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Posts by Laura Croce:

Tv connesse e banda larga: l’Italia ancora in ritardo rispetto alla UE

La scarsa penetrazione della banda larga, come ormai sappiamo, è una delle principali motivazioni che continua a tenere lontani dal nostro Paese grandi operatori internazionale del video on demand come Netflix. La misura esatta di questa criticità strutturale è offerta dal Rapporto I-Com 2013 su Reti e Servizi di Nuova Generazione, presentato ieri a Roma e incentrato sia sui temi della connettività, sia sullo stato di un settore centrale nel processo della convergenza mediatica quali le tv connesse in rete.

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Tv connesse: in Italia 5,9 mln di esemplari per un business da 35 mln di euro

Entro la fine di quest’anno, saranno 5,9 milioni gli apparecchi televisivi con accesso a Internet in Italia, cioè il 40% in più rispetto al 2013. Poco più di un terzo (35%) sarà però effettivamente usato in modo connesso, evidenziando una certa lentezza nel processo di convergenza che, a livello mondiale, sta portando anche il piccolo schermo domestico a sposare progressivamente l’online. A rendere note le cifre è l’Osservatorio New Media & New Internet del Politecnico di Milano, in un’analisi dedicata al mercato italiano della fruizione on demand tramite tv connessa.

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Netflix: il cinema è “vecchio”

“La distribuzione dei film è incastrata in vecchi modelli, così come lo era quella televisiva qualche anno fa”: a sostenerlo è Ted Sarandos, responsabile dei contenuti di Netflix, leader americano dello streaming ad abbonamento, che torna sul punto  a nemmeno due settimane dall’ultima uscita pubblica sulla questione delle finestre e del loro abbattimento a favore dei nuovi operatori dell’online. Stavolta il Chief content officier del servizio di SVOD (subscription video on demand) ha usato ancora meno mezzi termini del solito, definendo apertamente come “datati” molti dei modelli tenuti in piedi non  tanto dalle major quanto dagli esercenti delle sale. L’occasione è stata l’U.S.-China Film Summit, tenutosi ieri a Los Angeles, mentre l’oggetto del contendere è stato di nuovo l’uscita in contemporanea in IMAX e online de La Tigre e il Dragone 2, distribuito negli Stati Uniti dalla Weinstein Company.

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Video, Facebook vs YouTube: la sfida corre Fast and Furious

Dopo il clamore suscitato da iniziative come l’Ice Bucket Challenge, per il social network di Zuckerberg è arrivata l’ora di affilare le lame e mostrare ai “big spender” la forza promozionale della piattaforma in fatto di video. Se appare ormai chiaro come Facebook stia puntando a erodere il primato di YouTube in quanto destinazione per il consumo e il lancio di contenuti audiovisivi,  sembra che il debutto online del nuovo trailer di Fast and Furious 7 sia servito a evidenziare il potenziale di marketing per questo tipo di materiali.

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I film Disney sono davvero “Anywhere” grazie all’app che unisce iOS e Android

A febbraio, dopo lunga attesa, è stato lanciato negli USA Disney Movies Anywhereun sistema cloud per consentire agli utenti di archiviare online tutti i film della major (compresi i titoli Marvel e Pixar) acquistati in home video, cioè su supporto fisico, o in digitale tramite iTunes. Come prevedibile, data la vicinanza dello studio cinematografico con Apple, il servizio era concepito per funzionare, oltre che da desktop, sui device dell’ecosistema iOS (iPhone, iPad e iPod touch o Apple TV tramite iCloud o AirPlay), a differenza dell’altra cassaforte virtuale per library personali di film acquistati legalmente, UltraViolet, sostenuta invece dalle altre major. Oggi l’eterna conflittualità tra Mountain View e Cupertino è però venuta meno e tutto proprio grazie a Disney, che ha deciso di estendere la sua piattaforma cloud anche a Google Play e ai dispositivi con sistema operativo Android.

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Essere o non essere… in VOD? Anche Shakespeare arriverà on demand

Se i grandi eventi teatrali hanno trovato un nuovo e fruttuoso sbocco nella multiprogrammazione cinematografica, sfruttando anche meglio dei film la flessibilità consentita dal digitale, ora il placoscenico è pronto a farsi strada anche nel campo dei servizi OTT. Non stiamo parlando di una produzione qualsiasi ma di quelle del Globe Theatre di Londra, che diventerà il primo a lanciare una piattaforma di video on demand per la distribuzione digitale dei propri contenuti.

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AGCOM, da marzo esaminati 108 casi di pirateria

Nei primi sei mesi dall’entrata in vigore, il Regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica ha dato impulso a circa un centinaio di istanze contro presunti casi di pirateria, riguardanti per lo più materiale fotografico e risolte per la maggior parte (39%) dall’adeguamento spontaneo ai richiami dell’AGCOM da parte di chi aveva pubblicato i contenuti  sotto accusa. Questo il bilancio del nuovo strumento antipirateria adottato a fine marzo dall’Authority per le Comunicazioni, che nel presentare i primi risultati della normativa ha sottolineato soprattutto il prevalere delle risposte collaborative dei soggetti accusati violazione di copyright, talvolta corrispondenti anche a cyberlocker con base all’estero, cioè a servizi tipo il vecchio Megaupload, tra i più temuti da quei produttori di contenuti che sono tra i principali sostenitori del nuovo impianto normativo.

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Dal VOD 6,8 miliardi in arrivo per cinema e tv

L’online nemico dell’industria audiovisiva? Non sembrerebbe dalle ultime stime di RBC Capital Markets, secondo cui gli investimenti che i servizi di streaming ad abbonamento stanno effettuando in contenuti arriveranno a toccare i 6,8 miliardi di dollari nel 2015, assottigliando progressivamente la forbice rispetto alle cifre provenienti dai broadcaster tradizionali. Già alla fine di quest’anno, gli operatori di SVOD (subscription video on demand) pagheranno agli studi cinematografici e televisivi una somma prevista di 5,2 miliardi, ben superiore ai 3,3 miliardi spesi in diritti dai canali via etere.

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Google alla conquista del salotto con Roku

Continua la campagna dei colossi del web alla conquista del salotto di casa. Google ha già dimostrato il proprio interesse a guadagnarsi una fetta del nuovo mercato delle tv connesse con il rilascio di diversi dispositivi per collegare il piccolo schermo in rete, dalla chiavetta Chromcast fino al nuovo set-top box Nexus Player, prodotto da Asus, primo esemplare di quella Android TV che presto sarà integrata direttamente negli apparecchi di grandi marchi dell’elettronica di consumo come Sony, Sharp e TP Vision. L’azienda di Mountain View ha però assestato un altro colpo anche nel campo del video on demand, in cui opera tramite lo store online Google Play. La sua applicazione per il noleggio e l’acquisto di film online, presente ovviamente su tutti i dispositivi a marchio Big G, farà infatti il proprio debutto anche su quelli di Roku, tra i leader USA del settore dei set-top box che rendono”smart” le vecchie tv.

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La Cina investe sull’on demand di iQIYI

Leader cinese del video on demand online, iQIYI è un nome che ormai si sente sempre più spesso in relazione al mercato cinematografico della Repubblica Popolare. Secondo i suoi dirigenti arriverà in 5 anni a raggiungere i ghiotti volumi del box office, che superano i 3,5 miliardi di dollari. Per ora di sicuro l’operatore ha ottenuto l’attenzione della sua controllante, il colosso delle ricerche online Baidu, che nel presentare i risultati in crescita del 52% della sua trimestrale ha confermato di voler aumentare gli investimenti nel servizio video online.

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