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gen
26
2010
30

Il 3D in pellicola è realtà (da incubo)

oculr 3dIl 3D moderno è digitale, si basa su quella tecnologia e per quello funziona diversamente da quello del passato. Ma il digitale costa e oggi fanno capolino i primi sistemi per rendere i normali proiettori capaci di mandare film in pellicola 3D. Si tratta di una notizia ottima per gli esercenti e pessima per gli spettatori, i quali come spesso capita saranno per lo più ignari delle opportunità che gli sfuggono.
Da quando è cominciata la grande operazione di penetrazione nelle sale mondiali della tecnologia per la visione stereoscopica moderna, si è detto più volte che uno dei pregi maggiori è di forzare gli esercenti al passaggio verso i proiettori digitali. Anzi, è acclarato che tanta insistenza da parte dei produttori/distributori nel fare film in 3D e spingerli in giro (in molti casi finanziando le sale perchè comprino la tecnologia adeguata) è finalizzata ad avere il digitale nelle sale, cioè apparecchiature che consentano di distribuire i film non in pellicola (che significa portare le pizze con un camion e un impiegato) ma via internet (che significa abbattere grandissima parte dei costi).

Il sogno di un parco sale interamente digitali che sembrava ora finalmente ipotizzabile (sebbene in un remoto futuro) potrebbe infrangersi di fronte ai nuovi brevetti di Technicolor e OculR. Le due società hanno infatti messo a punto separatamente due sistemi diversi (leggi: rivali) per mandare film tridimensionali con un normalissimo proiettore in pellicola.
In entrambi i casi si tratta di fornire una pellicola stampata appositamente, una lente particolare che fa il lavoro e i soliti occhialini, il risultato (dicono le aziende) è pari a quello del 3D digitale.
In realtà pari non lo sarà mai, perchè di pellicola si tratta, il che significa che un margine di fastidiosa imprecisione è fisiologico (tanto che entrambi i sistemi sono dotati di sistemi di correzione in diretta per i proiezionisti) e soprattutto che non si potrà godere dello splendore del digitale.

Technicolor-3D-System-Diagram
OculR è una joint venture di ex dirigenti di Panavision (attrezzature), RealD (operatori nel campo del 3D) e MGM/Fox (distributori) e sfrutta un brevetto (Oculus 3D) che prevede di stampare pellicole nelle quali ogni frame è diviso in due verticalmente, cioè ogni fotogramma ha due immagini affiancate a polarità diversa. La lente speciale poi le rende una sola e la proietta sullo schermo. L’occhiale fa il resto come al solito.
Technicolor invece è il colosso della postproduzione che ha in mano già tantissima parte dei processi di lavoro sulla pellicola (compresa la sua digitalizzazione) per gran parte del mercato mondiale (il che significa, per dire, anche italiano) e ha messo a punto un sistema simile che divide il fotogramma sempre in due ma orizzontalmente con la relativa lente che aggiusta il tutto per la proiezione e gli occhialini a fare il lavoro di rifinitura finale.

L’idea, nella propaganda delle aziende, è di portare il 3D anche alle sale che non possono ammodernarsi e di consentire una più agevole transizione verso il momento in cui tutte diventeranno digitali. La realtà dei fatti però è che se le sale vogliono solo guadagnare di più da questo 3D (come è anche corretto), ma se possono comunque maggiorare il biglietto (e possono), perchè una volta passati a questo 3D low cost dovrebbero poi comprare un costosissimo proiettore digitale? E lo spettatore che si troverà di fronte un film 3D in pellicola non potendo conoscere la differenza che giudizio darà su questo nuovo stile di visione lontano anni luce dalla perfezione del digitale?
Per molto tempo abbiamo detto che il 3D moderno non è come quello di una volta, che risolve i suoi problemi e che è sostanzialmente migliore. La versione in pellicola rischia di negare quest’assunto riducendo drasticamente i passi avanti fatti dagli anni ‘80 ad oggi.

Scritto da Gabriele Niola in 3D, Digitale, Distribuzione, Esercizio, Tecnologia

feb
27
2009
1

Le contraddizioni del doppiaggio: i casi di Defiance e The Reader

The Reader Kate Winslet Ralph Fiennes Michael Berg 16
Il caso di due film attualmente al cinema pone un interrogativo forte che con la sua sola esistenza costringe a confrontarsi con il problema di quale sia il senso del doppiaggio.
Sia che si sia a favore sia che si sia contro la sovrapposizione di voci italiane ad immagini di attori che parlano un’altra lingua un dato di fatto è inoppugnabile: il doppiaggio c’è e non se ne andrà, dunque occorre capire quale sia la logica che lo guida.
Defiance che The Reader sono film girati in lingua inglese che raccontano di fatti che hanno al centro personaggi non inglesi (polacchi nel primo caso e tedeschi nel secondo) nei quali i registi hanno deciso di far recitare i propri attori in un inglese sporcato da una cadenza polacca o tedesca. Una decisione molto particolare che non può non porre il problema dell’adattamento italiano. Leggi il resto »

Scritto da Gabriele Niola in Cinema, Distribuzione

feb
03
2009
12

Chi specula sul 3D?

Lo si è scritto in lungo e in largo e lo si è detto anche al 3D Day del Future Film Festival di Bologna: il problema di comunicazione relativo alle sale dove Viaggio al centro della Terra 3D era proiettato in 2D non deve ripetersi.

Per chi non lo sapesse è accaduto che il film con Brendan Fraser sia uscito più che altro in sale 2D dato che le sale tridimensionali in Italia sono 42. Accidentalmente però chi non ha potuto proiettarlo in 3D ha dimenticato di segnalare al proprio pubblico la diversità rispetto a quanto promette il titolo, la pubblicità e tutto il battage di articoli sul film. Il risultato è stato che gran parte del pubblico ha pensato che si trattasse di 3D anche quando non c’era ombra di nuova tecnologia, giudicandolo di conseguenza “Niente di che!”.

Pessima pubblicità insomma. Pessima pubblicità che frutta però perchè intanto le sale hanno fatto cassa e bene, il film è arrivato secondo negli incassi settimanali e ancora questa settimana è quarto. Frutta dunque nel breve termine ma nel lungo?

Gli esercenti si sa vivono un weekend alla volta e non si preoccupano della cattiva pubblicità, non guardano al domani, non fanno comunità e in sostanza non si salvaguardano. In una maniera molto simile alle case editrici musicali quando intravedono una crisi si lamentano perchè qualcun altro non fa nulla per risolverla.

Il 3D non sarà necessariamente la panacea che risolve tutto. Non bloccherà la pirateria e porterà necessariamente incassi favolosi, ma si tratta comunque di una tecnologia nuova e interessante. Cosa succederà con Mostri Contro Alieni?

Le case distributrici hanno parlato e prevedibilmente hanno detto che una cosa simile non si deve più verificare, hanno detto che prenderanno provvedimenti e che istruiranno a dovere le sale. Ma come si istruisce qualcuno per dare un’informazione? Il pubblico è distratto e non dirgli una cosa è molto semplice, basta anche solo scriverlo piccolo. La verità è che si dovrebbe fare una comunicazione migliore a livello pubblicitario.

Dovrebbe essere chiaro per tutti che il 3D sta in pochissime sale e che queste vanno cercate.

In una fase di transizione c’è sempre chi specula su chi non comprende bene tali cambiamenti e questo influisce negativamente sullo sviluppo, nel caso di una tecnologia precaria come il 3D (precaria perchè costa di più allo spettatore e perchè il suo valore aggiunto sul lungo termine è ignoto) potrebbe essere anche fatale.

gen
02
2009
4

Perchè dire si a Moccia

Di certo non per motivi cinematografici, ma stranamente al cinema non sempre i motivi cinematografici sono quelli che contano se si vuole fare l’interesse del sistema. E l’interessa del sistema è l’interesse di tutti anche dei più piccoli e meno potenti.

Si a Moccia perchè incassa, ma non solo. Anche i panettoni di De Laurentiis incassano e anche Pieraccioni, ma loro non sono capaci di fare mercato, non sono stati capaci di trovare un pubblico e sfruttarlo a più livelli dando vita (involontariamente nel caso del figlio di Pipolo) ad un filone redditizio e addirittura dotato di una certa qualità sia produttiva che (insospettabilmente) cinematografica.
Non è ancora ben chiaro perchè, ma dall’ormai seminale 3 Metri Sopra il Cielo il cinema giovanilistico-moccioso è aumentato non inseguendo tanto le direttrici della massimizzazione dei guadagni (come fanno gli altri esempi di altri campioni di incasso) ma seguendo quelle di un miglioramento dello standard e dell’allargamento della produzione.
uomoFilm della factory di Marco Ponti come L’Uomo Perfetto, Cardiofitness, Solo Un Padre (che rientra nel filone, dopo lo si spiega), ma anche Notte Prima Degli Esami (benchè leggermente diverso) non sono niente male, sia per scrittura che per valori produttivi.

Nel nostro paese (e in tutta Europa) esiste molto la mentalità che ciò che incassa vale poco (al contrario degli Stati Uniti dove chi incassa è, a prescindere, incensato come un grande cineasta) ma incassare non è semplice, perchè detto in soldoni, fare soldi non è mai semplice. Incassare realizzando prodotti onesti e dignitosi ancora meno, perchè oltre ai valori primari extra-cinematografici (quelli utili ad assicurare il successo) occorre badare anche a quelli secondari cinematografici. E questo ha degli effetti. Leggi il resto »

Scritto da Gabriele Niola in Generale