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Un’estate drammatica

Dopo undici settimane di cinema in Italia in estate, possiamo dirlo senza dubbi: è stata una delle peggiori estati degli ultimi 12 anni…

Lo sapevamo da tempo, ma con i dati del 16 giugno è arrivata la certezza. L’estate italiana 2017 (che convenzionalmente considero come un periodo di 11 settimane, che iniziano il primo giovedì di giugno) è stata un disastro, con 52,9 milioni incassati. Partiamo da un’infografica che fa capire la situazione meglio di mille parole (qui la versione interattiva):

Iniziamo con il dire che, dal 2006, questa è stata la peggiore estate in assoluto per quanto riguarda un anno dispari, ossia quelli che non vedono la concorrenza di eventi sportivi come mondiali/europei di calcio e Olimpiadi. Fino a questo momento, l’estate peggiore in questo senso era stata quella del 2013, quando si erano ottenuti 57,9 milioni. La cosa interessante è che quell’anno, durante l’estate, non si era andati oltre i 5 milioni di World War Z, per poi vedere i 4,7 milioni di L’uomo d’acciaio e Wolverine: L’immortale. Tanto per capirci, ‘grazie’ ai dati del 2017, la media degli anni dispari, come potete vedere sopra, è passata a 63.068.474 euro, due milioni in meno di quanto era prima.

Ma andiamo a guardare anche gli anni pari, dove la media (54.712.138 euro) è superiore al dato di quest’anno. In ben tre occasioni, si era ottenuto un risultato migliore di quello del 2017. Prendiamo un esempio recentissimo: i 60 milioni del 2016, ottenuti grazie a un’importante serie di film medi, visto che i maggiori incassi sono stati The Legend of Tarzan (4,2 milioni), Suicide Squad (3,9 milioni, ovviamente dipende dal fatto che il film è uscito negli ultimi giorni che prendiamo in considerazione, il totale è stato ben superiore) e Alice attraverso lo specchio (3,6 milioni). Per confrontare meglio questi esempi con la situazione attuale, ecco quali sono i dieci maggiori incassi dell’estate 2017 e i loro risultati (la versione interattiva è qui):

Il crollo inizia dal settimo posto. E’ da lì infatti che il paragone con il 2016 inizia a essere perdente (La pazza gioia aveva ottenuto 2,5 milioni, Annabelle 2: Creation è invece a 2,2 milioni). Questo insomma conferma che non è stato un problema derivante dai film più forti (che comunque dovevano ottenere decisamente di più), ma da quelli medi, come paradossalmente avevamo già notato il primo weekend di giugno.

Perché, in effetti, quello che sconvolge di quest’anno è che la classica scusa per spiegare un’estate che non ha funzionato (ossia, “mancano i film forti”), questa volta non si può proprio tirar fuori. Quando, tra inizio giugno e metà luglio escono titoli come Wonder Woman, Baywatch, Transformers – L’ultimo cavaliere, Spider-Man: Homecoming e The War: Il pianeta delle scimmie, non si può proprio dire che manchi il prodotto per gli appassionati.

Di sicuro, tanto per cambiare, mancava il prodotto italiano, e la quota nazionale, in questo periodo di undici settimane, è stata del 5,7%, tanto che ci ha superati anche l’Inghilterra (Wonder Woman è considerato una produzione inglese). Come si può vedere nell’infografica (qui la versione interattiva), non è certo un record negativo, ma solo perché siamo purtroppo abituati (e questo stato di cose non è tollerabile, se vogliamo veramente che i mesi per il nostro cinema non siano solo 6-7):

Qualcuno si lamenterà poi che non c’erano Valerian e Dunkirk. Il primo è andato male negli Stati Uniti e non ha ottenuto risultati eccellenti neanche negli altri Paesi (Francia esclusa, ma lì la serie di fumetti è popolarissima, oltre ovviamente a essere la patria di Besson). Insomma, bene ha fatto 01 a non mandarla allo sbaraglio in piena estate a fine luglio, probabilmente il periodo più difficile del botteghino italiano. Dunkirk avrebbe potuto portare il suo contributo, ma diversi film di Nolan sono usciti con ottimi risultati tra fine agosto e fine settembre da noi. Sarebbe stato decisamente rischioso (e probabilmente autolesionistico) farlo uscire in contemporanea con Stati Uniti e Inghilterra. Certo, da noi manca sempre un bel prodotto per famiglie (e i risultati estivi migliori si ottenevano con gli Harry Potter). Ma visti i risultati di questa estate 2017, non ce la sentiamo proprio di criticare le filiali italiane delle major, che di rischi se ne sono presi fin troppi. E vediamo se avranno voglia di prendersene ancora anche nel 2018…

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