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22 novembre 2016 • 08:20 • Scritto da
Laura Croce

Amazon diventa global e rilancia la sfida a Netflix (anche in Italia)

Il servizio di SVOD del portale di eCommerce pronto a debuttare in 200 Paesi tra cui il nostro, marcando una nuova milestone nel comparto dello streaming a livello mondiale.

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Da soli cinque Paesi al mondo intero. Se c’è qualcosa che di sicuro non si può rimproverare ad Amazon è la capacità di scuotere i mercati con mosse ambiziose, o almeno comunicate come tali: usando il promo YouTube della sua nuova serie originale, The Grand Tour, l’operatore ha di fatto anticipato un’espansione globale del suo servizio di SVOD (subscription video on demand) che dovrebbe concludersi già nel mese di dicembre, rilanciando l’accesa competizione con Netflix. I primi rumor riportati dal Wall Street Journal parlavano di ben 200 nuovi Paesi e territori, quantificazione in seguito confermata da una serie di tweet della star del programma, Jeremy Clarkson, intento ormai da giorni a celebrare il nuovo traguardo dell’editore dello show.

AMAZON GOES GLOBAL

Come abbonamento all’eCommerce Prime vanta già tra i 63 e i 69 milioni di utenti complessivi, a seconda delle stime, ma per quanto riguarda lo streaming a pagamento le dimensioni sono ancora ristrette tanto che i mercati coperti si contano proprio sulla punta delle dita, nonostante si tratti dei più rilevanti in termini di ricavi.  Parliamo infatti di Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Austria e Giappone, più l’aggiunta annunciata e attesa da tempo dell’India con il suo peculiarissimo e ghiotto background audiovisivo. Di sicuro ci aspettava un ampliamento di tali attività, ma il teasing del roll-out globale è un segnale fortemente assertivo, che preannuncia la volontà dellà compagnia di Jeff Bezos di recuperare in fretta il terreno perso in quasi un anno dall’annuncio del suo primo competitor, Netflix per l’appunto, di aver raggiunto ogni capo dell’orbe a eccezzione di Cina, Corea del Nord e pochi altri territori caldi dal punto di vista geopolitico.

Come predetto dalle indiscrezioni, anche l’Italia sarà interessata da questa nuova ondata on demand, in cui si evidenzia un trend di consolidamento incentrato su pochi player. Da una parte gli OTT, ossia i colossi del web che sfruttano la rete per bypassare i canali di distribuzione tradizionali dell’audiovisivo, dall’altra gli incumbent della tv e delle telecomunicazioni che si stanno sempre più attrezzando con una propria offerta on demand per rispondere alla sfida dell’online.

LA SFIDA CON NETFLIX

L’espansione globale è solo l’ultimo capitolo nella competizione che vede contrapposte le aziende di Jeff Bezos e Reed Hastings. Secondo la stima dell’istituto di ricerca Strategy Analytics, il predominio in termini di market share dello SVOD negli USA è saldamente in mano a Netflix con una fetta del 53%, seguita dal 25% di Amazon e dall’appena  13% di Hulu, la piattaforma controllata dalle principali emittenti tv americane. Bisogna però sottolineare come il 40% degli abbonati a un servizio di streaming possieda almeno due diverse sottoscrizioni, lasciando perciò ancora ampio margine di spazio ai concorrenti dell’incumbent.

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Proprio per migliorare la propria posizione, negli ultimi mesi il portale di eCommerce ha sfornato parecchie novità, come la possibilità di abbonarsi al servizio di SVOD su base mensile anziché annuale, andandosi perciò a posizionare esattamente nella stessa fascia di prezzo della rivale. La stoccata più importante è stata messa a segno tuttavia sul fronte dei contenuti cinema, con Amazon che si è impegnata in una vera e propria strategia di acquisizione e distribuzione volta a garantire alle opere un’uscita in sala con un buon numero di copie e in linea con le windows tradizionali. Mossa che secondo  molti osservatori sarebbe mirata principalmente ad assicurarsi un posto nella Awards Season cinematografica, solitamente molto restia a considerare il mondo dei film on demand e soprattutto quello relativo a Netflix, ferma sulla sua linea dura dell’abbattimento totale delle finestre tra l’uscita theatrical e quella online. Anche il listino scelto da Amazon sembrerebbe prestarsi invece alla corsa per le prestigiose statuette di Academy e Globes, con ben cinque titoli presentati all’ultimo festival di Cannes e firmati da nomi quali Woody Allen, Jim Jarmush, Nicolas Winding Refn e Park Chan-Wook.

AMAZON, L’ITALIA E LO STATO DEL VIDEO ON DEMAND

In Italia il colosso dell’eCommerce andrà a posizionarsi in un mercato ancora in via di sviluppo ma molto più maturo di quanto non lo fosse prima dell’arrivo di Netflix, nell’ottobre del 2015. L’Istituto per la competitività I-Com stima 2 milioni di utenti attuali di SVOD, in confronto ai circa 700 mila presenti a inizio 2016, mentre secondo i ricercatori di IHS i ricavi del comparto chiuderanno l’anno a ben 95 milioni di euro, indice di come il pubblico italiano stia volgendo il proprio interesse non solo verso le opzioni low cost offerte dal leader americano dello streaming, ma anche a quelle più simili a un pacchetto di pay-tv componibile in base ai propri interessi, che fanno capo soprattutto ai broadcaster Mediaset (Infinity e Premium Online) e Sky (Now TV, TIM Sky).

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