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2018: i 20 maggiori incassi, prezzo del biglietto e i dati per mese

Quali sono i 20 maggiori incassi dell'anno? Qual è il prezzo medio del biglietto in Italia? E quali i mesi che hanno funzionato nel 2018?

Dopo aver parlato dei principali dati del 2018 in Italia, vediamo altri aspetti importanti dell’anno appena terminato. Iniziamo dal prezzo medio del biglietto, grazie a questa infografica (cliccate qui per la versione interattiva):

Si può vedere come il prezzo sia tornato sostanzialmente ai livelli del 2015, con un aumento di soli 5 centesimi, dopo che il biglietto a due euro ha abbassato il prezzo medio nel 2016 e nel 2017. Si tratta peraltro di un prezzo più basso rispetto alle annate dal 2010 al 2012, quando il 3D aveva inflazionato questa voce.

Dico spesso che il cinema è una forma di intrattenimento a basso costo e che questo dato lo conferma senza ombra di dubbio, anche se il nostro settore non riesce a comunicare bene questo aspetto, fornendo al pubblico l’idea che il biglietto costi carissimo. Oggi vorrei porre un dubbio: non sarà che il biglietto costa troppo poco? Un motivo per cui lo dico, è che sicuramente alcuni film evento, nel primo weekend, potrebbero essere più costosi (e qualche cinema aumenta il prezzo in questi casi, suscitando sdegno, mentre invece fa bene).

Ma la ragione principale di questa mia tesi, è che il prezzo medio del biglietto è basso perché da noi non sono ancora diffuse forme di biglietto premium diffuse in altri Paesi. Penso ovviamente alle proiezioni Imax, ma anche a posti a sedere speciali (e non semplici poltrone reclinabili, che non si possono sfruttare perché dietro hai persone che ti ucciderebbero se lo facessi) e servizi come pasti di livello da consumare al cinema. Insomma, visto che c’è uno zoccolo duro di spettatori appassionati, vogliamo viziarli (e ovviamente far pagare loro il giusto per un servizio premium)?

Andiamo avanti. Un aspetto a cui faccio molta attenzione, è la quota dei film evento o, più banalmente, dei film dal maggior incasso. L’impressione generale, che sentirete in molti convegni, è che il pubblico si concentri sempre più su un ristretto numero di prodotti. Per verificare se questa cosa è vera, da tempo faccio un’analisi su quanto incidono i maggiori 10 e i maggiori 20 film per incassi in un anno rispetto al botteghino generale. Per capirci, se l’incasso di un anno è stato di 500 milioni, i primi 10 hanno incassato 100 milioni e i primi 20 ne hanno incassati 150, la quota dei primi 10 è del 20%, quella dei primi 20 è del 30%. Intanto, vediamo di capire di quali titoli e incassi parliamo con questa infografica (cliccate qui per la versione interattiva):

Ed ecco l’infografica con i dati aggiornati al 2018 sull’impatto dei film evento (cliccate qui per la versione interattiva):

Nel 2018 i primi dieci titoli hanno rappresentato il 23,6% dell’incasso complessivo (131.620.703 euro su 555.385.553 euro), mentre i primi venti detengono una percentuale del 37,9%. Insomma, si tratta delle quote più basse dal 2014, un anno che era stato pessimo in generale per gli incassi (si conferma quindi che, per far crescere il botteghino in un mercato ‘maturo’ come il nostro, servono diversi film fenomeno e in grado di incassare cifre straordinarie). Insomma, un pubblico “sempre più concentrato sui film evento”? Assolutamente no, anzi è il contrario.

Infine, facciamo un’analisi sugli incassi per mese, partendo da questa infografica (cliccate qui per la versione interattiva):

Per capirci, il 2018 ha fatto meglio del 2017 in soli 5 mesi su 12 (compreso dicembre e solo perché le domeniche cadevano meglio rispetto al 2017). Se poi confrontiamo il 2018 con il 2016, in soli due mesi l’anno appena passato ha fatto meglio (di pochissimo febbraio, grazie soprattutto a Cinquanta sfumature di rosso e A casa tutti bene, e dicembre).

Più nello specifico, luglio 2018 ha fatto segnare un record negativo non solo rispetto ai tre anni presi in considerazione nell’infografica, ma in assoluto, visto che dal 2006 in poi nessun mese aveva incassato così poco. E’ ovviamente un dato vergognoso legato alla scarsa offerta di film in estate e sappiamo già che nel 2019 la situazione sarà diversa, ma di sicuro fa capire quanto possa incidere l’estate (e la sua scarsa offerta) per dar vita a un’annata dai pessimi incassi come il 2018.

Per il resto, l’infografica ci aiuta a capire quanto siano stati deludenti anche i mesi di gennaio, marzo, ottobre e novembre, in cui ovviamente si deve puntare a risultati ben superiori a quelli conquistati. E anche giugno, se non fosse stato per Jurassic World – il regno distrutto, sarebbe stato drammatico. Il 2019 andrà sicuramente meglio, anche mese per mese ovviamente…

Robert Bernocchi
Robert Bernocchi
Story editor & Data Analyst at Pepito Produzioni e Data and Business Analyst at Cineguru.biz & BoxOffice.Ninja. In passato, responsabile marketing e acquisizioni presso Microcinema Distribuzione, marketing e acquisizioni presso MyMovies.

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