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Come vanno gli youtuber al cinema?

Molti pensano che gli youtuber non funzionino al botteghino italiano. Ma è veramente così? Dipende dai casi. E dagli youtuber...

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Da quando gli youtuber sono diventati un business importante e sono anche passati al cinema, non c’è dubbio che le discussioni siano diventate infuocate. “Non servono a nulla, il loro pubblico non lo portano al cinema” dicono in molti. La realtà, come spesso succede, è un po’ più complessa. Prendiamo alcuni esempi di film e youtuber e vediamo come sono andati…

Game Therapy
E’ diventato un caso per tanti motivi, molti sbagliati. Intanto, 4 youtuber molto popolari, ossia Favij (al momento, 3,5 milioni di iscritti al suo canale youtube), Leonardo De Carli (più di 800.000), Federico Clapis (831.318 fan su facebook) e Zoda (729.000 follower su Instagram). Una presentazione alle Giornate professionali di Riccione che aveva fatto sensazione, per la centinaia di fan che li aspettavano. Un massacro della critica nei confronti del film (o forse, anche dell’idea che si possa fare una pellicola del genere). Un risultato (quasi 1,3 milioni di euro) giudicato non all’altezza, forse perché non è riuscito a prendere bene gli adolescenti (autonomi) e ha avuto difficoltà a prendere i bambini (non autonomi), che dovevano convincere i genitori a portarli al cinema. Tuttavia, è veramente un flop? Il film ha sostanzialmente incassato quanto Fai bei sogni (libro vendutissimo in un milione di copie, cast notevole, Bellocchio come regista, presentazione al festival di Cannes, ecc.). Al di là dei costi produttivi (che non conosco) credo che su Game Therapy si sia giocata una partita che andava al di là del film stesso.

Guglielmo Scilla
Guglielmo Scilla (735.849 iscritti al suo canale Youtube), il primo forse a lavorare seriamente nel mondo del cinema, sia con una serie di film come comprimario, che con un titolo completamente incentrato su di lui. Quest’ultimo, 10 regole per fare innamorare, non era stato un enorme successo, visto che ha incassato 804.209 euro. Molto meglio i titoli come spalla di Boldi (Matrimonio a Parigi, 4,2 milioni) e nella pellicola corale di grande successo Fuga di cervelli, che al botteghino ha fatto segnare 5,1 milioni.

Frank Matano
E’ decisamente quello che ha fatto la carriera più importante, non solo al cinema, ma anche in televisione, sfruttando al massimo i suoi grandi numeri sul web (3,1 milioni di fan su Facebook). In effetti, viene da grandi successi come Fuga di cervelli (5,1 milioni) e Ma che bella sorpresa (5,2 milioni), oltre a Tutto molto bello (meno convincente, ma comunque 1,6 milioni incassati). Vedremo in futuro se lo dovremo considerare ormai un personaggio televisivo o se sarà impegnato ancora al cinema.

Un Natale al sud
3 milioni di incasso per questo film, meno di quanto fatto un anno prima da Matrimonio al sud (3,7 milioni), ma decisamente meglio del precedente film con Boldi, La coppia dei campioni (413.205 euro). Nel cast, tre youtuber presenti: Simone Paciello (946.000 follower su Instagram, 859.335 su Youtube), Riccardo Dose (576.867 fan su Facebook) e Giulia Penna (414.968 su facebook). Oltre all’apporto artistico, hanno fornito un supporto (anche più importante) alla promozione di >Un Natale al sud.

Sempre meglio che lavorare
Qui poco da dire, il film dei Pills (237.750 fan su Facebook) Sempre meglio che lavorare non ha proprio funzionato (557.273 euro) ed è stato più utile per generare polemiche poco eleganti sul web che incassi degni delle aspettative.

Classe Z
E’ vero, c’era Greta Menchi (1,7 milioni follower su Instagram, 1,1M su Youtube), ma era soprattutto un film corale. Incasserà circa 900.000 euro. Senza far finta che il film sia un successo, è anche vero che Classe Z è costato (come si può vedere nelle richieste al Ministero, che ha conferito solo un interesse culturale senza finanziamenti), 2,9 milioni, un budget limitato per una commedia.

Come diventare grandi nonostante i genitori
Questo film rappresenta un’eccezione rispetto agli altri di cui parliamo, considerando che non c’erano direttamente degli youtuber, ma è interessante inserirlo in questo articolo, visto che alcuni dei giovani attori vengono da popolari serie tv e soprattutto (in linea con quanto stiamo dicendo) sono molto popolari sui social, in particolare su Instagram (a ulteriore dimostrazione che ormai, per i ragazzini del 2017, questo social è molto più popolare di Facebook). Stiamo parlando in particolare di Leonardo Cecchi (ben 566.000 follower su Instagram), Federico Russo (761.000), Eleonora Gaggero (576.000) e Saul Nanni (582.000). Insomma, in quattro, più di due milioni di follower, sfruttati benissimo nella promozione e che hanno sicuramente contribuito molto all’incasso di Come diventare grandi nonostante i genitori, che è stato di circa due milioni di euro.

In questo senso, si conferma che questi attori-influencer possono essere determinanti per il successo di un film anche per il semplice fatto di riuscire a parlare in maniera efficace con un pubblico che spesso non segue molto i mass media tradizionali (e che quindi non è raggiungibile con la promozione su questi canali).

Da tutti questi dati, cosa ne deduciamo? Sicuramente, avere uno youtuber importante in un ruolo di spalla si è dimostrata un’idea convincente e soprattutto per le commedie bisognerebbe rifletterci. Penso, per esempio, a un personaggio come il Faina, che sembra perfetto per una pellicola di Carlo Verdone o Massimiliano Bruno.

Insomma, la domanda spesso è mal posta: non è tanto “lo youtuber fa incassare o è una bufala”? quanto invece “in un ruolo di spalla, mi conviene di più prendere un giovane sconosciuto o uno che ha un milione di fan/iscritti al suo canale e fargli fare una promozione gratuita al mio film?”. A quel punto, la risposta è scontata.

Per quanto riguarda film con youtuber come protagonisti ‘unici’ e non pellicole corali, il discorso non è semplice. I dati non sono sicuramente straordinari, ma ci si può chiedere: con il progetto giusto, cambierebbe qualcosa? Magari lo vedremo nei prossimi anni. Detto questo, se facessimo qualche confronto con alcune pellicole per adolescenti (senza youtuber) uscite recentemente e che magari non hanno superato i 300.000 euro di incasso, credo che alcuni di quei risultati, considerati dei flop, potrebbero essere (almeno parzialmente) rivalutati.

Ma un punto sicuramente importante, è il target che questi youtuber cercano. Forse la difficoltà è che (come abbiamo segnalato per Game Therapy), si punta sugli adolescenti, ma poi magari sono i bambini (intesi come 10-13 anni) quelli che sarebbero più indicati per vedere certi prodotti, per seguire l’artista che vedono sul web tutti i giorni. Lì ovviamente entriamo in un terreno minato: il genitore accompagna volentieri il/la figlio/a a vedere un cartone Pixar o Dreamworks, ma magari non fa lo stesso per un prodotto del genere. E quindi alcuni titoli rischiano di essere recuperati solo negli sfruttamenti successivi alla sala.

L’importante, come sempre, è riuscire a trovare dei film che non sembrino un mero strumento per sfruttare la popolarità di un artista sul web (in sostanza, non molto diverso da quanto si faceva negli anni sessanta con i ‘musicarelli’), ma che funzionino come film tout court. Insomma, sfruttiamo la popolarità degli youtuber/influencer per la promozione, più che per il prodotto artistico di per sé. D’altronde, se pensiamo a blockbuster come Fast & Furious e alla promozione sui social degli attori, dove i confini tra la realtà e la ‘famiglia’ del film diventano quasi labili, capiamo bene quanto siano efficaci queste tecniche di promozione sul web.

Di sicuro, l’errore che si può fare è mettere tante situazioni e youtuber/influencer molto diversi insieme, cercando di trovare una risposta univoca (e magari, un po’ ideologica) a una questione un po’ più complessa…

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