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INTERVISTA A RICCARDO MILANI

Il regista di Mamma o papà e Come un gatto in tangenziale, maggiore successo italiano degli ultimi mesi, ci parla del suo film e del Mercato italiano...

Come un gatto in tangenziale, nuovo film di Riccardo Milani, con protagonisti Paola Cortellesi e Antonio Albanese, oggi supererà i 7 milioni di incasso. Il film è già il maggiore risultato per una pellicola italiana dai tempi de L’ora legale e rappresenta un successo importante per la neonata società di distribuzione Vision, che vede impegnata Sky con cinque produttori italiani (Cattleya, IIF, Indiana, Palomar e Wildside, quest’ultima produttrice della pellicola). Ne parliamo proprio con il regista, Riccardo Milani.

Nell’ultimo anno, hai diretto due dei primi cinque film in classifica italiani. Quale pensi possa essere stato il segreto di questo successo?
Non lo so, perché sono film diversi, che in comune hanno una coppia di attori importanti. In generale, io cerco di fare film che vadano verso il pubblico. Su questo una riflessione la dobbiamo fare, perché c’è qualcosa con il rapporto con il pubblico che non va. Per me il cinema è una cosa meravigliosa, però è anche un’industria. Invece, il mondo del cinema ha un gusto che lo rappresenta, ma questo gusto è comune solo a un migliaio di persone, mentre il pubblico cinematografico è composto da milioni di individui. Ho sempre ritenuto che il cinema debba essere popolare, perché ‘popolare’ non è una parolaccia. Se questo Paese deve scegliere tra fare 50 film che incassano 50-100.000 euro o 20 film che incassano 6 milioni, è meglio la seconda opzione. Magari tra 30-50 anni capiremo che quello che quello che era stato considerato cinema d’autore era solo cinema impopolare. Abbiamo coniugato la qualità all’impopolarità, il piacere di essere in pochi, di non mescolarsi troppo con le persone, di sentirsi colti e raffinati perché si fanno scelte elitarie. Mi è già capitato di dirlo e di essere bastonato per questo.

Cosa pensi che abbia trovato il pubblico nella storia di Come un gatto in tangenziale?
Questo film lo sto seguendo in sala e cerco di capire le reazioni degli spettatori. Il pubblico mi è sembrato molto trasversale, sia a livello sociale che di età. D’altronde, il film è anche questo, due mondi opposti e con due maniere diverse di concepire la vita. Tuttavia, riescono ad assorbire qualcosa da entrambi. Forse lo stesso è avvenuto per il pubblico in sala, che magari ha percepito la possibilità di assorbire qualcosa di buono da persone molto diverse e che spesso non incrociamo. La gente si diverte molto, ma esce anche toccata sui sentimenti.
Una considerazione che faccio anche da spettatore, è che avremo sempre problemi fino a quando si continuerà a dividere il cinema di qualità da quello popolare (inteso come non di qualità), mentre la caratteristica del cinema è di essere popolare e di arrivare alle persone. Io attraverso le commedie ho conosciuto le persone. Quando frequentavo i cineforum, notavo che più i film erano incomprensibili più entravano a far parte di quel patrimonio di appassionati, che li sentivano propri. Una volta, come reazione a quello stato di cose, dissi di aver visto un film italiano in bianco e nero, più trasgressivo di quelli che venivano proiettati lì, un film che raccontava molto bene un periodo duro come il dopoguerra. Si trattava de I soliti ignoti di Mario Monicelli e all’epoca lui, come Scola o Nanni Loy, non era ancora un maestro celebrato, ma era considerato un regista di serie B.

Come vedi la situazione della produzione italiana e l’alto numero di film che vengono fatti ogni anno?
Quando ero un ragazzino, i film erano una cosa preziosa e rara. Oggi puoi trovare 100 film al minuto su qualsiasi supporto. Se sapessi da spettatore che questo film lo posso vedere al cinema e poi solo dopo tre anni in televisione, andrei al cinema. Poi andrebbero chiariti alcuni aspetti, per esempio il fatto che se i produttori continuano a fare film, è perché sono coperti dalle televisioni e dagli altri sfruttamenti. Ci sono tanti film italiani, anche belli, che non superano i 100.000 euro di incasso, ma vengono fatti perché è possibile. Quindi o decidiamo che questa cosa ci va bene o stabiliamo che non ci va bene, perché poi i film entrano nelle statistiche e pesano molto sulle valutazioni di fine anno. I produttori dovrebbero avere il coraggio di dire che sono coperti, basterebbe questo per chiarire alcuni aspetti.

Si dice spesso che vengono fatte troppe commedie. Io sono convinto invece che il problema sia che vengono fatte troppe commedie con uno stesso target, mentre magari mancano le commedie femminili e per adolescenti. Perché avviene questo secondo te?
Per quanto riguarda le attrici che portano pubblico in sala, un po’ di prevenzione c’è. Possiamo dire che è una forma di maschilismo, per cui non si ha completamente fiducia in loro e magari si preferisce andare a colpo sicuro. Alla fine, però, ricordiamoci che tutto dipende dall’esercizio, che guarda solo i numeri e non fa caso al sesso. Se fai i soldi vai bene, uomo o donna che sia. Paola Cortellesi, per sua fortuna, raccoglie il lavoro che ha fatto negli anni e il rapporto che ha instaurato con il pubblico.

Hai diretto una serie popolarissima come Tutti pazzi per amore. Tornerai a lavorare in televisione?
La televisione mi piace e la farò ancora, se i progetti sono belli sono contento di esserci. Per esempio, c’è la possibilità che si riformi il gruppo che ha lavorato a Di Padre in figlia con Angelo Barbagallo. Per il cinema, con Wildside dovrei fare un altro film insieme. Con loro si lavora molto bene e io credo molto nei produttori che lavorano con te sui progetti. In effetti, la storia del cinema è piena di film portati sulla buona strada dai produttori, magari tagliando mezz’ora o un’ora di film, e che in questo modo ne hanno decretato la fortuna. In questo senso, un po’ di cose del passato a livello industriale andrebbero rivalutate, perché il produttore che si preoccupa solo di far girare i soldi è un’altra cosa, per fortuna.

Robert Bernocchi
Robert Bernocchi
Story editor & Data Analyst at Pepito Produzioni e Data and Business Analyst at Cineguru.biz & BoxOffice.Ninja. In passato, responsabile marketing e acquisizioni presso Microcinema Distribuzione, marketing e acquisizioni presso MyMovies.

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