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Quanto incassano in Italia i film che vincono la Palma d’oro?

Tra due giorni, verrà assegnata la Palma d'oro, il massimo riconoscimento del Festival di Cannes. Ma quanto vale a livello commerciale?

Siamo in pieno Festival di Cannes e domenica prossima verranno assegnati i premi dalla giuria capitanata da Pedro Almodovar. Tra questi, ovviamente, il più ambito è la Palma d’oro. Ma quant’è il valore commerciale della Palma d’oro sul mercato italiano? E’ una domanda, come tante che ci poniamo, a cui non è facile dare una risposta sicura al 100%, visto che per tanti titoli conta di più il film che il premio stesso (e si può passare da incassi di quasi 9 milioni a risultati poco superiori ai 100.000 euro). Ma questo non significa che non ci dobbiamo porre la domanda e non cercare di trovare delle risposte, magari con sistemi più complessi che ragionare solo di anno in anno. Per questo, iniziano dall’infografica sotto (qui la versione interattiva):

Come potete vedere, i risultati sono decisamente variegati e ci fanno capire che concentrarci soltanto su un’annata sarebbe un grave errore. Va sicuramente sottolineato come il film Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti, senza la Palma semplicemente non sarebbe arrivato nelle sale italiane. Per il resto, vediamo di capire il peso della Palma e come è cambiato nel corso degli anni, con un metodo semplice.

Ho infatti fatto non solo la media di tutti questi 15 anni, ma anche quella per quinquennio. Questo sistema permette di avere un dato che non è influenzato eccessivamente da un unico risultato (positivo o negativo che sia), ma che non va neanche troppo al di là nel tempo, non consentendo paragoni affidabili. Insomma (per dire), periodi di tre anni dipenderebbero troppo da una singola annata, periodi di otto anni metterebbero a confronto periodi troppo diversi (significherebbe, nel sistema che ho adottato, 24 anni di Festival, un’eternità) per dare risultati affidabili.

Non sorprende che il quinquennio 2002-2006 sia quello più ‘ricco’ e non è solo merito di Fahrenheit 9/11 (a proposito, non è sorprendente che un documentario sia il maggiore incasso tra le Palme d’oro degli ultimi 15 anni?), visto che, anche senza il lavoro di Michael Moore, in quel periodo (passando a quattro vincitori e quattro anni), la media sarebbe di circa 2 milioni di euro.

E nel periodo 2007-2011 che avviene un calo forte. In effetti, dai quasi 3,4 milioni, si passa a quasi 1,2 milioni, un dato pressoché confermato dal quinquennio successivo, che vede i risultati ormai poco sopra il milione. E se dovessimo concentrarci solo sugli ultimi tre anni, la media risulterebbe meno di 800.000 euro.

Insomma, che ne possiamo dedurre? E’ evidente che, come per tutti gli altri Festival (l’esempio più facile è Venezia, ma in realtà per Berlino è molto peggio, a meno che non vinca l’Orso d’oro un film italiano), il valore commerciale della Palma d’oro si sia affievolito, anche perché (molto banalmente) si è ridotto il pubblico che va al cinema a vedere questi prodotti. E’ curioso comunque che le due Palme d’oro ottenute da Ken Loach, a distanza di 10 anni, abbiano incassato lo stesso risultato da noi. Interessante anche che un film come Amour abbia ottenuto il doppio di quanto aveva fatto l’altra Palma d’oro di Michael Haneke, Il nastro bianco, a conferma che poi sono fondamentali i film (e l’interesse che ottengono, nel primo caso anche coronato agli Oscar). Di sicuro, se escludiamo Tree of Life (in cui la presenza di Sean Penn e – soprattutto – Brad Pitt è stata fondamentale per il risultato), è dal 2004 che non si superano i due milioni al botteghino.

Ci si chiede peraltro se, in certe occasioni, le giurie non cerchino troppo di ‘aiutare’ film difficili e a cui la Palma sicuramente aiuta molto, piuttosto che cercare di premiare semplicemente i più meritevoli (ma forse questo discorso va fatto soprattutto a Venezia, dove un film come Birdman può essere completamente trascurato, a favore di titoli assolutamente dimenticabili). Accade poi (ma questo ovunque) che alcuni film – magari non i migliori di quei registi – servono anche per premiare tutta la carriera di un realizzatore.

Insomma, chiunque vincerà domenica (e l’impressione è che non sarà un nome ‘caldissimo’), non avrà vita facile al botteghino. Dando per scontato (ma chissà, magari non è detto) che la Palma d’oro 2017 esca in sala…

Robert Bernocchi
Robert Bernocchi
Story editor & Data Analyst at Pepito Produzioni e Data and Business Analyst at Cineguru.biz & BoxOffice.Ninja. In passato, responsabile marketing e acquisizioni presso Microcinema Distribuzione, marketing e acquisizioni presso MyMovies.
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