Archivio per la categoria ‘3D’

gen
17
2012
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3D, smart o social: quale sarà la tv del futuro?

Come hanno messo in luce in molti, saranno anche passati 45 anni dalla prima edizione, ma l’ultimo CES ha visto ancora una volta protagoniste le tv. Alcune 3D, anche senza bisogno degli occhialetti (come quella di Toshiba che riconosce il movimento dello spettatore ed emette fasci di luce differenziati per “seguirne” gli occhi), molte smart, alcune social e tutte immancabilmente connesse in rete, le televisioni sono state al centro di annunci e presentazioni, da cui emergono alcune tendenze probabilmente destinate a caratterizzare ancora a lungo un mercato non ancora maturo ma già insidiato dalla concorrenza di tablet e altri dispositivi che, se non adeguatamente contrastati, potrebbero rubare il primato al piccolo schermo.

 

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gen
11
2012
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Blu-ray: negli USA le vendite crescono del 20% e superano i due miliardi di dollari [aggiornato]

Sono anni che il mercato dell’home video subisce forti contrazioni, sia negli Stati Uniti sia a livello internazionale, ma il 2011 potrebbe finalmente segnare un punto di svolta nel trend negativo. A renderlo noto è il DEG – Digital Entertainment Group, sorta di consorzio delle industrie americane del settore, che ieri ha rivelato i dati relativi all’ultima annata per DVD e Blu-ray, mettendo in luce una crescita evidente nel campo dell’alta definizione.


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gen
10
2012
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Al via il CES 2012, tra nuovi contenuti Xbox Live, ultrabook, Google TV e schermi sempre più ultrasottili.

Comincerà oggi a entrare nel vivo a Las Vegas l’edizione 2012 del CES, il Consumer Electronics Show, uno degli appuntamenti più importanti per il mondo dell’hi-tech. Molte sono state le anticipazioni  sulle novità che saranno presentate nel corso dell’evento, tra cui televisori di ultima generazione, altri partner per la Google TV, gadget ad alto contenuto tecnologico e forse anche nuove politiche sui contenuti dei colossi dell’infotainment. È vero che ormai le notizie e le release di nuovi prodotti si susseguono costantemente nel corso dell’anno, ma vediamo comunque quali saranno i temi principali di questa edizione.

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gen
04
2012
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2011: in Italia le risate battono il 3D e Zalone vince su Harry Potter

I risultati parziali del box office italiano 2011 erano già stati anticipati dai dati diffusi in occasione delle Giornate Professionali di Cinema di Sorrento. La novità che emerge dalle ultime stime (dati Screenweek) è semmai che all’inizio del nuovo anno non appaiono sensibilmente modificati se non per la new entry in settima e decima posizione di Sherlock Holmes – Gioco di Ombre e del Gatto con gli Stivali. “Assente ingiustificato”, il cine-panettone Vacanze di Natale a Cortina, che ha confermato un andamento a ribasso anche nel week end di Capodanno, superando di poco i 10 milioni di euro, in confronto agli oltre 18 guadagnati dal suo omologo nel 2010.

box office Italia 2011 - dati al primo gennaio 2012

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gen
03
2012
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Hollywood, il box office del 2011 e i compiti per l’anno nuovo.

Ci sono due dati contrastanti che dominano l’ultimo anno cinematografico USA in termini di risultati al botteghino: il primo è il calo di incassi e soprattutto di presenze, il secondo il buon andamento degli stessi a livello internazionale, con un record di oltre 13 miliardi di dollari.

incassi USA 2011

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nov
02
2011
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MEDIA Salles: la digitalizzazione rallenta in Italia, mentre in Europa si avvicina il “tipping point”

Si è tornato a parlare di esercizio ieri all’incontro organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo nell’ambito del VI Festival Internazionale del Film di Roma e intitolato D-Cinema: viaggio nel digitale.  Come ha spiegato il presidente della FEdS, Dario Edoardo Viganò, la nuova tecnologia rinnova infatti “le modalità, i luoghi e i tempi” della fruizione del prodotto cinema, con conseguenze che investono in primo luogo le sale, per poi influenzare, a cascata, l’intera filiera della settima arte.

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ott
29
2011
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Totò in 3D, De Laurentiis: nelle sale solo se con il sostegno degli esercenti.

Prima di Avatar, prima di Spielberg c’era… Totò! Il Principe De Curtis nel ’53 fu infatti protagonista del primo film italiano in tre dimensioni, girato con un sistema brevettato da Carlo Ponti e Dino De Laurentiis e battezzato, dalla fusione dei loro nomi, Podelvision.  Totò in 3D – Il più comico spettacolo del mondo fu distribuito sia in versione normale che in versione stereoscopica, ma quest’ultima non ottenne molto successo e venne così ritirata presto dalle sale. Dopo circa due anni di restauro, il film è tornato a vivere al VI Festival Internazionale del Film di Roma, dove è stato presentato con orgoglio da Aurelio De Laurentiis. Oggi invece l’Italia, a detta del Patron di Filmauro, è uno dei Paesi dove il 3D ha attechito meglio, portando alla rapida riconversione di un cosistente parco sale, ed è così nata l’idea di rimettere a nuovo i due negativi del film, chiamati occhio destro e occhio sinistro, che sovrapposti consentono la visione a tre dimensioni della commedia del ’53.

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ott
14
2011
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VI Festival di Roma: una kermesse a tre dimensioni

Le avvisaglie c’erano già sin dall’annuncio che il VI Festival Internazionale del Film di Roma avrebbe avuto tra i suoi appuntamenti più attesi  il film di Steven Spielberg, prodotto da Peter Jackson, Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno. Alla presentazione di ieri, però, la kermesse capitolina ha confermato definitivamente di voler vivere l’edizione del 2011 in tre dimensioni, sia che si tratti di puro entertainment che di esperimenti d’autore.

Cominciamo dall’animazione: oltre alla versione in CGI del noto eroe del fumetto franco-belga, un altro evento che farà gola ad appassionati degli occhialetti e non, sarà la riproposizione in 3D del classico Disney Il Re Leone. L’iniziativa ha già avuto un enorme successo negli USA dove il lungometraggio, già campione di incassi alla sua uscita nelle sale nel 1994, ha ora  superato gli 80 milioni di dollari al box office, suscitando le attenzioni dell’industria e degli osservatori. Non più tardi di una settimana fa, ad esempio, Hollywood Reporter riferiva un’analisi secondo cui rilanciare “vecchi” capolavori rieditandoli in tre dimensioni potrebbe essere una soluzione per rivitalizzare i periodi dell’anno cinematograficamente meno proficui, facendo recuperare al botteghino addirittura tra i 200 e i 300 milioni di dollari. Cifre ovviamente improbabili per il mercato italiano, che comunque continua ad annoverare la pausa estiva come una delle sue criticità strutturali più difficili da superae. L’esperimento de Il Re Leone in 3D potrebbe dunque rivelarsi anche qui significativo, tanto più che la multinazionale dei sogni ha da poco annunciato l’intenzione di far uscire tra il 2012 e 2013 altri quattro classici rieditati in tre dimensioni, vale a dire La Bella e la Bestia, Alla ricerca di Nemo, Monsters & Co. e La Sirenetta.

Ma la Disney non è l’unica a sondare il terreno: il Festival del Film di Roma ospiterà infatti anche Totò in 3D – Il più grande spettacolo del mondo, il nuovo cavallo di battaglia di Filmauro. Altri grandi titoli stereoscopici in rassegna sono poi il documentario di Wim Wenders, Pina, dedicato alla grande danzatrice tedesca Pina Bausch e un’altra prova d’autore su cui si concentrano molte aspettative, cioè l’ Hugo Cabret di Martin Scorsese, di cui però verranno mostrati solo dei frammenti. Un film che, tanto per dare un’idea delle sue possibili implicazioni, The Wrap ha definito come la possibile salvezza del 3D, per la maestria con cui il sempre meticoloso regista newyorkese è riuscito a sfruttare il mezzo ponendolo a servizio della storia.

Parlando di innovazione, infine, si può ricordare D-Cinema: viaggio nel digitale, la tavola rotonda organizzata dalla Fondazione Ente dello Spettacolo  che si svolgerà il 1 novembre. Altri incontri che potrebbero interessare gli addetti ai lavori sono inoltre Cinema ed economia: una fotografia in movimento, presentazione in forma di dibattito del nuovo numero della rivista “Economia della Cultura” edita da Il Mulino ( 3 novembre), l’incontro organizzato da FERPI La comunicazione per il cinema. quali scenari? (28 ottobre), e ovviamente il programma del Mercato del Cinema – Business Street, che tornerà sulla questione Banche, Imprese & Cinema (28 ottobre)  e soprattutto sullo stretto legame tra produzione cinematografica ed editoria.

ott
06
2011
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Addio a Steve Jobs: il futuro di Pixar, iCloud e AppleTV

In una giornata come questa, tutto il mondo dell’informazione non può che essere concentrato sulla scomparsa, a soli 56 anni, del creatore di Apple Steve Jobs. Hollywood Reporter gli ha voluto rendere omaggio con un approfondimento riguardo all’influenza e all’eredità che il guru dell’informatica e della tecnologia lascerà all’industria del cinema, partendo dalla sua esperienza con la Pixar e con la Disney fino ad arrivare ad Apple TV.

Come noto, nell’86 Jobs comprò dalla Lucasfilm il Graphics Group, destinato a diventare di lì a poco la casa di produzione che sdoganò l’uso della CGI e del 3D nei film d’animazione. Dopo che la Pixar venne acquistata nel  2006 dalla Disney, Jobs riuscì a ottenere una partecipazione del 7,3% nella grande multinazionale cinematografica, e nonostante le difficoltà e le assenze causate dalla sua malattia continuò a sedere nel CDA fino alla sua dipartita. Questo è il motivo per cui fonti vicine alla major citate da Hollywood Reporter non credono che la sua uscita di scena porterà a “un vero cambiamento in ciò che la Disney fa quotidianamente“. La differenza potrebbe invece essere maggiormente accusata dalla Pixar di John Lasseter, per cui Jobs costituiva un sicuro alleato nei rapporti con la compagnia, soprattutto in un momento in cui grandi uscite come Cars 2 non danno i risultati sperati. “Ai burocrati non piacciono le cifre che la Pixar spende per realizzare i suoi film, ma nessuno oserà toccarla finché c’è Jobs”, riporta il magazine riferendosi a dichiarazioni rilasciate da una fonte vicina a Disney prima della tragica notizia.

Un altro campo in cui il colosso dell’animazione potrebbe rivedere le proprie posizioni è UltraViolet, il nuovo sistema cloud per lo storage dei cataloghi home video personali, che sta per partire con il sostegno di ben 70 compagnie, tra cui Microsoft, Netflix, Comcast, Sony e molti altri Studios. Tranne, per l’appunto, Disney e ovviamente Apple, impegnata a sviluppare la propria piattaforma iCloud. Un servizio che tra l’altro per ora prevede di gestire musica e altri tipi di contenuti, ma non film e show televisivi, fronte su cui Jobs pare si stesse muovendo con trattative di cui però, spiega sempre Hollywood Reporter, non sono noti i dettagli. Con la sua scomparsa, appare dunque lecito chiedersi se Disney continuerà a tenersi fuori da UltraViolet, oltre che a puntare sulla sua catena di negozi sparsi in tutto il mondo, riacquistata proprio sotto spinta di Jobs e sempre più vicina al modello Apple Store.

E parlando della compagnia legata più di tutte al nome di Jobs, qualche incertezza potrebbe aprirsi anche sul futuro di Apple TV, un sistema ancora poco diffuso per trasportare sul “piccolo schermo” i contenuti scaricati da iTunes, ma anche quelli provenienti da altri canali come Youtube o Netflix. Un apparecchio che potrebbe avere tutte le caratteristiche per affermarsi sul mercato più o meno al pari di altri prodotti Apple, ma che come tutte le altre attività dello storico marchio non potrà più avvalersi del genio tecnologico, ma anche promozionale, di Jobs.

Fonte: Hollywood Reporter

set
29
2011
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Sony non pagherà più il contributo per il occhiali 3D dal 2012

Ha fatto molto scalpore l’annuncio che ha rilasciato ieri la Sony Pictures Entertainment. A partire dal 1 maggio 2012 ha affermato di non voler più pagare il contributo per gli occhiali per la visione 3D e lo ha comunicato agli esercenti americani con una lettera.

Nonostante la decisione sia nell’aria ormai da tempo, anche se più volte rimandata, la Sony è il primo studio americano a compiere tale scelta drastica e in molti ipotizzano una reazione a catena già dalle prossime settimane. Gli studios investono tra i 5 e i 10 milioni di dollari per ogni blockbuster, cifra che corrisponde a circa 50 centesimi per presenza. I consumatori americani attualmente pagano un supplemento per il 3D di circa 3-4 dollari a biglietto.

Ecco cosa ha dichiarato Rory Bruer, presidente della distribuzione Sony:
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Scritto da Leotruman in 3D,Cinema,Esercizio,News
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