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Frozen domina le classifiche di iTunes del 2014, in Italia vince Scorsese [UPDATE]

Di record Frozen – Il Regno di Ghiaccio, ne ha già battuti parecchi: con due Oscar e quasi 1,3 miliardi di dollari guadagnati è in cima al box office mondiale del 2013 nonché il film di animazione con il maggior incasso di sempre. Ora però il titolo macina-successi della Disney si può fregiare anche di un altro primo posto, stavolta guadagnato nell’ambito dell’home entertainment digitale e on demand, sia cinematografico che musicale. Sul primo fronte, Frozen è diventato il film più scaricato dallo store online della Apple, e non solo per l’anno in corso, ma di sempre. Al secondo e terzo posto, limitatamente al 2014, si sono classificati The Lego Movie e The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese, mentre sempre la Disney ha visto Guardiani della Galassia entrare in top 10 nonostante l’uscita sul portale sia di poche settimane fa.

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Indiegogo: lancia il “forever funding” per i film

Il crowdfunding è una forma di finanziamento ancora poco esplorata dall’industria cinematografica italiana, ma in contesti più avanzati è già arrivata a un tale livello di maturità che si comincia già a  pensare a metodi più flessibili di supporto alla realizzazione di un film. La piattaforma Indiegogo, in particolare, ha pensato ai ritardatari e a tutti coloro che scoprono dell’esistenza di un progetto cui vogliono contribuire solo dopo che quest’ultimo ha già concluso la propria campagna o raggiunto gli obiettivi di budget. La formula si chiama “forever funding” ed è stata lanciata prima per altre categorie per poi essere estesa al cinema a partire da una ristretta selezione di titoli pilota, tra cui il controverso documentario Gosnell.

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Web advertising: il sorpasso si prepara nel Regno Unito

Nonostante percentuali in costante crescita, finora la raccolta pubblicitaria digitale è sempre arrivata al secondo posto rispetto a quella dei media tradizionali. Caratterizzate da livelli di spesa di gran lunga inferiori, le inserzioni online non sono ancora riuscite a compensare le perdite registrate dai canali di distribuzione nati con l’analogico, evidenziando un gap e una dispersione di risorse finanziarie che, secondo alcune analisi, starebbe arrecando danno alle routine produttive e dunque alla qualità di tutti gli editori di contenuti. La cavalcata del web però non si ferma e, anzi, nel Regno Unito starebbe quasi per raggiungere il tanto atteso sorpasso. Dei 15,7 miliardi di sterline di raccolta previsti per il 2015, oltre 8 miliardi proverranno infatti dagli investimenti sull’online  (in crescita di 12,8 punti percentuali anno su anno), facendo della Gran Bretagna il primo mercato dove la pubblicità sui nuovi media supera quella tradizionale su carta stampata, affissionistica, tv e radio.

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Mercato del cinema russo: crescono VOD e produzioni locali

Nel 2013 la Russia ha confermato il proprio ruolo preminente nel mercato cinematografico mondiale, collocandosi al settimo posto nel box office worldwide con 1,4 miliardi di dollari di incassi. Il sistema industriale che sottende a questa crescita, tuttavia, sta incontrando mutamenti di rilievo, che investono l’intera filiera dal finanziamento alla distribuzione in home entertainment. A metterlo in luce uno studio condotto dall’Osservatorio Europeo dell’Audiovisivo e presentato oggi nell’ambito del Festival Internazionale del Film di Mosca, in cui spicca in particolare la rapida e significativa crescita del settore del video on demand. I ricavi di questo ramo, che secondo l’Osservatorio sta sostituendo progressivamente DVD e Blu-ray, sono più che raddoppiati dal 2012 al 2013 e lo scorso giugno avevano già raggiunto quasi il totale dell’anno precedente, confermando un trend di espansione a tre cifre.

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Il Ragazzo Invisibile: arriva il nuovo supereroe del cinema italiano di genere

Scontrarsi non solo con la corazzata delle commedie nostrane, ma anche con le grandi saghe mondiali e il miglior cinema d’animazione: per essere un giovane supereroe in erba, Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores parte con una missione tutt’altro che facile,  cioè dimostrare che nel panorama italiano c’è ancora spazio per produzioni di genere. E non dolo per il low budget di nicchia ma per titoli mainstream destinati a un pubblico vasto, comprensivo di giovani e famiglie. Questa la scommessa della Indigo Film, che fresca di Oscar per La Grande Bellezza punta a regalare al nostro mercato un’altra vittoria, cioè riguadagnare una varietà nell’offerta ormai persa da molti anni e invece cartina di tornasole di un’industria  solida e vivace.

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Europa vs. Google: il Parlamento chiede la divisione

Quanti, oltre a possedere un account gmail, usano Chrome come browser, Android sullo smartphone e Google quale motore di ricerca? Bene, secondo il Parlamento Europeo la combinazione di questi servizi, anziché un valore per l’utente, rischia di configurare un abuso di posizione dominante, e ha chiesto alla Commissione di verificarne la compatibilità con le norme comunitarie sull’antitrust e prendere in considerazione l’ipotesi dell’unbundling del servizio di ricerca. La risoluzione in materia è stata adottata oggi dell’organismo UE e, come è bene ricordare, non possiede carattere legislativo né vincolante, ma pone comunque una certa pressione sui commissari intenti a indagare sulle pratiche commerciali di Big G e la loro concorrenzialità. Un’indagine che procede da cinque anni e che, ha sottolineato il portavoce della responsabile antitrust Margarethe Vestager, ha ancora bisogno di tempo per pervenire a una conclusione, in cui si terrà conto e verranno rispettati i diritti di tutte le parti in causa. Non è insomma detto che la Commissione adotti appieno la linea dura del Parlamento e una misura, come quella della divisione del motore di ricerca dagli altri servizi offerti da Google, così come da ogni altro operatore del web europeo. Provvedimento solitamente legato ai servizi essenziali gestiti dagli ex-monopolisti di Stato, giudicato sproporzionato quando non proprio folle dagli osservatori internazionali ma anche europei, che temono le ripercussioni di un simile approccio sulla competitività di tutte le aziende del Vecchio Continente.

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Il VOD di Wuaki arriva anche in Germania e in 4k: Italia alle porte?

Non solo Netflix: con meno clamore rispetto al concorrente americano ma in linea con le tempistiche preannunciate in estate dai vertici dell’azienda, il servizio di video on demand Wuaki.tv sta procedendo con l’espansione europea e, dopo aver aggiunto la Francia a Spagna e Regno Unito, ieri ha ultimato il debutto in Germania, forte anche di un’offerta in Ultra HD ancora poco diffusa nel Vecchio Continente. Controllata dal colosso giapponese dell’eCommerce Rakuten, la piattaforma dovrebbe inoltre ampliare la propria presenza anche all’Italia, come anticipato da diversi rumor, per poi continuare il roll-ou in altri territori europei e proporsi dunque quale player di primo piano del mercato video over the top, accanto alla nota produttrice di House of Cards e Amazon. La notizia del debutto tedesco, in particolare, è stata accompagnata da quella di un’estensione del catalogo in 4k al nostro Paese già nelle prossime settimane, con una mossa che porterebbe una discreta ventata di internazionalità in un settore dominato dai nuovi operatori legati ai broadcaster, Sky Online e Infinity di Mediaset.

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Europa vs. Google: atteso il voto del Parlamento UE

Net neutrality, privacy, pirateria, diritto all’oblio, Big Data: per quanto sia nato senza briglie e difficile da imbrigliare se non con pratiche illiberali degne di una dittatura di Stato, è difficile negare come la crescente rilevanza del web quale canale di comunicazione e distribuzione di contenuti e servizi comporti una sfida per i sistemi di regolamentazione tradizionali. Sono ormai cinque anni che la Commissione Europea indaga sulla possibilità che il ruolo preponderante di Google nella navigazione online configuri un abuso di posizione dominate e sulle eventuali misure da adottare per impedire un monopolio in contrasto con le norme comunitarie in materia di concorrenza. La portata e la complessità della questione è evidente, ma ora un’accelerazione del processo decisionale potrebbe essere determinata dal Parlamento UE, che voterà domani una mozione per chiedere lo scorporo del motore di ricerca dagli altri servizi offerti dal colosso di Mountain View, così come da tutti i soggetti operanti nello stesso settore in Europa.

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Redbox: prezzi più alti e videogame, la nuova strategia dell’home video USA

Da 1,20 a 1,50 dollari a notte per il noleggio dei DVD, mentreBlu-ray e videogame saliranno rispettivamente a 2 e 3 dollari. A partire da dicembre i consumatori americani ancora affezionati al videonoleggio dovranno cominciare a fare meglio i conti quando si accingeranno a prelevare film e giochi dai popolari distributori automatici di Redbox, famosi per i loro prezzi altamente concorrenziali che permettono di godere delle ultime uscite in home video pagando anche meno del video on demand online. Nonostante il costo per disco sia ancora contenuto, l’incremento stabilito per il costo di noleggio è nell’ordine del 25% ed è il primo per quanto riguarda il comparto game e alta definizione, per i film invece c’era già stato uno storico aumento nel 2011 rispetto a quel “1 dollaro a notte” che ha aiutato il successo e la diffusione dei tipici chioschi rossi su tutto il territorio statunitense, in particolare nelle location della grande distribuzione.

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OTT, cresce la concorrenza con le pay-tv: 10 miliardi di ricavi entro il 2018

Servizi per il video on demand come Netflix, Amazon e Hulu stanno accrescendo talmente tanto la loro presenza mondiale da spingere l’intero settore degli over the top ad abbonamento, quelli cioè che sfruttano le reti di nuova generazione per distribuire contenuti prima veicolati attraverso canali tradizionali quali cavo, etere e satellite. Secondo le stime elaborate dalla società di ricerca Infonetics Research, i ricavi di questo comparto toccheranno globalmente i 5,8 miliardi di dollari nel 2014 e crescerà fino a 1o miliardi nei prossimi 4 anni, riducendo così il gap rispetto al settore, comunque in crescita, della pay-tv.

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