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Netflix: i film, i cinema e i rivali

Netflix, la celebre piattaforma online, continua a far discutere, grazie alle sue scelte poco inclini al e ai cinema e alle dichiarazioni di Ted Sarandos

La Milken Global Conference prosegue a presentare personaggi importanti e discussioni che sono al centro dell’industria dell’audiviosivo, dopo l’intervento di JJ Abrams di cui vi avevamo parlato qualche giorno fa. Ultimamente, è avvenuto lo stesso per una conferenza che vedeva coinvolti – tra gli altri – l’amministratore delegato della CBS Les Moonves e il responsabile dei contenuti di Netflix Ted Sarandos, come riporta il sito The Wrap.

Non sono mancate le solite dichiarazioni polemiche di Sarandos, come “non sto cercando di tenere qualche contenuto fuori dai cinema. Le persone vogliono soprattutto avere accesso ai contenuti quando sono al centro dei loro pensieri”. Queste punzecchiature alle sale sono ormai un suo marchio di fabbrica, quasi paradossali visto che sono i cinema che non vogliono proporre i film di Netflix se escono online in contemporanea (e non il contrario). Così, è arrivata facile la battuta del fondatore della United Talent Agency, Jeremy Zimmer, che ha suggerito a Sarandos, per raggiungere i suoi scopi, di comprarsi la catena Regal Cinemas, ricevendo però una risposta chiara: “non è un’acquisizione che vogliamo fare”.

Interessante anche quello che dice Moonves. “Credo che la televisione abbia imparato molto dal business musicale, che all’inizio ha perso il treno giusto. Il business delle sale deve cambiare il suo modello”. Moonves si riferisce alla capacità di offrire agli spettatori i contenuti anche on demand e in maniera non lineare, ma qui forse il paragone non è perfettamente calzante. La televisione si gode sempre a casa (che sia ‘live’ o on demand), il cinema è un’esperienza esterna, che impone di uscire. A meno che Moonves non suggerisca alle sale di entrare in partnership con servizi come Screening Room, non è ben chiaro quale sia il suo consiglio.

Altro aspetto importante su cui si sono confrontati i due dirigenti: i numeri delle loro piattaforme online (nel caso della CBS, il servizio streaming All Access). Nessuno dei due ha voluto entrare nei dettagli sulle cifre di visualizzazione. Ma l’aspetto interessante, menzionato da Sarandos, è che lo streaming sembra avere margini di crescita e non stia portando alla cannibalizzazione tra aziende concorrenti.

Se dieci anni fa avessi detto che noi avremmo avuto 100 milioni di abbonati e che la HBO sarebbe cresciuta, mi avreste dato del pazzo. Sembra proprio che la crescita della televisione su Internet sia un beneficio per tutti”.

Come invece riporta il sito Filmtake, sembra proprio che gli appassionati di cinema, desiderosi di trovare una piattaforma ricca di film (magari anche classici e non solo moderni), non debbano rivolgere le loro attenzioni a Netflix.

In effetti, come ha rivelato lo stesso Sarandos, più dei due terzi del tempo che gli abbonati passano sulla piattaforma, è dedicato alla visione di serie televisive (direttamente prodotte da Netflix o acquistate), mentre meno di un terzo ai film. Per questa ragione, la library di film è diminuita molto, anche in linea con la politica di questa azienda nell’ultimo periodo, più portata a investire direttamente sui propri prodotti, che invece a ‘foraggiare’ aziende esterne. Molto difficile che cambi qualcosa in futuro, soprattutto per quanto riguarda i film…

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