Intanto siamo di fronte ad una <strong>ingiustificata azione di limitazione della libertà di mercato</strong> a vantaggio di alcune aziende e a svantaggio di altre che, questo deve essere chiaro, stanno avendo questo tipo di problema solo nel nostro paese.</p>
<p>Inoltre stiamo di fatto <strong>impedendo ai consumatori</strong> di usufruire di quello che ognuno potrebbe considerare il suo personale <strong>miglior sistema di visione in 3D</strong>, magari anche quello più adatto ad ognuno e meno controindicato per la sua vista, visto che è stato tirato in ballo questo argomento.</p>
<p>Dal punto di vista della <strong>concorrenza</strong> questo fatto è ancor più grave perché si verifica nel <strong>momento più importante per lo sviluppo del 3D in Italia</strong>: non è infatti un segreto che negli ultimi 6 mesi e ancor di più dopo lo strepitoso successo di <strong>Avatar</strong> ci sia stata un&#8217;incredibile accelerazione nella conversione delle sale al 3D. Siamo quindi nel pieno di un periodo in cui molti esercenti stanno <strong>decidendo quali sistemi 3D adottare</strong> e, con questa incertezza, mi sembra chiaro che finiranno tutti per adottare il sistema con occhiali monouso, <strong>danneggiando aziende</strong> che hanno prodotti altrettanto validi sul mercato e <strong>privando</strong>, come esito finale, <strong>i consumatori/spettatori</strong> di molte zone del nostro paese, dell&#8217;opportunità di avere nella loro zona u<strong>n&#8217;offerta cinematografica in 3D in tutti i diversi formati</strong>, compreso quell&#8217;<strong>XpanD</strong> che ha già una minor diffusione in quanto più costoso da installare.</p>
<p>Nel divenire di questa situazione si sta quindi <strong>favorendo la sostanziale creazione di un monopolio</strong> a favore di sistema e a svantaggio di altri che dovrebbero essere giudicati dal mercato e non &#8220;banditi&#8221; per un problema che a ben vedere non è nemmeno legato al tipo di tecnologia utilizzata.</p>
<p><strong>Infatti il problema per cui questi sistemi rischiano di trovarsi estromessi dal mercato non è legato alle loro qualità teniche, che potrebbero (e almeno in un caso, a detta degli esperti, sono) anche essere superiori a quelle del sistema privilegiato, ma al fatto che i loro occhiali potrebbero essere sporchi, mentre quelli usa e getta non lo sono.</strong></p>
<p>In sostanza potrebbe anche essere che il sistema migliore per vedere il 3D, quello meno faticoso (visto che di fatica si tratta), finisca per non essere presente in Italia o in alcune zone a causa della scorciatoia scelta per non affrontare un altro problema. Un po&#8217; come se fossimo costretti tutti ad andare in bicicletta perché nessuno si prende la responsabilità di fissare il limite di velocità per le autovetture.</p>
<p>Si perché la doppia vergogna di tutta questa vicenda è che oltre alla disinformazione il vero problema, cioè l&#8217;<strong>igiene degli occhiali</strong>, poteva essere risolto semplicemente <strong>regolamentandone in modo preciso la pulizia e/o, se ritenuta necessaria, la sterilizzazione</strong>, in modo che la cosa non venisse lasciata alla discrezione degli esercenti o delle relative associazioni.</p>
<p>Se cioè il rischio per la salute derivante dagli occhiali è <strong>significativo</strong>, allora il relativo uso andava regolamentato ben da prima che l&#8217;uscita di <strong>Avatar</strong> rendesse evidente la dimensione del fenomeno a tutti. Se invece il rischio non è così alto, ma confrontabile con quello che si corre noleggiando un paio di scarponi da sci o pinne e maschera per le immersioni, settori che non mi risultano molto regolamentati, allora tutto questo non aveva proprio ragione di essere. Ma evidentemente gli organi preposti alla tutela della nostra salute quest&#8217;inverno avevano il troppo presto dimenticato problema di smaltire centinai di milioni di Euro in dosi di vaccino anti influenzale comprate e non utilizzate per trovare il tempo di occuparsi di questa facezie.</p>
<p>La conclusione è che <a href="http://www.screenweek.it/link/35556">Anec e Anem hanno preso oggi posizione in modo chiaro proprio sul rischio di restrizioni alla libertà di mercato</a>, mettendo così in evidenza i propri interessi, ma da <strong>consumatore ben informato</strong> mi sento molto più vicino alle loro posizioni che a quelle di una delle associazioni che si dice votata alla tutela, appunto, dei consumatori. </p>
<p>Sulla sicurezza e competenza che mi trasmette lo Stato, invece, meglio stendere un velo peitoso, ma questo non è certo ne il primo ne l&#8217;unico caso in cui è così.</p>
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		<title>ATTENZIONE: gli occhialini 3D possono causare gravidanze indesiderate</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2010/03/attenzione-gli-occhialini-3d-possono-causare-gravidanze-indesiderate-976</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 20:05:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Occhiali 3D]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cineguru.biz/?p=976</guid>
		<description><![CDATA[
			
				
			
		
Sono talmente indignato dalla disinformazione, propagatasi più o meno ovunque, sulla questione degli occhialini 3D che non sono riuscito nemmeno a scriverne in un post. 
Mi sono lasciato andare ad un commento su Facebook, ho cercato di mettere in fila tutti gli argomenti, ma poi mi sono imbattuto, sul blog di Carlo Rienzi, in questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px;">
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				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fcineguru.screenweek.it%2F2010%2F03%2Fattenzione-gli-occhialini-3d-possono-causare-gravidanze-indesiderate-976&amp;source=cineguru&amp;style=normal&amp;service=bit.ly&amp;service_api=R_1201758c62b5117a7cb3cb6427ab714a" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p>Sono talmente indignato dalla <a href="http://www.carlorienzi.it/?p=215">disinformazione</a>, propagatasi più o meno <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/15/news/stop_occhiali_3d-2681652/">ovunque</a>, sulla questione degli occhialini 3D che non sono riuscito nemmeno a scriverne in un post. </p>
<p>Mi sono lasciato andare ad <a href="http://www.facebook.com/davide.dellacasa?v=feed&#038;story_fbid=10150146562510187&#038;ref=mf">un commento su Facebook</a>, ho cercato di mettere in fila tutti gli argomenti, ma poi mi sono imbattuto, <a href="http://www.carlorienzi.it/?p=215">sul blog di Carlo Rienzi</a>, in <a href="http://braddd.tumblr.com/post/452766114/salve-sono-cristina-lucido-trapani-domenica">questo commento</a>, che dimostra quanto possa essere pericoloso diffondere un certo punto di vista:</p>
<blockquote><p>Salve Sono &#8230;.<br />
Domenica sera,14 marzo, sono stata in un cinema della mia città appena attrezzato a vedere le proiezioni in 3d,<br />
Lunedì mattina nausea e vertigini,lunedì pomeriggio svenuta a lavoro cn febbre.<br />
Oggi,16 marzo temperatura fissa a 37 e nausea.<br />
Il medico,ha dato la colpa allo stress,non avendo traccia di raffreddore o sintomi di influenza……E se fosse colpa della visione in 3d????<br />
Che devo fare????</p></blockquote>
<p>Dopo averlo riproposto anche su <a href="http://friendfeed.com/braddd/78742993/carlorienzi-it-archivio-blog-occhiali-3d">FriendFeed</a> ed essermi domandato, in preda ad un ultimo sprazzo di lucida razionalità quale sia il medico che in &#8220;nausea, vertigini, febbre&#8221; non vede traccia di &#8220;sintomi di influenza&#8221;, ho pensato bene di dare il mio contributo a questa follia collettiva con un titolo degno dell&#8217;informazione fatta sull&#8217;argomento, perché se qualcuno negli ultimi mesi è rimasto incinta la spiegazione più probabile a questo punto è che siano stati gli occhialini 3D, non qualche altro tipo di attività!</p>
<p>Il titolo del post più bello sull&#8217;argomento? <a href="http://www.ssc.unict.it/fibanno/2010/02/22/3d-e-ignoranza/">3D e ignoranza</a>, che è quello che dirà da domani tutto il mondo! Chissà perché questa cosa è scoppiata SOLO in Italia? </p>
<p>Domandare è lecito, intanto cerco un&#8217;associazione dei consumatori o un volenteroso avvocato che difenda il mio diritto di andare al cinema.</p>
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		<title>Alla ricerca del 3D tarocco</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2010/02/alla-ricerca-del-3d-tarocco-811</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 19:47:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Animazione]]></category>
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Prendendo spunto da un&#8217;ANSA (o viceversa, questo non l&#8217;ho ben capito) è uscito qualche giorno fa sulla La Stampa un articolo ripreso da più parti che fa di tutta l&#8217;erba un fascio e parla di film in 3D tarocchi dando l&#8217;avvio al tipo di  confusione che ipotizzavamo quando abbiamo dato la notizia della conversione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Prendendo spunto da un&#8217;<a href="http://www.nuovasocieta.it/spettacoli/4308-arriva-il-3d-tarocco.html">ANSA</a> (o viceversa, questo non l&#8217;ho ben capito) è uscito qualche giorno fa sulla <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/artnopub/201002articoli/51804girata.asp">La Stampa</a> un articolo ripreso da più <a href="http://www.diggita.it/story.php?title=Boom_dei_falsi_film_in_3D">parti</a> che fa di tutta l&#8217;erba un fascio e parla di <strong>film in 3D tarocchi</strong> dando l&#8217;avvio al tipo di  confusione che <a href="http://www.cineguru.biz/2010/01/avatar-la-guerra-dei-record-e-harry-potter-in-3d-766">ipotizzavamo</a> quando abbiamo dato la <a href="http://blog.screenweek.it/2010/01/3d-mania-anche-harry-potter-62822.php">notizia della conversione al 3D degli ultimi due capitoli di Harry Potter e di Scontro di Titani</a>.</p>
<p>Nel calderone dei &#8220;tarocchi&#8221;, almeno per certa approssimativa stampa italiana, è <a href="http://www.diggita.it/story.php?title=Boom_dei_falsi_film_in_3D">finito</a> anche <a href="http://www.screenweek.it/film/17209-Alice-in-Wonderland">Alice in Wonderland</a>, pur se l&#8217;<a href="http://www.screenweek.it/link/30988">articolo di Slate da cui tutto ha avuto origine</a> non mette proprio sullo stesso piano i film che diventano improvvisamente <a href="http://www.screenweek.it/link/30989">3D a 5 milioni di $ l&#8217;uno dopo il successo di Avatar</a> e quelli che, pur avendo un diverso procedimento produttivo rispetto ad <strong>Avatar</strong> e ad altri film &#8220;ripresi con due telecamere&#8221;, nascono comunque <strong>concepiti in 3D anche se diventano tali in post-produzione</strong>.</p>
<p>Il primo a criticare <strong>Tim Burton</strong> (vittima in questi giorni di ancor più <a href="http://www.screenweek.it/link/32163">ridicoli incidenti di malainformazione nostrana</a>) per non aver girato il film in 3D, ma lavorarlo in tal senso in post-produzione, è stato <a href="http://www.screenweek.it/link/30994">proprio Cameron in tempi non sospetti</a> perché secondo lui &#8220;non ha senso girare in 2D e poi convertire in 3D&#8221;, ma devo ammettere che pur essendo un estimatore del lavoro fatto dal Re del Mondo con <strong>Avatar non mi è mica tanto chiaro neppure nel suo film cosa sia &#8220;girato in 3D&#8221; e cosa sia post-prodotto in 3D</strong>  quando la quasi totalità di quello che si vede è in <strong>CGI</strong> e non sono certo i primi piani di <strong>Worthington</strong> o degli altri membri del cast in quei pochissimi momenti in cui sono ripresi dal vivo in ambienti reali a fare il 3D del film.</p>
<p>Penso che la <strong>differenza tra un 3D tarocco e uno che non lo è</strong> stia nel come un film è <strong>concepito</strong>, <strong>pensato</strong>, <strong>scritto</strong>, <strong>immaginato</strong> dalla mente del regista e poi dallo stesso realizzato, non solo nell&#8217;uso o meno della ripresa stereoscopica, che è un fattore certo fondamentale del 3D, ma non l&#8217;unico ad avere un impatto decisivo sull&#8217;esperienza finale dello spettatore, che potrà risultare convincente anche in altri casi.</p>
<p>Qui sotto (<a href="http://www.screenweek.it/link/30651">qui</a> un altro articolo più breve) c&#8217;è un frammento dell&#8217;articolo di <a href="http://www.screenweek.it/link/30988">Slate</a> che parla di come viene realizzata questa lavorazione in post-produzione e la sensazione è che anche in &#8220;semplici&#8221; conversioni, come quelle attraverso cui passerà <a href="http://www.screenweek.it/film/7913-Scontro-tra-Titani">Clash of the Titans</a> e gli ultimi due capitoli di <a href="http://www.screenweek.it/film/15585-Harry-Potter-e-i-Doni-della-morte-Parte-I">Harry Potter</a>, ci possa essere un contributo tecnico/artistico di notevole livello. </p>
<blockquote><p>Una volta fatto questo, il computer prende il sopravvento. Il software crea una nuova immagine dell&#8217;uomo muovendo le varie regioni del contorno della mappa a destra o a sinistra e rende tutto più pulito. La parte della punta del naso dell&#8217;uomo, per esempio, verrebbe spostata il più lontano possibile, mentre le parti più distanti &#8211; la parte posteriore della sua spalla &#8211; verrebbero spostate un po&#8217; di meno. Quindi il processo dovrebbe essere ripetuto per gli altri due livelli dell&#8217;immagine: il muro e il cielo. (Il primo si muoverà solo leggermente, il secondo quasi niente.) In generale, questo processo deve essere completato per ogni oggetto in ogni inquadratura di tutto il film &#8211; un impegno che potrebbe richiedere mesi, anche con un team di 30 o più artisti. (Il carico di lavoro dipende in parte dalla quantità di movimento caotico nella scena. Se un oggetto è relativamente immobile, l&#8217;artista può tracciare alcuni fotogrammi rappresentativi e lasciare il computer ad interpolare il resto. In caso contrario, deve lavorare frame-by-frame).</p>
<p>Ma allora come fa un film convertito in 3-D a reggere il confronto con uno girato con una vera e propria camera 3-D? Non ha la stessa qualità ma probabilmente non si noterebbe la differenza, a meno che non si è esperti dei trucchi 3-D. Durante il processo di conversione, gli artisti e il software devono riempire un sacco di spazi vuoti. Si consideri l&#8217;esempio di cui sopra, dove l&#8217;immagine di un uomo è spostata sullo sfondo di un muro di mattoni. Questo spostamento lascia uno spazio vuoto nell&#8217;immagine &#8211; la porzione del muro dietro di lui che non era presente nell&#8217;immagine originale. A quel punto l&#8217;artista deve tagliare un pezzo di immagine da altre parti dello sfondo e incollarlo nel buco a forma di uomo. Se questo lavoro di taglia-incolla non è fatto alla perfezione, anche uno spettatore inesperto avrà la sensazione che qualcosa non quadra. Un altro problema deriva dal fatto che l&#8217;immagine è stata convertita in tre, quattro o otto strati di profondità, un po&#8217; come la musica digitale, che è composta una serie di istantanee piuttosto che un&#8217;onda continua del suono. Una fotocamera stereoscopica utilizza un numero infinito di livelli, in modo da produrre un&#8217;immagine che assomigli il più possibile a quella percepita dall&#8217;occhio umano.</p>
<p>Tuttavia, alcuni registi di film 3-D decidono di convertire dopo aver girato, piuttosto che utilizzare le camere stereo nelle riprese. Uno dei motivi è il costo. Gli stereografi chiedono milioni di dollari per i lungometraggi. Una conversione completa da 2-D a 3-D di solito costa un po&#8217; di meno, ma può sempre arrivare alle sette cifre. (Alcune aziende di conversione ora decidono di risparmiare con l&#8217;outsourcing del lavoro in Asia.) Un&#8217;altra ragione per la conversione è la familiarità. Girare un film in 3-D richiede una certa capacità decisionale: in particolare si deve trovare il modo di massimizzare l&#8217;effetto di profondità riducendo al minimo il potenziale di affaticamento degli occhi. Alcuni registi si sentono vincolati da queste limitazioni. In ogni caso, non tutti i registi 3-D sono convinti che la conversione funzioni altrettanto bene. James Cameron, per esempio, ha criticato Tim Burton per l&#8217;utilizzo di questo approccio nel suo film di prossima uscita, Alice nel paese delle meraviglie: &#8220;Non ha alcun senso girare in 2-D e poi convertire in 3-D&#8221;, ha detto.</p></blockquote>
<p>Nonostante le critiche di <strong>Cameron</strong> ad <strong>Alice in Wonderland</strong>, è chiaro da questo breve passaggio che, anche parlando di semplice conversione dal 2D al 3D, ci sono una tale quantità di variabili e di contributi ad entrare in gico che, per paradosso, un film convertito potrebbe risultare, se questa conversione è fatta con grande cura, forse anche più convincente di un film girato male in stereoscopia. </p>
<p>Per avere un&#8217;idea un po&#8217; più precisa di come avvengono queste conversioni segnalo su <a href="http://www.screenweek.it/link/32177">questo sito</a>, purtroppo in tedesco, un video (il secondo) che rende velocemente l&#8217;idea di come può essere realizzata la trasformazione di un filmato 2D in 3D.</p>
<p>Detto questo, quindi, indubbiamente ci sono e ci saranno titoli che vengono <a href="http://www.screenweek.it/film/19798-Il-Richiamo-Della-Foresta-in-3D">convertiti</a> in 3D solo al fine di salvare il salvabile, per dare cioè al pubblico, magari ancora confuso, un motivo per andare a vedere qualcosa che magari non avrebbe nemmeno preso in considerazione. Furbe operazioni di questo tipo sono state sicuramente <a href="http://www.screenweek.it/film/7102-Viaggio-al-centro-della-Terra-3D">Viaggio al centro della terra 3D</a> e <a href="http://www.screenweek.it/film/18318-San-Valentino-di-sangue-in-3-D">San Valentino di Sangue 3D</a>, indipendentemente da qualsiasi giudizio sul loro 3D.</p>
<p>Poi ci sono titoli come <a href="http://www.screenweek.it/film/7913-Scontro-tra-Titani">Scontro di Titani</a> e gli <strong>Harry Potter</strong> di cui sopra, ma si mormora anche di un <a href="http://www.screenweek.it/link/31962">doppio finale Twilight</a> e di <a href="http://www.transformersblog.it/2010/02/03/la-paramount-vuole-transformers-3-in-3d/">Transformers 3</a>, che non sono nati in 3D, sono fortemente voluti in tale formato innanzitutto <a href="http://www.cineguru.biz/2010/01/avatar-la-guerra-dei-record-e-harry-potter-in-3d-766">per non sfigurare al Box Office futuro</a>, ma che potrebbero essere <strong>realizzati in 3D in modo eccellente</strong>, trattandosi tra l&#8217;altro di film in momenti ben diversi del loro processo di realizzazione e con intere sequenze realizzate in CGI.</p>
<p>Infine ci sono i film, come <strong>Alice in Wonderland</strong> nello specifico, in cui il 3D entra in un modo o nell&#8217;altro fin dall&#8217;ideazione del film, che poi ogni regista realizza con gli strumenti che ritiene più opportuni, in base alla propria sensibilità e alla proprie capacità.</p>
<p>Partire dal presupposto che i film non girati in stereoscopia sono 3D tarocchi mi sembra quindi un&#8217;affermazione quantomeno <strong>approssimativa</strong>. Cosa dovremmo dire allora dei film in animazione CGI, dove di sicuro non c&#8217;è niente di reale da &#8220;riprendere&#8221;, tantomeno in stereoscopia? Eppure sono proprio i film d&#8217;animazione che ci sono stati presentati in 3D per primi e avremmo presto più di un esempio, con <a href="http://www.screenweek.it/film/21164-Toy-Story-Il-mondo-dei-giocattoli-3D">Toy Story 1</a> e <a href="http://www.screenweek.it/film/21164-Toy-Story-Il-mondo-dei-giocattoli-3D">2</a>, di come un film possa rinascere nel nuovo formato, pur non essendo stato concepito per quello scopo, dato che sui film d&#8217;animazione e sulla possibilità di renderizzarli in stereoscopia bisognerebbe aprire tutta una lunga, apposita parentesi.</p>
<p>Tutto questo per dire attenzione a mettere tutto il 3D in un unico calderone, abbiamo la fortuna di vivere in tempi interessanti e bisognerà giudicare caso per caso.</p>
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		<title>King Kong a 360° in 3D</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2010/02/king-kong-a-360%c2%b0-in-3d-792</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 11:50:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Farina</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Avatar]]></category>
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Un blogger non fa in tempo a rattristarsi per alcune mancanze tecnologiche che non permettono di godere appieno della tecnologia 3D, che subito arriva il sistema che colma il vuoto, che chiude la breccia, che mette una toppa alla mancanza.

Nel pezzo che vi ho linkato parlavo dell&#8217;ottimo utilizzo del 3D in Avatar, del modo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Un blogger non fa in tempo a <a href="http://www.screenweek.it/link/30699">rattristarsi per alcune mancanze tecnologiche</a> che non permettono di godere appieno della <strong>tecnologia 3D</strong>, che subito arriva il sistema che colma il vuoto, che chiude la breccia, che mette una toppa alla mancanza.</p>
<p><a href="http://www.cineguru.biz/wp-content/uploads/2010/02/king-kong.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-793" title="king-kong" src="http://www.cineguru.biz/wp-content/uploads/2010/02/king-kong.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Nel pezzo che vi ho linkato parlavo dell&#8217;ottimo utilizzo del 3D in <a href="http://www.screenweek.it/film/4062-Avatar"><strong>Avatar</strong></a>, del modo in cui <strong>Cameron</strong> è riuscito a renderlo naturale. Ma soprattutto auspicavo l&#8217;introduzione a breve di schermi più coinvolgenti, di semisfere capaci di avvolgere lo spettatore e di rendere quindi l&#8217;effetto delle tre dimensioni davvero <em>completo e coinvolgente</em>.</p>
<p>Ed ecco che poche settimane dopo arriva dagli studi <strong>Universal</strong> una <a href="http://www.screenweek.it/link/30700">notizia</a> che batte proprio questa strada.<br />
Pare infatti che all&#8217;interno degli studi della Major, a Los Angeles, stiano mettendo a punto un&#8217;attrazione davvero spettacolare.<br />
Tema del giochino è <a href="http://www.screenweek.it/film/7739-King-Kong"><strong>King Kong</strong></a>, nella versione di <a href="http://www.screenweek.it/star/3246-Peter-Jackson"><strong>Peter Jackson</strong></a> del 2005.<br />
Si tratta però non di un video realizzato con materiale d&#8217;archivio ma di un <em>progetto creato da zero</em> e realizzato nuovamente dal regista neozelandese.</p>
<p>L&#8217;attrazione si chiama &#8220;<strong>King Kong 360 3-D, created by Peter Jackson</strong>&#8221; (giusto per non lasciare nulla di non detto) ed è così composta.<br />
<strong>Due enormi schermi curvi</strong>, alti 4o piedi e lunghi 180 (circa 14 per 64 metri ) sui quali vengono proiettate immagini in 3 dimensioni dello scimmione impegnato a lottare col T-Rex sull&#8217;Isola del Teschio.<br />
Gli spettatori saranno su <strong>una struttura che subirà movimenti</strong>, colpi, scossoni e saranno <strong>investiti da odori</strong>, aria, vento.<br />
In pratica (questo lo scopo del gioco) sarà come trovarsi nella foresta insieme a King Kong in persona.</p>
<p>Se posso sbilanciarmi, e naturalmente se il lavoro sarà fatto con le dovute attenzioni, il risultato potrebbe essere davvero sorprendente.<br />
La più grande e coinvolgente <em>attrazione in 3D</em> del mondo.<br />
Naturalmente i costi dell&#8217;installazione sono decisamente elevati e per il momento non è ipotizzabile realizzare interi film con queste modalità, soprattutto per quello che riguarda la realizzazione di luoghi di fruizione adatti.</p>
<p>Sono però convinto che il futuro possa essere davvero questo e se <strong>Kink Kong 360 3D</strong> dimostrerà che la tecnica ha raggiunto un livello ottimale e l&#8217;unico ostacolo rimane il costo&#8230; beh&#8230; penso che in pochi anni (diciamo un decennio?) l&#8217;ostacolo possa essere superato.</p>
<p>&#8230;o magari abbattutto se una manona può darcela anche <em>King Kong</em>&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sequestrati occhiali 3D e chiusa sala a Livorno</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2010/02/sequestrati-occhiali-3d-e-chiusa-sala-a-livorno-832</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2010/02/sequestrati-occhiali-3d-e-chiusa-sala-a-livorno-832#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 15:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizio]]></category>
		<category><![CDATA[Occhialini]]></category>

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Avatar è un fenomeno di dimensioni tali da attirare attenzioni di ogni genere, comprese quelle di chi più o meno opportunamente ha sollevato il problema degli occhialini 3D non usa e getta. Problema sollevato solo adesso che si inizia a percepire la dimensione economica del fenomeno 3D e non prima, eppure il 3D c&#8217;è da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fcineguru.screenweek.it%2F2010%2F02%2Fsequestrati-occhiali-3d-e-chiusa-sala-a-livorno-832"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fcineguru.screenweek.it%2F2010%2F02%2Fsequestrati-occhiali-3d-e-chiusa-sala-a-livorno-832&amp;source=cineguru&amp;style=normal&amp;service=bit.ly&amp;service_api=R_1201758c62b5117a7cb3cb6427ab714a" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><strong>Avatar</strong> è un fenomeno di dimensioni tali da attirare attenzioni di ogni genere, comprese quelle di chi più o meno opportunamente ha <a href="http://www.carlorienzi.it/?p=192">sollevato il problema</a> degli occhialini 3D non usa e getta. Problema sollevato solo adesso che si inizia a percepire la dimensione economica del fenomeno 3D e non prima, eppure il 3D c&#8217;è da più di un anno ormai.</p>
<p>Non voglio qui negare che la cosa vada affrontata con tutte le <strong>cautele e la serietà del caso</strong> (anche qualche nostro lettore ha sollevato il problema) solo che in un paese in cui ci somministrano <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/bufala_e_diossina_sequestrate_mozzarelle/20-03-2008/articolo-id=249275-page=0-comments=1">mozzarelle alla diossina</a>, confezionano formaggi riciclando <a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/formaggi-truffa/chiuse-indagini/chiuse-indagini.html">latticini scaduti con affogati gli scarafaggi e feci di roditore</a>, fanno il <a href="http://blog.verdenero.it/tag/pane-cotto-legno-bare-forni-illegali/">pane con la legna delle bare</a>, l&#8217;idea di fondo è che la <strong>priorità andrebbe data ad altro</strong>.</p>
<p>Ad esempio ieri hanno <a href="http://iltirreno.gelocal.it/dettaglio/occhiali-3d-irregolari-niente-avatar-a-livorno/1855043">sequestrato 500 occhiali a al The Space-Medusa di Livorno e chiuso la relativa sala 3D</a> a quanto pare per l&#8217;assenza del marchio &#8220;Ce&#8221; dagli occhialini stessi, come se fosse, effettivamente, il marchio &#8220;Ce&#8221; a fare la differenza tra una cosa dannosa per la salute e una cosa che non lo è.</p>
<p>Non si tratta di disfattismo, ma di <strong>priorità</strong>. Avendo dei bambini mi trovo quotidianamente a prestare attenzione ai giocattoli e altre cose che sono vendute a tonnellate nelle nostre strade e 9 su 10 ho la sensazione che tali marchi siano o contraffatti o ci sia qualcosa di poco chiaro sui criteri con cui vengono concessi, perché girano cose di una pericolosità assurda, sicuramente molto più alta degli occhialini Dolby 3D che hanno usato anche i miei figli.</p>
<p>Le forze dell&#8217;ordine sono già impegnate in una <strong>lotta impari</strong> contro questo tipo di fenomeni e ho seri dubbi che siano impiegate al meglio quando <a href="http://www.codacons.it/articolo.asp?idInfo=119791&#038;id=">costrette</a> a fare queste operazioni. Meglio lasciarle sequestrare un po&#8217; di robaccia per strada.</p>
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		<title>Il 3D in pellicola è realtà (da incubo)</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 18:39:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Niola</dc:creator>
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Il 3D moderno è digitale, si basa su quella tecnologia e per quello funziona diversamente da quello del passato. Ma il digitale costa e oggi fanno capolino i primi sistemi per rendere i normali proiettori capaci di mandare film in pellicola 3D. Si tratta di una notizia ottima per gli esercenti e pessima per gli [...]]]></description>
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<p><img class="alignright size-full wp-image-759" title="oculr 3d" src="http://www.cineguru.biz/wp-content/uploads/2010/01/oculr-3d.jpg" alt="oculr 3d" width="317" height="310" />Il 3D moderno è digitale, si basa su quella tecnologia e per quello funziona diversamente da quello del passato. Ma il digitale costa e oggi fanno capolino i primi sistemi per rendere i normali proiettori capaci di mandare film in pellicola 3D. Si tratta di una notizia ottima per gli esercenti e pessima per gli spettatori, i quali come spesso capita saranno per lo più ignari delle opportunità che gli sfuggono.<br />
Da quando è cominciata la grande operazione di penetrazione nelle sale mondiali della tecnologia per la visione stereoscopica moderna, si è detto più volte che <strong>uno dei pregi maggiori è di forzare gli esercenti al passaggio verso i proiettori digitali</strong>. Anzi, è acclarato che tanta insistenza da parte dei produttori/distributori nel fare film in 3D e spingerli in giro (in molti casi finanziando le sale perchè comprino la tecnologia adeguata) è finalizzata ad avere il digitale nelle sale, cioè apparecchiature che consentano di distribuire i film non in pellicola (che significa portare le pizze con un camion e un impiegato) ma via internet (che significa abbattere grandissima parte dei costi).</p>
<p>Il sogno di un parco sale interamente digitali che sembrava ora finalmente ipotizzabile (sebbene in un remoto futuro) potrebbe infrangersi di fronte ai nuovi brevetti di <a href="http://www.digitalcinemareport.com/Technicolor-3D-lens-film-projection">Technicolor </a>e <a href="http://oculus3d.com/This%20is%20Oculus3D%20Corporation.html">OculR</a>. <strong>Le due società hanno infatti messo a punto separatamente due sistemi diversi (leggi: rivali) per mandare film tridimensionali con un normalissimo proiettore in pellicola. </strong><br />
In entrambi i casi si tratta di fornire una pellicola stampata appositamente, una lente particolare che fa il lavoro e i soliti occhialini, il risultato (dicono le aziende) è pari a quello del 3D digitale.<br />
In realtà pari non lo sarà mai, perchè di pellicola si tratta, il che significa che un margine di fastidiosa imprecisione è fisiologico (tanto che entrambi i sistemi sono dotati di sistemi di correzione in diretta per i proiezionisti) e soprattutto che non si potrà godere dello splendore del digitale.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-758" title="Technicolor-3D-System-Diagram" src="http://www.cineguru.biz/wp-content/uploads/2010/01/Technicolor-3D-System-Diagram.jpg" alt="Technicolor-3D-System-Diagram" width="100%" /><br />
<strong>OculR</strong> è una joint venture di ex dirigenti di Panavision (attrezzature), RealD (operatori nel campo del 3D) e MGM/Fox (distributori) e sfrutta un brevetto (Oculus 3D) che prevede di stampare pellicole nelle quali ogni frame è diviso in due verticalmente, cioè ogni fotogramma ha due immagini affiancate a polarità diversa. La lente speciale poi le rende una sola e la proietta sullo schermo. L&#8217;occhiale fa il resto come al solito.<br />
<strong>Technicolor</strong> invece è il colosso della postproduzione che ha in mano già tantissima parte dei processi di lavoro sulla pellicola (compresa la sua digitalizzazione) per gran parte del mercato mondiale (il che significa, per dire, anche italiano) e ha messo a punto un sistema simile che divide il fotogramma sempre in due ma orizzontalmente con la relativa lente che aggiusta il tutto per la proiezione e gli occhialini a fare il lavoro di rifinitura finale.</p>
<p>L&#8217;idea, nella propaganda delle aziende, è di portare il 3D anche alle sale che non possono ammodernarsi e di consentire una più agevole transizione verso il momento in cui tutte diventeranno digitali. La realtà dei fatti però è che se le sale vogliono solo guadagnare di più da questo 3D (come è anche corretto), ma se possono comunque maggiorare il biglietto (e possono), perchè una volta passati a questo 3D low cost dovrebbero poi comprare un costosissimo proiettore digitale? E lo spettatore che si troverà di fronte un film 3D in pellicola non potendo conoscere la differenza che giudizio darà su questo nuovo stile di visione lontano anni luce dalla perfezione del digitale?<br />
Per molto tempo abbiamo detto che il 3D moderno non è come quello di una volta, che risolve i suoi problemi e che è sostanzialmente migliore. La versione in pellicola rischia di negare quest&#8217;assunto riducendo drasticamente i passi avanti fatti dagli anni &#8216;80 ad oggi.</p>
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