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Perché questa estate il botteghino va male?

Quali sono i motivi per cui i blockbuster americani non stanno andando bene da noi? Difficile dirlo, ma qualche ipotesi possiamo confutarla...

Sul fatto che i grandi film di questa estate (Wonder Woman, Transformers: L’ultimo cavaliere, La mummia, Spider-Man: Homecoming) non stiano funzionando al botteghino italiano, non ci sono dubbi. Sulle cause invece si discute molto, con tesi diverse. Prendiamone cinque che sono molto in voga e vediamo se hanno fondamento (Spoiler: pochino)…

Stanchezza dei franchise
Si dice che film come Spider-Man e Transformers non interessino il nostro pubblico perché ripropongono per l’ennesima volta gli stessi personaggi. Non è ben chiaro perché questo stesso discorso non valga per il resto del mondo occidentale e già questo pone grandi dubbi sull’ipotesi.

Il paradosso è che i primi quattro film in Italia nel 2017 sono La bella e la bestia (storia che abbiamo già visto diverse volte, non ultima con un adattamento di successo francese pochi anni fa), Cinquanta sfumature di nero (ma non si era detto che il primo era orrendo e nessuno voleva più seguirlo?), Fast & Furious 8 (OTTO, altro che stanchezza, qui dovremmo essere al coma irreversibile) e Pirati dei Caraibi 5: La vendetta di Salazar (d’accordo, non è otto, ma anche CINQUE non scherza).

D’altro canto, Wonder Woman era il primo film con protagonista una supereroina femminile, La mummia il primo titolo di un nuovo universo e anche Spider-Man: Homecoming – certo, il sesto film con protagonista questo supereroe – è un reboot che ha ottenuto unanimi consensi e che molti hanno salutato con gioia perché propone finalmente Peter Parker al liceo e in maniera molto divertente (decisamente, non con il tono dark che c’era nei film con Andrew Garfield). Erano quindi delle proposte più ‘originali’ (senza esagerare, ovvio) di quelle che dominano il box office. Insomma, le prove a sostegno di questa tesi sono debolissime…

Netflix
Per alcuni, la concorrenza di questa (e di altre) piattaforma sarebbe talmente forte da mettere in difficoltà il mercato theatrical. Curioso, però. Negli Stati Uniti ci sono ormai quasi 40 milioni di abbonati a Netflix. Da noi, anche se non si hanno numeri ufficiali, si può legittimamente credere che il numero di abbonati non sia neanche un centesimo di quello americano (con una popolazione che è poco meno di un quinto di quella). E ovviamente, non è che le altre piattaforme facciano numeri record da noi. Insomma, se Netflix danneggia fortemente i cinema in Italia, negli Stati Uniti dovrebbe già averli fatti chiudere tutti. Tesi (sonoramente) bocciata.

La pirateria
Quello, negli anni difficili, vale sempre. Poco importa che l’andamento di questi anni abbia mostrato che il vero danno (enorme) è all’home video, mentre i cinema (da noi e nei Paesi con una lunga storia di esercizio alle spalle) sono sostanzialmente stabili. D’altronde, se è la pirateria che non porta al cinema la gente, perché nel 2016 la gente al cinema ci andava e faceva segnare il secondo miglior dato degli ultimi dieci anni?

Anni pari e dispari
Giusto per completezza di informazione, va segnalato che, negli anni pari, la proposta di film nei cinema italiani d’estate è difficile, a causa della concomitanza con importanti eventi sportivi (in particolare i campionati europei/mondiali di calcio, di solito tra giugno e luglio). La differenza di incassi è netta, come vi avevamo detto qui. Detto questo, inutile dire che il 2017 non è un anno pari e che l’offerta di film importanti c’era. Tuttavia, queste prime settimane sono state deludenti e – purtroppo – a livello degli anni pari. La prossima settimana faremo un confronto preciso a riguardo.

Il caldo e il mare
Qui almeno c’è un po’ di polpa, come vi abbiamo dimostrato con questi dati. Ma di solito le cose andavano così: i grandi blockbuster americani facevano incassi buoni e per il resto c’era il vuoto. Ora i blockbuster americani fanno incassi deludenti e tutto si è appiattito. Perché? Bella domanda, la faremo presto a degli esperti…

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