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Darroch, Sky: Italia strategica nei contenuti, nessuna paura di Vivendi

Nessuna fusione in vista con le telco ma flessibilità rispetto alla piattaforma, contenuti originali come Gomorra e The Young Pope e targeted advertising. Ecco gli assi che l'emittente intende giocare contro la concorrenza della nuova Mediaset Premium controllata da Vivendi.

Con la creazione dell’hub di Sky Arte, il successo di Gomorra, il buon debutto della sua seconda stagione e The Young Pope di Paolo Sorrentino, il nostro Paese è pronto a giocare un ruolo di primo piano – per quanto non esclusivo – nei contenuti originali di Sky, il colosso europeo del satellite controllato dal gruppo Murdoch. Ad assicurarlo in un’intervista al Sole 24 Ore è lo stesso CEO dell’emittente, Jeremy Darroch, che vede il ramo italiano della pay-tv come particolarmente focalizzato sulle produzioni originali, che insieme all’innovazione tecnologica e al customer service costituiscono uno dei “tre pilastri” della compagnia. Ciò non significa però che tutte le serie e tutte i programmi verranno realizzati in Italia, così come in nessun altro degli Stati che rientrano sotto il cappello dell’emittente, cioè Reno Unito e Germania.

Riguardo all’innovazione, invece, Sky si dice “agnostica” rispetto alla piattaforma, perché: “La verità è che non tutti vedono la tv allo stesso modo”. L’obiettivo è dunque la flessibilità, e in quest’ottica Darroch esclude anche operazioni particolarmente dirompenti sul piano della convergenza. “Il quad play è una risorsa per lo sviluppo e la crescita, e il mobile una grande prospettiva”, ha spiegato il CEO, secondo cui però non c’è nessun segnale che i consumatori preferiscano ricevere questo tipo di pacchetti (telefono+internet+tv) da un unico soggetto. Spazio dunque alla partnership con le telco ma non ad acquisizioni o fusioni di rilievo nel campo della telefonia. Ricordiamo però che nel Regno Unito, dove la commistione tra questi due settori è a uno stadio decisamente più avanzato, Sky è già un internet provider e uno dei suoi principali competitor va ricercato proprio in BT (British Telecom), che con un’aggressiva campagna di acquisizioni nei diritti sportivi ha portato la sua offerta di IPTV [tv via internet] a fare agguerrita concorrenza all’emittente di Murdoch.

Tornando all’Italia, Darroch ha minimizzato il peso del nuovo soggetto che si appresta a fare il proprio ingresso nella pay-tv e nel video on demand italiano, cioè quello nato dalla cessione di Mediaset Premium al colosso mediatico francese Vivendi. “Ovviamente guardiamo alla concorrenza, ma non sarà questa a determinare la nostra strategia”, ha commentato semplicemente il CEO, aggiungendo che Sky ha lo spazio per crescere in Italia nonostante l’ostacolo posto dalle condizioni macroeconomiche del Paese. Da questo punto di vista un ruolo verrà giocato sicuramente anche dal targeted advertising, che permette di differenziare la pubblicità a seconda del profilo dell’abbonato. Una feature già attiva nel Regno Unito e in arrivo in Italia entro la fine dell’anno, grazie a cui secondo Darroch si aprirà una nuova importante fonte di introiti essendosi dimostrata tre volte più efficace degli annunci, per così dire, generalisti.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

Davide Dellacasa

Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.

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