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Intervista a Riccardo Tozzi

La fuitina sbagliata, commedia locale a basso budget, è diventato il caso italiano della stagione. Ne parliamo con il Presidente di Cattleya Riccardo Tozzi...
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Questo mese, un film italiano ha sorpreso tutti. Si tratta de La fuitina sbagliata, che uscito l’11 ottobre, ha ottenuto al primo weekend la migliore media copia assoluta (e ha quasi bissato questo risultato nel secondo fine settimana), con una distribuzione quasi interamente concentrata sulla Sicilia. Ma c’è un dato ancora più impressionante per quanto riguarda questo secondo titolo di Cattleya Lab, l’etichetta che si occupa di commedie locali e che vede coinvolto anche uno dei volti comici più popolari d’Italia, Alessandro Siani.

Infatti, il film ha finora incassato 684.931 euro e con i risultati di questo weekend, dovrebbe diventare il titolo italiano dal maggiore incasso uscito tra giugno e ottobre, battendo Una storia senza nome, finora arrivato a circa 765.000 euro.

Ne parliamo meglio con Riccardo Tozzi, Presidente di Cattleya.

Il successo de La fuitina sbagliata sembra indicare che, talvolta, piuttosto che cercare un pubblico ampio e generalista, può essere conveniente concentrarsi su una nicchia…
Siamo su un Mercato sempre più fondato su una somma di nicchie, questo vale anche per molta serialità televisiva. L’idea è che, invece di cercare di prendere tutto il pubblico, che non sappiamo cos’è, si mira a un segmento preciso, sapendo che sicuramente quella nicchia la prenderemo. Poi ci sono sicuramente titoli più ‘unificanti’ come Zalone o Siani. Ed è proprio con Siani che abbiamo iniziato l’avventura di Cattleya Lab qualche anno fa, quando abbiamo constatato come il pubblico potesse mobilitarsi con il cinema regionale. Siani ha lavorato a entrambi i nostri due film ed è stato un editor e un produttore molto attento, insomma una guida molto forte per questi progetti. Così, con lui abbiamo pensato di cercare dei talenti comici con una forte notorietà locale e radicati sul territorio, ma magari non famosi a livello nazionale.

E’ così che è nato Troppo napoletano…
Sì, il primo film realizzato è stato Troppo napoletano, che è costato circa 900.000 euro e ha incassato 1,5 milioni, mentre La fuitina sbagliata è costato 700.000 euro. La fuitina sbagliata è un titolo mirato sulla Sicilia, che è un Mercato più complesso, in cui sono presenti meno sale, ma il meccanismo ha funzionato anche questa volta. Sono quindi operazioni economicamente in attivo e di qualità, che consentono anche di lanciare degli attori, come nel caso di Serena Rossi in Troppo napoletano.

C’è poi un altro elemento interessante. Visto che sono film a basso costo e con una destinazione prevalentemente regionale, non c’è bisogno di cercare una storia generalista e che piaccia a tutti, anzi può essere molto specifica. In Troppo napoletano era il confronto tra due Napoli diverse, in questo caso invece ci sono due ragazzi che devono comunicare nel paese dove vivono che non hanno intenzione di sposarsi, a differenza di quanto si aspettano tutti. Questo ci permette grande libertà.

Avete già in progetto un terzo film di Cattleya Lab?
Abbiamo varie idee per il terzo film di Cattleya Lab, ma l’intenzione sicuramente è passare al nord, dopo le ambientazioni precedenti al sud.

Robert Bernocchi
Robert Bernocchi
Story editor & Data Analyst at Pepito Produzioni e Data and Business Analyst at Cineguru.biz & BoxOffice.Ninja. In passato, responsabile marketing e acquisizioni presso Microcinema Distribuzione, marketing e acquisizioni presso MyMovies.
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