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Netflix e il suo futuro

Abbonati e quotazione in borsa ad alti livelli. Ma un debito importante con le banche e sempre maggiore. Che il futuro di Netflix sia… la vendita?

Dove sta andando Netflix? Se a livello ‘editoriale’ è difficile dirlo, a livello economico ci sono pochi dubbi che il colosso americano sta chiedendo molti soldi in prestito alle banche per portare avanti i propri piani di sviluppo. Ne parla in questo senso il Los Angeles Times.

I risultati quest’anno hanno alimentato l’entusiasmo: 104 milioni di abbonati (quelli internazionali hanno finalmente superato il numero di quelli nordamericani), con un 25% di aumento rispetto a cinque anni fa. E ben 91 candidature agli Emmy. Cosa ancora più importante, le quotazioni della società in borsa hanno visto raddoppiare il prezzo delle azioni negli ultimi 12 mesi.

Tutto bene quindi? Dipende. In effetti, come riporta il Los Angeles Times, la società ha accumulato un pesante debito di più di 20 miliardi di dollari, fondamentale per aumentare la produzione di serie e film originali. L’obiettivo è superare il 50% di prodotti realizzati/finanziati internamente, anche se su questo aspetto c’è una certa ambiguità (è utile infatti ricordare che alcuni dei titoli più famosi, tra cui House of Cards e The Crown, sono prodotti da società esterne, anche se Netflix ne ha poi i diritti esclusivi). Comunque, non c’è dubbio che Netflix voglia investire sempre di più internamente e senza finanziare dei competitor. Strategia ragionevolissima, ma che ovviamente comporta grandi spese e, quindi, debiti con le banche importanti.

Questo percorso ha suscitato però grandi dubbi in alcuni analisti, che ritengono che il prezzo delle azioni sia sopravvalutato e che presto subirà un calo importante nei prossimi anni. Qualcuno ha anche sottolineato come più della metà dei costi relativi ai contenuti da trasmettere non sia indicato nei libri contabili, pratica comune ma che comunque non fornisce un’idea esatta della situazione finanziaria della società.

Insomma, cosa ci dobbiamo aspettare per il futuro? A livello economico, il responsabile Reed Hastings ha sostenuto che “C’è molto capitale iniziale da investire e poi ottieni i risultati nel corso di tanti anni. Più rapidamente cresceremo e più velocemente svilupperemo i nostri prodotti originali, più potremo attingere a un ampio flusso di cassa disponibile”.

Per gli obiettivi, avendo raggiunto un livello molto alto di abbonati negli Stati Uniti, è ovvio che, per continuare questa crescita notevole, saranno fondamentali i mercati internazionali. A quel punto, ci si chiede se si preferirà ancora investire su produzioni costose di ‘prestigio’ (come può essere il nuovo film di Martin Scorsese) o se, come suggerisce qualcuno, la strada dei grandi blockbuster (in stile Marvel/Disney) non sia quella più indicata per i progetti di sviluppo dell’azienda.

Tutto questo spiega anche le voci sempre più insistenti che molti addetti ai lavori sostengono a proposito di Netflix. Ossia, che nei prossimi anni andrà in vendita, a favore di un grande gruppo come Disney, Amazon o Apple. Questo potrebbe avvenire per una scelta precisa della società. O potrebbe succedere magari dopo un calo in borsa del titolo, che porterebbe aziende con grande liquidità (appunto, come Amazon o Apple) a scalarla. Di sicuro, di Netflix continueremo tutti a parlare, chiunque ne sarà il proprietario…

Robert Bernocchi
Robert Bernocchi

Story editor & Data Analyst at Pepito Produzioni e Data and Business Analyst at Cineguru.biz & BoxOffice.Ninja. In passato, responsabile marketing e acquisizioni presso Microcinema Distribuzione, marketing e acquisizioni presso MyMovies.

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